giovedì , 23 novembre 2017
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CAE-1: che cos’è

di VALERIA ROSSI – Sono rimasta piuttosto sorpresa, dopo la pubblicazione dell’articolo “Samba debutta in expo” in cui raccontavo che avevamo preso il CAE-1, di trovare svariate richieste di spiegazioni su questo test.
“Ma che cos’è?” “Come funziona esattamente?” “Dove lo fanno?” sono state le domande più frequenti, che mi hanno fatto capire quanto il CAE-1 sia ancora poco conosciuto.
In realtà su “Ti presento il cane” c’è già un articolo che ne parla e che contiene anche la descrizione di tutti gli esercizi… ma qualcosa si può sempre aggiungere: quindi provo a rispondere alle FAQ che mi sono arrivate.

Che cos’è
Il CAE-1 (CAE significa “Controllo Affidabilià ed Equilibrio”) è un semplicissimo test che (copincollo dal regolamento ENCI),  “mira a certificare un cane socialmente affidabile e senza problematiche di comportamento, prendendo in considerazione il binomio cane-conduttore nella vita quotidiana“.
Poiché non viene giudicato soltanto il cane, ma il binomio, anche più persone possono conseguirlo con lo stesso soggetto.
L’età minima di partecipazione per il cane è di 15 mesi, per il conduttore di 12 anni.
Possono partecipare tutti i cani, meticci compresi. Son esclusi, per ovvi motivi, soltanto i cani affetti da malattie della pelle e da ogni altra malattia contagiosa e le femmine chiaramente in lattazione. Le femmine in calore possono partecipare, ma passano per ultime (come in tutte le prove di lavoro).
Il CAE-1 può essere giudicato da un Esperto Giudice ENCI di prove di utilità e difesa, agility, mondioring, protezione civile e obedience.

sambapassCome funziona
La prova prevederebbe, in teoria, due ambientazioni diverse: un campo recintato e l’ambiente cittadino. In realtà tutti quelli che ho visto finora si sono svolti in un unico ambiente (solitamente un campo o il ring di un’expo) dove la parte “cittadina” era solo simulata.
Cosa deve saper fare il cane? Praticamente nulla: deve essere soltanto equilibrato, amichevole e avere un buon rapporto col conduttore.
L’unico “esercizio” richiesto sarebbe un “terra libero con distrazione”, molto facilitato dalla presenza del conduttore a soli tre metri di distanza e dal fatto che il cane è legato ad un guinzaglione – lungo appunto tre metri – che viene solitamente fornito dall’organizzazione.
Svolgimento: per prima cosa cane e conduttore vengono avvicinati dal Giudice, che saluta il conduttore e gli stringe la mano mentre un altro operatore controlla il microchip del cane: questa operazione preliminare non prevede alcuna votazione, ma il cane si dimostra aggressivo o manifesta altri problemi comportamentali viene immediatamente escluso e il test risulta non superato.
A questo punto iniziano gli esercizi, col cane messo in “terra libero” (però non è neppure obbligatorio che rimanga impeccabilmente in posizione: a Mondovì alcuni cani non sono rimasti a terra e altri non sono rimasti neppure proprio a tre metri… però non hanno manifestato reazioni anomale e sono comunque passati).

beccacaneLa prima prova consiste nel passaggio di persone a diverse andature (passo normale, passo svelto…) a poca distanza dal cane. Seguono il passaggio di una bicicletta, quello di una persona che spinge un passeggino e quello di una persona che conduce un cane di sesso opposto a quello dell’esaminando. Infine passa uno jogger di corsa.
In tutti questi esercizi è consentito dare ordini (anche ripetuti) al cane.
Terminata questa prima parte, il conduttore deve spazzolare il cane, esaminargli le zampe, insomma manipolarlo in diversi modi: il cane deve rimanere tranquillo e mostrare docilità.
Poi si cammina con il cane al guinzaglio e si incrociano da due a quattro “passanti”, uno dei quali deve sfiorare il cane; almeno uno di essi deve avere anche un abbigliamento inusuale (cappelli, mantelli o simili).
A Mondovì questa parte della prova è stata svolta come un vero e proprio “gruppo” da ZTP, ovvero con le persone che si “chiudevano” strettamente intorno al cane per poi riaprirsi e richiudersi.

