di DAVIDE BELTRAME – Mi è capitato ieri di leggere su un gruppo cinofilo su Facebook l’ennesimo post su adozioni dal canile o acquisto in allevamento.
O meglio, su “adottare è bene, comprare è male”, perchè il post iniziale era sui classici toni del “non si compra una vita”, “l’amore non si compra” e quant’altro. Con toni meno accesi e meno denigratori rispetto ad altri, ma comunque il concetto era il solito “io amo il mio cane, non come i brutticattivi col cane di razza che lo hanno solo per esibirlo”.

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dejavuOra, potrei rifare per l’ennesima volta tutti i discorsi sul fatto che quello che paghi non è la vita, l’amore e quant’altro, ma il lavoro di selezione fatto dall’allevatore per consegnarti un cucciolo sano…ma di questo abbiamo già parlato in decine di altri articoli. E proprio qui sta il motivo della seconda parte del titolo: è un argomento trito e ritrito, ma probabilmente “ieri” potrebbe essere più o meno “qualsiasi giorno dell’anno” perchè scommetto che in almeno un gruppo a tema cinofilo su Facebook questo argomento venga fuori, se non ogni giorno, quasi.
Anche in questo caso ovviamente i commenti sono stati moltissimi, e come sempre con molti estremismi e poche “vie di mezzo”: del resto se non fosse un argomento che scalda così tanto e che vede comunque le due fazioni spesso molto lontane, non ci troveremmo ad affrontarlo ancora oggi.

Il problema però è appunto quell'”ancora oggi”, che è poi ciò che mi ha spinto al paragone riportato nel titolo. Perchè questa contrapposizione non ha mai portato da nessuna parte – e mai lo farà – perchè la maggior parte delle persone continua a vedere adozioni e acquisto del cane come due cose che definire agli antipodi sarebbe quasi riduttivo. Le pongono proprio in diretta competizione una con l’altra, tant’è che è tutt’altro che raro leggere commenti secondo cui acquistando un cane automaticamente ne condanni un altro a una vita in canile. Perchè?

adottare4Perchè non si riesce ad andare oltre a questa divisione, che fa tanto “guerra tra poveri” e come tutte le guerre tra poveri non porta nessun vantaggio concreto, ma solo al litigio e all’inasprirsi del confronto tra le due parti? Ritenere chi acquista un cane responsabile dei canili pieni è deleterio, così come ovviamente è errato pensare che tutti coloro che adottano abbiano carenze affettive, siano incompetenti perchè cercano magari il cane solo per compagnia e quant’altro.
Com’è che la cinofilia, che dovrebbe unire partendo dalla passione e l’amore comuni per il cane, riesce sempre a vivere di faide e divisioni, non solo nella “cinofilia ufficiale”, ma anche tra i proprietari comuni? E questo è solo uno dei temi “caldi” che portano allo scontro ogni volta che vengono toccati.

E’ possibile che nel 2016 siamo ancora fermi al “non comprare, adotta”, quando il problema del randagismo andrebbe affrontato facendo delle sane campagne di cultura e di informazione, perchè non è possibile che ci sia ancora uno sproposito di gente che accoppia Fufi e Bubi perchè “poverino, ha voglia di sesso” o “eh ma la femmina deve fare almeno una cucciolata” ?
E non parliamo poi di chi lascia il suo Birillo (nel senso del cane) libero e giocondo perchè “a me i cani piacciono liberi, il guinzaglio è una costrizione!”, così che possa andare a ingravidare le cagnette e produrre un sacco di cuccioli imprevisti e indesiderati (di solito quelli sì che finiscono in canile, se non peggio…); un caso simile è abbandono-animalistato proprio quello che ha portato alla nascita di Snowwhite (il “Bisbol”, per gli amici), la meticciona che mia mamma adottò tanti anni fa: sua mamma era probabilmente scappata di casa ed era tornata con un fardello non previsto, e i padroni videro bene di abbandonarla incinta.  E’ andata a finire che un giorno al mercato del paese l’ENPA era presente con un banchetto e aveva portato un paio di cani del canile municipale a cui cercavano casa.
Coincidenza fortunata, tempismo, colpo di fulmine, chiamatelo come volete, fatto sta che mia mamma e il suo compagno videro quell’affare peloso che aveva più zampe che corpo, ripassarano davanti al banchetto più di una volta…e alla fine Snow è stata con noi per 18 anni. Ed era stata adottata da una persona che fino a pochi anni prima allevava (aaarghh! orrore!!!), ma che già prima di allevare aveva avuto cani adottati.

