sabato 11 Luglio 2020

Coccole sì, coccole no (ovvero: quando è il cane ad addestrare noi)

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

coccole2di VALERIA ROSSI – Ancora una volta, al seminario che ho tenuto questo week end a Bolzano, è saltato fuori il discorso del “filare poco il cane” (che è poi uno dei miei “dieci comandamenti” per la creazione di un rapporto corretto). e del “non lasciarsi addestrare da lui”.
Come succede ogni volta che tocco questo argomento, raccomandando di non coccolare ad capocchiam, ho visto espressioni da cane bastonato non negli animali, ma negli umani presenti: e sia chiaro che li capisco benissimo, perché io stessa faccio una fatica boia a non fiondarmi su tutti i cani che vedo (miei e altrui) e a non partire col coccolamento coatto.
Però cerco di resistere alla tentazione, perché le coccole coatte sono sbagliate.

coccole1Sono sbagliate per una serie di motivi:
a) perché carezze, abbracci & affini NON fanno parte dell’etogramma del cane. Ad accarezzarsi e abbracciarsi sono i primati (come noi), non i canidi. Avete mai visto un cane abbracciarne un altro? (Quando dormono insieme, non vale:  è solo che non sanno dove mettere le zampe!)
b) perché è vero che i nostri cani, a volte, sembrano apprezzare; e altre volte vengono proprio a chiederci, palesemente, di essere accarezzati… ma questo è un comportamento indotto dal fatto che, attraverso la convivenza con noi, hanno imparato a capire che questi per noi sono segni  di apprezzamento.
Quindi quella che cercano in realtà, quando per esempio fanno il classico gesto di infilarci il muso sotto la mano (e qualcuno se la spinge proprio sopra la testa), è la nostra approvazione sociale.
Peccato che l’approvazione sociale, in un branco, vada meritata e non debba/possa cadere dal cielo, così “tanto per”.
Approvare il cane quando non ha fatto nulla, in realtà, significa concedergli “onori e privilegi” per il solo fatto di esistere: ma questi onori e privilegi, in un branco, sono riservati ai soggetti di rango superiore.
Ergo, il nostro cane, quando ci “chiede le coccole” solo perché gli va, non ci sta dicendo qualcosa come: “Umano mio, ti amo tanto, fammi capire che mi ami anche tu”, bensì: “Ehi, tu, essere inferiore, gradirei una grattatina sulla testa: vedi di obbedire e di darmela subito!”.
Mi auguro che si capisca bene la differenza, perché è fondamentale.
E non bisogna lasciarsi incantare dal fatto che questa imperiosa richiesta ci venga presentata con gli occhi da cocker: rimane la richiesta di un capo a un suo inferiore gerarchico. Come se non bastasse…
c) quando un cane riceve determinati privilegi, si convince di meritarli.
Ovvero, anche se non è stato lui a chiedere di essere coccolato, ma noi lo facciamo senza un motivo, lui ritiene che gli stiamo tributando gli onori riservati a un soggetto di rango superiore.
In altre parole, coccolandolo ad capocchiam, gli stiamo dicendo “tu sei il mio capo, non sono io il tuo!”.
E potete star certi che il cane ci crede!
D’altro canto, perché mai non dovrebbe? E soprattutto, perché non dovrebbe approfittarne?
Se il vostro capufficio, che vi ha sempre trattato come una pezza da piedi, un ben giorno entra nella vostra stanza e vi dice “Lei è stato promosso, da oggi  è il direttore generale”… il primo pensiero che vi viene in mente non è forse: “AH! Quindi adesso comando io? Benissimo…e mo’ te le faccio spurgare tutte”?
Per fortuna i cani sono moooolto meno stronzi di noi, non sono (quasi mai) vendicativi e sono sostanzialmente più equilibrati di noi quando si trovano in una posizione di comando. Però, con le nostre coccole e stracoccole, la posizione di comando intanto gliel’abbiamo offerta.

rotweiler, chihuahua et jeune femme sur la plageLi state facendo voi, adesso, gli occhi da cocker e la faccia da cane bastonato?
State forse pensando “Ma come? Non dovrei più coccolare il mio cane?!? Questa è pazza!”
La risposta è “no”.
No, non sono pazza e no, non è assolutamente detto che non si debba MAI coccolare il proprio cane: semplicemente non lo si deve coccolare troppo, non lo si deve coccolare senza motivo e soprattutto non lo si deve coccolare quando è lui a chiederlo (Bisturi, levami immediatamente il muso da sotto il braccio, se non vuoi che faccia l’immonda figura di razzolare malissimo proprio mentre sto predicando bene).
Lo so che è difficile, anzi difficilissimo resistere: però bisogna imparare a girare la cosa a nostro vantaggio, non comportandoci come “dispenser di coccole a richiesta” (facendoci quindi addestrare dal cane), ma come soggetti di rango superiore che premiano con l’approvazione sociale i comportamenti corretti e graditi.
Non temete, è molto semplice: basta che, quando il cane viene a “esigere” le coccole, noi riusciamo a trasformarle in un premio anziché in una risposta sottomessa alla sua richiesta.
Basta dargli un semplice ordine: un “Seduto!” , un “Dai la zampa!” (UNA zampa, Bisturi, grazie: non tutte e quattro…), ed ecco che magicamente la nostra carezza non rappresenterà  più un “omaggio dovuto” al Grande Capo Occhi Languidi, né una nostra obbedienza alla richiesta dei boss, ma la corretta approvazione sociale al fatto che lui abbia risposto positivamente al nostro comando.
Un altro momento in cui bisogna “regolamentare” le coccole è quello del rientro a casa: quando il cane ci fa le feste, non sta soltanto “manifestando gioia” (specie se siamo usciti cinque minuti prima…), ma sta chiedendo attenzioni.
Lo stesso gesto di saltare addosso è l'”elaborazione adulta” di un comportamento infantile: il cane cerca di arrivare alla nostra faccia per poterci dare colpetti all’angolo della bocca… che è esattamente ciò che fanno i cuccioli nel momento dello svezzamento, quando in questo modo ottengono che la madre rigurgiti loro il cibo predigerito.
Noi non possiamo, ovviamente, rigurgitare alcunché: ma se copriamo il cane di coccole, in qualche modo abbiamo obbedito alla sua richiesta di “offrirgli qualcosa”. Ancora una volta, il cane ci sta addestrando e noi obbediamo ai suoi ordini.
E non va bene, nun se po’ fa’.

coccole4Quindi, quando rientriamo a casa, ignoriamo le sue attenzioni (più esagerate sono, più dovremo far finta di nulla), facciamoci gli affari nostri, leviamoci la giacca, posiamo le chiavi, mettiamo a posto la spesa… e POI, nuovamente, chiediamo al cane di fare qualcosa (anche di molto semplice): dopodiché potremo concedergli le coccole che voleva.
Ultima cosa: tutto questo vale quando si tratta del nostro cane: per i cani estranei, le “coccole sociali” non hanno alcun significato e quindi fiondarsi ad accarezzare un cane sconosciuto (solitamente al grido di “Macheccarinooooo!”) può ottenere soltanto due risultati: a) quello di far pensare al cane “Ma questo che vuole, chi caspita è e come si permette?” (il che può trasformarsi anche in un bel ringhio, o peggio); b) quello di far pensare al cane “Eh, sì, sono proprio figo! Tutti gli umani, al mio cospetto, si precipitano a rendermi omaggio!”. Il che potrebbe far aumentare la sua autostima, sì, ma anche renderlo un vero e proprio presuntuoso che poi si aspetta gli stessi omaggi dagli umani suoi. Quindi, coccolando eccessivamente i cani altrui, rischiamo di compromettere il loro rapporto con le proprie famiglie: e questo spiega, a volte, gli atteggiamenti arroganti manifestati soprattutto dai cani di piccola taglia e dal faccino adorabile, che per strada vengono letteralmente ricoperti da overdose di coccole e di “checcarini” immotivati e gratuiti.

