Premessa: qualcuno magari si offenderà per questo articolo: ma prima di mandarmi a quel paese sappia che tutto quello di cui sto per parlare l’ho dedotto soprattutto dall’osservazione di uno specchio.

VARIETA’ AMMESSE: quelli che fanno le expo si dividono, inizialmente, in due categorie: quelli che allevano e che quindi devono andarci per motivi zootecnici (v. “motivazioni”) e quelli che “ci vanno per divertirsi col cane” (mentre il cane li guarda col fumetto che dice “Ma divertirsi in un altro modo… no, eh?”).
A distanza di un annetto, appartengono tutti ad una sola categoria: quelli che morderebbero volentieri le caviglie agli avversari.
Però continuano a dire a tutti – professionisti e non – che le expo sono una cosa divertentissima e piacevolissima, cercando di trascinarci amici, parenti e conoscenti.

In realtà giova ricordare che in expo ci si  “diverte”:

a) alzandosi all’alba e facendosi migliaia di chilometri, giusto come antipasto;
b) facendo code di ore e a volte litigate epocali  in segreteria per prendere catalogo, numero ecc. (perché si scopre che il nostro cane è stato iscritto nella classe sbagliata, o che hanno messo la nostra femmina tra i maschi, o che non risulta arrivato il pagamento,  eccetera eccetera);
b) ri-litigando al controllo veterinario con quello che non è capace di tenere il suo cane rissoso, o con quello che ci passa davanti, o con lo stesso veterinario che ha osato accorgersi che l’antirabbica era scaduta (come in: “Ma non lo vede che sta benissimoooo? Le sembra che abbia la rabbiaaaaa? Ho fatto millemila chilometri e lei adesso mi fa entrare, capitooooo?”. Risposta: “Signora, il cane non so, ma lei la rabbia ce l’ha di sicuro”).
c) sgomitando (e a volte tri-litigando) per accaparrarsi un posto vicino al proprio ring in cui piazzare il proprio tavolo da toelettatura.

Ho assistito ad una scena bellissima tra espositrice con barbone nano, che cercava giustamente un posto vicino al ring dei barboni, e signore husky-munito che le aveva appena fregato l’ultimo buco disponibile piazzandoci trionfalmente il suo tavolo.
Ring degli husky: chilometri più in là.
Motivazione del signore husky-munito: “Io ODIO  toelettare il  cane, quindi  mi metto apposta vicino al ring dei barboni per poter pensare che in fondo sono un fortunato” (e poi ditemi che non viene voglia di morderlo, uno così);
d) rompendosi le palle per ore ed ore sia in attesa del proprio turno, sia dopo il proprio turno (perché non si esce fino all’ora canonica, in quanto il pubblico pagante deve poter vedere tutti i cani).
Se il nostro cane ha fatto il BOB (per i non addetti ai lavori: Best of Breed, migliore di razza) ci si annoia in attesa del ring d’onore; se il cane non ha vinto, ci si annoia in attesa di poter rifare al contrario le migliaia di chilometri di cui al punto a) e di tornarsene a casa mandando affanculo tutti gli automobilisti che ci sorpassano o che sorpassiamo, perché quell’imbecille di un giudice non ha capito niente del nostro cane e ha fatto vincere una ciofeca (cosa ne possono gli altri automobilisti? Niente, ma con qualcuno bisogna pur prendersela).
E se sul ring d’onore ci siamo andati, perché il BOB l’abbiamo fatto?
Ah, allora saremo incazzati perché non abbiamo vinto il raggruppamento.
E se abbiamo vinto il raggruppamento?
Ovviamente saremo incazzati perché non abbiamo fatto il Best in Show.

In pratica, sulle diverse centinaia (o migliaia, in caso di grossa internazionale) di cani iscritti ad ogni esposizione canina, UN umano torna a casa contento e sorridente: tutti gli altri sfanculano automobilisti (in autostrada), familiari (al rientro a casa), amici e parenti (al telefono, quando li chiamano per spiegare quale gravissimo torto abbiano subito e dall’altra parte del filo uno si azzarda a dire “Vabbe’, ma dai, in fondo hai fatto un bel risultato…”). Segue descrizione accuratissima di tutti i gravissimi difetti dei cani che gli sono stati davanti (sul ring di razza o su quello d’onore), del gravissimo cagnaresimo dei loro allevatori e dell’insopportabile antipatia dei loro proprietari.
Se stanno parlando con un collega allevatore o espositore, alla sbroccata seguirà immancabilmente  un:  “per fortuna ci sono ancora persone come te, che allevano seriamente”; ma quando il cane che gli sta davanti sarà di QUELL’allevatore, quello che fa Expo sbraiterà le stesse identiche cosacce al telefono con l’allevatore che gli era stato davanti la volta prima, che dal ruolo di cagnaro passerà a quello di allevatore serissimo (e ovviamente viceversa).

Ecco, QUESTO è il concetto di “divertimento” che vige nel mondo della cinofilia ufficiale.
Ma la cosa più strana è che quelli che fanno le expo non se ne accorgono.
Sono  davvero convinti di divertirsi, perché sono andati tutti a scuola da Scajola: si incazzano a loro insaputa e soprattutto sono ipocriti inconsapevoli, pronti a definire (e ne sono pure convinti) “il mio caro amico X”  lo stesso allevatore di cui hanno detto, mezz’ora prima, che è un cagnaro e che alleva cani di merda.
La cinofilia ufficiale è come la pozione del dottor Jeckill: trasforma tutti, ma proprio TUTTI, anche le persone più bonarie e paciose,  in mister Hyde assetati di sangue.

ESCALATION: alla sua prima esposizione, quello che fa le expo è allegrissimo, radioso, estasiato dalla nuova avventura. Svolazza da un ring all’altro salutando tutti, facendo complimenti a tutti i cani, accarezzandoli tutti e tentando di chiacchierare con tutti gli umani che ci stanno attaccati (e ricevendo in cambio degli SGRUNT dall’espositore immerso in una nuvola di borotalco che stava cercando di toelettare in pace il suo cane senza rotture di palle.  Se poi  il neofita gli ha messo pure le mani sul cane per riempirlo di coccole proprio mentre lui lo stava riempiendo di lacca, il neofita rischia di tornare a casa monco).
Poi  quello che  fa Expo per la prima volta sale sul ring, si prende il Molto Buono e manda millemila SMS a tutti gli amici, parenti e conoscenti scrivendo felice che il suo cane “è piaciuto moltissimo al Giudice”.

