cucciolodom5di VALERIA ROSSI – Se c’era una cosa che speravo fosse finita nel dimenticatoio dopo che la cinofilia new age si era fatta in quattro(mila) per negare in ogni modo dominanza e gerarchie, era la storia dei cuccioli “dominanti”, o peggio ancora dei cuccioli “capobranco” (seee…) o “dominanti, in quanto figli di un famoso capobranco” (giuro, è vera).
Perché la cinofilia new age sbaglia di grosso quando nega l’evidenza, ma almeno per quanto riguarda i cuccioli, santiddio, ha ragione da vendere: non possono proprio esserlo, dominanti.
Invece no.
Mi è appena arrivata l’ennesima email in cui mi si spiega che il cucciolo di due mesi, caciarone e mordicchiatore, è stato definito così … non dal classico “cuggino”, purtroppo, ma nientepopodimeno che dal veterinario di famiglia (che, in questo caso, si è rilevato cuggino pure lui).
Prima che qualcun altro mi chieda – come è successo giusto ieri – se “abbiamo finito di sputtanare i veterinari” (cosa che non mi sognerei mai di fare: semmai faccio notare che, come in ogni professione del mondo, ci sono moltissime persone competenti e ci sono alcuni emeriti imbecilli che la laurea non ha salvato dall’esserlo… e da questi ultimi ritengo che sia giusto mettere in guardia la gente, troppo pronta ad accettare pedissequamente qualsiasi cosa arrivi da qualsiasi “dottore”, anziché preoccuparsi di trovare un dottore bravo) preciso che in questo caso specifico:
a) non si tratta di un comportamentalista;
b) non trattandosi di un comportamentalista, il buon dottore non è tenuto a capirne qualcosa di comportamento, né di etologia, né di psicologia canina e dintorni.
E’ tenuto a saper curare un cane malato nel fisico, cosa che non dubito faccia con perizia…ma la sua affermazione sulla dominanza del cuccioletto era stata probabilmente buttata là così, pour parler, e aveva lo stesso valore di un’affermazione in merito fatta dal salumiere o dall’idraulico.
Solo che, avendolo “detto il dottore”, i proprietari del cane l’hanno presa per buona.
Perché il problema, spesso, è questo: a volte un veterinario può buttar lì una sua idea personale, magari peregrina, sul comportamento del cane… così come a me può capitare, che so, di esternare idee sull’economia o sulla riproduzione dei procioni. Non ne capisco un’acca di entrambe, ma può succedere a chiunque di dire una cosa solo perché ci è passata per la testa e magari ci sembrava un’idea valida, anche se non abbiamo nessun titolo specifico per poter parlare di quell’argomento. E’ assolutamente normale: anche perché, se ognuno di noi parlasse solo di ciò che conosce in modo approfondito, questo pianeta sarebbe ricoperto da un silenzio assordante.
Purtroppo, se un veterinario spara una cavolata qualsiasi su cose che – ripeto – non è tenuto a conoscere (tipo  il comportamento, ma anche le razze canine: il veterinario non è un giudice ENCI e nessuno, all’università, gli insegna a distinguere un alano da un rottweiler… anche perché dal punto di vista medico sono “fatti uguali”!), il cliente non riesce a distinguere la parte diagnostica dalla parte colloquiale e prende tutto per oro colato. Cugginate comprese.

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cucciolodom3Detto questo: perché quella del cucciolo dominante è una cugginata?
Semplice: perché la fase dell’ordinamento gerarchico (così definita da Trumler) inizia solo dopo i tre mesi e dura circa tre settimane.
Prima di allora i cuccioli non si pongono neppure il problema di “chi domina chi”,  anche perché sanno benissimo di appartenere  tutti ad un unico ruolo gerarchico: quello di ultime ruote del carro.
E’ vero che alcuni di essi, giocando, finiscono sempre a pancia all’aria, mentre altri troneggiano ringhiando su di loro: ma quello è “giocare alla lotta”, e non “giocare al capobranco”.  Sono due cose diverse e ben distinte.
Fino ai tre mesi il cucciolo non si è ancora sviluppato abbastanza psichicamente e solo per questo non esiste ancora, per lui, il concetto di “gerarchia”: perché le gerarchie – come ho già ribadito circa un milione di volte su questo sito – sono figlie della superiorità psichica e non certo di quella fisica.
Cito proprio da Trumler (“Il cane preso sul serio”):

