giovedì 7 Dicembre 2023

Il VERO Standard del… Rough Collie (con un pizzico di Smooth)

Dello stesso autore...

Valeria Rossi
Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

…e se qualcuno si stesse chiedendo “il vero Standard di CHE?!?”… come spesso accade quando si dice il nome corretto della razza, spieghiamo subito: il vero Standard  di Lassie!
In realtà Lassie, col rough collie attuale, c’entra più o meno come i cavoli a merenda: ma di questo parleremo tra poco.
Per ora limitiamoci a dire che la razza si chiama così, ovvero “collie dal mantello ruvido” (anche se è morbidissimo al tocco, questa è la definizione cinotecnica per questo tipo di pelo), per differenziarlo dallo “smooth collie” (stesso identico cane, ma a pelo raso: una varietà molto rara in Italia e per me particolarmente affascinante…anche perché questa sì, che ha ancora qualcosa di Lassie!) e, ovviamente, dal border collie, che ormai è più diffuso degli altri due messi assieme, e dal bearder collie, che invece non conosce nessuno nonostante sia un cane bellissimo e ricco di doti caratteriali.

COLLIE PARADE:

E questo qui a sinistra?
Avete creduto tutti che fosse un altro rough collie, vero?
Be’, siete scusati, perché in fotografia non si capiscono bene le dimensioni: ma in realtà è un tappettino che al rough collie potrebbe passare sotto la pancia.
“Ahhhhhhhhh…capito! E’ il collie nano!!!”
No, perché il collie nano non esiste.
Questo è lo Shetland sheepdog, che un tempo si chiamava Shetland Collie: ma siccome è veramente identico al rough,  l’FCI ha deciso di cambiargli nome, giusto per confondere ancora un po’ le idee alle Sciuremarie.
In realtà non è del tutto peregrina l’idea di NON chiamarlo più “collie”, visto che questo nome viene da “col”, antico vocabolo anglosassone che significa “nero”e che veniva attribuito alle pecore dal manto scuro tipiche della Scozia e che poi, per estensione, è stato dato anche ai cani da pastore.
Lo Shetland, invece, ha sempre lavorato sulle… Shetland, mini-pecore tipiche delle omonime isole in cui le risorse sono poche e quindi tutto è stato miniaturizzato: greggi, cavalli, cani. Insomma, lo Shetland è praticamente identico al rough collie, ma non avendo mai lavorato con le pecore “col” era giusto che si chiamasse in modo diverso…e comunque queste notizie si trovano anche negli articoli seri sulla razza, quindi passiamo alla parte meno seria (ma non per questo completamente di fantasia… e in questo caso devo dire: “purtroppo”!).

NOMI: lo scontatissimo “Lassie”, che negli anni ’60-’70 era diventato praticamente il nome ufficiale della razza per i cinofili da giardinetti, “tiene” ancora bene ma è stato in parte soppiantato, nel mondo delle Sciuremarie più acculturate, da pregevoli alternative. Come in: “Bello, è un Collier?” (sì, di diamanti pelosi),  o “Guarda, un Collar!”.

ASPETTO GENERALE: dice lo Standard: “Il collie deve immediatamente conquistare come cane di grande bellezza e deve mostrare, da fermo, una impassibile dignità con ogni regione del corpo proporzionata all’insieme“.
Tutto molto vero.
Che sia un bel cane, perdiana, è fuori discussione: magari non piacerà a tutti, perché nessun cane e nessun umano possono piacere proprio a tutti, ma sfido chiunque a dire che non sia esteticamente strafigo.
La seconda parte è altrettanto vera, anche se quella che lo Standard definisce “impassibile dignità” trova spesso sinonimi come “snobismo” e “puzza sotto il naso”, che – diciamolo – sono pure difficili da contestare: perché questo cane se la tira e se la stratira.
A differenza di molte altre razze, che appena prendi in mano una macchina fotografica si stravaccano a gambe all’aria e fanno facce indecorose, lui si mette in posa (col fumetto che dice “Vado bene così? Sono bello? ‘spetta, forse il profilo migliore è questo…che dici? Aspettiamo che si alzi un filo di vento, che così mi getta tutti i capelli indietro e faccio ancora più scena?”)
Se poi non sei pronto a cogliere l’attimo, passa repentinamente alla faccia scazzata (v. OCCHI) e la foto va a farsi benedire: ma non si può avere tutto dalla vita.

CARATTERE ED ATTITUDINI:Indole amichevole, senza traccia di nervosismo o di aggressività”.
Fine della storia, per lo Standard e – purtroppo – non solo per lo Standard.
E qui bisogna forzatamente parlare di Lassie, quella vera (ammesso e non concesso che ce ne sia mai stata una “vera”, visto che la maggior parte dei cani che hanno intepretato il ruolo della celeberrima eroina a quattro zampe erano maschi): un cane capace di mille prodezze, di saltare nei burroni, di nuotare nelle rapide, di affrontare malviventi e di salvare Timmy da tutte le situazioni ad altissimo rischio in cui lo sciagurato bambino andava regolarmente a cacciarsi (ma dare una regolata al ragazzino invece di far rischiare continuamente la pelle al cane… no, eh?).

Chi non avesse mai visto un film o telefilm della serie, e fosse invece avvezzo a frequentare le expo moderne, trovandosi di fronte a Lassie esclamerebbe sicuramente: “Uh, ma che groooosso!” e subito dopo: “Uh, ma che pelo coooorto!”.
Perché in effetti Lassie, rispetto ai collie di oggi, era un cagnone immane, ma spelacchiato. Sicuramente era anche un cane moooolto più facile da gestire, toelettare eccetera (secondo me, se avessero girato con un cane moderno la prima scena in cui il collie si tuffava in acqua – e poi avessero dovuto asciugarlo – i produttori avrebbero deciso che Lassie diventava seduta stante un malinois…): ma soprattutto era un cane da lavoro nel vero senso della parola, mentre quello di oggi è un cane da show.
Sì, vabbe’, in realtà lo si spaccia come “cane da compagnia”, ma non raccontiamoci le favole: è un cane da show, punto e basta.

