di VALERIA ROSSI – Un cane che ama il suo umano, e che non lo teme, dovrebbe essere sempre felicissimo di correre da lui e rispondere al richiamo.
Ma allora come mai ci sono tanti cani che, richiamati, continuano a farsi gli affari propri? E tanti altri che impegnano il padrone in estenuanti gare di rincorsa che spesso si concludono solo con un placcaggio da perfetto giocatore di rugby?
La risposta è molto semplice: i loro umani hanno commesso errori di educazione e/o di addestramento.
Tanto per cominciare, cerchiamo di ricordare sempre  che il nome non è un comando!
Il nome è un nome. Punto. Se viene pronunciato in tono deciso, attiverà l’attenzione del cane, esattamente come succede a noi umani. Ma non sortirà  nessun altro effetto.
Se io sento dire “Valeria!”, non mi precipito pancia a terra da chi mi ha chiamato: però gli dedico la mia attenzione, questo sì.
Se mi stavo facendo gli affari miei sospendo la mia azione, mi volto verso chi mi ha chiamato, rispondo: “Sì? Cosa vuoi?”.
Dopodiché aspetto di scoprire se l’altra persona intendeva chiedermi di andargli, o magari solo di passargli il sale.
Il cane, quando viene chiamato per nome, reagisce nello stesso modo: manca solo che il “sì? Cosa vuoi?”, ma tutto il resto è identico.
Smette di fare quello che sta facendo, alza la testa (e anche le orecchie, cosa che a noi invece non riesce molto bene) e si volta nella nostra direzione.

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A questo punto, se vogliamo chiamarlo presso di noi, ci sono due cose importantissime da fare:

a)    Chiamarlo realmente, ovvero utilizzare il comando specifico che abbiamo scelto per il richiamo (Vieni! Qui! Komm! – se ci piace il tedesco – o qualsiasi altro termine equivalente);

b)    Assumere l’atteggiamento corporeo corretto.

Noi umani, grandi “parolai”, spesso dimentichiamo che il cane non si esprime come noi. Lui non parla, e non parlando non dà neppure più di tanto peso ai suoni quando deve comunicare.
Le cose a cui bada davvero sono gli atteggiamenti, la mimica corporea e quella facciale, insomma tutto ciò che rappresenta il vero e proprio “linguaggio” utilizzato dalla sua specie.
Un cane che ci conosce bene, dopo aver sentito il suo nome e prima ancora che noi abbiamo pronunciato la parola di richiamo, sa già se siamo allegri o arrabbiati; se abbiamo intenzione di premiarlo o sgridarlo; se crediamo che ci sia un’emergenza o se siamo rilassati e tranquilli.
E tutto questo lo capisce solo osservandoci per un breve istante.
Se vogliamo che il cane corra da noi, quindi, tutta la nostra mimica dovrà letteralmente trasudare allegria e desiderio di ricongiungerci a lui.
Ovviamente, meno ci conosciamo e più eclatante, perfino esagerata, dovrà essere la stessa mimica: un cucciolo, o un cane che vive con noi da pochi giorni, non hanno ancora imparato a “leggerci” perfettamente e quindi avranno bisogno di segnali più forti.

Il premio

Non appena il cane ci avrà raggiunto, obbedendo al comando “nome-vieni!” (o parola equivalente), dovrà essere premiato.
Sempre e comunque.
Nel primo periodo di educazione/addestramento si può premiare con un bocconcino, ma carezze e segni di approvazione sono altrettanto graditi… purché siano davvero premi e non imposizioni della nostra volontà.
Il classico premio “sbagliato” è la carezza (o peggio ancora i colpetti) sulla testa. Infatti, se le carezze sul petto e sotto la gola rappresentano segnali di apprezzamento, le pacche sulla testa sono un segnale di dominanza.
C’è la stessa differenza che passa tra il premiare il buon lavoro di una persona allungandogli un biglietto da centomila euro oppure dicendogli “Io sono il tuo capo e tu hai obbedito, hai fatto il tuo dovere, bene, puoi andare”.
Quale dei due atteggiamenti vi motiverebbe di più?
Per il cane una carezza sul petto equivale ai centomila euro: quella sulla testa equivale al secondo atteggiamento.

Gli errori più comuni

Se ci sono cani che non obbediscono prontamente al richiamo, o che addirittura tendono a scappare via quando vengono chiamati, quasi sempre è perché gli umani hanno commesso uno dei due errori più comuni:

1 – Sgridare e/o picchiare il cane quando arriva in ritardo

La mente del cane non è capace di astrazioni complesse: per lui causa ed effetto sono sempre direttamente successivi.
Se il cane tarda a rispondere al richiamo e al suo arrivo il proprietario lo sgrida severamente (o peggio ancora, lo picchia), il cane NON penserà di essere punito per l’azione compiuta in precedenza (non arrivare), ma per quella che sta compiendo in quel preciso momento (arrivare dal suo amico a due zampe).
Quindi il cane si convince che noi lo chiamiamo solo perché vogliamo sgridarlo e/o picchiarlo: e d’ora in poi,farà il possibile per ritardare sempre più il brutto momento che lo aspetta.
Non viene quando lo chiamate, oppure viene ma camminando al rallentatore, con l’aria intimidita, le orecchie basse e la coda tra le gambe.
Voi vi irritate, anche perché magari non capite neppure perché stia facendo così (mentre a lui basta essere stato accolto male una volta: se ne ricorderà per mesi).
Alla fine perdete la pazienza, magari lo sgridate di nuovo…e questo gli conferma che aveva proprio ragione: meglio fare il possibile per non venire da voi, o per venire più tardi possibile.

2 – Far sempre coincidere il richiamo con la fine di un momento piacevole

Se ogni volta che uscite lasciate il cane libero di correre, giocare e svagarsi, e ogni volta che lo chiamate gli mettete il guinzaglio e lo portate a casa, il cane non ci metterà molto a capire che “richiamo” equivale a “fine del divertimento”.
E’ un po’ come il primo caso, con l’unica differenza che il cane non avrà paura di voi…ma ugualmente cercherà di farsi “catturare” più tardi possibile.
Questo spesso esaspera il padrone che, una volta acchiappato il cane, sfoga su di lui il suo nervosismo ricadendo così nel caso 1. E la frittata è completa.
Questi due errori sono capaci di rovinare un buon richiamo nel giro di una o due volte, quindi bisogna stare molto attenti a non commetterli MAI.
Altri errori meno gravi, ma altrettanto comuni, sono per esempio quello di inseguire il cane che non torna al richiamo (ma è lui che deve venire da noi, non viceversa!) o quello di non associare il richiamo a un ordine preciso, ma al semplice nome del cane.