Anche i primi cani di Fabiana – pure lei al momento bieca venditrice di soli, cuori e amori –  sono stati dei meticci, ma al momento abbiamo una border collie acquistata in allevamento e i nostri rottweiler, figli e nipoti di Rebecca, anche lei proveniente da un allevamento.
Poi c’è Biba, che proviene da un allevamento: essendo”a fine carriera” espositiva e riproduttiva, e non potendo la sua allevatrice seguirla “a tempo pieno” (cosa che in allevamento difficilmente puoi fare), è sta affidata a chi avesse più tempo da dedicarle. Lo stesso era successo anche per Bolo, e non sono casi rari…ma del resto si sa, gli allevatori notoriamente sono dei cattivoni che non badano alla salute dei propri cani e “quando non possono più sfruttarli per fare cucciolate spesso li abbandonano o li portano in canile”, giusto per citare uno dei commenti tipo che si leggono in certe discussioni. Per inciso, qualora fosse necessario sottolinearlo, non solo hanno cercato chi si occupasse di loro a tempo pieno, ma hanno continuato a informarsi di come stessero negli anni.

serieaserieb_aperturaPensate forse che ci siano differenze nel modo in cui ci comportiamo con loro, che qualcuno sia stato mai considerato di Serie A e qualcun altro di Serie B?
Che ai cani di razza diamo il filetto di priam scelta e ai meticci gli scarti raccolti dalla spazzatura?
No, santa pupazza, non ci sono differenze nell’affetto che proviamo per loro e nel modo in cui li trattiamo, ad eccezione ovviamente delle differenze soggettive e delle diverse esigenze: Destiny, che è una border collie cucciola, ha ovviamente più bisogno di moto di Bisturi, che è una staffy di 12 anni col culo pesante. Ma cerchiamo di fare del nostro meglio per ognuno di loro, così come cerchiamo di farlo per le gatte…che toh, sono tutte adottate (ma non vorrei mandare troppo in crisi i fautori dell’una o dell’altra fazione inserendo anche i gatti nel discorso!).

Siamo un’eccezione? No, anzi siamo probabilmente nella stessa situazione della stragrande maggioranza dei proprietari di cani, che direttamente o comunque in famiglia avranno avuto sia cani acquistati che cani adottati. Eppure le discussioni sul tema “adozione vs acquisto” (che di solito diventano poi “meticcio vs cane di razza”) vedono spesso un sacco di estremismi…ma sarà forse perchè chi non si pone tante questioni sulla provenienza di un cane, capisce entrambe le possibilità e non pensa che una valga più dell’altra, è ormai arcistufo di questi discorsi e quindi se ne tiene alla larga nella maggior parte dei casi?

Insomma, per concludere questo sfogo…per favore, cerchiamo di evitare questi “scanni” (più o meno feroci) che non portano a nulla e tantomeno aiutano i cani.
Che la Terra non sia piatta e non sia il Sole a girare intorno ad essa lo abbiamo scoperto da un po’…ora vediamo di scoprire che non sono gli slogan, le discussioni viste e riviste e le divisioni in “fazioni” a far uscire i cani dai canili, ma la cultura cinofila, l’informazione, la condivisione delle proprie conoscenze ed esperienze: insomma, quelle cose che ci permettono di informarci e capire quale possa essere il cane più adatto a noi.

