pit_panico1di VALERIA ROSSI – Mi hanno segnalato questo articolo pubblicato su “La Tribuna” di Treviso: ottimo sistema per farsi già venire una bella botta di nervoso appena tornati online.
Trattasi di esempio eclatante di “non notizia” trasformata in pezzo scandalistico-allarmistico-cinofobo, come potrete vedere se avrete voglia di leggerlo. In pratica, un pit bull lasciato libero in un paese (Mogliano), senza guinzaglio né museruola (e qui il proprietario ha torto marcio, ok: ma è un torto che ogni giorno hanno milioni di persone in tutta Italia, senza che per questo finiscano sul giornale), ha avuto una scaramuccia con un altro cane che alla fine “se ne è andato con la coda tra le zampe” (altra notiziona da prima pagina, vero?), senza ferite né altro.
Gli umani presenti sono stati bellamente ignorati.
Bene: il giornalista (o giornalaio?) di turno ne ha tratto il seguente titolo:

Pitbull semina il panico tra i pendolari in stazione

condendo poi il tutto con le seguenti farneticazioni:

“Due cittadini moglianesi, alle 21.00 di giovedì sera, hanno vissuto attimi di terrore in pieno centro“.

“…si sono trovati a tu per tu con un temibilissimo quattrozampe di razza Pitbull…

“…alla vista degli altri cagnolini, la belva da combattimento ha iniziato a ringhiare…

pit_panico4Appare evidente che questo giornalistoide verrebbe immediatamente denunciato per diffamazione a mezzo stampa… se solo i cani potessero rivolgersi a un avvocato e intentare una causa.
Purtroppo i cani non possono farlo, e allora glielo diciamo noi, che temibilissimo sarà lui!
Perché scrivere una serie così eclatante di assurde corbellerie, oltre a creare stupida e inutile cinofobia, rischia pure di causare qualche tragedia vera, ben diversa dalla semplice scaramuccia senza conseguenze di cui parla questa robaccia che davvero stento a definire “articolo”.
Perché dopo aver letto cose simili, lo sprovveduto Sciurmario che dovesse trovarsi di fronte a un cane definito “belva da combattimento” sarebbe sicuramente tentato di scappare via urlando o di cercare di aggredire il cane, con il serio rischio di far scattare proprio le reazioni di cui si parla nell’altro articolo di stamattina, e cioè l’impulso predatorio e/o l’autodifesa a suon di morsi.
Ma il giornalaio ha mai sentito parlare delle migliaia di pit bull utilizzati per la pet therapy?
Se sì, pensa davvero che qualcuno si sognerebbe di portare belve negli ospedali o nelle case di riposo?
E se no, per quale cavolo di motivo scrive di cose che non conosce?
E perché chi dirige il giornale gliele pubblica tranquillamente, senza neanche un “che cavolo stai dicendo, Willis?*

