di VALERIA ROSSI – Sono trent’anni – giorno più, giorno meno – che faccio battaglie contro il traffico di cuccioli dall’Est europeo e in generale contro tutte le importazioni da canifici (di qualsiasi nazionalità) a venditori cagnari. Ma se all’inizio di questa battaglia eravamo in quattro gatti, oggi siamo veramente in tanti a lottare contro questo traffico: allevatori, animalisti, associazioni, veterinari… perfino i media, anche se con un ritardo almeno decennale, si sono accorti di questo traffico veramente vergognoso e hanno cominciato a parlarne.
E’ stata perfino promulgata una legge che teoricamente (molto teoricamente… perchè, come da proverbio, fatta la legge si è trovato l’inganno, con una bella produzione di documenti falsi) avrebbe dovuto permettere controlli più severi sulle importazioni.
Insomma, si è fatto parecchio (non abbastanza, ma qualcosa sì) per contrastare almeno in parte questo schifoso traffico. E si è fatto decisamente molto, a diversi livelli, per informare i potenziali acquirenti.
Ma che cos’è cambiato?
Niente, o quasi.
Moltissime persone cadono ancora nella rete dei trafficanti, perfino quando sanno perfettamente dell’esistenza di un traffico di cuccioli: perché di fronte a un musetto che sprizza tenerezza da tutti i pori, purtroppo, tutte le difese crollano.
L’ultimo esempio in ordine di tempo è quello di Francesco, a cui lascio direttamente  la parola perché la sua testimonianza è un esempio veramente lampante di come si possa cadere in questa vergognosa rete.

Salve, mi chiamo Francesco e scrivo per raccontare la triste storia di un cucciolo.
Vivo da qualche mese insieme alla mia ragazza con la quale abbiamo deciso di affrontare la bella avventura di adottare un cucciolo da crescere insieme. Dopo diverse settimane di ricerche ho trovato l’annuncio di un privato che vendeva cuccioli di Akita Inu. Dopo diverse telefonate ho ritenuto di potermi fidare e mi sono recato a casa sua per vedere i cuccioli disponibili (due, in questo caso).
Entrati in casa vediamo subito questi meravigliosi cuccioli, piccoli e tenerissimi (il privato sosteneva che avessero 75 giorni).
Dopo una chiacchierata e un caffè arriva il momento più difficile: sceglierne uno da portare via con noi. Ci rechiamo così dal suo veterinario di fiducia perchè il venditore “voleva garantirci che stavamo portando a casa un cucciolo sano”.
Il veterinario effettua una visita sommaria (battito, temperatura, orecchie ecc.) e ci da una compressa di Drontal per la sverminazione, dicendoci che probabilmente per due o tre giorni il piccolo avrà diarrea.
Da premettere che Kenta (così abbiamo chiamato il nostro cucciolo, che è quello che vedete nelle foto), è il nostro primo cane, per cui ci siamo fidati del veterinario e siamo tornati a casa del venditore per concludere l’acquisto.
Gli chiedo se è possibile vedere i genitori del cane e a questo punto, mostrandoci il passaporto, lui ci dice che i genitori sono in Slovacchia. Dopo tutte le storie di queste “tratte” di esseri viventi dall’Est che si sentono al telegiornale, questa risposta fa scendere il gelo nella stanza, mentre Kenta tra le braccia della mia ragazza le mordicchia le dita.
Ci eravamo già innamorati di lui, non lo avremmo lasciato lì.
Non eravamo al corrente di questo prima di recarci dal privato, eravamo convinti che fossero nati a casa sua, magari perchè possedeva uno dei due genitori…
Il privato ci dice che li alleva un suo parente all’estero e che glieli consegna personalmente con tutte le carte in regola, prendendosene cura durante il viaggio nel modo dovuto.
Decidiamo di fidarci, anche perché sul passaporto erano segnati tutti i vaccini (stiamo scoprendo giorno per giorno la triste realtà di questo maledetto traffico e di tutti i retroscena che gli fanno da contorno) e il veterinario ci aveva rassicurato sulla salute di Kenta.
Così pago il cucciolo e andiamo a casa.
Oltre al passaporto il venditore ci consegna un modulo per la cessione del cane che noi avremo poi dovuto portare alla ASL della nostra città, ma nessun documento d’iscrizione all’anagrafe canina (che mi sono fatto mandare via fax dopo qualche giorno. Era timbrato dall’ ASL, ma la data era uguale a quella della spedizione: qualcosa non torna, perchè doveva essere datato molti giorni prima).
Quando arriviamo a casa Kenta è molto vivace e mangia come un leone.
Tutto nella norma e noi… felicissimi. Ha un po’ di diarrea, ma non ci allarmiamo: il veterinario ce l’ha detto, è normale che il farmaco abbia questo effetto.
Passiamo due giorni felicissimi col nostro meraviglioso Kenta. Finalmente abbiamo il nostro”bimbo”.
Lunedi iniziano i primi sintomi di quelle che poi sono diventate due settimane di calvario. Innappetenza, poca voglia di giocare, ma le coccole… quelle le fa, ci vuole già’ bene. E noi a lui.
E’ intelligente, in un giorno ha imparato a fare i bisogni sulla traversina: non sbaglia un colpo. Il nostro piccolo è meraviglioso.
Martedi è il giorno della visita dal nostro veterinario di fiducia, ma Kenta prima dell’ora dell’appuntamento giace immobile sul cuscino che gli avevamo comprato…
Sguardo spento, irrigidito, non sta per niente bene. Avvolgo Kenta in una coperta e via. Come un fulmine corro in clinica, dove Kenta viene ricoverato perchè, sebbene non fossero ancora chiare le cause, è fortemente disidratato e debilitato.
L’esame delle feci rivela una parassitosi da coccidi, ma i sintomi peggiorano nonostante le cure, tanto da far pensare alla parvovirosi, per la quale doveva già essere stato vaccinato.
Diarrea emorragica e vomito inarrestabile lo debilitano ogni giorno di più, nonostante le continue cure. Il vomito causa poi una polmonite ab ingestis che lo porta a morire dopo due settimane di ricovero in clinica.
Siamo distrutti, gli siamo stati accanto tutti i giorni e abbiamo sperato di salvarlo fino alla fine.
E lui ha combattuto con tutte le sue forze, povero piccolo.
E’ stato orribile vederlo soffrire così.
Dopo aver visitato un allevamento serio di Akita Inu abbiamo capito che il passaporto era falso, e col passaporto probabilmente lo erano anche tutti i timbri e le etichette dei vaccini: infatti il nostro piccolo non poteva assolutamente avere due mesi e mezzo. Abbiamo scoperto che un Akita di quell’età è all’incirca il doppio di Kenta.
Kenta si è ammalato perchè è stato tolto troppo presto dalla mamma e probabilmente ha viaggiato senza alcuna vaccinazione e in condizioni precarie.
Kenta ha sofferto tanto ed è morto perchè queste persone spietate pensano solo ad arricchirsi e trattano gli animali come oggetti.
Noi abbiamo sbagliato perchè avremo dovuto essere molto più informati: ma abbiamo agito in buona fede e una volta capito l’errore, avremo dato tutto l’oro del mondo per salvarlo.
Non fate mai il nostro stesso errore perchè è orribile veder soffrire queste dolcissime creature e inoltre contribuireste ad alimentare questo assurdo e già enorme traffico. Piuttosto lottate, come stiamo facendo noi dopo questa brutta esperienza, per fermare questa atroce ingiustizia.

