oscar_doniCos’è che ti dico, adesso? Cosa posso dirti?
Ho abbracciato-pacioccato-stracoccolato il tuo grandissimo cane (grande in tutti i sensi: grande cane e cane grande, grande cuore, grande l’amore per voi, che gli si leggeva proprio in faccia) solo qualche giorno fa: poi ho saputo che non era stato bene, ma subito era sembrata una cosa da poco.
Ti avevo chiesto di tenermi informata, tu non l’hai più fatto e avevo pensato che fosse passato tutto… invece leggo che è finita male, malissimo, e so che probabilmente non mi ha scritto solo perché non avevi più spazio nella mente per qualcosa che non fosse il vuoto immenso che ti aveva lasciato.
L’ho scoperto su FB, che avevo aperto proprio per scriverti chiedendoti se era tutto a posto.
Paf, un colpo dritto al cuore. Al mio… e figuriamoci al tuo.
Cos’è che posso dirti, adesso?
Non lo so.
Non ci sono parole per consolare chi ha perso un amico. C’è soltanto il tempo: un tempo che però sembra non passare mai.
Ne sono consapevolissima perché, come tutti noi canofili di vecchia data, ci sono passata, ripassata e strapassata.
So bene che si pensa sempre che “non si potrà mai soffrire come per quel cane là, che era davvero speciale”… e invece si soffre nello stesso identico modo per tutti.
So che ci si incazza col mondo, col cielo, con Dio (che ci si creda o no, poco cambia: ci si incazza lo stesso) perché non è giusto, perché con tutte le carogne umane che ci sono al mondo, e di cui il mondo potrebbe benissimo fare a meno, non è giusto che se ne debba andare – e così presto, poi – proprio un concentrato di tutti gli aggettivi che identificano il cane in quanto cane: buono, dolce, fedele, leale… e chi più ne ha più ne metta.
Lo sappiamo bene, che lui era tutte queste cose qua: e che era anche qualcosa di più.
Era un amico, era un membro della tua grande famiglia un po’ pelosa e un po’ no, era una parte di te e degli altri non-pelosi (soprattutto uno, ho idea) che però, forse, hanno la possibilità di riprendersi dal colpo prima di te.
O almeno di far finta.
Una perché, semplicemente, è giovane: e alla sua età il dolore se ne va più in fretta, è semplicemente fisiologico.
L’altro perché è maschio, e come tale deve farsi forza e darsi un contegno e tutte quelle cose che fanno i maschi, compreso il fatto di dover consolare noi e quindi di dover essere “quelli forti”.
Non è un ruolo che io gli invidi, porelli: è molto meglio piangere e dare le capocciate nei muri e approfittare del fatto che essere donne ci dia maggiore libertà di disperazione.
Però c’è anche da dire che, a forza di far finta di essere forti, a volte ci si riesce davvero.
Quindi il solo consiglio che posso darti è: disperati per un po’, perché serve. Ma poi fai finta anche tu.
E siccome per far finta ci vuole un bersaglio, tu prova a pensare di non voler trasmettere troppo dolore a tua figlia, ma anche al resto del branco; soprattutto a chi è ancora piccinino (nel senso dell’età: a nessuno dei tuoi cani si può dare impunemente del “piccinino”, se non in quel senso lì) e ha bisogno di crescere il più serenamente possibile.
Non posso dirti di dimenticare in fretta: nun se po’ fa’.