pit_panico6Prego notare che il cinofobo scrive ancora:
“La passeggiata però si è trasformata in un incubo. Ad entrambi è andata bene, nessuno è stato morso o attaccato direttamente, ma la presenza del pitbull e il suo atteggiamento minaccioso hanno davvero messo a dura prova il loro coraggio e il loro sangue freddo“.
Cioè, non è successo un accidenti di niente!
E’ bastata “la presenza”  di un cane (non di una tigre del Bengala, eh… di un CANE!) a scatenare il terrore: hanno perfino chiamato i carabinieri, che hanno gironzolato per mezza città senza trovare né il cane, né il proprietario. A questo punto il giornalaio si augura “che il padrone del pitbull osservi le norme di sicurezza relative ai cani pericolosi contenute nelle ordinanze ministeriali sul tema”.
E cioè… NESSUNA! Perhé le ordinanze cinofobe e le liste nere, se Dio vuole, sono sparite tutte dal 2009, con l’ordinanza Martini che annullava tutte le precedenti.
Quindi il nostro simpatico pennivendolo non soltanto non conosce i cani: non conosce neppure le leggi.
Che altro dire?
Niente, se non quanto espresso nel titolo: ci hanno rotto.
Non è giusto che questi personaggi siano liberi di scrivere falsità, di creare allarmismi basati sul nulla e di diffamare una razza che si sta cercando (con molta fatica) di mostrare al mondo per ciò che è in realtà (cani dalle immense doti psicofisiche, dolcissimi con gli esseri umani a meno che qualche pazzo non li addestri a comportarsi in modo diverso) e non per quello che ne hanno raccontato a lungo i giornali dopo il 2003, quando una coppia di pit bull attaccò effettivamente una donna.
Ma in quel caso si trattava di cani mai educati, mai socializzati, tenuti a guardia di un magazzino senza che avessero mai modo di interagire con nessuno. Ovvio che, quando sono riusciti a scappare, si sono rivelati aggressivi: ma sarebbe successo anche se fossero stati due barboncini.
Quello che fa un pit bull ben allevato e ben gestito lo vedete nelle foto di questa pagina: ma è inutile che ce le guardiamo tra noi, perché queste foto sulla “Tribuna”  non ci finiranno mai e chi ha letto l’articolo del pennivendolo si sarà fatto, sui pit bull, l’idea che lui ha voluto inculcare nei suoi lettori.
Tutto questo è disgustoso e soprattutto pericoloso, lo ribadisco: per questo invito i miei, di lettori, ad inviare qualche bella email alla redazione del giornale ([email protected]) spiegando i motivi per cui articoli come quello andrebbero drasticamente ripuliti di tutta la parte splatter, prima di andare online. Peccato che, ripulendolo della parte splatter, questo articolo non direbbe più nulla: perché non è successo assolutamente nulla.
Ma se proprio avete dei buchi da tappare in una testata… parlate del tempo, raccontate di chi si tromba chi, date lustro a qualche celebrità sportiva locale. Ma per favore, lasciate in pace i cani!

*per i troppo giovani: questa frase era un tormentone della serie televisiva “Arnold”

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34 Commenti

  1. E vogliamo parlare di quello che ho letto su una locandina in Puglia?
    “Pitbull sbrana bambino in acqua”, io ero lì in ferie, e posso tranquillamente affermare che questa locandina mi ha turbata! Devo dire che nei piccoli paesi pugliesi c’è già una brutta accoglienza per i cani (li considerano portatori di chissà quale peste bubbonica), a me (che ho un cucciolone di 40 kg) sembrava di portare a spasso un dinosauro tanto che mi guardavano inorriditi, immaginate l’effetto di una tale locandina! Non ho comprato il giornale, ma mi sembrava una testata importante!
    Ps. ad onor del vero, devo dire che siamo stati a Lecce, e il mio cagnolone è stato super coccolato!

    • La Puglia è piena di poveri randagi che spesso terminano la loro esistenza morti ai lati delle strade.
      Io sono stata in provincia di Foggia e il mio cane é stato aggredito da un suo simile che girava senza guinzaglio la prima sera che l’ho portato fuori. Direi che la disattenzione verso i cani e le norme di comportamento nei loro confronti é abbastanza diffusa, lì.

  2. Poveri pitbull… quanta ignoranza… e la gente, tutta dietro a queste notizie… coi rott è lo stesso: o la gente (pochissima) gli si fionda al collo strillando all’amoredimammamorbidoso (e il rott, santo, sopporta), perché “questi cani son vittime dipregiudizi ma in realtà tutti i cani sono buoni come lo può essere un golden” (ignoranza in senso buonista), oppure lo addita come cane killer, e se anche passi un’ora a ripetere la solfa che ormai sai a memoria sulla pessima gestione del cane, la conversazione sì concluderà sempre con un “sarà come dici tu, ma io un can così non lo prenderei mai, avrei troppa paura.”

  3. Ma invece di scrivere un articolo fuffa per demonizzare una razza che ha già grossi problemi in questo senso, perchè non scrivere dei rischi che corre un cane senza guinzaglio? Si poteva approfittare del fattuccio banale per sensibilizzare l’italiano medio che “ma sì il cane è meglio se sta libero, tanto non si allontana” su una condotta sbagliata e pericolosa… ma non solo per i passanti o i cagnolini che si possono incontrare, anche per il proprio cane.