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32 Commenti

  1. Queste parole, tutte quante, sono uscite pure dalla mia bocca non sai quante volte. Nella mia vita (35 anni) ho avuto due meticci adottati e 8 gatti. Con la mia famiglia abbiamo “prelevato” (leggi sottratto) le gatte del vicino che le lasciava allo stato brado, figliando a più non posso. Iscritto colonia felina, catturato tutti i gatti/e, sterilizzati e vaccinati, gestite le cucciolate per non disperdere ulteriori gatti. La colonia la gestiamo con un’altra vicina, noi 8 gatti, lei 9. I meticci, prima Bechi poi Momo, presi in case di contadini che si erano trovati la cagna incinta da chissà chi, quindi salvati dal canile tutti e due. Agli occhi dei cinofili-tutto-ammmmmore ero IL BENE ASSOLUTO. Ora che io e mio marito abbiamo preso due Pit Bull, siamo andati da un allevatore serio, per avere due cani sani, equilibrati e senza “sorprese”, pagando (bleah, che orrore!!!) a mio avviso il giusto prezzo, sono diventata IL MALE ASSOLUTO. Vagli a spiegare che volendo un Pit Bull e prendendo un cucciolo-sicuramente-di-razza-pura (i canili sono pieni di cani di razza pura, no?!) in canile, magari poi ad un anno scopro che mi diventa un cavallo perché, ops, forse c’era un Corso tra i genitori, o un Dogo, boh, chi lo poteva sapere?? Oppure scopro la displasia o qualche altra malattia ereditaria?? E ‘mo?? No, secondo loro (purtroppo ne ho uno in ufficio con me), a causa mia, i canili sono pieni. Sono così stanca di argomentare le mie scelte, soprattutto verso chi non mi sta neanche a sentire, come se dalla mia bocca non uscissero parole sensate, ma bla-bla-bla. Scusate lo sfogo e il papiro che ho scritto, ma è un argomento che mi tocca da vicino!!

    • senti scusami ma leggere di Pitt bull razza pura quando non sono nemmeno riconosciuti dall’enci mi fa venire i brividi. Poi sono d’accordo su tutto il resto, ci sono persone adatte per ogni tipo di cane da quello di razza a quello meticcio e ognuno ha le sue esigenze. ma sappiamo anche fin troppo bene che il 99% della gente, quando parla del cane, si sente esperta quanto basta, consapevole di quello che vuole il che non è quasi mai la realta’. Un pò piu di umilta’ farebbe bene a un sacco di gente.
      Riguardo la displasia consiglio , prima di di scrivere castronerie, di informarsi bene e di non sparare cretinate. E questo è solo un esempio.
      Io sono da sempre divisa tra il salvare cani in difficolta’ e l’amare con passione un cane di razza ma di una sola razza, perche’ è in una razza che mi posso riconoscere, diventare competente se questo mi interessa. Non si compra il cane con il criterio della bellezza (mi piace o non mi piace) che da ignoranti quali siamo in materia di razza medesima non sapremmo distinguere (ne’ i pregi ne tanto meno i difetti) , sicuramente con quello della responsabilita’ e della qualita’ che è sinonimo di miglior sopravvivenza per il cane nel tempo futuro. Nel suo carattere sicuramente, tenendo conto dell’habitat dove dovra’ vivere, della composizione della propria famiglia. E questi sono , credo, i maggiori criteri di valutazione per qualsivoglia scelta.

      • Si,ma troppa rabbia in questo commento… 😉 I Pitbull SONO di razza pura,l’enci non li riconosce perché è un’associazione provincialotta incentrata sui setter/pointer/bracchi del cacciatore ultrasettantenne italiota.
        Sul discorso displasia è vero,sono state dette imprecisioni,ma invece di essere così aggressiva prova semplicemente a spiegare il perché (ti riferivi forse al fatto che è una patologia multifattoriale in cui la percentuale di rischio preponderante è quella cosiddetta “ambientale”?)…credo sarebbe più costruttivo per chi legge. Come dici tu (e mi trovi completamente d’accordo) un po’di umiltà farebbe bene alla gente. Proviamo allora a cominciare da noi stessi.

