domenica , 19 novembre 2017
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Striscia, servizio utile? Sì, ma…

di VALERIA ROSSI – L’avete sicuramente visto tutti, l’ultimo servizio di Striscia sull'”allevatore aggressivo”, visto che sta girando a tutto spiano anche su FB. In ogni caso, se ve lo foste perso, questo è il link: magari evitate di guardarlo se non avete un fegato bello robusto, perché le immagini del tizio che maltratta platealmente il suo cane fanno davvero male alla salute.
Però… però un lettore ha postato questo link sulla nostra pagina FB, scrivendo “In riferimento all’ultimo articolo sull’utilità delle inchieste di Stoppa: come potete notare, non sempre le inchieste di Striscia sono del tutto inutili“.
E qui mi vedo costretta a fare qualche precisazione.
Intanto, non ho mai detto che tutte le inchieste di Striscia siano “inutili”: molte lo sono, molte altre hanno l’indubbio effetto positivo di portare a conoscenza del grande pubblico situazioni che altrimenti resterebbero ignote. Qui, però, si ferma l’effettiva utilità… perché è evidente che nessun network, nessun media, nessun giornalista potrà mai fermare un maltrattamento se non intervengono le Forze dell’Ordine.
Quindi la mia primissima domanda è: “Perché non chiamare direttamente loro, anziché Striscia la Notizia, Iene e affini?”
Possono esserci diverse risposte, che non si limitano alla più scontata “perché si ha voglia di andare in TV”.
Qualcuno potrebbe “non sapere come fare”: e allora li rimando tutti a questo link, una pagina della Feder.FIDA in cui si spiega in modo estremamente esaustivo come e a chi si possono denunciare i maltrattamenti (in fondo alla pagina c’è anche il link a un fac-simile di denuncia).
Qualcuno, venuto a conoscenza di abusi sugli animali, mi ha confidato di aver scritto a Striscia “perché nessun altro – e qui normalmente vengono chiamati in causa Polizia municipale o Carabinieri –  aveva preso in considerazione la sua segnalazione”: il che è gravissimo, perché le Forze dell’Ordine sono obbligate per legge ad intervenire. Se ignorano una segnalazione motivata sono passibili loro di denuncia (ai propri superiori, ma anche alla Procura) per omissione di atti d’ufficio, che è un reato penale e prevede addirittura la reclusione.
Viene quindi da pensare che in alcuni casi la segnalazione non sia stata effettuata in modo corretto: perché altrimenti non ci sarebbe stato alcun bisogno di Striscia e affini.
In altri casi è lecito supporre che il cercare di creare un caso mediatico sia un modo per tutelarsi dalle eventuali reazioni/rivalse/vendette del maltrattatore di turno: il che può essere anche sensato, specie quando si ha a che fare con personaggi notoriamente violenti. Non sono, però, così sicura che sia sufficiente chiamare Striscia per evitare ripercussioni: che magari saranno più tardive, perché inizialmente il personaggio sarà troppo al centro dell’attenzione per pensare a reagire nei confronti di chi l’ha denunciato… ma gli basterà aspettare che le telecamere (e il clamore seguente) si siano spente, per poi mettere in atto qualsiasi rivalsa abbia in mente.

striscia_allevatoreDunque, chiamare Striscia, se non inutile, dovrebbe essere sempre superfluo, perché l’unica cosa che può fare una trasmissione TV è mettere qualcuno alla gogna mediatica: dopodichè in ogni caso dovrà intervenire chi di dovere (anche in questo caso sono arrivate le Guardie Zoofile e i Carabinieri: altrimenti nessuno avrebbe potuto prendere alcun provvedimento).
Domanda successiva: persone come quella che abbiamo visto nel video meritano la gogna mediatica?
Qui la risposta più spontanea è sicuramente un SI! a tuttotondo, maiuscolo e grassetto. Questo “signore” è un violento, un incivile, una persona che ha compiuto un gesto incommentabile (a meno di non voler ricorrere al turpiloquio più spinto).
Peeeerò… però dobbiamo sempre tenere a mente il modo in cui i servizi televisivi (non solo quelli di Striscia, ma un po’ tutti) vengono montati.
Conosco personalmente tre persone (una delle quali è un caro amico)  che sono state fatte apparire in TV come violente e attaccabrighe… peccato che fossero state provocate per una buona mezz’ora dagli inviati di Striscia, prima di reagire.
Ovviamente in TV si è vista solo la reazione, mentre non abbiamo visto nulla delle provocazioni.
In diversi casi so che gli stessi inviati si sono presentati sotto mentite spoglie (in un caso addirittura come Carabinieri – cosa che mi suona un filino illecita -, in un altro come clienti che volevano visitare un allevamento): e se tu apri la porta di casa tua a quelli che credi Carabinieri e poi ti ritrovi una telecamera e un microfono piantati in faccia, non credo proprio che ti venga subito voglia di parlare amichevolmente e civilmente con questi signori. Poi è ovvio che dipende molto dalla persona: chi, già di suo, non è oberato da un eccesso di cultura e di buona educazione, probabilmente avrà reazioni più esasperate (e Striscia & C. ci andranno a nozze). Però diciamo che presentarsi con l’inganno non è esattamente il miglior biglietto da visita per essere accolti gentilmente.
Infine, i messaggi che inesorabilmente passano attraverso Striscia sono immancabilmente subdoli e tendenziosi.
Prendiamo questo servizio: pur dando per scontato che il personaggio in questione sia condannabile al trecento per cento… qualcuno sa spiegarmi come mai venga definito (non solo nel titolo, ma almeno MILLEMILA volte da Stoppa) un “allevatore”?

