venerdì 3 Luglio 2020

Il VERO Standard del…Cocker spaniel inglese

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

PREMESSA: questo articolo avrebbe potuto benissimo intitolarsi “Lilli, tesoro, va’ a farti friggere”. Infatti, caso abbastanza raro nella storia della cinofilia, il film di Disney non ha decretato prima la fortuna e poi il decadimento della razza (finita in mano ai cagnari, come tutte le razze di moda, grazie all’immensa popolarità del cartoon), ma solo il decadimento.
Perché il cocker, di fortuna, ne aveva già più che a sufficienza.
Era un cane diffusissimo (in Francia, in un certo periodo, ha rappresentato da solo il 50% delle iscrizioni annue!), bene allevato e che faceva prevalentemente il suo mestiere, ovvero il cane da caccia.
Dopo Lilli e il Vagabondo – peraltro film tenerissimo, che ho adorato fin da bambina e che rivedo volentieri anche oggi – non soltanto la razza è stata presa d’assalto dai cagnari, ma si è anche diffusa la convinzione che il cocker fosse un cane da tenere rigorosamente in casa, nel cestino con i fiocchetti o in braccio a prendere coccole. Coccole che, sia chiaro, piacciono al cocker come a tutti i cani del mondo: ma che non possono rappresentare tutta la sua vita!

Se però il fatto che fosse diventato un cane da compagnia nell’immaginario comune ha fatto danni solo parziali, la produzione incontrollata di cuccioli ha fatto un vero sfracello: infatti, specialmente per quanto riguardava le linee di sangue del mantello fulvo, sono stati utilizzati riproduttori con gravi problemi di carattere.
Così il cocker, da “uhh che bello, una dolcissima Lilli!”, è passato a “nooo…quel cane che morde tutti, alla larga da me!”.
Da allora sono passati moltissimi anni: il cocker è passato di moda (per sua fortuna),  è tornato in mano agli allevatori seri, l’influsso nefasto di quei riproduttori è stato completamente cancellato e avremmo nuovamente a disposizione uno splendido, piccolo, dolce (ma tosto!) cane da caccia e da compagnia…se non fosse che nel frattempo sono arrivate le importazioni di cuccioli dai canifici dell’Est (e non solo), ragion per cui si vedono di nuovo in giro soggetti atipici e di brutto carattere (sia mordaci che molto timidi: non ci facciamo mancare niente).
Ma noi di questi cani non parleremo, perché NON sono veri cocker (così come NON sono veri chihuahua, carlini, alani eccetera): preghiamo solo chi volesse comprare un cocker spaniel, come al solito, di girare alla larghissima da negozi, fiere del cucciolo, annunci di privati che vi portano in cani in autogrill e sedicenti allevamenti che propongono cento razze diverse “chiavi in mano”, perché sono tutti importatori (o al massimo cagnari nostrani).
Se riuscite a stare lontani da queste fonti e a rivolgervi a un allevamento serio, allora avrete davvero un cocker.
E noi di questo parleremo, da questa riga in poi.

ASPETTO GENERALE: allegro, attento, dinamico e sportivo; ben bilanciato e proporzionato, risulta armonico nelle forme e compatto. Misura approssimativamente da terra al garrese quanto dal garrese alla radice della coda.
Così dice lo Standard: ma qualcuno, a parte ovviamente i giudici di expo,  ci ha mai fatto caso? Figuriamoci.
Del cocker si guardano solo due cose: gli occhi e le orecchie.
Le Sciuremarie impazziscono per quegli orecchioni frangiati tutti da coccolare, per non parlare dello sguardo languido che sembra gridare “coccolami subito!” (in realtà il cane sta pensando “portami subito a caccia!” o “dammi subito da mangiare!”: ma  la Sciuramaria il canese non l’ha mai capito).

Diciamolo: un po’ è colpa di Lilli, e non ci piove: ma un po’ c’è anche da dire che il cocker è proprio disegnato a cane da coccole. Forse per questo, negli anni ’60-70, la Sciuramaria ci restava malissimo quando il cane da coccole tentava di staccarle una mano.
Se riusciamo ad guardare oltre la testa, comunque, ricordiamo che il cocker deve essere “armonico nelle forme” e “compatto”: cosa che – per esempio – non contempla nè l’essere un bassotto ipertricotico, né l’avere un bel collo lungo du’ metri che farà anche la sua porca figura sul ring, ma che farebbe dare una facciata per terra al cane non appena tentasse di correre in campagna e magari pure di riportare qualcosa.

NOMI ALTERNATIVI DELLA RAZZA:  finché viene definito solo “cocker”, più o meno si azzeccano tutti., o quasi. Ho sentito solo un “corcher” (di botte?) e un “cocktail”, ma credo – e spero – che quest’ultima volesse essere una battuta.
L’intreccio si infittisce quando il cuggino – quello che sa tutto sui cani – vuole chiamarlo con il suo nome per esteso, per potersi bullare  sfoderando la sua profonda cultura cinofila: allora scopriamo razze come il “cocchespagne”, il “cocherspagno”, l'”espagnel coccher” (forse un incrocio col breton…) o, per i puristi della lingua italiana, il “cocco spagnolo-inglese” (sì, cocco frescoooooo!).
Last but tutt’altro che least, ho sentito un pregevolissimo “cracker spaniel inglese” (il cui umano avrà avuto probabilmente anche un pappagallo di nome Polly).

NOMI PROPRI (REALI): non solo i cocker della Sciuramaria si chiamano molto spesso “Ciccina” e “Fufino”: anche i più prestigiosi allevatori non resistono ad infarcire le loro cucciolate di nomi severamente vietati ai diabetici, soprattutto per le femmine.
Solo sul sito dell’allevamento Francini’s, a cui ho rapinato un quantitativo imbarazzante di foto per corredare questo articolo (d’altronde ha dei cani della madonna, come potevo resistere?),  ho trovato, in ordine alfabetico: Birbantella, Briciolina, Caramella, Cipria, Dolce Amore.
I fatti dimostreranno quanto questa tendenza sia ad alto rischio, visto che i cocker, sul sentimentalismo che scatenano senza eccezioni in tutti gli umani del mondo (basti pensare che quelli della Francini sono bravissimi cani da lavoro, oltre che da show…eppure i nomi son quelli!), ci marciano spudoratamente.

CARATTERE ED ATTITUDINI
Lo Standard parla di un “carattere naturalmente allegro, con coda dal movimento incessante e gioioso, in particolare quando segue una traccia incurante delle difficoltà del terreno. Dolce ed affettuoso, ma vivace ed esuberante. Estremamente sensibile“.
Lo Standard descrive, insomma, un cane da caccia dalla tempra notevole.
Attenzione: MOLTO notevole! Molto più di quanto non lascerebbero supporre gli occhioni e gli orecchioni da can-di-zucchero.
Quando si dice che il bulldog inglese è un cane “insensibile al dolore” (in realtà, ovviamente, lo sente come tutti gli altri: ha solo una soglia del dolore alta e una tempra durissima), ci credono tutti. Con quella faccia lì, che sia un “duro” è fuori discussione.
Quando si dice la stessa cosa alla Sciuramaria del suo cocker, la Sciuramaria non ci crede neanche un po’: ma comeee? Il suo tesorino è così delicatooooooo!!!
Sì, certo: il tesorino è delicato perché, come si diceva sopra, ci marcia alla grande.
Se la Sciuramaria gli sfiora inavvertitamente una zampa, fa le sceneggiate ululando di disperazione (manca solo che si attacchi alle tende tipo Francesca Bertini) o fa la faccia offesissima: ma SOLO perché sa che la sua umana si precipiterà a coccolarlo, chiedergli scusa e rimpinzarlo di bocconcini (i bocconcini-da-senso-di-colpa sono lo scopo primario della vita di un cocker da compagnia: e sono anche la causa di tutti i cocker obesi che si vedono in giro).

