di VALERIA ROSSI – Sono rimasta piuttosto sorpresa, dopo la pubblicazione dell’articolo “Samba debutta in expo” in cui raccontavo che avevamo preso il CAE-1, di trovare svariate richieste di spiegazioni su questo test.
“Ma che cos’è?” “Come funziona esattamente?” “Dove lo fanno?” sono state le domande più frequenti, che mi hanno fatto capire quanto il CAE-1 sia ancora poco conosciuto.
In realtà su “Ti presento il cane” c’è già un articolo che ne parla e che contiene anche la descrizione di tutti gli esercizi… ma qualcosa si può sempre aggiungere: quindi provo a rispondere alle FAQ che mi sono arrivate.

Che cos’è
Il CAE-1 (CAE significa “Controllo Affidabilià ed Equilibrio”) è un semplicissimo test che (copincollo dal regolamento ENCI),  “mira a certificare un cane socialmente affidabile e senza problematiche di comportamento, prendendo in considerazione il binomio cane-conduttore nella vita quotidiana“.
Poiché non viene giudicato soltanto il cane, ma il binomio, anche più persone possono conseguirlo con lo stesso soggetto.
L’età minima di partecipazione per il cane è di 15 mesi, per il conduttore di 12 anni.
Possono partecipare tutti i cani, meticci compresi. Son esclusi, per ovvi motivi, soltanto i cani affetti da malattie della pelle e da ogni altra malattia contagiosa e le femmine chiaramente in lattazione. Le femmine in calore possono partecipare, ma passano per ultime (come in tutte le prove di lavoro).
Il CAE-1 può essere giudicato da un Esperto Giudice ENCI di prove di utilità e difesa, agility, mondioring, protezione civile e obedience.

sambapassCome funziona
La prova prevederebbe, in teoria, due ambientazioni diverse: un campo recintato e l’ambiente cittadino. In realtà tutti quelli che ho visto finora si sono svolti in un unico ambiente (solitamente un campo o il ring di un’expo) dove la parte “cittadina” era solo simulata.
Cosa deve saper fare il cane? Praticamente nulla: deve essere soltanto equilibrato, amichevole e avere un buon rapporto col conduttore.
L’unico “esercizio” richiesto sarebbe un “terra libero con distrazione”, molto facilitato dalla presenza del conduttore a soli tre metri di distanza e dal fatto che il cane è legato ad un guinzaglione – lungo appunto tre metri – che viene solitamente fornito dall’organizzazione.
Svolgimento: per prima cosa cane e conduttore vengono avvicinati dal Giudice, che saluta il conduttore e gli stringe la mano mentre un altro operatore controlla il microchip del cane: questa operazione preliminare non prevede alcuna votazione, ma il cane si dimostra aggressivo o manifesta altri problemi comportamentali viene immediatamente escluso e il test risulta non superato.
A questo punto iniziano gli esercizi, col cane messo in “terra libero” (però non è neppure obbligatorio che rimanga impeccabilmente in posizione: a Mondovì alcuni cani non sono rimasti a terra e altri non sono rimasti neppure proprio a tre metri… però non hanno manifestato reazioni anomale e sono comunque passati).

beccacaneLa prima prova consiste nel passaggio di persone a diverse andature (passo normale, passo svelto…) a poca distanza dal cane. Seguono il passaggio di una bicicletta, quello di una persona che spinge un passeggino e quello di una persona che conduce un cane di sesso opposto a quello dell’esaminando. Infine passa uno jogger di corsa.
In tutti questi esercizi è consentito dare ordini (anche ripetuti) al cane.
Terminata questa prima parte, il conduttore deve spazzolare il cane, esaminargli le zampe, insomma manipolarlo in diversi modi: il cane deve rimanere tranquillo e mostrare docilità.
Poi si cammina con il cane al guinzaglio e si incrociano da due a quattro “passanti”, uno dei quali deve sfiorare il cane; almeno uno di essi deve avere anche un abbigliamento inusuale (cappelli, mantelli o simili).
A Mondovì questa parte della prova è stata svolta come un vero e proprio “gruppo” da ZTP, ovvero con le persone che si “chiudevano” strettamente intorno al cane per poi riaprirsi e richiudersi.

