lunedì , 20 novembre 2017
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Non comprare, adotta. La Terra è piatta e il sole gira intorno ad essa.

di DAVIDE BELTRAME – Mi è capitato ieri di leggere su un gruppo cinofilo su Facebook l’ennesimo post su adozioni dal canile o acquisto in allevamento.
O meglio, su “adottare è bene, comprare è male”, perchè il post iniziale era sui classici toni del “non si compra una vita”, “l’amore non si compra” e quant’altro. Con toni meno accesi e meno denigratori rispetto ad altri, ma comunque il concetto era il solito “io amo il mio cane, non come i brutticattivi col cane di razza che lo hanno solo per esibirlo”.

dejavuOra, potrei rifare per l’ennesima volta tutti i discorsi sul fatto che quello che paghi non è la vita, l’amore e quant’altro, ma il lavoro di selezione fatto dall’allevatore per consegnarti un cucciolo sano…ma di questo abbiamo già parlato in decine di altri articoli. E proprio qui sta il motivo della seconda parte del titolo: è un argomento trito e ritrito, ma probabilmente “ieri” potrebbe essere più o meno “qualsiasi giorno dell’anno” perchè scommetto che in almeno un gruppo a tema cinofilo su Facebook questo argomento venga fuori, se non ogni giorno, quasi.
Anche in questo caso ovviamente i commenti sono stati moltissimi, e come sempre con molti estremismi e poche “vie di mezzo”: del resto se non fosse un argomento che scalda così tanto e che vede comunque le due fazioni spesso molto lontane, non ci troveremmo ad affrontarlo ancora oggi.

Il problema però è appunto quell'”ancora oggi”, che è poi ciò che mi ha spinto al paragone riportato nel titolo. Perchè questa contrapposizione non ha mai portato da nessuna parte – e mai lo farà – perchè la maggior parte delle persone continua a vedere adozioni e acquisto del cane come due cose che definire agli antipodi sarebbe quasi riduttivo. Le pongono proprio in diretta competizione una con l’altra, tant’è che è tutt’altro che raro leggere commenti secondo cui acquistando un cane automaticamente ne condanni un altro a una vita in canile. Perchè?

adottare4Perchè non si riesce ad andare oltre a questa divisione, che fa tanto “guerra tra poveri” e come tutte le guerre tra poveri non porta nessun vantaggio concreto, ma solo al litigio e all’inasprirsi del confronto tra le due parti? Ritenere chi acquista un cane responsabile dei canili pieni è deleterio, così come ovviamente è errato pensare che tutti coloro che adottano abbiano carenze affettive, siano incompetenti perchè cercano magari il cane solo per compagnia e quant’altro.
Com’è che la cinofilia, che dovrebbe unire partendo dalla passione e l’amore comuni per il cane, riesce sempre a vivere di faide e divisioni, non solo nella “cinofilia ufficiale”, ma anche tra i proprietari comuni? E questo è solo uno dei temi “caldi” che portano allo scontro ogni volta che vengono toccati.

E’ possibile che nel 2016 siamo ancora fermi al “non comprare, adotta”, quando il problema del randagismo andrebbe affrontato facendo delle sane campagne di cultura e di informazione, perchè non è possibile che ci sia ancora uno sproposito di gente che accoppia Fufi e Bubi perchè “poverino, ha voglia di sesso” o “eh ma la femmina deve fare almeno una cucciolata” ?
E non parliamo poi di chi lascia il suo Birillo (nel senso del cane) libero e giocondo perchè “a me i cani piacciono liberi, il guinzaglio è una costrizione!”, così che possa andare a ingravidare le cagnette e produrre un sacco di cuccioli imprevisti e indesiderati (di solito quelli sì che finiscono in canile, se non peggio…); un caso simile è abbandono-animalistato proprio quello che ha portato alla nascita di Snowwhite (il “Bisbol”, per gli amici), la meticciona che mia mamma adottò tanti anni fa: sua mamma era probabilmente scappata di casa ed era tornata con un fardello non previsto, e i padroni videro bene di abbandonarla incinta.  E’ andata a finire che un giorno al mercato del paese l’ENPA era presente con un banchetto e aveva portato un paio di cani del canile municipale a cui cercavano casa.
Coincidenza fortunata, tempismo, colpo di fulmine, chiamatelo come volete, fatto sta che mia mamma e il suo compagno videro quell’affare peloso che aveva più zampe che corpo, ripassarano davanti al banchetto più di una volta…e alla fine Snow è stata con noi per 18 anni. Ed era stata adottata da una persona che fino a pochi anni prima allevava (aaarghh! orrore!!!), ma che già prima di allevare aveva avuto cani adottati.