Quando invece sta lavorando, o comunque facendo qualcosa che gli interessa, il cocker non patisce un accidenti e sembra totalmente incapace di sentire il dolore: il che comporta anche qualche rischio (un po’ come per i terrier di tipo bull), perché è difficilissimo capire se/quanto sta male e può capitare di non accorgersi che ha, per esempio, un piede tagliato. Perché lui va avanti lo stesso come un treno.
A parte questo: il cocker (parlando sempre e solo di quello ben allevato) sa essere un meraviglioso cane da compagnia a tutti gli effetti SOLO se può fare anche la vita per cui è nato. Non dico che lo si debba portare per forza a caccia con fucile e tutto il resto…ma almeno in campagna, sì.
Almeno a correre, annusare, cercare, sfogare le sue infinite energie, SI.
Perché in questo caso tornerà a casa sereno, compiaciuto, realizzato e rilassato: e allora sarà davvero un cagnolino compito e distinto che si gode le sue coccole (per quanto sempre con l’aria da “mi degno di concederti le mie grazie”, v. OCCHI), che gioca allegramente con adulti e bambini (è uno di quei cani a cui i bambini piacciono davvero) e che letteralmente scompare quando si accorge che non è più il momento di far casino.

Se invece le energie deve sempre e solo accumularle, perchè è costretto tra quattro mura e una cuccia  (anche se adornata di fiocchi e fiocchetti), avrete un bel disseminare feromoni per casa, o insegnargli l’autocontrollo come da ultimi ritrovati della scienza e della cinofilosofia: alla fine, da una parte o dall’altra,  lo stress  dovrà sfogarsi.
Il che non sarà molto filosofico, ma è sicuramente fisiologico.
Sull’altra faccia della medaglia, a completare un carattere molto più complesso ed interessante di quanto potrebbe sembrare a prima vista, troviamo l’aggettivo “sensibile”: che ci sta a pennello, perché questi cani sono tanto insensibili al dolore fisico quanto sensibili, anzi sensibilissimi a quello psichico. Se lo punite – anche con veemenza – per qualcosa che ha fatto, lui non farà una piega e vi fisserà con aria di sfida (“mi piego me non mi spezzo” potrebbe essere il motto della razza: ergo, le punizioni fisiche non servono a niente, oltre ad essere eticamente condannabili): ma provate a sgridarlo ingiustamente, anche in modo leggero, e lo vedrete precipitare nella disperazione più nera, nonché guardarvi come se foste l’ultima cacchina della terra (e se l’avete sgridato ingiustamente, ha pure ragione).

TESTA

Quello che lo Standard dice: cranio ben sviluppato, nettamente cesellato, non troppo fine né troppo spesso, con stop marcato, collocato a metà fra l’estremità del tartufo e l’occipite. Muso quadrato, mascelle forti con dentatura regolare e completa che chiude a forbice. Arcate zigomatiche non prominenti.
Quello che lo Standard non dice, ma che è importante: il dimorfismo sessuale deve essere evidente (e invece non sempre lo è). Gli assi cranio-facciali sono leggermente divergenti: se convergono non è un cocker inglese, ma americano! E’ un’altra razza, insomma.

Ma a voi che state leggendo questo “vero Standard” forse interessa di più  quello che solitamente chiamiamo il “contenuto” della testa: e allora diciamo subito che il cocker non è solo un cane molto intelligente, ma anche un opportunista nato.
E’ una vera lenza, pronto ad approfittare di tutte le debolezze di quelli che a volte si autodefiniscono “i suoi padroni”, mentre il cane pensa “ahahahah!!!”. Però glielo lascia credere, perchè gli fa molto più comodo così.
Conosco decine di cocker ai quali, se solo avessero un pollice opponibile, basterebbe schioccare le dita per far scattare e saltare i cosiddetti “padroni”. In mancanza di pollice, usano lo sguardo (e a volte le zampatine accchiappacoccole e soprattutto acchiappabocconcini): ma il risultato è lo stesso.
Le Sciuremarie non dovrebbero mai dire “ho un cocker”, ma semmai “appartengo ad un cocker”.
I cinofili un po’ più esperti…be’, loro, forse, arrivano a collocarsi nel giusto mezzo tra il concetto di “proprietario”e quello di “completamente in balia del proprio cane”. Ma non tutti, e non sempre. Perché il cocker ha gli…

OCCHI, che per lo Standard sono: pieni ma non prominenti,di colore marrone scuro o marrone (nocciola nei soggetti fegato, bianco fegato ecc.). Esprimono dolcezza ed intelligenza, pur conservando un’espressione sveglia, vivace ed allegra.
Per  il resto del mondo, sono occhi da cocker. E tanto basta, perché l’espressione è divenuta ormai proverbiale.
“Non farmi gli occhi da cocker!” l’ho detto mille volte a mio figlio da piccolo, quando voleva ottenere qualcosa con le moine, e l’ho sentito dire da migliaia di mamme, prima che uscisse la serie di Shrek. Ora si sente più facilmente dire “non farmi gli occhi da Gatto con gli stivali!”… ma il fatto è che il Gatto con gli stivali è un cartoon, mentre il cocker è un cane in carne ed ossa… e sa fare lo stesso identico sguardo.

Io pregherei tutte le signore possedute da un cocker di guardare gli stessi cani quando “non” stanno chiedendo coccole o bocconcini: lo sguardo è lucido, fiero e addirittura un po’ sdegnoso.

E’ lo sguardo di cui parlavo sopra, quello da “ti concedo le mie grazie proprio per somma generosità”: che si alterna allo sguardo di tipo “se casca il mondo, io manco mi sposto”, sfruttato a meraviglia del cocker più famoso della TV, Has Fidanken (che in realtà si chiamava Baby dell’Aquila Bianca, altro nome ad alto contenuto zuccherino).
Il cocker, se lo osservi a tradimento mentre lui non ti guarda,  è palesemente un cane che si sente superiore a tutta la plebaglia umana (e pure canina, a meno che non ci sia da giocare, nel qual caso sono tutti suoi grandi amici e non se la tira più): appena si accorge che lo guardi, però, gli viene l’Idea Fissa Cockeresca (ovvero: “mi darà qualcosa da mangiare?”)…e lì gli partono in automatico gli occhi da cocker.

ORECCHIE
Interpretazione dello Standard: a forma di lobo, attaccate basse a livello degli occhi, sono rivestite di pelle sottile; se estese raggiungono la punta del tartufo. Ben ricoperte di frange con peli lunghi, lisci e setosi.
Interpretazione delle orecchie da parte degli umani cocker-muniti: oggetti da coccole, da stropicciare, pettinare, rigirare e sistemare in modi buffi sulla testa del cane o nei dintorni (vedi foto a sinistra).
Intanto che le avete in mano, però, ogni tanto guardateci anche dentro: lunghe e pelose come sono, le orecchie del cocker sono ad alto rischio per quanto riguarda i corpi estranei (specie i midiciali forasacchi). E’ invece una leggenda metropolitana quella che li vorrebbe particolarmente predisposti alle otiti: le otiti possono venire al cocker come a tutti gli altri del mondo soprattutto in caso di sbalzi di temperatura violenti e non graduali. Se state attenti ad evitarli (e tenete, ovviamente, le orecchie pulite), non ci saranno problemi.

COLLO: di lunghezza moderata e muscoloso. Inserito in spalle ben inclinate ed è privo di giogaia.
Nient’altro da dire, se non: lunghezza moderata significa lunghezza MODERATA. Le giraffe sono un’altra cosa.

TRONCO: forte e compatto, con linea superiore solida, diritta, in leggera e progressiva inclinazione verso la coda. Torace sviluppato e profondo. Petto né troppo largo, né troppo stretto. Costole ben cerchiate.
Ecco tutto.
C’è forse scritto da qualche parte che il cane deve essere più largo che lungo? Che deve avere la pancia che tocca terra (non le frange: proprio la PANCIA) e la schiena conseguentemente insellata?
NO.
Quindi, per carità del cielo…di fronte agli occhi da cocker cedete pure su tutti i fronti (gioco, coccole, portare fuori, far salire sul letto e così via)… ma NON mollate sulle richieste di cibo, che diventerebbero incessanti (lo saranno anche se vi dimostrate inflessibili, ma un bel po’ meno) e che vi porterebbero rapidamente ad avere un tavolino da notte anziché un cocker spaniel.