Possedevo una volta una cucciolata di cinque cani da alce norvegesi di quest’età, che non avevano nulla da invidiare quanto a focosità e rumorosità alla più scatenata banda di teddy-boys.
Ricordo che assistetti a questa scena: uno dei cani si era infilato con un boccone di cibo sotto la cuccia. Gli altri quattro circondarono letteralmente la tana scavata nel terreno e aperta su tutti i lati e intrapresero a turno dei finti attacchi contro il cane che vi stava acquattato.
Sembrava dapprima che volessero stanarlo ricorrendo alla violenza più truce, ma ben presto si vide che essi non facevano affatto uso della forza. Tutto ciò cui ricorrevano, grida, abbaiamenti, ringhi, gesti di minaccia e morsi dati all’aria, non erano altro che dei tentativi d’intimidazione, come se tutti insieme volessero fiaccare “moralmente” il quinto costringendolo alla fuga.
Ma quest’ultimo non si lasciava confondere, rispondeva agli attacchi che provenivano da tutte le parti e difendeva la propria posizione, finché gli altri si stancarono e uno dopo l’altro se ne andarono.
Aveva superato la prova.
Poiché queste scene si ripetevano, ma con i ruoli scambiati, è facile concludere che nella fase dell’ordinamento gerarchico contino molto di più la resistenza e la superiorità psichica che non la forza fisica.
Sappiamo dagli studi compiuti su altri animali sociali superiori, come gli elefanti o i babbuini, che la guida del branco o dell’orda non è affidata all’animale più forte, ma a quello più esperto, che è in genere il più anziano. Ciò significa che l’allevamento della prole ha come proprio fine il riconoscimento di questa forma di autorità. Lo stesso avviene con i nostri cani e si manifesta nella stabilizzazione dell’ordinamento gerarchico.

cucciolodom1Dunque, per l’ennesima volta, cerchiamo di ricordare che:
a) un cucciolo di due mesi non può essere “dominante”, perché non sa neppure cosa significhi esserlo;
b) anche se volesse esserlo, tenderebbe a dimostrarlo attraverso le proprie doti caratteriali, il coraggio, l’intelligenza, l’astuzia e così via, e non certo ringhiando o mordendo (a meno che non lo faccia in modo rituale, come i cuccioli dell’esempio di Trumler, e i suoi proprietari non siano in grado di distinguere. Ma comunque non lo fa con questo scopo, perché è semplicemente troppo presto perché lui si ponga problemi di gerarchia).
Se un cucciolo di due mesi ringhia o morde, o manifesta altri problemi caratteriali, è probabilmente un cucciolo impaurito o confuso, che non ha ancora chiarito a sé stesso (perché noi non gliel’abbiamo saputo chiarire) i cardini della socioreferenza: “chi sono io, chi sono gli altri membri del mio branco, che cosa ci faccio io qui e qual è il mio ruolo all’interno di questo branco”.
Che poi, in realtà, a lui basterebbe aver chiari i primi DUE punti, perché il terzo dovrebbe essere scontato: il suo ruolo, a quell’età, è quello di “fare il cucciolo”, punto. Quindi di essere innanzitutto protetto e difeso dagli adulti del branco (ovvero noi umani, nel nostro caso) e quello di cominciare ad imparare a vivere sotto la guida esperta degli stessi adulti (sempre noi).

cucciolodom2Un cucciolo aggressivo è un cucciolo che non è stato soddisfatto in queste sue semplicissime esigenze, e che quindi ritiene di dover lottare per sopravvivere senza alcun aiuto: immaginate un po’ quanto “migliorerebbe” la sua situazione se alla sua aggressività rispondessimo urlandogli addosso, “spanciandolo” ad ogni pie’ sospinto, fregandogli la ciotola da sotto il naso e facendo tutte le altre – scusate, eh  – stronzate diffuse dai sostenitori del “fagli capire subito chi comanda”.
A un cucciolo di due mesi non serve a niente “far capire chi comanda”, perché intanto non lo vuole sapere: comincerà ad interessargli, semmai, dopo un altro mese.
Quello che lui vorrebbe sapere è chi gli insegna a vivere e chi lo difende dai pericoli: tutto qua.
Se non siamo in grado di dargli queste semplicissime risposte, grandi e grossi ed “esseri superiori” quali riteniamo di essere… forse dallo psicologo (vero) dovremmo andarci noi.