sambagiornaleSegue la prova del giornale: si passa con il cane davanti a un operatore seduto su una panchina, che si alza improvvisamente scuotendo le pagine del giornale che sta leggendo e taglia la strada al binomio (qui con Samba ho fatto un po’ di casino, e più che farci tagliare la strada abbiamo letteralmente sbattuto dentro l’operatrice, perché non le ho lasciato lo spazio per passare!).
A seguire, una persona si avvicina al binomio, scambia qualche parola con il conduttore e gli stringe la mano.
Infine, l’ombrello, che viene aperto in prossimità del cane (nel nostro caso gli è stato aperto proprio sotto il muso), poi sollevato, riabbassato e richiuso. Al termine l’operatore si allontana picchiettando l’ombrello sul terreno.
Fine, non c’è altro: al cane si richiede soltanto di restare “in prossimità del conduttore” per la parte in cui deve stare fermo sul posto e di comportarsi, in ogni parte del test, in modo equilibrato e tranquillo. Vengono penalizzate le reazioni aggressive, quelle di timore/paura e la perdita di controllo.
Sono disponibili 10 punti per ogni esercizio, per un totale di 100 punti: il punteggio minimo per il superamento del CAE-1 è di almeno il 50% in ciascuno esercizio ed il 70% del totale dei punti disponibili.
Qui sotto riporto la scheda di Rebecca (Dunja) che con Fabiana ha preso il punteggio pieno (mentre Samba ed io abbiamo ottenuto solo 98,5 punti per aver giocato con la spazzola: umpf) .

CAEbecca
Dove e quando
Per conoscere le date bisogna andare sul sito dell’ENCI, cliccare su “Calendario prove” nella sezione “Manifestazioni ed eventi” e  poi scegliere la voce “CAE-1”. Attenzione: il calendario è diviso per mesi, quindi bisogna anche cliccare sul mese che ci interessa (menu a destra) per scoprire tutte le manifestazioni presso le quali cui si terrà il test.

CAEsambaCosa viene rilasciato
A prova superata, l’ENCI rilascia il tesserino che vedete nella foto a destra: il risultato si può anche far riportare sul libretto delle qualifiche (ma non è obbligatorio).

E se il test non viene superato?
I cani che hanno fallito il test possono riprovare, ma non possono essere ripresentati prima di tre mesi.

Quanto costa
La quota di iscrizione è a discrezione dell’organizzazione, ma è sempre molto bassa: può andare dai cinque ai dieci euro.

A cosa serve?
Purtroppo… a niente, dal punto di vista pratico: infatti, almeno per il momento (ma chissà che qualcosa non cambi, prima o poi…) non sono previste agevolazioni particolari per i cani in possesso di CAE-1. In realtà potrebbero e forse dovrebbero essercene (per esempio, i cani che hanno superato il test dovrebbero non essere più considerati “cani pericolosi” dalle assicurazioni che ancora fanno “liste nere”), ma per ora così non è: però il tesserino può sempre essere sventolato sotto il naso di chiunque appaia preoccupato per la presenza del nostro cane, o di chi potrebbe avere dei dubbi sulla sua affidabilità (per esempio, albergatori che potrebbero essere più invogliati ad accettare un cane di grossa taglia, se in possesso di un documento che dichiari la sua affidabilità).
Per quanto il CAE-1 “non serva” a nulla di pratico, comunque, io consiglierei a tutti i proprietari di sottoporsi al test con il loro cani, anche solo per una sorta di controllo personale: infatti, se è vero che non è particolarmente importante avere il CAE-1, è veramente preoccupante che qualcuno possa “non” averlo, perché questo significa che non è sicuro del proprio cane.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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27 Commenti

  1. In riferimento alla frase di chiusura dell’articolo ovvero non è importante avere questo certificato ma è preoccupante non riuscire ad ottenerlo vorrei capire una cosa. La mina Nina (pastore Tedesco di 7 mesi) non supererebbe mai questo test, almeno non adesso, non per aggressività ma perchè cercherebbe di leccare chiunque passi vicino a lei e di elemosinare una coccola. Chiaro che è “scomoda” da portare in giro ma di sicuro non è pericolosa. Ci sono speranze che crescendo impari un minimo di autocontrollo o è una questione di incapacità nostra e/o di carattere del cane? grazie

    • Capisco mooooolto bene il problema, visto che Samba, se non viene controllata, zompa in testa a tutti per coprirli di baci! 😀
      Però sul controllo si deve lavorare: non è una cosa che arrivi naturalmente con l’età… o almeno, in qualche cane magari sì, ma non in tutti. I cani molto socializzati spesso pensano che “vada bene così” e che sia normalissimo abbracciare e baciare il mondo intero: peccato che il mondo non sia sempre tutto d’accordo 🙁 … quindi bisogna insegnare al cane ad obbedire a semplici ordini come “seduto”, “terra”, “resta”… che non ne fanno dei “robottini”, ma soltanto dei cani educati e civili.