Un cane obeso è un cane malato. Piazzatevi questo concetto bene in testa e ripetetevelo ad oltranza ogni volta che i dannatissimi occhi vi strazieranno il cuore.
Inoltre: il cocker è un cane sportivo, che deve muoversi.
Non vi piace la caccia? Fategli fare agility: gli piace e può diventare bravissimo.
Fategli fare qualsiasi sport che diverta voi e lui, purché non gli permettiate di diventare come il cane della foto a sinistra: perché è inutile fargli la cuccetta coi fiocchi e comprargli tutti i giochini griffati del mondo se poi gli usate  un vero e proprio maltrattamento come quello di lasciarlo ingrassare a dismisura, che gli rovina il fegato e i reni, gli affatica cuore e polmoni, in una parola gli accorcia sensibilmente la vita.

 

CODA
Attaccata leggermente più bassa della linea dorsale. Deve essere in frenetico movimento durante l’azione e portata orizzontalmente e mai rivolta verso l’alto.
Questa non è la sede per far polemiche sul taglio-non taglio, ma a titolo personale dico che i cocker mi piacciono integri (anche perché mi piacciono integri tutti i cani). Lunga o corta che sia, comunque, la coda del cocker farà da “seconda voce” agli occhiperché non è in “frenetico movimento” solo sul lavoro, ma anche quando il cane vuole qualcosa.

ARTI: di buona ossatura, sufficientemente corti tanto da conferire l’impressione di concentrata potenza, ma non così corti da intralciare la straordinaria ed ampia azione di movimento in fase di cerca di questo piccolo formidabile cane da sport.
Non aggiungerei una virgola, se non per ricordare che le zampotte tanto tenere di mammina loro sono anche velocissime (come fa il tuo cane? SCIUUUmmmmmm!)
Perché il cocker (ricordate?) è un cane da caccia: unite i puntini, ed avrete un cane che, appena mollato in campagna, sarà capace di farsi qualche bel chilometrozzo pancia a terra prima di ricordarsi che aveva anche lasciato un umano da qualche parte.
Ergo: insegnategli SUBITO un richiamo impeccabile (non è difficile: il cocker è un cane docile e tendenzialmente obbediente), se non volete che sia il cane ad abbandonare voi (magari non in autostrada, ma in un bosco sì).

MANTELLO:
Pelo liscio, con tessitura setosa, mai ruvido ne ondulato, non troppo abbondante, mai riccio. Frange abbondanti sugli arti anteriori, sul corpo e sugli arti posteriori al di sopra dei garretti. Sono ammessi vari colori.
Nei soggetti unicolore il bianco é ammesso solo sul petto.

Una considerazione finale (stavolta seria):  negli anni passati, quando il cocker era diventato “il cane che morde”, il problema era in realtà riferito soltanto ai soggetti fulvi…e per un motivo molto semplice: Lilli era fulva, quindi tutti volevano il cane fulvo, quindi i cagnari producevano soprattutto fulvi.
Questo è un esempio decisamente eclatante di quanto le mode siano stupide e dannose alla cinofilia. Magari, prima di pensare al nostro prossimo cane, pensiamoci un po’ su.

POSTILLA POSTUMA: una lettrice, di professione toelettatrice, nello spazio dei commenti mi ha fatto notare che a questo articolo mancava un cenno sulla gestione del mantello. Siccome ha spiegato benissimo lei la cosa più importante che c’era da dire, copincollo direttamente qui il suo scritto:
Il cocker si spazzola! Si spazzola, si spazzola, si spazzola, si spazzola, si spazzola…
Esistono le ciotole per cocker, così le orecchie non pesano tre chili per tutto lo sporco che ci si attacca.
E, non vorrei essere ripetitiva…si spazzola!
I cani, ad essere snodati, SOFFRONO: si stressano, ansimano, si spaventano. Tutti i cani a pelo lungo vanno spazzolati quotidianamente, ma il cocker di più!

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66 Commenti

  1. Penso che tu abbia dimenticato un particolare importante. Sono “drogati”. Di pollo. Lo devono proprio avere scritto nel loro DNA. Tutti i cocker che ho visto impazziscono all’odore del pollo. E vanno in crisi di astinenza, con risultati facilmente immaginabili.

  2. Quale è la differenza fra maschio e femmina?
    Io ho notato che la femmina é più ‘curvy'(cuccioli l dovrà fare in salute), ha la testa più rotonda e lungilinea, ed è Dominante!

  3. In realtà se avessero ben guardato il cartone non lo avrebbero rovinato… visto che Lilli usciva, cacciava, scavava e non era viziata.
    Quindi ben venga “LILLI!” ma siamo realistici! -.-”
    Walt ha fatto un cartone, io ci arrivo che non sarà così! (nb: era americano!)

  4. Leggendo questo standard ho pianto sia per colpa delle risate che per la nostalgia… Ho avuto due cocker nella mia vita, entrambe femmine, entrambe dallo stesso straordinario allevamento, con caratteri molto diversi fra loro, ma in questa tua descrizione le ho riviste entrambe! Prendersi un cane del genere solo per tenerlo come una bella statuina vuol dire perdersi il meglio che possa darti! Non mi sono mai annoiata con loro, le ho sempre portate ovunque, mare e montagna, e mi hanno riempito la vita di soddisfazioni e di un amore infinito! Non è affatto un cane per principessine, ma per “gente con della crosta”, come diciamo nella campagna bolognese!

  5. Scusa ho pasticciato con i commenti ed ho cancellato il precedente, comunque in sintesi volevo dirti che da quello che scrivi sarai un ottima compagna per il tuo quattro zampe di razza o fantasia. Il mio consiglio per esperienza e conoscenza abbastanza approfondita del mondo dei cocker ē di rivolgerti a un allevatore selezionato o anche ai privato ma di quelli che le cose le fanno seriamente è che non fanno fare più di un paio di cucciolate alle proprie femmine, che lavorano sulla socializzazione del cucciolo, che fanno i test genetici etc …non si chiedono 350 o 800 euro magari raccontando la favola del pedigree, è disonesto! Il prezzo ė uno e se l allevatore è con la A maiuscola sostiene molti costi per la selezione ed è proprio questa la garanzia di avere un cane equilibrato! Il cocker ė un merry dog non deve essere MAI mordace! Ariel proviene da un selezionato allevamento (il suo papi è Nino il cocker con il fagiano in bocca che c è nelle foto dell articolo di Valeria Rossi) questo per me è significato non solo avere un cane equilibrato sano e senza traumi ma anche dopo sette anni la sua allevatrice è sempre presente e anche se vive a Fiume in Croazia non esita ad aiutarmi per qualsiasi ansia o paura che io possa avere nei confronti della sua Ariel, si perché lei è e resterà la sua prima mai! Il mio consiglio è di aspettare magari un po di più ma rivolgerti ad allevatori privati o no ma che ti danno garanzie serie. Se vuoi c è un sito competente e serio dove troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno http://www.ilcocker.net oppure se sei su Fb c è un gruppo con lo stesso nome oppure Il nostro amico cocker spaniel, ti saranno d aiuto credimi,

    • grazie per la gentile risposta e per tutti i tuoi preziosi consigli paola e grazie anche per la fiducia sull’ottima compagnia, diciamo che spero di essere all’altezza del mio quattro zampe. sono perfettamente d’accordo con te sul discorso degli allevatori, infatti se avessi dovuto prendere un golden avrei certamente contattato un ottimo allevamento a prescindere dalla spesa…questo invece è stato un evento totalmente casuale, sono andata a fare la spesa di frutta e verdura dalla solita contadina e pam…è scattato l’amore, certo non ci vuole molto ad innamorarsi di dolcissimi cuccioli, i cocker poi sono particolarmente adorabili ed ercole ormai è lì con il suo collarino….in forse (certo senza impegno), ma ci credi se ti dico che mi ci sono quasi già affezionata?! So che con quella cifra (che è più che altro un rimborso spese) si può rischiare, ma in fondo anche un meticcio è un rischio eppure ci sono cani meravigliosi anche non provenienti da allevamenti. Questa è una famiglia che certamente ama gli animali e lo dimostra il fatto che gliene vengano affidati di ogni genere, certamente mi informerò meglio sui controlli che sono stati fatti al cucciolo e ci penserò ancora un po’. E’ possibile se addestrato ed educato per bene (cosa che vorrei fare) venga fuori un cane equilibrato anche se, nel peggiore dei casi, dovesse avere geni non buoni e che il suo iniziale carattere apparentemente dolce e tranquillo sia poi una sua caratteristica?
      Grazie ancora.