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20 Commenti

  1. @ redazione: posso fare una domanda? sciuramaria mode on: il mio cucciolo che a due mesi mi montava la gamba, che cacchio voleva fare????

    • A due mesi, “giocava a dominare”.
      Ma senza sapere quello che stava facendo. Esistono pattern comportamentali che il cane ha nel suo DNA, ma che non necessariamente sa applicare al momento giusto e nei modi giusti: è un po’ come il cucciolo di due mesi che prova ad inseguire un coniglio. Andò va? Non lo sa nemmeno lui: c’è “qualcosa” che lo spinge a fare così, ma se per caso il coniglio si fermasse ad aspettarlo, probabilmente lui ci giocherebbe. Sono “prove di vita futura” che i cani fanno, aspettandosi una sola cosa: che gli adulti del branco (e nel caso nostro, gli umani) gli spieghino cosa si può fare e cosa no, cosa funziona e come…eccetera eccetera.

      • E se a montare la gamba è una cucciola di 3 mesi? Mi è stato detto che è dominante anche perché se sta mangiando e io me ne vado molla il cibo e mi segue… è in scalata gerarchica o sono solo cugginate? @redazione

        • Cugginata… per di più avvalorata dal fatto che un cane dominante non mollerebbe MAI il cibo per seguire il suo umano! Semmai questa cucciola mi sembra un po’ troppo “appiccichina” e quindi molto insicura. Attenzione a non fraintendere il fatto dei tre mesi: in una cucciolata l’ordinamento gerarchico comincia a quell’età… ma TRA CUCCIOLI, appunto! Le eventuali “sfide gerarchiche” rivolte agli adulti non si verificano prima dei 7-8 mesi, e a volte anche oltre.

  2. In tutto questo come si innestano i “test comportamentali” sul cucciolo (penso al test di Campbell ad esempio)?
    Fermo restando che chiaramente non possano dirci se il nostro cane diventerà “un famoso capobranco” (Sigh!) quanto sono utili nel darci l’idea di “un’impronta” psicologica di quel determinato cucciolo (perlomeno in razze non particolarmente manipolate)?

    • Il test di Campbell è nato per dare una vaga indicazione della tendenza dei cuccioli ad essere più o meno dominanti in futuro: siccome questa tendenza dipende da doti psicofisiche che sono presenti già alla nascita, una certa attendibilità (almeno per certe razze, non certo per tutte!) questo test può anche averla. Però, proprio come i bambini, anche i cuccioli cambiano, rapidamente e a volte drasticamente. Per quello che ho potuto sperimentare personalmente, il test di Campbell dà indicazioni molto, ma moooooooooooooolto generiche (eufemismo per dire che, almeno nel 60% dei casi, non serve a un tubo).

  3. Cosa si può fare per aiutare un cane che sia vissuto in un ambiente che non gli abbia permesso un corretto ordinamento gerarchico? Non mi riferisco solo a quello che viene definito dallo sciurimario un cane ‘dominante’ (che in realtà è in antitesi col concetto di cane dominante/alfa in grado di garantire la sopravvivenza di tutto il branco), mi riferisco anche ad esempio ad un cucciolotto abbandonato in strada intorno ai 3 mesi che viva vagando ed esposto a tutti i rischi per un certo numero di mesi.
    In questo caso cosa si piò fare per recuperare la personalità del cane?

  4. è una battaglia che combatto da anni. Nei centri di educazione se un cane tira al guinzaglio, è esuberante o eccessivamente vivace la prima diagnosi è che questo è un dominante. Il problema è che molti proprietari pensano che questo sia un plus caratteriale del loro cane. Io lavoro solo con i miei e mi faccio le garette di UD quando posso, non lavoro con cani di altri. Però discuto quando vedo (e sento ) cose strane: con una mia amica che ha un boxer viziato, a cui ovviamente è stato detto che il cane era fortemente dominante, ho cercato di spiegare che parlare di “dominanza” di un cane che vive solo e che ha rapporti sporadici con altri cani è quantomeno fuorviante. alle sue insistenze l’ho portata da un allevatore di pastori abruzzesi, che lui tiene liberi in giardino. le ho detto di dare una rosetta di pane ad un cucciolone di 13 mesi, questo si è avvicinato ad un maschio adulto e l’ha sputata davanti a questi. Da lì ho cominciato a parlare di dominanza…

    • Puoi spiegare meglio?