Come si può facilmente intuire, i cagnari hanno il gioco facile, anzi facilissimo, nel turlupinare persone già innamorate del batuffoletto di pelo che hanno tra le braccia.
E anche se queste persone hanno letto articoli e libri, hanno visto trasmissioni TV, hanno piena consapevolezza dell’esistenza del traffico di cuccioli…pur di non rinunciare a quel piccoletto che ha già conquistato il loro cuore sono disposti a bersi qualsiasi panzana: il parente slovacco, l’età diversa da quella che dimostra il cucciolo (d’altronde, come può un neofita sapere quanto dev’essere grande un cucciolo di 75 giorni?), le rassicurazioni del veterinario che, in molti casi, è complice del cagnaro… ma in altri può anche essere in buona fede, perchè le malattie virali più comuni, quelle che uccidono un buon cinquanta per cento dei cuccioli provenienti dai canifici dell’Est, hanno un’incubazione abbastanza lunga, e finché non diventano sintomatiche il cucciolo appare sanissimo anche agli occhi del medico.
L’unico modo per difendersi da queste vere  e proprie trappole per ingenui è chiedere, per primissima cosa, se i genitori dei cuccioli sono visibili.
Almeno la madre, perché il padre potrebbe anche vivere altrove… ma la madre DEVE essere presente insieme alla cucciolata. Se così non fosse, non andate neppure a vedere i cuccioli.
Girate alla larghissima. Non lasciatevi neppure incuriosire.
Tagliate immediatamente ogni contatto già per telefono, perché farlo di persona, con il cucciolo che vi mordicchia i piedi, diventa immensamente più difficile.
Ricordate: non tutti i privati sono importatori e/o cagnari, ma ormai MOLTISSIMI cuccioli dell’Est vengono smerciati proprio attraverso famiglie private, sia per aggirare più facilmente le leggi sulle importazioni, sia per risultare più “appetibili” agli occhi del cliente.
Molta gente, infatti, ha ormai cominciato a diffidare dei negozi, delle fiere del cucciolo, degli allevamenti multirazza… ma il privato ispira ancora simpatia e fiducia.
Fa pensare alla classica cucciolata “di casa” allevata con tanto amore e ceduta a un prezzo abbordabile (purtroppo il primo specchietto per le allodole è sempre il prezzo: il cliente va dal privato anziché dall’allevatore perché pensa di “fare l’affarone”).
I risultati, purtroppo, sono quelli che avete appena letto.

A noi non resta che ricordare, per l’ennesima volta, che:

– i canifici dell’Est (e non solo dell’Est) producono cani come se fossero oggetti, badando SOLO a spendere meno possibile: quindi cibo di scarsa qualità, nessuna sverminazione o vaccinazione, condizioni igieniche deprecabili e così via;
– le cagne vengono fatte partorire ad ogni calore e vengono tenute in gabbie per tutta la vita (a volte sollevate da terra in modo che le deiezioni escano: a volte neanche quello);
– i controlli sanitari non esistono, come non esistono le vaccinazioni. Tantomeno esistono i controlli morfologici o gli esami per le malattie genetiche (la maggior parte dei cagnari non sa neppure che esistano, ma anche sapendolo si guarderebbero bene dallo spendere i soldi necessari per eseguirli);
– i pedigree, quando ci sono, sono immancabilmente falsi; dopo l’entrata in vigore della nuova legge, invece, i passaporti e i libretti sanitari sono quasi sempre veri… ma non danno alcuna garanzia, perché basta un veterinario compiacente per appiccicare bollini e firmare libretti senza che il cucciolo abbia mai ricevuto alcuna vaccinazione (ricordiamo, tra l’altro, che una vaccinazione eseguita prima dei 50 giorni è praticamente inutile);
– i cuccioli vengono tolti alla madre appena svezzati, intorno ai trenta-trentacinque giorni, e caricati su furgoni o camion (ultimamente anche in macchina, perché i controlli sono meno frequenti) a centinaia, dentro gabbie per polli o conigli o addirittura stivati sotto i sedili;
– a causa di queste terrificanti condizioni di allevamento, i cuccioli hanno un sistema immunitario debolissimo e sono facile preda di qualsiasi malattia: tra queste, purtroppo, sono frequentissime quelle virali, come cimurro e parvovirosi, che risultano quasi sempre letali;
– arrivati in Italia, i cuccioli sopravvissuti (anche meno della metà, per ogni viaggio) finiscono nei negozi, negli allevamenti multirazza (da 10 razze a 100), nelle fiere del cucciolo e recentemente anche in famiglie private che li smerciano raccontando storie inesistenti (dalla fattrice amatissima che è morta mettendoli al mondo al parente lontano che li ha incaricati di vendere i cuccioli perché lui non se poteva occupare…e mille altre panzane tese a giustificare la mancanza della madre dei piccoli);
– i cuccioli, alla fonte, vengono pagati 50/150 euro l’uno (a seconda della razza)…e rivenduti a prezzi che possono variare dai 4-500 euro ai 2-3000 euro per le razze più “pregiate”. Alcuni cagnari, incredibilmente, vendono queste povere creature a prezzi addirittura superiori a quelli di un buon allevamento italiano;
– i cuccioli (specie in negozio o nei sedicenti “allevamenti” che in realtà sono importatori a tutti gli effetti)  vengono venduti quasi sempre con garanzia di 24-48 ore o di una settimana, quando le malattie infettive più gravi hanno un’incubazione di almeno 10 giorni;
– i cuccioli invenduti, se crescono troppo e non sono più appetibili per il cliente, vengono fatti misteriosamente “sparire”;
– i contratti di acquisto, quando esistono, comprendono clausole vessatorie ed assurde: per esempio, non puoi andare da un veterinario prima di 3 giorni o DEVI rivolgerti al loro veterinario di fiducia. Queste clausole NON sono valide, ma l’acquirente medio non lo sa e quasi sempre le rispetta.

La metà circa dei cuccioli di provenienza cagnara SI AMMALA – e spesso muore – entro una settimana-dieci giorni dalla vendita. Quelli che sopravvivono, in compenso, presentano quasi immancabilmente uno o più di questi problemi:

1. Tipicità scarsa o nulla: il cane somiglia vagamente alla razza che dovrebbe rappresentare, ma le differenze con i “veri” soggetti di quella razza sono eclatanti;
2. Malattie genetiche (displasia dell’anca e/o del gomito, cardiopatie, patologie oculari) in una percentuale del 40-50% superiore alla media della razza;
3. Problemi comportamentali come mordacità, iperattività, timidezza, fobie, ecc. legate alla deprivazione: il cucciolo ovviamente non ha modo di interagire con la madre e i fratellini durante i periodi sensibili, non riceve un’adeguata impregnazione e tantomeno una socializzazione corretta, insomma è destinato a presentare clamorose lacune caratteriali che solo in rari casi (e con grandi dispendi di energie e spesso anche di denaro) si riescono a superare;
4. Sistema immunitario debole, anche in età adulta e quindi sarà facile preda di tutte le malattie che possano venirvi in mente.
5. Potrebbe portare in Italia germi, batteri e virus tipici della sua zona di nascita, contro i quali i cani “nostrani” non hanno difesa. Qualche anno fa, dall’Ungheria, arrivò un tipo di parvovirosi contro cui le vaccinazioni erano inutili, perché apparteneva ad un ceppo sconosciuto. Prima ancora era arrivato un ceppo letale di cimurro.