Come insegnare il richiamo

Se il cane è un cucciolo, per prima cosa deve “capire” cosa significa il comando “nome-vieni!”.
Quindi, per le prime volte:

a)     lo chiameremo quando sta già venendo verso di noi;

b)     assumeremo un atteggiamento corporeo di “invito” e mai di “blocco”.

L’atteggiamento più invitante in assoluto è quello di correre all’indietro: il movimento stimola il cane a venire verso di noi. Se vogliamo (o dobbiamo) restare fermi, quella più corretta è la posizione accucciata, o in alternativa una posizione di “inchino”, che potremo rafforzare battendoci leggermente le mani sulle cosce e non fissandolo mai negli occhi, ma guardando più o meno verso la sua spalla.
Aspettare il cane stando dritti in piedi (posizione “di blocco”) e guardandolo dritto negli occhi (atteggiamento di sfida) significa mandare due segnali contrastanti: mentre con la voce gli diciamo “vieni”, con la mimica corporea gli stiamo dicendo “resta dove sei”!
Il cucciolo, a questo punto, si sentirà ovviamente confuso e comincerà a mandare i cosiddetti “segnali di calma”: si fermerà, si gratterà, sbadiglierà, annuserà per terra e distoglierà lo sguardo dal nostro.
Cercherà anche di “farsi piccolo” ingobbendosi o abbassandosi sugli arti (è il tipico caso del cane che “arriva strisciando”).
Questo comportamento, spesso, irrita il proprietario del cucciolo, che sbotta: “Allora, vieni o no? Perché fai così? Sei scemo? Non ti mangio mica!”, mandando così segnali di minaccia – rafforzati dal tono aspro della voce – che gli faranno venire sempre meno voglia di raggiungerci.
Se, al contrario, noi invieremo segnali di “invito” (abbassandoci, sorridendo, usando un tono di voce allegro e suadente, mostrandogli un bocconcino o un giocattolo), il cucciolo ci raggiungerà rapidamente e senza traccia di timore: a quel punto dovrà essere gratificato con lodi e coccole addirittura esagerate, come se fossimo STRAfelici di vederlo, come se l’essere stati raggiunti da lui fosse la cosa ci rende più felici al mondo.
Festeggiamolo, accarezziamolo, giochiamo con lui per qualche secondo: poi lasciamolo subito libero.
Quando saremo sicuri che il cucciolo ha capito l’ordine cominceremo a darglielo in condizioni diverse; inizialmente in luoghi tranquilli e privi di distrazioni (e sempre recintati), poi in presenza di distrazioni.
Occorre andare per gradi, senza pretendere troppo subito.
Se siamo in luogo tranquillo e il cucciolo tarda ad accorrere, non inseguiamolo mai, ma al contrario scappiamo via a gambe levate: lui ci inseguirà quasi sicuramente (in generale, per invitare il cane a seguirci, anche quando sta già venendo verso di noi, è buona norma arretrare a piccoli passi rapidi: questo aumenterà la sua velocità di reazione).
Quando il cane corre verso di noi fermiamoci, attendiamolo in posizione accucciata e a braccia sollevate verso il petto e appena arriva copriamolo di lodi (e/o facciamolo giocare).
Attenzione: NON ci si deve mai rialzare dalla posizione accucciata quando il cucciolo sta per arrivare da noi: assumere una posizione dominante mentre lui sta accorrendo da noi significa fargli pensare che intendiamo “schiacciarlo” con la nostra autorità… e lui, rispettosamente, si fermerà, perché è quello che gli ha espressamente chiesto la nostra mimica corporea.

Insegnare il richiamo a un adulto

Se l’adulto è un cane che ancora non conosce il richiamo (per esempio un adulto adottato al canile) seguiremo lo stesso identico programma visto col cucciolo:  ma non potremo aspettarci che lui ci segua se, alla mancata risposta al richiamo, scapperemo via.
Qualche cane potrebbe farlo (spesso quelli che sono stati abbandonati una volta diventano veri e propri “francobolli” con il secondo proprietario, perché hanno il sacro terrore di perdere anche lui), ma nella maggioranza dei casi un adulto con un minimo di autostima non si scompone più di tanto se il suo umano si allontana: a differenza del cucciolo, sa di poterlo ritrovare quando vuole semplicemente mettendo il naso per terra. Quindi, se al momento ritiene di avere cose più importanti da fare, ignorerà il richiamo e anche la fuga del proprietario.
Per evitare ogni problema, con un cane adulto che ancora non ci conosce e non ci ama, la cosa migliore da fare è ricorrere a una cordicella lunga (o a un guinzaglio di tipo “flexi”) e di tirare delicatamente il cane verso di noi qualora non rispondesse con prontezza.
Tutto il resto dev’essere identico a quanto abbiamo visto per il cucciolo: posizione invitante, voce suadente, premi corretti eccetera.
Però dobbiamo anche far pensare al cane che non possa permettersi di ignorare il nostro richiamo, perché intanto, se lo fa, una “forza divina” lo trainerà comunque verso di noi.
Un altro punto importante è la direzione del corpo: per quanto le prove di lavoro prevedano che il richiamo si effettui stando rivolti frontalmente nella direzione del cane, questo non è un messaggio molto comprensibile per lui (i regolamenti degli sport cinofili sono nati in tempi in cui non si aveva ancora una gran conoscenza della psicologia canina e dell’etologia).
Abbiamo detto, parlando del cucciolo, che una posizione frontale “incombente” trasmette dominanza, e non invito.
In realtà, quando un cane vuole invitarne un altro a raggiungerlo, quello che fa è orientare muso e zampe nella direzione in cui vuole andare insieme al compagno.
Per questo, quando vogliamo invogliare un cane adulto a raggiungerci, sarà utile disporsi con il naso e i piedi nella direzione che vogliamo prendere insieme, anche mimando una corsetta sul posto.

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58 Commenti

  1. Articolo davvero interessante, soprattutto perchè ho un cucciolo di Dobermann di 7 mesi che ancora non comprende molto bene il comando “vieni” e con questa lettura ho capito che arrabbiarsi, sbraitare e altro non incentiva il cane a correrci incontro ma fa l’esatto effetto contrario!