  2. Nel mio piccolo, da allevatrice di pennutelli, mi è capitato più e più volte di salvare pappagalli da gente che non sa come si tiene un animale oppure, semplicemente, rinunce alla proprietà, o con malattie varie che il precedente proprietario non sapeva come curare (perché effettivamente, le cure sono onerose) o così via. Pochi volontari capiscono che un allevatore (di quelli seri, non cagnari/scucciolatori/spullatori/etc) possono utilizzare le loro conoscenze (il giusto veterinario, piccole accortezze per una migliore gestione, e così via) per aiutare concretamente un animale in difficoltà. Non a parole e non a “AMMMMMMOREEEE BELLOOOOOOOOO”, che a cuoricini e “tantoammooooreeee” non si cura niente.

  3. Io lo ammetto, un po’ l’animo animalaro da “non comprare, adotta” ce l’ho e a volte mi devo mordere la punta della lingua per non dirlo (ma spessissimo lo penso).
    Mi rendo però conto che non è con l’adozione che si risolve il problema dei canili, si salva solo il singolo soggetto in un mare di vergogna. E poi a volte ci si mettono le associazioni, con preaffidi estenuati e assurdi…cosa potevo dire all’amica Elisa che ha fatto di tutto per adottare un podenco adulto dalle perrera spagnole vedendoselo rifiutare e ha deciso di comprare una flat (seguita da una golden)? O a Daniela che quando non ci sarà più la sua Ginger che ha una cartella clinica che sembra un volume della Treccani vuole un cane geneticamente sano? Però non mi sto zitta quando, a fronte di una prospettiva di vita “non delle migliori” (tutti fuori 9 ore al giorno…) ci si impunta sul cane di razza quando solo un cane (anche cucciolo/cucciolone) tirato fuori da un canile potrebbe avere un miglioramento della vita in quelle condizioni.

    • Però, nuovamente, si parla tanto di binomio e relazione (che deve durare tutta la vita) uomo/cane e poi in questi casi si giudica tenendo conto solo delle esigenze del cane. Verissimo che per i tuoi valori e le tue necessità quella specifica situazione potrebbe essere un miglioramento di vita per un cane da canile e non comprendi perchè ci si debba impuntare sul cane di razza, ma altrettanto vero che per il neo padrone i motivi per scegliere quel dato cane LUI li vede. Magari saranno motivi del piffero per me e per te ma con quel cane, i prossimi 15 anni ce li deve passare lui, non io o te.

      • E’ anche vero che c’è una categoria di personaggi che deve avere il “cane di razza originale” (perché evidentemente il padrone tarocco lo hanno già) che di attitudini di razza non gliene frega assolutamente nulla.
        Io, da allevatrice, non ci vedo nulla di male a prendere (comprare e/o adottare) un animale secondo le esigenze. Ma le esigenze dell’animale, non le nostre.
        Ovvero: Inutile che io, pigrissima persona da divano, vada a scegliermi al canile un mix border collie. Sarebbe maltrattamento per lui e un rincitruillimento per me. E’ DAVVERO un miglioramento di vita per lui o è peggio del rimanere in canile?
        Non sono domande a cui è semplice rispondere… me ne rendo conto.

        • No, forse non mi sono spiegata bene: volevo dire che ovviamente sono io la responsabile della scelta e quindi devo sicuramente valutare le esigenze del cane evitando una razza le cui necessità di vita siano in contrasto con le mie, ma ciò non solo per rispetto al cane ma anche per rispetto a me stessa. Saremo in due per i prossimi 10/15 anni e dobbiamo vivere bene insieme per essere felici entrambi: inutile che la volontaria di canile passi sopra alle mie esigenze perchè quel cane qualcuno deve per forza prenderlo: si sta lasciando morire in gabbia! Imponendomi un animale che non corrisponde alle mie esigenze sta creando le premesse per renderci entrambi infelici.

          • D’accordo con te al 100% così come non ci si deve innamorare di un cane di razza solo per l’estetica ma soprattutto per le previste attitudini e doti caratteriali, la stessa cosa deve essere per il cane da canile. E non importa se la volontaria vuole a tutti i costi appiopparci fido vecchio e sedentario, se per noi bubi, giovane e attivo, è meglio adotteremo bubi! Il volontario che pensa o spera di salvare tutti i cani del mondo non ha capito nulla o vive nelle favole. Bisogna creare binomi felici, punto.