Concludendo: è meglio non coccolare ad oltranza i cani altrui (e non far coccolare troppo il nostro da estranei: vedi anche questo piccolo vademecum di risposte utili per arginare i coccolatori coatti), ed è assolutamente indispensabile “regolamentare” le coccole ai cani nostri, evitando che il nostro cane ci addestri (attenzione: lo stesso vale per le richieste di cibo, di gioco e di qualsiasi altra risorsa).
Non siete convinti? Allora vi riporto qui le parole di una delle partecipanti al seminario di ieri: “Io accarezzo continuamente i miei cani, li coccolo, li faccio giocare, do loro da mangiare… mentre mio marito quasi non li guarda in faccia. Il massimo che concede loro è una pacchetta sul garrese. Eppure lui è il loro Dio, vivono per lui, lo guardano adoranti… mentre a me obbediscono solo quando ne hanno voglia”.
Di situazioni come questa sento parlare in continuazione, quasi in ogni famiglia: e sono certa che anche a voi sia capitato di sentirne raccontare, o magari di viverne.
Chiedetevi perché!
 

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71 Commenti

  1. Secondo me si esagera anche con troppe regole e troppo generalizzare. Non parlo di Voi che sarete sicuramente bravissimi ad educare e fare anche FELICE il Vostro cane….. PERO’ io non posso fare a meno di osservare molti cani con sguardi tristi, paure, timori, strani atteggiamenti, ecc.ecc. (ed i loro proprietari diciamo non molto coccolosi) e al tempo stesso osservo il mio cane super coccolato che …. Mi dicono che sembra ridere sempre, è simpaticissimo e direi anche educato; se non altro per le cose piuttosto importanti (intendo quando andiamo in vacanza dove ogni giorno scopriamo posti e persone nuove, o quando andiamo nei ristoranti, o quando entra in casa di altri, ecc.). E posso fare anche questo esempio: i due cani delle mie amiche del cuore. I rispettivi mariti di questi mie due amiche non si filano molto i loro cani, pur amandoli tanto ovviamente (un po carattere un po perchè stanno più assenti per lavoro) ed i loro cani fanno altrettanto (non se li filano molto e non fanno grandi feste quando rientrano), mentre stravedono e stra-adorano le loro padroncine (ovvero le mie amiche). Sono racconti di cui parliamo spesso con questi amici proprio per confrontarci e per capire sempre più il mondo di questi nostri Adorati cani. Molti qui invece sostengono che colui che non coccola guarda caso è trattato come un Dio dal suo cane. Davvero dico….. Nei casi attorno a me non è cosi. E credetemi osservo e ne parlo tantissimo visto quanto mi Interessa questo Argomento. Ciò non toglie che leggo ogni parere con vivo interesse e non desidero criticare nessun pensiero. Desideravo solo portare mio esempio naturalmente col massimo della franchezza e sincerità. Grazie se mi leggerete. Un saluto Caro.

    • Debbi, secondo me hai parzialmente mal interpretato il discorso, “estremizzando” il fatto del “coccole no”, forse un po’ influenzata dalla testimonianza riportata nella conclusione.

      Il punto non è *NON* coccolare il cane: il punto è che le coccole non devono essere eccessive e soprattutto “gratuite”, del tipo che coccoli il cane “giusto perchè c’è”, perché questo fa credere al cane di meritare attenzioni e coccole solo perchè è presente. La stessa conclusione dell’articolo, che riporto qui:

      è meglio non coccolare ad oltranza i cani altrui (e non far coccolare troppo il nostro da estranei: vedi anche questo piccolo vademecum di risposte utili per arginare i coccolatori coatti), ed è assolutamente indispensabile “regolamentare” le coccole ai cani nostri, evitando che il nostro cane ci addestri (attenzione: lo stesso vale per le richieste di cibo, di gioco e di qualsiasi altra risorsa).

      Indica di “regolamentare” le coccole, non di non farle proprio. E’ vero che l’esempio della signora riportato nella conclusione è magari “estremizzato”, però il concetto è che non sono le coccole (e meno che mai quelle gratuite) a farti guadagnare il rispetto e l’affetto del cane.

      Insomma, non vederla come “NON COCCOLARE MAI IL CANE”, semplicemente è importante evitare che il cane pensi che gli sia “tutto dovuto”, perchè questo può portare anche a situazioni poco piacevoli nel caso in cui il cane in seguito a trattamenti “da re” decida che è lui il capo di casa.

      Considera anche che il tuo esempio non è comunque completo: il fatto di “stravedere” per le padroncine non vuole necessariamente dire che ne riconoscano la leadership,

      • Buon pomeriggio e grazie davvero per avermi risposto. Volevo dirTi questo: Sono d’accordo che il Cane si sentirà il Re di casa e magari avrà comportamenti diciamo…. da “viziato” (non potrei mai negartelo, sarei un’ipocrita). Però credimi quando Ti dico che Lui mi ascolta da Sempre. Fin da Piccolo si voltava quando lo chiamavo e mi ascoltava ed io lo premiavo con feste e bacetti, ma vedo che in questo abbiamo anche migliorato… nel senso che ubbidisce proprio al mio richiamo (posso stare tranquilla che non si allontana, che non attraversa, che si ferma quando grido “FERMO!”…. tutte queste cose qui Molto Importantii) . Le mie amiche di cui Ti ho fatto esempio, mi dicono che sono anche loro soddisfatte perchè il loro cane Le ascolta ed ubbidisce (Salvo eccezioni, per esempio con cagnoline in calore accanto). Diciamo che per noi conta solo questo, cioè il sentirci in “sicurezza”. E concludo dicendo che ……. Forse io ho un problema (Te lo sto dicendo con il Sorriso) … Non riesco a non fargli le coccole ogni volta che gli passo vicino e Lui mi passa accanto. E se stai pensando “ma allora cosa leggi a fare questi articoli??” 😀 Ti devo dare ragione!!! 😀 A parte gli scherzi… amo troppo il mondo del cane e leggero’ Sempre tutti gli articoli che lo riguardano, specialmente quelli scritti da persone che amano come me gli Animali. Quindi un Grazie per quello che fai anche Tu e soprattutto per l’Attenzione che mi hai dedicata. Un Abbraccio. Debby

  2. Ho letto l’articolo, molto interessante!
    Sto seguendone i consigli, ma ho un problema: io faccio di tutto per farmi rispettare dal mio cucciolo, mentre i miei suoceri e cognata (e anche un po’ mio marito) si dedicano alle stracoccole coatte quando porto il cane da loro (mio marito anche a casa).
    Non posso risultare antipatica ai loro occhi impedendeglielo e, per giunta, mi tengono il cucciolotto quando non posso portarlo con me. Rischio di ritrovarmi un cane altezzoso e pieno di se che non risponde nemmeno ai miei comandi?
    In più quando torno a casa il cucciolo mi ignora, mi gira intorno in cerca di mio marito e se non c’è se ne torna nella cuccia, mentre se lui c’è gli fa le feste.
    Come devo comportare?
    Il cucciolo in questione ha 3 mesi. Grazie

  3. somiglia
    a quelle teorie contrastanti se far dormire i bambini nel lettone o
    prenderli sempre in braccio quando piangono da piccolini… io faccio
    parte di quelli a favore di prendere in braccio e dormire nel lettone
    ahahah. credo sia un po’ la stessa discussione, di conseguenza anche se
    io non coccolo tanto le bestie sono felicissima di sapere che mia figlia
    lo fa al posto mio