E qui inserisco un box serissimo, chiedendo che vengano fatti SANTI SUBITO i pochi – ma proprio pochi – allevatori che tentano ancora di salvare le caratteristiche originarie della razza facendo lavorare almeno i cani sulle pecore: moltissimi altri se ne stracatafottono delle pecore – e non parliamo dei malviventi, eh? Che se fai BU a un cane da esposizione lo ritrovi il mese dopo a venti chilometri di distanza, perché non è manco capace di “tornare a casa” – e allevano matasse di pelo che non solo non si tufferebbero mai da un dirupo, ma che ti fanno il gesto dell’ombrello anche davanti a una pozzanghera (“Bagnarmi il pelo? Bagnarmi i piedi? Tu sei scemo!”). In compenso non ci son più problemi a far interpretare ad un maschio la parte di una femmina, e viceversa: tanto sono identici. Il dimorfismo sessuale è andato a farsi benedire insieme al carattere, e pure quello non sembra molto intenzionato a “tornare a casa”.

Continuo a essere seria anche fuori dal box, per un attimo: perché devo aggiungere una cosina tecnica.  Il pelo, per carità, fa scena. Il pelo è bellissimo (a parte il fatto che l’esasperazione ha limitato, anziché migliorare, la diffusione della razza, perché un conto è spazzolare un cane a pelo lungo e un altro è passare una giornata intera a pettinare un cane di taglia medio-grande a pelo infinito): ma non si può e non si dovrebbe MAI allevare solo quello, perdendo di vista tutto il resto.
E soprattutto non mi spiego per quale motivo un cane da pastore (da pa-sto-reeeee!!! Un cane che dovrebbe vivere nel fango, nella lana e tra la cacca di pecora!) debba essere cotonato e laccato come una Sciuramaria degli anni ’70 prima di salire su un ring.

Ma la funzione cinotecnica delle expo?
Ma tutta la menata che i cani si sottopongono al giudizio di un esperto per scoprirne pregi e difetti morfologici, soprattutto  in vista della riproduzione?
Ma che caspita potrà mai vedere,  quel povero disgraziato di un giudice, in una massa di pelo  cotonato?
E guardate che con le foto, in questo articolo, ci sono andata leggera: perché i collie di linee esclusivamente da show non li posso proprio guarda’ nel muso, quindi non ce li ho messi e non li faccio vedere neanche a voi.
In queste foto trovate un po’ di cani americani (che hanno uno Standard diverso dal nostro ed hanno ancora molto del collie originario, anche se purtroppo hanno spesso le orecchie completamente erette, che so’ proprio bruttine da vedere) e parecchi cani italiani, ma allevati da persone che amano davvero la razza e che si sforzano di continuare a selezionarne anche il carattere.

Sono cani bellissimi. E sono toelettati anche loro, eh: oggi, se allevi, in expo ci DEVI andare per forza…e se ti presenti su un ring con un collie “al naturale” ti conviene farti un rapido giro e poi prendere dirtettamente la porta senza aspettare neppure il giudizio, che sarebbe ignominoso.
Però, se non altro, questi sono ancora collie e non peluche: anche se sono un po’ “vestiti” da peluche.

Sono cani che puoi accarezzare (NON in expo, se non vuoi che l’allevatore ti stacchi una mano, dopo du’ ore che si smazza a cotonare-laccare-pettinare) senza che il cane faccia CAIN! e vada a nascondersi nel kennel (unico porto sicuro che conosce, visto che ci passa tre quarti della vita per evitare che si sporchi o che si strappi uno dei preziosissimi peli).
Sono cani che, usciti dal ring, vengono portati a correre nei prati, a giocare e magari anche a lavorare qualche pecora, e non chiusi immediatamente nel kennel di cui sopra.

E basta, mo’ smetto di parlare seriamente perché altrimenti sembra che questa razza mi stia sulle palle… mentre è vero l’esatto contrario.
Essendo stata una dei milioni di bambini cresciuti a pane e Lassie, per me il collie era quello lì: ero affascinata da Lassie, sognavo di avere “un Lassie”, mi sarei buttata apposta giù da un burrone pur di farmi salvare da un Lassie.
Vedere, oggi, dei peluche senza gambe, poco più alti di uno shetland, a volte con uno stop che sarebbe stato bene sui miei husky, pettinati con la cofana come la mi’ nonna e così timidi da aver paura di un bambino che allunga la manina per fargli una carezza, ebbene sì,  mi fa incazzare come una bestia.
Ma mi fa incazzare proprio perché questa è (e non voglio dire “era”) una razza meravigliosa, che la show-mania rischia di rovinare completamente (e non voglio dire “ha già rovinato” solo per rispetto agli allevatori di cui sopra, che ancora la salvano dallo sfacelo: ma non so per quanto reggeranno).
Mi fa incazzare non tanto perché “io” immagini il collie più o meno come nella fotoa destra,  ma perché sono arcisicura che LUI si senta ancora come nella foto a destra: un vero  pastore a tutti  gli effetti, molto più a suo agio tra le pecore che sui cuscini.

TESTA: vista di fronte come di profilo la testa deve rassomigliare a un cuneo ben smussato e pulito, armonioso nelle linee.  Il cranio deve essere piatto. Le facce laterali della testa devono assottigliarsi gradualmente e uniformemente dalle orecchie al tartufo nero senza zigomi prominenti o muso appuntito.Viste di profilo, le linee superiori del cranio e del muso si estendono in due linee diritte e parallele, di uguale lunghezza, separate da uno stop leggero ma percettibile. Il punto di mezzo fra gli angoli interni degli occhi (che corrisponde al centro di uno stop correttamente piazzato) è il centro di equilibrio della testa in senso longitudinale.
Chi non avesse capito una parola, non si preoccupi: adesso parleremo della testa nel senso che interessa di più la vita pratica.
Chi ha capito perfettamente tutto quello che scrive lo Standard, è pregato di rileggere, trileggere, quadrileggere e poi di guardare i propri cani. Se nota qualche discrepanza, sappia che ha ragione lo Standard e non il  giudice che magari gli ha dato il BOB.

Per  i normali esseri umani: la testa del collie è fatta a cuneo, e come tale si incunea. Ovunque!
Non esistono spiragli, fessure, borse, tasche in cui questi musi appuntiti non riescano a penetrare (e se non ci arriva tutto il muso, parte la prolunga: ovvero una lingua che i formichieri se la sognano di notte). Sappiatevi regolare, please.

