20130514_194951di SERENA CASTIGLIONI – Approfittando della temporanea clemenza del meteo e del mio ginocchio, ieri sera ho messo in atto la prima parte del mio piano “convinci-Alice-che-sta-cosa-su-due-zampe-non-è-poi-così-male”.
Premetto che due giorni fa avevo già “mandato via” i miei ometti per rimanere sola con Alice in giardino, armata di “pastura”, con qualche piccolo risultato: dopo il primo quarto d’ora passato a guardare il cancello da cui il suo amato fratellino se n’era andato, sollevando le orecchione ad ogni macchina che passava (magari lui torna…), ha cominciato ad avvicinarsi e prendere i bocconcini dalle mie mani, prima solo se mi accucciavo e poi anche da in piedi.
Se io mi nascondevo dietro il garage o sparivo volontariamente, 2 volte su 3 mi veniva a cercare…buon segno direi! Però Giulio le mancava, e si vedeva… spesso, mentre io stavo li seduta a giochicchiare col cellulare per vedere se si avvicinava spontaneamente (ha ha ha!) lei si piazzava davanti al cancello con l’aria sconsolata.
Ma veniamo a noi: spedito il buon Giulio a correre sull’argine con papà, io e la principessa ci rechiamo in “centro” (se così si può definire quell’unica via che percorre il paesino di neanche 6000 anime dove viviamo) per la nostra prima passeggiata rieducativa ufficiale.
All’inizio, il panico: la cana non ha idea di cosa le sta succedendo e perché lei si trovi in piazza in compagnia di questo sgradevole essere a due zampe e senza il suo amato Giulio. Coda rattosa in mezzo alle gambe, si guarda in giro, scatta come una molla ai rumori più forti e si avvicina a me in cerca di protezione, guardandomi con gli occhioni imploranti (riportami a casa ti pregooo!), la accarezzo ai lati del muso e la guardo con gli occhi a cuoricino per farle sentire che CI SONO.
Ci fermiamo dalla mia amica pizzaiola che le offe un pezzettino di wurstel, non lo considera nemmeno. Ciapa su, metti in tasca!! Avendo letto quell’articolo sul flooding, ho preferito portarla in paese perché li di macchine ne passano poche e di gente pure… concedendole alla fine di fare anche ciò che le piace di più.

20130514_192942Tralasciando la sua andatura a pallina da flipper (del resto mica si può pretendere tutto subito), cerco di camminare lentamente, di fermarmi se lei si ferma, di andare dove va lei… e alla fine lei comincia ad annusare per terra! Summo gaudio della nanerottola sottoscritta e conseguente camminata impettita della serie “ho la cana più figa di Villa Bartolomea, è una segugia italiana a pelo raso e non tira nemmeno al guinzaglio!”.
Incrocia altri cani e un colpo abbaia, un altro no (andiamo a simpatie, eh signorina?).
Decido di tagliare per loco più tranquillo adiacente argine, vedo Alice più rilassata annusare fra l’erba. Mi siedo sulla panchina e le elargisco il Wuberone, lei gradisce.
Tento di chiamare il moroso che in linea d’aria è a 200 metri da me, ma lui non risponde, allora mi faccio coraggio e con la solita tachicardia decido che è ora di provare a liberarla.
Lo spazio adiacente all’argine è verde ma ben circoscritto (si trova di fianco ad un campo di calcio).

20130514_192959Sgancio il guinzaglio e…… Alice parte ad annusare non allontanandosi più di 5 metri da me! Mi sposto, mi segue, la chiamo, viene. Ulteriore impettimento della mamma con parole melense alla mia piccola che è tanto brava e inizio di lacrimuccia di commozione.
La riaggancio, percorro i 20 metri che ci separano dall’argine e la libero di nuovo. È l’apoteosi della felicità, mia e sua. Alice è davvero felice, corre nell’erba ma poi torna, vado nella direzione opposta e lei mi raggiunge salterellando come un allegro can-guro, orecchione e codona al vento, sorrisone compiaciuto…
Momento di commozione estatica quando la vedo camminare stra-impettita (lei, stavolta): nasone per aria, coda alta e ondeggiante, trotterellando allegramente della serie “non potrei chiedere di più dalla vita”.
Arrivano due batuffoli che fanno jogging col loro papà e lei prende paura, arriva pure una macchina, mi avvicino e la aggancio di nuovo  ma la vedo ancora impaurita, così appena i pelosetti sono passati oltre la libero di nuovo perché concluda la nostra prima giornata con un ricordo positivo.
Rientro a casa e ricongiungimento+giocogiocogioco col fratello che durante la SUA passeggiata con papà si era allegramente rotolato su una merda (con conseguente temuto bagnetto, ça va sans dire).

COMMENTO di Valeria Rossi – Serena è… una pazza! Anche in condizioni di relativa sicurezza, sguinzagliare un cane che ancora non si fida totalmente di noi è quantomeno azzardato.
Per fortuna Alice si fida ancor meno del mondo, quindi la “pazzia” alla fine si è rivelata vincente, perché la nostra segugetta ha cercato conforto e guida proprio nella sua umana: questa è la base da cui deve assolutamente partire ogni rapporto e direi che in questa occasione si è fatto un bel passo avanti.
Attenzione agli effetti collaterali, però: perché Alice comincerà presto a “sentirsi figa” anche da sola: e una volta acquisite più certezze e più autostima, non è affatto escluso che si ricordi di essere un segugio e che, una volta messo il naso in terra, decida anche di partire su qualche traccia (o magari alla ricerca del “fratello”!) andando nella famosa “one track mind” e quindi non ascoltando più alcun richiamo.
Oltre a proseguire assolutamente con queste uscite singole, quindi, consiglierei a Serena di cominciare a lavorare sulla motivazione (magari riducendo gradualmente la quantità di wurstel e cominciando a far capire ad Alice quanto è piacevole la gratificazione sociale), cosicché lei stessa (lei Serena) diventi più interessante, divertente e piacevole di qualsiasi altro stimolo.