sambagiornaleSegue la prova del giornale: si passa con il cane davanti a un operatore seduto su una panchina, che si alza improvvisamente scuotendo le pagine del giornale che sta leggendo e taglia la strada al binomio (qui con Samba ho fatto un po’ di casino, e più che farci tagliare la strada abbiamo letteralmente sbattuto dentro l’operatrice, perché non le ho lasciato lo spazio per passare!).
A seguire, una persona si avvicina al binomio, scambia qualche parola con il conduttore e gli stringe la mano.
Infine, l’ombrello, che viene aperto in prossimità del cane (nel nostro caso gli è stato aperto proprio sotto il muso), poi sollevato, riabbassato e richiuso. Al termine l’operatore si allontana picchiettando l’ombrello sul terreno.
Fine, non c’è altro: al cane si richiede soltanto di restare “in prossimità del conduttore” per la parte in cui deve stare fermo sul posto e di comportarsi, in ogni parte del test, in modo equilibrato e tranquillo. Vengono penalizzate le reazioni aggressive, quelle di timore/paura e la perdita di controllo.
Sono disponibili 10 punti per ogni esercizio, per un totale di 100 punti: il punteggio minimo per il superamento del CAE-1 è di almeno il 50% in ciascuno esercizio ed il 70% del totale dei punti disponibili.
Qui sotto riporto la scheda di Rebecca (Dunja) che con Fabiana ha preso il punteggio pieno (mentre Samba ed io abbiamo ottenuto solo 98,5 punti per aver giocato con la spazzola: umpf) .

CAEbecca
Dove e quando
Per conoscere le date bisogna andare sul sito dell’ENCI, cliccare su “Calendario prove” nella sezione “Manifestazioni ed eventi” e  poi scegliere la voce “CAE-1”. Attenzione: il calendario è diviso per mesi, quindi bisogna anche cliccare sul mese che ci interessa (menu a destra) per scoprire tutte le manifestazioni presso le quali cui si terrà il test.

CAEsambaCosa viene rilasciato
A prova superata, l’ENCI rilascia il tesserino che vedete nella foto a destra: il risultato si può anche far riportare sul libretto delle qualifiche (ma non è obbligatorio).

E se il test non viene superato?
I cani che hanno fallito il test possono riprovare, ma non possono essere ripresentati prima di tre mesi.

Quanto costa
La quota di iscrizione è a discrezione dell’organizzazione, ma è sempre molto bassa: può andare dai cinque ai dieci euro.

A cosa serve?
Purtroppo… a niente, dal punto di vista pratico: infatti, almeno per il momento (ma chissà che qualcosa non cambi, prima o poi…) non sono previste agevolazioni particolari per i cani in possesso di CAE-1. In realtà potrebbero e forse dovrebbero essercene (per esempio, i cani che hanno superato il test dovrebbero non essere più considerati “cani pericolosi” dalle assicurazioni che ancora fanno “liste nere”), ma per ora così non è: però il tesserino può sempre essere sventolato sotto il naso di chiunque appaia preoccupato per la presenza del nostro cane, o di chi potrebbe avere dei dubbi sulla sua affidabilità (per esempio, albergatori che potrebbero essere più invogliati ad accettare un cane di grossa taglia, se in possesso di un documento che dichiari la sua affidabilità).
Per quanto il CAE-1 “non serva” a nulla di pratico, comunque, io consiglierei a tutti i proprietari di sottoporsi al test con il loro cani, anche solo per una sorta di controllo personale: infatti, se è vero che non è particolarmente importante avere il CAE-1, è veramente preoccupante che qualcuno possa “non” averlo, perché questo significa che non è sicuro del proprio cane.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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