      • Certo su questo non c’è dubbio infatti abbiamo frequentato un corso di educazione per I cuccioli. Il seduto le viene bene anche senza premietto, il terra solo col premietto e il resta (che per me è “ferma” dal momento che quando serve d’istinto le dico ferma) molto bene quando giochiamo molto male nella normalità. Presumo che sia una questione di tempo, pazienza e speranza…..

  2. …e se uno ha un cane emotivo/aggressivo/che scatta per un nonnulla? Ha imparato moltissimo a controllarsi, con tanto tanto lavoro, da “Ti uccido subito subito per il solo fatto che osi passare nel mio raggio di vista” a “Ti uccido solo se non fanno in tempo a dirmi di no o se non hanno capito quanto sei davvero pericoloso, ma a me non me la fai”. Si mangerebbe il giudice che si avvicina per darmi la mano, l’ombrello e pure il signore con gli occhiali che la fissa un po’ strano. Alla spazzola, arresterebbero me per maltrattamento di animali, con le facce da cane Enpa che sa fare!
    Possibile che sia davvero preoccupante non ottenere un certificato?
    Possibile che il cane in completo controllo debba essere un obiettivo primario, al di là di quanto ottenere questo potrebbe significare in termini di compressione dell’indole del cane? ACD di linea americana da lavoro, selezionato per lavorare da solo in testa a una mandria di migliaia di capi, proporzione di peso 20 kg cane vs 200 e più kg toro..
    Dove finisce il doveroso controllo e dove inizia il rispetto per quella che è la struttura mentale del cane?
    Non è meglio tenerlo al guinzaglio se ci sono situazioni destabilizzanti? Se un cane è tutto meno che docilissimo, cosa dobbiamo pretendere da lui?

      • ..io non conosco le mucche! L’australian cattle dog è un cane bovaro da spostamento della mandria e da difesa da coyote e animali più piccoli del lupo..genericamente, si scontra con vacche e tori che non vogliono seguire le indicazioni dei mandriani. Con il peso che indichi, la sproporzione fa davvero impressione!

        • ma ti dirò, con le vacche e i bovini la forza non serve a nulla, vincerebbero loro senza molta fatica, contro uomo o cane che sia, ci vuole controllo e intelligenza 🙂 cosa che la tua razza probabilmente ha da vendere 🙂

    • Pur capendone poco di cani, immagino che il tuo non lo porti al centro commerciale e magari ti giri a chiacchierare con le amiche fregandotene di quello che fa il cane o di chi gli si avvicina (come fanno TANTISSIME persone). Sempre immagino, che sai anche senza (non) prendere il patentino che il tuo non è un cane da passeggiate nella folla, e che se te lo porti in giro non lasci che si avventi sui passanti perchè stai guardando la vetrina delle scarpe. Suppongo che fai attenzione a quello che fa il cane, a dove lo porti e a chi hai intorno.

      • Attenzione e prevenzione sono la parola d’ordine! Dovunque la porti, e davvero siamo andate dappertutto, sai che la passeggiata è per lei, non per te, e che il percorso quando c’è gente è un lavoro per te, in modo che lei rimanga serena e rilassata. Niente giri di chiacchiere e vetrine con le amiche, ovviamente :-)! Una volta che lo hai capito e che non ti arrabbi con il cane perché in certi momenti non ce la fa, ed intervieni tu ad aiutare, prevenendo o bloccando quando non hai prevenuto abbastanza, va tutto molto meglio.