    • Arianna insegna il prima possibile il “vieni”….il mio dobermann di 4 anni non ha idea di cosa sia, anzi, l’ho impostato male da subito e non sono mai riuscita a sistemare, ora il mio cane può stare solo al guinzaglio 🙁

      • noooo!! ma dai!! vedrai che non è mai troppo tardi!!

        prova a fare come dice Valeria!!!…..guarda i miei cani non sono stati abituati molto bene da me al richiamo ma quando riesco ad applicare alcuni “trucchi” di Valeria vedo che funzionano!! tipo l’orientamento del corpo quando lo richiamo e richiamarlo non solo per finire la passeggiata e quindi un’attività piacevole, ma quando li richiamo faccio loro un pò di feste e li rilascio alle loro attività!!

      • Alice, non è MAI troppo tardi per “sistemare”: devi solo trovare qualcuno che i cani li conosca davvero e che ti insegni come fare…

        • la penso come Alice, anche il mio evito di lasciarlo libero….lo slego poche volte e solo se ho con me buone razioni di cibogoloso o treccia per giocare.
          e hai ragione che bisogna trovare qualcuno che ti insegni, peccato che tutti quelli che ho trovato si fanno pagare fior fior di quattrini per insegnare un “torna”, e spesso si perdono in altre mille boiate che fanno passare moooolto velocemnte l’ora di lezione…senza contare quelli che ti dicono “beh, che necessità hai di lasciarlo libero…..!?!?!?!”
          ho perso un pò di fiducia sinceramente da chi promette mari e monti e nn riesce a portarti neanche un granello di sabbia….

  2. Consiglio…
    Il mio cane (cucciolo), risponde benissimo e subito al richiamo quando siamo fuori casa, in passeggiata senza guinzaglio. In casa, e per casa intendo l’immenso giardino di una corte di campagna, mi snobba costringendomi a ricercarlo “cespuglio per cespuglio” per vedere dove si trova. Faccio presente che, cmq, anche in “casa”, non lo richiamo di continuo, ma al max 3 volte al giorno.
    Qualche suggerimento? Cosa sbaglio?

      • Lo tengo un po’ in casa (di sera), di notte nel recinto al coperto (5x3m), di giorno qualche ora mentre non ci sono nel recinto scoperto (7x5m), libero nella corte il resto del tempo, più 2 passeggiate giornaliere di 4-5km ciascuna… basta così?!

    • Hai per caso lavorato sul richiamo nascondendoti alla vista del cucciolo? Se sì, un motivo potrebbe essere questo: in casa sa dove trovarti.

      • No, per insegnargli il richiamo ho “lavorato” sull’associazione: le prime volte che veniva spontaneamente verso di me, gli dicevo “vieni” e lo premiavo. Fino ad arrivare al richiamo vero e proprio che, ripeto, funziona benissimo fuori casa (in campagna) anche in condizioni di distrazione (magari mentre insegue qualche interessantissima traccia), ma non a casa. Specifico di nuovo che per casa intendo una grande corte, con stalle dismesse e giardini sia sul davanti che sul retro, per questo per me è importante che risponda quando lo chiamo, altrimenti devo passare dieci minuti buoni a cercarlo ogni volta! Di solito lo ritrovo placidamente sdraiato che mi guarda come dire “azzo vuoi?” 😉 .

  3. ciao!! articolo molto interessante…..e mi sono riconosciuta in tutte le cose da NON fare…….. 🙁
    do una giustificazione a me stessa perchè ero una principiante, e mi sono portata a casa il mio primo cucciolo senza informarmi abbastanza. ma ora, che il “cucciolo” ha quasi 4 anni non mi ascolta e ovviamente non torna mai al mio richiamo (torna solo se ho il frisbee in mano) 😉 oppure se lo chiamano i miei amici (cosa parecchio frustrante)

    sto provando a riempirlo di bocconcini le poche volte che torna, farlo giocare, lanciargli la palla….ma quando decide che non vuole tornare non torna, non c’è nulla da fare! c’è qualche rimedio o devo limitarmi a non slegarlo mai?

  4. Io pretendo che il mio cane esegua tutti gli esercizi perfettamente, perché non voglio che passi questo tipo ti messaggio “ti sto chiedendo gentilmente di venire verso di me, potresti farlo cortesemente? ^^” quando invece vorrei che fosse un “Hey! Non ti ho mai stressato costringendoti a fare troppi esercizi, non ti ho mai richiamato solo per far finire il gioco eccetera…ma se ti dico vieni, tu DEVI venire, accidenti!” XD
    Ovviamente ci sto ancora lavorando! ;D Per quanto mi riguarda il mio cane è molto bravo quando inizia una sessione di esercizi, mentre se è fuori per i cavoli suoi, magari libero durante una passeggiata o nel giardino, se gli dico komm (e l’esercizio lo considero concluso quanto il cane viene a sedersi davanti a me!) spesso è restio.
    Del resto credo di aver capito il mio errore e sto provvedendo con successo!
    Nonostante non abbia commesso l’errore di richiamarlo solo per mettergli il guinzaglio e riportalo a casa, ovvero “fine della libertà”, ho dato per scontato troppo presto il fatto che egli avesse imparato il comando, e mi rendo invece conto che probabilmente la natura da esplorare, un animaletto, un suono eccetera eccetera, siano molto più interessanti di me che gli sbraito di tornarmi vicino! Ora provvedo quindi, poiché ha solo 7 mesi anche se è già 35 kg, a portare sempre con me in un marsupietto i suoi amati premietti, affinché capisca che tornare da me è sempre un piacere, una pausa per un bocconcino e qualche coccola, e non la fine del divertimento! ^^
    Questa almeno è la mia esperienza personale! Occhio a far sempre rispettare un ordine quando viene dato e non a dire al cane con voce monotona “vieni” o “komm” 4 o 5 volte e poi lasciare perdere! ^^

  5. Io sono del parere che non è obbligatorio avere i cani come degli automi senza un pensiero proprio, senza volontà.
    Forse noi umani rispondiamo ad ogni richiamo immediatamentissimo subitissimo prestissimo prontissimi??
    No, non sempre.
    Perchè non abbiamo palle, perchè siamo stanchi, perchè stiamo facendo altro, perchè abbiamo la giornata storta.
    Siccome sono esseri viventi, non macchine, vogliamo concedere ogni tanto anche ai nostri cani la giornata storta, oppure giochiamo a fare i Cesarini (Millan, ovviamente) della situazione che ” io sono il tuo Dio e ubbidirai ad ogni mio comando anche in punto di morte?”
    Con buona pace di addestratori, educatori, gentilisti, Millanisti e tutto il cucuzzaro.

