lunedì 23 Novembre 2020

Il cane “sa regolarsi da solo” e “sa cosa gli fa bene o male”

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

“Lascialo fare, è un cane, sa regolarsi da solo!” (sentita mentre un cucciolo di Labrador rischiava articolazioni, tendini e quant’altro inseguendo in una corsa a perdifiato uno zwergpinscher dieci volte più piccolo e più agile di lui).

“Se le mangia vuol dire che gli fa bene: i cani lo sanno!” (sentita mentre un simpatico meticcio si abbuffava di bacche da un cespuglio dall’aria sinistra).

E’ opinione comune che i cani “sappiano” un sacco di cose su ciò che può fargli bene o male. Peccato che questa opinione comune sia in realtà una “cugginata” pazzesca.
Per quanto riguarda l’alimentazione, i cani sanno solo una cosa: quello che gli piace e quello che invece li schifa. Ovviamente, un po’ come i bambini, trovano assolutamente squisito proprio ciò che fa peggio alla loro salute (provate ad osservare i loro musi sbavanti davanti a un pezzo di cioccolata: la cioccolata è dannosa per i cani e in grandi quantità è veleno puro, ma non ho mai trovato un cane che sapesse resisterle).

Le piante, poi, vengono scelte assolutamente a casaccio: in quel caso non penso neppure che sia una questione di gusto, perché loro ingurgitano erba se sentono il bisogno di liberarsi lo stomaco (e infatti la vomitano) o se sono imbarazzati di intestino (in questo caso le fibre vegetali, aumentando il volume delle feci, ne facilitano l’espulsione). Se però la pianta in questione è velenosa, la trangugiano con la stessa tranquillità con cui mangerebbero un cespo di insalata: tant’è vero che tutti i veterinari si ritrovano spesso sul tavolo vittime di stelle di Natale (velenosissime!) e di altre piante da appartamento rosicchiate dal cucciolo di turno.
Non c’è neppure da sperare che i cani sappiano regolarsi sulle quantità: se lasciate un sacco di mangime da quindici chili a disposizione di un cane goloso, non è affatto insolito che se lo faccia fuori tutto. Può fermarsi prima solo se è un cane di taglia piccola, ma in questo caso non avrete in casa sacchi da quindici chili: ne avrete da un chilo o da tre chili…e se glieli lasciate a tiro (eccezion fatta per i cani bene educati, ovviamente) il risultato non cambia: è possibile che ritroviate il sacchetto vuoto e il cane pieno da scoppiare.
Se poi si tratta di un cucciolo, il “possibile” diventa “altamente probabile”.
I cani, di fronte al cibo, “si regolano” all’incirca come un bambino di tre anni lasciato solo in una pasticceria.
Ma non c’è solo l’alimentazione, anzi le “grandi abbuffate” (purché non siano di cose tossiche) si risolvono spesso con una clamorosa vomitata o un’ancor più clamorosa diarrea; dopodiché il problema è risolto.
L’unico vero rischio, per le razze soggette, è quello della dilatazione/torsione di stomaco, che può essere agevolata da un mega-ingozzo sia di cibo che di acqua: ma a parte questi casi tragici, di solito l’organismo del cane reagisce semplicemente espellendo, da una parte o dall’altra, ciò che è di troppo.

Questo gioco va benissimo: giocare a rincorrersi, tra cani di taglia così diversa, è invece pericoloso per i cani più grandi

E’ molto più pericoloso, invece, credere che il cane “si regoli da solo” per quanto riguarda il movimento, l’esercizio fisico e gli exploit ginnici.
Che stia giocando con altri cani o stia facendo sport con il padrone, il cane è un assoluto pazzo carico di adrenalina che non si rende assolutamente conto di quello che fa e di quanto si può “disfare”.
Il primo esempio che ho fatto è il più frequente: un cucciolo di grande taglia, pesante e con tutto l’apparato locomotore ancora in fase di sviluppo, può letteralmente farsi a pezzi giocando con un cagnolino tutto pepe che schizza a destra e a sinistra, fa brusche frenate e cambi di direzione, salta su e giù da muretti o panche.
Legamenti, tendini e articolazioni saltano come tappi di spumante…e poi il padrone, regolarmente, si chiede “Ma come mai? Stava solo giocando con un amico!”
No, non stava “solo” giocando: si stava automassacrando mentre quel grandissimo pirla del padrone stava a guardare, magari ridendo e divertendosi un sacco!