      • Ciao, mi sa proprio che Ercole ti è già entrato nel cuore, sei tu la migliore giudice della situazione, se l ambiente dove il tuo cucciolo è nato ti dà fiducia, metti pure da parte i discorsi su razza è standard e fai parlare solo il cuore, tenendo conto però che poco saprai sulla storia del cucciolo, sarà proprio come adottare un cagnolino in canile, quindi l importante é essere a conoscenza dei rischi.per il carattere se è ben socializzato e se i genitori li hai conosciuti e sono equilibrati, direi che ci sono buone probabilità che lo sia anche lui. Le tare ereditarie appartenenti ai fulvi ormai credo che ormai non esistano più , per fortuna il cocker é andato fuori moda!
        Poi però per la crescita di un cane equilibrato sarai tu che farai la differenza ! Ti consiglio alcuni autori molto interessanti per informarti sulla educazione del cucciolo, Ian Fennel e Marchesini, ed ora ….in bocca al cocker!!!

  6. Buongiorno a tutti, forse tra un mese potrei avere un cocker.
    Seguo con interesse questi articoli divertentissimi. Da sempre desidero un cane, che per impegni di lavoro, vita in centro città e mancanza di giardino non è mai arrivato, più che altro per amore e rispetto nei suoi confronti, ma il desiderio è tanto e occasionalmente si fa sentire con più prepotenza. Il mio grande sogno a dire la verità è il golden retriver, ma per le sue grandi proporzioni (rapportate anche alle mie) e lo spazio che avrebbe a disposizione, non me la sono ancora sentita di fare questo passo, chiaramente ho letto un bellissimo vostro articolo anche su questa razza e avevo le lacrime dal ridere.
    Credo che avere un cane debba essere una scelta consapevole ed informata, l’amore è importante, ma amore è tante cose, non solo volergli bene, è fargli del bene e costringerlo ad una vita inadatta è una forma di amore assolutamente egoistico. Mi sto molto documentando sui cocker e non è una razza affatto semplice, a prescindere dall’impegno che rappresenta un cane, qualunque esso sia. Dimensioni a parte e quindi più facile gestione in questo senso, avere un cocker mi pare molto più complicato di avere un golden. La cosa che più mi ha spaventata è la propensione a mordere, non nella natura della razza, ma purtroppo esistente (causa importazioni dall’est o altro), ho letto in alcuni forum che alcune persone dopo il 4°/5° mese di vita si sono ritrovate con un animale mordace, spesso quando deve fare qualcosa che non vuole fare, in alcuni casi pericoloso, alcuni hanno arginato con l’addestramento, altri ne sono ancora alle prese, pur amandoli comunque.
    Vorrei raccontarvi la mia occasione totalmente casuale:
    in montagna dove vado da una vita c’è una contadina con due cockerine, una in particolare sforna cuccioli sovente, spesso venduti a 350€, l’altra a 800. Presso questa famiglia albergano animali di ogni genere, persino un cerbiatto salvato dalla forestale ed affidato alle loro cure.
    La mamma del mio cucciolo è molto dolce, non abbaia mai e si lascia accarezzare, il padrone del papà, invece, ha voluto una cucciola anzichè un compenso quindi penso abbia fiducia nei suoi geni. L’ipotetico “mio” già chiamato Ercole è uno dei due maschietti insieme a tante sorelline, il più piccolino di tutti e il più tranquillo, sempre mordicchiato dalle sue sorelle (definite tremende) in genere piange. Mi hanno detto “gli mettiamo un collarino per riconoscerlo e poi fatte tutte le vaccinazioni a fine mese decidi”…e io sono davvero tentata, ma confusa, anche spaventata per questa possibile nuova avventura, di certo ricca di amore, ma anche di difficoltà, in questi giorni il mio pensiero è fisso lì, anche perchè se dovesse chiamarmi perchè qualcuno lo desidera dovrò rispondere nell’immediato si o no e voglio essere pronta. Il carattere di un cucciolo si può vedere già da adesso o è tutto in mutamento?
    La mia vita è sempre al lavoro da lunedì a sabato, tutto il giorno, ma potrei portarlo con me, a casa (nuova) non ho nemmeno il terrazzo, ma lo porterei a fare il movimento giornaliero di cui ha bisogno spostandomi a piedi il più possibile, ho letto essere particolarmente importante in questa razza anche per la formazione del suo carattere, che diversamente rischia di diventare isterico. Ho bisogno di un vostro consiglio.
    Grazie
    Ilaria

    • Ciao Ilaria, ho letto con attenzione il tuo post, ci sono tutte le premesse perché un cagnolino con te stia benone. Io sono la felicissima proprietaria di una cockerina proveniente da un selezionato allevamento (tra le foto dell articolo c è la foto del suo papà Nino il cocker cn il fagiano in bocca), vedi scusa se mi permetto ma il cocker è un “merry” dog non deve essere mai mordace e questo come scrivi tu dipende, nei cani di razza, da selezioni fatte in maniera superficiale e un po’ troppo tesa al guadagno piuttosto che al benessere dei cani! Non si possono chiedere 350 o 800 euro magari tirando in ballo la favola del pedigree , questi scusa se te lo dico sono cagnari non allevatori. Conosco allevatori fantastici ma anche persone che per semplice passione fanno cucciolate come vanno fatte, con i cani testati per le malattie genetiche del cocker e attentissime alla crescita del cucciolo da quando nascono a quando te li affidano, spesso piangendo….magari spendi qualche euro in più ma affidati ad un allevatore selezionato. Ti consiglio questo serissimo sito wwww.ilcocker.net dove troverai tutte le informazioni sulla razza è avrai indicazioni su allevatori SERI. Vedi la mia Ariel ha sette anni è una cagnoline estremamente equilibrata senza nessuna paura o trauma e soprattutto appena ho un problema con lei ancora oggi è la sua allevatrice che chiamo e che anche se vive a Fiume in Croazia non esita a fare qualsiasi cosa per aiutarmi.
      Spero che tu non la prenda come una critica da parte mia, ma di storie dolorose su cocker rovinati da cagnari ne conosco fin troppe….

  7. ciaoo a tutti

    noi abbiamo preso una cockerina x far compagnia alla mia cavalier king, lei e’ splendida bianca e nera, ma purtroppo e’ terrorizzata dalle persone e dai rumori, cosa posso fare ??
    non e’ stata maltrattata l’abbiamo presa da una famiglia che aveva li sia la mamma che il papa’ !!
    grazie

    • Salve, sono il felice propietario di un cucciolo Sable di 6 mesi, sanissimo, bellissimo e spettacolare nel carattere.
      Leggo che più di qualcuno pensa che i Sable patiscano modificazioni genetiche e/o debolezze varie. Ho avuto modo di confrontarmi con diversi allevatori nostrani e ho consultato più di qualche sito estero; ebbene, il problema è semmai l’opposto, ossia la preponderanza genetica della colorazione sable, in parole spicce sta a significare che, se il colore dovesse prendere piede, sarebbe dominante sulle colorazioni classiche, quelle Disneyane in primis, e questo creerebbe non pochi problemi ai maggiori allevatori della razza, italiani e non.
      Per questo motivo, a suo tempo, il sable è stato “ghettizzato” e ritenuto fuori standard, sia per la riproduzione che per l’esibizione, soprattutto perchè un “bel sable”, metterebbe in crisi qualsiasi giuria. Ora sembra che alcune limitazioni siano state riviste, nel senso che possono avere un pedigree (un tempo negato), possono riprodursi ma NON partecipare a gare, sarebbero troppo “brutti”!!!
      Chi di allevamento “vive” tende ovviamente a indirizzare il mercato, e tutto ciò che potrebbe essere un problema per il “bilancio” di fine anno viene visto come fumo negli occhi, inaccettabile. Nessuno vuole sindacare sulle legittime aspettative di chi guadagna con i cani, ma non è neanche giusto emarginare un colore solo perchè “scomodo”.
      E non si mandino in giro allarmismi o altro sulle qualità genetiche di questo o quel cane, pls!
      Un saluto.