Alla seconda esposizione, quello che fa  Expo ha imparato a tenere le mani a posto e quindi non tocca più i cani. Non ha ancora imparato, invece, a tenere a posto la lingua: solo che, invece che per complimentarsi, la utilizza per chiedere consigli (risposta:  SGRUNT).
Nel frattempo ha anche scoperto che “Molto Buono”, al di là di ciò che scrivono sui regolamenti ENCI, può significare o “bel cane, ma clamorosamente fuori forma”, oppure “cagnaccio al limite della ciofeca”.
Quindi, se si becca un altro MB,  manda solo due SMS ai parenti più intimi, con scritto: “Giudice di merda”.
I cani altrui, quelli che alla prima expo erano tutti “ma che bello, ma che meraviglia, si vede che è un campione”, diventano immancabilmente: “Uhm…sì, carino: ma non ti sembra che stringa un po’ dietro?”, oppure “Seee…non mi dispiace, però corre voce che abbia dato figli prognati”.
Sono DUE volte che ci mette piede, e quello che fa Expo ha già imparato tutto il peggiore gossip che gira – guarda caso – soprattutto intorno ai cani vincenti; nel frattempo ha iniziato anche il tirocinio nella sottile ma indispensabile arte dello sputtanamento.
Il tirocinio può comportare qualche problema iniziale.
Come in: “Hai visto il cane di X? Tutto pelo e niente sostanza, ma la cosa più grave è che pare che abbia anche un testicolo di gomma. Chissà di chi cavolo è figlio…”
Risposta (accompagnata da sguardo all’azoto liquido): “E’ figlio di XYZ,  il mio campione italiano e internazionale“.
Quello che fa Expo, comunque, impara presto a sviscerare l’intera genealogia di ogni soggetto, in modo da sapere con chi può sputtanarlo e con chi, invece, è meglio sputtanare qualche altro cane (l’idea di NON sputtanarne nessuno non gli passa neppure per l’anticamera del cervello).

Dalla terza esperienza in poi, quello che fa expo: a) ha ormai imparato TUTTO sulla suddetta arte sottile, compreso il modo di evitare le gaffe; b) non parla più con nessuno, ma si aggira come uno 007 intorno ai tavoli da toeletttura altrui, senza più chiedere consigli ma cercando di carpire nascostamente gli arcani segreti del  grooming.
Ho visto con i miei occhi un espositore prelevare con aria furtiva un campione del misterioso liquido che una mia cara amica (che, quando mi batteva, diventava ovviamente anche lei “cagnara con cani di merda”) spruzzava sul pelo poco prima dell’ingresso sul ring.
Siccome sono bastarda dentro come tutti gli altri, appena lei tornò al tavolo le dissi che X si era fregato un’ampollina di liquido…e lei si strappò i capelli, cominciando a sbraitare a voce altissima: “Ecco, vigliacco, lo sapevo!!! Adesso come faccio? Tutti conosceranno il mio ingrediente segreto!”
“Maddai? Hai davvero un ingrediente segreto?” domandai allibita, di fronte a quella sceneggiata.
E lei, sogghignando, mi sussurrò:  “Certo: acqua del rubinetto purissima! Ma mi auguro che, vedendo che me la sono presa, X vada a farsela analizzare da qualche costosissimo laboratorio e spenda un sacco di soldi”.
Inutile negarlo: quello che fa expo è SEMPRE bastardo inside. Fosse anche solo per legittima difesa.
Non è un caso se quello delle expo si chiama “ring” come quello del pugilato…ma forse andrebbe ancora meglio “pit”, come quello dei cani da combattimento.

Dopo la terza esperienza, quello che fa expo comincia a pensare che forse dovrebbe prendersi un handler: ovvero una persona che presenta cani per professione.
A questo punto inizia la caccia spietata non a quello più famoso e più bravo, bensì a quello con la fama (solitamente immeritata…ma qualche volta no) di miglior corruttore di giudici.
Quello che magari ha l’azienda agricola e allunga bottiglie di vino pregiato; o quello che conosce tutte le puttane di Roma e le infila tutte nel letto dei giudici che arrivano da fuori (perché quelli italiani di solito hanno la moglie al seguito); o quello che trova sempre, casualmente,  stuoli di acquirenti per l’ultima cucciolata del giudice.
Ovviamente l’handler è un bieco corruttore solo quando presenta i cani degli altri: non appena accetta di prendersi il tuo diventa onestissimo, irreprensibile e al di sopra di ogni sospetto.
NOTA: non solo gli handler, ma anche gli allevatori sono costantemente accusati di comprare/corrompere/elargire favori di vario genere, ma soprattutto sessuali. Personalmente sono stata indicata come l’amante di un giudice (ormai defunto, pace all’anima sua) che, ai tempi, in piedi si reggeva ancora, ma aveva comunque una sessantina d’anni più di me.
Epperdiana, uno appena più giovane no?
No, perché ad una speciale (che il mio cane vinse)  l’avevo salutato dandogli un bacino su una guancia.
In realtà l’avevo fatto perché eravamo amici da secoli (anche quando i miei cani non li faceva vincere): e lo sapevano tutti. Ma in expo ci si annoia talmente tanto e talmente a lungo che alla fine diventa quasi indispensabile inventarsi storie contorte, meglio se con un pruriginoso sottofondo sessuale.
Peggio che dalla parrucchiera.
A volte le pruriginose storie sessuali, in expo, nascono davvero: ma di solito durano poco perché dopo un po’, invece di annoiarsi da soli, ci si annoia in due. E allora si cercano nuove alternative.
(NOTA: gli sceneggiatori di Dallas, Beaufitul & affini secondo me sono TUTTI cinofili che hanno frequentato le expo).

