martedì 24 Novembre 2020

Picchialo col giornale arrotolato! (Me l’ha detto miocuggino)

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

di VALERIA ROSSI – Se la più nota delle “cugginate educative” è sicuramente il celeberrimo “muso nella pipì”, metodo che dovrebbe insegnare al cucciolo a sporcare fuori casa (mentre non gli insegna un bel nulla: anzi, al massimo gli insegna a mangiare la cacca), quella che viene immediatamente dopo nella “top cuggin” è sicuramente  il “giornale arrotolato”, che dovrebbe rappresentare la punizione ideale per il cucciolo.

PERCHE’ SEMBREREBBE UNA SOLUZIONE VALIDA
Perché non costringe il padrone a usare le mani (nelle quali il cucciolo dovrebbe mantenere un’assoluta fiducia) e perché, in fondo, è un metodo punitivo quasi “gentile”: il giornale fa più rumore che danno, quindi il cucciolo si sente punito ma in realtà non subisce alcuna lesione. Splendido! Suona benissimo, e infatti questo metodo viene consigliato da migliaia di “cuggini” sedicenti cinofili ad altrettante migliaia di neo-proprietari di cani.

PERCHE’ E’ UNA CUGGINATA
E’ verissimo che il cucciolo deve avere grande fiducia nella mano del padrone e non deve temerla: ma credete davvero che non sia in grado di capire chi sta attaccato a quella mano?
Il cucciolo è un esserino indifeso (ma cosciente e intelligente) che deve ancora scoprire come funzionano le regole della vita sociale: ma non le imparerà certo con maggiore prontezza se viene minacciato o percosso (per quanto in modo incruento) proprio dalle persone che dovrebbe imparare ad apprezzare ed amare.
Il cucciolo non deve avere fiducia solo nella mano dell’umano, ma in tutto l’umano!
Deve riconoscerlo come superiore gerarchico (il famoso “capobranco’) e quindi deve stimarlo, non temerlo.
Ancora una volta si cade nell’equivoco che per molti anni ha impedito al rapporto cane-padrone di evolversi nel modo migliore: owero nella confusione tra “dominanza” e “violenza” (fisica o psicologica che sia).
Il cane alfa, o cane dominante, o capo-branco, se preferite…non è MAI un individuo violento: è invece un saggio, paziente, esperto. E’ forte fisicamente, ma è molto più forte psicologicamente: tanto che, nove volte su dieci, riesce ad imporsi con una semplice occhiata o un ringhio di gola. Il cane alfa non attacca mai i suoi inferiori, a meno che non venga sfidato: solo in questi casi dimostrerà, se è il caso, che può metter sotto chiunque anche fisicamente.
Ora… vi sembra che il cucciolo, in questo personaggio, possa identificare un bipede esagitato che sventola giornali arrotolati urlando cose incomprensibili?
Eh, no. Questo non gli sembra per niente un capobranco: gli sembra un pazzo furioso!
Siccome è grande e grosso (mentre il cucciolo è piccoletto) sarà anche un pazzo furioso da temere: e questo potrebbe indurre il cane ad obbedirgli, come no. Ma da più di cinquant’anni, ormai, si è capito che l’obbedienza indotta dalla paura è un’obbedienza sterile, limitata, incompleta. E’ quel tipo di obbedienza “sottomessa” in senso umano, e non canino, che viene severamente penalizzata anche nelle discipline sportive.
Spesso, infatti, il cane obbedisce senza neppure sapere esattamente quello che si vuole da lui: obbedisce “per non prenderle”, anziché per compiacere la sua figura-guida, il suo maestro di vita. I risultati, owiamente, sono infinitamente inferiori a quelli che si ottengono comunicando col cane, “spiegandogli” quello che vogliamo (e non vogliamo) da lui e invitandolo a dare il meglio di se stesso come avviene
in natura in qualsiasi branco. Perché il cane, animale sociale, è geneticamente programmato per dare il suo contributo al branco obbedendo alle direttive del capo: non c’è alcun bisogno di forzarlo, basta farsi capire.