  4. però
    stando a quel ragionamento, potrebbe essere umiliante per il cane che
    viene a renderci omaggio non filarlo di striscio o trattarlo con
    sufficienza… quando è lui che viene a chiedere le coccole… magari
    obbedisce e idolatra il padrone per ansia di non essere all’altezza poi,
    sempre stando al ragionamento. figuriamoci se un cagnolino che dipende
    da noi per mangiare e perfino per fare la cacca, non sa chi comanda in
    casa. poi di solito se un cane si fa spupazzare dal padrone, in teoria
    il lasciarsi toccare ovunque sapevo che era un segno di fiducia e
    sottomissione anche. … cmq io mi devo un po’ sforzare nel senso
    contrario, di degnarlo di attenzioni altrimenti fra lavoro casa e
    bambina non riesco (il mio cmq non è coccolone, penso che lo fosse
    prima, perchè io non sono una gran coccolona proprio non mi viene. ma è
    molto buono e dolce. con la proprietaria di prima credo di sì perchè se
    mi sforzo e lo prendo in braccio, fa dei versi tipo come se si
    commuovesse caro )

  5. Io trovo sia assolutamente esagerato tutto questo!! Un po’ come quando si aspetta un figlio e sui vari siti si legge come educarlo cosa fare e nn fare. Partendo dal fatto che ogni cane ha una propria personalità che si fonde a quella dei genitori umani, sono dell ‘idea che ognuno trova un proprio equilibrio con il proprio cane. Ho un cane di un anno e sette mesi. Taglia medio grande. Appena adottato ho pensato subito di applicare regole e regoline. Si mangia quando dico io, si dorme ognuno nel proprio spazio, si prende un premio solo se fa un azione giusta e via dicendo. . Be, il secondo giorno provavo una sorta di oppressione. Sono una mente libera e sono dell idea che ognuno trova il proprio equilibrio con le proprie regole. Ho ascoltato l esigenze del cane, ho capito i suoi gusti i suoi ritmi. L ho anche sgridato pesantemente quando cercava di imporsi. Lo mettevo a pancia in giù, lo tenevo totalmente immobile, lo fissavo dritto negli occhi poi cominciava a piangere e lo facevo ritornare nella sua posizione naturale. Ogni volta che nn ubbidiva ad un no gli facevo questa cosa. Finché ha capito che il no vuol dire no. Oggi dorme con me nel letto, ma quando nm voglio gli dico di no e lui dorme nel suo cuscinone. A tavola nn viene mai a stressarmi. Mn mi elemosina cibo. Gli do un sacco di coccole. Anche ora,mentre scrivo, lui è qui a fianco a me. Nel letto. Dorme. Ma lo bacio in continuazione lo accarezzo ogni volta che lo vedo. Ho dato la possibilità di esprimere se stesso. Quando vuole giocare prende un gioco me lo porta, alle volte lo considero alle volte no. Quando nn lo considero, si sdraia con il gioco e mi guarda. Aspetta che io decida di giocare. Quando arrivo a casa mi aspetta davanti la porta e mi fa le feste. Ma se nn lo considero sta fermo sereno a guardare , finché nn lo abbraccio. Ma nn l ho educato io ad essere cosi . Ha capito lui che nn deve esagerare. Che ci sono cose che mi piacciono ed altre no. Cosi come io ho capito che ci sono cose che gli piacciono ed altre no.

    • Volevo aggiungere. Al mio richiamo torna subito, senza contare che nn si allontana da me mai. Non sono esagerata quando lo dico.ma attualmente, anchr se sta giocando ed io mi sposto o comincio a camminare, lui segue me. Nn gli ho mai dato premi se nn rare volte, quando mangia. In quanto è un cane che mangia molto poco da quando l ho preso, era il più piccolo della cucciolata. Allota gli do in premio quando mangia tutto. E facciamo sempre tante feste quando lo fa. Infatti è un rituale il fstto che a fine pasto venga a leccarmi braccia e gambe per ringraziare e poi per farmi capire chr ha mangiato tutto cosi io faccio le feste a lui. Quando nn mangia tutto questo rituale nn lo fa. Mi da una leccatina veloce ed io capisco gia che il pasto è stato mangiato a metà. Sa che il cibo è il nostro punto debole. Io so che nn gli piace mangiare se nn per stretta necessita o qualche bom bom che a lui piace particolarmente. Ma in generale nn mangia stuzzicherie nemmeno da altri. Però è un cane suprr intelligente. Comprendiamo che hanno il loro carattere in quanto sono esseri viventi. Ognuno di loro va trattato da tale.

  6. Più o meno sono d’accordo con l’articolo…ma come al solito (è una critica costruttiva la mia) trovo sempre un pò di esasperazione/esagerazione….
    forse è anche il fatto di leggere degli articoli…se ci si vedesse in faccia forse sarebbe tutto diverso…

    1) …i cani sono tutti simili ma non tutti uguali…ogni cane è a se e le regole possono essere generalizzate fino ad un certo punto
    2) Dare una carezza ad un cane che la chiede non vuol dire necessariamente viziarlo…può anche voler dire “si! tranquillo cucciolo ci sono!”

    3) cit[Ergo, il nostro cane, quando ci “chiede le coccole” solo perché gli va, non ci sta dicendo qualcosa come: “Umano mio, ti amo tanto, fammi capire che mi ami anche tu”, bensì: “Ehi, tu, essere inferiore, gradirei una grattatina sulla testa: vedi di obbedire e di darmela subito!”.
    Mi auguro che si capisca bene la differenza, perché è fondamentale.
    E non bisogna lasciarsi incantare dal fatto che questa imperiosa richiesta ci venga presentata con gli occhi da cocker: rimane la richiesta di un capo a un suo inferiore gerarchico.]

    beh questa mi pare una belinata…quanto meno è una belinata generalizzarla in modo così superficiale….
    se il cane davvero ragionasse così e cioè “vedi di obbedire e di darmela subito!”…allora al nostro riufiuto di carezza ci dovrebbero essere delle reazioni…tipo una ringhiata, un accenno di morso….o un atteggiamento infastidito…..invece le volte che non dedico una carezza al mio cane dopo che me l’ha chiesta…vedo solo uno sguardo triste…dispiaciuto….
    Sul discorso dello sguardo da Cocker….beh quello avviene semplicemente perchè i cani sono dei paraculi incredibili…e sanno che con quello sguardo le probabilità di carezza saranno maggiori….

    Anch’io da piccolo (e pure da grande) quando volevo il gelato facevo gli occhi dolci a mia mamma promettendole la camera in ordine e la riempivo di baci e abbracci….leggi paraculaggine…ma non per questo consideravo mia mamma un essere inferiore…anzi…proprio perchè sapevo di essere inferiore…per ottenere qualcosa dovevo fare il paraculo…

    poi con questo…sono convinto che ci siano molti cani con i quali ci si debba comportare così..per il suo bene e il bene di tutti…

    ma come spesso succede con i suoi articoli…generalizzare è sbagliato e superficiale…a sua discolpa…capisco che essendo articoli per TUTTI…ci sia l’obbligo prorpio generalizzare… 😉

  7. Nooooo, anche io nn credo di potercela fare, io coccolo Dea in continuazione e come potrei fare diversamente, se mi siedo, si siede vicino a me, mi segue ovunque, a volte persino mi spiace perchè se ho mille cose da fare in casa anche lei sembra una trottolina. Quando si mette a pancia all’aria poi impazzisco me la bacio tutta, il suo profumo e l’odore delle sue zampette e quei cuscinetti neri, neri, mi riempiono il naso e il cuore ahahahahaha e se c’è mio marito in casa passerebbe la giornata intera in braccio a lui a dormire con il muso nascosto nel suo braccio non prima di aver fatto un sonoro respirone di soddisfazione.

  8. Concordo in toto su ciò che scrive Valeria nel suo articolo. Ed è altrettanto vero, almeno per me, che mantenersi più “distaccati” dai propri cani è estremamente difficile e non sempre ci riesco.

    • Fabiana, accidenti!!! ma come morbidosi? lo sanno tutti che quelli sono kanikiller kattivissimi!e che mangiano i bambini, sbranano gli adulti e fanno lo sgambetto alle vecchiette per fargli rompere il femore!