ASPETTO GENERALE: fino a qualche anno fa, dall’aspetto generale potevi indovinare quasi a colpo sicuro che razza avrebbero presentato il signor X o la signora Y.  Infatti vedevi il truzzone con chiodo, jeans e anfibi (rottweiler, boxer o dobermann), lo sportivone in tuta (pastore tedesco), lo sportivone in tuta griffata (pastore tedesco di allevamento famoso), la Sciuramariadaexpo col vestitino a pois bianchi e neri (dalmata, a colpo sicuro e senza possibilità di errore), il gay in giacca con lustrini e stivaletto col tacco tipo cugino di campagna (cane da compagnia), il vecchietto vestito da equitazione, con tanto di stivali  (levriero) e così via.
Oggi non c’è più gusto:  vedi solo handler elegantissimi, sì, ma tutti vestiti più o meno uguali.
Al massimo, dall’abbigliamento delle handler femmine, riesci a capire se il giudice è uomo (minigonna, top, tette al limite della fuoriuscita), donna  (tailleur rigorosissimo da segretaria d’azienda) o gay (la famosa handler fa finta di essersi presa una storta e manda sul ring il fidanzato bonazzo).
A dare un minimo di brio restano solo le Sciuremarie da expo, che ormai i pois li indossano per presentare gli akita, ma che a volte ti danno ancora un tocco di suspance arrivando con microgonna, tacchi a spillo (anche loro hanno letto che il giudice è maschio) e boxer al guinzaglio, scatenando un furioso giro di scommesse al momento del giudizio in movimento (“Venti euro che si scatafascia al secondo giro! Cinquanta che si spiaccica al primo!”).

CARATTERE ED ATTITUDINI: del carattere abbiamo già detto molto. Aggiungiamo solo che quelli che fanno expo si dividono in due categorie teoriche: quelli che quando perdono restano solo leggermente delusi, ma “in fondo abbiamo pasato una bella giornata e l’importante è divertirsi con il proprio cane” e quelli che quando perdono si incazzano come bestie.
Le categorie pratiche, invece, sono due: quelli che quando perdono fanno una piazzata al giudice e quelli che quando perdono fanno la faccia da poker, ma poi tornano a casa e picchiano la moglie.
Io uno che se ne infischia di perdere, in trent’anni di esposizioni, non l’ ho MAI visto. Se esiste mi faccia un fischio, grazie.

Oltre ad avere immancabilmente un carattere di merda (almeno per la durata della manifestazione: poi a qualcuno passa), quelli che fanno Expo possono manifestare attitudini particolari aggiuntive, tipo: pasturare i cani che seguono durante il giudizio in movimento, lasciando cadere – inavvertitamente, s’intende! –  confezioni maxi di crocchette sotto il loro naso;  muovere (sempre inavvertitamente) il polso in modo che, durante il giudizio da fermo, un bel pezzo di fegato bollito finisca davanti al cane piazzato al loro fianco, che spiaccica il naso in terra proprio quando il giudice gli passa davanti; distrazione coatta del cane rivale effettuata da complice esterno con sballonzolamento di pallina, salsicciotto o bistecca, fingendo di voler richiamare l’attenzione del cane proprio (chiamare i cani da fuori è vietato: attirare la loro attenzione no);  lancio di mezza tetta fuori dal top scollacciatissimo o, in alternativa, minigonna giropassera indossata per presentare cane piccolissimo, cosicchè per piazzarlo devi chinarti a novanta gradi e la passera la spari in faccia al mondo intero (ma anche al giudice).
Un’esibizione di questo tipo è stata effettuata una volta da un’ingenua neo-allevatrice che non sapeva che il giudice – straniero – era gay (tutti gli altri allevatori lo sapevano perché non puoi sognarti di giudicare una razza senza che gli espositori scoprano chi sei, cosa allevi, come allevi, quali sono i tuoi gusti sessuali, quale colore ti piace di più, che numero di scarpe porti e quante volte al giorno vai al cesso. Se vuoi fare il giudice di expo, scordati della privacy). Al termine dei giudizi della sua classe, il giudice non fece vincere il suo cane ma TUTTI gli uomini che stavano a bordo ring corsero ugualmente a complimentarsi. Chissà perché.

MOTIVAZIONI: quello che fa le Expo, l’abbiamo detto, se non è un allevatore è convinto di andarci  “per divertirsi con il suo cane”.
Io toglierei la seconda parte della frase. Oddio, in realtà il cane non si sente “maltrattato” – come alcuni pensano – se deve stare per qualche ora in gabbia o se deve stare piazzato per due minuti (minuti corredati, peraltro, da piogge di bocconcini).
Alcuni cani socializzano perfino con i loro simili e comunque passano una giornata intera insieme ai loro umani, cosa che apprezzano molto. Certo, passare la stessa giornata in un prato a rincorrere palline e bastoni sarebbe PIU’ divertente: però le expo, di solito, le prendono con la massima filosofia, come una giornata tranquilla e un po’ noiosa, ma anche con qualche lato piacevole (tante coccole, tante attenzioni  e – appunto – tanti bocconcini). L’espositore umano, al contrario, non avrebbe UN solo motivo al mondo per divertirsi in questa bolgia di pelo, abbai, borotalco, scene isteriche, malignità e gossip (per tacer del fatto che rischi pure di farsi soffiare il marito o il fidanzato): eppure, porca miseria, si diverte davvero.
L’allevatore, comunque, non dirà MAI che va in expo per divertirsi: lui ci va per motivi zootecnici. Ci va per avere il giudizio di un esperto (e infatti adesso i giudici si chiamano così: “Esperti Giudici”) che gli faccia notare tutti i pregi e difetti del suo cane che magari, da solo, non vedrebbe (oddio… d’accordo che “ogni scarrafone”…con quel che segue: però, se allevi, il primo esperto della tua razza dovresti essere tu!); ci va per poter valutare “er mejo” disponibile sulla piazza per i futuri accoppiamenti. Ci va perché le esposizioni canine sono nate a scopo zootecnico, e lo show è solo la parte riservata al pubblico: per noi l’unico giudizio che conta è quello della propria razza, anzi della propria classe.
Non mi è chiarissimo, allora, il motivo per cui tutti quelli che fanno expo (ma soprattutto gli allevatori) si scannino come maiali per vincere raggruppamenti e BIS, che sono proprio momenti di esclusivo show e che di zootecnico non hanno un beatissimo tubo, visto che far gareggiare un husky contro un bassotto è un po’ come voler stabilire, in un concorso gastronomico, se una torta sia più buona di un piatto di ravioli.