Anche i primi cani di Fabiana – pure lei al momento bieca venditrice di soli, cuori e amori –  sono stati dei meticci, ma al momento abbiamo una border collie acquistata in allevamento e i nostri rottweiler, figli e nipoti di Rebecca, anche lei proveniente da un allevamento.
Poi c’è Biba, che proviene da un allevamento: essendo”a fine carriera” espositiva e riproduttiva, e non potendo la sua allevatrice seguirla “a tempo pieno” (cosa che in allevamento difficilmente puoi fare), è sta affidata a chi avesse più tempo da dedicarle. Lo stesso era successo anche per Bolo, e non sono casi rari…ma del resto si sa, gli allevatori notoriamente sono dei cattivoni che non badano alla salute dei propri cani e “quando non possono più sfruttarli per fare cucciolate spesso li abbandonano o li portano in canile”, giusto per citare uno dei commenti tipo che si leggono in certe discussioni. Per inciso, qualora fosse necessario sottolinearlo, non solo hanno cercato chi si occupasse di loro a tempo pieno, ma hanno continuato a informarsi di come stessero negli anni.

serieaserieb_aperturaPensate forse che ci siano differenze nel modo in cui ci comportiamo con loro, che qualcuno sia stato mai considerato di Serie A e qualcun altro di Serie B?
Che ai cani di razza diamo il filetto di priam scelta e ai meticci gli scarti raccolti dalla spazzatura?
No, santa pupazza, non ci sono differenze nell’affetto che proviamo per loro e nel modo in cui li trattiamo, ad eccezione ovviamente delle differenze soggettive e delle diverse esigenze: Destiny, che è una border collie cucciola, ha ovviamente più bisogno di moto di Bisturi, che è una staffy di 12 anni col culo pesante. Ma cerchiamo di fare del nostro meglio per ognuno di loro, così come cerchiamo di farlo per le gatte…che toh, sono tutte adottate (ma non vorrei mandare troppo in crisi i fautori dell’una o dell’altra fazione inserendo anche i gatti nel discorso!).

Siamo un’eccezione? No, anzi siamo probabilmente nella stessa situazione della stragrande maggioranza dei proprietari di cani, che direttamente o comunque in famiglia avranno avuto sia cani acquistati che cani adottati. Eppure le discussioni sul tema “adozione vs acquisto” (che di solito diventano poi “meticcio vs cane di razza”) vedono spesso un sacco di estremismi…ma sarà forse perchè chi non si pone tante questioni sulla provenienza di un cane, capisce entrambe le possibilità e non pensa che una valga più dell’altra, è ormai arcistufo di questi discorsi e quindi se ne tiene alla larga nella maggior parte dei casi?

Insomma, per concludere questo sfogo…per favore, cerchiamo di evitare questi “scanni” (più o meno feroci) che non portano a nulla e tantomeno aiutano i cani.
Che la Terra non sia piatta e non sia il Sole a girare intorno ad essa lo abbiamo scoperto da un po’…ora vediamo di scoprire che non sono gli slogan, le discussioni viste e riviste e le divisioni in “fazioni” a far uscire i cani dai canili, ma la cultura cinofila, l’informazione, la condivisione delle proprie conoscenze ed esperienze: insomma, quelle cose che ci permettono di informarci e capire quale possa essere il cane più adatto a noi.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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