    • Mah, Raffa… in parte dò ragione sia a te che a chi parlava di Caucaso: però sta di fatto che un cane dovrebbe SEMPRE imparare a vivere nella nostra società senza volersi mangiare chicchessia.
      Un cane “emotivo/aggressivo/che scatta per un nonnulla” non è un cane equilibrato: a questo punto, ovviamente, la scelta può essere quella di tenerselo così com’è (però in giro per le città presumo che non lo porterai!) oppure di continuare a lavorarci sopra.
      E anche se ci lavori, bisogna capire fino a che punto il problema è genetico (nel qual caso i miglioramenti saranno probabilmente relativi) e fino a che punto è indotto dall’ambiente.
      Sta di fatto che ACD, Caucaso e altri cani fortemente territoriali, molto reattivi e di gran carattere possono essere ANCHE cani sociali e socievoli al di fuori del loro territorio: la razza non è una scusante valida per tenersi un cane aggressivo a prescindere. L’indole del singolo soggetto invece può esserlo: ma a questo punto bisogna accettare l’idea di avere un cane non perfettamente equilibrato (che quindi non potrà prendere un CAE-1 nè superare altri test del genere) e fare semplicemente in modo di non metterlo mai in situazioni che comportino rischi per il prossimo.

    • Insegnare al cane a controllarsi in determinati e stabiliti contesti non penso che sia un maltrattamento: semmai lo è impedirgli di esprimere SEMPRE la sua indole, o cercare di trasformare un cane poco socievole in un amicone da parchetto: ma qui si chiede soltanto che il cane non reagisca troppo bruscamente a esseri umani INNOCUI, non certo che debba tollerare baci e abbracci da sconosciuti o restare indifferente a una minaccia reale.
      D’altronde non è che a un jack permettiamo di ammazzare ogni gatto che trova perché è un cane da caccia, o a un golden di raccattare ogni schifezza e portarcela perché è un cane da riporto… delle regole vanno messe!

  3. Non so se Iris passerebbe la prova dell’ombrello. Non che ne abbia paura, tutt’altro. Se è aperto lo ignora, ma se è chiuso ai suoi occhi diventa un bastone e comincia “Dai, tiralo! Tiralo che lo prendo!!”. E se, ovviamente, non glielo tiri si passa al “Allora tiraemolla!!!!”. E gnam. Colpa mia che l’ho abituata a giocare con qualsiasi bastone trovassimo nei boschi. Il Golden della mia amica invece ignora totalmente gli ombrelli in passeggiata, ma a casa, se qualcuno lascia un ombrello aperto ad asciugare in giardino, non esce di casa finchè qualcuno non lo chiude!

  4. Mmmm, scusate ma a me questo test sembra abbastanza inutile. Come la mettiamo con il Pastore del Caucaso che come recita lo standard “Spiccatamente territoriale. Nel caso di pericolo reale per le persone che ama può arrivare a essere molto aggressivo; calmo, riflessivo e riservato, è comunicativo con chi gli vive al fianco ma riservato nei confronti di chi non conosce. Con i bambini è un buon compagno di giochi, a patto che non venga molestato con giochi violenti o rumorosi che trova eccessivamente fastidiosi”?
    Dobbiamo trasformarlo in gigantesco peluches che si lascia toccare da tutti senza nessun segno di disagio?
    Perché invece non valutare il binomio? Perché non istituire dei corsi e lasciare che sia l’educatore a valutare se il binomio sia “affidabile ed equilibrato”?

    • secondo me la risposta è insita nella definizione: “mira a certificare un cane socialmente affidabile e senza problematiche di comportamento, prendendo in considerazione il binomio cane-conduttore nella vita quotidiana“. Non conosco che di vista il Pastore del Caucaso, ma non direi che è un cane adatto, in riferimento alle caratteristiche sopra indicate a sostenere un test del genere, proprio perchè per sua indole e per il suo benessere non lo vedrei adatto ad una situazione del genere; non dico che non vada portato a spasso, assolutamente no, ma penso che non si senta a suo agio nelle situazioni reali che il test riproduce, e ritengo che come lei, ogni conduttore responsabile lo sappia. Diciamo che la quotidianità è un concetto abbastanza relativo, e che il test sia costruito, su una condizione “media” di centro città.

