Per par condicio, ai “veri standard” delle razze più diffuse ed amate, ci sembra giusto abbinare gli standard degli umani che si occupano di cani.

Tanto per cominciare, non si capisce perché quelli che fanno agility si debbano chiamare “agilisti”. Logica vorrebbe che si chiamassero “agilitisti”.
Se ne deduce, già soltanto dal nome, che l’agilista tanto normale non è.

ASPETTO GENERALE: il maschio è di taglia medio-grande, talora con pancetta; le femmine possono essere di taglia gigante, media o tappa, ma sono quasi tutte sprovviste di pancia. In compenso in molte abbondano sul lato B.
L’agilista femmina, uscita dal campo, solitamente si mette ad occuparsi dei casi suoi e non la distingui più dalle persone normali.
L’agilista maschio lo riconosci ovunque perché per esempio, dal panettiere, non chiede “mezzo chilo di rosette, per favore”, ma entra in negozio di corsa, punta il dito contro l’espositore dei panini e urla “ROSETTAAAA!”.
A teatro si presenta in maglietta senza maniche e scarp-de-tennis, entra facendo lo slalom tra gli altri spettatori allibiti e, trainandosi dietro una fidanzata color peperone, individua i posti numerati, punta il dito verso il posto della fidanzata e le urla: “POLTRONAAA!”.
Per strada, quando attraversa, le strisce pedonali non le calpesta, ma le salta (per non toccare le zone).
Eccetera, eccetera, tragicamente eccetera.

VARIETA’ AMMESSE: le principali sono due: quelli che fanno agility per divertirsi  e quelli che fanno agility per far divertire il cane.

Quelli che fanno agility per divertirsi, dopo un mesetto o due, decidono che l’unico modo per divertirsi davvero è andare in gara.
Senza pretese, per carità…solo “per vedere un po’ com’è”.
Dopo un altro mesetto (o annetto: dipende da quando sono riusciti a salire sul podio per la prima volta) decidono che l’unico modo per divertirsi davvero è vincere le gare.
Indizio numero uno per capire che stanno passando alla fase 2.0: se hanno cominciato con un normale pastore tedesco, boxer o magari simpatico meticcione, cominciano a guardare i border collie con le pupille a forma di cuore.
Indizio numero due: il loro cane attuale, chiamato fino a quel momento “amore di mamma” o “tesoro di papà”,  comincia a venire indicato come “il botolo”, “il fermone”, o (in fase più avanzata) “‘sta patata bollita”.
Indizio numero tre: pronunciano la frase “il mio cane è il migliore del mondo e non lo cambierei con nessun altro…MA”.
Non importa cosa venga dopo il “ma”: la frase è comunque indicativa dell’avvenuto upload alla versione  2.0.
Quello che fa agility per divertirsi, dopo un annetto di attività, solitamente ha due cani.
Se è particolarmente imbranato, può già arrivare a tre  (perché quando non vince è sempre e solo colpa del cane, quindi bisognerebbe cambiarlo… ma come si fa? Tutti i suoi cani sono i migliori cani del mondo e non si possono cambiare: il che, però, non esclude che se ne possano aggiungere altri).
Arrivato a cinque-sei cani da gestire, “quello che fa agility per divertirsi” dovrebbe riconoscere che non si diverte più né in campo, né a casa (dove passa ormai le giornate a preparare pappe, gestire turni nei kennel, portare a pisciare i cani sotto la pioggia ecc.).
Invece, agli amici cane-muniti,  ripete fino alla nausea che “non c’è nulla come l’agility per divertirsi e rilassarsi”: e cerca di trascinare anche loro sul campo, forse pensando che “mal comune, mezzo gaudio”.
O forse solo perché è un sadico bastardo.
Il suo settimo cane è solitamente un border comprato già adulto (e vincente), pagato diecimila euro, che va a millecinquecento km/h, che vola mezzo metro sopra ogni ostacolo e che quasi sempre sbaglia percorso perché non sa dove andare, visto che il conduttore, quando il cane è arrivato a metà gara, sta ancora arrancando nei pressi del secondo ostacolo con la lingua che tocca terra.
A questo punto, quello che fa agility per divertirsi comincia a guardare i malinois con gli occhi a cuoricino.

Quelli che fanno agility per far divertire il cane resistono, solitamente, fino a sei mesi prima di trasferirsi anema e core nell’altra categoria.
Fanno eccezione quelli che avevano già detto troppisssssssssssssssime volte che “le gare sono la rovina dell’agility”, che “l’agonismo crea cani schizzati e conduttori cretini”, che le coppe (nominate sempre col diminutivo-dispregiativo “coppette”) “sono per gente che vuole gratificare se stessa e non i cani”.
Non volendosi sputtanare platealmente, quello che fa agility per far divertire il cane decide di dare un nobile scopo cinofilo alla propria attività e passa  quindi ad improbabili discipline collaterali, come la Mobility e financo l'”Agility cognitiva”, perché (copincoll): l’agility è “un potentissimo strumento di acquisizione di euristiche capaci di contribuire allo sviluppo cognitivo di un cane (omissis). Infatti  “il  see-saw è uno strumento per abilitare l’equilibrio del cane,  il tunnel morbido fornisce una visione diversa degli spazi chiusi,  i salti in alto insegnino al cane la parola relativa all’elevazione in altezza” e così via.
Nel frattempo il cane sghignazza senza ritegno, visto che fin dalla nascita sa perfettamente cosa sia uno spazio chiuso, che cammina senza problemi su qualsiasi tavola stretta collocata a qualsiasi altezza e che a due mesi saltava già fuori dal recinto senza che nessuno gli dicesse HOP.
Gli unici a fare sìsì con la testa sono i cani a cui gli umani hanno inibito qualsiasi percezione dello spazio e che quindi hanno effettivamente bisogno di reimparare a fare i cani: ma difficilmente ci riusciranno solo perché  il loro umano si mette a fare agility. Dovrebbero piuttosto  prendersi un altro umano (come in: “il mio umano è il migliore del mondo e non lo cambierei con nessun altro, MA”). Purtroppo, non avendo facoltà di scelta, si devono tenere quello che hanno.
A volte tentano di metterci una pezza innamorandosi perdutamente dell’istruttore; ma a quel punto il loro umano diventa geloso come un cane (anzi, no: come un umano) ed adducendo improbabilissime scuse cambia campo.
Sempre dopo un annetto, anche i mobilitisti e gli agilisti cognitivi, assodato che la Mobility è una noia pazzesca e che l’agility cognitiva è la solita agility con un nome figo, vanno a farsi una garetta “giusto per vedere com’è”.
Dopo un altro annetto, in alcuni casi (fortunatamente non in tutti), vedi il tipo che faceva agility per far divertire il cane che tiene otto border collie impilati vita natural durante in otto vari kennel sovrapposti  (ha la casa piccola e/o la moglie/il marito rompiballe), tirandoli fuori solo per allenamento, gara o veterinario, trasformandoli in deficienti pallinodipendenti e diventando lui stesso un deficiente che passa le serate ad assaggiare bocconcini o a tastare la consistenza di diverse palline.
Ma di lui ci frega poco. Ci dispiace invece per i cani, che stanno tutti lì coi musi lunghi fino a terra, l’aria scazzatissima e un fumetto sulla testa che dice “Minchia, come ci divertiamo”.
NOTA: A quello che fa agility per divertire il proprio cane, ma non riesce a divertirsi senza rompere i coglioni ai propri cani, suggeriamo la seguente alternativa:

COMPORTAMENTO E CARATTERE: gli agilisti si dividono in tre categorie: quelli veramente bravi, quelli convinti di essere bravi e quelli che non sono ancora bravi solo perché hanno cominciato da poco.
Quelli veramente bravi (pochi) sono persone alla mano, simpatiche, autoironiche (è probabile che si divertano leggendo questo articolo) e molto rispettose dei cani.
Quelli convinti di essere bravi sono spesso simpatici come un gattino aggrappato ai coglioni, permalosi (è probabile che si offendano leggendo questo articolo) e arroganti.
Dopo aver tentato in ogni modo di vincere qualcosa (non riuscendoci, ovviamente, SOLO per colpa del cane), solitamente aprono un campo e si mettono ad insegnare, sfogando così sugli altri tutte le botte di “cretino” che, se fossero stati un po’ più onesti, si sarebbero dati da soli allo specchio.
Fingono di amare e rispettare i cani: a volte fingono così bene che si convincono anche da soli.
Sotto sotto, però, considerano il cane uno strumento (né più né meno dei cacciatori, che però dicono quasi sempre di odiare).
Quelli che non sono ancora bravi perché hanno cominciato da poco sono davvero umili, carini, sempre disposti ad imparare da tutti. Adorano il loro cane e farebbero qualsiasi cosa per lui. Non leggeranno mai questo articolo, perché sono troppo impegnati a leggere i manuali di agility.
Fanno moltissima tenerezza a tutto il circuito dell’Agility e vengono effettivamente coperti di lodi al primo percorso netto, di pacche sulla spalle alla prima coppetta, di consigli di ogni genere in ogni occasione possibile. Tutto ciò fino al primo podio importante, dopodiché cominciano a stare sulle palle a molti e vengono indicati come “Quello lì? Figuriamoci, per una volta che ha vinto – di puro culo – ora è convinto di essere diventato bravissimo”.
NOTA: se per caso è diventato davvero bravo, lo sciagurato starà sulle palle a tutti e le critiche si allargheranno a macchia d’olio coinvolgendo i suoi cani, la sua vita sessuale, sua madre e pure il cugino di terzo grado.

TESTA: sempre, solo e rigorosamente matta.

OCCHI: alla Gasparri, capaci di guardare in dodici direzioni contemporaneamente.
Nonostante questo, non sempre la direzione è quella giusta:
NOTA: in svariate foto che ritraggono gare di agility, il conduttore sembra andare da una parte e il cane dall’altra. Ci sarà pure un perché.

NASO: quasi sempre piatto a causa delle capocciate che ogni cane rifila al conduttore quando gli salta in braccio a fine percorso.
Non sono esenti da responsabilità neppure le nasate per terra prese durante i percorsi su terreno bagnato.

BOCCA: in campo emette suoni striduli e misteriosi, comprensibili solo ai cani e (talvolta) agli altri agilisti. Fuori dal campo emette suoni comprensibilissimi: ovvero, parla sempre e SOLO di agility, annoiando a morte chiunque agilista non sia.
Questo è il motivo per cui gli agilisti normalmente si accoppiano solo tra di loro, mettendo al mondo cuccioli che a tre anni disquisiscono già amabilmente di seesaw e pivot, annoiando a morte i compagni di asilo (esclusi i figli di altri agilisti, con cui si fidanzeranno una volta cresciuti).

TRONCO: sempre coperto di peli (anche nelle femmine), per via dell’abitudine a farsi saltare in braccio dal cane a fine percorso. Per lo stesso motivo gli agilisti proprietari di cani grandi hanno quasi tutti una leggera scoliosi (quelli di miniagility spesso hanno anche la gobba): però hanno anche la vita sottile per via di una curiosa danza rituale con piegamenti del tronco a destra e a sinistra, detta “visita preliminare del percorso”.

ARTI POSTERIORI: non necessariamente diritti (anzi…), ma molto muscolosi. Piedi ricoperti da calzini di spugna (preferibilmente corti e un po’ afflosciati) e scarp-de-tennis di marca extrafiga, costosissime, antivesciche (che vengono lo stesso), antisudore (pia illusione), antipuzza (doppiamente pia illusione) e  antiscivolo (ahahahah!).