  9. Un articolo che tutti dovrebbero leggere…soprattutto mio marito 😉
    Ho un bouledogue francese rescue, a cui con grande pazienza abbiamo fatto perdere tante brutte abitudini legate ad ansia e dominanza (non che sia diventato un cane perfetto, ma il miglioramento è stato enorme).
    Uno dei miei problemi è che quando siamo per strada, essendo un cane particolare e molto buffo, veniamo fermati di continuo da gente che gli si fionda addosso per accarezzarlo in modo più o meno invadente. Abbiamo toccato il fondo il giorno che una signora, senza neanche chiedere il permesso di avvicinarsi, gli ha dato un bacio in bocca! Non so proprio come comportarmi, fosse per me girerei con lo spray al peperoncino 😀 ma come posso “difendermi” senza risultare maleducata?
    So che la mia domanda è insolita e può sembrare una cavolata, ma se qualcuno avesse un consiglio per me lo leggerei volentieri!
    Paola

  10. Credo che il problema sia diverso.
    L’impostazione che Lei da del rapporto con il cane è impostata su “io sono un uomo e devo cercare di comportarmi come un cane perchè la mia intelliggenza è superiore e io so cosa serve al cane, mentre il cane è semplicemente un cane e si comporta come tale”.
    Be sinceramente a me questo non piace, forse ha ragione il mio cane penserà di avermi educato a fargli le coccole su richiesta ma forse anche no. Forse penserà che gli umani possono dispensare coccole non perchè siano più debboli ma semplicemente perchè quando amano lo fanno gratuitamente. Forse rimanendo ognuno se stesso sarà più semplice riconoscere le differenze e le similitudini rendendo la comunicazione più semplice.
    Se mi ha educato a dargli amore spero che ci riescano anche con tutto il resto dell’umanità.
    Anche perchè non credo gli servano i miei soldi, la mia macchina, la mia casa.
    Grazie.

    • chiedo scusa per gli errori intelliggenza, debboli…ma sto scrivendo da ipad in movimento.
      ecco versione più corretta.
      Credo che il problema sia diverso.
      L’impostazione che Lei da del rapporto con il cane è improntata su “io sono un uomo e devo cercare di comportarmi come un cane, essendo la mia intelligenza superiore, io so cosa serve al cane, mentre il cane è semplicemente un cane e si comporta come tale”.
      Be sinceramente a me questo non piace, forse Lei ha ragione, il mio cane penserà di avermi educato a fargli le coccole su richiesta ma forse no. Forse penserà che gli umani possono dispensare coccole non perchè siano più deboli ma semplicemente perchè quando amano lo fanno gratuitamente. Forse rimanendo ognuno se stesso sarà più semplice riconoscere le differenze e le similitudini rendendo la comunicazione più semplice.
      Se il mio cane mi ha educato a dargli amore spero che gli altri cani ci riescano con tutto il resto dell’umanità.
      Grazie.

  11. Ho letto come sempre con molto interesse il tuo articolo. Solo una domanda: lo stesso discorso vale per il cane timido? La mia, presa in canile un anno fa con sindrome da privazione sensoriale, inizia ora a chiedere coccole sporadicamente quando è davanti al divano. Posto che dubito di rischiare la scalata gerarchica da lei che ha paura anche della sua ombra, è corretto comportarsi allo stesso modo oppure i casi come il suo possono essere considerati eccezione?

    • Boh… poi qualcuno di bravo ti risponderà meglio ma io la penso così: è un comportamento gradito, che intendi incoraggiare? Certo che sì! allora premiala 🙂
      Non sarebbe un eccezione

  12. Forse conoscete la storiella del tizio che sotto un lampione illuminato cerca e cerca emcerca. Si avvicina un poliziotto, insospettito, e domanda al tizio che cosa stia facendo. E il tizio, tranquillamente, risponde che sta cercando le chiavi di casa, perchè le ha perdute. Il poliziotto vuole rendersi utile e lo invita ad indicargli dove pensa che gli siano cadute. E il tizio si solleva e con l’indice punta verso una zona vicina. Il poliziotto è stupito e lo incalza: ma perché cercarle qui se pensa di averle perdute lì? E il izio, senza scomporsi, risponde che lí è buio, invece qui, sotto il lampione illuinato, c’è luce.
    La generalizzazione è certamente priva di alcun valore se in luogo di cogliere tratti comuni dotati di significatività salta da un ambito ad un altro. Se poi la generalizzazione riguarda indicazioni operative, allora occorre ancora maggiore cautela.

    • Una storia molto carina e piena di significato ma da credito a ciò che sostieni soltanto perché utilizzi questa premessa di fondo: cane e lupo sono due cose COMPLETAMENTE SEPARATE. La realtà ci dice che sono due cose distinte ma collegate in quanto appartengono alla stessa famiglia, Canis appunto. Ne deriva che cercare una relazione tra i comportamenti non significa dire: se il lupo si comporta così e per questa ragione allora il cane che simula lo stesso comportamento sarà inequivocabilmente mosso dalla stessa ragione, piuttosto sarà un’indicazione o un invito a constatare se c’è un collegamento. Ci sono situazioni e situazioni, ora premesso che il cane debba essere messo in relazione con il lupo solo quando è proficuo e ha senso ( evitiamo di cercare sotto la luce se le chiavi le perdiamo da un’altra parte) dall’altra mi pare assurdo dire che lupo e cane siano ambiti separati perché la scienza conviene con me a dire che non lo sono, AFFATTO (le chiavi le stiamo cercando nella zona giusta, se rispettiamo la premessa sopra citata). Darwin mi viene in aiuto, e con lui molti, nel dire che è una differenza di grado e non di qualità, come quella che intercorre tra una panda e una ferrari. Dirai che sono due cose ben distinte ma sempre automobili. Ora, la differenza tra lupo e cane è sicuramente MAGGIORE che tra una Panda e una Ferrari (:D..ho preso spunto da una frase della Redazione) ma non puoi parlare di ambiti diversi. Ci sarà un eccessivo ricorso al lupo, anche pericoloso in alcuni casi: di certo le conclusioni operanti devo trarre assolutamente conto del fatto che il cane non è uguale a un lupo ma questa è stupidità e ben poco c’entra con la scienza (in ogni analisi subentrano più fattori che possono modificare il risultato). Non credo che se lo studio dei lupo ci ha informato su alcuni concetti riguardo ai ruoli gerarchici, tutti si sentano perfettamente in grado di andare a fare il “leader” in un capobranco. Lo conoscenza di questi ruoli ci ha permesso di adattare questi concetti e rivederli alla luce delle modificazioni che il cane ha subito dal lupo nel suo percorso evolutivo. Questi concetti esistono anche per il cane ma sono stati elaborati in maniera diversa, grazie all’imprinting grazie alla nicchia evolutiva e via dicendo…Per esperienza personale molto di quello che sappiamo su alcune patologie che colpiscono il sistema nervoso umano (sindrome di Williams, sindrome di Asperger e via dicendo) è merito dello studio degli scimpanzè e dei bonobo. Sarai d’accordo con me nel dire che nè io, nè te siamo scimpanzè o bonobo (quando mi alzo la mattina non ci giurerei!) eppure i dati sperimentali raccolti su questi animali hanno permesso di comprendere alcune meccaniche cerebrali, utilizzate nello studio di queste malattie con risultati soddisfacenti. Questo è possibile perché nonostante la differenza che intercorre tra uomo e scimpanzè (e non mi dire che è meno grande di quella che intercorre tra lupo e cane perché gli scimpanzè non hanno ancora sviluppato il concetto di morale, noi sì) ci sono delle similitudini e punti in comune. Tra lupo e cane succede la stessa cosa e questo non significa generalizzare nè, come abbiamo visto, saltare da un ambito all’altro al contrario significa dotare di senso una teoria qualora sia stata condotta nel modo giusto; certo non si parla di studiare in senso vago, occorre individuare il campo d’indagine e una volta che quest’ultimo è chiaro vedere se ha senso metterlo in relazione con i dati a nostra conoscenza del lupo. Ci sono campi e campi, il campo della mente ad esempio si offre di sicuro a queste relazioni (forti tratti in comune per il sistema nervoso). Ovviamente quello che dici è giusto nel momento in cui ogni spiegazione ricorre al lupo ma da qui a dire che non bisogna far riferimento al lupo anzi che è privo di senso, se permetti dissento perché le prese di posizione “fondamentaliste” fanno male alla ricerca. Indicare un fenomeno che spiega diversa situazioni particolari non significa generalizzare: il trasporto da parte di un aminoacido di sostanze responsabili dell’umore è un fenomeno che accade fisiologicamente eppure a partire dallo studio di questo fenomeno sappiamo che ci sono più declinazioni, molto diverse tra loro, influenzate da altri fattori interni ed esterni, cosicché nessuno si sognerebbe di dire che queste declinazioni non hanno a che fare con il trasporto di quell’aminoacido ma lo terrebbero a mente pur valutando l’intervento degli altri fattori a modificare il risultato finale (che potrebbero incidere di più della componente fisiologica). Escludere il lupo da OGNI studio che riguarda il cane è sbagliato quanto ricorrere sempre al lupo per ogni spiegazione, non trovi?