  8. il Sable pare che sia frutto di modificazioni genetiche che includono anche una certa debolezza di salute, non sono informata sul carattere del sable per cui non so se ci siano anche problematiche sull’indole, quindi penso anch’io che l’Enci non voglia propagare un tipo di cocker che non rappresenti un’evoluzione positiva della razza
    se non vado errando a proposito di Francini, mi pare che loro non tengano il sable e ci sarà pure un motivo, penso, no?

    Quello che vorrei dire è che poi Lilli nel cartone non si comporta da salottiera ma la vediamo bella vivace e intenta a correre dietro a topi e piccioni, si comporta da cocker insomma 😉

  9. il cocker sable pare sia effettivamente cagionevole per una questione genetica, non penso proprio che questa riluttanza a farlo entrare nello standard sia dovuta alla voglia di far trionfare il mercato dell’est, visto con in Italia non dimentichiamo che c’è Francini, uno degli allevamenti di cocker più famosi non solo da noi ma in tutto il mondo! Di allevamenti seri e prestigiosi che sfornano cocker belli, dolci e adatti ormai alla compagnia più che alla caccia, ne abbiamo tanti

  10. Salve io come altri altri italiani e milioni di stranieri possiedo un Cocker sable, il nome è dato dal manto che ha diversi colori, grigio, fulvo e nero…
    premettendo che non sono una di quelle persone che passa la vita ad andare in expo… vengo a scoprire che la mia Gingerina (cocker sable) è considerata dal regolamento inglese e italio ENCI un cocker diciamo così INDESIDERATO…. perchè… pare sia irruento e caggionevole di salute… quindi anche se volessi il mio cane non può fare ne anche un expo… PUR E SOTTOLINEO PUR AVENDO UN PEDEGREE!!!!
    Ora nel leggere questo articolo sorrido all idea che pare che anche i fulvi erano considerati irruenti… Ma l unica differenza è loro possono entrare in un expo e noi no!!!

    Sarà forse una decisione per evitare che i mercati dell est vincano tutto???
    visto che i migliori esemplari sono orginari di la!!!

    Non lo so ma mi fa tanto rabbia non per l expo in se!!! ma per la considerazione dell indesiderabil!!!!
    Grrrrrrrrrrrrr

    • Gentile Sig.ra Valeria ho letto con attenzione il trattato Cockeresco. E’ TUTTO TRAGICAMENTE VERO! 😉
      Il Cocker è una razza con molte peculiarità.
      Se posso aggiungere un aspetto che ho trovato comune in molti cocker:
      … ti lecco soprattutto la faccia e, possibilmente, ti ficco la lingua in bocca… e, se scosti il viso, ti blocco pure con le mie zampine.
      Io e la mia compagna infatti avvisiamo sempre quando qualcuno vuole accarezzare la nostra cagnolina “attenti che… LIMONA!”
      Grazie ancora per l’articolo.

  11. Articolo SUPER!! io sono un amante degli animali a partire dai serpenti per finire ai cani ahhahah…Mi sono innamorata pazzamente del cocker quando tre anni fa, leggendo un ‘ intera enciclopedia sulle razze, ho trovato la mia personalità fatta cane :)…ho aspettato tutto questo tempo per prendere una cockerina, perchè ero indecisa e frenata dai miei, visto che ho un’ altra cagnolina, è una meticcia (incrocio tra setter e cocker spaniel per l’appunto!) di 15 anni molto gelosa e possessiva quando si tratta della famiglia, poi però non ho resistito..e arriva a metà agosto…!!! solo che non ho ancora deciso come farle conoscere, ho un pò di paura che non venga accolta in casa come dovrebbe, perchè con l’altro cane ci sono cresciuta, da quando avevo 5/6 anni a ora che ne ho 21!! quindi mi farebbe piacere ricevere qualche consiglio da voi! PREMETTO: l’ho chiamata Shasa, che con lilly non ha niente a che fare ahahahah, è un nome africano che vuol dire “acqua buona, acqua preziosa” …la grande si chiama Molli (ero troppo piccola per scegliere bene, e le ho cambiato nome almeno 5 volte!)
    aspetto vostri consigli 😀

  12. vorrei specificare che i cocker che vediamo in città sono cocker che hanno perso molto del loro istinto da caccia, i cocker usati per la caccia (sigh) sono diversi sia fisicamente (leggermente) che caratterialmente, in Inghilterra il cocker ha due standard, uno per la caccia, che si rifà all’origine antica, e uno decisamente più salottiero (per dire) il classico cocker da expo con pelo lungo ecc
    il cocker da expo più che per la caccia è un ottimo cane da pet therapy
    parlo logicamente di cani attentamente selezionati e di razza pura, i cocker con problemi caratteriali provengono da selezioni sbagliate, l’impegno dell’allevatore di cocker di oggi è di selezionare un cane molto dolce, vivace e intelligente adatto alla vita in famiglia

  13. Che bello leggere questi articoli!
    Mi piacerebbe un giorno leggere il “vero Standard” dello Springer Spaniel Inglese…è per caso in arrivo??

  14. Il mio cane l’ ho visto in una cucciolata che apparteneva a mio zio.Quando ho messo gli occhi su di LEI me ne sono innamorata subito ,si riconosceva perche aveva una stella bianca sulla testa.Abbiamo passato momenti fantastici io e lei: una volta andamo al mare e lei aveva paura di entrare in acqua per via delle onde,un’ altra volta eravamo in Romanianelle vicinanze di Cluj-Napoca,stavamo nuotando in un lago,a un certo punto usci dall’acqua ed entro nella macchina di un vecchia e quando la vecchia la vide aveva un diavolo per capello,quando aveva circa 3 anni c’erano dei fuochi d’artificio e lei si spavento e ando sotto il letto per la paura.Come vedete ho passato molte avventure col lamia cagnolina.Il 15 Ottobre 2009 la mia cagnolina ha datto alla luce 3 :2 maschi e 1 femmina. PS:Adesso la mia cagnolina ha 6 anni e spero che l’anno prossimo possa avere di nuovo altri cuccioli.

  15. anch’io ho avuto un cocker meraviglioso taglia grande fulvo ,con un carattere particolare perche era stato abbandonato in un campo a sei mesi quando la padrona rimasta incinta ha deciso che cane e bambino era troppo e l’ha lasciato in un posto isolato sperando che morisse e dato che dopo un mese non era morto voleva sopprimerlo.Una bestia stupenda ,certo che quando me l’hanno portato aveva un’otite parassitaria ed era uno scheletro.l’abbiamo curato e rimesso bene ma è sempre stato diffidente verso tutti in particolar modo bimbi e biciclette. a poco a poco si è ambientato e aveva deciso che io ero il capomuta ,infatto obbediva solo a me.ha vissuto 14 anni poi si è ammalato e abbiamo dovuto sopprimerlo .Abbiamo pianto tutti e ancora oggi quando vedo un cocker fulvo mi commuove.purtroppo mi piacerebbe avere ancora un cane ma ormai siamo anziani tutti e due ,mio marito ed io e in piu pensionati e per la nostra borsa un cocker è troppo caro.comunque mi fa piacere aver condiviso con voi appassionati la mia esperienza. grazie per l’attenzione

    .

    ati e i cocker sono troppo cari per noi.