ARTI ANTERIORI: ancor più robusti dei posteriori, dovendosi muovere il doppio per indicare varie direzioni (anche senza cane, durante la visita preliminare al percorso), proiettarsi in avanti per segnalare “pianopianopiano” sulle zone o nei cambi di direzione difficili, battere le mani lungo tutto lo slalom, strapparsi i capelli quando il cane sbaglia, fare gestacci all’avversario se il suo cane  non ha sbagliato (fingendo però di applaudirlo non appena l’avversario guarda nella sua direzione) e soprattutto prendere al volo il cane che gli salta in braccio a fine percorso.

MANTELLO: il corpo è interamente e fortunatamente rivestito da una tuta nei mesi freddi (e per “sempre” si intende “sempre”: anche a casa, a scuola,  in discoteca, dal panettiere).
Nei mesi caldi avviene una drammatica muta che lascia l’agilista ricoperto solo da una maglietta griffata con il logo del campo – senza maniche, con ascella al vento – e rigorosa braga corta in grado di mostrare al mondo intero quanto siano brutte le zampe umane, paragonate a quelle canine.

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67 Commenti

  1. Ti adoro, questo articolo è esilarante! Ma mi hai fatto venire voglio di praticare questo sport quando avrò un cane (diventando si spera della categoria dei bravi! haha).

  2. uahauahauahauahauahauahauhaauahauahauahau
    be, a me piace l’agility ma dopo questo articolo penso che non mi piacera’ piu!!!!!!!
    ahahahaha

  3. ih ih… però con gli umani sei molto piu’ kattivella che con le razze di cani. Non vedo l’ora di leggere quello dell’ UD ]:)

    • per prima cosa un saluto a Mac (sono Soulwarrior nel forum TTB)che non sento da tempo.
      ….a parte i soliti complimenti per l’articolo spassoso come sempre mi chiedo da sempre una cosa sull’Agility: ma i cani si divertono davvero?
      ;O)))

      • Abbiamo scelto di centellinare l’agility al diavolo rosso perché esce di testa per gli ostacoli (già che ultimamente tende a battere i denti davanti al salto semplice e/o con riporto dell’obedience), mentre la ‘vecchia patata’ (12 anni suonati) ulula alla vista di palizzata e slalom

  4. bellissimo 🙂 e molto veritiero ,io faccio agility da quasi 8 anni ,ho iniziato con un beagle che ho portato in agility 3° e solo quando il mio beagle aveva 7 anni ho deciso di prendere il 2 cane che non e’ un Border …catalogatemi voi ;)) ciao buon agility a tutti ,ps speriamo faccia riflettere qualcuno

    • @Ale: catalogazione: “agilista atipico/a”.
      Però…se hai portato un beagle in 3° significa che sei bravo/a (uffa, “Ale” non mi dice se sei maschio o femmina!)…e gli agilisti davvero bravi non rientrano quasi per niente nella descrizione che ne ho fatto. Ma intanto sono talmente pochi che non fanno neanche casistica 🙂

      • Perché pensi che gli agilisti davvero bravi siano pochi? Io da poco mi sono affacciato a questo sport e quindi non ho molta esperienza e non sono ancora bravo, ma vivo l’agility come un modo per aumentare il rapporto che c’è tra me ed il mio cane, per stabilire un’intesa profonda che ci faccia sentire un team unico e speciale, e perché no anche per mantenerci in forma insieme (è un border e non posso tenerlo tutto il giorno sulla poltrona!) al di la dei risultati che riusciremo mai a raggiungere insieme!
        Io la vivo così e pensavo che anche gli altri avessero questo tipo di approccio, commuovendomi di fronte ad una bella prestazione perché credevo fosse il risultato di tanto lavoro insieme e del raggiungimento di una intesa unica e speciale.. è vero che addentrandomi in questo mondo ho visto degli esaltati avidi di risultati ma mi piace pensare che non siano tutti così..ci sarà pur qualcuno che condivide la mia idea.. ammesso sempre che sia un’idea corretta..

        • @Anuk: credo che sia l'”unica” idea corretta. Però non è la più condivisa, purtroppo. L’articolo ovviamente è esagerato, anche perché è scritto per far sorridere e non per trattare seriamente l’argomento: ma pur nell’esasperazione, alcuni “tipi” di agilisti credo si avvicinino abbastanza alla realtà. E ciò non è esattamente il massimo per i cani, purtroppo.
          Ora, siccome per me l’agilista “davvero bravo” non è solo quello che fa i risultati, ma è quello che rispetta il cane, che lo allena coscienziosamente, che ne cura l’alimentazione, che ne accetta pregi e difetti, che è disposto a riconoscere che molti errori sono umani e non canini…che è disposto a rinunciare all’appuntamento importante se vede che il cane non è in forma…e che fa ANCHE i risultati…ti posso assicurare che i “davvero bravi” sono “davvero pochi”.
          Per fortuna, invece, di “abbastanza bravi” ce ne sono moltissimi.
          E di sciagurati che avrebbero dovuto darsi a sport diversi, che non contemplassero la presenza di animali…anche 🙁

  5. Semplicemente esilarante.. ancora non riesco a smettere di ridere.. facci agility da poco perciò faccio parte dei “non sono ancora bravo”.. per il momento ho solo una border collie ma il mio sogno è di fare un branco di border e comprarmi un gregge di pecore.. hihihi 🙂

  6. Io ho visto diverse volte l’agility con Massimo Perla (facciamo pure i nomi!) e sono rimasta sconvolta tanto che non lo farei mai fare al mio cane! La cosa che mi ha impressionato è la vera e propria ossessione che i cani avevano per una pallina che il famoso signore e tutti i suoi allievi tenevano in mano mentre i cani svolgevano il percorso. In pratica tutto quello che i cani facevano era finalizzato solo ed esclusivamente ad ottenere a fine percorso la pallina (a volte il salsicciotto dipende quale ossessione avevano fatto sviluppare al cane )che davano finalmente al cane una volta “dietro le quinte”. Ora quello che io capisco da profana dell’agility è che a divertirsi è solo l’umano mantre il cane ha in testa solo l’oggetto che gli verrà consegnato alla fine e mi fermo qui (perchè so anche di cani lasciati a digiuno che sanno che a fine percorso otterranno un bocconcino)!