Vale davvero la pena di mettersi in casa uno di questi cuccioli, solo per risparmiare qualche euro?
Purtroppo, per moltissime persone, la risposta è ancora “sì”. Anche per colpa della stupidissima propaganda animalista secondo la quale gli allevatori sarebbero tutti “criminali sfruttatori di esseri viventi”, la gente tende a rivolgersi al privato, che ovviamente non parlerà mai di “prezzo” del cucciolo, ma di “rimborsi spese”.
L’ultima frontiera della truffa cinofila è quella del cucciolo “gratis, pagando solo le spese di viaggio”: arriva una email in cui una persona, o una coppia, sostiene di doversi disfare di una cucciolata – ovviamente bellissima, di purissima razza, allevata con taaaanto amore ecc.ecc. – per motivi vari. Siccome vogliono solo che i cani vadano a star bene, non chiedono un centesimo, ma solo le spese di viaggio, rigorosamente aereo perché questi personaggi vivono sempre dall’altra parte del mondo.
Il cliente boccalone, convinto di aver fatto l’affare della sua vita, paga il trasporto aereo (2 o 300 euro) e aspetta trepidante un cucciolo che non arriverà mai, perché non è mai esistito.
In alcuni casi la truffa viene ulteriormente perfezionata raccontando che c’è stato un blocco in chissà quale dogana, che il cane è rimasto intrappolato all’aeroporto di Vattelapesca e che bisogna pagare una cifra X (di solito 1000 euro) per permettergli di riprendere il viaggio, altrimenti potrebbe morire di fame e di sete, povera stella, bloccato in quell’aeroporto. Diversa gente ha smenato anche questi soldi, sempre per non veder arrivare un beatissimo nulla.
Confrontata al traffico dei cani dell’Est, lo confesso, questa truffa mi è quasi simpatica: perché se non altro si vendono cani virtuali, che esistono solo nella fantasia dei truffatori e nei sogni degli ingenui acquirenti. Nessuno viene sfruttato, nessuno soffre, nessuno si ammala e muore.
Al contrario, i cuccioli dell’Est sono VERI. Sono esseri viventi, reali, sensibili, capaci di soffrire: e soffrono, accidenti se soffrono, vittime della cupidigia degli sciagurati venditori e dell’ingenuità  di chi ancora non vuole accettare la realtà e spera di essere l’unico fortunato che davvero otterrà un cane bellissimo e dolcissimo risparmiando qualche centinaia di euro rispetto al prezzo di un buon allevatore.
Peccato che il risparmio poi lo rispenda, spesso moltiplicato per dieci, in spese veterinarie che spesso non bastano neppure a salvare il cucciolo.
Come dicevo all’inizio, sono trent’anni che ripeto queste cose. Le dico a tutti quelli che conosco, le scrivo, le pubblico, le ripeto talmente spesso da averne quasi la nausea.
Oggi le ho ribadite per l’ennesima volta, e non credo di essere stata più convincente del solito: qualcuno continuerà a cascarci, qualcuno che cade nella trappola ci sarà sempre.
Però, magari, UNA singola persona che ancora non sapeva nulla del traffico di cuccioli potrebbe aprire gli occhi, evitando di farsi accalappiare: ed io sarei già contenta. Però, se ognuno di voi che leggete – proprio stile catena di Sant’Antonio – farà conoscere questa realtà a qualche amico, parente, conoscente o amico di FB… chissà, magari le persone capaci di aprire gli occhi potranno diventare due, dieci, venti.
C’è ANCORA bisogno di tanta informazione, e per questo siete tutti pregati di aiutarci a diffonderla… ma soprattutto c’è bisogno di un po’ di buon senso.
C’è bisogno che la gente capisca, una buona volta, che non si trovano da nessuna parte le Ferrari al prezzodi una Cinquecento: che bisogna mettersi il cuore in pace ed accettare il fatto che un cucciolo di qualità – bello, di buon carattere e soprattutto SANO – è frutto di un lavoro impegnativo e molto, molto costoso, che porta conseguentemente ad un certo prezzo.
Se non volete spendere, i canili strabordano di cani assolutamente gratis.
Se però volete un cane di razza, dannazione, andate da un allevatore serio.  Perché i cani di razza “nei saldi” non esisteranno mai e non li troverete mai.

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44 Commenti

  1. Francesco un abbraccio a te ed alla tua fidanzata, è una storia terribile, almeno grazie a voi Kenta ha avuto amore e cure nei suoi ultimi giorni di sofferenza, gli altri saranno morti in una scatola di cartone o sul pavimento…

    Vorrei aggiungere un altro raggiro all’elenco di quelli utilizzati da queste infami carogne:

    la messinscena dell'”animalista-eroe”: fingono di aver salvato una cucciolata dell’est e di voler trovare ora alle bestiole finalmente salve una bella casa…così sono a posto, niente genitori visibili, niente carte, niente controlli sanitari e se muore il cucciolo non è mica colpa loro, loro sono gli eroi che hanno salvato le creature, loro sono i buoni…che ovviamente hanno avuto delle spese, dovute naturalmente soltanto al costo dell’operazione di salvataggio…

    e se ci andate troppo tardi, non c’è problema, potete lasciare il nome e sarete ricontattati, perché stanno giusto per “salvare” un’altra cucciolata…

    • questa è ancora più interessante e -per me, almeno-del tutto nuova! Vuoi vedere che qualcuno lo sta già facendo…magari con finti beagle-green hill?

  2. Quello che fa veramente schifo è che i media oltre a mostrare saltuariamente qualche camion stracarico di cagnetti neonati importati illegalmente non spieghi mai certi retroscena criminali come questi.
    Dovrebbero descrivere nel dettaglio queste truffe esattamente come hai fatto tu in questo articolo, e visto che la televisione è ancora il mezzo numero 1 di informazione per la maggioranza delle persone, magari potrebbe rendere un servizio utile a chi per noncuranza, ignoranza o prese di posizione dogmatiche, non conosce queste realtà ignobili.

  3. Parlando del più e del meno con delle amiche una si lamenta che il suo cane, bulldog inglese di 9 mesi, distrugge tutto, non ascolta, e millemila altre cose.
    Così per parlare le chiedo “da dove viene?” e lei candida “dall’ungheria!”
    Il gelo cala nella stanza. Io “ah” e lei “beh ma ha tutti i documenti che ti credi?”
    Mi limito a dire “si si…. beh almeno andate da un educatore no?” e lei “che scherzi? mica è mio il cane è di mio figlio!”
    Da notare che il figlio è fuori casa, lavora lontano e torna a casa due giorni al mese!
    Comunque non devo aspettare più di 5 minuti perchè questa inizi a lamentarsi oltre che dei problemi comportamentali anche di quelli di salute… che a 9 mesi il cane è gia stato operato agli occhi “perchè la palpebra andava in dentro” e dovrà esser operato “in bocca perchè non respira bene”

    Eh però ha tutti i documenti, che vi credete?

  4. Quando e’ morto willy aveva 3 anni e una vasta gamma di malattie genetiche nel suo “pedigree”. Anche lui veniva dall’ ungheria.
    Sarebbe morto anche prima se un allevatore serio italiano non mi avesse coccolato, consigliato e indirizzato con cure e dottori giusti.
    Ho capito troppo tardi la differenza tra chi ama e rispetta i cani, pur vendendoli, e chi invece vuole solo fare soldi a tutti i costi.
    Il dolore non passa neanche dopo tanti anni. Francesco, un abbraccio a te e alla tua ragazza.

  5. ma vuoi vedere che, appena si sparge un po’ la voce, a casa di questi delinquenti si potrebbe trovare anche la cagna “finta madre” dei cuccioli??? aspettate ancora un po’ e cosi’ come han trovato il modo per trovare l’inganno alla legge, trovano il modo per trovare anche una falsa mamma….
    io dico: o conoscete il privato benissimo e sapete che e’ una persona seria oppure andate direttamente in allevamento!!

      • obiezione alla quale si risponderà che la cagna “non ha avuto il latte”, perciò i cuccioli sono stati allevati col biberon dal padrone… e ovviamente costano di più perché nel rimborso spese c’è anche il latte che costa tantiiiissimo

  6. purtroppo e’ una piaga virulenta e non c’e’ modo di fermarla, mi fa ancora piu’ rabbia poi sapere che questi esseri(chiamarli uomini e’ impensabile) transitano tutti dai valichi della regione dove abito.