          • Ecco, più o meno stiamo dicendo le medesime cose con sfaccettature diverse. Il binomio compatibile è il binomio giusto, non c’è alcun dubbio. Lo svuotamento indiscriminato e di massa delle gabbie a volte è controproducente, a meno che non si voglia che il cane torni in men che non si dica in canile…

      • Si si hai perfettamente ragione, ed infatti l’ho ammesso subito che, nel mio animo, il “non comprare, ma adotta” è presente, e mi rendo conto che, dicendo quello che sto per dire, son la prima a fare distinzione fra cani di serie A e B, ma far passare 9 ore al giorno da solo ad un cane selezionato, allevato con cura e anche profumatamente pagato(perchè no?) mi sembra di prospettare una vita da operaio al figlio di Elkann, prospettiva di vita che farebbe fare i salti di gioia ai “figli di nn”

        • In linea di massima quel che dici ha senso, ma non è che un cane solo perchè meticcio abbia meno esigenze di uno di razza… semplicemente possono essere meno “prevedibili”, nel senso che se scegli una razza tipo il malin sai già che avrà inclinazioni diverse rispetto a un alano o a un labrador, quindi scegli il cane in base a quel che pensi di fare insieme a lui (consapevole di ciò che comporta), mentre non lo puoi fare se scegli “a scatola chiusa” un meticcio di inesplicabile provenienza (posto che comunque puoi cercare di capire da che incrocio derivi, ma manca comunque il lavoro di selezione a monte), senza che per questo il cane non abbia le SUE inclinazioni che starà quindi a te indagare e appagare. Comunque non condivido l’idea del paragone figlio di operaio-Elkann: sarà un luogo comune, ma credo che ogni cane, di razza o no, abbia la stessa dignità e quindi almeno gli stessi diritti di aspettativa, indipendentemente da pedigree, selezione, salute e altro, qui secondo me hai un po’confuso due aspetti disgiunti. Che poi nella realtà non sempre vada in questi termini è altra storia.

          • conoscendo Silvia penso di poter rispondere per lei in riferimento al paragone di cui parli. Lei si riferisce ad una situazione in cui c’è un potenziale acquirente di cane di razza, il quale ha poco tempo a disposizione causa impegni lavorativi (es. fuori casa dalle 8 alle 18) ma comunque prende un cucciolo – essenzialmente per ragioni legate al gusto estetico personale- e lo porta in una casa in cui starà solo la maggior parte del tempo. Lo stesso cucciolo lasciato in allevamento riceverà maggiori attenzioni e magari avrà l’opportunità di venir preso da altri che hanno più tempo da dedicargli. La stessa persona se andasse al canile e prendesse un cane, a parità di tempo da dedicargli, gli darebbe comunque molte più attenzioni di quelle che riceverebbe in canile se rimanesse là (il cane). E Silvia in questo ha perfettamente ragione!
            In verità si riferisce ad una situazione concreta con reale scambio di opinioni avvenuta in chat tempo fa.

          • Non era chiarissimo, in ogni caso io la penso come ho scritto, non significa che pretenda che tutti facciano altrettanto ovviamente, è uno di molti punti di vista; quanto alla precisazione “In verità si riferisce ad una situazione concreta con reale scambio di opinioni avvenuta in chat tempo fa”… mi era un po’difficile immaginarlo 😉

          • la precisazione solo per spiegare il motivo per cui ho ben chiaro cosa intendesse Silvia. Si trae spunto da un episodio concreto per formulare un ragionamento più ampio…In ogni caso è vero: questo è uno spazio in cui possiamo esprimere in tranquillità la nostra opinione, sarebbe uno spazio “finto” se ci trovassimo sempre tutti d’accordo 🙂