  16. Articolo bellissimo! Ho riso un sacco perchè hai descritto perfettamente l’essenza del cocker (mentre scrivo il mio si sta strusciando in modo vergognoso contro la gamba per farmi capire che è ora di pappa :D), in modo semplice e simpatico.
    Dopo aver avuto sempre meticci, questo è il primo cane di razza che ho, e credo che non avrei potuto fare una scelta migliore.
    Ho avuto la prova provata su quanto hai scritto riguardo ai cocker fulvi mordaci: poco dopo aver preso il mio (nero!), una ragazza che conosco ha preso un cucciolo di femmina fulvo, e la prima volta che si sono incontrati (il mio 5 mesi, il suo 3)….a momenti staccava un orecchio al mio!! :/ Credo non ci siamo molto altro da aggiungere, purtroppo…

    P.S. il mio l’ho chiamato Platone, e anche se adesso è ancora giovane, sono convinta che sia più che degno dell’importanza del suo nome. 😉

  17. Allora…lo dirò subito; Non posso essere in Nessun modo Oggettiva….Il mio secondo cane Luna è appunto un Cocker..Il mio primo cane era morto da più di un’anno ed è stato un’incontro del destino. Stavo camminando per tornare a casa quando nella vetrina di un negozio vedo LEI..
    Sapete quando si ha quel silenzio dentro il cuore…quello che precede le Grandi rivelazioni? ebbene mi “ha detto” : Questa è Lei…è il TUO cane!!
    Era a casa due giorni dopo 😉 —> una fortuna perchè i proprietari del negozio che avevano un allevamento avevano avuto qualche cucciolo di avanzo e lo portavano a negozio per non farlo star solo…
    Luna ha rivoluzionato la mia vita, ancora una volta..l’ho adorata subito e Lei fino ad oggi si è dimostrato un cane Impareggibile (Forse l’ho viziata UN POCHINO…ma cosa pretendete da me?)
    Sai Valeria, è dolcissima, bellissima con un color miele ed orecchie frisate che ci puoi perdere le dita dentro..le abbiamo fatto fare una cucciolata e, sono arrivati cinque meraviglie nere focate che, per tre mesi hanno dato Vita alla casa. Mi ricordo quando tornavo e SEI CANI mi correvano incontro…DIRE CHE LE GAMBE CEDEVANO era poca cosa…
    Della Cucciolata abbiamo tenuto la Primogenita: Marisa, tutta nera con tre striature bianche..ed anche lei come la madre, pur avendo un carattere diversissimo, si è dimostrata un’altro cane senza Precedenti.
    Luna a maggio festggia il suo compleanno, il giorno dopo di me…ma, il Vero Anniversario è il 17 Luglio di…(un pò di anni fa ç__ç ) quando mi ha fatto le feste per la prima volta.
    Come si può ringraziare un Cane per averti costantemente ILLUMINATO LA VITA?

  18. Da bambina ho supplicato per anni i miei di prendermi un cocker fulvo, proprio per colpa di Lilli, ma non c’è stato niente da fare. Adesso vivo per conto mio e mi sto informando sulla razza, per quanto sia bello non penso sia il cane adatto a me, vivo in città in appartamento e difficilmente vado a passeggiare in campagna. Quindi sarei più orientata su un cavalier.
    Sarei curiosa di leggere il vero standard del cocker americano 🙂

    • ti consiglio il cavalier, in particolare il ruby se eri e sei fan di lilli. facilmente addestrabili, obbedientissimi, per niente testa-dura. Ottimi in passegiate, sguinzagliati difficilmente si allontanano.

      • Ire’…Lilli è definito dalla Walt Disney un cocker spaniel. Anche a me ricorda in parte un cavalier…ma se cavalier fosse, sarebbe blenheim, non ruby! 🙂
        Che poi “si allontanino difficilmente se sguinzagliati” è una cosa pericolosissima da dire: se non sono educati a un richiamo corretto, i cavalier si fanno dieci chilometri, appena li sguinzagli! (Come quasi tutti i cani). Vi prego, non trasmettiamo il messaggio che esistano razze che si auto-educano, perché non ne esistono!

        • a redazio’ dei miei stivali…e dove lo vedi il bianco in lilli della W.D.? (li sai i colori?!) ma visto che sei in vena di polemiche, forse dovresti rileggere ciò che ho scritto prima di fare la professoressa in cattedra: FACILMENTE ADDESTRABILI, e dove avrei detto che si auto-educano?? ma guarda facciamo prima: non scomodarti a rispondere ulteriormente al mio commento perché tanto ho deciso che non leggerò più la tua rivista, così non ti diffondo messaggi errati, anche se forse prima di commentare a tutto spiano bisognerebbe avere un po’ di buon senso e meno voglia di polemica.

          • Ire’… e tu dove la vedi la banda più chiara nel ruby? Lilli è un cartone animato, i colori sono inventati di sana pianta…ma sul blenheim stavo solo scherzando. Sul fatto che “sguinzagliati non scappino”, invece (è questo che ti ho contestato, non il “facilmente addestrabili) sono serissima: queste sono stronzate e non mi piace che vengano dette, almeno non sul mio sito dove si cerca di fare cultura e non di dire fregacce. Accomodati pure fuori dalle palle, prima che lo stivale te lo piazzi io da qualche parte (anche se solo virtualmente).

          • Ma stradissento!
            Copincoll da standard: Ruby (rubino). Monocolore rosso intenso. Macchie bianche indesiderabili.
            Mo’, a parte il fatto che in qualche disegno sono bianche, in altre crema, in altre ancora panna… le macchie Lilly ce l’ha! Poi, vabbe’, il colore di lilly non esiste proprio nel cavalier… però con quella losangona chiara sul muso, “monocolore rosso intenso” proprio non è! 🙂
            P.S. la pimpa blenheim? MA chetteseifumato stasera? Ahahahaah!!!

          • la pimpa è benheimissimo. E se mi contesti questo non leggerò mai piu’ nella vita questo schifo di rivista… Vabbeh, scherzare, ma sui pilastri fondamentali della cinoflia non transigo.
            Riguardo a Lilli… a parte che il pattern non è quello del blenheim… ammesso che siano macchie bianche ingiallite (del resto i cani non si lavano) sarebbe appunto un ruby con le macchie bianche indesiderate… quindi un pessimo ruby (del resto è un cane da negozio, reagalo di natale, che ha già i cuccioli in natale dopo…. che dorme nel letto (da qui tutte le sue turbe comportamentali, lo scavare in giardino, il coportamento distruttivo col giornale….). Insomma non è proprio un grande esempoi di cinofilia. Non ha neanche la pettorina….Quindi non puoi aspettarti la perfezione. E’ pur sempre un cane da negozio. Ma blenheim no… o macchie bianche tipo pezzato irlandese, o rosso non intenso, con sfumature come capita a qualche golden retriever… o gene paling, che sul rosso sarebbe poi l’urajiro dell’akita. Ancora una volta a testimoniare la dubbia purezza… tant’è non si capisce neanche bene se sia un cocker, un cocker yankee o un cavalier. Sicuramente le hanno scambiato il pedigree, ammesso che ce l’abbia.