    • Ehm, scusa eh, ma appunto lo standard dice “spiccatamente territoriale” e “in caso di pericolo reale”.
      Dato che il CAE-1 viene svolto in un luogo “neutro” e non certo “a casa” del pastore del Caucaso di turno, nè si verificano pericoli reali, il cane deve dimostrare di essere affidabile e sotto controllo in passeggiata.
      E’ lo stesso principio per cui in molte prove di lavoro il cane deve sapere distinguere quando il figurante sta semplicemente “salutando” il padrone e quando invece rappresenta un potenziale pericolo: è proprio la discriminazione tra i casi che rende un cane più affidabile.
      Un Caucaso (ma anche qualsiasi altro cane) che scambia per potenziale pericolo uno che si alza scrollando un giornale, uno che apre un ombrello, o un passante che lo accarezza, è un cane che porta dei rischi, specialmente in città dove c’è chi arriva e ti smanaccia il cane senza manco chiedere: scemo lui, sicuramente, ma il cane nel contesto cittadino deve regolarsi.
      E guarda che non è che “non possa mostrare il minimo disagio”, ma non deve avere reazioni eccessive. Oltretutto, ripeto, si tratta di una prova svolta in “luogo neutro” quindi il discorso della territorialità decade.

      • … consigli? se il cane, nonostante tutta l’educazione i corsi e quant’altro disponibile sul mercato tranne gli psicofarmaci, scambia lo stesso un pericolo immaginario per reale, cosa deve fare il proprietario?
        (a parte stare attento, ovviamente)
        I cani NON affidabili esistono, cosa ce ne facciamo?
        Perché mi sembra che fare finta che non ci siano non sia una buona idea…né per i cani, né per i proprietari, né per gli ignari passanti con l’ombrello.
        E rischia di passare l’idea che tutti i cani devono essere a prova di CAE, altrimenti o loro o il proprietario stanno sbagliando qualcosa.
        I cani da mandria, ad esempio, non sono territoriali e devono proteggere di default la mandria dal pericolo che il mandriano non ha ancora percepito, quando sono in movimento..servono proprio a quello..

        • Mi pare che nessuno stia “facendo finta che non esistano” cani non affidabili, ma da qui a dire “questa cosa è inutile perchè ci sono i cani non affidabili” mi pare ce ne passi, sarebbe come dire – esagerando, eh 😀 – “la patente è inutile, tanto c’è chi non guiderà mai”.
          I cani da mandria stanno a fare la guardia alle mandrie, non stanno propriamente in centro città, con la mandria…SE vuoi che il tuo cane da mandria stia ANCHE in centro città, allora ti prodighi per tempo ad educarlo: guarda che cani non affidabili e che siano anche non recuperabili ce ne sono davvero pochi. Sono molto di più quelli non affidabili perchè il proprietario non pensa minimamente a educarli e magari manco sa che esistano i corsi di educazione / addestramento e altro.
          Se il CAE e altre “certificazioni” di cane buon cittadino possono servire a far sapere che esistono dei criteri di valutazione e che per passare queste valutazioni magari conviene che al tuo cane non fai fare solo quello che vuole sempre e comunque, secondo me ben vengano…
          Tu giustamente dirai “e quei anche pochi casi non recuperabili oltre che non affidabili”? Beh, quei pochi un proprietario responsabile suppongo non li porterebbe in centro paese nel giorno del mercato…e non li porterà manco a fare il CAE1.
          Il CAE1, come i vari altri corsi di “buon cittadino”, è uno strumento in più per valutare (e dimostrare, anche se “giuridicamente” valgono nulla al momento) l’attendibilità del proprio cane. Non è un “obbligo”, però se vuoi tenere il cane in città, NON PUOI pensare “eh va beh ma il mio cane in origine doveva sbranare chiunque si avvicinasse alla mandria”, perchè oggi non lo tieni a guardare la mandria, e se non “rispetta” il vivere cittadino rischia di passare brutti guai pure lui, quindi è questione di responsabilità anche nei confronti del cane stesso badare ad educarlo.