          • Come ti ha già detto Daniela il mio commento nasceva in parte da una conversazione avvenuta in chat, non avevo voluto precisarlo per non “tirare in mezzo ” chiaramente altre persone.
            Il mio meticcio è il mio principe e se avessi anche un cane di razza riceverebbero lo stesso trattamento, o meglio il miglior trattamento possibile seguendo le loro attitudini (un bulldog non lo porterei in montagna come lui, un retriver lo porterei magari a nuotare, mentre lui ha paura…e così via…)
            Quello che intendevo dire è che se uno è consapevole di non poter fornire la miglior vita possibile ad un cane, ma lo vuole ugualmente, perchè deve acquistare un cucciolo di razza che potrebbe ambire ad una vita migliore quando migliaia di cani (anche cuccioli) stanno vivendo una vita schifosa in canile e rischiano di restarci per sempre?
            Provo a cambiare esempio: pensa di avere tutte le carte in regola per guidare una ferrari…e ti ritrovi su una vecchia panda…oppure pensa di aver sempre avuto solo una bicicletta scassata…e ti ritrovi sulla vecchia panda…in quale caso diresti “la mia vita è cambiata in meglio?”
            Tutto questo visto dal punto di vista del benessere del cane, ma se siamo qui quest’aspetto dovrebbe esser prioritario per noi, anche sapendo rinunciare ad alcuni personali egoismi

          • Ho capito che cosa vuoi dire, ma il punto su cui dissento è sostanzialmente dove dici “se uno è consapevole di non poter fornire la miglior vita possibile ad un cane, ma lo vuole ugualmente”…ecco, io (ripeto, io singoila, opinione personalissima e non dogma) ritengo che in un caso così sarebbe opportuno farsi una domanda in partenza sull’opportunità di prenderlo, un cane (qualsiasi, prima ancora di scegliere razza/fonte di acquisto o adozione): perchè volerlo? Se non te lo puoi permettere (indipendentemente dal motivo: tempo, denaro, attenzioni), che senso ha, che gesto è? Perchè un cane? Se puoi offrirgli qualcosa ok, ma questo qualcosa non siano “avanzi”, un “accontentarsi del meglio di niente”, perchè se lo fai in quest’ottica comunque da un lato puoi pensare di migliorargi la vita “piuttosto che in canile”, dall’altro magari lui in canile troverebbe un adottante in grado di offrirgli ciò che tu non puoi, o semplicemente (e qui scatenerò un outiferio) magari per lui il canile -se ben gestito- è meglio del “piuttosto che” aprioristico. E’un discorso troppo generale il mio rispetto al tuo che appunto hai scritto essere riferito a un caso specifico in partenza, ma io ho espresso un parere appunto in generale non sapendo prima che tu ti riferissi a uno spunto preciso, che ripeto qui non è stato esposto e non permette di essere commentato così. Pazienza, non è grave se non ci siamo capite: rispettiamoci e godiamoci i nostri cani premurandoci che loro siano appagati da noi 😉

          • Purtroppo noi umani siamo egoisti, o ci sopravvalutiamo. Pronti a dichiarare, convinti, di levate alle 5 del mattino per lunghe passeggiate ed interi weekend dedicati al cane per compensare le ore di solitudine. E questo è un discorso generale, non riferito al caso della chat.
            Sottoscrivo il tuo post quasi al 100%, l’unica cosa che ci sono dei canili talmente mal messi e affollati che se passa un’occasione anche solo decente va colta al volo, senza sperare in occasioni migliori (tanto se uno vuole un cane non si fa dissuadere, ed il modo di prenderlo lo trova). Diverso il caso dei rifugi o canili gestiti con amore, anche secondo me a volte lì la vita è migliore che non in certe adozioni, non fosse altro perchè possono vivere in branco anzichè soli sul divano.
            P.s. è bello non esser sempre tutti d’accordo, altrimenti i commenti non avrebbero senso di esistere