      Buttare l’osso o cibo ai miei piedi lo fà pure una mia cagnina. “non voglio cibo,ma coccole’credo..
      anche in altre occasioni peró.
      Quando ha fame.. prende qualcosa osso/crocchetta non ‘appetitosa”.. e lo getta in mezzo alla cucina,come per dire “ho fame. dammi da mangiare.”
      A volte arriva e mi porta un boccone prelibato ai piedi.
      Non è stata ben socializzata.

      E non penso abbia ancora ben chiaro il suo ruolo.
      Vive con la sorellina. che comanda a bacchetta.
      Ma è molto timorosa ed insicura. Tra le due è la piú inibita fuori casa.

  5. a proposito di veterinari che le sparano un po’ a caso…quando 3 anni fa è arrivata hope in famiglia, soli 41 giorni perchè la mamma rifiutava i cuccioli ed era rimasta solo lei, la portai dal mio veterinario, persona competente, come aveva avuto modo di dimostrare ampiamente negli anni con i cani di mia madre.
    peccato che appena vide la cucciola( madre meticcia, padre jack russel, dal quale ha preso molto nell’aspetto fisico) si mise a ridere e mi disse: è tutta un jack. quindi è un cane scemo e nn sarà mai educabile.

    io ho cambiato veterinario…

    • Francesca, capisco che il vet ti abbia “fatto antipatia” con la sua boutade… ma perché cambiarlo, se era un bravo medico?
      I veterinari, lo ripeto per l’ennesima volta, NON SONO tenuti a capirne qualcosa di etologia/psicologia. Sono medici: devono saper curare il corpo, non occuparsi della psiche.
      E’ come se io cambiassi il mio medico di famiglia, bravo e coscienzioso, perché non sa curarmi i denti. Per quello ci sono i dentisti, che fanno un corso di studi diverso e prendono una specializzazione ben precisa.
      In campo veterinario, purtroppo, la specializzazione ben precisa non c’è (o forse c’è in una sola università, ancora non mi è chiaro): però ci sono i master, i corsi eccetera, che per quanto si può vedere non producono sempre e solo geni… ma comunque sono “qualcosa di specifico”.
      Senza questi, un veterinario ne sa di psicologia quanto io ne so di neurochirurgia.

      • forse hai ragione, ma per me è importante anche l’umanità e il rispetto nei veterinari come nei medici
        e comunque sono capitata benissimo 😉

  6. A volte parlando con delle persone mi capita molto spesso di sentire dire il mio cane è di razza pura me lo ha detto il veterinario,allora io gli chiedo ma il tuo veterinario è allevatore di questa razza?noooo mi rispondono ma se è veterinario se ne intende nooo, da questo poi si arriva al cucciolo dominante di due mesi e questo è decadenza ciao a tutti Aquila della notte

  7. Il mio veterinario (non comportamentalista) non perde occasione per farmi pistolotti sul carattere della mia cucciolona che lui ritiene paurosa, diffidente, imprevedibile (secondo lui probabilmente avevo in casa Cujo-il-cane-assassino già a due mesi, paura eh… :-P). La prima volta mi è un po’ venuta l’ansia, poi ho deciso che per le questioni di natura comportamentali mi fido, nell’ordine, dell’allevatore che conosce la razza, la mamma, il papà, le nonne e i fratellini, del centro cinofilo dove la portiamo una volta a settimana da quando aveva due mesi col corso cuccioli e di quello che vedo, e non vedo in giro cani assassini….
    Così come non accetto pseudo-diagnosi caratteriali dal pediatra mi scorrono addosso le pseudo-diagnosi caratteriali del veterinario (che non cambio perché comunque è un bravo medico).

  8. Dal mio veterinario mi aspetto competenza nel curare l’animale, e come “extra” quella dimestichezza che serve per maneggiarlo durante la visita senza che succedano tragedie. Anche se un po’ va visto com’è la personalità dell’animale che portiamo, la gatta che avevo prima andava messa in gabbia di contenimento per fare le iniezioni, senza se e senza ma e non certo per inesperienza o incompetenza del veterinario.