Sono arrivata lunghissima, quindi mi fermo qua. Ci sarebbe ancora da parlare degli arti (in expo ce ne vorrebbero otto, stile dea Kalì), della coda (quella che si fa in autostrada quando rientri dall’expo), del mantello (qualcosina ho accennato, ma sull’abbigliamento “da expo” si potrebbe scrivere un libro…), ma non posso metterci tutto, altrimenti questo articolo diventa un’enciclopedia.
Una sola cosa posso, anzi DEVO aggiungerla: non allevando più, io non faccio più expo da molti anni, e per la maggior parte del tempo, quando ci penso, dico anche “e meno male!”.
Però…però, lo confesso: a volte mi mancano.
Evidentemente noi “che facciamo expo” (o che le abbiamo fatte) non siamo solo dei mister Hyde: siamo stati anche contagiati da una sorta di maligno virus che non lascia scampo e che, come una droga, dà assuefazione.
E’ per questo che, a distanza di tanti anni, io avrei ancora voglia di tornare sui ring. Ed è per questo che quelli che ci vanno davvero, quando tornano a casa incazzati, sporchi come lumi e stravolti dalla stanchezza, dopo aver sfogato le ire funeste sulla moglie e aver accusato il cane di non aver “dato almeno un morso quel cretino” (leggi: il giudice), si attacca ad Internet e va sul sito dell’ENCI.
Per scoprire dov’è che si tiene la prossima expo.

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56 Commenti

  1. gran.dio.so !!!!!! muahuahsuahsuahs !!
    valè, però si vede che è un po’ che nn frequenti: l’obbligo di restare sino all’ora X oppure pagare se esci prima nn c’è + ! (e meno male!)
    la cosa strana è che prima, finito il ring e se nn si era impegnati poi nei gruppi, tutti si seccavano di dover aspettare x uscire; oggi bivaccano allegramente … mbha! và a capirlo?!! ahahahah

  2. ahahaha! e brava Valeria!! tutto verissimo!
    però io mi metto in una terza categoria, sarà che espongo da nemmeno un anno e quindi sono ancora un po’ come Alice nel paese delle meraviglie, ma io in expo ci vado per divertirmi con un’amica espositrice pure lei, abbiamo due razze diverse, quindi non abbiamo competizione diretta, ma tanta solidarietà, e quando ci sono le doppie expo, quindi tutto il week end, ci cerchiamo sempre un bell’agriturismo dove passiamo la serata in compagnia di altri amici che incontriamo in expo a mangiare e ridere.
    non andassi con lei, me ne starei volentieri a casa con i miei cani!

  3. Avendo avuto un boxer senza pedigree, ed avendo ora un boxer bianco, non ho mai fatto expo, o meglio, ho fatto una locale in un paese sperduto della bassa bresciana, modello “il più bel cagnetto del paese”, primo premio un sacco di crocchi di pessima marca, secondo e terzo premio rispettivamente tre e due bottiglie di vino del discount.
    E mi sono incazzato come una iena perchè la Susanna è arrivata terza! Che motivo avevano quei due infami di allevatori di portare due blasonatissmi e pedigreezzatissimi (neologismo) esemplari da internazionale a una locale? Non potevano stare a casa?
    E quel famoso famoso allevatore, nonchè giudice, nonchè tante altre cose, come si è permesso di dire che la Susanna aveva “la regione sottorbitale leggermente troppo incavata”? Non capisce una fava ecco!
    (N.d.a. prima del giudizio in questione, fatto a titolo puramente amichevole fuori da qualsiasi contesto di gara, non sapevo di preciso nemmeno che la Susanna avesse “la regione sottorbitale” 😀 )

    • Anche io ho fatto una mostra amatoriale…più precisamente la festa del cane,ho fatto partecipare la mia Stella, siberian o presunta tale (è stata adottata) lei è due cm sotto lo standard…quindi è bassina,ma è un cane adulto…(ha tre anni e mezzo) sai cosa mi ha detto il giudice? i cuccioli non possono partecipare!!!!
      Ok che il mio cane non sarà perfetto…non sarà un siberian fatto e finito ma…tu giudice un cane adulto dovresti saperlo riconoscere no???

      E che te lo dico a fare…sai chi ha vinto la gara? Un levriero afgano pluripremiato di nome Omar Sharif i proprietari sono venuti con tanto di tavolo da toelettatura…la gente vuole mettersi in mostra pure nelle mostre per bastardini..che poi mi chiedo che cavolo se ne fanno del premio in crocche che per loro è solo fuffa? bah!

  4. Tutto vero! Tra questi imbestialiti delle gare ci sono anche quelli che ” salvano” le razze,con impegno , spese, amore e pazienza.Sicuramente i cani non si divertono, ma è un modo per farli ” lavorare” per me.TUTTI i giorni viviamo insieme la vita , il bosco, l’ acqua, la montagna, la caccia.Cambiare non è cosi male!Faccio parte della categoria ” rompi”Di quelli che non fanno cucciolate e non vendono le monte a chi paga e basta!Ma in questo mondo di matti preferisco essere rompi e tornare a casa con i miei cani (anche se non vincono,,,in Italia è facile essere messi alla porta)e tornare al nostro bosco, alla nostra vita, al nostro cielo…

  5. ehehehehhehe divertentissimo…io ho partecipato a qualche mostra come spettatrice,(non avendo un cane con pedigree),e posso dirti che quelli che portano pastori tedeschi…sempre in tutta sono! 😀 una volta a una signora volevo accarezzare il cane…mi stava mordendo! la signora…non il cane! xD e poi…uhm…quelli che cercano di distrarre i cani…mica lo fanno tanto velatamente…portano appresso sonaglini peluche e roba rumorosa che sembra di essere alla corrida di corrado! un altra cosa strana (che ha visto la mia amica e non io) un proprietario di bulldog che toccava la cagnolina “proprio lì” per farla stare dritta!

