martedì , 26 settembre 2017
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Lo portiamo indietro perché stanotte ha pianto…

di VALERIA ROSSI – Sono incappata in questo post su Facebook dieci minuti fa: e devo scrivere due righe in merito, proprio perché mi prudono le dita.
Il post recita così:

“LAPO RIENTRO LAMPO!!! Dopo nemmeno 12 ore… la telefonata alla volontaria “Lo portiamo indietro perché stanotte ha pianto… ha disturbato il bambino che oggi non può cosi andare a scuola!”. Roba da matti, SENSO DI RESPONSABILITÀ ZERO… eppure il pre affido era ok. Chiedo a chi fa i pre affidi di essere veramente piu “cattivi” e scrupolosi.
A parte il fatto che concordo malignamente con il titolo del post (ovvero: “Povero bambino, speriamo venga bocciato”), non sono altrettanto d’accordo con la conclusione: i preaffidi “cattivi”, infatti, non servono a nulla se la famiglia adottante mente spudoratamente (come fanno in molti, purtroppo) e servono solo ad allontanare dalle adozioni chi si sente sottoposto ad un esagerato terzo grado.
Conosco decine di persone che, di fronte a un preaffido davvero “cattivo”, sono scappate a gambe levate, non perché non potessero essere davvero buoni adottanti per un cane ma perché si sono sentite offese: così come conosco decine di persone che evidentemente hanno superato senza problemi il preaffido – visto che il cane gliel’hanno dato – e poi si sono rilevate davvero pessime nel rapporto con il loro cane.
A mio avviso (poi potrò pure sbagliare, eh!) i preaffidi cattivi servono solo a far incavolare i “buoni” e ad affidare cani ai “cattivi” dotati però di invidiabile faccia tosta.
Per questo io suggerirei ai volontari di fare, sì, qualche domanda… ma soprattutto di fare tanto, sano terrorismo su ciò che comporta avere un cane.
Quando allevavo, io non mi preoccupavo più di tanto del fatto che la famiglia avesse o no il giardino, avesse o no intenzione di far frequentare un campo al cucciolo eccetera eccetera: non chiedevo cos’avrebbero fatto se avessero cambiato casa o se il cane si fosse ammalato (ma perché, pensate davvero che qualcuno risposta “abbandono il cane”?).
Quello di cui parlavo per due ore erano tutti i difetti delle mie razze e soprattutto tutti i potenziali disastri che può combinare un cucciolo… tant’è che molti clienti poi mi telefonavano dicendo “Vabbe’, ma da quello che ci ha detto ci aspettavamo il mostro di Lochness, e invece è buono!”.
Il fatto è che, se non glielo avessi dipinto come il mostro di Lochness, forse il cucciolo sarebbe apparso come un piccolo barbaro distruttore: un po’ di psicologia da quattro soldi, a volte, rende le cose molto più facili.
In questo post, dunque, non mi ha dato tanto fastidio il fatto che una famiglia abbia potuto riportare un cane al canile “perché aveva pianto” (anche perché mi suona taaaanto come una scusa pietosa: a meno che non vivi in venti metri quadrati, il cucciolo che frigna lo sposti in una stanza lontana da quella del bambino e ciao. Mica ha la sirena dei pompieri incorporata!), quanto il fatto che “il preaffido fosse ok”.
Ma che preaffido avete fatto, ragazzi, se questi non erano preparati al fatto che un cucciolo spostato di colpo in un nuovo ambiente sconosciuto potesse piangere un po’?!?
Il mio suggerimento rimane questo: fate meno le pulci agli umani in se stessi e terrorizzateli a dovere su tutto quello che potrà combinare il cane.
Pisciate, rosicchiamenti, danni, abbai… metteteci dentro di tutto e di più.
Non farete adottare un cane? No, non proprio: non farete adottare un cane che comunque tornerebbe indietro.
Chi intende impegnarsi davvero, chi sa amare davvero, non si spaventa. Ed è solo a queste persone che bisognerebbe affidare i cani.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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