doug_franciadi DANIELA MAFFEI – In Francia esiste una legislazione decisamente rigida su pit bull, simil-pitbull ed altre razze  ritenute “a rischio”: al proprietario sono richieste un’assicurazione obbligatoria, un permesso di detenzione speciale e altre accortezze. Qualora il proprietario non sia in regola con la legge, il cane viene sequestrato ed inviato in speciali canili pubblici chiamati furrière: dopo 8 giorni, se il proprietario non si mette in regola, il cane viene soppresso. E questo indipendentemente dal suo carattere!
Attraverso un contatto francese è stato possibile venire a conoscenza di alcuni di questi cani e della possibilità di portarli in Italia (perché in Francia è illegale anche  adottarli…): da lì a voler cercare di salvarne almeno qualcuno, il passo è stato molto breve.

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Demon al suo arrivo dalla Francia
Demon al suo arrivo…non dalla Francia, nel suo caso, ma da Napoli, dove è stato trovato in una discarica

Circa sei anni fa conobbi il presidente dell’associazione che gestisce il canile di zona, che aveva necessità di lasciare i suoi cani (un maschio anziano mordace ed una femmina deprivata) in mani particolarmente esperte. Da allora, sia pure con qualche diffidenza iniziale, iniziammo anche a  “parlarci”, sino ad arrivare ad una proposta/richiesta: a me avrebbe fatto piacere fare qualcosa con loro per i loro cani, mentre loro avevano necessità di una collaborazione esperta per un progetto che avevano in bozza con una associazione francese.
I primi contatti erano stati con il canile di Pinerolo, che però non è adatto a ospitare cani così vivaci: non c’è un’area sgambamento sicura e anche i volontari che si occupano degli ospiti, pur con grande buona volontà, non sempre hanno la preparazione necessaria per gestirli.

Demon oggi, con il suo nuovo amico umano
Demon oggi, con il suo nuovo amico umano

Dalla volontà di far nascere questo progetto è nata la nostra collaborazione.
I primi cani sono arrivati alla fine di luglio del 2011 e da allora siamo riusciti a far adottare una quarantina di cani. Non si tratta soltanto di pitbull e incroci, ma sono arrivati anche cani con tanto di pedigree: amstaff, staffy e rottweiler.
Inizialmente la parte di progetto che prevedeva la mia partecipazione attiva è stato osteggiato, piuttosto pesantemente, da alcuni volontari che non potevano concepire la collaborazione con un allevatore: per fortuna tali pregiudizi in poco tempo sono stati superati e oggi possiamo dire che è possibile per una associazione e un allevatore collaborare, ognuno per le proprie competenze.
Oggi ad occuparci delle adozioni siamo in tre: Marzia, giovane siciliana trasferita in piemonte, bravissima fotografa, ottima conoscitrice dell’animo umano, che attraverso i suoi contatti screma le richieste (alcune talmente assurde da essere esilaranti e da meritare una raccolta a parte); Daniela G., vicepresidente dell’associazione, che segue prevalentemente la parte burocratica e medica; ed io, Daniela M… che raccolgo le cacche.
Si, lo sappiamo che l’Italia è piena di cani che cercano adozione… ma in Italia non vengono soppressi dopo 8 giorni; inoltre, il fatto di avere questo rapporto con la Francia non impedisce certo di collaborare con chiunque ci segnali casi italiani: anzi, usando la rete di contatti che abbiamo creato in questi anni è possibile velocizzare le loro adozioni.

Gallia con il suo amico Ares
Gallia con il suo amico Ares

Come scegliamo i cani
I singoli casi ci vengono segnalati dalla volontaria francese che, a sua volta, riceve la segnalazione dalla Furrière. Ce li porta sobbarcandosi il viaggio da Parigi, cercando di ottimizzare gli spostamenti con i suoi impegni di lavoro.
Si tratta sempre di cani gentili e amichevoli con gli umani, ma da testare con gli altri cani e i gatti. Le loro condizioni di salute non sempre sono ottimali (spesso sono denutriti; inoltre è arrivato un maschio con una lussazione di 4 grado al ginocchio – che è stato operato qui – una femmina cachettica, una femmina con una brutta dermatite…) ma non presentano mai malattie infettive o contagiose.
I cani vengono chippati, testati e vaccinati in Francia; arrivano in Italia con passaporto internazionale, spesso già sterilizzati (i maschi più facilmente delle femmine). Fanno sosta da me per il tempo necessario a trovare un adottante idoneo e il mio compito, oltre a occuparmi di loro nel quotidiano, seguirli se devono essere sterilizzati o curati, dar loro una figura umana di riferimento con lo scopo di farli tornare a ‘sorridere’, è proprio quello di studiarne il carattere al fine di scegliere l’abbinamento corretto con l’adottante.