    • Io sinceramente non so come la vora Massimo Perla, ne ho sentite diverse storie sul suo conto ma non avendolo mai visto all’opera non saprei dirti.

      Quello che invece posso dirti è che inizialmente è normale che per insegnare ad affrontare gli ostacoli i cani abbiano bisogno di un punto di riferimento da seguire, che sia una pallina o un bel pezzo di wurstel. Poi, con il passare del tempo, non si avrà più bisogno di avere nulla sulla mano perché il nostro amico ha imparato ed inoltre è divertito e gratificato sia dalla collaborazione che sta avendo in quel momento con noi, sia dal superamento degli ostacoli. Resta comunque il “vizio” di alcuni di noi di gratificare il nosrto amico alla fine del percorso lanciando una pallina che tenevamo in tasca o magari dandogli dei bocconcini.. il cane si diverte ed è contento di poter collaborare con il proprio amico a 2 zampe..cosa c’è di più bello? Spesso ho sentito molte persone affermare che in questa maniera si crea un fortissimo legame con il proprio compagno peloso… cosa che tra l’altro posso garantirti anche io dalla mia piccola esperienza.. quindi non c’è proprio nulla di male nel fare l’agility con il nostro cane.. ovviamente non si può pretendere che un bulldog lo faccia ma se hai un cane collaborativo ed atletico come può esserlo un border collie stai sicuro che sarà felicissimo di affrontare questa avventura con te..
      ad esempio quando lascio il mio cane libero di scorazzare nel campo di agility spesso capita che affronti gli ostacoli senza nessun tipo di input, ma solo per il gusto di farlo ed è questo il segnale che mi fa capire ancora di più quanto gli piaccia questo sport..
      Un’altra cosa, chi utilizza metodi coercitivi in agility raggiungerà risultati inferiori a chi invece rispetta il proprio amico a 4 zampe..questo perché per avere il massimo dal nostro pelosone egli DEVE ESSER FELICE!!

      • @Anuk: quello che hai descritto tu è il modo corretto di rapportarsi con un cane da agility. Però, se l’amore e il divertimento per la pallina (o il wurstel) diventano ossessione, si creano cani squilibrati.
        Cani, per esempio, che se devono scegliere tra il loro umano e un completo sconosciuto pallinomunito seguono senza esitare lo sconosciuto.
        Cani che non sanno più rapportarsi né con le persone, né con gli altri cani, se non c’è la pallina.
        Tutto questo è, ahimé, abbastanza frequente e (dal mio punto di vista) profondamente sbagliato.
        (Sia chiaro: non sto parlando di Massimo Perla, perché non so come e quanto condizioni i suoi cani).

        • Io continuo a sostenere che fino a che il cane non va raggiunto una certa maturità l’agility deve vederla con il contagocce preferendole altre attività (obedience, sheepdog, rallyO, ricerca oggetti) in modo da sviluppare l’autocontrollo (volendo la velocità la ottieni lavorando su richiami, invii e riporti): intanto se si ha un buon cane (e si e’ ottimi conduttori) se si arriva in III a 3 anni al posto che in 2.5 non cambia nulla

          • @McZook: Ma è proprio il concetto di dover arrivare che è sbagliato ed è prettamente umano….allora non mi dite che lo fate per i cani. @Anuk: i cani diventano talmente condizionati che anche quando non ricevono nessun input fanno il percorso, ecco, a mio avviso, la spiegazione.

          • sono d’accordo con te La mia dharma ha un anno e mezzo e solo ora inizio con l’agility, preferisco iniziare con heelwork (magari potessi lo sheepdog ma non ho possibilità)

          • Ma e’ normale che per fare un’attivita continuativa per lungo tempo e’ necessario porsi dei target (con date caratteristiche e sotto opportune ipotesi): e’ la base del project management (e della vita in generale: serve -alla fine- a dare una risposta alla domanda ‘cosa ci sto a fare qui?’)

            A proposito del condizionamento, ripeto, e’ solo un modo di vedere le cose (filosofeggiando vale la legge di deBroglie ed il principio di indeterminazione di Heisenberg):
            *) l’istinto porta i tuoi husky a correre ma li richiami tornano …
            *) la mia Kelpie a lavorare le auto, ma io glielo impedisco
            *) un pit a sbranarsi il cane vicino ma tu gli imponi di stare fermo

            E’ condizionamento?
            Una minimizzazione di una funzione costo(/benefici) verso un minimo locale?
            Cognizione di un qualcosa che e’ “male” e quindi non lo fa?

            Ps: per molti cani -vedi la mia Kelpie- e’ normale farsi gli ostacoli da sola … Sfoga l’accumulo di energia che ha, ovvio che dopo un trekking di 20km o un’ora di conduzione di 50 pecore non lo farebbe

        • Verissimo, dopo una gara me lo spiegava un conduttore..prova e mi consegna un manicotto multicolore..vedrai che lui obbedisce al manicotto!!!! Vero!! mi ha fatto sentire “strano”
          Ora, sono venti anni che ho sempre avuto uno o due Siberian Husky , e chi è come me potrà capire il mio stato d’animo in quel momento!! Qualcuno potrebbe dire: già con i tuoi Husky questo non succede ..tutta invidia!!! E NO! Quando il mio Husky viene è perchè gli fa piacere !!Ma sà quando dal mio tono di voce che è il capobranco che chiama !! Non diventerà mai un cagnetto isterico…conserverà sempre quel minimo di indipendenza che ne fà un cane diverso!!!