  7. Terrorizzata dalle tante storie sui cuccioli dell’est,3 mesi fa mi sono rivolta ad un allevatore serissimo e molto conosciuto.Quando mi ha detto che la cucciolona che desideravo veniva dalla Polonia ho avuto una sincope :-)beh..si è polacca,ma viene da un allevamento pluriblasonato(di cui mi ha dato il sito internet)Ho il passaporto polacco con i vaccini in originale,pedigree da cui si vede che il padre viene direttamente da Israele,e il nonno è campione mondiale.Infatti non solo è sanissima, ma stupenda in tutto e per tutto..equilibrata e dolcissima..una ragazza moldava quando l’ha vista ha deciso di volerne una anche lei,quando le ho detto il prezzo che ho pagato ha detto che sono matta!Che a casa sua con 150 euro ne prende una uguale….le ho detto di accomodarsi:-)io sono felice di aver speso tanto,perchè ho veramente tanto!Perchè volevo un cane di quella razza la ,per il carattere e non tanto per l’estetica,perchè sarà al mio fianco x i prox 15 anni (almeno spero)e voglio che siano sereni e di vedere il vet giusto per i vaccini!
    Questo per dire che anche all’estero ci sono allevamenti serissimi, i cani costano esattamente quanto costano qua..ma hanno linee di sangue diverse.I cagnari ci sono ovunque..non solo all’est. Se uno vuole un cane di razza,sano ben selezionato,in linea con lo standard di razza,non può spendere meno di 1000 euro..ma verrà ripagato doppiamente ..perchè spenderà meno in spese mediche e avrà il compagno che desiderava.

    • Certo che gli allevamenti seri ci sono anche all’Est! Ma sono, appunto, allevamenti seri: quindi NON cedono cuccioli ai rivenditori. Quelli che si trovano in negozi, fiere & affini sono sempre e SOLO cuccioli di provenienza cagnara…e purtroppo l’Est europeo è pieno zeppo di canifici, anche perché la generale povertà rende appetibile, per loro, anche il prezzo di 50-100 euro che riescono a spuntare per ogni cucciolo.
      I veri delinquenti non sono i cagnari ungheresi o sloveni o polacchi che cercano di sopravvivere…e che comunque cedono i cuccioli al loro valore reale, cioè pochi spiccioli: sono gli importatori che su ogni cucciolo ricaricano il 1000 per cento quando lo vendono in Italia, senza aver fatto altra fatica che quella di stivare furgoni e camion.
      Invece gli allevatori che si smazzano per fare tutti i controlli, per seguire i cuccioli come se fossero loro figli, per alimentarli meglio che possono, difenderli dalle malattie eccetera eccetera… QUELLI vengono definiti “sfruttatori” perché magari vendono a cento euro in più del cagnaro 🙁

  8. Storia vecchia purtroppo!!!
    Buon vento Kenta ed osservo.
    In questo caso tu sai chi è e dove abita chi ti ha venduto il cucciolo con il bagaglio di balle correlate.
    Domando: sei ancora lì? Io avrei fatto una visitina al personaggio, così tanto perchè non si dimentichi…..e stai certo che dopo la visita avrebbe trovato particolarmente difficile dimenticare….

  9. Francesco la compravendita fra privati e’ regolata da leggi che in teoria dovrebbero tutelarti…io sentirei da un associazione consumatori poi a quel farabutto che ti ha venduto il cucciolo gli auguro un bel tumore rapido e grosso al cervello

  10. Mi spiace molto x la tristissima storia di Kenta che nella sua breve vita ha avuto comunque la fortuna di trovare dei “genitori “così amorevoli ma……..ricordo a Francesco che ci sono nei canili centinaia di splendidi cani che vorrebbero solo dare amore e gratitudine a chiunque li tolga da quelle gabbie (!?!)Basterebbe solo guardarli negli occhi sono certa che incontreresti lo sguardo di Kenta !Pensaci Francesco ciao hops BAO

  11. dei miei conoscenti hanno pagato la loro boxerina esattamente la metà di quello che io ho pagato la mia (loro in negozio)… dopo solo 6 mesi hanno speso una cosa come tre volte tanto per il veterinario…
    oltre al fatto che del boxer a mala pena ha il colore!

  12. ciao ho letto l’articolo e posso esprimere esperienza diretta anche se sono passati venti anni.
    anche io primo cane, volevo un boxer o un dobermann e su consiglio di un amico paterno per il mio compleanno ci siamo recati in un negozio. il boxer era stato venduto la mattina, quella sera c’era solo un dalmata e un labrador che venti anni fa erano molto pochi in italia. un cucciolo di sessanta giorni secondo loro e secondo il veterinario che aveva lo studio nel retrobottega di tale negozio. ma era il primo cane e ci siamo fidati. portiamo a casa una palla di pelo (cosi ci sembrava da ignoranti) invece era un mucchietto di ossa che manco aveva cinquanta giorni e pesava 3 kg scarsi ma è vero che quando li prendi in braccio è fatta.
    dopo 3 giorni tranquilli il cucciolo inizia a vomitare e a fare sangue con la diarrea…di corsa da un vet molto preparato che a colpi di parecchie centinaia di milalire fatica e tanta apprensione per quel cucciolo lo salva con diagnosi di parvovirosi o gastroenterite…i cui effetti a lungo tempo potevano essere scarsa crescita e problemi agli occhi oltre che denti delicati. beh il mio jerry rimase sempre molto delicato di salute ma arrivò alla veneranda età di 15 anni e mezzo.
    nonostante la batosta tre anni dopo decidemmo di comprare una femmina(non per fare razza certo) ma solo per compagnia da un altro importatore e per di più ad una fiera del cucciolo. portai a casa una cagnona di 5 mesi, sana, vaccinata e di ottimo carattere ma questo importatore (non per difenderlo) era una persona seria con un furgone attrezzato al trasporto di cani e cuccioli e ogni tanto anche se chiamabile cagnaro faceva qualche cucciolata di cani sani e attivi magari non belli ma sani. anche betty è arrivata a 12 anni e lei sempre in ottima salute.
    i successivi labrador, martin e minu, con km di pedigree, tutte le certificazioni vere e verificabili li ho comprati da un allevatore che smetteva la sua attività essendo poco piu che un amatore…ma figli miei tra problemi di orecchie con continue otiti, problemi di calore per la femmina e altri danni collaterali…miiii non so proprio anche se selezionatissimi, esenti da patologie ereditarie…ma con altre patologie di minor conto ma di grande conto dal vet.
    che devo dire??? sfiga??
    Anna

  13. A leggere di queste storie mi rendo conto di quanta fortuna abbia avuto la mia bullotta, passaporto ungherese prodotto in serie con indicazioni scritte in lingua aliena, acquistata in negozio con cuccioli in vetrina, età (stimata dal veterinario) al momento dell’acquisto 50 giorni scarsi.
    Quando, durante la passeggiata del sabato pomeriggio ti capita di buttare lo sguardo in quella vetrina, quegli occhioni ti entrano dentro, sono come una larva che ti manda in pappa il cervello, e puoi anche avere la giusta cultura e conoscenza del problema “cuccioli di dubbia provenienza venduti con ricarichi abnormi da schifosi individui sfruttatori”, ma alla fine hai di fronte un frugoletto minimo, coccoloso, bisognoso di affetto, di una casa, una famiglia, … hai il coraggio di voltarti dall’altra parte? te lo sognerai di notte, quel musetto che chiedeva solo amore. E il giorno dopo sei comunque in quel negozio, a disprezzarti per aver finanziato la tratta dei cuccioli staccando quell’assegno.
    Io ho avuto fortuna (TANTA) poichè ho trovato un esserino senza magagne (per ora, incrocio le dita!), nonostante non appartenga certo ad una razza famosa per essere il ritratto stesso della salute, tra musi schiacciati, problemi respiratori, cardiaci, intestinali e dermatiti dilaganti, ne sento di ogni anche da chi si è rivolto a seri e consolidati allevatori nostrani. Ma se ho vinto un terno al lotto non significa che il rischio valga la pena, anche perchè ogni volta che la pupa ha la luna storta e sembra inappetente, o si gratta più del normale, o starnutisce mi viene il magone e sono sul chivalà per una settimana. Tutto per essermi lasciata conquistare dai suoi occhioni (e dalle orecchie assurde) che mi fissavano da una vetrina.