Loona, adottata da una star: Francesco degli Africa Unite, la prima band reggae italiana.
Loona, adottata da una star: Francesco (Madasky degli Africa Unite, la prima band reggae italiana). Francesco aveva già adottato un altro pitbull, che oggi gioca come un pazzo con Loona.

Come vengono scelti i nuovi proprietari
Trattandosi di cani che – troppo spesso – attirano persone poco equilibrate, la selezione dell’adottante è scrupolosa e severa. Ad ogni mail o richiesta di adozione viene inviato un questionario per una iniziale scrematura. Al secondo step vi è la conoscenza diretta del possibile adottante con il cane e con i volontari: una lunga chiacchierata conoscitiva. Se è già presente un altro cane in famiglia, (e l’adozione in questo caso può avvenire solo con cane di sesso opposto) l’incontro tra i due cani è indispensabile e, spesso, reiterato.
Se anche questo incontro è positivo, si procede con una visita – il ‘famoso’ controllo pre affido – a casa del potenziale adottante. Qui avviene un colloquio approfondito, dove è esposta con molta chiarezza tutta la storia del cane nota ai volontari e vengono spiegate tutte le sue esigenze; inoltre è obbligatorio, per i futuri adottanti, farsi seguire nel primo periodo di inserimento da un educatore esperto sulla razza, consigliato dai volontari.
In questo incontro si cerca di approfondire il più possibile la motivazione che spinge all’adozione; l’obiettivo è quello di trovare una famiglia consapevole, motivata, preparata ad affrontare gli eventuali piccoli e grandi inconvenienti che potrebbero manifestarsi, per evitare il rientro in struttura.
I terrier di tipo bull sono cani che “appiccicano”: amano, anzi adorano il contatto umano e per loro cerchiamo solo adottanti disposti a condividere a pieno la propria vita con il loro cane. Non vengono ceduti cani a chi ne fa un ‘nanetto da giardino’.
Abbiamo raggiunto l’ultimo step: tutto è andato bene, l’adottante è stato selezionato, “vivisezionato”, soddisfa a pieno le richieste. Non resta che preparare il cane per la nuova famiglia, con tutti i suoi documenti.
I primi giorni la presenza dei volontari è continua, con telefonate e, se richiesto, incontri.
Successivamente, i contatti vengono mantenuti con l’educatore che segue l’inserimento del cane e che dà notizie obbiettive circa i suoi progressi.
Una delle clausole è il controllo post affido: i volontari si riservano di andare a controllare, nel tempo, che il cane sia tenuto come da accordi. Grazie a Internet è molto facile restare in contatto, avere notizie e fotografie dei ‘nipotini’: su facebook c’è una pagina apposita in cui raccogliamo tutte le testimonianze fotografiche, dal loro arrivo all’adozione.
Ve ne mostriamo qualche esempio anche qui:

Alba e il suo umanino
Alba e il suo umanino
Bacino tra fratelli...
Bacino tra fratelli…
Bob, l'intellettuale di famiglia
Bob, l’intellettuale di famiglia
La nuova (faticosissima...) vita di Gucci
La nuova (faticosissima…) vita di Gucci
Enà al suo arrivo dalla Francia
Enà al suo arrivo dalla Francia
Enà oggi
Enà oggi, in via di guarigione
Thor
Thor, appena adottato
Lei non ha ancora un nome. E neppure una nuova famgilia. E non è neppure francese: sta per arrivare da Palermo, insieme a un gruppo di cuccioli. Se amate i terrier di tipo bull e siete persone responsabili... fateci un pensierino!
Lei non ha ancora un nome. E neppure una nuova famiglia. Non è neppure francese: sta per arrivare da Palermo, insieme a un gruppo di cuccioli. Se amate i terrier di tipo bull e siete persone responsabili… fateci un pensierino!

 

 

 

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11 Commenti

  1. Ciao a tutti, se aveste bisogno di una ragazza con tanta passione, tanto amore e sensibilità , che già possiede dei pit ed è riuscita a svezzare dei piccolini di 3 giorni buttati in un sacco e oggi felici in famiglia, insomma se avete bisogno di due mani in più e di un cuore grande… fatemi sapere.
    Grazie.
    Alessandra.