    • Assolutamente non sono d’accordo. Dal di fuori puo’ sembrare cosi’ ma non è. Il mio labrador è felicissimo di lavorare con e anche senza di me. Lo dimostra il fatto che in allenamento, quasi sempre, appena le è possibile entra in campo e si fa da sola (senza che nessuno glielo chieda) un paio di passerelle e tutti i salti che trova per strada. Ovviamente sa bene che non avrà nessuna ricompensa, perchè non le è stato chiesto, ma lo fa lo stesso con aria serena e autogratificata.
      Ovviamente questo è il mio caso e le distorsioni, negli sport dove ci sono gare, purtroppo ci sono spesso. Il fatto che ci siano ciclisti che si dopano non significa che per vincere in bici bisogna per forza prendersi anfetamine…
      QUanto alla questione digiuno lo faccio anch’io ma per l’ovvio motivo di prevenire e scongiurare letali torsioni allo stomaco

  7. Anuk ha ragione Alessandra, i miei cani se non sto attenta aprono la porta del campo e vanno a farsi i salti o lo slalom o la bascula per gioco…. ho dovuto blindare il cancelletto del campo! 🙂

      • si loro amano l’agility si divertono.. poi ho una borderina che ha una vera passione per la bascula ; sale e fa avanti e dietro.. le piace dondolare… solo che fa 10 anni , allora siccome povera se vede altri fare agility e lei no ci rimane male e piange le metto i salti bassi bassi e le faccio ffare qualche giretto lo stesso! la mia tesora!

  8. Quello che tu chiami “punto di riferimento” altro non è che un condizionamento e a me il metodo del condizionamento non piace, non sono d’accordo…. Ma forse ho un concetto diverso di rapporto col cane e sarà per questo che adoro l’indipendenza e la personalità degli husky.

    • Che discorsi… tutto è condizionamento..”adattare” i nostri cani perché possano vivere in mezzo agli altri umani senza problemi è un condizionamento..quello che tu chiami condizionamento in realtà è educazione!! E lo facciamo anche con i nostri figli..li “condizioniamo” affichè possano esser felici nella loro vita.. così anche con i nostri cani! Io sto cercando di far fare più esperienze possibili al mio cane (agility, disc dog, sheep-dog, ricerca..) , per rendergli una vita piena e felice.. daltronde un border diventa frustrato e nervoso se non lo si fa partecipare attivamente alla nostra vita e l’ho scelto proprio per queste sue caratteristiche.. ovviamente questo discorso cambia da razza a razza e da cane a cane.. magar il tuo è più felice di far altre cose con te che non siano l’agility, ma non tutti sono così…

    • Ma perché se dai un ‘easy’ a degli husky su un kart per quale motivo dovrebbero rallentare se non per condizionamento?

      Oppure se dai loro un ‘NO’ mentre stanno per mangiarsi una gallina e si fermano non e’ condizionamento (almeno con l’approccio behaviouristico?)

      A pare il fatto che un cane ha così tante sfaccettature che quello del condiZionamento e’ solo uno dei tanti punti di osservazione che puoi scegliere per osservare il sistema (si vede che oggi sul lavoro sono scarico?)

  9. ciao sono una agilista ahhaha ..grazie x il commento..rispondendo a qualcuno ,torniamo sempre li se l’agility e sano ,si il cane si diverte e anche molto ,io ho sempre detto che avrei fatto agility fino a quando avesse voluto il cane ,i miei cani nn fanno solo quello ma hanno la fortuna di andare al parco tutti i giorni mattina e sera e al mare in campagna ..

    • infatti! L’agility deve è solo una delle tante attività da fare con il proprio cane.. anche io la porto ovunque la mia anuk ma non al parco-bau, perché li si che non riesce ad esser tranquilla e felice in mezzo a cani che non sanno socializzare (a causa dei loro padroni tonti)…

  10. @alessandra: allora quando fai il tira e molla li condizioni perché se trovano la corda per terra te la portano per giocare? per non parlare poi della pallina!
    Insomma secondo il tuo criterio qualsiasi gioco fai con il tuo cane lo condizioni tanto da farlo diventare così “scemo” da chiederti ogni volta fare quell’attività ludica! Perché il cane non ha una sua personalità e non è in grado di scegliere cosa lo diverte e cosa no.. davvero credi che un cane sia così, un pupazzo che cammina senza anima e che vuole compiacere il suo padrone a scapito della sua felicità!?! Hai davvero una considerazione così bassa del tuo amico a 4 zampe?
    Dovresti,secondo me, capire invece che il cane ha una sua personalità che sa distinguere cosa gli piace da cosa non gli piace…
    Il condizionamento di cui tu parli è una costrizione ma se tu agiti una palla e la tiri ed il tuo cane corre felice a prenderla, mi spieghi dove sia la costrizione e quindi il condizionamento? Chi diavolo lo sta obbligando a correre verso l’ogetto in movimento?

    E poi scusa ma se non volevi “condizionare” un cane non avresti dovuto nemmeno adottarlo.. perché un cane sano ha bisogno di un leader da seguire e quindi di regole e coerenza altrimenti diventa un pericolo per se e per la famiglia in cui abita, senza contare il fatto che è stressato dalla mancanza di una guida..

    In più con il tuo pensiero non consideri le specifiche di ogni singola razza. Tu hai un Husky, un cane selezionato negli anni per tirare la slitte! Io ho un Border Collie, razza selezionata per guidare i greggi e in generale per collaborare con l’uomo, quindi con un’altissima addestrabilità(non parliamo di intelligenza che secondo me è un’altra cosa) e senso predatorio. Queste caratteristiche impongono all’uomo che li adotta una responsabilità, che è quella di sfruttarle appieno per far sentire il pelosone appagato in ogni momento della sua vita!