          • Vabbe’, se il pattern del blenheim è quello della Pimpa, allora io non leggo più quelle schifezze di articoli che pubblichi su…o cazzo, li pubblichi qui. E mo’ come faccio a non leggere più la mia rivista? Merda, mi sono incartata sul ricatto 🙁

          • Ehm… no, Dusia: sinceramente non ne può frega’ de meno a nessuno, almeno credo. E’ solo che Irene ha preso una battuta scherzosa come un’offesa personale, dopodiché Denis ed io abbiamo riportato la cosa sul piano del biechissimo cazzeggio 🙂

          • Che tu e Denis l’avevate messa sul quel piano non avevo dubbi 😛 infatti mi rivolgevo ad Irene, ma siccome non è tornata a ribattere può essere che nemmeno a lei interessi molto! 😉

  19. scusa denis, avevo postato senza aver letto ancora il tuo commento..allora la disney avrà decretato cocker con quella battuta del film (ma per me rimane cavalier)..baci a tutti

  20. veramente mi associo al fatto che Lilli di “Lilli e il vagabondo” sia un cavalier ruby cui hanno tagliato la coda (e una volta si faceva, non a tutti i cavalier, ma per un periodo c’era stata questa orrenda moda anche per loro) e non un cocker. Proprio guardando il muso lo si capisce (corto nel cavalier ma non assente tipo carlino-altrimenti è un difetto oppure trattasi del cugino king charles spaniel-, e decisamente più lungo nel cocker). Poi il cavalier è un cane di piccola taglia ma non piccolissimo! Adesso tendenzialmente in giro si vedono quelli rachitici perché provenienti appunto dall’est o allevamenti con 100 razze, ma se avete l’occasione di esaminarne uno allevato come dio comanda, noterete un bel cane che arriva a pesare 8 kg!.. prima di conoscere e possedere un cavalier pensavo anch’io che lilli fosse cocker ma poi mi sono ricreduta..

  21. Voglio fare i miei più sinceri complimenti a Valeria Rossi per la stesura di questo articolo, in quanto riflette alla perfezione quello che è il Cocker Spaniel Inglese e quello che significa essere i compagni di vita di questa razza straordinaria! Oltre ad essere l’orgogliosa proprietaria di un cocker proveniente dall’allevamento Francini’s (figlio del soggetto bianco-nero fotografato nel bosco e nipote di quello fulvo che cammina nel ring riportati nell’articolo) sono una veterinaria e mi sono laureata con una tesi sui disturbi comportamentali del cane legati alla razza di provenienza…devo purtroppo sottolineare come la razza risultata più frequentemente rappresentata nella mia casisitica fosse proprio quella del cocker,indubbiamente per motivi legati a quanto già eccellentemente spiegato da Valeria sulle importazioni illegali di cani dall’est ma,a mio modesto parere,dovuti anche alla selezione sbagliata di determinate linee di sangue,difettose oltre che per carattere anche per veri e propri disturbi congeniti su base ereditaria(mai sentito parlare di Distimia del cocker spaniel inglese??)…complimenti, inoltre, per il valido consiglio di far praticare ai nostri cocker l’agility….io e Giotto (il mio cockerullo nero) pratichiamo questa disciplina da quasi 5 anni e ci divertiamo tantissimo insieme….ha migliorato nettamente il nostro rapporto e Giotto si scarica facendo qualcosa che gli piace davvero!! Ovvero correre e saltare con me! L’agility insomma risveglia l’atleta che è in lui,contribuendo a renderlo meno pelouche e più sprint! 🙂 Lo consiglio con tutto il cuore a tutti i proprietari di questa razza magnifica!!! Grazie ancora dunque Valeria e…BRAVA! 🙂

  22. Se la mia Ariel al parco è chiamata la Signora del circolo del bridge un motivo allora c’è!!! A parte gli scherzi l’ho ritrovata alla grande nelle parole di Valeria Rossi e lei invece ha ritrovato il suo papà Etienne tra le foto pubblicate a corredo dell’articolo(il roano con il fagiano in bocca!) era un grandissimo cocker!

  23. bellissimo articolo, come sempre! conosco un cocker e l’ho ritrovato in ogni parola dell’articolo!
    ma, una precisazione…la cagnetta della Disney, Lilli, che tutti pensano sia un cocker…in realtà non lo è! Ho letto questa cosa qualche tempo fa e sono rimasta sorpresa, ma…è un cavalier king charles spaniel!
    http://it.wikipedia.org/wiki/Cavalier_King_Charles_Spaniel sotto la voce “cavalier nella letteratura e nel cinema”

    • Be’, nzomma… se Lilli è un Cavalier, io sono un pastore tedesco! Anche solo per le dimensioni in confronto agli umani, per quanto si tratti di cartoon, sarebbe decisamente troppo grossa…e poi avrebbe il muso troppo lungo. In realtà Lilli somiglia un po’ a un cocker, un po’ a un Cavalier e un po’ anche a un cocker americano… ma alla fin fine, è un cartoon e quindi ognuno può vederci la razza che crede 🙂 …anche se personalmente voto cocker.
      E non dimentichiamo che Lilli è un regalo di Natale e che, se non ricordo male, proviene da un negozio… 🙂

      • anche a me ricorda piu’ il cocker americano (ma è ambientato a Londra) ed eventualmente il cavalier… ma avendo visto il film 2753 volte e sapendolo recitare a memoria posso anche confermare che viene specificato nello stesso film che si tratta di un “cocker spaniel”. Si tratta della scena in cui Lilli è al canile, catturata in seguito alla fuga da zia Sara. Dopo che gli altri cani gli hanno raccontato di Biagio il randagio, c’è un bassotto che scava e tenta di scappare… ma la sua fuga viena interrotta dagli uomini del canile che sopraggiungono dicendo “E’ il *cocker spaniel*, Bill, al numero 4”. “Coraggio piccola, sono venuto a riportarti a casa”.

        5 cent. grazie

  24. Un grazie dal profondo del cuore a Valeria Rossi che ha scritto (come sempre del resto)un bel articolo su questa meravigliosa razza ,dimenticata per anni a causa della cattiva fama che grazie ai CAGNARI si era fatta. Ancora oggi a distanza di anni e che ormai sono diventati una rarita’perche’ le mode cambiano e la gente è talmente stupida da obbligare un boxer o un labrador a vivere in un terrazzino di due mq 20 ore al giorno ,pero’ ha il cane alla moda. Ma chi ha un “cocker cocker” rimarra’ cockerista per tutta la vita perche’ ti entra nel CUORE col suo modo di essere con la sua sensibilita’ e dolcezza come poche razze sanno fare.

  25. so cosa vuoi dire, ho due bambini pure io, e saprò aspettare.
    Ma non te ne dimenticare! e comunque e da un appassionato che voglio sapere di questa razza,che li conosce pregi e difetti
    Grazie

  26. ciao Paola,
    Lo farò, ma con estrema calma, perché lavoro nove ore al giorno e ho due bambini piccoli che assorbono completamente il mio tempo e le mie energie, tra scuola/asilo e relativi incontri, attività extrascolastiche, casa da mandare avanti… comunque non sono un allevatore: ho allevato un paio di cucciolate e le ho allevate bene, ma scriverò in qualità di semplice proprietario e appassionato della razza, che da quindici anni condivide la casa con una famigliola di questi simpatici cagnolini bianchi.

    • Paola, non mi azzarderei mai a scrivere del Bolognese quando abbiamo tra i collaboratori di TPIC un (forse ex, forse no, boh, credo che non lo sappia neanche lui) allevatore di Bolognesi…che però non ha mai tempo, non ha voglia, non può, non UFFA.
      Provate a dire tutti con me… “Denis, ci fai il Vero Standard del Bolognese”?
      Chissà, magari se sente un coro… si decide! 🙂

  27. la mia primissimissima esperienza con cane fu con una cokera della ragazza che mi faceva ripetizioni di italiano e latino.. io 12enne nn vedevo l’ora di andarla a prendere dopo pranzo per portarla a passeggiare. Una dogsitter antelitteram, dal momento che nn mi facevo pagare 😀 una cagnina deliziosa alla quale mi fu facile, totalmente digiuna di qualsiasi nozione cinofila, insegnare i 4 giochini del seduto, zampa, riporto e abbaio… che ricordi 😀

  28. ma quand’è che … dico io, si comincia a fare dei film o dei telefilm con dei cani che siano solo meticci? così la si finisce di rovinare razze o di prendere per moda cani inadatti tipo come sta succedendo ora, ovviamente, con l’akita?
    al limite, ci sarà chi cerca di inventare un mix di razze o meticcetti per ricreare quello del film ma almeno son ocani senza pedigree che non vanno a danneggiare il patrimonio genetico delle razze…

    • Di meticci famosi ce ne sono già stati molti (forse il più famoso in assoluto è Benji): però nella finzione è come nella vita, se serve un cane capace di particolari prestazioni è più logico usare il cane di razza specializzato in quel tipo di attività (o più comodo e più facile da addestrare per certi lavori).