Altra nota importante: il collie, ovviamente, ha lo stesso numero di denti di un boxer. Non è che in un muso lungo ce ne stiano di più.
Peeeeeeeerò… anche una giraffa ha lo stesso numero di vertebre cervicali di un tapiro: ma è indubbio che arriva più in alto.
Insomma, in un muso lungo i denti stanno più comodi: si prendono tuuuuutto il loro spazio. Si dispongono serenamente lungo un’autostrada, anziché comprimersi in una piazzuola.
Risultato? Se il collie si mette a masticare qualcosa, l’effetto coccodrillo sarà assicurato e quel “qualcosa” risulterà masticato da cima a fondo, senza soluzione di continuità (e solitamente senza speranza di poter essere in qualche modo aggiustato).
Per fortuna il collie è un cane molto serio e posato, che in età adulta non si abbassa a fare cose così sciocche (a meno che il “qualcosa” non gli sembri commestibile): mentre da cucciolo non è ancora abbastanza coccodrillesco e quindi i danni sono comunque limitati.
Il problema si presenta soprattutto con i cuccioloni, che quando vengono beccati con le mani – o meglio, con i denti – nella marmellata non possono essere neppure sgridati o puniti con eccessiva veemenza, perché sono sensibilissimi e ci restano malissimo. Capaci di togliervi il saluto a vita, o quasi.

A proposito di cuccioli: visto quello che ha combinato la selezione (o dis-selezione, se preferiamo), trasformato un cane da lavoro in un cane da sh…pardon, da compagnia, i cuccioli vanno socializzati moltissimo, il più precocemente possibile, per evitare che sviluppino un’eccessiva timidezza.

Questo vale molto più per le linee da show “estremizzate” che per le linee ancora “di tipo Lassie”, o quasi: però è genericamente vero che i cuccioli sono molto sensibili, che un’esperienza traumatica può segnarli a lungo e che hanno bisogno di  “scoprire il mondo” prima possibile per crescere sereni, equilibrati e sicuri di sé.
Magari non affronteranno mai un bandito armato, ma se non altro non scapperanno davanti a un gatto o a una banda di ferocissime…galline.

Inutile dire che, se si ama davvero questa razza, oltre a persone e animali domestici bisognerebbe fargli prendere confidenza con le pecore. E purtroppo devo dire che per trovare UNA foto di cane al lavoro sulle pecore sono dovuta andare nuovamente a ravanare tra i cani americani, perché in Italia il rough collie non lo usa quasi nessuno.
O meglio: almeno “una” famosa allevatrice (santa subito!) li usa e lo so perché li ho visti con i miei occhi, ma sul suo sito non ho trovato foto.
Tutti gli altri (o meglio: anche lei, perché alleva entrambe le razze) lo sheedog lo fanno con i border, che sono sicuramente più facili da addestrare (e soprattutto da pettinare). In realtà, però, il rough collie sa essere un ottimo cane da pastore che spesso, se inserito nel suo vero habitat, tira fuori un carattere, un’intelligenza e delle capacità lavorative che i suoi umani, fino al giorno prima, non avrebbero mai immaginato che potesse avere.
Insomma, anche quando l’uomo ci prova bene, a rovinare una razza, il DNA a volte lo spernacchia e mostra al mondo intero cosa sa fare un cane quando viene lasciato libero di esprimere le sue doti naturali (e se non proprio “naturali”, almeno selezionate in passato da gente che sapeva quello che faceva).

Poi, per carità: si può anche scegliere  il collie come il cane da compagnia da divano-spazzola-cuscino-letto-expo che è diventato oggi. Qualcuno sicuramente penserà che sia meglio “questo” collie di quello di un tempo, che era pure bello tostarello e che magari, se gli facevi girare le scatole, ti girava anche una pizzicata. La mia personalissima e opinabilissima opinione è che un cane da lavoro dovrebbe restare tale e che le sue doti caratteriali (quelle “alla Lassie”) avrebbero dovuto essere esaltate, e non inibite.
A me piacerebbe, per esempio, vedere un collie in UD che se la gioca alla pari con i pastori tedeschi: ma non pretendo che tutti la pensino come me. Solo, ricordatevi che il collie di oggi è il collie di oggi, e non quello di trent’anni fa. Se vi piace e lo volete, fate benissimo a sceglierlo: se state ancora pensando a Lassie, invece, lasciate perdere, oppure orientatevi sullo smooth…che farà meno scena fuori, ma per chi vuole il cane da lavoro – senza offesa per nessuno – è sicuramente meglio “dentro”.

OCCHI: qui bisogna proprio leggersi lo Standard, perché a mio avviso descrive alla perfezione gli occhi del collie.
Sono una importante caratteristica e conferiscono una espressione dolce al cane. Devono essere di grandezza media (mai troppo piccoli), con inserzione un po’ obliqua, a forma di mandorla e di colore marrone scuro, eccettuato che per il blue merle in cui gli occhi sono frequentemente (uno o tutti e due, o parte di uno o di entrambi) blu o macchiati di blu. L’espressione è piena di intelligenza e quando il cane è in ascolto lo sguardo è vivo e attento.
Tutto vero, verissimo, sacrosanto.
Solo, manca qualcosa.
Per esempio, manca il fatto che il collie, essendo un cane intelligentissimo (e questa caratteristica non l’ha mai persa), sia anche capace di prendere per il sedere gli umani come e quando vuole. Ed è vero che questo lo fanno un po’ tutte le razze (e non razze: insomma, lo fanno tutti i cani!), ma quasi tutti gli altri – pur con qualche clamorosa eccezione – poi fanno la faccia indifferente o la faccia da angioletti innocenti.
Il collie, invece, ti ride in faccia senza alcun ritegno.

Così come non ha alcun ritegno nel farti la faccia clamorosamente scazzata, con l’occhio che proprio si ammoscia o che ti guarda storto pensando “che palle” quando si annoia, quando gli umani sono proprio noiosi…o quando non sei pronto a scattargli la foto nel momento in cui sente iper-figo.

C’è da dire che a fare la faccia scazzata si allena già da cucciolo: forse per questo gli riesce tanto bene da grande.
Ma c’è anche da dire che queste facce qua le vedi moooolto spesso nei cani in attesa a bordo ring: che non hanno il permesso di giocare con gli altri cani (si spettinerebbero), né tantomeno di essere pacioccati dagli umani (l’unica parte del corpo di un collie che può essere toccata quando sta sul tavolo da toelettatura è il naso: ma quando ben ti ha dato un par di annusate, visto che il tuo odore è sempre quello, che altro può fare il cane? Quindi si rompe le palle e fa quella faccia lì).
Una volta che si è specializzato in facce scazzate, e soprattutto una volta che ha capito che l’umano si preoccupa (“Oddio, che hai? Non ti senti bene? Sei stanco? Ti annoi?”), il collie ci marcia spudoratamente ed esibisce quella faccia lì ogni volta che vuole mangiare, giocare, prendere coccole, uscire, dormire, essere grattato sulla pancia, essere fotografato, NON essere più fotografato, guardare un po’ di TV  (tutti i collie che conosco la guardano con apparente interesse) eccetera eccetera. Una volta ottenuto quello che voleva, naturalmente, lui ti ride in faccia: ma tu non te la prendi, anzi sei felice perché lo vedi finalmente con la faccia allegra.
I collie, bisogna dirlo, sono tra i migliori addestratori di umani al mondo.