Ma non è finita qui: ci sono cani anziani che quando vedono una pallina, un pallone o qualsiasi altra cosa capace di eccitarli (cagnette ampiamente comprese) credono di avere ancora dodici mesi e sono disposti a giocare e a correre a perdifiato fino a collasso (o all’infarto), se il padrone glielo lascia fare.
E ce ne sono altri capaci di saltar giù da veri e propri abissi, senza calcolare minimamente le conseguenze, nel tempo che il padrone impiega a pensare; “Non sarà mica così scemo da saltar giù”.
Se non mi credete, posso elencarvi alcune mie pirlate personali, nessuna delle quali, fortunatamente, ha avuto conseguenze drammatiche…ma solo per un gran “fattore C”.
Pirlata numero uno: lasciare un gigantesco uovo di pasqua, vinto a una lotteria, a portata di cane.
Rientrando a casa ho trovato solo la stagnola, ancora a forma di uovo. Il fiocco no, si era mangiata anche quello. Grazie a non so quale Cane custode, l’unica conseguenza fu un bel mal di pancia.
Pirlata numero due: pensare che il pastore tedesco Iso, che scodinzolava felice di vedermi arrivare dall’alto di un muro di circa quattro metri, non potesse essere così scemo da scendere da lì ma facesse il giro, tornando giù dalla strada che aveva fatto per salire. Pronunciai quindi le sciagurate parole: “Dai, Iso, vieni”.
SBAM. Facciata mostruosa, e ancora una volta grazie al fattore C dovemmo curare solo un muso spelacchiato (poteva lasciarci i denti, per non parlare delle zampe anteriori).
Pirlata numero tre: in spiaggia a gennaio, temperatura tre gradi, io con pastore tedesco, amica con cagnolino a pelo raso.
“Si butteranno mica in mare?” azzarda l’amica.
“Con questo freddo? Ma no, non cred…”
SPLASH.
Tutti e due, ovviamente. Richiamati al volo, asciugati altrettanto al volo, questo non impedì al cagnolino di prendersi un bel febbrone e di farsi una settimana di antibiotici.

La numero quattro non è stata esattamente una mia pirlata, anche perché non ero in casa: però io e mio figlio abbiamo lasciato le finestre aperte, d’estate…ed è arrivato un temporale estivo, di cui il nostro staffy Bolo aveva una paura dell’accidenti. E lui è saltato di sotto, atterrando sul cemento.
Abitavamo al primo piano, quindi non si è fatto quasi nulla: ma se fossimo stati al quinto piano sono quasi certa che lui si sarebbe lanciato ugualmente…con ben altre conseguenze.
Potrei andare avanti, ma ho pietà di me stessa e quindi chiudo qui, limitandomi a ribadire il punto chiave: i cani NON sanno quello che fanno, NON si regolano da soli, NON hanno idea di cosa possa danneggiarli.
I cani vanno controllati e seguiti per impedire loro di cacciarsi continuamente nei guai, esattamente come i bambini di tre anni a cui più o meno equivalgono quanto a capacità di discernimento.
In particolare vorrei insistere sull’esigenza di tenere sotto controllo i cuccioli di grande taglia, che possono rovinarsi per sempre a causa di un gioco un po’ più sfrenato, e quelli di taglia molto piccola, che per errori simili possono addirittura ammazzarsi.
Attenzione ai giochi, attenzione a quello che lasciate in giro per casa, attenzione alle piante tossiche ma anche alle provviste di cibo.
Attenzione ai muri e alle finestre aperte.
Occhi aperti sempre e comunque, non solo quando il cane è cucciolo, perché anche gli adulti sono imprevedibili e molto, molto incoscienti.
E attenzione, ovviamente, agli sport: che vedono tanti legamenti e tante ossa rotte non solo perché i cani esagerano, ma anche perché i padroni, a volte, pretendono da loro prestazioni eccessive.