    • Lucia, “automa” e “cane obbediente” sono due cose ben diverse. Un automa non pensa, il cane sì: e deve assolutamente farlo…così come deve assolutamente farlo un bambino.
      Ma siccome il cane ha una mente paragonabile a quella di un bambino di tre anni…si deve, eccome esigere che risponda al richiamo: perché magari, se non lo fa, finisce sotto una macchina. O mangia una polpetta avvelenata. Oppure morde qualcuno.
      La giornata storta ci può stare per chiunque, ma non può essere la scusa per lasciar fare al cane il cavolo che vuole…a meno che non viva sempre e comunque in condizioni di assoluta sicurezza: cosa purtroppo assai rara, ai giorni nostri e specialmente per i cani di città.
      La differenza tra “automa” e “cane pensante, ma obbediente” sta nel fatto che NOI dobbiamo fare in modo che il cane sia felice di correre da noi quando lo chiamiamo, e che non ci sia “giornata storta” nè momento di scazzo nè altro che lo rendano meno felice di farlo.
      Qui sta anche la differenza tra un bravo educatore/addestratore e un improvvisatore o un coercitivo. “Tu sei il mio Dio” è esattamente ciò che dobbiamo indurre il cane a pensare: magari non il Dio cattolico, incazzoso e vendicativo, ma un Dio realmente buono e generoso, dal quale non si vede l’ora di andare perché si sa che da lui arrivano solo cose meravigliose, che si desiderano con tutto il cuore.

  6. Grazie mille!!! Ho da poco un setter preso da un canile, sto provando a insegnargli in richiamo ma che fatica!! Si mette in ferma davanti a un albero/siepe/ in un campo e da li’ non lo schiodi neanche a forza! Perfino i bocconcini che sono quello per cui (letteralmente) sbava sembrano non essere interessanti! Per ora almeno in casa se lo chiamo viene subito. Un piccolo passo alla volta!

    • ahahahha!!! tipico dei setter!! la cagnetta di mia sorella, quando la porta al mare sta tutto il tempo di spalle al mare rivolta verso l’adiacente pineta perchè impazzisce per la caccia alle lucertole ed insettini vari!! 😉

      • Ahah ti capisco benissimo! Ho in setter inglese ed è difficilissimo distrarlo dalle prede! Quasi impossibile… Se devo distrarlo da un altro cane non c’è problema, ma con gli uccelli è tutta un’altra storia… Per questo ho paura a portarlo in campagna o zone molto ampie! Ma come fanno i cacciatori a non perderseli??

  7. “un adulto con un minimo di autostima non si scompone più di tanto se il suo umano si allontana… Quindi, se al momento ritiene di avere cose più importanti da fare, ignorerà il richiamo e anche la fuga del proprietario.”
    Infatti… ottenere una buona risposta al richiamo in assenza di “cose più importanti da fare” è la cosa più semplice del mondo.
    Il problema sorge quando le “cose più importanti da fare” sono un bambino da rincorrere, un “nemico” da scacciare dal parco, un “estraneo” da spaventare perché non si avvicini a casa…

  8. quindi quando il cane non ci ascolta dobbiamo girarci di spalle e allontanarci,se il comando vieni non è andato a buon fine
    facciamo l’esempio quando sta con il naso a terra o presa da altre distrazioni e la prima fase della comunicazione dell’attenzione non è andata a buon fine .Come ci si comporta??
    è deleterio nella comunicazione/attenzione con il cane ,nelle fasi di distrazioni utilizzare il nome??
    oppure è ininfluente,dato che se il cane si sente chiamare mille volte e le distrazioni ambientali sono tanto alte che non ascolta minimamente il suo nome ?
    in che modo è giusto richiamare le attenzioni del cane ? con che tipo di stimolo??
    esempio è giusto utilizzare giochi sonagli per richiamare l’attenzione,dato che il cane focalizza l’attenzione più sullo stimolo che su di noi??
    se la risposta al richiamo è scarsa ,perché non c’è attenzione di fronte a forti distrazioni è meglio fare un passo indietro e lavorare separatamente su ogni singola forma di comunicazione ?in questo caso l’attenzione??

  9. io più che il comando vocale uso molto i gesti. lo chiamo con il nome per attirare lo sguardo e al comando vocale unisco il gesto. spesso per dirgli “andiamo” piego la testa una volta sicuro di avere il suo sguardo. non so se sia proprio corretto però i gesti fanno molto. mi capita di metterlo seduto/terra senza aprire bocca solo usando i gesti!

  10. Questo articolo dà ragione a mio marito!!! Quando abbiamo preso il ns primo cane, un alaskan malamute, Marco si è letto tutta una serie di libri di educazione e ogni volta che io richiamavo il cane con il solo nome mi riprendeva, dicendomi che non era sufficiente, che dovevo “dire” cosa volevo, esplicitare il comando.
    Alcuni mesi fa ho seguito un corso di educazione di base con Lady, una femmina di pastore tedesco, che è entrata a far parte della famiglia già adulta, dopo un’infanzia trascorsa in un cantiere, abbandonata a se stessa. Durante il corso l’istruttore ci faceva esercitare il richiamo utilizzando il solo nome, senza comando associato. Dato che per me era innaturale chiamarla senza il “vieni” mi esibivo in mille gesti e incitamenti, ma anche questo non andava bene: secondo un’altra istruttrice dovevo chiamarla e rimanere ferma, dritta immobile sino a quando la cagnetta non arrivava vicina a me, dopodiché, senza tanta foga, dovevo dirle “brava”, accarezzarla con calma e farla giocare un po’, infine bocconcino. L’approccio era dunque molto diverso da quanto spiegato da Valeria. Neppure il “resta” era utilizzato: il cane doveva stare nella condizione richiesta (ad es. seduto) sino a quando io non lo liberavo con un apposito comando (nel ns caso “via”).E’ possibile che la ragione fosse il carattere del campo, orientato prevalentemente all’agility e all’obedience? Sono io che ho trovato l’ago nel pagliaio o è solo un esempio delle varie scuole di pensiero che ci sono oggi in Italia?