NASO: se togliamo il piccolo problema collaterale del trovarselo infilato ovunque, il naso del collie è proprio un bel naso. Elegante, ma nello stesso tempo tutto da pacioccare. Siccome lui lo sa benissimo, lo infila appunto ovunque: certo che otterrà, come unica reazione, un bacio schioccante sul “nasone adorato della mamma”.

ORECCHIE: le orecchie, da Standard,  devono essere piccole, né troppo ravvicinate né poste troppo di lato. Quando il cane è in riposo sono, abitualmente, gettate all’indietro; ma quando il cane è vigile sono portate in avanti, semi-erette, cioè con approssimativamente due terzi dell’orecchio eretto e l’ultimo terzo cascante naturalmente in avanti, sotto l’orizzontale.
Il portamento delle orecchie del collie è uno dei suoi tratti più caratteristici e forse per questo si fa qualsiasi gesto pur di ottenere il portamento corretto. Massaggini, pesi sulla punta, ogni sorta di escamotage è già stato inventato per evitare che il cane porti le orecchie “a pastore tedesco”: in realtà questo non è molto onesto, perché le orecchie dovrebbero stare semierette per DNA e non per pacioccamenti successivi.

Gli americani, come dicevo più sopra, sono più tolleranti con le orecchie totalmente erette…che però belle non sono, bisogna ammetterlo.
Vabbe’: si paciughi pure un po’, magari solo per migliorare un portamento già corretto ma non perfettissimo… purché non si causino sofferenze al cane e soprattutto purché ci si ricordi che non è corretto cercare di rimediare artificialmente alle lacune genetiche (e questo vale per millemila altre razze e per millemila altri parametri, dal portamento della coda alla…presenza di due testicoli!)

ARTI: Le spalle devono essere oblique e ben angolate. Gli arti anteriori diritti e muscolosi, né sporgenti né rientranti ai gomiti, con ossatura di moderata grossezza.
Gli arti posteriori devono avere cosce muscolose, metatarso asciutto e nervoso, grassella ben modellata. Il garretto piazzato abbastanza in basso e molto potente.
Lo Standard tralascia di specificare che le gambe il cane dovrebbe innanzitutto averle. Giustamente, luii lo dà per scontato: certi allevatori, a quanto pare, no.
Nel collie sta succedendo quello che è successo in passato nel siberian husky: più si allunga il pelo, più si accorciano le gambe. Il che, ovviamente, è una mansanta sia per un cane da slitta che per un cane da pastore.
E qui verrebbe da dire: ma gli allevatori sono così cretini? Ovviamente no: semmai sono cretini i giudici. L’allevatore, se vuole “essere qualcuno”e quindi vincere, deve adeguarsi a ciò che il ring impone: se cominciano a vincere, rivincere e stravincere i bassotti col pelo che tocca terra, l’allevatore finirà per forza per privilegiare il cane tappo e peloso su quello ben costruito, ma magari un po’ meno appariscente.
SANTI SUBITO, dunque, anche i giudici che profferiranno (se mai lo profferiranno) un giudizio come questo: “Caro signore, il suo cane è perfetto per togliere la polvere dai pavimenti, ma una pecora la polvere la farebbe mangiare a lui. Molto Buono e fora dai pall”.

CORPO: Piuttosto lungo rispetto all’altezza. Dorso fermo, leggermente rimontante verso le reni, costole ben  discese, torace profondo e piuttosto ampio dietro le spalle.
Altra nota tecnica (sto diventando noiosa?  Se è così , perdonatemi: non tutti i “veri standard” possono essere solo umoristici, perché le cose importanti bisogna dirle!): dorso “rimontante verso le reni” non è sinonimo di “schiena insellata”.
Deve risalire il rene verso la groppa, NON  scendere la colonna al centro della schiena!

MANTELLO: trascrivo qui quasi tutto quello che dice lo Standard: “deve conferire armonia alle forme del cane. E’ molto denso, con pelo di copertura  ruvido al tatto; il sottopelo è morbido come una pelliccia e molto compatto, tanto da nascondere quasi la pelle. La criniera e il collare devono essere molto abbondanti; sul muso il pelo deve essere liscio e lo stesso dicasi per le estremità delle orecchie, che devono però avere peli lunghi verso la base. Gli arti anteriori devono essere ben forniti di pelo; quelli posteriori forniti di pelo a profusione al di sopra del garretto, ma non al di sotto di questo. Il pelo della coda è molto abbondante.
I tre colori ammessi sono: sabbia e bianco; tricolore; blue-merle.
Tutti i tipi di mantello sopra citati devono avere le macchie bianche tipiche del collie in proporzioni più o meno grandi. Sono desiderabili le seguenti marcature: collare bianco completo o parziale, pettorale bianco, gambe e piedi bianchi, punta della coda bianca. E’ ammessa una macchia bianca sul muso o sul cranio o su entrambi.”

Che il pelo del collie, nel periodo della muta, vaghi per casa mi sembra superfluo sottolinearlo: che necessiti di cure, idem (anche se , per i cani NON da expo, una spazzolata al giorno leva il problema di torno):  quindi, stavolta, facciamo una considerazione un po’ diversa dal solito. Come si può vedere, pur avendo tagliato un bel pezzo (e cioè la descrizione dettagliata di ogni colore), lo Standard tra un po’ parla più del mantello che di tutto il resto del cane. E da qui, forse, si può intuire perché la razza abbia preso una certa piega.
Certo, il collie è in assoluto il cane più “scenografico” dell’intero panorama cinofilo: ma in allevamento non si dovrebbe MAI pensare solo alla scenografia, mentre alcune persone ci si sono buttate a pesce dimenticando il carattere, le attitudini, insomma tutto il (grande) cane che c’è – o ci dovrebbe essere sotto il pelo.
Lo so che questo “vero Standard” non fa ridere come altri: ma quando qualcuno ci si mette d’impegno per rovinare una razza, c’è poco da ridere.
Per fortuna esistono ancora allevatori – e lo ri-ripeto:  SANTI SUBITO! – che non si sono arresi a questa tendenza sciagurata, che allevano ancora cani “di una volta” (o quasi, perché qualche concessione all’estetica è obbligatorio farla, se si vuole ancora vincere qualcosa: ma ben venga il pelo più folto e più bello, se rimangono intatte ANCHE le doti caratteriali) e che possono salvare – nel vero senso della parola – il rough collie dal diventare un oggetto di arredamento anziché un cane.