Per questo vi invito a riflettere su quanto chiedete al vostro amico.
Lui vi ama e farebbe qualsiasi cosa per voi…ma non sempre sa quello che fa!

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15 Commenti

  1. Il mio Bulletto maschio per fare il “figo” di turno con la bella del quartiere si è “sparato” un ernia cervicale di 5 Stadio. Ad oggi cammina ancora dinoccolato dopo due mesi di Fisio intensiva. Lezione imparata (io).. eccome.. p.s: ad oggi nonostante l’andatura “ubriacosa” e i muscoletti ancora un po’ mosci fa ancora il “figo” con le belle del quartiere.. (monitorato stretto da me). Come non amarlo!

  2. Il mio come tutti i border non sa assolutamente regolarsi, un giorno ha corso dalle 12 alle 20 sui ciotolo alla fine aveva i cuscinetti sabguinanti, ma non si fermava e io non riusciovo a farlo fermare e neppure i vambini con cui giocava che ho supplicato fino allo stremo di lasciarla stare alla fine ho dovuto legarla

    • Cioè scusa, ma l’hai fatta correre per 8 ORE????
      Ma legarla subito no?
      E soprattutto…. un applauso per come le hai insegnato bene il richiamo…. ad un border poi…

      • Scusa il ritardo nella risposta, il cane, ma ti devo far notare che sei saltata a conclusioni affrettate. Luna ha un ottimo richiamo e veniva da me e se si smetteva di giocare con lei, lei tranquilla si accucciava, il problema erano i bambini che continuavano a lanciarle la palla non ostante gli fosse stato detto di smettere.
        Ti faccio notare che se ilnproblema fosse stato il richiamo col cavolo che alla fine la legavo

  3. Una volta ero in auto con la mia beagle Umma. Eravamo andate solo all’alimentari, 800 metri da casa (si, in auto…) quindi l’ho fatta sedere sul sedile anteriore in modo che si godesse l’aria fresca del finestrino aperto… in effetti si è messa dritta con le zampe appoggiate sulla portiera a guardare fuori l’asfalto scorrere sotto le ruote e HOP!!! Ha pensato bene di saltare fuori dall’auto in corsa!!!! Fortuna sua che aveva il guinzaglio legato al sedile, guinzaglio che ho preso al volo e tirato per aiutarla a rientrare. Fortuna, uniche conseguenze, un bello spavento, una inchiodata coi fiocchi in mezzo alla strada…. e portiera debitamente rigata dalla broccola che grattava per issarsi su una volta capita la cretinata!

  4. ecco per esempio io sono sempre in ansia … ho un labrador che inizialmente nelle uscite al parco e all’area cani per lo piu’ si faceva i fatti suoi proprio perche’ io non facevo nulla per convincerlo a star con me. Se ne andava per i fatti suoi e i primi tempi per farlo tornare erano dolori. Poi ha cominciato a tornare. Al galoppo. 🙁

    Provato con palline di vario tipo, due salti, due corse e poi finiva l’interesse.
    Ho trovato una pallina un po’ piu’ grossa della Kong e per quella va matto. Lo lascio giocare con la palla 10 minuti, al massimo 15 dopodiche ci si riposa e, se si e’ fatta na certa, si torna a casa (in genere il giro si compie in un paio di km compresa la sosta al parco per giocare e farsi qualche corsa)