  14. Si piazza il cane in braccio. E’ così dunque che si fa?
    Non lo faccio mai. Se mi chiedono perché, allontanando le manine rapaci del bimbo che si protende verso il cucciolo candidamente affermo:-Avete detto che non siete andati in un negozio a toccare i canetti, ma non vi credo!-
    perché c’è gente che invece di portare i bimbi al parco, la domenica fa pèroprio questo, il tour negozi- allevamenti- privati, per far giocare il pupo coi cuccioli, invece di prendergliene uno. E diffondono malattie mortali!
    A casa mia ci si pulisce le scarpe con la candeggina FUORI del cancello, o non si entra. Non si toccano i cani, o urlo come una scorticata. potendo non farei entrare proprio nessuno.

  15. vorrei fare un commento controcorrente, che probabilmente attirerà strali da tutti… ma lo faccio lo stesso. In questa storia, la vittima è solo una, il povero cucciolo. I padroni, la coppia che decide di acquistare un cucciolo (di akita, per di più: razza impegnativa che richiede ben di più che qualche informazione imparaticcia) lo acquista da privati, senza vedere la madre, sapendo che il cucciolo è nato in Slovacchia…No, non mi fanno pena affatto. Mi fanno rabbia. Non sapevano che un cucciolo di 70 giorni doveva essere più grosso di così? a me risulta che per prendere un cane in modo CONSAPEVOLE sia necessario visitare qualche allevamento, e non c’è dubbio che l’occhio te lo fai. E allo stesso modo non c’è dubbio che per adottare un akita (maschio) DEVI essere un proprietario consapevole. Devi saperne sulla razza. La razza non conta, avrebbe potuto capitare con un bolognese o un bassotto. Giusto. A parte che mi piacerebbe che CHIUNQUE volesse adottare un cane fosse un proprietario consapevole e sapesse qualcosa della razza prescelta (ma questa è utopia), al giorno d’oggi l’ignoranza NON è più scusabile. C’è Striscia la Notizia, ci sono le riviste di divulgazione, ci sono i siti cinofili…no, la realtà è che la gente vuole il cane di razza ma vuole anche RISPARMIARE. Lo dimostra lo tzunami di messaggi che sommerge qualunque associazione che tenta di dare in adozione cani di razza: la gente fa a botte per adottarli, anche se con mille euro potrebbe prendere un soggetto sano, tipico, con tutti i documenti in regola, che non ha avuto traumi… cosa sono 1000 € nella vita di un cane? oppure, a costo zero, magari un cucciolo sano e meticcio. Ma no! Perchè quelli SEMBRANO di razza, ma spendere 1000 € pare troppo. Allora, guarda, Valeria: chi comprando cuccioli nei negozi, o da privati come quelli riportati qui sopra, alimentando questa cosa orrenda, almeno soffra il più possibile. Chi è veramente innocente sono i cuccioli, e le fattrici, che per colpa di questi imbecilli, correi dei criminali sfruttatori e importatori, rimarranno in quell’inferno finchè non arriverà la morte a liberarle.

    PS: anche per la mia razza (i briard) attualmente i migliori soggetti provengono da allevamenti (serissimi!) dell’Est: Rep. Ceca, Slovacchia, Ungheria. Non bisogna fare confusione!!!

    • Mc, soffrissero solo gli umani, ti giuro, non mi strapperei i capelli (a meno che non ci siano di mezzo dei bambini, anch’essi vittime innocenti).
      Ho sempre detto che non provo la minima pietà per le vittime di Wanna Marchi né di altri sedicenti maghi, stregoni & affini, e lo confermo. Però qui a soffrire (e a morire) sono i cani. E se è vero che le vittime umane in parte se la sono cercata, è anche vero che manca l’informazione: l’unico servizio televisivo che è stato fatto – dalle solite Iene – sui cani dell’Est è stato assolutamente ridicolo. E dire che mi avevano anche contattato per avere qualche dritta… ma poi se ne sono bellamente impippati.
      Non hanno minimamente fatto capire dove si comprano in realtà i cuccioli dell’Est (e cioè nel negozio sotto casa, prima di tutto! E poi alle fiere del cucciolo, e poi negli allevamenti multirazza), e invece di scovare un vero canificio sono andati a pescare due contadinotti ungheresi che allevavano cucciolate nel pagliaio.
      Assurdo e fuorviante quanto mai!
      La verità è che Mediaset, in moltissime occasioni, è andata a fare servizi sui cuccioli proprio NEI negozi (me ne ricordo uno aberrante, dal titolo “Come trovare un cucciolo di sabato”!!!) e perfino alle fiere del cucciolo (servizi sicuramente pagati: pecunia non olet!).
      Che la TV di Stato non si è mai sognata di affrontare il problema (anzi, quando in occasione di una mia partecipazione in RAI ho provato a sollevarlo, mi sono trovata davanti un muro di gomma).
      Che i giornali pubblicano solo le notizie dei – rari – sequestri, ma mai che ti dicano che in Italia, ogni giorno entrano del tutto LEGALMENTE migliaia di cuccioli dalla stessa provenienza cagnara, rispettando e spesso aggirando le poche ed insufficienti leggi esistenti. Che la gente comune in realtà non SA tutto quel che gira intorno a questi traffici, perché nessuno glielo dice tranne pochi donchisciotte come la sottoscritta, che strillano dai loro siti sparsi nell’immenso mare del web.
      L’ignoranza può anche essere una colpa, è vero: però le fonti di informazione più importanti sarebbero anche tenute, appunto, ad informare. Quindi a me fanno pena prima di tutto i cani, ma un po’ anche i poveracci che magari non passano la vita su Internet e che sono colpevoli solo di troppa ingenuità e buona fede.

      • …e un pochetta di colpa ce l’hanno anche gli allevatori seri… nel senso che se vai sui loro siti tante volte leggi che la mamma è otto volte campionessa, il papà ha quasi preso il Nobel, i nonni poi, non ne parliamo… e tu pensi “beh, ma io mica voglio un campione, a me basta un cagnolotto simpatico, sano, bello… insomma, un tipico cocker” (o Golden o bulldog o quello che è).
        E pensi pure “se trovo magari un privato che ha una vera cocker e l’ha fatto accoppiare con un vero cocker a me basta”….
        Non è che si vuole risparmiare “sulla pelle dei cuccioli”… nemmeno te lo immagini questo. E’ che ti pare un capriccio e uno spreco comprati un figlio di campioni per correrci in campagna. Come… che ne so… comprarti la racchetta da tennis più cara che c’è per giocare a pallettoni in spiaggia…

        Io non avevo sospettato l’intera faccenda finché non ho trovato un articolo (credo di un allevamento di golden perché quello stavo cercando) che diceva più o meno “se mille euro vi sembrano pochi”… e spiegava l’intera faccenda… credo che anche Valeria lo abbia ripreso su questo sito…

        • Non per giustificare i due ragazzi, per carità, ma a me per un akita l’allevatore ne ha chiesti 4.500 (più iva).
          Sì, avete letto bene, 4.500 + IVA.