    • cri… il casino che vedi fare si chiama “double handling” e sarebbe proibito ma lo fanno tutti…
      poi la signora che toccava la bulldogga forse la sistemava prendendola (alzandola) da sotto e riposizionandola… tecnica che usano in molti.ma i cani non ti denunciano per stalking non hanno il senso del pudore eh…se non le fa male, nulla di che. io però riporto sempre una cosa che mi è parsa allucinante e che ho visto fare solo ad una expo… e per fortuna aggiungo.
      una tipa mentre aspetto di entrare nel ring d’onore del gruppo uno e sono seduta su un tavolo a bordo ring, mi mette un cane (di taglia GRANDE!) sul tavolo e mi chiede “me lo tieni un attimo?” dandomi il guinzaglio. io accetto, figuriamoci. se magari mi avvisava però…
      dalla sua borsa stile mary poppins tira fuori uno spray, probabilmente quello per le contusioni che ghiaccia, e glie lo spruzza sugli “attributi” (come immagini il cane era masculo)
      il cane ha fatto un balzo galattico atterrando all’ingresso del ring d’onore di là dal tavolo rispetto a dov’eravamo noi, lasciando tutte le unghiate sul tavolo… ettecredo poraccio… per questo magari se mi avvisava prima…
      e dopo l’hanno rifatto con un altro cane ma di taglia più piccola.
      motivazione? c’era caldino sotto il tendone, eravamo in giugno… “così si rinvigoriscono un po'” mavaff… non so se il cane fosse così felicie di farsi rinvigorire in quel modo…
      di fianco a dove m’ero messa io avevo una ragazza carinissima (come modi ecc) per altro, che col suo tavolo professionale, aveva cominciato a toelettare il suo yorky alle 9, finito giusto per le 13 quando girava lei, sistemato praticamente un pelo al volta, fatta la riga perfetta sulla schiena, i baffetti perfetti il ciuffetto perfetto…lo so che ci lavorano un tot… ma di solito ho solo intorno quelli del gruppo uno e quelli con i cani mociovileda non li vedo per così tanto tempo, passo e basta e vedo che ci lavorano,spazzola, phon stile galleria del vanto, tavolo, ciprie e profumi ecc… ma 4 ore per prepararlo, eccheppalle!
      certo che di pazienza certi cani ne devono avere… per fortuna ho una razza che basta una spazzolata, almeno la versione pelo corto, già il lungo… c’è chi ci lavora di più. Non avrei mica la pazienza io…
      io poi sono anarcicha… quando non tocca me cerco sempre posti isolati da mollare il cane fargli fare 2 tiri di bastoncino duie corse ecc… e se qualcuno lo concede, giocare un po’ con gli altri cani, e di certo non si rompe come tanti altri poveri cani pazienti.
      una volta, appena arrivati in expo, lei, la mia lupa, tutta bella bianca, lavata il giorno prima, mi salta in mezzo ad una pozzanghera alta mezzo metro piena di fango!ORRORE! era diventata tutta marrone inpiastricciata di fanghiglia… ok, niente problema, vado dai bagni, prendo la gomma e la sguazzo come giocassimo in giardino, col caldo che c’era in 10 minuti è tornata a posto. quando toccava me, spazzolata, eccellente bob, cac no perchè era in giovani. (eravamo poi solo noi…)
      No, non ce la potrei fare con quei cani che ci devi stare dietro delle ore in expo e anche a casa. lo yorky di cui sopra, finiti i 5 minuti di gloria (ha vinto anche il bob… e ha fatto il ring d’onore) ha subito rimesso i bigodini, o meglio rotolini di cartone con elastico, per non rovinare il pelo, altro lavoro da non so quanto e rottura di cosidetti per il cane durante e dopo, vorrei vedere voi girare sempre coi bigodini…
      mah… si è un mondo un po a se.io il cane lo preferisco zozzo che si rotola nell’erba umida salta in mezzo ai boschi ecc… e penso lo preferiscano pure loro ma tant’è che a volte tocca adattarsi per “verificare sta morfologia”….e loro di buon cuore… ci assecondano. santi cani!

      • D’accordissimo! Nn faccio expo’ pero’ penso ( mio modestissimo parere eh!) che tutta questa preparazione estetica sia decisamente eccessiva: se un cane e’ bello e’ bello, e basta, e se sei un giudice te ne accorgi anche se il cane fosse infangato o spettinato; la toelettatura puo’ avere senso se moderata e con unico scopo di dimostrare di sapere come va gestito il mantello di un Jack Russel piuttosto che quello di un Maltese, e al massimo evidenziarne le caratteristiche.
        Invece spesso sembra che le ore e ore di toelettatura fino alla perfezione servano a nascondere un mantello rovinato dalla vita sempre in gabbia e dall’assenza di cure quotidiane, allora e’ ovvio che se il cane non lo pettino mai quando devo andare in Expo ci sto su mille anni; invece se spazzolo il cane ogni giorno e lo lavo regolarmente prima dell’expo al massimo pettino il cane 5 min. In piu’. E soprattutto il mio cane si diverte un sacco di piu’. Poi ovvio che uno yorkie e’ piu’ impegnativo di magari un dobermann o labrador pero’ 4 ore mi sembrano un po’ eccessive!
        Per curisosita’… Che cane hai?