Una di queste persone, qualche giorno fa, mi scriveva: “Qualcuno dice che dovrei smettere di allevare”.
Io penso che dovrebbero smettere gli altri: quelli che hanno dimenticato le origini, la storia, l’essenza di questo grande da lavoro e che vivono della luce riflessa della povera Lassie, producendo cani che a Lassie non sarebbero degni neppure di reggere la coda.
Concludendo: anche se ho lanciato un po’ di strali velenosi sul rough collie, io ADORO il rough collie e faccio un tifo sfrenato perché Lassie “torni a casa” davvero, tornando ad essere il cane fantastico che era. Ma per riuscirci, ovviamente, ha bisogno di appassionati veri: di persone che magari se ne infischino di un BOB o di un BIS in più o in meno, ma abbiano voglia di mettersi in gioco, di prendersi un collie e di portarlo ad eccellere nella sua disciplina di elezione (lo sheepdog) o in altre discipline sportive o di utilità sociale. Vogliamo rivedere il rough collie “in giro”, come un tempo: non soltanto sui ring, laccato e con la cofana. Vogliamo riscoprirlo come cane da lavoro: che la compagnia sanno farla tutti, e dello show fine a se stesso i cinofili veri non sanno cosa farsene.
Certo, è una bella sfida: ma le sfide difficili sono anche quelle che, quando si vincono, danno più soddisfazione.


 

 

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35 Commenti

  1. Ho una collie di 8 mesi e devo dire che è una razza fantastica…in effetti la mia in confronto a queste foto mi sembra un po’ ‘spelacchiata’ :D….ma io non l’ho scelta per l’estetica o il pelo bensì perché informandomi e documentandomi mi sembrava la razza adatta a quello che cercavo….inoltre ha un grande giardino dove poter correre e sporcarsi di fango :D…..e fortunatamente non se la tira per niente, ho un nipotino che ha delle disabilita’ e si trova benissimo con lei, giocano sempre insieme e si divertono entrambi…abbiamo notato anche dei miglioramenti nel bimbo quando sta con lei :)…anzi a volte sono gli altri bimbi che hanno un po’ paura quando gli salta addosso per giocare perché è grandicella , ma ora sta imparando a non farlo (apprende abbastanza velocemente i comandi)….in conclusione: sono soddisfatta di questa razza e sono soddisfatta di educarla rispettando la sua natura 🙂

  2. Il mio collie non rispecchia queste caratteristiche, è una femmina di 3 anni ed è veramente imprevedibile, primo non ha il pelo lungo come gli altri, è abbastanza robusta e per quanto riguarda il suo carattere ha ancora le caratteristiche del lessie. Non ho le pecore quindi non può badare a loro, ma se ci sono dei pericoli non si tira di certo indietro, e non è affatto un cane da show anche perchè detesta farsi foto, non si mette in posa. Credo che alcuni conservano le loro caratteristiche, non sono tutti da esposizione, e questo credo che dipenda anche dai loro padroni.

  3. Salve, io ho un collie(classico Lassie), e si chiama proprio lassie, desideravo avere una informazione se è possibile, la domanda è: dietro le orecchie vedo che ha grumi di pelo, vorrei tagliarli ma ho paura che ci sia la pelle e posso farle del male, come posso verificare una cosa del genere?
    Grazie in anticipo
    Piero

  4. ciao e se la verità stesse nel mezzo ????
    Danilo la mia collie è figlia di un maschio “tuo” se sei quel Danilo allevatore e di una femmina francese…..e ai miei occhi è bellissima … io sono profana del ring ma qualcuno mi ha detto che è bella….

  5. trovo fantastica la sua descrizione e se ci fosse più persone come lei la meravogliosità di questa razza sarebbe salva. Il mio Dakota è con pregi e difetti come lo descrive. Anche io a pane e Lassie ma ci ho messo 30 anni prima di prendere un cane vero e mi sono assicurata di non trattarla come un peluche. Vive in appartamento ma non mi dimentico mai le sue lunghe e ripetute (più volte al giorno) passeggiate che si intersicano con il mio lavoro e la mia vita..ne dimentico gli spazi verdi che lui adoro..e quando lo vedo volare nel verde mi verrebbe da telefonare a tutti gli allevatori e i propietari che cercano peluche..è una meraviglia di cane con uan capacità di lettura del comportamento non verbale di noi umani che è impressionante! a volte mi soprendo..di quel che impara da solo, io non sono maestra di nessuno. Ma va socializzato da subito la tendenza alla timidezza altrimenti prende il sopravvento. Per chi vuole il mio Dakota adora socializzare . La ringrazio per l’onestà intellettuale (rarissima), competenza (rara) e la simpatia (miracolosa) che ha messo nell’articolo

  6. Io ho una border… ho sempre amato fin da bambina i Collie (pastori scozzesi, questi qua insomma), ma più ne conoscevo più mi rendevo conto che non avrei mai trovato un collie vero. Quindi, mi sono buttata sul cugino bianco e nero, che caratterialmente è l’incarnazione di quanto qui descritto per il Collie. Insomma, ho ottenuto il carattere che desideravo in un quadrupede forse un po’ piccolo per i miei gusti, ma chissà: magari un giorno troverò un collie che si aggiunga al mio branco!

  7. Al campo di UD che frequentiamo io e il mio cane per un certo periodo è venuto pure un rough collie. C’è voluto un pò per aiutarlo ad esprimersi perchè, effettivamente, all’inizio era un pò timido (anche se non faceva cain se provavi ad accarezzarlo, non si poteva però prenderlo a sonore paccate affettuose come con i pastori tedeschi, perchè anche con una carezza appena un pò più vigorosa del solito ti guardava allibito e anche un filino sconvolto da tanta cattiveria), alla fine però negli attacchi teneva tranquillamente testa a tutti gli altri pt. E come si divertiva! Ma facciamoli lavorà, ‘sti benedetti cani, che se poi li trasformiamo tutti in cani da show, alla fine quale sarà mai la differenza fra una razza e l’altra nel rapporto con l’uomo? Se continueremo così l’unica discriminante per scegliere una razza sarà quanto tempo posso dedicare alla sua toelettatura!