          • questi prezzi folli, LaURA, un allevatore li chiede – quasi sempre – quando un cane non te lo vuole vendere… così nn è costretto a spiegare perchè e percome non lo te lo da 🙂

  16. Ho due setter, uno viene da un allevamento, uno da una cucciolata privata. Non avevo idea quando l’ho preso di cosa ci fosse dietro ai cuccioli “smerciati”.
    Ho visto entrambi i genitori, ho seguito la cucciolata fino ai due mesi compiuti, ho assisitito personalmente ai 10 cuccioli che andavano a nannao con la mamma, ho visto che mangime veniva dato loro, ho visto quante volte venivano puliti i vari box. Posso dire di essere stata fortunata.
    Nonostante tutto questo, l’iscrizione ENCI, il pedigree, il chip e i vaccini, il mio cane ha avuto problemi di osteocondrite a una spalla. Probabilmente li aveva anche il padre. Ora, senza entrare nel merito medico della questione, forse un allevatore di esperienza non avrebbe fatto riprodurre il padre, seppur bello, tipico e “bravo”, o mi avrebbe saputo dare dei consigli per gestire la crescita.
    Niente di irreparabile, tanto spavento per me, qualche mese di riabilitazione lenta per Roger che adesso è un piccolo grande teppista, ma quello per totale colpa mia!!!!

    Tutto ciò per dire che tornando indietro prenderei due strade: o un rescue, ma con il papà cacciatore questa via mi sarebbe preclusa, o un allevamento con la A.

    • che, detto fra noi, questa storia di “no perditempo, non cacciatori”, che viene specificata in molti annunci di rescue e canili, e perfino da qualche privato, fa davvero ridere.
      ho come il sospetto che il 90% dei bassotti, dei setter, dei segugi ecc in mano a privati implorerebbe per diventare il cane di un cacciatore…non è che, siccome il cacciatore caccia, allora è cattivo verso tutti gli animali, cani compresi.
      come sempre, bisogna fare i distinguo, ma ho l’impressione che i cacciatori, in media, abbiano più cura e attenzione per i cani della normale gente canemunita (cura e attenzione per l’etogramma del cane, non “cura e attenzione” in senso umano, come tipica della gente cum canis…ovvero coccole, divano, coccole, divano, magari pure vestitino…ok le coccole, ma fare qualcos’altro dopo, no?)

  17. Purtroppo capita spessissimo (per non dire che è la norma) che chi vuole acquistare un cane di razza non si informi a sufficienza prima di farlo. Credo però che anche gli allevatori debbano contribuire ad una conoscenza veritiera e seria della razza che allevano, consigliando anche (magari) a chi arriva in visita di andare da altri prima di prendere la propria decisione. Personalmente io lo faccio.

    Si potrebbe poi parlare di quando viene chiesto lo sconto o la spedizione del cucciolo… Che i cani non sono merce lo sappiamo tutti, eppure spessissimo sento questo tipo di richiesta… queste domande sono un buonissimo spunto per sottolineare che il prezzo deriva non solo dalle spese di gestione della cucciolata, ma anche dalle scelte di selezione e dai test genetici e di salute che vengono fatti (o richiesti) ai genitori e in alcuni casi anche ai cuccioli. Se poi ciò non basta, credo che la cosa più saggia sia ricordare l’esistenza dei Rescue. In fondo se si è disposti a prendersi il rischio di un cane non in buona salute psico-fisica, forse la cosa più bella è decidere di prendersi cura di un cane meno fortunato, con la consapevolezza anche delle difficoltà che questo comporta!

    P.S. Nell’Est Europeo non ci sono solo cagnari, ma quelli che non lo sono di solito non fanno spedizioni di cucciolate…….. (questo discorso sarebbe da approfondire 🙂 )

  18. Stò cercando da un po’ di tempo un’ Akita inu. Tramite expodog sono stato contattato da alcuni allevatori ma il prezzo è un po’ altino per le mie tasche. Vedendo due cani di questa razza in una trasmissione di Magalli ho avuto una delusione. Ho provato a cercare l’ Akita americano e ho trovato una persona della provincia di Mantova che ha disponibile 2 cuccioli ad un prezzo di € 650 tramite un annuncio messo su subito.it Ora mi chiedo, dopo aver letto la disavventura di Francesco come faccio a essere sicuro che i cuccioli sono italiani e che effettivamente posso acquistarne uno senza avere dei problemi per il cane ? Lo dovrei vedere personalmente ma dovrei vedere anche i genitori. Questo mi comporterebbe affrontare un viaggio da Taranto fino a Mantova e sinceramente non me la sentirei di affrontare delle ore di viaggio in macchina per ritrovarmi dei cuccioli provenienti da chissà dove e in quali condizioni. Mi sono posto un’ altra domanda : gli allevatori lasciano i cani nell’ area per andare a lavorare in fabbrica o cosa? Come posso far si che le forze dell’ ordine effettuano questi controlli per denunciare nell’ eventualità questi cagnari ?

    • @Amtonio, io spero che tu sia un troll e il tuo intervento sia provocatorio, altrimenti è un guaio…tu affermi di cercare da tempo un cucciolo di Akita, poi di aver contattato degli allevatori (tramite expodog) ma “il prezzo è un po’ altino per le tue tasche”… no dico, ma hai presente che questo è NIENTE rispetto a quello che ti costerà il cane anche solo nel primo SEMESTRE, vero??? Poi deduco che con gli allevatori tu abbia solo “parlato” per mail, discutendo solo del prezzo, non li abbia visitati, non abbia visto i cani, perchè “Vedendo due cani di questa razza in una trasmissione di Magalli hai avuto una delusione”. Quindi tu un Akita dal vivo non lo avevi MAI visto. Allora “ripieghi” su un Akita americano, e cerchi su internet dei cuccioli, 650 € ti sembra un prezzo adeguato (SIC), ma non sai come fare per avere garanzie che questi cuccioli siano italiani e non abbiano magagne. Tutto questo, indovino, senza aver mai visto dal vivo nè un Akita nè un Akita americano, figurarsi sapere qualcosa del loro carattere e delle loro esigenze.
      No, sei un troll. Una storia così è troppo inverosimile per un lettore di TPIC, per essere vera. C’è un limite all’ignoranza e alla stupidità.

      • Certamente non mi si può capire da come ho esposto il problema cercherò di essere un po’ più chiaro. Cerco un cane che sia un buon cane da guardia in quanto sono stato derubato in casa da una donna mia ospite connazionale della mia ex-moglie. Pensavo a un pastore tedesco in quanto non sapevo dell’ esistenza dell’ Akita inu ( o Akita ken come lo chiamano i giapponesi ). Il film hachiko mi ha dato il suggerimento e ho cominciato a fare delle ricerche tra cui un dvd che descrive la storia le origini e gli attitudini di questa razza : cane freddo per gli estranei, se risponde a dei comandi lo fa perché lo ritiene giusto oppure per manifestazione di stima e non perché lo ha detto il capo, buon cane da guardia ma rispetta i bambini, sguardo ipercritico e diffidente, difficile da educare ( nota negativa )ma non impossibile. La F.C.I. lo classifica come cane da compagnìa. Ciò che è accaduto in trasmissione da Magalli che questo bellissimo cane è salito su Magalli in cerca di coccole cosa che non avrebbe dovuto fare ma avrebbe dovuto al massimo muovere leggermente la coda pur rimanendo freddo se fosse stato il Magalli ad avvicinarsi a lui. Questo è il motivo della mia delusione ed è per questo che ho cominciato a ricercare l’ Akita americano inserito da poco nell’ elenco come cane da compagnìa e da guardia. Mi sono sentito anche per telefono con gli allevatori ma hai ragione sul fatto che occorre vederlo dal vivo solo che mi comporterebbe fare diverse centinaia di chilometri per raggiungere gli allevatori contattati e il prezzo oscillava da 1800 a 2500 euro. Ora vedere un Akita americano per 650 euro il prezzo è allettante ma con l’ inserzionista ( comunicazione telefonica ) mi dice che possiamo sentirci domenica perché lui va al lavoro e se desidero prenderlo senza vaccinazione e sverminatura me lo cede per 600 euro. Quindi deduco che non è un allevatore e non ho riscontri sul cucciolo che sia italiano ma potrebbe essere una persona che ha acquistato i cuccioli da qualche organizzazione che fa arrivare i cani dai paesi dell’ est con tutto ciò che si sente su di essi.