    • Secondo me hai trovato il campo fissato con l’addestramento sportivo. Il richiamo come te l’hanno fatto fare si usa in UD per la prova di obbedienza, e presumo anche in obedience (non ho mai praticato nè visto praticare l’obedience, ma da come mi sono stati descritti gli esercizi il richiamo dovrebbero farlo nel modo che hai descritto tu). Non so se hai scelto quel campo perchè vorresti fare obedience o agility ma con un cane già adulto, da poco in famiglia e con il quale devi cotruire interamente il rapporto, io personalmente comincerei il metodo di Valeria. E’ quello che poi usi con il cane nel quotidiano. Poi, una volta costruito il rapporto, inizierei l’addestramento sportivo. Questo però è quello che farei io, che però sono ancora ad un livello medio-basso di esperienza. Gli addestratori-educatori fissati con l’addestramento sportivo spesso si dimenticano che il richiamo sportivo e il richiamo da passeggiata sono due cose diverse, mentre i cani in genere lo sanno,

      • Grazie mille! Credo proprio tu abbia ragione: il campo è effettivamente moooolto orientato all’agility ed all’obedience. Da neofita la scelta si è basata fondamentalmente sulla vicinanza alla mia abitazione. Sicuramente non ho intenzione di proseguire con discipline sportive, soprattutto perché entrambe,sia io sia soprattutto Lady, abbiamo problemi fisici. Lei ha una malformazione all’articolazione delle ginocchia e, già a 5 anni, soffre di artrosi. Perciò, secondo le indicazioni del vet., ci limiteremo alle passeggiate, durante le quali il “vieni” funziona di certo meglio!

  11. mia adorata valeria, non sbagli mai un colpo,io ti adoro e questa è la prima cosa. dopodicchè, il mio piccolo Cody(8 mesi)ha imparato abbastanza in fretta i comandi di base e li esegue sempre come uno scolaro modello DURANTE I MOMENTI DI ESERCIZIO ma ultimamente si è fatto furbetto e comincia ad essere disobbediente:se ruba un calzino sa che io lo richiamo per toglierglielo, si mette in posizione di gioco e comincia a correre di qua e di là per non restituirmelo… a questo punto io che faccio? e poi c’è dell’altro: lui conosce ormai la mensola sulla quale conservo i suoi snak e quando mi vede avvicinarmi la, molla tutto e mi sta alle calcagne prima ancora che io lo richiami. ?????

  12. uffa ma dov’è finito il mio commentoooo???????? prima mi dice che l’ho inviato in duplice copia e poi non ne trovo neanche uno. ci riprovo un’altra volta e poi basta. torno su fb che me la cavo meglio.
    …dicevo: il mio Cody(8mesi) risponde abbastanza bene a tutti i comandi di base FINCHè SI TRATTA DI FARE GLI ESERCIZI (A CASA), ma ultimamente sta diventando furbetto e disobbediente: se ruba un calzino e lo richiamo, sa che il mio richiamo vuol dire”niente più calzino”, così mi guarda , si mette in posizione di gioco e comincia a correre di qua e di la … e io che faccio??? tra l’altro , ha ormai imparato qual’è la mensola sulla quala tengo i suoi snak per cui quando mi vede dirigermi in quella direzione mi segue prima ancora che io lo richiami. ps. Il mio commento in versione originale cominciava così: VALERIA, NON SBAGLI MAI UN COLPO E IO TI ADORO!! e questo volevo ribadirlo.

    • Aurora, siccome era la prima volta che postavi (almeno con questa email), il tuo commento doveva essere approvato (succede solo la prima volta, è una semplice misura anti-spam: una volta approvato il primo, poi puoi postare tutti i commenti che vuoi) e siccome non ero al pc è passato qualche minuto in più. Qui non siamo su FB, ma siamo più “artigianali” :-)!
      Venendo al tuo cucciolone, ti sta bellamente prendendo in giro e mettendo alla prova: quando fa così, ignoralo nel modo più assoluto. Vattene proprio in un’altra stanza. Poi torni, e senza dirgli niente di niente ti riprendi il calzino. In ogni caso non usare MAI il richiamo per riprendere il cane che ha fatto qualcosa di sbagliato: usa altri comandi,come NO, LASCIA, SPUTA… ma il richiamo non deve mai essere utilizzato per qualcosa che comporti poi una cosa spiacevole per il cane: altrimenti lo perde!

  13. bene! Valeria ti ringrazio e come al solito farò tesoro di ciò che dici. posso domandarti un’altra cosa adesso?: Non mi riesce il “fermo” o “resta” come dite voi tecnicamente. Vorrei che imparasse a non seguirmi sempre e comunque ad un millimetro di distanza; penso che potrebbe tornarmi utile per esempio se dovesse aspettarmi fuori da un negozio, o nel portone, o in macchina. Per ora riesce a farlo solo finchè non mi perde dalla sua visuale (o solo perchè mi ha visto prendere lo snak che poi gli do quando lo richiamo), diversamente frigna e si dimena persino se resta comunque in compagnia dei miei figli. In realtà, lo ammetto a me piace un sacco che lui sia innamorato di me, ma se addirittura deve mettersi a piagnucolare mi fa temere che qualcosa non va come dovrebbe. Mi chiedo??!! quando va ricompensato ? quando sta fermo o quando poi viene dopo averlo chiamato?

      • io cosa devo fare? a 2 mesi la mia maltesina e ho un figlio di anni 7, sembrava di avercela fatta invece nooo la porto giu nel parco condominiale e quando vede gente che esce li segueee tutti come se fossero loro i padroni siccome e troppo bella quando la vedono tutti si avviccinano e la toccano ufff che cosa devo fare????????????

        • ma se ha due mesi ce l’hai da pochissimo, ed è anche cucciolissima… abbi pazienza. E esercitala in casa: l’ho fatto io con un cane molto grande da cucciolo, per la maltesina non sarà un problema.

    • sì: a tre mesi scarsi è normale anche che non abbia ancora capito bene dove si deve fare cacca-pipì…
      Portalo fuori molto spesso e -velocissima- ogni volta che mangia, che beve o che gioca: sono momenti topici in cui gli viene l’ispirazione… poi quando la fa dove vuoi tu fagli tanti entusiasti complimenti come se avesse fatto un’impresa degna del Nobel (e non smettere appena comincia a capire…. continua a complimentarti con lui).

      Ci deve essere anche un articolo, qui, su come insegnare al cucciolo a non sporcare in casa… cercalo e vedrai che è pieno di ottimi consigli.