    Una volta che il vet:

    A – mi cura l’animale (e sa adattare la cura al caso se per qualche motivo l’idea originale non è applicabile)
    B – cerca di maneggiarlo in modo da stressarlo il meno possibile, date le circostanze

    Può anche non saper distinguere un barboncino da un maremmano abruzzese, per quel che mi interessa. O sparare tutte le cugginate del mondo su carattere e addestramento. E’ un medico, e secondo me “scremare” quel che dice in ambito non suo fa parte del rispetto per la sua competenza. Cioè, se dice una cazzata su un argomento che non gli compete, non penso sia un cretino, penso sempre che sia un buon MEDICO che magari sull’argomento lì non sa tantissimo. Ok eh, sempre un buon medico è!

  9. Cosa pensi delle “sculacciate”? Io le odio… Ma a volte non riesco a controllarla… E alla fine sembrano più carezze ._.
    Che faccio?
    Di solito evito ,gli dico NO a voce brutta, oppure lascio correre.
    Dammi qualche consiglio… Come la gestisco senza sculacciate.” carezze energiche”

    Maya ha 3 mesi… Abbandonata …è con me da 5 giorni ._.

  10. splendido articolo……concordo pienamente.
    sapesse quante volte “cinofili esperti”,mi hanno (per circa un secondo…….)distrutta psicologicamente perché il mio cane aveva certamente un carattere “difficile “, diciamo selvatico.
    ora è uno splendido malinois di 20 mesi che lavora splendidamente ripagandomi di tutti i sacrifici fatti per i prossimi 20 anni.
    un cane per la vita.
    grazie per questo sito.

  11. è anche vero però, che i cuccioli ancor prima dei due mesi facciano inconsapevoli prove sulla dominanza, non lo sanno neanche loro quello che stanno facendo, ma così come certi giochi cucciolosi riproducono e sono di allenamento per una forse futura caccia, cominciano anche prestissimo a dominarsi, per gioco, ma pur sempre per dominanza.

  12. Cosa intendi quando dici che non riusciamo a far capire al cane cosa deve fare? Ho un cucciolo di bassotto di sue mesi e 10 giorni, sempre stato vivacissimo, ma negli ultimi giorni non riesco più a fare niente. Lui o dorme o ringhia e morde caviglie piedi mani viso…si vede che è nervoso ma io non so come comportarmi. Quando è bravo lo premio, lo accarezzo, cerco di proporre il gioco ma lui si agita di più. Perché non capisce cosa deve fare? Io non desidero da lui niente di particolare se non che faccia il cane, quindi coccole feste gioco relax davanti alla tv…lo amo con tutta me stessa ma ho il presentimento di sbagliare un qualcosa, aiuto

  13. C’é un comportamento di un cane che frequenta il mio parco, che mi incuriosisce e spaventa allo stesso tempo.
    E’ un akita femmina di 4 mesi. I proprietari (ragazzini abbastanza incompetenti) ce l’hanno da 2 mesi. Per 3 volte nel giro di 10 giorni l’ho vista ringhiare e mettere a pancia in su dei cagnolini di piccola taglia tipo yorkshire, bulldog francese. (L’akita ovviamente é giá bella grossa)… Sono sempre femmine le “vittime”. Lei le butta a terra e si mette proprio sopra di loro ringhiando e non gli da possibilitá di muoversi…le tiene sotto il suo corpo per un sacco di tempo! Il ragazzo rideva non rendendosi conto che il suo cane non stesse giocando come pensava lui.

    E una volta l’ho presa e spostata io perché quel povero yorkshire indifeso stava piangendo da 1 minuto buono, le altre volte qualcun altro l’ha fatto spostare. Perché fa cosí? Dominanza? Aggressivitá? Che intenzioni reali ha? L’altro giorno sembrava quasi volesse sbranarlo cavolo!!! Ma magari (spero) sono io che non capendone troppo perché la mia cana é super tranquilla, non mi sono mai informata più di tanto. (Intanto sto consigliando imperterrita ai proprietari di trovare un educatore…)

    Altra cosa che vorrei capire é: quest’akita per fortuna col mio cane gioca tantissimo, si adorano. Anche perché nonostante la mia abbia 9 mesi sono grandi uguali… mi chiedo se quest’akita crescendo diventasse aggressiva con le femmine, potrebbe darsi che non dará problemi alla mia perché sono “amiche d’infanzia” o sto dicendo una cugginata pazzesca?

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.