  8. Bellissimo articolo, letto solo ora, però mi chiedevo.. visto che gli allevatori ignominosi non si possono nominare.. Gli Allevatori di rough per chi fosse interessato ad informarsi meglio sulla razza si possono avere??? *__*

  9. Perfettamente d’accordo i collie che vedo ora (pochi a dire il vero) non sembrano più nemmeno tali. La mia è un collie americano, ha le orecchie dritte e così le ho lasciate e secondo me è proprio bellina, non sarà nello standard della razza ma..nella sua natura sì! Sono cani fantastici, difficili da educare da cuccioli perchè non si fanno sottomettere facilmente, intelligenti, espressivi e di una dolcezza che non avrei mai immaginato.. 🙂

  10. Tutto, tristemente, giusto… com’è giusto di conseguenza che questo “vero standard” non faccia ridere molto, perché purtroppo questa volta gli atteggiamenti da prendere in giro sarebbero più quelli degli allevatori e non quelli dei proprietari e questa è una cosa che non fa ridere, ma nemmeno sorridere…

    Da assoluto ignorante in materia quale sono ho visto un paio di mostre canine e sono rimasto malissimo nel vedere quella che era la razza da me più attesa: cani piccolissimi (specialmente le femmine!) dal pelo esagerato, con uno stop che più che uno scalino sembrava un muro di cinta e sopratutto con una paura smodata ed evidente, tutti con la coda tra le gambe e molti a camminare rasoterra…

  11. Inutile negare che i collies di stampo francese siano molto appariscenti, però continuo a preferire il mio…Stop leggermente accennato (niente nasi all’insù quindi), pelo sobrio, bella carbonatura, carattere equilibrato tendente al “cuore impavido”, nonostante spesso venga snobbato proprio perché così diverso dai collies che si vedono in expo -Che testa classica!- mi sono sentita dire a volte, con tono di stizza.

    Esilarante la descrizione del naso…il mio lo ha proprio gommoso e adoro stropicciarglielo! Idem per la posa da foto che spesso assume…Si sente molto divo!

  12. comunque io che conosco gente che ha border e shetland… o se ne fregano e le orecchie vengono come vengono o tutti e ripeto tutti, qualcosa per correggerle la fanno… boh…i collie “e basta “invece” per strada non ne vedo più. pochi rari rarissimi. ne vedo in expo e di solito vanno al BIS e sono sempre pompatissimi di pelo, che anche io mi chiedo… come per i border del resto, cosa centri quel pelo con merda di pecora erbacce fango ecc… come per tante altre razze, tipo il setter ad esempio. boh, ma anche io per il discorso expo e razze… la penso come la redazione e non mi stanco mai di ribadirlo…

    • Per quanto riguarda le orecchie dei border, lo standard FCI dice che possono essere erette oppure semi-erette. In expo va un po’ in base a ciò che piace di più al giudice in questione….tantissimi preferiscono orecchie semierette, per cui le appesantiscono nello stesso modo che si utilizza abitualmente per tanti rough collie….tanti giudici inoltre apprezzano la simmetria, per cui se una è piegata e l’altra no, i proprietari cercano di abbassare quella non piegata…insomma…fanno un po’ in base ai gusti personali. 😉

      Per gli shetland lo standard dice che dovrebbero avere le punte ricadenti in avanti, non specificando però in che proporzione, come è fatto per il rough collie.

      • lo so lo so so tutto…border a orecchie diritte che hanno preso buono perchè al giudice piacciono giù quando lo standard dice erette o semierette quindi non ha senso…e tanti sono i cani incerottati da piccoli per correggergliele, almeno per chi vuole portarli in expo. io ho alcor che le ha giù… ma siccome mel’hanno data a 8 mesi no si poteva più fare nulla per correggere e ne aveva già ahime, una in avanti una a rosa… tra l’altro quella a rosa ogni tanto si piaga dentro per via della doppia piega… e a me non piace per nulla l’orecchio a rosa. Già… prima ancora di avere alcor con la stessa mya che è meticcia ma ha le orecchie giù in avanti, anche se è capace di drizzarle se vuole una sola per volta o tutte e due assieme…quando era cucciola ho lavorato abbastanza perchè le tenesse bene, come piace a me e simmetriche. a volt ecapitava che ci dormiva su male e prendeva la piega a rosa un’orecchio.lo fermavo per un giorno o due nella posizione corretta e tornava a posto… fino al cambio dei denti poi se dio vuole… non serve più.qualcuno mi diceva… ma che ti frega è bastardina. è carina con le orecchie diverse,e perchè mai dicevo io, seè bastardina deve avere le orecchie iverse? mi piacciono decisametne molto di più come sono uscite alla fine invece anche se probabilmente lasciando fare alla natura sarebbero state a rosa entrambe…stessa cosa sto facendo, tribolando non poco, e per lo stesso motivo di mya, con le orecchie della figlia di alcor, avendola fin da quando è nata sto lavorando perchè le tenga uguale e piegate avanti… e non a rosa. lei e mamma le hanno grnadi, non stannoe rette con la putina piegata ma proprio quasi tutte giù ma comunque le voglio uguali e non le voglio a rosa… non vedo l’ora che passi sto periodo. sto sempre li a sistemargliele quando si mettono male e se vedo che prendono proprio la piega sbagliata le fermo per una mezza giornata… e tornano appsoto ma che due palle però… dopo tutto sto lavoro… almeno una qulche volta in expo… glie la dovrò portare per forza eh!

  13. Ooohhh bellissimo! 🙂 grazie per le specifiche sui metodi di allevamento odierni… Mi ero sempre chiesta come facessero i pastori a gestire un pelo del genere nei loro cani…

  14. Uhm….non sono rimasto così entusiasto di questo “vero standard”.
    Il collie si suddivide in 2 categorie:
    – collie moderno (o francese): che sono quelli con la cofana, principalmente tirata su per mascherare i difetti della testa…la tendenza di questi allevatori è di fare teste da chow chow..che di attinenza con lo standard non ha davvero nulla.
    – collie classico: che se vogliamo assomiglia un pochino di più all’americano.