  13. Tutto vero Angelo purtroppo almeno dal punto di vista scientifico se metti insieme la parola metodologico e “particolare” non ottieni nulla, in quanto da un singolo caso non puoi elaborare nessuna teoria (in senso stretto, se si parla di indicazioni allora è un altro discorso) perché per sua natura sarebbe legato solo alle contingenze specifiche del caso (scusa la ripetizione) . Mi spiego, se si vuole risolvere un problema è bene elaborare una spiegazione generale del fenomeno e poi da lì individuare ogni manifestazione di esso in tutte le declinazioni (caso, situazione, contesto e molti altri dati sperimentali…). Se si considerasse ogni caso a se e basta senza individuare delle linee generali oggi nn si parlerebbe di nulla e con ciò nn dico che sia sbagliato individuare i casi particolari, anzi dal punto di vista funzionale è quello che si rivela più utile. Tuttavia la noatra conoscenza non crescerebbe perché di fronte a uno statuto di singolarità in ogni caso si finirebbe per avere tutti fenomeni a sè stanti. Inoltre l’atteggiamento negli ambienti cinofili di considerare il lupo deriva da diverse considerazioni, una delle più importanti è la quantità di materiale e data la “vicinanza” etologica è un buon punto di partenza. Ora sicuramente bisogna considerare questa interconnessione con cognizione di causa e magari non ricorrendo sempre ad essa MA credo che per elaborare un buon punto di partenza, che sia un minimo fondato, occorre cercare di studiare i fenomeni e le conoscenze pregresse (che si rifanno al lupo) ovviamente poi si terrano in considerazione le dovute limitazioni.Quindi fenomeno generale con le sue caratteristiche e poi tutte le dinamiche che si sviluppa da esso, questo ci permette di studiare in modo migliore ogni caso prendendo anche le giuste distanze. In scienza nulla è verità assoluta, tutto è vero fino a prova contraria però se da qualche verità nn si parte addio conoscenza. Ad esempio in un commento scritto sopra ho messo in relazione comportamenti dei primati e dei canidi, questo significa che gli scimpanzé sn uguali a noi o che lupi e cani sono uguali? Assolutamente no ma significa che entrambe queste classificazioni individuano insiemi di caratteristiche in comune, i primati hanno comportamenti simili i canidi idem. Un discorso del genere rimane teorico e potrebbe dare lo spunto per la comprensione dincerte dinamiche che andrebbero ovviamemte riviste alla lu e delle differenze tra scimpanzé/uomini e cani/lupi. Questo è solo il mio modesto parere alla luce delle tue fondate considerazioni, perché si sono cinofilo ma di sicuro nè esperto nè studioso di etologia canina visto che mi occupo dello studio dei primati 🙂 Caro Angelo io non penso sia sbagliato il riferimento ai lupi nello studio dell’etologia canina ma ritengo che il vero errore sia nel non cercare l’indagine veramente sperimentale: ci vorrebbero più studi approfonditi e non solo indicazioni e considerazioni, che pure sono fondamentali!

  14. Quasi non inizio la mia giornata lavorativa se prima non mi faccio un giro sul tpc… e come al solito GRAZIE a Valeria che dice la verità ‘cinofila’ e mi sento ripetere le STESSE cose dal mio educatore, fortunatamente!!!
    Questo articolo sulle coccole è VERO!!!
    Da quando io ‘quasi’ ignoro il mio cane il nostro rapporto è migliorato, ha fatto passi da gigante! Certo i miei figli lo ricoprono di coccole, lo prendono in braccio ed io sempre a dirloro NO e non ad Akille, che ha esattamente gli atteggiamenti descritti da Valeria…
    I cani con quegli occhi ci fregano e sono molto più perserveranti di noi umani, dovremmo imparare da loro!
    Buona giornata

  15. Più frequento gli ambienti cinofili e più osservo una prassi profondamente scorretta da un punto di vista metodologico.
    Al posto di considerare il cane, intendo il singolo cane, si assume che il cane, ogni cane, sia un lupo e da quel momento comincia la deriva epistemologica e purtroppo pedagogica.
    Non si parla più del cane, ma del lupo e tutti i consigli e le considerazioni hanno a che vedere con il lupo.
    È davvero un bizzarro modo di fare cinofilia!
    Se non fosse càrico di funeste conseguenze sarebbe anche comico. Una esilarante farsa in più atti: un lupo in salotto, un lupo tra i croccantini, un lupo al guinzaglio, un lupo da freesby, un lupo agli ordini di uno spelacchiato e borioso homo sapiens sapiens che si crede capobranco e cosí via continuando.
    Mi permetto di suggerire ai cinofili di considerare di più i cani di oggi e meno i lupi della steppa.
    Quanto ai lupi, poi, gli studi di etologia che ho cominciato a leggere hanno da tempo abbandonato lo stereotipo del lupo da cappuccetto rosso. Ci sono lupi diversi con diverse condotte sociali.

    P.S.
    Quanto al rapporto con gli animali domestici ricordo ancora i carrettieri che dormivano nella stessa stanza con gli asini e i cani, parlavano con loro e durante i lunghi tragitti dedicavano anche canzoni d’amore ai loro compagni di vita.

    • Scusami Angelo ti ho risposto sotto in un altro commento perché con il cellulare sono un impiastro e mi sono sbagliato, se ti va di leggerlo mi fa piacere 🙂 sorvola su tutti gli errori di battitura, dovrei portarmi una tastiera tascabile altro che quelle cose minuscole touch 😀 😀

  16. concordo in pieno,
    e aggiungo che …con certe razze elargire coccole a richiesta (del cane)
    può rivelarsi perfino pericoloso!!!
    Il mio maschio di pt,Charlie,da giovane era come doveva essere,
    cioè un vero terremoto(soprannome che gli è rimasto),iper dominante,
    era un violento,esuberante,aggressivo(di notte non entravano nemmeno i familiari se non c’ero io..),
    prepotente cagnolone.
    Al guinzi tirava come un ossesso(4 ore al campo di addstramento x riusce a fargli fare seduto…)
    e si prendeva senza complimenti quello che reputava suo,cioè tutto.
    Più che educare lui ho dovuto educare tutti gli umani che gli gravitavano attorno.
    Niente extra,niente carezze gratis,ignorarlo quando ti sfidava(cioè sempre),
    ignorarlo quando si rientrava a casa,
    premiarlo SOLO quando faceva qualcosa che gli veniva richiesto
    (e ci voleva molta panzienza…)con una semplice pacca senza tante smancerie.
    E’ stata dura,ma alla fine è diventato gestibile.
    Se gli avessi permesso di “salire” fin dove lui avrebbe voluto,
    adesso sarei ricoperto di cicatrici e dormirei sul tappeto,mentre lui se ne starebbe spaparanzato
    sul letto o sul divano,dove invece non sale nemmeno se ce lo spingi col forcone.
    Certo ancora oggi,ad 8 anni,accetta di andare al guinzi in modo decente solo con me,
    non si fa toccare dagli estranei e ogni tanto vedo nei suoi occhi quell’antica sfida
    verso il mondo e anche verso di me che…mi piace tanto!!!
    eeeeh,i pastori tedeschi………che cani!!!!!!!