  4. Sono d’accordissimo su tutto quanto scritto e sul fatto che ognuno si dovrebbe scegliere il cane adatto soprattutto alla vita che fa. Se non avete tempo di dedicarvi al cane, che sia di razza o venga dal canile, non fa differenza, una buona relazione non la costruite di certo. Quanto alle adozioni conosco gente che ci ha provato e non c’è riuscita e ha comprato, ne conosco altra che dopo una serie di adozioni ora non vuole più cani, ne conosco altra ancora che non sa gestire il cane nè quello di razza ne quello meticcio.. Non comprare adotta è sicuramente una bella cosa ma come mai lo volete tutti cucciolo ritenendo che l’adulto non si affeziona o non è educabile. E’ si sente dire: lo voglio cucciolo perchè me lo voglio educare io (e maggior parte di quelli che fanno questo ragionamento nemmeno sa cosa vuol dire educare un cane, perchè quelli che lo sanno, sanno benissimo che ci si riesce anche con quello adulto). Poi però quando al canile c’è un bel cane di razza (che non sia ovviamente tra le razze considerate uccidi persone) va via in un batter d’occhio! Come mai? Qualcuno mi sa rispondere?

  5. Sacrosante conclusioni. Ho avuto animali rescue (cani,gatti, tartarughe,uccellacci ed uccellini) da sempre, pero’ sono al terzo ed un pezzetto doby originale…(beh, quasi. Non ha la coda integra ma le orecchie sì… quindi tanto ‘originale’ non è. ..secondo molti eccelsi conoscitori della razza ,della cinofilia e dello scibile umano ) .
    Conosco persone che hanno dobermann originali, e/o dobermann rescue e d/oobermann “taroccati” e/o non dobermann nello stesso momento. Beati loro che possono.
    Lo farei anch’io avessi il tempo di seguirli ( perché se prendi un animale ne accetti la responsabilità. Poi lo segui,lo ami, lo coccoli, ci giochi, lo porti dal vet, in vacanza etc etc… perché se te ne freghi lascialo pure dove è in canile o allevamento che sia). Però del doby amo il carattere colloso, pazzo, giocherellone e balzano. Per cui ho voluto un doby. Poi possiamo discutere che mi piaccia l’orrido (embe’???? E chisse ne!) … ma son andata da una allevatrice seria ed ho pagato il suo molto serio e lungo lavoro. E visto quel che il cane ha passato ed il carattere solare sereno e tranquillo che ha mantenuto…non mi pento di nulla.

  6. Condivido in pieno… mi permetto solo una precisazione che teoricamente è superflua, ma giusto per spiegare meglio a chi da “peggior sordo” si ostina a “non sentire” ragioni sul senso de lavoro di selezione dell’allevatore serio: Davide giustamente scrive “lavoro di selezione fatto dall’allevatore per consegnarti un cucciolo sano”, io aggiungerei “e TIPICO”, a scanso di obiezioni tipo “ah eprchè al canile sono tutti marci?” Questa l’ho proprio sentita…Ovviamente anche lì ce ne sono di sani, ma indipendentemente dal resto del discorso (ripeto, condivido l’equilibrio dell’articolo che non vede come antitetiche l’adozione o l’acquisto), un cane di razza ben allevato dà un margine di certezza superiore sulle caratteristiche non solo morfologiche ma anche di indole del cane, perchè anche se il carattere pur all’interno della stessa cucciolata non sarà uguale per tutti, la memoria di razza e le caratteristiche al di là di quelle morfologiche sono standardizzate e pertanto si ha più chiaro il tipo di compagno che si sceglie. Sperando che la scelta appunto tenga conto oltre che di ciò che vogliamo da lui, di ciò che siamo in grado di offrirgli rispettando le sue caratteristiche che appunto lo rendono tipico.