  2. Giusto una piccola precisazione, in Francia detenere un Pitbull é illegale dal 2010; prima era possibile averne seguendo determinati passi, come il patentino, l’obbligo di tenerli sempre al guinzaglio con museruola, il divieto di salire su mezzi pubblici e altre cose “simpatiche” di questo genere, ora é illegale! é illegale comprare, vendere e importare, inoltre tutti i cani di questo tipo (ovvero Pitbull, cani tipo Tosa e cani tipo “Boerbull”) devono essere castrati o sterilizzati; i cani nati prima del 2010 sono tollerati purché il proprietario segua le regole imposte, per tutti gli altri canile e soppressione (anzi la maggior parte delle volte é soppressione diretta).
    C’é anche da dire che i cani di prima categoria ( cioé quelli elencati sopra) dovrebbero essere sempre e solo meticci: non sono i Tosa a essere in prima categoria sono i “tipo” Tosa idem per gli altri; il Pitbull non essendo una razza riconosciuta viene considerato un “tipo” Amstaff.
    Che questa legge sia idiota é palese pero’ mi chiedo perché la gente debba allevare di nascosto o far entrare di straforo dei Pitbull in Francia sapendo che nove volte su dieci questi cani verranno soppressi.
    In ogni caso complimenti per il vostro impegno!!!

  3. spero solo che le regole per la scelta dell’adottante non siano tanto rigide da far sopprimere o stare in canile ad oltranza molti cani che magari avrebbero trovato una casa, forse non “super-ideale”, ma una casa con un proprietario che se ne prende cura dignitosamente..e che si prenderà il cane altrove 99% (magari rimpolpando chi fa cucciolate a casaccio, e ciò sarebbe veramente TRISTISSIMO)..

    • ti ringrazio per la premura che manifesti. per ora non ci è ancora capitato; il tempo massimo di permanenza è stato 5 mesi per un cane con caratteristiche caratteriali particolari, che richiedeva quindi un adottante già con esperienza.
      Quando è comparso, il cane ha trovato casa.
      E certo non portiamo via un cane da una nazione che lo ha destinato all’eutanasia per farlo in italia. Proprio NO !
      Mi spiace non essermi riuscita a spiegare in modo chiaro.
      Il nostro scopo *è* trovare un proprietario super ideale.
      Solo così possiamo esser certi che quella casa sarà per sempre.
      Il trauma del rientro in struttura – e una volta ci è capitato e ci è bastata! – è, per cani come questi, un momento straziante.
      Vogliamo evitarglielo. Meglio 3 mesi in più in pensione qui che il rientro dopo 3 mesi in famiglia.
      Se qualcuno, da noi rifiutato, ha deciso di andare ad adottare altrove o di comprarsi un cane, è una cosa che riguarda LUI E SOLO LUI.
      Per NOI, e SOPRATUTTO per quel cane, non era la persona adatta.
      Con questo, spero di aver chiarito del tutto.

      • @dani:

        grazie x la risposta, avevo scritto ciò solo perchè ho sentito di tante altre storie in cui per regole troppo rigide imposte dal canile o dai volontari magari amorevoli e benintezionati ma non preparatissimi, dei cani finissero x rimanere in gabbia perdendo occasioni e degli adottanti + che papabili venissero scartati x delle inezie o pregiudizi..ma da quello che hai risposto non mi sembra proprio il vostro caso e tempi di permanenza così brevi lo dimostrano! 🙂
        Forse mi ero spiegata male quando ho parlato di “adottante super-ideale”, quello che tu chiami così io lo chiamo semplicemente “adottante adatto” (perchè dare un cane già che ha avuto un abbandono o peggio a una persona che non si sa se lo terrà sarebbe poco sensato, soprattutto qui in italia dove sti cani non rischiano + una morte arbitraria e dove il tempo x valutare a chi darli c’è), mentre x “adottante super ideale” intendevo quella “persona assolutamente perfetta” che spesso esiste come “ideale” nella mente di chi la cerca ma non si sa se mai la si troverà.

        Spero che riusciate a dare una seconda possibilità a sempre + cani..e che la francia cambi quella demenziale legge.

        Ciao.

        🙂

        • @dani:

          ho un piccolo blog che parla di pitbull cercando di dare anche in italiano informazioni complete e realistiche su questi cani come se ne trovano ad es in inglese:
          http://realpitbulldog.blogspot.it/

          Volevo aggiungere al blog una pagina contenente una lista di link di associazioni gruppi e pagine utili a chi vuole adottare un pitbull un TTB o un pitmix, mettendoci nomi di buone associazioni che sappiano lavorare bene.
          Se ti può interessare il nome del vostro progetto potrebbe essere il primo.

          Fammi sapere se siete interessanti contattandomi su FB:
          https://www.facebook.com/aliceoltrelospecchio

          Ciao.

  4. Due mesi fa ho adottato keycha..una splendida e straordinaria amstaff di 4 anni del progetto salva un cane francese da Daniela …oggi ringrazio tutti per il grande lavoro che fate e per la serieta’ con la quale la fate…key oggi vive con noi ed e’ una fedele compagna do gioco interattivo con la mia bimba di un anno!! GRAZIE!!!

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