  17. Vangelo…. Lo so e lo vedo… Ma è così facile dimenticarsene e il maschio se ne approfitta tantissimo… Anche in casa mia il marito è il big Kahuna.. anxhe se devo dire che in questo caso entrano direttamente in sottomissione se non ci sono io e invece con me presente entrano in conpetizione per le loro attenzioni….. Mentre invece ai suoi comandi non rispondano… Ma perchè è lui che spara comandi a raffica spesso inventandoli sul momento. Poi sono abituati a me che distorgo le parole con l’erre moscia 😉

  18. Sono convintissima che sia tutto vero e giusto, l’atteggiamento di tantissimi cani lo dimostra. (Ho l’impressione però che non valga per i bambini, con cui i cani sembrano giocare un po’ da pari a pari, ma non è di questo che volevo parlare). Il problema è che viene meno la mia motivazione come proprietario. Se mi prendo un cane, dedico ore alla sua pulizia, alla toelettatura, a portarlo a spasso, all’educazione e magari al lavoro insieme; per es. vado in cerca di fagiani anche se non sono un cacciatore, lavoro con le greggi anche se trovo che siano puzzolenti, o semplicemente faccio agility o qualsiasi altra cosa che non frutti un vantaggio per me, ma sia qualcosa che facciamo insieme (chiaro che non sto parlando di chi ha scopi competitivi, ma vuole solo far sentire il cane utile e lavorare con lui)… e poi non posso pastrugnarmelo nemmeno un po’ senza dargli un comando prima? Al cane va benissimo sicuramente, ma come umana mi sorge spontaneo un… che palle. E comincio a chiedermi se esista un altro animale (vivo, il peluche non mi soddisfa) che si possa impunemente pastrugnare senza far danni. Aggiungiamoci poi che devo pure rendermi antipatica a tutta quella folla di estranei, con i quali magari a me piacerebbe socializzare, perché da umana scambio volentieri due parole, che vorrebbero pastrugnare il mio cane (e non perché il cane non sia d’accordo e sia pronto a mordere, ma perché è diseducativo)… Insomma… comincio a mettere in dubbio la mia passione per i cani!
    Ad essere onesta tendo a vedere i proprietari di cani come appartenenti a due categorie opposte: 1 i pastrugnatori coccolosi, spesso ipergentilisti, ma non sempre, che dedicano tanto tempo al cane ma lo coccolano troppo; 2 quelli che il cane non se lo filano proprio, talvolta lo educano a pedate, ma non sempre, però ne fanno un nano da giardino: gli fanno fare giusto la passeggiatina igienica e gli danno da mangiare. Il cane è lì per bellezza, o come apparato dissuasore contro i ladri, ma voglia di lavorarci insieme… pochina. Poi? Poi ci sono i cinofili bravi. Sì, ma quanti semplici proprietari di cani, anche abbastanza acculturati in cinofilia, possono dire di riuscire ad essere nel giusto mezzo?
    Ad essere sincera, di tutte le regole, trovo che questa sul controllo delle coccole sia davvero la più difficile da seguire per gli umani. (Il tutto, sia chiaro, nella piena consapevolezza che la regola è validissima).

    • “E comincio a chiedermi se esista un altro animale … che si possa impunemente pastrugnare senza far danni. ”
      certo che sì! il gatto, che ti considera comunque adibita ai suoi servigi (la differenza è che sarà più o meno contento di te, in base alla tua solerzia).
      Comunque anche un gatto è in grado di dare molte soddisfazioni e molto affetto (ovviamente a suo modo).

    • PS a me non riesce poi così difficile coccolare il cane solo quando fa qualcosa che gradisco… anzi, mi viene del tutto naturale…
      c’avrò il cuore di pietra….

      • Ma non è questione di avere un cuore di pietra, io credo, semmai di… boh, non so che parola usare. Prospettiva? Mentalità?
        Ieri pomeriggio ho discusso con mia madre di questo articolo, ed entrambe ci siamo ritrovate a raggiungere le stesse conclusioni che Cristina con Ray e Diana hanno così ben spiegato qua sopra.
        A casa abbiamo una labrador, due volte alla settimana andiamo (va mia madre, al momento, essendomi io trasferita per studiare) in un campo a seguire un corso di educazione e ho in mente, una volta chiuso questo ultimo ciclo di studi, di approcciarmi al riporto. Perché mi piace lavorare con lei, perché vedo che è più contenta quando facciamo le cose assieme. Ma le coccole, ahimé, mi riesce difficile vedere come un lei che educa me. E adesso che mi trovo nella situazione di vederla pochissimo, a intervalli di tempo molto dilatati, davvero il pensiero di non poterle fare le feste quando la vedo mi aggroviglia lo stomaco. Mi piace farle una carezzina quando vedo il suo musetto sbucarmi affianco mentre leggo o riordino, per quanto tendenzialmente mi sforzi sempre di farle fare qualcosa che giustifichi il premio – ci sono situazioni però in cui si spancia e si fa grattare la pancia che proprio si vede se la gode alla grande e non so. Forse ho i geni di una sciuramaria in potenza, forse è un limite mio, ma proprio non riesco a vedere il tutto come un lei che decide per me e si prende cura della mia educazione sociale. Mentre sta panza all’aria e spazza il pavimento con la coda. Buh. Pur, ripeto, lavorando con lei e cercando nei limiti del possibile di essere coerente con le regole che le ho sempre dato, inizio a credere di non essere una persona adatta ad avere un cane.

        • anch’io lo coccolo quando spancia: perché è un comportamento gradito.
          Se invece mi lecca dalla testa ai piedi oppure mi dà colpi di muso mentre sto leggendo no, lo mando via con la mano sul muso (dolcemente ma fermamente). Ma non è che faccia sta gran fatica. Mi sta dando fastidio e lo mando via…
          Se mi faccio un esame di coscienza e capisco che l’ho badato poco quel giorno, mi alzo e faccio con lui una serie di esercizi, che tra l’altro lo divertono molto. Finiti gli esercizi, coccole… ma di solito si è già divertito abbastanza.

          Però, ripeto, a me viene naturale.

      • Sinceramente io riesco ad ignorare le feste dei cani quando rientro a casa, riesco pure a dare un ordine qualche volta, ma non ogni volta che mi viene in mente di accarezzare i cani. Lo trovo faticosissimo per la mia psiche, per quella canina lo so che va bene.
        Stranamente con i gatti non ho un feeling particolare, o meglio, ce l’ho (per es. sono riuscita ad accarezzare la gatta di un mio amico che non si lasciava toccare da nessuno), ma non ne sono affascinata (sebbene poi gli animali mi piacciano tutti).

  19. Assolutamente tutto verissimo, però a mio parere anche moooolto riduttivo. La vedo un po’ tipo quelle regolette come “non far salire il cane sul divano”, “passa per primo in un nuovo ambiente” e “non giocare alla lotta”. Tutte cose che facilitano le cose ad un padrone inesperto, però quando c’è un rapporto vero ed il cane ha la certezza del suo ruolo gerarchico perdono completamente il loro significato.

  20. e quando a prima mattina il mio cane si avvicina al mio letto e si schiaccia a terra e poi si spancia ed io acconsento alle sue richieste ,mi sta trattando da subalterno ?:))
    Carezze o non carezze quando si torna a casa non bisogna dare attenzione al cane dando priorità al fatto che cosi facendo non facciamo che aumentare la sua ansia da separazione.
    Le carezze non rientrano nelle motivazione del cane?
    non ci possono essere razze che non tollerano e razze che amano tanto essere coccolate?perchè si estremizza?