      • D’accordissimo! Nn faccio expo’ pero’ penso ( mio modestissimo parere eh!) che tutta questa preparazione estetica sia decisamente eccessiva: se un cane e’ bello e’ bello, e basta, e se sei un giudice te ne accorgi anche se il cane fosse infangato o spettinato; la toelettatura puo’ avere senso se moderata e con unico scopo di dimostrare di sapere come va gestito il mantello di un Jack Russel piuttosto che quello di un Maltese, e al massimo evidenziarne le caratteristiche.
        Invece spesso sembra che le ore e ore di toelettatura fino alla perfezione servano a nascondere un mantello rovinato dalla vita sempre in gabbia e dall’assenza di cure quotidiane, allora e’ ovvio che se il cane non lo pettino mai quando devo andare in Expo ci sto su mille anni; invece se spazzolo il cane ogni giorno e lo lavo regolarmente prima dell’expo al massimo pettino il cane 5 min. In piu’. E soprattutto il mio cane si diverte un sacco di piu’. Poi ovvio che uno yorkie e’ piu’ impegnativo di magari un dobermann o labrador pero’ 4 ore mi sembrano un po’ eccessive!
        Per curisosita’… Che cane hai?

        • Alice ciao! Il tuo discorso è vero a metà. Ogni Standard presuppone un tipo di toelettatura differente: ti faccio un esempio pratico.
          Se vai al Crufts inglese, i Labrador vanno tassativamente presentati “sporchi”, ossia con il mantello il più ruvido possibile, cosa che ottieni solo su un soggetto che :
          a) non sia stato lavato prima del carpet;
          b) lo abbia ruvido per natura (quindi sia un Labrador!).
          I giudici italiani si imbattono spesso in soggetti ipertoelettati, con il mantello morbidissimo, e vorrei che qualcuno mi spiegasse quanto di standard c’è in tutto questo. E’ ovvio che se viene in Italia un giudice inglese… se la ride e ti butta fuori alla prima morbidezza, in quanto in quel modo non è possibile verificare la tessitura.
          Se parliamo invece di Afghano, molto più complesso, ebbene le cose cambiano (e cambiano con l’età del soggetto!). Lo standard del tipo maturo prevede una toelettatura della sella, del mento, del collo, per dare al pelo una forma estetica più curata. E’ ovvio che un allevatore non può tenere 10-15 soggetti sotto phon ogni giorno… per il privato che ne ha uno solo è più semplice, ecco spiegato perchè le rifiniture alla ricerca della “perfezione” durano tanto e si fanno in expo. Se ci sono due soggetti equamente meritevoli di barbone grande mole sul ring, il premio di migliore andrà a quello espositivamente meglio curato (non dimenticarti che anche l’occhio vuole la sua parte) e soprattutto questo perchè è uno show aperto al pubblico, dove lo spettacolo ultimo è quello di far conoscere le razze, non quello di premiare “Bubi e Fido” del giorno!

          • No ok ma nn intendevo questo! Chiaro che un cane come l’ afgano o il barbone prima dell’expo va toelettato per parecchio tempo:-) intendevo per es. cani come border collie o appunto Labrador a cui e’ necessario solo un bagno e una buona spazzolata, e invece vengono tenuti li ore e ore: allora ti viene il dubbio che la toelettatura intenda nascondere un pelo ” brutto” o tenuto male, perche’ per Toelettare un Labrador per 3/4 ore… Oppure che si pensi SOLO all’occhio che vuole la sua parte, portando appunto Labrador “morbidosi” che sono addirittura non previsti dallo standard

          • alice, io ho (anche) un pastore svizzero bianco, a pelo corto. già come ti dicevo quelli a pelo lungo li toelettano di più. addirittura in altri paesi sta prendendo piede la mania di tagliare il pelo (a queli lunghi) in certe parti del copro per dare la sagoma, una cosa obbrobriosa che spero proprio di non vedere anche qui…ma anche senza stagliuzzare, spray per gonfiare il pelo, cremine e cremette ecc… ma anche il border che tu citi. si, va spazzolato ogni giorno e se non lo spazzoli il giudice se ne accorge, ma quando lo portano in ring, lo preparano pompandogli il pelo che sembra il doppio di prima, sebbene “prima” fosse curato pulito e spazzolato. un po’ come i collie, i bobtail ecc insomma cani “da pastore” quindi rustici, cane che dovrebbero appunto essere zozzi, infangati, spettinati dato che girano a pecore in mezzo al fango le erbacce ecc. invece, si stagliuzzano i peli dei peidi per farli tondi e togliere i ciuffetti ecc ecc… insomma, stanno dalla parrucchiera come le modelle prima di una sfilata. si non ha molto senso se vuoi vedere la sostanza ma tant’è che oggi gira così. e spesso la sostanza da vedere non è solo del cane ma anche del conduttore/conduttrice con scollature da brivido e simili, si sa insomma tutto il mondo è paese.ma anche lo yorky, il maltese ecc… se vuoi che sia presentabile in expo, lo devi toelettare un tot in expo, ma dedicarli tante cure anceh a casa con spazzola bagni, bigodini ecc… per tenere il pelo in certe condizioni tanto che finita la carriera agonistica li rasano corti che sono più comodi da gestire. e non solo quelli citati, anche barboni ecc ecc cani che appunto sennò richiederebbero ore anceh a casa per stare nella forma giusta per pio fare expo.io però non ce la potrei fare…

  6. anche a me un po’ mancano… ma mi manca qualche cosa che oggi non c’è piu’. Le expo sono molto cambiate da come ricordi tu… e purtroppo cambiate in peggio…. cioè in peggio per come la vedo io. Magari a qualcuno piace proprio questo clima da grand gala.. Comunque di zootecnico non c’è piu’ niente. Solitamente le relazioni sociali e le grandi amicizie riguardavano persone che allevavano razze diverse con cui non si era in competizione e si poteva complimentarsi, sparlare della concorrenza, dell’organizzazione e dei giudici venduti e incompetenti….. io con i bolognesi, tu con i briard. Io con i collie, tu con gli afgani…. e allora è tutto un “allora, come è andata? Primo? graande, complimenti, te l’avevo detto… è veramente unico ecc. ecc.” “Moolto buono? Ma che cosa ha bevuto… che scandalo. Ma chi è che ha vinto? ho capito … è la solita mafia. E’ uno scandalo…” Per questo, alla fine non è che sia poi tutto questo clima di odio, perché di fatto l’espositore medio ha di solito una forte antipatia verso due o tre rivali (gli allevatori con piu’ cani della sua stessa razza) e numerosi “amici” che allevano altre razze… e si mantiene neutrale, sospettoso con beneficio di dubbio, con i piu’ grandi rivali degli amici. Un po come i cani dei canili o degli allevamenti. A va ‘accordo con B, C e D, ma odia E che a sua volta però con C va d’accordo ma non con F e con D. G va d’accordo con tutti tranne che con H. H non va d’accordo con nessuno.. solo con C. Dinamiche strane…. e variabili. Questo forse è il lato piu’ divertente. Paradossalmente. Perché altrimenti…. il meccanismo in sé dopo un po’ è una noia mortale. Sarebbero sufficienti due o tre expo’ all’anno per godersele.