Non posso neppure dirti cose  tipo “sta bene dov’è adesso, sta sul Ponte, sarà felice con la sua mamma”, perché non credo che ci sia un “dopo”, né per noi né per loro.
Ci spero, eh. Ci spero un sacco, che ci sia qualcosa (per entrambi: se non c’è per loro, allora meglio che non ci sia neanche per me)… però non ci credo e non intendo prendere in giro un’amica parlandole di cose che non convincono neanche me.
Posso solo dirti “fai finta”.
Perché aiuta.
Non a “superare” qualcosa che non è mai del tutto superabile, ma ad accettarlo un po’ prima.
A pensare un po’ di più a chi c’è ancora, e un po’ meno a chi non c’è più.
Non è una gran cosa, lo so: ma è l’unica cosa sincera che mi sento di dirti, oltre ovviamente ad abbracciarti e a farti sapere che ti sono vicina e che ti capisco e  tutte le solite cose che si dicono e che si pensano anche… ma che non servono a un beatissimo tubo.
Di fronte alla morte di un cane ancora giovane (forse non più giovanissimo, per la sua razza: ma comunque non ancora arrivato all’età in cui la morte diventa più accettabile) non c’è un accidenti di niente che serva.
Possiamo solo far finta che ci stia passando, e che stiamo un po’ meglio, e che stiamo tornando alla normalità… fino a quando, un bel giorno, non ci rendiamo conto che siamo tornate “davvero” normali.
Con un buco nel cuore in più, che non si chiuderà mai e poi mai (se ti eri illusa che potesse succedere, scordatelo) ma con cui riusciamo a convivere.
Poi tu tutte queste cose le sai: perché non è il primo cane che ti lascia.
Però, magari, in certi momenti non fa male che qualcuno te le rammenti: perché da soli è difficile pensarle, è difficile accettare che passi (anche se non è proprio che “passi”: si trasforma), è difficile ricordarsi che la morte fa parte della vita e che, volenti o nolenti, bisogna prenderne atto anche quando ‘sta brutta puttana si fa viva in anticipo e ci prende di sorpresa.
Fai finta, amica mia. Fai finta e prendi per il naso anche lei: non darle troppa soddisfazione.
Tanto vi incontrerete ancora (hai troppi cani perché non succeda, e lo sai) e lei ti prenderà di nuovo alla gola, ti strapperà di nuovo il cuore, ti farà di nuovo piangere e venir voglia di mordere più di quanto i tuoi cani non abbiano mai fatto.
Però, se non altro, non le darai la soddisfazione di aver ucciso anche un po’ di te (anche se in realtà l’ha fatto).
Non possiamo vincere, contro la brutta puttana: si sa. Ma almeno non lasciamola vincere facile.
Combatti, reagisci, fai finta.
Per tutto il resto della tua famiglia pelosa e non (compreso quello che pensa di dover consolare te, ma magari ha bisogno a sua volta di attingere un po’ di forza da qualche parte), pensa che la meravigliosa famiglia ce l’hai, è ancora tutta tua e nessuno te l’ha portata via.
Pensa fortissimamente a loro, e combatti per loro.
Che poi, sai una cosa? Nessuno potrà portarti via neppure il pelo morbidone e profumoso, il rumore della codona che ti festeggiava e tutto quello che oggi ti fa piangere, ma che domani, ricordandolo, ti farà sorridere.
Perché è questa la cosa più grande e più importante che ognuno di loro ci lascia: i momenti buffi, le pagliacciate, le risate che ci hanno fatto fare.
E quelle non ce le può portare via proprio nessuno. Mai.