          • Penso di non aver ben spiegato il senso del mio intervento.
            Per chi ha un cane che sopporta bene il tipo di stress imposto dal test CAE, ben venga. Quanto al lavoro per fare stare meglio il cane in tutti gli ambienti ed aumentare le sue capacità relazionali, forse non si è capito, ma ne ho fatto e ne sto facendo molto, seguita da insegnanti che ritengo veramente molto capaci, specializzati in cani aggressivi. Non penso che da nessuna delle mie frasi sia emerso che io pensi che il cane possa mordere chi vuole e io non stia facendo nulla. Quello che continua invece ad emergere dalle risposte è che se il cane è mordace, è certamente colpa del proprietario che non si impegna e lascia che il cane morda liberamente. Non imporre al cane di tollerare quelle che per lui sono aggressioni secondo me non significa non rispettare gli altri, se si evita comunque che il cane si trovi nella condizione di far male a qualcuno. E’ proprio l’accostamento cane mordace = proprietario menefreghista e irrispettoso che mi dispiace veramente emerga anche dallo scritto qui sopra. Proprio proprio appare inaccettabile a chi scrive che pur facendo tutto quello che un proprietario deve fare, il cane possa avere un carattere non CAE?
            La mia domanda non era se si può lasciare che il cane morda a caso, cosa che mai è stata da me proposta, ma se sia giusto imporsi su di lui affinché accetti con un’imposizione situazioni che per sua natura non accetterebbe mai, tanto meno con metodi gentili e rispettosi, o se sia meglio per il cane essere gestito con un buon controllo del guinzaglio in casi di necessità, prendendoci la responsabilità di impedire danni, senza pretendere che il cane non senta quello che sta sentendo od agisca non in conformità con quello che sta sentendo.
            Ma pare che le alternative proposte siano due: o cane CAE, o proprietario menefreghista. Dunque evidentemente la gestione del cane aggressivo non è una cosa considerata positivamente. Beh, è una risposta anche questa, che tuttavia non mi sento di condividere.

    • Al di là di ogni altra considerazione, lo Standard del Caucaso non recita più così. Oggi dice: “Comportamento fermo, attivo, sicuro di sé, senza paura e indipendente. Il Pastore del Caucaso mostra un attaccamento devoto al suo padrone; è un eccellente cane da guardia”… e non parla più di aggressività.

  5. Molto interessante!
    Io avevo sentito parlare di una cosa simile, il “proprietario cinofilo responsabile”, che riguarda sia il cane che il padrone. Sapete dirmi se ci sono differenze, e quale dei due esami è meglio sostenere?
    Grazie mille!

    • Non so quale sia il test di cui tu parli, ma presumo che la valenza sia più o meno la stessa per tutti (ce ne sono moltissimi, organizzati da varie associazioni, Club, Enti eccetera). Si tratta sempre di test che non hanno alcun risvolto pratico, ma che possono aiutarti a capire se il tuo cane è equilibrato e ben inserito nella società umana… il che, comunque, non è poco!

      • E’ quello promosso dallo CSEN. Comunque è vero, l’importante non è il nome del test, quanto quello che permette di capire.
        Come fare a non far giocare Ziva con la spazzola, però, resterà sempre un grossissimo dubbio 🙂

  6. io mi sono iscritta adesso seguendo il consiglio di Valeria, Eddy è un cane che ha fatto un anno di recupero comportamentale lavorando ogni giorno sul campo per il suo recupero scampando da due comportamentalisti veterinari noti e stratitolati che volevano imbottirlo di psicofarmaci, il 20 settembre faremo il test e credo che riusciremo a superarlo….cosa rappresenta per me il CAE1? Una verifica personale importantissima che potrebbe premiarci per il lavoro svolto o se va male comunque ci darà delle indicazioni su dove migliorare…e se prendessimo il patentino? mi toglierei due grandi soddisfazioni verso chi con estrema superficialità voleva rovinare il mio cane dandogli PROZAC E MAVERAL!!!!! Una piccola precisazione uno di questi predica contro chi fa violenza al cane usando il collare a scorrimento!!!!!!

  7. lavorando per il recupero del mio cane l’ho reso sereno e sicuro di sè non l’ho certo snaturato ma ho fatto si che potesse vivere mille esperienze senza limitarlo ad uscire e passeggiare nei centri commerciali….dimenticavo: Eddy sta seguendo un corso di agility dog e a settembre esordirà!!!! Questo per dire che bisogna lavorare insieme al cane, aiutarlo se ha dei problemi e soprattutto affidarsi ad addestratori con esperienza e che sanno sporcarsi le mani su un campo di addestramento rischiando anche di prendere qualche morso al di là dei titoli e delle lauree!!!!

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