    • Concordo (personalmente mi da molto fastidio incontrare cani liberi quando passeggio in centro con la mia pitbulla, ma chiamare i Carabinieri x una scaramuccia senza conseguenze è demenziale, così come riportare il “non fatto” sul giornale!), ma uno come quel giornalista avrebbe goduto come un riccio se il cane fosse finito investito da un treno…e sono felice che il cane non sia stato rintracciato dai carabinieri poichè se beccava il “Caramba” sbagliato rischiava di venir direttamente sparato (con tutti i rischi connessi x i passanti in una sparatoria in una città).

  4. Il video indicato da Veronica è davvero ridicolo: a me pare che le immagini rappresentino cucciolotti che stanno giocando (almeno alcune)

    per quanto riguarda la paura dei cani: io non ho un pittbull, bensì un cagnone nero di pura razza canile, cioè un misto california dall’aspetto vagamente simile ad uno spinone nero

    è il cane più buono del mondo, ma tant’è …… lo porto in giro la sera (sennò è troppo caldo) al guinzaglio, ma incontro SEMPRE qualcuno che si rannicchia, che emette suoni inarticolati, che si appiattisce contro il muro, che si pietrifica e non si muove più

    ma che palle

    • … c’è di buono che almeno nessuno rompe le scatole al tuo cagnone! Il mio Billy, anche lui puro meticcio doc., nerissimo, pesa solo 13 kili. Siccome è pure carino e col pelo lungo, non esiste passeggiata senza che qualcuno se lo stropicci per bene!
      Ormai ad ogni sciura o sciur, soprattutto se con terribili bambini, che si avvicina con intenzioni pastrugnose, dico che il cane è aggressivissimo!

  5. Alessandra (buon onomastico), mi hai fatto sorridere, almeno puoi star tranquilla che non incontrerai malintenzionati che ti vogliono importunare 😀

    Valeria, l’articolo l’avrei intitolato “Giornalisti… giornalai FINTI cinofobi, perché sono convinta che molti di loro non hanno paura dei cani, ma se si può creare la notizia non si tirano indietro, finti cinofobi, ma veri cinici. 🙁

  6. Il giornalista si la doveva prendere con il padrone. Il cane solo rispecchia ciò li viene insegnato – tanti pure dicono, che padrone si spesso pure assomiglia a suo quadrupede. Io mi fido dei cani – perché ci fanno subito capire (se si ha un po di esperienza), come la pensano. Invece non mi fido di beffe giornalistiche del genere – perché spesso gonfiano per ottenere la 1ma pagina (in alcuni casi vengono pagate pure le persone per false testimonianze) – e giornale, che li pubblica spesso, non credo che abbia molto grande valore.

  7. In Italia il numero di abitanti che quotidianamente acquista un giornale è radicalmente più basso rispetto a nazioni quali Francia e Germania. Nonostante ciò il numero di giornalisti rapportato alla popolazione è il doppio di quello francese e tedesco. E’ evidente che il mestiere del giornalista è divenuto l’appiglio di gente ansiosa di dichiarare un lavoro di prestigio senza avere alcuna vocazione e soprattutto senza rendersi conto della delicatezza di un mestiere che contribuisce a formare l’opinione pubblica.
    In pratica tale Matteo Marcon non avendo altro di cui parlare non ha trovato niente di meglio da fare che tessere un horror movie su un cane che si stava facendo una passeggiata per i cavoli suoi intervallata da qualche scazzo con dei suoi conspecifici, di quelli che avvengono anche tra barboncini e labrador.
    Tutto questo senza nemmeno rendersi conto che a causa del suo articolo domani in provincia di Treviso dei cittadini verranno additati come degli avanzi di galera ed emarginati come dei lebbrosi solo perché si aggirano con un pitbull per un parchetto.
    Se il signor Marcon non capisce la gravità della sua azione e l’importanza del suo errore, detto senza voler denigrare nessuno, è meglio che cambi mestiere.

  8. E sì dai, i cani da combattimento sono famosi per questo tipo di comportamento:

    ” Alla vista degli altri cagnolini, la belva da combattimento ha iniziato a ringhiare, si è avvicinata di corsa e avrebbe ingaggiato una breve lotta. ”

    Questo articolo a mio avviso ha sottolineato l’esatto contrario di quello che aveva intenzione di fare. Cioè che i Pit bull non sono affatto queste belve assassine che vogliono farci credere, e non solo contro gli uomini ma neppure contro i loro simili… ma poi siamo davvero sicuri che si trattava di un Pit bull? Sarei curiosa anche sapere che tipo di cani erano gli altri “cagnolini” …

  9. Più leggo notizie del genere, più guardo filmati come quello nesso da veronica, più mi chiedo perché Maccio Capatonda non abbia ancora fatto un unreal tg sui cani, manco deve inventarsi chissà che ù_ù.