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16 Commenti

  1. non ho avuto la fortuna di conoscere la grande famiglia di cui parli se non via web, so da che grandi persone e da che grandi cani è composta.
    Anche oggi hai scritto delle grandi cose, mi unisco e li abbraccio tutti!

    • Quando sarà che mi si abbatterà addosso “quel” dolore maledetto, andrò a ricercare questa lettera straordinaria e sentirò un braccio buono sulla mia spalla. Grazie.

  2. ORA BASTA!!
    Non è possibile che nel 2013, il cane corso, non abbia ancora il DNA tracciato come tutti gli altri cani.
    forse per dare a tutti gli allevatori la possibilità di fare i loro incroci?
    forse perché alla S.A.C.C non li conviene per motivi economici?
    E’ veramente inaccettabile che questa razza Italiana ancora sia così discussa, semplicemente per gli interessi economi che stanno dietro alla medesima associazione già nominata,ora basta, bisogna tracciare in dna del cane corso, una volta per tutte, per evitare i mille incroci che fanno si, che questa razza alla fine sparirà.

  3. Ancora una volta comprendi al di là delle parole, al di là dei silenzi, come solo un’amica sa fare…un’amica che queste emozioni purtroppo le ha già sperimentate tutte. Intanto che leggevo (con difficoltà, eh, perchè leggere con gli occhi pieni di lacrime e il cuore che ti si sconquassa non è semplice…) pensavo: “O Valeria ha messo le telecamere quando è venuta qui e ci osserva oppure ha imparato dai cani una tale empatia che sa perfettamente cosa sta accadendo in questa casa…”

    La seconda che ho detto.

    Ho tirato giù tutti i santi…ho sbattuto la testa contro il muro…mi sono fatta millemila menate di sensi di colpa per dare un senso a una perdita incommensurabile… Ho gridato il mio dolore con la voce, l’ho gridato anche silenziosamente, quando sono andata a dargli l’ultimo saluto… I medici fingevano che non ci fossi e mi hanno lasciata il tempo per coccolarlo l’ultima volta, per sentire il suo profumo, per cercare di farmene una ragione, e per ringraziarlo di ogni istante vissuto insieme… Era il cane che non mi ha mai dato problemi, nè preoccupazioni.. Era la nostra roccia, era il cane che pensi sia eterno. Ognuno di noi ha vissuto Oscar come il fratellino forte di Wallace. Wallace è sempre stato considerato il cane con le difficoltà motorie, il cane per cui ogni giorno è un miracolo…

    Quando ho telefonato alla sua allevatrice, per avvisarla che Oscar stava molto male lei ha avvertito nella mia voce una tristezza smisurata e pensava che io stessi parlando di Wallace, non di Oscar, la roccia…

    Oscar, la roccia sensibile… Il cane discretamente silenzioso che c’è, c’e sempre…e all’improvviso non c’è più…

    E’ da impazzire. La mente razionale cerca degli appigli che non trova. L’unica cosa è concentrarsi, come dici, sulla preziosissima vita del resto della famiglia e non dare mai nulla per scontato. Neanche la salute. Neanche la giovane età.

    Oscar ci ha insegnato a vivere intensamente il quotidiano… con saggezza, pazienza e divertimento. Io da lui ho imparato solo il divertimento. La saggezza e la pazienza non ancora…

    Grazie al cielo Oscar è stato strabene fino alla fine. Forse anch’io vorrei terminare così. Ridendo fino all’ultimo.

    Non so a cosa credo. Non so se c’è un aldilà. Se c’è so che ci ritroveremo. L’amore che ci siamo scambiati non può svanire nel nulla…

    • solo chi ha perso un cane sa cosa vuol dire perdere un cane. ti sono vicina anche se non ti conosco. un abbraccio.

  4. un abbraccione pieno di affetto a Donatella, che non conosco ma che comprendo perfettamente, e un grazie a Valeria, che con questo sito ha dato modo anche a me di trovare un angoletto di pace e tanta comprensione quando è stato il mio turno.

    • p.s. : Snoopy diceva che “tutte le lacrime vanno baciate via”… Donatella, tu hai qualcuno che possa baciartele via…approfittane!

