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Qualcosa è andato storto – La storia di Eren

Ve la ricordate la serie di articoli “Qualcosa è andato storto”? Non potete tornare a leggerla, perché fortunatamente sono vicende archiviate, per cui vi rinfresco la memoria io.
“Qualcosa è andato storto” sono storie di cani.
Storie di cani un po’ speciali, perché bisogna ancora scriverne il finale.
E pubblicandole cerchiamo qualcuno disposto a prendere la penna in mano.

Eren, nome di fantasia, è un Dobermann.
So che a questo punto ho perso un buon 50% dei lettori, perché il dobermann è così: nell’immaginario di molti è il cane cattivo per antonomasia.
Ma io vado avanti lo stesso, per quel 50% che merita di sapere il resto.

Eren era il cucciolo forte della cucciolata, quello che comanda, quello che se una cosa gli piace se la prende.
E gli è piaciuto tanto il suo umano, da subito, ma così tanto da convincerlo che percorrere un pezzo di strada insieme fosse l’unica scelta sensata da fare nella vita. E così è stato.
Eren è il “successore” di una femmina di dobermann vissuta e amata da una famiglia premurosa, che aveva scelto di ripartire con la stessa razza. Però Eren non è come lei, per niente. Fin da cucciolo è stato il tipico cane che prenderei per la collottola e sventolerei sotto il naso di chi dice che le gerarchie non esistono. Da cucciolo, però. Perché Eren ha continuato ad essere il cane determinato che prometteva, per cui, già a 8-9 mesi non è che mi sarei più sentita tanto sicura di afferrargli la collottola.

Però, il suo proprietario non è l’ultimo degli improvvisati, anzi, ha una grande cultura cinofila sulle spalle. Non è un professionista, coi cani non ci lavora, ma li studia da una vita. E, proprio perché sa fin dove arriva, conosce i propri limiti e, perché no, anche le proprie debolezze, non ha esitato a farsi seguire da professionisti cinofili per la gestione di Eren.

Eren è stato un po’ un malinteso, per tutti. Perché un cane che viene addestrato in UD è anche un cane sotto controllo, un cane obbediente. E Eren è un cane obbediente e amante del lavoro.
Però è anche rimasto un cane fortemente caratteriale; così, in un paio di episodi non sfociati in violenza, ha presto fatto capire che gli altri cani con lui nun ce dovevano prova’. Ok, “ci sta“, si dice oggigiorno. È un cane maschio che sta crescendo, non deve andare d’accordo col mondo, no?
E le cose hanno continuato ad andare avanti.
Molto, MOLTO esuberante, pieno di energia, testato ufficialmente su più fronti e sano come un pesce, Eren ha continuato ad essere il ritratto della vitalità (oltre che un promettente cane da riproduzione), proseguendo la sua routine e la sua preparazione per il BH.

La sua famiglia lo ha sempre sostenuto e nutrito come un principe, badando a ogni suo bisogno (e bisognino).
Finché, un giorno come un altro, ricevendo una manipolazione indesiderata dal proprio conduttore in una situazione in cui la pressione era già alle stelle, Eren ha deciso di non volerlo accettare. Perché è un cane forte, perché è un cane che non scende a compromessi. Così ha morso.
Non di cattiveria, non senza controllo. Ha solo comunicato chiaramente che lui, quella cosa lì, non la poteva tollerare. Lo ha fatto nel linguaggio canino, però. Che purtroppo, nelle sue espressioni più fisiche, è poco compatibile con lo spessore della pelle umana.
A questo punto, voi direte “ah! E quindi il proprietario non lo ha più voluto?”
No. Col cavolo. Il proprietario è stato ben zittino, si è fatto un bagno di umiltà (e credetemi, è l’ultima persona al mondo che ne ha bisogno poiché avrebbe da insegnare alla maggior parte di noi) e si è messo a lavorarci. A studiare. A capire.

La vita è ripresa. Con una piccola crepa nel vaso, ma si è andati avanti, un passo alla volta e con attenzioni aumentate.
Quando, però, sembrava che tutto sommato la situazione potesse rientrare, in un’altra occasione di contrasto gerarchico (assolutamente non violento), Eren ha di nuovo morsicato il suo proprietario. Ancora una volta, una cosa breve, controllata. “Tu fin qui non ti ci devi spingere”, era il messaggio.
“Ah, e quindi stavolta il proprietario non lo ha più voluto?”, incalzerete voi.
E no, di nuovo no. Un’altra volta quest’uomo si è leccato le ferite e ha detto “la responsabilità è mia, io devo venirne fuori”.
E si è rimesso al lavoro, con una crepa nel vaso più grande di prima, con un buchino che lasciava vedere l’oscurità all’interno, ma con tutte le intenzioni di rimettere le cose a posto.
Solo che il vaso iniziava ad essere maneggiato con cautela, per paura che si rompesse, e, come ci insegna il film Kung fu Panda, “spesso ci si imbatte nel proprio destino sulla strada presa per evitarlo“.

E infine è successo quello che nessuno avrebbe voluto vedere mai accadere sotto il proprio tetto. Una sera, Eren ha deciso di stabilire le gerarchie con la moglie del suo proprietario, che lo aveva rimproverato verbalmente, ferendola a ripetizione in diversi punti del corpo. Chirurgico, senza accanimento, solo comunicazione di ruoli. Dal suo punto di vista, naturalmente.

Il vaso si è sbriciolato.
Potete evitare di chiederlo per la terza volta: sì, questa volta la famiglia di Eren ha scelto di allontanarlo.
Perché è sacrosanto.
Perché il proprietario aveva stretto i denti e tenuto duro finché si trattava della propria pelle: ha scelto però di non voler mettere ulteriormente a rischio gli altri membri della famiglia. Perché in casa di Eren adesso c’è paura, una paura che impedisce di proseguire non solo il lavoro con lui, ma anche le semplici routine quotidiane. E nessuna famiglia dovrebbe vivere nella paura in casa propria.

Eren non è un cane squilibrato. Non è un cane aggressivo. È un cane da lavoro molto spinto, anche affettuoso, solo, con una forte tendenza alla dominanza.
E oggi è un cane che cerca URGENTEMENTE casa, o per lo meno uno stallo in condizioni di sicurezza, poiché in appartamento non è più possibile garantire l’incolumità delle persone che lo circondano.
Eren ha due anni, ha un ottimo pedigree, e come detto è anche perfettamente sano; ha conseguito il CAE1 e aveva quasi completato la preparazione per il BH.

Ha solo bisogno di una persona competente in grado di gestirlo e lavorare sulle gerarchie.
Non fraintendiamoci: gli errori ci sono stati. Qualche concessione di troppo, fatta quando Eren era ancora un cucciolo e durante la sua adolescenza, ha contribuito a convincerlo di poter occupare un rango dominante in famiglia, rango che ora è difficile sradicare.
Qualche limite in più nelle dinamiche familiari avrebbe forse cambiato le sorti della sua storia, ma la “cucciolosità” è una tentazione forte, per tutti noi, e ormai Eren necessita di un reset totale.
Ha bisogno, insomma, di qualcuno con cui scrivere la continuazione di questa storia.
Stiamo cercando un modo per aiutare questa famiglia, che al momento si trova in seria difficoltà. Ma è rimasta dalla parte di Eren, ed è disposta a sostenerne le spese di mantenimento pur di trovargli una buona sistemazione.
Se qualcuno dei nostri lettori ritiene di avere le capacità per dare una mano, è pregato di contattarci con urgenza all’indirizzo tipresentoilcane@gmail.com.
Per una buona adozione, Eren si sposta in tutta Italia.

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