      A nemmeno tre mesi il cane è proprio un “bimbo” piccolo… ci vuole pazienza…

  14. cmq per l essatezza fà 3 mesi al 15 :O la mia maltesina , mi stavo preoccupando perche tutti mi dicono i miei cani a 3 mesi mi avvisavano che volevano fare la pipi non la faccevano in giro per casa , e n on scappano quando li porto in cortile quindi mi stavo preoccupando forse ho detto la sto vizziando troppo e crede che òla padrona sia lei 🙁

    • ma no, ma no…. non ha nemmeno 3 mesi. Pensa a un bambino di 3 anni (per dare l’idea… non ci sono corrispondenze con le nostre età)… ovviamente tu le devi dare sicurezza, ma certo non sta meditando nessun golpe 🙂

  15. ho un problema con il mio cucciolo pastore tedesco di 5 mesi. quasi sempre mi obbedisce quando lo richiamo, ma a volte, quando sta riposando o è preso da altre distrazioni finge di non sentirmi, ma se vede che mi dirigo verso di lui, allora mi segue diligentemente.
    Poi ho un altro problema: quando vede altri cani o bambini che corrono, non riesco più a controllarlo, si lancia all’inseguimento come un pazzo con l’intenzione di volerci giocare. come posso fare per insegnargli a ignorare la presenza di altri cani e bambini? ho provato con la pallina, con i bocconcini, ma non c’è verso..

  16. Ciao! Ho trovato l’articolo molto interessante. Io ho 5 cani sistemati 3 in un box e 2 in un altro.
    Presto dovremmo farne un terzo perchè i 3 al momento sono cuccioli, poi avranno bisogno di più spazio. Nel box da 2 ho un trovatello di nome Gastone e un pastore tedesco, di 1 anno e 4mesi, di nome Kyra. Lei è quella che mi dà più problemi. Ogni volta che apro per farla uscire (cioè ogni giorno) mi scappa, seguita da Gastone, si fa prima il suo giro e, quando decide, torna. Quest’abitudine l’ha presa con il mio compagno e sto facendo molta fatica per ri-educarla. La mia paura è se dovesse incontrare qualcuno e aggredirlo, anche se è dolcissima, ma essendo un cane è comunque imprevedibile. Oppure se dovesse incotrare qualcuno che ha paura o che, solo per il gusto di un dispetto, fa una segnalazione non so a carabinieri o forestale.
    Non faccio nemmeno in tempo ad aprire il box e metterle collare e guinzaglio che subito si dà alla fuga, ignorando ogni mio richiamo!!! Qualche consiglio?? Come devo comportarmi?

  17. Ciao. mi chiamo Elisa. ho letto tutti i vostri articoli e mi rispecchio in alcuni di essi.
    Ho 3 jack russell terrier di cui Lulù 5 anni mamma di Ercolino e Lucky 2 anni. Quando abbiamo preso Lulù con noi sia io che mio marito nn avevamo mai avuto un cane. Essendo la prima volta e in appartamento tutti i giorni pulivo e disinfettavo. Lulù dopo 1 anno ha imparato a fare i bisognini in strada. e se rimaneva per ore in casa da sola nn faceva mai un goccio di pipì. da sola a 3 mesi riportava i giochini. nessuno glielo aveva insegnato. lei è una brava canetta. molto attenta a nn sporcarsi, mentre i figli maschi sono dei veri teppistelli =D al contrario della mamma loro si sporcano spesso (che è normale) e fanno sempre baldoria durante i giochi. Ercolino è il cane dominante. è stato male per la meningite e secondo me questa malattia gli ha lesionato il cervello xkè è sempre teso e agitato. scatta se soltanto ti alzi dalla sedia xkè vuole uscire fuori in giardino a fare casino. a farsi sentire. non capico xrò xkè nn socializza con altri cani, maschi o femmine che siano. eppure è cresciuto in presenza di altri cani ma a 4 mesi ha cambiato totalmente atteggiamento ed è diventato aggressivo a tal punto da ferire gli altri cani. eppure nn vive da solo. cè sua madre e il fratello. nn capisco come mai abbia assunto questa posizione. nonostante i nostri tentativi di cercare di farlo socializzare, lui è rimasto così. lui è molto affettuoso. col fratello gioca spesso ma si azzuffano di brutto e certe volte si feriscono. forse abbiamo sbagliato qualcosa? e che cosa? loro nn sono cattivi, quando viene gente abbaiano fino a quando nn entrano in casa, saltano addosso ma dopo qualche minuto se se stanno buoni nelle loro cuccie. infatti dico sempre a chi viene qui, che lo fanno per salutare e nn per aggredire. ma nn tutti lo capiscono e gli gridano di satre zitti e io mi arrabbio xkè nn sono i loro cani. poi noi nn abbiamo bambini e nn possiamo invitare amici con figli di età inferiore ai 10 anni xkè dovrei metterli fuori e nn vogliamo. quindi evitiamo. xkè una volta è successo che la figlia di amici di anni 4, aveva paura di ercolino semplicemente xkè lui la voleva annusare e le saltava addosso. le abbaiava anche e io le dicevo di stare tranquilla xkè lui nn la conosceva e nn conosceva il suo odore, ma lei nn capiva e gli metteva le mani avanti, quindi lui le ha fatto il verso di mordere xkè si è spaventato. a differenza di lulù e lucky che saltano addosso e annusano ma che nn fanno il verso di mordere. secondo voi che soluzioni dobbiamo adoperare? grazie in anticipo. =) elisa.

  18. Bell’articolo … sicuramente il modo migliore per impostare il richiamo . Solo su un particolare non sono pienamente d’accordo. Nel richiamo del cucciolo , attenderlo accucciati è giusto ma non lo farei allargando le braccia , ho notato che aumentare le dimensioni della nostra figura , tende ad essere interpretato dal cucciolo come un segnale in contrasto con il resto del messaggio di accettazione che stiamo dando , mandandolo a volte in confusione .
    Con i cani adulti provenienti da situazioni difficili che si fidano ancora poco del nuovo compagno questo lo trovo ancora più marcato

  19. No, scusate, ma voi di questo sito mi state salvando la vita, vi amo!
    Mi trovo ospite in una casa con un grande giardino per alcune settimane, volevo approfittarne per far esercitare un pò il mio piccolo anarchico al richiamo, ma devo evitare che vada in una certa direzione perchè c’è il cane segregato del vicino (di quelli che tanto ho il giardino, che lo porto a fare in giro) che se non ci fosse la grata mangerebbe volentieri il mio…che fare? Ed ecco che arrivate voi con l’idea del flexi! Fantastico, domani lo prendo subito 🙂 e magari prendo anche dei wurstel, se no addio esercizio…
    Grazie Valeria!
    Paola