  5. Non mi vergogno a scrivere che ho pianto! Ho pianto perchè perdere qualcuno che ci ha amato e che abbiamo tanto amato è una sofferenza tremenda e chi l’ha provato sa che non si può nemmeno descrivere. Anni fa avevo una gatta dolcissima, l’avevo trovata piccolissima abbandonata lungo una strada, quando ho avuto la bambina tutti mi dicevano di stare attenta ecc, ecc, ma lei invece faceva da… “tata”, quando piangeva le si avvicinava e stava lì a farsi accarezzare e a leccarla e lei si tranquillizzava. Quando è morta mia figlia (perdonatemi se lo scrivi qui), la gatta sembrava impazzita, la cercava in ogni angolo e miagolava, un miagolio straziante…
    Quando anche lei se ne è andata, mai e ripeto, mai avrei pensato di soffrire tanto, aveva saputo starmi vicino in quei merdosi momenti come nessun umano avrebbe saputo fare, NESSUNO, la mia unica consolazione è che adesso sono insieme e insieme mi sono vicino, le sento, ho questa fortuna, e non è poco!
    Ieri, mentre ero fuori col mio cane, a un certo punto ha cominciato a stare male e a vomitare, l’avrà fatto 5 6 volte e poi faceva fatica a reggersi in piedi….credevo di morire, non mi sembrava avesse mangiato nulla fuoru, sto bene attenta con quello che si sente, ma non capivo e avevo paura; quando sono arrivata a casa, ero spossata, ma un po più tranquilla perchè vedevo che piano piano si riprendeva…so purtroppo che questa è la vita, che ci stia bene o no è così, ma mai ci si fa l’abitudine, ci si rassegna con il dolore che ti spezza il cuore e lo spirito. Mi scuso con te Valeria e con tutti gli altri se ho scritto un pezzetto bruttissimo della mia vita, l’ho fatto perchè volevo dire che la sofferenza per la perdita di qualche d’uno è enorme (per quanto sia indescrivibile quella di un figlio), ma è comunque dolorosissima! Abbraccio Donatella, e tutti quelli che hanno perso un amico peloso! ciao!

    • @Lella: posso esprimere la mia più profondissima stima e il mio rispetto per te? ok, diciamo che posso, in o.t. ma posso. Sei una gran donna, una bellissima persona.credo che la perdita di un figlio sia l’esperienza più devastante in assoluto, e nonostante questo tu riesci ancora a capire il dolore di chi perde un animale…davvero, tanta stima. un abbraccio, anche se virtuale.

      • Scusate ancora tutti per essermi lasciata un po andare! Grazie, ma amo tutti gli esseri viventi, (Quelli umani pure, anche se con qualche riserva) he,he…penso che anche voi siete così, lo si capisce da quello che scrivete, chi AMA gli animali ha una grande sensibilità che al contrario pochi hanno!

  6. ho letto ora i commenti. Un abbraccio grande non basta, sono esilina e non ho una grande estensione ma ci provo eh. Abbraccioni

  7. Oddio scrivere con le lacrime che ti accecano non è facile, per fortune non devo scrivere molto perchè quello che provo Doni lo sai già e tutto il resto l’ha già scritto Valeria…. Solo su una cosa non concordo: lasciano una Vodafone DI Vuorinen che il Grand Canyon pare una sciocchezza, vero, ma non un buco nel cuore! Quello no perchè è proprio li che rimangono insieme alle cose più care quindi casomai lo riempono ancora di più. Adesso la pianto perchè se no vado sul patetico…. Non Sono ancora “navigata” come voi e le mie perdite, Naboo specialmente, sono ancora troppo vicine e bruciano anche se, come dice Valeria, la soddisfazione di fargliela sudare alla maledetta puttana per un po’ l’ho avuta…..ma non ci si rassegna fino in fondo proprio mai vero?

  8. Quando perdi un cane è un mancamento che ti attraversa ed è una cosa insopportabile, e solo chi vive con i cani può capirlo,e tutte le volte rimani con il senso di colpa e con il pensiero fisso se hai fatto tutto il possibile negli ultimi momenti per lui o lei,la loro vita è troppo corta rispetto alla nostra e questa è l’ingiustizia più grande e anche quando arriveranno i futuri cani,perche la vita continua, il ricordo di quelli andati sara sempre con te perche faranno sempre parte di te ciao Aquila della notte

    • Hai ragione, Aquila della notte. Un pensiero che mi solleva è il fatto che siamo noi a patire la mancanza: se loro fossero più longevi di noi sarebbe un vero dramma. Ricordo una volta di aver letto, in un libro di Graeme Sims un augurio che lui faceva a se stesso: di morire il giorno dopo la morte del suo ultimo cane… E’ un pensiero che faccio mio. E per quanto si soffra quando mancano è talmente tanta la continua gioia che ti regalano in vita che mai e poi mai riuscirei a vivere senza cani. Anche se la perdita è davvero atroce… paragonabile alla perdita di un familiare. Talvolta anche peggio…

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.