      • ma infatti era una provocazione…perchè, al di la del fatto che fer fare certe cose “da film” i cani non devono avere chissa quali doti, un po come l’agilty, sono tutti (o quasi)0 capaci… è che la gente è cretina e meno motivi gli dai per fare cretinate meglio e…

    • Ciao!
      D’accordissimo con la tua “provocazione”

      Peró mi chiedo anche quando i film smetteranno di fare vera e propria disinformazione!
      Ieri stavo vedendo un film in cui ad un certo punto si contrappongono cani di razza VS meticci ( il film è Sansone)
      Tutto bellissimo, pieno di buoni senitmenti e con finale strappalacrime..

      Ma, ovviamente c’è un MA! I cosidetti meticci sono interpretati da: un’australian shepherd blue merle, un bassotto a pelo ruvido e un chinese crested dog.. Decisamente tipici e riconoscibilissimi!!!
      Sinceramente nn capisco il senso!

      Ps scusate lo sfogo totalmente ‘OT’.. XD

  29. Dico solo una cosa: una cockerina nerofocata di nome Melissa è stata il MIO primo cane ed è e rimane l’amore della mia vita!

  30. Mi sono stampata l’articolo e l’ho letto con calma e con tanto piacere ! Complimenti davvero perchè ha colto nel segno la vera essenza di questa razza stupenda ! Io sono una patita del cocker fulvo che chiamo con amore “Potere Fulvo”. E purtroppo ancora oggi devo ascoltare i commenti dispregiativi sul cocker fulvo mordace. All’inizio rispondevo con calma tutta la storia sulla mancata selezione, ora mi limito a dire che il mio cocker non morde…. ma morde la padrona !
    Grazie ancora ! Passo l’articolo ai “nonni” che si fanno intenerire sempre dagli occhi cockerosi.
    Ed aggiungo un altro grazie per il riferimento a una persona che ammiro…. Angela Francini.

  31. mi piacerebbe aggiungere una cosa all’articolo: il cocker si… spazzola! si spazzola, si spazzola, si spazzola, si spazzola, si spazzola… è uno dei cani che mi arriva in toelettatura in assoluto più “impataccato”… esistono le ciotole per cocker, così le orecchie non pesano 3 chili per tutto lo sporco che ci si attacca. e, non vorrei essere ripetitiva, si spazzola! i cani ad essere snodati SOFFRONO: si stressano, ansimano, si spaventano… tutti i cani a pelo lungo vanno spazzolati quotidianamente, ma il cocker di più! mi piange il cuore ogni volta che mi arriva un bel cocker e poi toccandolo scopro che è “bello solo sopra”…

    • E io ce la aggiungo: in effetti volevo scrivere qualcosa sulla toelettatura, ma come al solito ero già arrivata lunghissima… però hai ragione, bisogna ricordarlo! Quindi piglio il tuo commento e ce lo appiccico 🙂

  32. Io ho conosciuto una Cocker (non so se pura, però per sembrare una cocker di aspetto lo sembra) che è timidiiiiiissima. Ma proprio tanto. Nel senso che non scodinzola se non gli dici che può scodinzolare… E quindi mi viene il dubbio che non sia esattamente pura xD

  33. ho letto con molto piacere questo standard inquanto quando decisi di prendere un cane inizialmente ero orientata su questa razza…da ignorante ed inesperta sono però contenta di sapere che mi rivolsi all’allevamento giusto. “Le Sciuremarie non dovrebbero mai dire “ho un cocker”, ma semmai “appartengo ad un cocker” o ancora” umani cocker-muniti” mi ha fatto morire…

  34. GRAZIE!!! Aspettavo questo standard da tantissimo tempo! E’ vero, il cocker non e’ un cagnetto da divano e non e’ neppure “facile” ha una tempra ed una energia fuori dal comune.

  35. Commento personale: Grazie! Da ‘proprietaria di due cocker spaniel inglesi’, mi sento proprio di ringraziarti. Mi sono innamorata della razza non per gli occhioni da cocker, o meglio non solo, ma proprio per il suo essere decisamente eclettico. Quello che mi piace di un cocker è che sa essere elegantissimo sul ring, coccolosissimo in casa, sportivissimo nei campi. Lo lessi in un libro di Franca Simondetti quando cercavo la razza per me, e da quel momento le altre sparirono all’istante. Se si rispettano tutte e tre le caratteristiche (per chi non fa expo come me, faccio rientrare nell’eleganza la cura necessaria al suo mantello) si riescono ad avere cani magnifici.
    Commento da sciuramaria, incontrate perlopiù nelle varie visite dal vet: “Che bella, peccato che sia già anziana, quanti anni ha 16?” (A una cucciolotta blu roana di 6 mesi)
    “Bello, è un cracker Spagna?” (dolce e salato, per non farci mancare nulla)
    Commento da cuggino esperto della razza:
    “Il cocker ha le orecchie così pesanti che gli devono mettere il sostegno o si rompono” (era periodo di forasacchi e per portarlo nei campi gli avevo messo la fascia)
    E a proposito dei nomi:
    Devo decisamente comprare il tuo libro “Che nome dare al tuo cucciolo” visto che la femmina l’ho chiamata Lilly. Ma come attenuante voglio dire che era la mia prima cucciola, ero una bimba e… avete mai visto gli occhi di un cocker? Col maschio mi sono distinta e l’ho chiamato Anakin Skywolker (Any per gli amici) perché era decisamente un cane figo, fiero e perché i maschi sono davvero diversi dalle femmine strutturalmente parlando. Che dici, devo comunque comprare il tuo libro? Pacifico, Paci per gli amici e Fico per le amiche, il mio meticcio, mi dice di sì)

    • Anche tu il cracker?!? E io che pensavo che il mio cuggino fosse un “pezzo unico”! 🙂
      Il libro compratelo se pensi di prendere un altro cane, se no che te ne fai? E comunque un Lilly dato da bambina non merita di fare ammenda per forza, dai..è perdonabile! 🙂

      • Il libro me lo compro perché, lo confesso, sono affetta da cucciolite acuta. Così anche quando non deve arrivare un nuovo cucciolo, mi guardo i siti dei vari allevamenti per vedere le cucciolate e penso ai nomi per i miei futuri cani.
        Per quanto riguarda la manutenzione del pelo, credo sia importante abituare il cane a farsi manipolare sin da cucciolo, per noi ormai è diventato un rito quotidiano e Any non le distingue dalle coccole. Ciotola a cono rovesciato e fascia per le orecchie nei periodi dei forasacchi e il pelo resta splendido

    • eh elisa la gente è ignotante, nel senso che ignora, ma non bisogna fargliene una colpa. a me con la lupetta grigio lupo (simil cecoslovacco epr dire) mi è capitato che mi chiedessero se è vecchia dato che ha il pelo grigio, aveva 8 mesi…o con la border collie blue merle, quelli che non la scambiano per un australian, capibile, in genere i blue merle sono perlopiù autstralian, ma spesso la gente normale mi chiede…”ma allorea da piccoli sono così? poi diventano bianchi e neri?”
      che vuoi farci…

      • E certo, sarà ben più grave non sapere come si scrive il nome di Skywalker (che magari è stato solo un refuso, e comunque si pronuncia Skywolker, quindi non se ne accorgerà mai nessuno!) che non sapere il nome della razza che hai in casa!
        E’ come se “Skywolker” lo dicesse George Lucas: allora sì che sarebbe imperdonabile! (Ma anche no, perché se l’avesse detto lui si sarebbe chiamato Skywolker per tutti). 🙂

        • 🙂 🙂 🙂 scaiuolker 🙂 🙂 🙂

          Fantastico sempre più buffo.
          Ammazza se siete permalosi

          Sarà sicuramente un refuso ahahahah

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