fondieuropei_strisciaNulla di ciò che si vede nel servizio fa pensare a un allevamento: i cani sono tutti diversi l’uno dall’altro, alcuni sono meticci e nessuno di essi – neppure quelli di razza – sembra un soggetto particolarmente tipico. Non si vede neppure una struttura che possa richiamare l’idea dell’allevamento, e soprattutto questi personaggi “hanno avuto anche dei fondi europei per ampliare la loro attività”… ma i fondi europei, che io sappia, sono destinati alle attività cinotecniche professionali agricole,  che prevedono quindi un certo numero di riproduttori. Com’è che non ci hanno mostrato nessunissimo cane che potesse sembrare uno stallone o una fattrice, ma solo soggetti di dubbie origini?
Temo che la risposta sia: “Perché questo NON è affatto un allevamento”. Non so se sia un canile, un rifugio o che altro… ma se ci fate caso, all’inizio del servizio, Stoppa domanda all’uomo: “Tu fai l’allevatore?”… e la risposta è tagliata! C’è uno stacco (una dissolvenza rapidissima, tanto veloce che potrebbe passare inosservata) e poi Stoppa passa alla domanda successiva: “Vuoi bene agli animali?”
E’ o non è lecito supporre che il tizio NON abbia risposto “sì” alla prima domanda?
Ovvero, che non si tratti affatto di un allevatore ma di qualcuno che ha, con i cani, tutt’altra attività?
Eppure Stoppa continua, per più e più volte, a definirlo così. E nello stesso titolo del servizio si parla di “allevatore”.
Allora: sono io a farmi le pare complottiste, oppure questo è l’ennesimo caso in cui Striscia strumentalizza il singolo caso per attaccare (ovvero: sputtanare) un’intera categoria di persone?
L’hanno già fatto – più volte – con gli addestratori: ora è il turno degli allevatori. E avete presente quanto un servizio del genere potrà essere sfruttato dagli animalisti fanatici che amano dipingere gli allevatori come mostri che sfruttano gli animali? Pensate a quanto sarà piacevole, per loro, aggiungere che oltre a sfruttarli li picchiano pure!
E se credete che io stia esagerando, contate voi stessi le volte in cui Stoppa pronuncia la parola “allevatore”. Dopodiché, traete voi le conclusioni che preferite.
Io posso solo rivolgervi il solito invito: NON BEVETEVI COME MIELE tutto ciò che vedete in TV.
Ragionate, fate uso dello spirito critico che ognuno di noi dovrebbe possedere.
Che questo tizio sia un violento e un maltrattatore, credo sia fuor di dubbio: e spero vivamente che sia punito per questo.
Che però il servizio di Striscia sia stato “utile”… mah, su questo mantengo i soliti dubbi.
Indubbiamente è servito a portare il tizio al pubblico ludibrio (e qui ognuno potrà pensare “benissimo”, oppure “non è giusto”, a seconda della propria sensibilità): per il resto, qualsiasi azione davvero “utile” potranno farla solo i Carabinieri, che – ripeto – potevano essere chiamati anche direttamente, senza passare per la TV.
L’unico altro scopo che ha sicuramente raggiunto questo servizio è stato quello di far passare il messaggio “allevatore=maltrattatore”.
E questo mi sembra un dato di fatto difficilmente confutabile, nonché parecchio criticabile.. almeno da chi a questa categoria appartiene, ma non si è mai sognato di fare del male a un cane.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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