    Un paio di mesi fa, il disgraziato, si e’ lanciato al galoppo verso di me da un boschetto su una collinetta e siccome gli si e’ fatto incontro per giocare uno dei cani con cui si frequenta da sempre, ha fatto un balzo mostruoso atterrando male mentre pensavo “addio cane, mi si smonta tutto” e mentre lui aveva una faccia beata da Tarzan in vacanza. Proseguiamo passeggiata e uscita serale normalmente salvo che rientrando lo trovo zoppicante e dolorante. Durante la notte peggiora e al mattino non voleva che nemmeno lo toccassi tanto era il dolore. Bomba di antidolorifico su consiglio del vet e come si calma lo porto in ambulatorio col terrore che si fosse rotto l’impossibile.

    Alla fine niente di rotto ma un legamento che il vet ha definito “stressato” ma da vecchia data e non per colpa del salto di cui sopra.

    Il cane si e’ ripreso completamente gia’ in serata. Per una decina di giorni l’ho fatto stare calmino (nei limiti del possibile) ma …. qualcosa deve pur fare!!!
    Le corse dietro la palla, a malincuore perche’ ho paura che si “rompa”, gliele faccio fare lo stesso, alle corse alterno il lancio di biscotti che lui deve cercare e che cerca con entusiamo … pero’ l’ansia rimane: per le sue articolazioni e per la preoccupazione che non si muova abbastanza. In sti casi uno cosa deve fare per far star bene il proprio cane e per assicurargli il minimo di movimento?

    Secondo il vet il legamento era da operare perche’, ha detto, “altrimenti gli viene l’artrosi”.. ok ma a massacrargli la gamba per impiantare la placca al titanio … l’artrosi non gli viene lo stesso? quindi finche’ sta cosi’ [bene] gli lascio godere un po’ la vita 🙁

  5. La maggior parte dei nostri cani è fortemente deprivata dei processi formativi perché viene sottratta alla mamma dopo due mesi, se non addirittura prima, e perché non vive le principali esperienze di apprendimento tra cospecifici.
    Inoltre la maggior parte dei nostri cani vive all’interno di contesti ambientali sempre piú complessi e caotici, che richiedono specifici percorsi di consapevolezza.

  6. Ciao Valeria, concordo con quello che hai scritto, è bene generalizzare perché è bene che passi il messaggio che ad un animale bisogna starci attenti ed agire con responsabilità. Ma per esperienza posso dire che ci sono anche cani che sanno quello che fanno, magari non su tutto, ma su parecchie cose. Questo per certi versi può dipendere da una buona relazione con il proprietario che gli ha insegnato autocontrollo e percezione dei pericoli del tipo: stare senza guinzaglio senza voler dire “faccio come voglio” ci si ferma quando passa una macchina, si cammina sul marciapiede, lavoro sulla calma…. Ma posso dire che esiste anche una parte istintuale e soggettiva della quale faccio un esempio me ne sono accorta le volte che il mio cane mi ha chiamato insistentemente per uscire perchè aveva una gastrite, per mangiare una pianta che si trova sul ciglio dei muri (scartando le altre) che effettivamente le ha fatto sparire la gastrite nel giro di un giorno; e il fatto si ripete ogni volta che ha problemi di stomaco. Così all’epoca feci delle ricerche ed effettivamente la pianta a proprietà antinfiammatorie, diuretiche ecc.. http://www.giardinaggio.net/erboristeria/fitoterapia/muraiola.asp.
    Insomma credo che dipenda sia dalla soggettività di un individuo che dalle esperienze ed educazione ricevuta, anche da quanto un proprietario abbia avuto tempo e pazienza di capire e sperimentare, perchè nel mio caso potevo fare a meno di starmene 40 minuti a notte fonda a guardare il mio cane che mangia kili di Muraiola sul ciglio della strada.

