giovedì , 23 novembre 2017
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Vivere con uno Yorkie (per chi non ama i cani piccoli…)

yorkie1di MAURIZIO MOCALI – Sono cresciuto con i cani, sempre di taglia medio grande: non avrei mai immaginato la mia vita senza cane, fintanto che non mi uccisero il pastore tedesco. Era il cane che più avevo amato, fu un dolore tremendo e giurai a me stesso: “basta cani”.
Gli anni passavano, il lavoro, i figli, tutto procedeva, persino un gatto era entrato in casa (mai avuti prima), ma una sensazione di vuoto l’avvertivo sempre.
Un giorno d’estate facemmo una classica gita fuori porta alla ventura, così, senza meta: stavamo cercando un agriturismo per il pranzo, quando gli occhi mi caddero su di un cartello che segnalava un allevamento di yorkies.
Con mia moglie decidemmo di andarci, spinti dalla curiosita’ più che altro: combinazione, era nata da poco più  di  due mesi una cucciolata.
Inutile dirvi che fu un colpo di fulmine. Mi vennero incontro tre frugoletti che iniziarono a zompettarmi intorno, solo il quarto se ne stava in disparte osservandomi e muovendo lievemente il capino.
Mi avvicinai, lo presi, stava nel palmo di una mano: lui mi guardò fisso negli occhi ed iniziò a leccarmi, fu amore a prima vista e lo presi con me.
Confesso che avevo qualche remora. Come ho detto non avevo mai avuto cani piccoli, credevo che la maggioranza fosse isterica e sinceramente non erano al centro dei miei pensieri, ma istintivamente quel piccoletto m’affascinava.
I primi giorni in casa furono tutto uno studiarsi e capirsi. Ogni tanto lo perdevo di vista, una volta lo pestai pure perché  non mi ero accorto che s’era acciambellato ai piedi del divano (prendendomi un colpo vedendolo zoppicare). Iniziò prestissimo a fare i suoi bisognini fuori e ad imparare i comandi più semplici.
Con lui, per la prima volta, mi avvicinai anche al mondo delle expo: qualcuna la vinse addirittura, ma più ne frequentavo e più mi accorgevo che era un mondo lontano mille miglia da come la pensavo io. Oltretutto m’ero accorto benissimo che per lui era anche una fonte di stress, così dopo circa tre anni smettemmo.
Il tempo trascorreva e lui divenne un giovane baldanzoso, uscì in pieno il suo carattere di terrier, coraggioso, temerario fino all’incoscienza, ubbidiente, abbaiante solo al momento giusto e per motivazioni concrete, ma dolcissimo e affettuoso, insomma sembrava avesse ereditato le doti del pastore tedesco in formato mignon.
Siamo diventati col tempo inseparabili, lui la mia ombra. Quante volte ci siamo parlati solo guardandoci negli occhi, una sensazione difficile da descrivere tanto quanto la gioia e la pace interiore che porta.

yorkie2Ogni giorno passato con lui è stata una nuova scoperta, il meravigliarmi continuamente della sua intelligenza, del suo amore, della sua fiducia: poi, tre anni fa, in casa è arrivato anche un golden ed è stato uno spasso vedere lo yorkie mettere in riga il “gigante” e fargli assumere anche caratteri non troppo consoni ad un golden, ma molto simili ad un terrier.
Gli ultimi due anni sono stati un po’ tribolati: un’operazione ai legamenti (rotti per esser saltato dal letto per venirmi incontro), un tumore ai testicoli e quest’anno la scoperta di un altro tumore che per qualche giorno ci ha fatto temere di doverlo addormentare.
Lui invece ha stupito noi e il veterinario, reagendo da gran guerriero qual’è: adesso cammina piano piano, non vede con un occhio, sente molto meno… ma è ancora con me e questo è  ciò che conta.
Per la cronaca, quest’anno compirà quindici anni… e vi giuro, mai avrei pensato d’innamorarmi così follemente di un piccoletto.

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