    Tutti e due possono essere da show ma mentre il primo ha un pelo che bisogna pettinare in continuazione, il secondo ha un pelo a cui basta una spazzolata a settimana..ha una tessitura e consistenza davvero diversa ed è ruvido al tatto….le uniche zone un po’ più sensibili sono quelle dietro alle orecchie dove il pelo si infeltrisce un pochino di più soltanto perché il sottopelo viene prodotto più velocemente…ma bastano 5 minuti con una spazzola qualsiasi ogni 4-5 giorni.

    I miei fanno expo, eppure corrono, giocano nel fango, nei fiumi etc etc etc. (se vuoi qualche foto ne ho a bizzeffe) esattamente come un cane normalissimo…e la maggior parte di coloro che incontro nelle esposizioni tiene il proprio collie esattamente come li teniamo noi… quello del pelo sono soltanto leggende metropolitane.

    Per quanto riguarda l’attitudine al lavoro è vero che hanno perso molto…ma è soltanto un’istinto che può essere risvegliato, la settimana scorsa siamo andati a provare le pecore (eravamo 8 collie, tutti con linee da expo) e si sono tutti comportati benissimo…chi più chi meno…ma sicuramente non ne ho notato nessuno terrorizzato.

    Per quanto riguarda le orecchie forse non sai che ai collie americani da esposizione vengono “impacchettate” con strane impalcature da quando hanno 2 mesi per dare quella forma lì (che solitamente ha la piegatura più alta)…alcuni la tolgono soltanto 5 minuti prima dello show per poi rimetterla subito dopo aver sfilato.
    Il fatto delle orecchie erette può essere dovuto alla forma sbagliata delle stesse oppure allo spessore troppo elevato delle cartilagini….così come ci sono cani con orecchie che tendono a salire, ci sono anche collie con orecchie troppo pesanti (ai quali solitamente si taglia il pelo all’interno per non appesantirle ulteriormente)

    • Vorrei aggiungere, per completezza, che il collie americano ha un’altro standard per cui si tratta a tutti gli effetti di due razze diverse.

      Il problema è che oggigiorno si trovano 2 razze diverse anche tra quelli europei, pur avendo lo stesso standard (che non è variato per nulla praticamente dall’87, ma allora erano tutti collie “classici”)…la moda del troppo pelo, del cane quadrato, del collie troppo pesante o troppo leggero e soprattutto del cane che non cammina sta purtroppo dilagando….e rovinando la razza….

      • Danilo… ma perché dici che non sei rimasto entusiasta e poi dici le stesse cose che ho detto io? 🙂
        Che ci siano due categorie l’ho detto (io le ho chiamate “collie di una volta” e “collie moderno”, ma ”nzomma, siamo lì); che siano da show anche quelli “classici” l’ho detto (tanto più che chi capisce un minimo di cani capisce anche chi sia la “santa subito” che fa lavorare i cani sulle pecore…e in expo vince, altroché se vince! 🙂 ); che lo standard americano sia diverso, l’ho detto. Che si paciughi con le orecchie, pure.
        L’unico punto su cui discordiamo è quello del pelo… ma ti assicuro che lì parlo per esperienza personale, perché conosco persone che i cani non li tirano proprio MAI fuori dal kennel per paura che “si sciupino”. Poi, ovviamente, questa era anche un po’ un’esagerazione: ma qualche “lato comico” ce lo dovevo mettere in un “vero standard” che stava diventando troppo serio!
        Ovvio che non tutti i collie vivono in kennel (grazie al cielo!): ma qualcuno, purtroppo, c’è, che li tiene così. E allora…lasciate che lo prenda un po’ per i fondelli, please! 🙂

        • “Gli americani, come dicevo più sopra, sono più tolleranti con le orecchie totalmente erette” –> sono principalmente loro che fanno le impalcature! 🙂

          …me lo rileggo ancora una volta dai… 😉 …e se vuoi ti lascio uno dei due pargoli una settimana, senza spazzole…così ti ricrederai sul pelo.. 🙂

          • Sì, ma anche: “In queste foto trovate un po’ di cani americani (che hanno uno Standard diverso dal nostro)…” 🙂

          • Ops, sorry, mi è partito un invio di troppo…
            Dicevo: ma io lo so benissimo che il pelo del collie (quando è quello giusto, ovvero quando è davvero “rough”) è un pelo che non patisce nulla.
            Devi andarlo a dire a quelli che tengono i cani in kennel vita natural durante, perché altrimenti gli cala la cofana! 🙂

          • 😀 …secondo me comunque bari! 😛 😛 😛

            …o hai modificato alcuni piccoli passi…oppure sono io che prima non ho letto con troppa attenzione… pppprrrrrrrrrrrrr….. 😉 😉 😉