    Io faccio attività con la mia Anuk ogni giorno, che sia agility, Disc dog, ricerca, nuovi tricks e giochini vari (spero presto di aggiungere anche lo sheep dog) e mi rendo conto di quanto questa cosa la soddisfi.. quando la faccio riposare (perché ogni tanto devo forzarla a non far nulla) mi si abbacchia tutta, quasi come se si sentisse inutile e a me piange un po’ il cuore ma la sua salute davanti a tutto!!
    E ti dirò di più, è attraverso il gioco, il lavoro insieme, che stiamo imparando ogni giorno di più a conoscerci… certo se avessi avuto un bulldog francese allora ci saremo conosciuti attraverso le coccole.. ma la mia Anuk di coccole non ne vuol sentir parlare, almeno finché non è esausta.. lei vuole collaborare con me.. poi quando alla fine quando è stanca e soprattutto ho tolto di mezzo tutti i giochi, viene vicino a me per scambiarci dolcissime coccole.. lei è fatta così!
    Se non la facessi lavorare e la forzassi a coccolarci tutto il giorno non la rispetterei, ma come dici tu la condizionerei a far qualcosa che a lei non va…

  11. ahahah bellissimo l’articolo io ho appena iniziato e se c’è molto di vero penso che non continuerò a lungo non voglio diventare così!!!!

  12. nel bene e nel male tutti coloro che fanno agility sono degli “egoisti” .Quindi esiste solo una categoria ,quelli che vogliono divertirsi,gli altri mentono .
    Anch’io mi son divertito leggendo questo articolo, però puo far discutere questo:
    Quelli veramente bravi (pochi) sono persone alla mano, simpatiche, autoironiche (è probabile che si divertano leggendo questo articolo) e molto rispettose dei cani.
    Volevo sapere se il rispetto va di pari passo con l’egoismo?

    • @Pasquale: se vogliamo parlare sul serio (l’articolo serio non era….), purtroppo io devo partire da un punto di vista molto cinico: è la specie umana ad essere egoista. Essendo ormai troppo vecchia per l’ingenuità, e avendo conosciuto un po’ me stessa (e molto meno gli altri, ma nel corso degli anni qualcosa, se non altro, si ha modo di vedere), sono ormai convinta che il vero altruismo non esista: anche gli eroi, in qualche modo, si autogratificano in quello che fanno. Anche quello che si butta tra le fiamme per salvare il bambino, sotto sotto lo fa perché ama sentirsi eroe, più ancora che per il bambino. In campo cinofilo, il fatto che ci siano ancora tanti rifugi stracolmi di cani è anche legato al fatto che i volontari, in fondo, sono troppo compiaciuti nel “sacrificarsi” per voler fare davvero qualcosa di concreto contro il randagismo. E così via, un po’ in tutte le categorie di persone…esclusi forse i rarissimi, “veri” santi.
      Detto (appunto cinicamente) questo… preferisco ancora l’egoista che si butta nel fuoco a quello che si gira dall’altra parte. Così come preferisco l’egoista che ha la massima cura del suo cane (anche se ce l’ha perché si sente graficato nell’avere un cane figo) a quello che gli tira da mangiare una volta al giorno.
      I “veramente bravi” che lavorano “veramente bene” con i cani ottengono risultati di un certo livello – e che durano nel tempo, altrimenti non li metto tra i “veramente bravi” perché sono persone forse egoiste, ma anche abbastanza intelligenti da capire che, a modo suo, è egoista anche il cane. Che anche lui dà il meglio di sè quando si sente bene, quando mangia bene, quando viene gratificato, quando ha le sue soddisfazioni. E allora sì, il rispetto va di pari passo con l’egoismo intelligente: e siccome un binomio cane gratificato + conduttore soddisfatto è anche un binomio sereno, rilassato, oserei dire “felice”… automaticamente tutto questo si trasforma in positività anche verso gli altri. In simpatia, in sorrisi, in quella vera “superiorità” che ti fa sentire così sicuro di te da pensare, se una volta va male: “Pazienza, sono contento che oggi abbia vinto lui, tanto noi vinceremo di nuovo domani”.
      E persone così, sicure e serene, trasmettono serenità anche al cane: che è un’altra forma di rispetto… anzi, forse la forma di rispetto più alta di tutte.
      (Minchia, come sono stata seria stavolta. Ma vabbe’, ogni tanto ce vo’).
      .

      • anche se l’articolo non è serio come dici,fa riflettere .Tutto quello che fa riflettere è una lezione di vita.Grazie della risposta

  13. Sono una che pratica l’agility da quasi dieci anni. Sono innamorata di questo sport (e dei miei cani) ma non al punto da non vedere tutti i limiti e, a volte, tutte le distorsioni che vi si producono.
    Forse perchè non sono una competitiva;
    Forse perchè ho curato con l’agility una bassotta affetta da deprivazione sensoriale (chiusa in gabbia fino a sette mesi);
    Forse perchè ho corso per tre anni con una splendida Yorkie precisa come un metronomo, tutti netti i nostri percorsi e sempre eliminate per il tempo;
    Forse perchè da qualche tempo scrivo racconti sui miei cani che non faccio leggere a nessuno;
    Forse perchè sto per debuttare con una Jack a pelo ruvido con un nome scaramantico e beneaugurante, Fly, rientrando perfettamente anch’io in una delle categorie di umani descritte dall’articolo;
    Forse perchè mi sono letta il manifesto della zooantropologia e ci sto pensando tanto (se ci penso un altro po’ smetto di fare agility);
    ma insomma trovo l’articolo su internet, lo leggo e comincio a ridere, a ridere fino alle lacrime e non riuscivo proprio a fermarmi…
    Era ora che un bel po’ di introspezione entrasse in questo nostro mondo dell’agility, ne abbiamo proprio bisogno per salvarci…
    Per salvarci dalla competizione a tutti i costi, dai cani tenuti sempre chiusi, dal fatto che un meticcio anche se è un drago non potrà mai diventare campione nazionale, dal fatto che sta diventando lo sport dei border e dei jack mentre dovrebbe essere lo sport di tutti i cani che hanno voglia di farlo…
    Ma soprattutto per salvarci da un prossimo futuro (che spero di non vedere) in cui nell’agility arrivano i soldi.
    Grazie Valeria Rossi per aver scritto tutto ciò, spero che scriverai ancora di noi. Non ti conosco ma mi piacerebbe conoscerti. Donatella