  21. Perchè scegliere di vivere con uno o più cani? E con quale cane o cani?
    Sono un pastore ed ho un gregge? Sono un cacciatore? Devo custodire la mia villa o la mia azienda da malintenzionati? Ho bisogno di un essere vivente su cui esercitare un potere assoluto? Mi sento solo e ho bisogno di compagnia?
    Bisogni diversi, cani diversi, approcci diversi.
    Ricordate la canzone Teorema? Prendi una donna, trattala male, falla aspettare per ore. Allora sí vedrai che t’amerà, chi meno ama è il più forte si sa!
    Questione affatto diversa è quella del’approccio ai cani degli altri. Educazione umana richiederebbe di astenersi da smancerie o addirittura, mi è capitato, dall’offerta di cibo.
    I cani degli altri possono ammirarsi. Possiamo scambiare qualche chiacchiera con gli umani che li accompagnano. Possiamo attendere di ricevere dagli stessi umani un invito ad un approccio e magari qualche istruzione sulle modalità, ma niente di più.
    Del resto è la stessa mancanza di educazione e di sensibilità che spinge molti ad avvicinare ogni bambino che vede per strada, addirittura a toccarlo o provare a baciarlo, o magari ad offrirgli qualche dolcetto, o ancora ad intromettersi con commenti inopportuni (sempre e comunque inopportuni) in una dinamica tra genitore e bambino.

    • Mi permetto di rispondere per le cose che NON riguardano la cinofilia.Il teorema di Teorema è un’emerita stronzata che non funziona affatto, o meglio, funziona solo su una categoria di donne, le oche (o alcune persone psicologicamente molto fragili che poi spesso finiscono nei fatti di cronaca come vitttime di maltrattamento). Se funzioni sui cani non so, sulle persone intellegenti e dotate di buon equilibrio psichico no.
      Contatti con i bambini: non so se lei sia padre, ma io sono mamma e non ho mai provato fastidio se qualcuno cercava di interagire con mio figlio, neppure quando era abbastanza piccolo: mio figlio è una persona, non un oggetto, un bambolotto di mia esclusiva proprietà. Quindi lascio che sia lui a decidere se gradisce le smancerie della “nonnetta al supermercato”, e se le gradisce non ci trovo proprio nulla di male, né mi sento sminuita come madre o penso che la cosa interferisca nei miei rapporti con mio figlio. Commenti inopportuni? Adesso ai bambini non si può neanche parlare? Dovrebbero crescere in un’isola o campana di vetro fatta di famiglia (al massimo, poi, scuola) e basta? Senza contatti col mondo esterno? Ma scherziamo?
      Mi scuso se ho parlato di questioni non cinofile, ma certi commenti urtano la mia sensibilità di persona, di donna e di mamma.

      • Soltanto due precisazioni, il resto è lasciato alla capacità individuale di leggere e comprendere quello che si legge.
        1) la citazione delle parole della canzone Teorema è una esemplificazione di come si possa fare falsa e nociva paicologia spicciola spacciandola per saggezza. Non vale per gli esseri umani e non vale per nessun animale senziente, cane compreso. E non vale per due ordini di considerazioni: psicologiche ed etiche.
        2) non comprendo il riferimento alle campane di vetro, ma di certo è inopportuno e può persino diventare nocivo e pericoloso comfondere “socializzazione” con “abbandono alla mercè degli altri” . E anche questo vale per i bambini, per gli umani con disabilità cognitive e per gli animali senzienti, cane compreso, specie se ancora in “formazione”.

  22. I cani sono animali sociali, come noi, e le relazioni sociali sono complesse.
    A molti cani il contatto fisico semplicemente piace e se piace pure al proprietario sono cosa buona e giusta.
    Ridurre tutto a regoline e regolette, senza contare l’ipotesi che sia il cane ad addestrarci quando le richiede per primo, è davvero semplicistico e triste.

    • “A molti cani il contatto fisico semplicemente piace e se piace pure al proprietario E’ una cosa buona e giusta.” Miii, di lunedì la grammatica è un’opinione…

    • Semplicistico, triste e pure vero.
      Liberissimo di fare diversamente, se preferisci… ma le relazioni sociali bisogna anche osservarle all’interno della specie che ci interessa: non ha senso umanizzare il cane e trarre conclusioni sulla sua socialità in base alla nostra. Sono diverse, e se non si affronta la cosa dal lato etologico, anziché da quello disneyano, si fanno semplicemente e tristemente DANNI alla dignità del cane.

      • Senza contare che anche gli umanini sono così: accontenta sempre un bambino e lasciagli credere che farai sempre quello che vuole e otterrai un solenne (e insicuro) rompiscatole.
        Mi sta venendo il dubbio che il problema non è tanto l’umanizzazione del cane, quanto il farlo secondo una visione idealistica di come vorremmo che fossero i rapporti umani. Se conoscessimo almeno i nostri etogrammi tutto sarebbe più facile, anche relazionarci agli altri animali.

      • È vero…purtroppo si fanno dei danni inimmaginabili,io sto recuperando il mio cagnolone,che purtroppo a seguito di due anni di coccole a profusione si è sentito in dovere di rimettermi al mio posto nella sua testa perché si era eletto capobranco,mordendomi in viso…tanta paura,tanta delusione,ma alla fine trovando l’addestratore giusto ho capito che purtroppo gli errori che hanno portato a questo li avevo commessi io,e mi ha fatto ancora più paura il fatto di non aver saputo gestire il mio cane in modo equilibrato,non averlo rispettato in quanto tale,e ho anche capito che in Italia abbiamo una concezione sbagliatissima di come trattare i nostri amici a quattro zampe,ci dovrebbe essere più informazione e educazione alla crescita dell’animale sociale,che per quanto sia irresistibilmente tenero ed affabile sempre canide rimane,e ha regole di gestione e bisogna totalmente diversi dai nostri! Io fortunatamente ho tratto da questa brutta esperienza, una lezione per la vita e per quella del mio cucciolone, ho reagito positivamente cercando di capirne il perché, purtroppo però mi rendo conto che è stato un comportamento dettato dal mio grande amore per gli animali, se fosse capitato a una persona ignorante nel senso buono del termine,il cane a quest’ora sarebbe o in canile o peggio sarebbe stato abbattuto, confermando nel credo popolare antico,infondato e ignorante degli italiani che se un cane morde o succede una tragedia non è colpa della mala educazione ricevuta ma del cane per principio fregandosene delle responsabilità che invece bisognerebbe assumersi quando si adotta un cucciolo che non ha nessuna colpa se non quella di esser stato cresciuto male!

  23. giuro che io non riesco a non coccolarla. a volte esagero ma lo faccio proprio senza pensarci. infatti i risultati si vedono;
    non mi segue più di tanto se sta libera, non obbedisce e quando sta da sola fa tutto quello che le
    pare. mio padre invece non la calcola proprio infatti lo adula. non è giusto!
    (penso che le coccole facciano meglio a noi che al cane…..):)

  24. Cara Valeria, grazie mille del tuo articolo istruttivo come sempre :D. La mia cultura grazie al tuo impegno cresce a dismisura e poi è sempre un piacere leggerti! Però ho pensato a una cosa e volevo farti due domande: da quello che ho visto (ovviamente qualche documentario, libro e lezione all’università) sia nei branchi di lupi sia nei nuclei dei primati ci sono manifestazioni d’affetto, ovviamente i comportamenti attraverso cui si realizzano differiscono(avendo linguaggi ed etogrammi diversi). Tuttavia grazie all’imprinting sulla nostra specie i canidi non potrebbero riconoscere anche i comportamenti dei primati (quindi i nostri) come “affetto” sociale (e intendo una vera e propria differenza rispetto al riconoscimento di questi comportamenti indotto dalla convivenza, ma una sorta di programmazione tale e quale a quella dell’imprinting)? Inoltre essendo presenti manifestazioni d’affetto anche tra lupi, oltre che con funzioni “utilitaristiche”(omaggi allo status), anche con la funzione di rafforzare la “solidarietà” del gruppo, il contatto tra cane e “padrone” non potrebbe svolgere un ruolo di questo tipo e quindi in una certa misura in determinati momenti non solo essere tollerato ma decisivo(tenendo sempre in considerazione caratteri, selezioni e situazioni: mi sto facendo addestrare oppure no?) ?