  10. Valeria, forse è meglio se NON scriviamo lettere inviperite al giornale!
    Questi sarebbero capaci di prenderlo come un fatto positivo della serie: “visto che scoop abbiamo fatto?”
    “abbiamo mosso l’opinione piubblica” etc etc
    Che si tratti di una demenzialità è un’idea che non li sfiora nemmeno.

  11. Ma in Italia non c’e’ il reato di “procurato falso allarme” o roba simile? Perche un articolo cosi palesemente inventato e in grado di provocare pánico sarebbe da denuncia penale per provocare pánico tra la gente.

  12. Brava Valeria!!!
    Sono assolutamente d’accordo con te: questo è terrorismo gratuito e pericolosissimo!
    Quanti leggendo l’articolo avranno ricavato che in sostanza non è successo un accidenti di niente e quanti invece si saranno fissati nella mente l’immagine della belva assetata di sangue?
    Il problema è che, come dici tu, i cani non possono rivolgersi ad un legale e intentare una causa per diffamazione!
    P.S.: mi dispiace di averti fatto venire un attacco di bile appena riaperto internet…

  13. Prima delle vacanze una sciuramaria con micropincher mi ha detto che avrebbe chiamato la polizia perchè una signora con rott e dobie li lasciava liberi in sua presenza (stavano giocando con la mia cucciola di 4 mesi….dobie pure lei …senza sbranarla, anzi…a differenza del microbo).
    Ovviamente pochi giorni dopo becchiamo al parchetto la sciura con microbo slegato.
    Ma il suo va bene…nonostante morda … del resto è tanto ciccino no?!

    (Io adesso quando mi si avvicinano i microtaglia per strada inizio a tenere stretta la mia e urlarle “no amore che questi ti mordono sempre!” Non è sempre vero ok, ed è pure da stronza ma almeno prevengo gli insulti verso la mia).

    • Brava mafra, sto facendo anch’io così, sapessi quanti ne incontro di questi personaggi e poi non è vero che sono aggressivi, nooooo, loro lo fanno perchè hanno paura…già, peccato che il cane che ha morsicato mio padre al polpaccio era di taglia piccolissima, ma con una dentiera da far invidia a Dracula! Ieri ne ho incontrato uno che quasi si soffocava appena ha visto il mio cane! Non sono tutti così ovviamente, ma consiglio, più che di osservare il cane, di osservare il padrone, spesso basta a capire se il cane è aggressivo o scemo!

      A Valeria voglio rispondere dicendo che purtroppo di “giornalai” come quello ne abbiamo parecchi in Italia, basta accendere la televisione soprattutto certi canali…è vergognoso, il giornalismo è un’altra cosa!!!!!

  14. A mio parere il sig marcon non solo ha dimostrato un’ignoranza di dimensioni cosmiche, ma ha anche farcito il pezzo (chiamarlo articolo è decisamente troppo) di un razzismo molto ben indirizzato. Verso il cane, e verso il suo umano.
    A che pro sottolineare la provenienza (est europa)? che differenza c’è tra un padrone di cane italiano o straniero?
    Ben due risultati in un micropezzo: fomentare la paura verso due “diversi” (dal sig. marcon)

  15. Sabato ritirero’ il mio Blaze meraviglioso cucciolo di Amstaff, mi sono dovuto scontrare anche io con tante sciuremarie e sciurmario che mi dicevano “io un cane cosi’ aggressivo non lo prenderei mai, non hai paura che possa mordere i tuoi figli?”, armato di tanta pazienza ho cercato di spiegare che cani realmente sono e di informarsi bene prima di esprimere giudizi affrettati, nel mio piccolo qualche riscontro l’ho’ ottenuto…..spero di poter fare ancora tanto per contribuire ad abbattere il luoghi comuni che penalizzano questa razza.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.