  20. Grazie. Scrivo soltanto per ringraziarvi per i preziosi consigli. Ho sempre desiderato adottare un cane e finalmente un mese fa è arrivato Otto, bellissimo meticcio di 8 mesi che ogni giorno che passa mi fa pensare a quanto la mia vita prima di lui fosse incompleta. Preso al canile di Settimo Torinese la prima settimana è stata dura e lui agitatissimo divorava letteralmente i suoi giochini e la sua copertina … Due ore al giorno di gioco sfrenato unite alle 5 uscite quotidiane non servivano a nulla. Così ho cercato sul web consigli e vi ho trovato. Otto ha imparato nel giro di 10gg a fare i suoi bisogni fuori, a camminare al guinzaglio, il No, il Fermo, il VAI, il SEDUTO prima di mangiare e in qualsiasi altra circostanza. Ora sto lavorando sul VIENI e siamo già a buon punto… Di nuovo grazie per il lavoro che fate e per l’impegno e la passione che ci mettete. Vi leggo anche solo per curiosità…. Con l’occasione vi auguro buone feste

  21. Buongiorno Valeria,
    innanzitutto grazie e complimenti a tutti voi per il blog, che ho scoperto nelle ultime due settimane e divoro curiosamente appena ho tempo.
    Ho detto due settimane perché è da una decina di giorni che io e mia moglie abbiamo a casa il nostro primo cane, un bellissimo zwergpinscher nero focato che ha da poco compiuto due mesi. E col cucciolo in arrivo, la voglia di informarmi è stata tanta: partendo da un libro di Vaira fino ai video di Millan consigliati da un cuggggino… insomma, sto spaziando tra gli antipodi per capire il più possibile. E qui entra “Ti presento il cane”, in cui ho trovato intelligenza, chiarezza, umorismo e buon senso.

    Finita la sviolinata, riesumo questo vecchio articolo sul richiamo per un consiglio sui comandi in generale, partendo appunto dal fondamentale “vieni!”.
    Ho letto nell’analogo articolo di Davide Cardia che il cane “non va chiamato se non si ha la certezza del ritorno”… presumo per lo stesso concetto per cui un comando va insegnato nel preciso istante in cui avviene. A grandi linee, codificare un comportamento con un rinforzo che diventerà comando.
    E qui la mia domanda: c’è effettivamente il rischio di inflazionare una parola e renderla non adatta a diventare comando? Se al mio cucciolo al guinzaglio, per strada, ripeto con pazienza “vieni… vieni… vieni… vieni…” prima che questo sia un comando assimilato, rischio di far danni? In questo caso, meglio ricominciare con da zero un “qui”, “komm” o altro sinonimo?

    Idem dicasi per il NO o il gentilista “EHHHH!!!”… che gli ripetiamo (quasi sempre con garbo… ma a volte ci dimentichiamo), che vengono ripetuti spesso – vista l’età del cucciolo – ma non costituiscono ancora un ordine preciso per lui.

    Questo è quanto (e tanto!). Grazie per l’attenzione e ancora complimenti da Marco, Francesca e Gringo 🙂

    • I comandi non andrebbero mai inflazionati, anche perché non serve a nulla ripeterli mille volte: il cane deve abbinarli a un suo comportamento, altrimenti possiamo dirgli “vieni” da qui all’eternità, e lui non capirà mai cosa significa.

  22. Salve, ho bisogno di aiuto, per favore, con il mio cane di 6 anni. Gli ho insegnato tutti i comandi possibili, il problema è che mi ascolta solo in casa…..mentre fuori non ne fa conto!!!!
    Tende a scappare. Io e la mia famiglia dobbiamo sempre stare attenti che la porta sia sempre chiusa, altrimenti scappa e non c’è verso di farlo tornare. Inizialmente lo sgridavamo quando tornava, questo però solo durante il suo primo anno di vita. Poi abbiamo cambiato tattica, invitandolo a tornare pronunciando il suo nome in modo festoso e mostrandogli sempre il premio in mano, in effetti tornava ma…non sempre, solo quando gli passava per la testa la voglia di tornare.
    Scappa almeno 2 o 3 volte all’anno, basta una nostra minima distrazione alla porta e….di colpo lui è già per strada!
    Portandolo a spasso col guinzaglio ho provato tutte le sante volte a richiamarlo, a girarmi nella direzione da prendere e usando un tono festoso e fortunatamente mi ascolta, anche se lascio il guinzaglio per terra…ma se lo slegassi non mi ascolterebbe.
    Una volta, a conclusione della solita passeggiata della bellezza di due ore, nel rientrare a casa gli tolsi il guinzaglio e avevo dimenticato di chiudere completamente la porta (che era leggermente aperta) e….come un fulmine si è precipitato fuori, e tornò a casa dopo due ore. Com’è possibile? Vuol dire che la passeggiata di due ore con me non gli basta?
    Si può sapere dove sbaglio? 🙁
    Non ce la faccio più! Non so più cosa fare! Quel cane ha un’energia inesauribile, e nonostante lo porto a spasso tutti i santi giorni per due ore è capacissimo di passarne il doppio da solo.
    Quanto mi piacerebbe che mi ascoltasse! Perché fa l’angioletto ubbidiente solo in casa? Io e la mia famiglia non contiamo nulla per lui? Inoltre considerando che sono proprio io quella ad occuparsi maggiormente di lui mi sento una fallita. 🙁
    Cosa posso fare? Nonostante abbia 6 anni posso ancora farcela a rieducarlo?
    Come carattere è un cane abbastanza furbo e caparbio.
    Grazie a chi mi risponderà! 🙁

  23. Ciao Valeria, spero che tu legga questo commento: la mia cagnetta ha 1 anno e di solito risponde bene al richiamo “vieni” in giro per i prati, ma quando incontra un altro cane slegato (abitiamo in campagna) o qualcuno in bicicletta, vuole giocarci e io non esisto più, posso chiamarla 200 volte nome+vieni, ma niente da fare. Ho sempre premietti con me e non l’ho mai sgridata quando arriva in ritardo. Come faccio a rafforzare il richiamo in presenza di distrazioni? Grazie!