  14. geniale ed esilarante! ah ah ah nasco mobilitista e non ho pretese agonistiche, ho praticato un solo giorno di agility e mi sono divertita un sacco, ma non è mi è mai venuta voglia di fare gare 🙂 insomma ho scoperto di essere un’anomalia del sistema. lo ammetto mi dispiace sempre un pò quando la Mobility viene presa come Agility 4 Dummies quindi ho apprezzato ancora di più l’articolo!!

    ps evviva le euristiche 🙂 Mia ha superato davvero i suoi timori del vuoto con il podio della Mobility a saltellare invece è sempre stata brava da sola, questa cose le è stata detta anche dalla Prof di Agility.. è il cane migliore del mondo ma è troppo sarchiapotta per fini agonisitici ih ih ih

  15. Fantastico, mi sono proprio divertita :DDD
    Però è stata dimenticata una categoria ancora diversa: “quelli che non sono ancora bravi anche se non è poco che praticano l’agility”. Sono quelle persone che si ostinano nonostante i scarsi risultati; che si divertono a vedere il cane reinventarsi i percorsi perché si considera più bravo del giudice:D; che dicono convintissime “brava!” alla propria cagnetta pazza che, dopo aver annusato in giro per due minuti, si decide a fare finalmente tre ostacoli di fila; che apprezzano al giusto valore un podio e una coppa, ma hanno imparato – la forza dell’abitudine – a perdere senza arrabbiarsi; che guardano con invidia i border ma non si sognano di prendere un cane “per” l’agility; che, non avendo un cane pronto ad affrontare qualsiasi condizione pur di gareggiare, scelgono con cura maniacale quelle dove la bestiola si potrà esprimere con serenità – non troppo caldo, non troppo freddo, niente pioggia, niente fango :)… e che, con tutte queste carenze e debolezze, continuano a divertirsi…

    • Michelle, ma quelle lì sono persone dolcissime che si divertono davvero (e fanno divertire i loro cani): che gusto ci sarebbe a prenderle per i fondelli? 🙂
      Quelli sono perfetti così!

  16. Pur essendo donna mi ritrovo nella descrizione dell’agilitysta che fa lo slalom gridando postooooo,sediaaaaa,terraaaaaa. Sono anche sulla brutta strada tra quelli della categoria di chi fa agility perchè si diverte(ma si divertono un mondo anche i miei cani,posso giurarlo!!!)Dopo tre meticci sto guardando con gli occhi a forma di cuoricino i border(il mio primo mitico cane è un incrocio di border che all’inizio si voltava a guardarmi compatendomi,ora mi aspetta sempre compatendomi ) e sto meditando sulla danza dog.

  17. Adoro questo sito ed i tuoi articoli! Davvero troppo divertenti! Io ora sto facendo il corso base con il mio cane e tra un po’ inizierò agility! Sicuramente ci sarà da aggiungere la categoria “schiappe” perchè non so proprio correre!:-DD

  18. io faccio agility col cavalier, ma la mia è molto attiva e giocherellona, non parassita del divano..boh, sicuramente quelli impallinati del risultato e delle gare dovrebbero darsi un giro e una bella tranquillizzata come dite voi, ma questo discorso potrebbe essere applicato a qualsiasi disciplina dove si “usano” animali (penso ad esempio agli sport equestri che pratico).
    Il fatto delle palline come oggetti di cui i cani diventano ossessionati mi fa un po’ ridere.. la mia era già maniaca prima di fare agility e ho cominciato a fare questo sport CON lei e PER lei, proprio per assecondare questa sua attitudine al gioco, alla corsa, al divertimento con la palla (che poi durante il percorso non si fa vedere al cane, ma solo alla fine come premio, ma se vuoi può anche essere cibo o una carezza o quel che ti pare).
    Ripeto: io faccio agility col cavalier, 1 volta a settimana, quindi non per avere velocità o risultati o fare gare (anche se i miei istruttori già mi parlano di super esordienti, ma io faccio una smorfia perché penso solo che mi porterebbe via altro tempo e mi devo laureare..poi mi hanno spiegato che se il cane fa pipì in campo è squalificato, è già lì mi viene da dire: ecco, i regolamenti, che palle, io li odio, mi fanno venire l’orticaria..vabè), dicevo, ho scelto di far fare al mio cane agility perché avevo notato questa sua attitudine naturale a saltare e correre, e noto davvero che a lei piace perché mentre guarda gli altri esercitarsi da di matto per la voglia di fare; ma se mai dovessi vederla svogliata o musona o che non vuol saltare bom, chiuso, corso finito..non puoi obbligare il cane a divertirsi..avendo io questa esperienza di agility ho sì riso per l’articolo, ma allo stesso tempo l’ho trovato un po’ cattivello..

    • Irene, l’articolo non è solo cattivello: è proprio stronzo!
      La serie “quelli che…” è pesantissimamente satirica: con tanto affetto collaterale, sia chiaro, ma tende proprio a mettere in evidenza SOLO i difetti di un tipo di persone, di un’attività e così via. Con lo scopo di far fare un po’ di sana autocritica, qualora serva: ma sorridendo e non facendo sempre i bacchettatori seriosi e ingrugnati 🙂

  19. ah, dimenticavo..l’agility è davvero uno sport per tutti i cani: meticci, di razza, grandi, piccoli..per farli muovere un po’ ma al tempo stesso impegnare la mente e obbedire al padrone (da questo connubio il rapporto non può che migliorare) naturalmente dosando gli allenamenti a seconda del cane che si ha e va fatto fare se si nota in lui una “voglia di fare agility”; lo sguardo e l’atteggiamento a questo proposito sono emblematici.. agility non è solo gare dai! potete far fare qualcosa anche in appartamento o al parco o nel giardino di casa creando voi percorsini da saltare o posti dove infilarsi a vostro comando con i premi o i giochi..!! io faccio così da una settimana all’altra in attesa della prossima lezione..baci a tutti.