  7. Non adottare dal canile, raccatta dai cassonetti
    Non raccattare dai cassonetti, adotta un cane randagio
    Non adottare un randagio, adotta un cane condannato a morte in Spagna
    per ogni cane adottato dal canile, uno muore di stenti o malattie per strada
    per ogni cane adottato dal canile italiano, un altro viene soppresso all’estero

    • Fu così che decisi di prendere una rottamona di 5 anni da una perrera spagnola, recuperata da un villaggio di zongari con 9 cuccioli. E mi dissero che non ero adatta ad avere un cane. Fine. 😀

  8. Io adoro i miei due meravigliosi cani! Una bellissima Australian Sheperd e un meraviglioso meticcio di 50kg (preso da un canile del sud quando aveva gia quasi un anno). E stato veramente difficile l’inserimento in famiglia del meticcio, ma a distanza di un anno siamo felicissimi e tutti super affiatati 🙂

  9. Io so solo che in certi canili mi sono sentita una schifezza perchè non potevo passare almeno 20ore su 24 con il cane e ho dovuto rispondere a un sacco di domande che quasi mi sembrava di adottare un bambino. (ne ho passati 6-7 prima di trovare il cane “giusto” per la nostra situazione, caratterialmente e come dimensioni) Volevano essere certi che l’adozione fosse coscienziosa e andasse a buon fine.
    Non credo che chi acquista cani in allevamento (non in tutti almeno) o in negozio venga esaminato così approfonditamente..

    • Personalmente, posso dirti che dipende. Ci sono allevamenti seri che si sentono come se dessero in adozione i loro figli ed altri che…beh, ed altri. Io ho preso ad agosto una goldenina e ho dovuto fare due incontri con la nostra cagnolina (che è la sorella di quello dell’allevatore, non oso immaginare cosa abbia chiesto per i cani che non conosceva 😀 ), le ho inviato gli ingredienti del cibo che usavo, ci siamo scambiate per settimane foto delle bestiacce prima e dopo l’arrivo in casa e ancora oggi, se non mi faccio sentire per un mese, mi scrive chiedendomi come va. Posso dire la stessa cosa per l’altro cane, sempre di razza ma preso a 300 km da casa. Al contrario con le associazioni che avevo conosciuto prima ho passato un calvario di sei mesi tra questionari, mail, telefonate, sopralluoghi, visite preaffido e ansia a palate. E alla fine “Non siete adatti a tenere un cane e non credo nemmeno che sappiate cosa significhi averne uno”. Sarà meglio farli morire nelle perreras spagnole.

  10. Lavoro in un negozio per animali e posso garantire che le UNICHE persone che ho visto prendere il cibo di qualità inferiore giustificandosi con il “tanto non è mica di razza, l’ho preso in canile” sono quelle che hanno sempre preso cani aggratis nel rifugio di turno, al contrario di chi ha sia bastardini che cani da allevamento, che li vizia in ogni modo. Ovviamente è solo la mia esperienza, ma mi ha fatta riflettere.

  11. Io ho sempre avuto pastori scozzesi.
    L’anno scorso ho adottato dal canile perché il collie un padrone l’avrebbe trovato, Pongo sarebbe morto in canile.
    I responsabili dei canili pieni OVVIAMENTE sono quei fetenti che i cani li abbandonano, non chi prende dagli allevamenti.
    Ma io il mio cane l’ho salvato.
    Al di la di tutto comunque io sono per l’acquisto/adozione purché lo si faccia consapevolmente.
    Prendere un cane SOLO perché é bello o solo per salvarlo puó creare parecchi problemi di convivenza.
    Dell’articolo qui sopra ci sono 2 punti che mi irritano e coi quali non concordo affatto.
    – se volete un cane sano dovete prenderlo da un allevatore
    l’unica garanzia che si possa dare é sulle malattie genetiche; non é poco ovviamente, ma certo non basta.
    I miei collie erano delicatissimi (come la maggior parte dei cani di razza) e si ammalavano spessissimo.
    Ok CEA esente, zero displasia, sani geneticamente ma forti proprio no.

    – trovare qualcuno che si occupi di loro quando non si ha piú tempo
    solo per il fatto che si sia trovata una famiglia amorevole e si chieda di loro, non alleggerisce il fatto che COMUNQUE si é preferito darlo piuttosto che FARE DI TUTTO per trovare tempo da dedicargli.
    Se prendere cani nuovi (o farli nascere) significherebbe non avere abbastanza tempo per i cani che si ha giá, i cani nuovi non si devono prendere.
    Non pensare che un cane sia per la vita é una cosa inconcepibile per chi ama i cani.

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Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.