    • beh… però è vero anche il “maciaaaoooo! come stai, che bello che è oggi, l’hai appena lavato? ho saputo che hai vinto l’europeo complimenti”
      ovviamente con chi alleva7espone la tua stessa razz e magari poi èp riscitto allo stesso club… e in realtà stai pensando “ma non potevi startene a casa con quel cane dimm… che è un cesso ma i giudici fanno sempre vincere lui, sarà per le tue scollature che io non posso permettermi” nel frattempo l’altra anche lei ti sviolina complimenti a manetta ma se potesse ti tirerebbe una coltellata… eh, hai voglia. ma… non credo questo succeda solo in expo, lo vedo un po’ ovunque, e non solo se si parla di cani.brutta bazza, lo spirito competitivo.

  7. Cara Valeria , posso dire che sei un fenomeno sono tanti anni che ti conosco mi congratulo per tutti gli articoli che fai .
    Io vado alle espo per far vedere i miei cagnoni e per vedere gente , non parto mai da casa con il pensiero di vincere perchè dico ci sono anche altri , poi dipende dal giudice come quel giorno si è svegliato .
    un abbraccio Giuseppe B.

    • Sciur Biagiotti, quale onore! 🙂
      E grazie al piffero che tu vai in expo “senza il pensiero di vincere”: tanto vinci sempre! Detto da te non valeeeeeeeeee!!! 🙂

  8. a me piacciono i cani e mi piace fotografarli, quindi in un paio di occasioni ho seguito in esposizione un paio di amici che allevano da qualche anno Weimaraner. Posso dirlo? TUTTI MATTI – a partire da loro due. Una giornata intera di “vedi quel cane? Psssst, psst e psst e psst” e “vedi quel tipo? Psssst, psst e ppppppppppppssssssssssst!”. Da allora me ne sono tenuta molto alla larga…

  9. “Ed è per questo che quelli che ci vanno davvero, quando tornano a casa incazzati, sporchi come lumi e stravolti dalla stanchezza, dopo aver sfogato le ire funeste sulla moglie e aver accusato il cane di non aver “dato almeno un morso quel cretino” (leggi: il giudice), si attacca ad Internet e va sul sito dell’ENCI per scoprire dov’è che si tiene la prossima expo”…..
    e mi è venuto pure da piangere leggendo questo commento perchè mi sono presa 3 mesi obbligati di stop…. per recuperare i chilometri macinati sola io e il mio cane in giro per l’europa e per l’Italia degli ultimi tre anni!!!!

  10. Ok mettere pane al pane e vino al vino,quello che Valeria scrive è sacrosanto ed a volte penso che, leggendo, ho riso anche un po’ di me, ma…: provate ad immaginare tante, tante, tantissime persone di ceto sociale e cultura estremamente differenti, con credo diversi e con modi e metodi altrettanto variegati.
    E’ un po’ come un GF allargato ai cani: prova a sbattere 10-100-1000 persone dentro uno show che presuppone una vincita finale e… come finisce??? Stile GF…
    Ma c’est la vie, e senza un po’ di brio come si fa???
    Certo è che ok il brio, ma quando arriva l’arroganza e la maleducazione, nonchè la mancanza di rispetto, allora lì la cosa è differente…
    ma avete notato un’altra cosa??? Perchè la CINOFILIA si chiama così e non “cinofilìo”??? Perchè la cinofilia è donna!!! Io non ho mai sentito gli uomini (almeno quelli degni di questo nome) sparlare e spettegolare come donnette da cortile… è quando ci sono le donne che tutto cambia… 😉

    • Debora…mi dispiace doverti smentire dopo che hai detto che quello che scrivo è “sacrosanto”…ma gli uomini non soltanto ci sono, ma sono pure peggio delle donnette da cortile quando si tratta di spettegolarsi dietro! Che poi abbiano imparato da noi, è altamente probabile: però ti assicuro che hanno imparato bene! 🙂

  11. Quadretto realistco per moltissimi versi (anche se è vero che si denota una mancata frequentazione recente delle expo ;-), ma io non mi sento di appartenere a nessuna delle categorie citate.. dunque forse sono un caso molto più complicato che dottor Jackil e Mister Hyde 😀

  12. c’è una soluzione molto semplice cara Valeria
    darsi alla collezione di figurine Panini
    in tal modo si eviterebbe, anche, di portarle via così tanto del suo prezioso tempo

    • miii ragazzi cheppalle! questi articoli sono allegri, bonari, sono informativi per noi sciurimarii assoluti e NON CAPISCO com’è possibile che si offenda sempre qulcuno; sinceramente mi fanno PENA le bestiole che appartengono a proprietari così incazzosi e musoni. se dovete prendervi così sul serio lasciate in pace cani e gatti (che come tutti sanno, hanno voglia di divertirsi) e fate che arruolarvi nei talebani!

    • Deve aver avuto un infanzia notevolmente repressa esimio sig. Danton, ai miei tempi la collezione di figurine panini era causa di risse epocali, liti furiose ed amicizie infrante per la vita. A causa di una figurina scambiata con qualcuno piuttosto che qualcun altro.