        • sempre più convinta che tu sia un troll. Il fatto che tu dica che la FCI classifica l’Akita come cane da compagnia e l’Akita americano come cane da compagnia e da guardia avvalora la mia convinzione. Una persona COSI’ sprovveduta non sa cosa sia la FCI, una meno sprovveduta sa in quale gruppo sono inseriti i due Akita.
          PS: uno che ti cede un Akita americano (?) NON SVERMINATO E NON VACCINATO, dopo averti sentito per telefono, è da denunciare, altro che 600 €. Non solo SEI SICURO che non sia italiano, ma non sei neanche sicuro che sia un Akita, americano o no. O che sia di razza, povera bestia.

  19. Pensi che questo me lo sono inventato?

    FCI Standard N° 255/ 02.04.2001
    AKITA
    ORIGINI: Giappone
    DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE:
    13.03.2001
    UTILIZZAZIONE: Cane da compagnia
    CLASSIFICAZIONE F.C.I.: Gruppo 5 cani tipo Spitz e tipo primitivo
    Sezione 5 spitz asiatici e razze affini
    Senza prova di lavoro
    BREVE CENNO STORICO : In origine, i cani giapponesi erano di taglia da piccola
    a media e non esistevano cani di grossa taglia. Fin dal 1603 nella regione di Akita, gli
    “Akita Matagi” (cani di media taglia per la caccia all’orso) venivano usati come cani da
    combattimento. Dal 1868 gli Akita Matagi furono incrociati con i Tosa e i Mastiff. Ne
    consegue che la taglia di questa razza aumentò, ma le caratteristiche associate con gli
    Spitz andarono perdute.
    Nel 1908 la lotta fra cani fu proibita, ma questa razza fu ugualmente mantenuta e
    migliorata come una razza giapponese di grossa taglia. Come risultato, nove eccezionali
    esemplari di questa razza furono designati “ Monumenti Naturali” nel 1931.
    Durante la IIª Guerra Mondiale (1939-1945) si usava utilizzare la pelle dei cani come
    pelliccia per gli indumenti militari. La polizia ordinò la cattura e la confisca di tutti i
    cani all’infuori dei Pastori Tedeschi usati a scopo militare. Alcuni cinofili tentarono di
    circuire l’ordine incrociando i loro cani con i Pastori Tedeschi.
    Quando la IIª Guerra Mondiale terminò, gli Akita erano stati drasticamente ridotti di
    numero e ne esistevano tre tipi distinti: 1) Akita Matagi, 2) gli Akita da combattimento,
    e 3) gli Akita da pastore. Ciò determinò una situazione molto confusa nella razza.
    Durante il processo di ristabilimento della razza pura dopo la guerra, Kongo-go, un
    cane della linea Dewa, le cui caratteristiche mostravano l’influenza del Mastiff e del
    Pastore tedesco, godette di una temporanea ma enorme popolarità. Però i cinofili più
    eruditi non accettarono questo tipo come una razza Giapponese vera e propria, e si
    sforzarono di eliminare quanto veniva da vecchi ceppi stranieri, incrociando con gli
    Akita Matagi per ritornare alla pura razza. Riuscirono a stabilizzare la pura stirpe della
    razza di grossa taglia così come è conosciuta oggi.
    ASPETTO GENERALE
    Cane di grande taglia, di robusta costruzione, ben proporzionato e con molta sostanza;
    le caratteristiche del sesso sono fortemente marcate. Ha grande nobiltà e dignità anche
    se modesto. Corporatura robusta.
    PROPORZIONI IMPORTANTI
    Rapporto altezza al garrese / lunghezza del corpo ( dal punto delle spalle al
    punto delle natiche): 10 : 11 – ma il corpo è leggermente più lungo nelle femmine che
    nei maschi.
    1
    COMPORTAMENTO – CARATTERE
    Il temperamento è composto, fedele, docile e recettivo.
    TESTA
    REGIONE DEL CRANIO
    Cranio la misura è in proporzione al corpo. La fronte è ampia, con distinta sutura
    metopica. Nessuna ruga
    Stop definito
    REGIONE DEL MUSO
    Tartufo largo e nero. Una leggera e diffusa mancanza di pigmento è accettata
    solo nei cani bianchi, ma il nero è sempre preferito.
    Muso moderatamente lungo e forte con ampia base; si assottiglia ma non è
    appuntito. La canna nasale è diritta
    Denti forti, con chiusura a forbice
    Labbra aderenti
    Guance moderatamente sviluppate
    Occhi relativamente piccoli, nella forma quasi triangolare dovuta al rialzarsi
    dell’angolo esterno dell’occhio; posizionati moderatamente distanziati,
    marrone scuro; più sono scuri, meglio è.
    Orecchi relativamente piccoli, spessi, triangolari, leggermente arrotondati alle
    punte, posizionati moderatamente distanziati, eretti e inclinati in avanti.
    COLLO spesso e muscoloso, senza giogaia, proporzionato alle testa
    BODY
    Dorso diritto e forte
    Rene ampio e muscoloso
    Torace profondo, petto ben sviluppato costole moderatamente cerchiate
    Ventre ben retratto
    CODA inserita alta, spessa, portata vigorosamente arrotolata sul dorso; la punta
    arriva quasi al garretto quando è lasciata pendere
    ARTI
    ANTERIORI
    Spalle moderatamente oblique e sviluppate
    Gomito aderente
    Avambraccio diritto e con ossatura pesante
    POSTERIORI ben sviluppati, forti e moderatamente angolati
    PIEDI spessi, rotondi, arcuati e compatti
    ANDATURA elastica e movimento possente
    2
    MANTELLO
    PELO mantello esterno duro e diritto, sottopelo soffice e fitto; il garrese e il rene
    sono ricoperti con un pelo leggermente più lungo; il pelo della coda è più
    lungo che su tutto il resto del corpo.
    COLORE rosso fulvo, sesamo (peli rosso fulvi con punte nere), tigrato e bianco.
    Tutti i suddetti colori, meno il bianco, devono avere l’“urajiro”
    (Urajiro = pelo biancastro ai lati del muso, sulle guance, sotto la
    mascella, collo, petto, tronco e coda e nell’interno degli arti)
    TAGLIA E PESO
    Altezza al garrese Maschi 67 cm
    Femmine 61 cm
    C’è una tolleranza di 3 cm in più o in meno
    DIFETTI tutto quanto si discosta da quanto sopra deve essere considerato difetto e
    la severità con cui viene penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità.
    · Femmine mascoline e maschi effeminati
    · Enognatismo o prognatismo
    · Mancanza di denti
    · Lingua con macchie blu o nere
    · Iride di colore chiaro
    · Coda corta
    · Timidezza
    DIFETTI ELIMINATORI
    · Orecchi non eretti
    · Coda che pende
    · Pelo lungo (arruffato)
    · Maschera nera
    · Macchie su fondo bianco
    N.B. I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali, completamente
    discesi nello scroto
    3