  24. Salve signora Valeria, i suoi articoli sono uno più bello dell’altro…. Me ne innamoro ogni volta. Io sono di Savona e mi è mancato il mio cane dopo 18 anni. Distrutta dal dolore ho preso subito un altro cane, sia Per me stessa che Per mio marito e mia figlia che non riusciamo a vedermi in quello stato. Il nuovo cucciolo e al 90% pitbull…la madre è pitbull di razza con pedigree. Spritz, ciao si chiama la mia cucciola, E dolcissima bacia tutti continuamente, dalle persone agli altri cani .. Cerca baci continuamente e impara le cose alla prima.
    Siccome io conoscevo i pitbull solo per quello che trasmetteva la TV ho iniziato a cercare su internet e ho conosciuto il suo sito…. Essendo abituata al primo cane che pesava 7 kg, ed era un incrocio tra un bassotto e un volpino, ho deciso di andare da un addestratore pecche ho pensato che non sarei stata in grado di educare un cane più grande come spritz. L’addestramento è un ragazzo molto bravo ma oggi mi ha rimproverato pecche il cucciolo di 4 mesi, che io ho da un mese, non si è minimamente preoccupato di cercarmi mentre io mi sono nascosta. Il mio cane Era distratto niente popò di meno che da altri 10 cani con stava giocando. Il ragazzo Mi ha detto che questo è colpa del fatto che la vizio troppo, che non ho polso e che a lei di me non gliene frega niente. Poi mi ha fatto vedere il vieni. Secondo lui devo tenere il cane al guinzaglio e strattonarlo portandolo sotto le mie gambe. Poi premiarlo…. Lui lo ha fatto una 15na di volte. Poi ci siamo allontanati dagli altri cani e quando lui le diceva vieni lei veniva tra le mie gambe. Leggendo il suo articolo mi sono sentita in po confusa. Non si se avrà il tempo di rispondermi ma o attendo fiduciosa e con ansia un suo consiglio. Grazie comunque di cuore.

  25. Il tnove nei telefono e un invenzione per geni attenti…. Io non ho controllato e mi ha modificato qualche termine… Mi scusi Valeria. Buona giornata

  26. Sicuramente ho sbagliato io con la mia amstaff di 3 anni di nome Shiva, fatto sta che lei è anarchica. Fin da piccola non ha mai risposto ai richiami e a tutt’oggi quando devo andarmene dall’area di sgambamento e nonostante ci sono stata il tempo sufficente, lei cosa fa? Cambia faccia e mi guarda come per dire……….adesso ti faccio smadonnare un pò. Morale della favola, sono riuscita a stare anche due ore per prenderla e lei usa il metodo del tipo……ti avvicini? E allora io mi sposto e corro più in là. Mi dai il premio? Non me ne può fregare di meno, io continuo a farti impazzire. Direi che dopo un ora di questa tarantella, quando hai i minuti contati per andare a lavorare è normale che uno sbrocchi. E per quanto siano giustissimi i vostri commenti, io penso che sia anche questione di carattere del cane. A giugno dell’anno scorso è arrivata Rihanna, altra amstaff che ora ha 1 anno e 3 mesi, quando è arrivata aveva 4 mesi…………..beh lei mi ha dato retta da subito, istintivamente e senza fare tante cose. Lasciata libera lei si fa le sue corse, poi ad un certo punto si ferma, si accerta che io sia lì e riparte. Quando le dico andiamo, corre verso di me e si va. Quindi? Shiva secondo me sarà sempre così

  27. ciao Valeria, grazie mille dell’articolo che hai ripostato. La mia domanda riguarda il richiamo del mio Fulvio, un pointer di 5 anni. in generale è bravissimo, ma poichè corre veloce si allontana anche di molto mentre stiamo x boschi e prati. A quel punto, l’unica cosa che funziona è il mega fischio del mio fidanzato. Appena lui fischia, Fulvio torna immediatamente correndo. Io però non so fischiare…e se prendessi un fischietto? Cosa ne pensi?

  28. Un momento particolarmente difficile per i padroni è richiamare un cane in presenza di altri cani, spesso il richiamo è preventivo alle canazze o cagnare tra due o più cani. Come si deve richiamare un cane che si sta rapportando con un altro cane o, meglio ancora, è importante abituare il cane a rispondere al richiamo anche in presenza di altri cani?

    Nelle aree cani in genere il momento più difficile da gestire è quando scoppia la canazza tra due o più cani e succede sempre al momento di entrata e uscita quando si cerca di mettere o togliere il guinzaglio, si crea un guazzabuglio incredibile tra cani ma soprattutto tra i padroni che litigano… succede anche che magari sono due cani che iniziano a contendersi e tutti gli altri che si facevano gli affari loro si aggiungono; in questo caso il richiamo funziona o la situazione è talmente particolare che si deve ricorrere al “placcaggio” o prevenire tenendo i cani?

  29. mai arrabbiata dopo che il mio cane è tornato in ritardo, sempre premiato in maniera anche esagerata(coccole, bocconcini), mai associato il richiamo al termine del divertimento, sempre utilizzato una postura di invito accucciata,con braccia aperte e tono di voce invitante. nonostante tutti questi sforzi l’unico modo che ho di attirarlo a me è o fare finta che stia cercando qualcosa per terra oppure correre all’indietro o farmi rincorrere (e non sempre mi caga), ma queste a me sembrano semplicemente dei trucchetti per “fregare” il cane, sarebbe più giusto che quando io dico “vieni” il cane venga…il comando lo conosce benissimo visto che in assenza di distrazioni lo esegue, quando siamo al parco e non vuole proprio sentirmi o gli vado incontro e gli metto il guinzaglio o prendo e me ne vado via, lui allora corre da me e dopo un po’ si avvicina e si lascia mettere il guinzaglio. ah altra cosa che ho notato è che si avvicina a me di sua spontanea volontà, senza il vieni, quando sono vicina ad altri cani, o persone mentre se sono sola soletta mi segue se cammino, ma non mi si fila di striscio se gli dico “vieni” 🙁 è frustrante perchè non capisco dove sbaglio…eppure ho visto diversi proprietari urlare il “vieni” ai propri cani il anche in tono arrabbiato ed il cane esegue lo stesso, ma com’è possibile???e di alcune persone sono sicura che non abbiano fatto tutti sti esercizi per il richiamo!

  30. E se il mio cucciolo non alza nemmeno la testa sentendo il suo nome? Ho preso una cucciola di Malamute ma è veramente testona 🙈

  31. Il mio cane ha ormai un anno e mezzo e non torna mai al richiamo. Ho ricominciato addestrandolo con la lunghina, ottenendo risultati ma appena lo libero scappa e non si avvicina. Delle volte lo richiamo, arriva nella “mia zona” ma non si fa nemmeno toccare. Siamo già seguiti da un addestratore con il quale abbiamo migliorato molto la condotta ma questo problema non riesco a risolverlo.

  32. Grazie per il vostro lavoro, ma qui come in altri casi i vostri consigli, mi duole dire, non sono utili: funzionano… se funzionano: cioè, dirmi che devo chiamare il cane, ricompensarlo quando viene, la voce, la postura, etc non mi serve a niente quando il cane *non reagisce a nulla di tutto ciò*.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.