  25. Il tuo commento è encomiabile la stessa cosa succede al sottoscritto che di coccole sono avaro invece la mia consorte con il suo amore mio ed altro si fà mordicchiare e non ha più un paia di ciabatte

  26. Questo problema non si pone perchè il mio cane non impazzisce per le coccole e detesta essere trattato da peluche. Però ama il contatto, ama sentirsi vicino fisicamente ad ogni membro della casa. Quando dorme sente sempre il bisogno di poggiare il muso sulla mia mano o di infilare la testolina sotto il braccio (e là me lo spupazzo a dovere). Però in generale non è coccolone, anzi, visto che adora giocare (come è giusto che sia a sette mesi d’età) noi abbiamo sempre approfittato del gioco per insegnargli anche gli ordini più elementari, perchè per lui rientra nello spirito goliardico di quello che sta facendo,e in questi casi essere premiato e coccolato gli piace eccome, forse sente di meritarselo. Mi sento sempre responsabile sul suo carattere. Siamo quattro in famiglia e cerchiamo il più possibile di essere equilibrati nell’educarlo e di procedere in armonia e complicità. Anche perchè è uno Shiba, volendo potrebbe prendere possesso di tutto il condominio.

  27. Ok, il concetto è chiaro. Ci sta, è giusto, razionalmente capisco che vada fatto così. Ma da studentessa fuori sede vedo la mia pelosa una-due volte al mese al massimo e sono io la prima che a rivederla vuole farle le feste. È una sofferenza il pensiero di doverla ignorare il primo momento in cui ci vediamo dopo tanto tempo, sarò sincera 🙁

    • ma allora quella non è la TUA pelosa, è quella dei tuoi… è importante che loro non dispensino coccole a casaccio se vogliono essere considerati “guide”

  28. grazie…anche se nn è facile sipratutto farlo capirre anch agli ltri della famiglia,tipo mi a mamma ,mio padre.Vorrei delucidazioni sulla pipi in casa,il mio cane è di piccola taglia misto cn un barboncino..ha un anno e 3 mesi..e da u mese che ha iniziato a farmi pipi in casa..cosa che nn ha mai fatto …era abituato da piccolo sulla traversa…e poi qnd ha iniziato ad azare la gamba..lo porto giu almeno 3 vote al giorno…che devo fare…intanto lo picchio cn il giornale e nn gli do confidenza pr almeno un’oretta..

  29. Letto e metabolizzato, faccio già quella parte del ritorno a casa, basta migliorare il resto, mi chiedo però come si possano regolare quei soggetti che considerano zero i cani, se leggono questa frase “come soggetti di rango superiore che premiano con l’approvazione sociale i comportamenti corretti e graditi” :-\
    temo che così li maltratteranno ancora di più invece di capire cosa voglia dire in realtà…

  30. Io non so se riusciro` mai a invertire l`addestramento che Yukita nel giro di 4 mesi dal suo arrivo ha dato al marito…altro che coccole! quando il marito scarta qualcosa di appetitoso tipo un gelatino, Yukita, che conosce molti comandi, va, gli si siede davanti e gli da la zampa, tutto motu proprio e il marito automaticamente gli da` un bocconcino…
    Riguardo alle coccole non so…dovrei farmi fare il lavaggio del cevello. Ma come si fa? Yukita la zampa la da` ma Maro non ha mai imaparato, neanche a fare “seduto”…dovrebbe quindi stare senza coccole? Il patatino del mio cuore? … mi sa che non ce la faccio!

  31. Grazie davvero TANTISSIMO per quest’articolo meraviglioso. Mi hai illuminato su cose che intuivo, e che non mi spiegavo. Ora è tutto chiaro e potrò procedere come hai descritto. Grazie davvero infinite, sembra un argomento così, quasi scontato e invece sfido chiunque a conoscere questo specifico comportamento dei cani. GRAZIE!

  32. Oscar quando mi vede indaffarata sta buonissimo come fosse di pelouche, ma quando mi siedo con un libro o con l’iPad mi tormenta per farsi coccolare o comunque per interagire in qualche modo. Se non sono troppo stanca faccio una mini-session di addestramento con tutti i comandi che conosciamo (e di solito gli basta). Se sono davvero stanca, lo mando via il numero sufficiente di volte (anche 10 o 20) e quando si rassegna e si sdraia quieto, dopo un po’, vado a coccolarlo.
    Mi pare che funzioni.
    Per le “feste” (a me e ad altri di famiglia) finché non si siede non viene considerato e poi, da seduto, molto lodato e coccolato. Ormai lo sa da solo, non occorre più dirglielo… ma ci mette un po’ a far mente locale e ricordare di sedersi… però non salta più (è troppo grande per lasciarglielo fare) si limita ad appoggiarsi alle gambe con una certa forza, prima da una parte poi dall’altra.

  33. Bell’articolo, moooolto interessante e soprattutto VERO! Ho letto alcuni commenti sotto questo articolo postato sulla pagina di Facebook e rimango basita dalla quantità di “stronzate” lette. Io non capisco perché molte persone ancora si ostinino a metter in discussione la realtà del branco!! Ma porca paletta ma se la realtà delle cose è questa perché dobbiamo per forza ostinarci a dire che non è vero?? Ci rendiamo conto che si tratta di mettere in discussione un qualcosa di naturale??? 😉

  34. Ciao Valeria volevo chiederti, quando rientro a casa, soprattutto in pausa pranzo, la mia cagnolina la maggior parte delle volte non mi fila proprio altro che feste smodate, mi gurda dal divano e al massimo accenna a uno scodinzolo …… del tipo : sei arrivata? era ora…..io la saluto mentre faccio le mie cose ma non vado a coccolarla , poi di solito usciamo per il giretto solito. Ammetto che a volte ci rimango un po’ male ……mi considera il suo sottoposto?

    • Non è detto, anzi… può essere benissimo che ti rispetti al punto di non volerti venire a rompere le scatole. I rapporti cane-umano vanno sempre letti nella loro interezza, non basta il singolo comportamento o il singolo episodio a decretare che sia così piuttosto che cosà.
      La tua cagnolina ti obbedisce, ti stima, ti segue? Se sì, allora anche le sue non-feste sono un segno di rispetto :-).

      • Valeria come mi piacerebbe averti come vicina di casa !!! A te no non piacerebbe perchè ti chiderei tante di quelle cose da farti cambiare regione :-). Grazie di cuore per i tuoi consigli e il tuo aiuto .

  35. Grazie x avermi ricordato di dispensare le coccole con giudizio proprio mentre stavo per andare a fare un agguato di coccole alla mia cagnolona :-).
    Spesso mi chiedo quale sia il modo migliore x coccolarla e starle vicino soprattutto nei suoi periodi no Il mio cane ha vissuto da randagia per un po’ e ha avuto un lungo periodo di superdiffidenza verso estranei che per un qualche motivo bollava come pericolosi. Normalmente piu’ che le coccole cerca le sessioni di ‘massaggio’.
    In generale ho notato che spesso preferisce la mia vicinanza, sedute/sdraiate per terra sul tappeto mentre leggo, in lieve contatto e basta. Anche questa forma di coccole va’ dispensata?

    • Un po’ tutte le risorse vanno “dispensate” con cognizione di causa. Però quella di stare a contatto è semplicemente una concessione che il superiore gerarchico fa al cane, quindi non c’è bisogno di farla precedere da esercizi o altro. Se ti va di avere il cane vicino-vicino te lo tieni, se non ti va ti sposti 🙂

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