  7. bene mi è venuta l’angoscia: io lascio sempre sola la mia con la finestra del balcone aperta, perchè nella mia testa pensavo che stesse meglio con un posticino anche all’aperto invece che completamente chiusa dentro casa. Sto al terzo piano: davver si può buttare, per chissà quale motivo? Ma non si rendono conto dell’altezza????? angoscia profonda… meglio chiuderla dentro quindi??? RISPONDETEMIIIIII

    • quel cane aveva una FOBIA particolare (fobia dei temporali: una delle fobie insieme ai botti che spesso fa fuggire i cani dai giardini), se il tuo cane non ha fobie simili o altre fobie che potrebbero portarlo a voler fuggire fuori casa senza badare alla propria incolumità, e se non è tanto territoriale da rischiare di cadere giù mentre abbaia ad un altro cane (io quando abbaiano alla mia da finestre aperte talvolta ho paura che si gettino di sotto spiaccicando me e cane oltre che ammazzandosi), se non ha un istinto predatorio tanto alto da buttarsi giù x inseguire un uccellino che si era poggiato sul terrazzo e poi è volato o x cercare di inseguire lanciandosi giù un gatto visto in strada, o se non è un maschio non castrato che va tanto in fregola x le femmine da rischiare di provare a fuggire lanciandosi nel vuoto…beh allora è improbabile che decida di botto di lanciarsi giù dal terrazzo x altri motivi (a meno che non abbia l’ìnsana abitudine di stare appollaiato sul bordo del terrazzo come un gatto)… Poi sei tu a sapere quante volte è stato da solo con terrazzo aperto (se ci è stato varie volte a settimana x anni allora è poco probabile che domani decida x il volo libero), e saprai tu come si comporta in terrazzo che carattere ha e se è un cane + o meno impulsivo e imprudente…comunque anche se in caso di cane terrorizzato o preso da predazione o simili la cosa non funzionerebbe, magari mettere davanti al bordo interno del terrazzo e-o per terra una fila di cactus può aiutare a tenere il cane a distanza di sicurezza dalla ringhiera, ringhiera che puoi anche rialzare con una di quelle reti verdi di plastica o metallo a maglie strette (è una cosa antiestetica ma costano poco e funzionano bene se cambiate quando usurate).

      Poi vedi tu a seconda di che cane hai e di che terrazzo hai (con ringhiera o di cemento? quanto alta? quanto è grosso il cane e quanto salta, ha la tendenza ad infilarsi in grate? ecc), e in caso di dubbio sempre meglio non rischiare, soprattutto con i cuccioli ma non era il tuo caso.. (io sono una fautrice del detto “la prudenza non è mai troppa”).

  8. Quoto Franca. E’ questione anche di intelligenza del cane, e che non creda che la vita sia tutto un gioco. Di fronte ai primi ricci/gatti che vedono per la prima volta alcuni ci si lanciano di faccia, altri abbaiano (la prima volta) mantenendo una certa distanza. Alcuni valutano bene prima di fare un salto e la troppa prudenza li fa avere paura delle grate.
    Il mio si autoregola sulle quantità di cibo (ma mangerebbe tutte le porcate che trova) e me lo trovo un pochino sottopeso d’estate o perfetto, e aumenta un 5/10% d’inverno, posso dargli tutti i crocchi che voglio ma sono 4 anni che fa così.
    Sulle piante velenose, chissà, forse sarebbero cose che si tramandano, non credo che i lupi non sappiano certe cose

  9. credo che per questi atteggiamenti abbia una certa incidenza anche la selezione di razza applicata dagli allevatori per venire incontro alle esigenze di un certo tipo di acquirenti. Nell’ottica di ottenere soggetti sempre più giocherelloni ed eterni cuccioli si esaspera una tendenza all’ipercinetica, alla mancanza di autocontrolli. Ho ben presente la boxer di un’amica che si è strappata due volte i legamenti posteriori, ed un altro che si schianta regolarmente in piena corsa contro palizzate e cancelli o si scaraventa nel lago affogandosi…

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