  20. Troppo divertente questo articolo! 🙂 Pero’, paragonato agli altri della serie “quelli che”, a occhio e croce direi che all’autrice l’agility non sta particolarmente simpatica, anzi… 🙂

  21. Articolo adorabile come sempre, ho ancora qualche lacrimuccia agli occhi post ridacchiate e risolini ripetuti. Ammetto di non essere un’esperta di agility ma l’ho letto davvero molto volentieri.
    Il cane salta in braccio dopo la performance??!! Vorrei segnarmi ad un corso di agility solo per vedere cosa succede quando Hickok, il mio flat coated retriever adulto mi salta in braccio a fine percorso.. premesso che io sono 1.55 m per 45 kg!! :p

  22. Ho letto solo ora questo articolo, all’inizio ero un po’ ” sulle mie” ma poi mi son fatta un sacco di risate perché è veramente tutto come lo descrivi ahahahahah, mi sono guardata mentre leggevo e mi sono accorta di indossare la tuta ahahahah, io sono categoria che si diverte un sacco con i suoi due cani teste di cavolo ma troppo simpatici, una che sul percorso fa gesti pazzeschi dovendo condurre un cane completamente sordo ( ma dolcissima❤❤) e un altro completamente testone ( ma dolcissimo❤❤) ahahahah ma sempre super soddisfatta e grata ai miei pelosi ( nb i pelosi sono i cani..

  23. bellissimo articolo
    io ho visto una volta sola una gara di agility e se prima ero piena di entusiasmo adesso non lo trovo così divertente per i cani.
    C’erano quelli che abbaiavano tutto il percorso altri che avevano timore…e poi pochissimi alla fine erano felici con il proprietario.
    L’educatore del mio cane fa agility ed è sicuramente invasato ….deve vincere….
    Un giorno per ridere gli ho chiesto se ogni tanto accarezzava i suoi cani e ridendo mi ha risposto”solo se mi fanno vincere la gara” non so quanto di battuta o realtà ci fosse nelle frase, sta di fatto che a me la competizione non ha fatto una bella impressione anche se vorrei farlo “per conto mio ” con il mio cane per gioco ma solo per gioco

  24. Mi sto informando sistematicamente agli sport per cani solo per curiositá, fantasticando sul giorno in cui potrò permettermi di prendere un cane.
    Ho sempre pensato alla possibilità di fargli fare agility – sempre che ne abbia voglia e la morfologia della razza lo consenta – giusto per fargli fare qualcosa che lo diverta, dal momento che penso che la classica passeggiatina, da sola, non soa sufficiente a divertire un cane. Penso che sarebbe un bel gioco da fare assieme, sempre che gli piaccia.
    Ma se pure ci andasse matto non penso che arriverei mai a fare agonismo. In primis non sono affatto competitiva, in secundis mi sembra che l’agonismo allontani da quello che era lo scopp primario per cui un padrone dovrebbe scegliere di fare agility col suo cane.
    Onestamente trovo estremamente squallido che per vincere una coppa le persone acquistino altri cani che verranno usati e poi rimessi a posto a gioco finito.
    Non é questo il motivo per cui si dovrebbe fare agility. Ne sono convinta.

  25. Ma il fatto che i meticci non possano diventare campioni nazionali ( e quindi immagino neanche campioni europei e mondiali) è per un motivo diciamo…zootecnico? nel senso..le expo sono forzatamente dedicate ai cani di razza…altri sport tipo l’ud posso capire che siano rivolti soprattutto verso determinate razze anche per le qualità caratteriali..ma l’agility? qual’è il motivo di base di questa scelta..se ce n’è uno?!

    • Il titolo di “Campione” di qualsiasi cosa dovrebbe essere sempre zootecnico: però, vista la direzione che ha preso la cinofilia… sinceramente mi chiedo anch’io che senso abbia aprire le discipline ai meticci e poi non concedere i titoli.
      Se lo sport può essere anche ludico (e lo può essere, perché in agility non è che puoi fare tutta sta selezione…neanche sui cani di razza, anche se “qualcosina” vedi), allora a mio avviso si potrebbe andare fino in fondo. Magari i campionati ai meticci li darei solo se sterilizzati… giusto per fare cultura (e per evitare le cucciolate ad capocchiam con la scusa che “ehhh ma è campione italiano!”)

  26. Avevo bisogno di ridere un po’ e sono tornata a rileggere questo. Grazie Valeria, sono riuscita nell’intento di ridere senza nessuna difficoltà.

  27. ahahahahhah l’ho letto solo ora, bellissima!!!! Sono nella categoria: Quelli che non sono ancora bravi perché hanno cominciato da poco…muahahhahah e devo dire che anche se pensavo che la mia beagle mi facesse impazzire (perchè moooolto paurosa) quella che ha difficoltà sono proprio io!!! Non mi interessano manuali di agility perchè noi diventeremo dei fenomeni (da baraccone)!!!!! In realtà qualche garetta mi piacerebbe farla (ovviamente si gareggia per vincere!) ma alla fine non mi interessa + di tanto. Non pratico attività sportiva da + di 2 anni e il giorno dopo ero distrutta!!! Lei però si è divertita tantissimo! L’istruttore mi ha cazziata perchè l’ho sgridata alzando un pò la voce e mi ha consigliato VIVAMENTE di cominciare ad andare a correre perchè ho al mio fianco un missile!!!! Complimenti veramente l’articolo è favoloso!

  28. Anche se un pó in ritardo chiedo lo stesso….ma quindi l’agility non diverte i cani? Io ho un jack russell di 7 mesi e mi sarebbe piaciuto fargli fare, in futuro, qualche percorso ogni tanto giusto per cambiare tipo di attività. Essendo un cagnolino bello attivo e intelligente speravo di riuscire a coinvolgerlo di più rispetto ai soliti giochi con la palle e le uscite. Qualche consiglio extra per non renderlo un cane frustrato?

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.