      Con immutata stima… X-D

        • Spetta che ho studiato:

          Fase: “dalla terza in poi”…
          Categoria “A distanza di un annetto”…
          Classe: “quelli che non leggono le premesse”

          Le so tutte 🙂

  13. io vado in expò perchè mi piace, mi stanco da matti, macino anche 3000 km al mese e mi piace commentare a bordo ring, poi ultimamente son sincera c’è un bell’ambiente bene o male ci conosciamo tutti e, pur immaginando il chiacchericcio alle spalle, bene o male sappiamo chi e come chiunque di noi/loro lavora, per cui come dico sempre… le chiacchere stanno a zero quando ci sono i fatti che parlano.

    Ma e dico ma…. il quadretto di Valeria è reale, inutile quindi prendersela si fa più bella figura e si è più coerenti ridendoci e scherzandoci su…

    e la verità è che i cani a star chiusi per 10 ore in un trasportino in expò non si divertono per nulla soprattutto i cani di allevatori che poi poveri anche non stando in expò quella è l’unica vita che conoscono….

    • Sinceramente, devo essere più precisa: è una vita che faccio expo con i miei cani (mai più di tre o quattro alla volta), ho cambiato auto per farli viaggiare più comodi, prenoto in alberghi che TASSATIVAMENTE accettino i cani in camera e uso i trasportini solo quando sto sul ring; ogni viaggio è una partenza in anticipo perchè adoro visitare le città in cui vado, i miei cani stanno a passeggio con me (e a volte perdo perchè loro sono troppo stanchi, io carica di adrenalina, e loro si trascinano sul ring dalla stanchezza). Amo i miei cani, non condivido chi li lascia ad handlers perchè ho messo il naso, in quei furgoni, e non credo che un trasportino sull’altro e San Bernardo sotto barboncino o abbai continui testimonino il benessere degli animali. Non darei MAI un mio cane ad un handler, neppure se mi promettesse di chiudere il Campionato Italiano in un click!
      Ogni gara per me è da vivere: non voglio fare la falsa ipocrita, il quadro riportato da Valeria è esattamente quello che accade, che piaccia o no. Ma come accade in cinofilia, queste cose accadono anche nella libera professione come nella vita normale.
      Nella mia professione (Medico Veterinario) i colleghi, pur di “fregare” il cliente all’altro professionista, direbbero cose immonde anche non vere, il che fa del professionista un deficiente senza cultura… la Laurea non nobilita l’uomo, così come l’essere un serio allevatore non autorizza a comportarsi in modo antisportivo e maleducato.
      Non giustifico questi comportamenti, ma comprendo come la voglia di realizzazione a volte superi il buonsenso. E ciò non accade solo in expo…

      • Debora io faccio uguale con la differenza che spesso chiedo a Manni di portarlo in ring perchè soffro molto l’ansia da ring e il mio cane risente della mia pressione ma son li con loro e mi occupo io dei mei cani sempre e comunque.

        E poi si in ogni ambiente dive ci sia un minimo di competizione queste sono cose che accadono anche se devo dire la verità, alcuni commenti di deterninati espositori mi hanno lasciata allibita: a qualcuno è stato dato della prostituta senza nemmeno averci scambiato due parole e a me personalmente è stata spedita una lettera anomina indirizzata a mio marito che citava” Tua moglie che va in giro in expò a darla!!!!”

        quindi per loro io, parto da casa alla mattina alle 5, arrivo alle 11 in expò(se tutto va bene) mi sbatto a sistemare il mio cane, resto a chiaccherare con chiunque chieda info sulla razza di cui sono appassionata, presento il mio cane, poi recupero tutto, riprendo la macchina mi risbatto per tornare a casa forse alle 11 di sera….. si darla…… è vero!!! Offro a chi me lo chiede la mia esperienza la mia passione e le mie convinzioni!!!!!

        • Io credo Gisella che portare il proprio cane sul ring non dovrebbe comportare stati d’ansia: prova a pensare che quello è il momento in cui realizzi di essere “tu” ed il prodotto dei tuoi sacrifici, quel cane che hai sempre desiderato, che se lo presenti significa che lo ritieni “all’altezza”.
          Io ho smesso di dispensare consigli, tanto dopo cinque minuti sono a parlare con il competitore, alla ricerca di chi fa un discorso che a chi chiede piaccia di più, alla ricerca del miglior offerente per cuccioli.
          I consigli li dispenso volentieri a casa mia, seduta di fronte ad un caffè e ad un succo di frutta, con persone che, oltre a diventare i miei proprietari, saranno anche dei nuovi amici.
          Per me, gli handlers potrebbero fare la fame!

          • Debora, ho capito da ciò che scrivi che sto parlando con una persana che sa cosa succede in ring… qui in Italia son riusciti a farmi dubitare del mio cane, avevo quasi pensato di lasciare…. fortunatamente “non tutto il mondo è paese!”

  14. ….sono solo a metà lettura ma…..sei esilarante come sempre! Ho dovuto smettere perchè… stavo male! ahahahahah
    Adesso leggo il resto!

  15. Valeria, tu sei pazza! Sono in ufficio, post pausa pranzo, in open space… MI STO ASCIUGANDO LE LACRIME, mi si e’ sciolto il rimmel e fra i singhiozzi dalle risate la mia testa si figurava certe scenette e telefonava all’amica per ridere assieme! …oggi mi hai stesa… e non ho ancora letto la parte due dell’articolo! :oD

  16. Ho raccontato in un altro commento le assurdita mi sono capitate alla prima expo, adesso mi piacerebbe sapere (per pura curiosita) se qualcuno conosce Betty Weather, Masanori Fujimoto, Steve Keating o Niksa Lemo; sono i 4 giudici che ci avevano assegnato nelle 4 internazionali (1 al giorno) dove hanno spostato Balrog (che io avevo iscritto solo a 1 nazionale).

  17. La scena dell’ampollina d’acqua è troppo divertente. L’interpretazione da oscar deriva da molte esperienze in expo o è una dote naturale della sua amica?

  18. Bellissimo articolo 🙂
    Leggo sopra “il pubblico pagante…”. Vorrei andare a vedere l’expo che ci sarà a Torino il 6/7, é un’internazionale, ma mi chiedo… Per assistere senza cane bisogna pagare un biglietto di ingresso? Sulla locandina non c’è scritto nulla!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.