    • Gli Standard hanno un valore assai indicativo: é un essere vivente non una app per il telefonino!!!
      La FCI può dire quello che vuole ma il carattere e il comportamento di un cane (ESSERE VIVENTE PENSANTE PER CHI NON LO SAPESSE!) dipenderanno esclusivamente dall’educazione che avrá ricevuto, dalla qualità del suo stile di vita e dal rapporto con il padrone.
      non è la ricetta per una torta! È come crescere un figlio: se il genitore è stupido, sprovveduto e assente,crescerà un figlio con seri problemi relazionali. Idem il cane.
      se non sei pronto a questo, scegli un peluche. Con 600 euro ti rimane pure il resto. 🙂

  20. copincollo: CLASSIFICAZIONE F.C.I.: Gruppo 5 cani tipo Spitz e tipo primitivo

    se non sei un troll, allora è grave, gravissimo. Per favore, prima di prendere un Akita pensaci UN MILIONE DI VOLTE, dopo di che fai installare un allarme. Comunque NON prendere un cane che non hai mai visto dal vivo. Non prendere un cane di cui hai parlato solo al telefono. NOn prendere un cucciolo trovato su Internet. Non prendere un Akita. Non prendere un Akita americano. Vai a parlare con gli allevatori (Non di Akita) e magari frequenta un campo (senza cane, per vedere come si lavora con un cane grosso, da difesa, un corso o roba simile). Fatti una cultura cinofila, frequenta le expo, conosci i cani e tra un anno almeno, prendi un cane al canile (ma anche no).

  21. Ma che vuoi che dica. Antonio non può permettersi un Akita, ma vuole ugualmente un Akita: è un predestinato alla fregatura.
    Ha ragione quando dice che l”FCI classifica questa razza “da compagnia”: lo fanno sempre, quando si tratta di cani che non sanno bene dove infilare. Ma di sicuro l’Akita non il classico cane da compagnia; e non è neppure il classico cane da guardia, perché non sai mai come reagirà. Magari sbrana l’estraneo, magari gli fa le feste, magari lo ignora: lui decide in proprio, di volta in volta.
    Tra l’altro non saprei proprio cosa dire neppure a uno che rimane “deluso” perché un cane si comporta in modo amichevole.
    L’unica cosa sensata che potrei dirgli è “lascia perdere il cane e prenditi un buon sistema d’allarme”. Ma intanto penso che lui si prenderà comunque uno pseudo-akita dal primo che glielo ammollerà a basso prezzo e possibilmente senza fargli fare troppa strada 🙁

  22. Antonio, lasciati dire che se tu cerchi solo un buon cane da guardia, prendere un akita è un po’ assurdo… Avrebbe più senso prendere un cane “da guardia” vero e proprio ( mastiff, cane corso, ecc. ). Anzi, piuttsto, visto che ho capito che a te interessa solo che sia un cane sospettoso e freddo con gli estranei, non ti conviene andare a cercarne uno in canile? Per esperienza, credimi che non è vero che i cani di canile sono tutti vecchi, malati, pieni di problemi ecc. La maggior parte sono cani normalissimi, ognuno col suo carattere: siccome la tua esigenza è solo una ( cane che faccia la guardia ), ti conviene andare in un canile ( che così è anche vicino ), e chiedere appunto di un cane che possa fare la guardia.
    E credimi, il rischio che questo cane sia in realtà malato, troppo vecchio, con problemi comportamentali è in realtà piuttosto basso: io ho preso 2 cani su 2 in canile, e la maggior parte di quelli che erano li in entrambi i casi erano cani normalissimi, sani, quasi tutti anche giovani ( la maggior parte aveva tra 1 e 4 anni ) e molto belli

  23. Io e il mio ragazzo spargiamo in giro questi ammonimenti come fossero la Buona Novella ma ovviamente non ci ascolta nessuno. O meglio, ci dicono “oh, è orribile che schifo meno male ce l’avete detto” e poi fanno di testa loro!
    Mia cognata, per esempio, ha preso un cucciolo di cocker spaniel dall’ungheria e l’iter é stato quello descritto,standardizzato, proprio: il cane dopo meno di una settimana è crollato (finito l’effetto dei medicinali che lo tenevano bello arzillo?) edi corsa dal vet, dove è rimasto ricoverato per un mese e mezzo, affetto da di tutto di più.
    i soldi risparmiati all’acquisto ce li ha rimessi in medicine e degenza, senza contare lo stress!
    avrà speso complessivamente 750 euro (con tanto di prezzo di favore della vet, che mi conosceva in quanto sono sua cliente fedelissima). E dopo questo calvario, la ciliegina sulla torta: il cucciolo, guarito grazie a questa vet formidabile che se lo era addirittura portato a casa per monitorarlo!, ha tirato fuori un set completo dei più disparati problemi comportamentali: aggressività ingiustificata, mordacità, incapacità di obbedire a qualunque comando, iperattività, incapacità di sopportare la solitudine anche per brevissimi periodi.
    Le abbiamo suggerito di rivolgersi a un centro specializzato in educazione e recupero comportamentale (peraltro non distante da casa sua) ma era ormai stanca di spenderci altri soldi e paturnie e ha dato via il piccolo a una signora già proprietariadi cocker che lo ha messo in campagna con altri cani.
    Non so come stia, ad oggi. Ma provo tanta amarezza al ricordo, e al pensiero che il detto è vero: I CONSIGLI GRATIS SONO MAL DATI. Ergo, se non ci sbatte prima il muso e il portafogli, nessuno ti crede!!!

    Sei mesi dopo ha preso un retriever in allevamento… ora ha un mezzo cavallo che si svacca in giro per un appartamento troppo piccolo per contenerlo tutto. Pure in quel caso, il consiglio gratuito è stato un consiglio mal dato…

  24. So che arrivo un po’ in ritardo per questo articolo, ma voglio comunque condividere la mia storia: quando avevo 9 anni convinsi mio padre a comprarmi un cane, lo prendemmo in un negozio, non pensammo neppure ad un allevamento, perché mio padre di cinofilia non sapeva nulla e io ero troppo piccola per pensarci (volevo solo un amico peloso ai tempi), be’, ci dissero che aveva circa 60 giorni, quando poi scoprimmo che non ne aveva neppure 40 (e doveva essere nel negozio da almeno 1/2 settimane), gli facemmo noi tutti i vaccini, e , a circa tre mesi, dovemmo spendere migliai di dollari per un’operazione all’anca. Sul suo “pedrigree”, mah, ho dei dubbi. Ora ha 8 anni, grazie al cielo, non l’abbiamo amato molto e lui ha amato noi, spero di poterlo avere in casa per almeno ancora 4 anni. In fondo sono stata fortunata, anche se si è ammalato siamo comunque riusciti a tenerlo con noi, ma ora come ora (ho 18 anni, per intenderci, e ho sviluppato nel tempo una grandissima passione per gli animali) sono certa che il prossimo cane (che probabilmente prenderò da sola e non in famiglia) lo prenderò in un allevamento certificato, per evitare certi problemi.
    Ps: alla fine il negozio che ci vendette il cane fu chiuso per “traffici loschi”

  25. In tt questa tristezza vedo anche una grande assenza dell’Enci. In qualche commento s parlava d allevatore amatoriale e la Redazione risponde ‘magari anche cn suffisso Enci,’…..gia…esperienza d pochi giorni fa: sul sito enci cerco una razza mlt rara,vengono indicati dall’enci un paio d allevamenti cn suffisso. Verifico indirizzo dl sito e clicco..il sito dl’allevamento c’è ma qualche voce piu sotto è un articolo d un giornale che racconta ispezione e chisura dlk’allevamento x maltrattamenti. Ispezione che risale a circa 1 anno e mezzo fa ma l’allevamento oggi ha ancora suffisso Enci!!! Chi controlla i controllori? Cosa ha ft Enci per denunciare/chiudere i negozi d cuccioli? Cosa fa x tutelare gli allevamenti seri? Credibile che con 4 – 5 razze s abbia suffiso enci? Cn qst presupposti cm s combattono i cagnari?

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.