          • io ho avuto un collie anni 70…. un collie “da contadino”, figlio della cagna del contadino vicino di casa… tenuto “male”… cioè con una cultura cinofila arretrata… per certi versi aveva vantaggi che i cani di oggi non hanno piu’, a partire dal fatto che era sempre libero con ettari di terra a disposizione e padroni che lavoravano nei campi e stavano tutto il giorno fuori con lui. Non veniva spazzolato regolarmente… per lunghi periodi quasi niente. Ricordo che quando andava in muta arrivava ad avere ciuffetti di pelo morto chiaro che affioravano… allora mio padre glieli staccava con le mani e poi sistemata tutto con una vecchia spazzola che era stata per umani, riciclata per il cane. Non c’era niente di “appostiamente comprato per il cane”. Forse solo la catena… che per fortuna era proforma e non usava praticamente mai. Anche il collare era una vecchia cintura. Le ciotole pentole vecchie… ma non divaghiamo, torniamo al pelo… malgrado il pelo lungo dopo pochissimo tempo e con pochissime cure ritornava bellissimo, biondo e folto… come quello di Lassie. La Lassie che vedi in foto… era proprio uguale a Lassie.. forse le orecchie le teneva piu’ basse…. la forma tipica semieretta ce l’avevano solo quando era in attenzione. Ma veramente in attenzione. Tipo vedeva un cane estraneo da lontano… o un topo. Altrimenti quando era rilassato le teneva spesso basse o indietro…. forse anche per via del carattere in perenne pacificazione e adorazione dei famigliari che aveva intorno…. lo ricorso sempre scodinzolante che seguiva l’umano di riferimento in modalità “e adesso che cosa facciamo”.
            Come volontario al canile ho avuto a che fare con altri tre collie… collie anni 90. Uno è ancora vivo… anche se è stato adottato. Ormai ultrasedicennne. Tra questi (due in particolare) avevano un pelo che dovevamo regolarmente tosare perché con le cure del canile non ci si saltava fuori… lo so, al canile c’è poco tempo, ma giuro che… il tempo dedicato dai pochi volontari al canile era comunque maggiore di quello che i miei famigliari dedicavano al mio. E non è che il mio fosse spelacchiato con mantello similborder… aveva un bel pelo, lungo, folto… soprattutto il collo con quel collare bianco che sembrava una criniera. Quelli del canile avevano troppo sottopelo che si staccava e si infeltriva in un attimo… Anche come carattere erano già diversi dal mio Dick. Erano diversi anche tra di loro… uno particolarmente schizzato, iperattivo… ansimante, addirittura bavoso (sbavava dall’agitazione). Altissimo slanciato… tipo americano. L’altro dolcissimo e all’apparenza intelligentissimo, ma… a tratti timido. Per esempio volendolo toelettare arrivava a girarsi e pinzare lasciando di stucco chi non lo conosceva… portato fuori dal suo ambiente andava in panico. E quello era basso… bellissimo ma a me abituato al mio sembrava una femmina. L’altro era alto il doppio. La femmina era la piu’ equilibrata come carattere e forse esteticamente la piu’ armoniosa… la meno estrema quella che ricordava di piu’ il vecchio cane da lavoro….dolcissima, ma purtroppo era stranamente anche quella che spaventava di piu’ a livello di gestione del pelo… era veramente un incubo. Difficilissimo averla in condizioni da sembrare un bel cane. O tosata o completamente annodata, come mai si sarebbe ridotto il mio cane.

  15. Cara Valeria,bellissimo standard come sempre,anche se ammetto che non ci ho rivisto molto il collie che conosco io…lui è si un pò timido (con gli altri cani,preferisce decisamente gli umani) ma è un cane iperattivo, giocoso,sempre allegro e pronto a tuffarsi ovunque per riprendere un bastone o una pallina !(purtroppo con le pecore non hanno provato!) E non se la tira nemmeno tanto…è amico di tutti,un vero Lassie alla vecchia maniera 😀
    Probabilmente dipenderà anche dalle linee di sangue… il collie che conosco io proviene dalla Spagna ed è molto diverso da quelli che ho visto a tutte le expo..

  16. Come al solito scrivi le cose più giuste di questo mondo. Io un “Lassie” l’ho avuto e riguardando le foto mi sembra spelacchiatissima in confronto a quelle pubblicate da te. Sul discorso di selezione ti do ragione: lo vedo con la mia nana (bassotto tedesco standard a pelo corto) che viene continuamente tacciata di non essere pura perché “troppo alta”. Ma non vi viene in mente che un bassotto deve si essere basso ma il petto che struscia per terra non è né sano (principalmente) né tanto meno bello? So che succede anche con altre razze e non solo canine. Ma è possibile che la bellezza debba prevalere sulla salute o sull’indole dell’animale?

  17. la teoria infinita di collie di mia zia… di allevamento. rescue. morbidi. riguardosi. dolci, dolci, dolci. tutti bellissimi…
    e tutti sensibili come una damina coi languori, che se ti cadeva un libro di là e faceva bum gridavano che li stavi picchiando e ti toglievano il saluto per due giorni ^_^’

    • Ciao Valeria, cucù!!! Non potevo non farmi viva dopo un articolo così…il Collie é per me argomento “sensibile” ah!ah! Anche per motivi anagrafici, sono cresciuta come te con il mito di Lassie…e appena a casa mia si è liberato un posticino ( si fa per dire…) ho accolto con gioia una Collie pelosa e bassetta ( me la prendono tutti per uno Shetland) che in expo vince parecchio e che in effetti come dici tu della nostra Lassie è solo una lontana parente…però guarda un pò cosa riesce a fare ( se hai voglia dai un’occhiata ai link) questo per dire che non sempre “l’abito fa il monaco”…Comunque condivido pienamente, come appassionata della razza e anche come giudice le tue preoccupazioni… su struttura, movimento e carattere per questa razza non si possono davvero fare sconti…ci stiamo muovendo sul filo di rasoio, a un passo dal baratro!

      http://www.facebook.com/photo.php?fbid=164113726994809&l=5f22a633e1
      http://www.facebook.com/photo.php?fbid=192729714133210&l=00101149e5
      http://www.facebook.com/photo.php?fbid=113609628711886&l=fef8922b62
      http://www.facebook.com/photo.php?fbid=108408802565302&l=3a86432482

      • Ciao Laura, l’ho vista dal vivo la tua belvaccia… alla casa di cura, ricordi? Ed è anche una gran bella cagna: però è un po’ “nanetta” e un cane da lavoro, a mio avviso, non dovrebbe scendere così tanto di taglia. Poi, per carità…dipende dal lavoro. Pure gli shetland vanno avanti per ore ed ore a condurre il gregge…e finché parliamo di cani da pastore, va bene anche qualche centimetro in meno. Solo che il collie un tempo era un cane molto più polivalente (Lassie docet!), quasi alla pari del pastore tedesco: mentre oggi a fare UD o mondioring, per dire, proprio non ce lo vedrei… ma non tanto per la taglia, quanto perché non c’è più nervo, non c’è più aggressività (intesa in senso buono, ovviamente!), non c’è più un briciolo di tempra.
        E questa a me pare una perdita, perché tutte queste qualità un tempo c’erano…e sono state sacrificate al pelo, non certo all’attitudine a fare il cane da compagnia (che, come ho detto nell’articolo, hanno praticamente TUTTI i cani – o quasi – per cui non si sentiva certo il bisogno di “adattare” una nuova razza a questo ruolo: specie considerando il fatto che il mantello “spaventa”. Chi vuole il cane da compagnia pelosone se ne piglia uno da tre chili, non da trenta…).

    • Grazie Valeria, l’ultima foto, quella dei due Collies, il blu e la tricolore che corrono sulla spiaggia, ritrae due dei miei Collies e l’ho fatta io sulle “Spiagge Bianche” di Rosignano Solvay (LI)!!!!

    • Ottimo tema, davvero complimenti mi piacerebbe scambiare qualche idea xk anche io sono un grande amatore della razza , spece sul vecchio standard (lassie)spero ci sentiamo presto.

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