mio3di VALERIA ROSSI – “Che amore, guarda come mi difende!”
A chi non è venuto fuori un sorriso da un’orecchia all’altra, quando il suo cucciolo di due o tre mesi ha mostrato per la prima volta i denti a un estraneo che magari aveva avuto l’ardire di dare una pacca sulla spalla al suo umano?
E’ anche normale che ci si compiaccia, diciamolo: ma non bisognerebbe MAI farlo capire al cane, che invece andrebbe ripreso gentilmente con un semplice “NO” (inteso come “No, grazie, ci penso io a stabilire se gli estranei sono una minaccia o se sono amici”).
Ovviamente ben poche persone si comportano in questo modo: la maggior parte delle volte accarezzano il cane, o “per calmarlo” (e il cane pensa: “Va’ com’è contento papà, mi fa le coccole, significa che sono stato proprio bravo! La prossima volta ci metto ancora più impegno!”), o proprio perché sono soddisfattissimi di lui, specie se il cucciolo in questione è un futuro cane da difesa. (ma la parola chiave dovrebbe essere proprio “futuro”!).
Qual è il problema, se siamo contenti delle attitudini difensive del nostro cucciolo?
E’ che lui, sentendosi gratificato o dal nostro comportamento o anche solo dal nostro stato d’animo (che recepisce, essendo dannatamente empatico), può pensare davvero che la cosa giusta da fare sia minacciare chiunque osi invadere il nostro spazio personale, diventando così iper-possessivo nei nostri confronti.

Francesca PascaleUn altro buon sistema per ottenere questo risultato (ben poco piacevole, perché se il cucciolo ringhioso fa solo tenerezza, l’adulto mordace diventa un problema serio) è quello di straviziare il cane, convincendolo così di essere lui il capofamiglia (sì, certo, dal suo punto di vista è “capobranco”, o “cane alpha”… ma il risultato è proprio quello di dirigere la nostra famiglia e non un branco).
Ricordiamo che il cane che riceve onori pensa di meritarli, quindi si comporta come qualsiasi altro sovrano osannato e riverito: si sente in dovere di usare il suo potere.
A volte potrà farlo in modo simpatico e perfino gradito ai suoi umani (e in quel caso si può anche lasciare che le cose restino così: se i membri della famiglia XY sono felici di obbedire prontamente a tutti gli ordini del cane, a volte non è neppure il caso di riempirgli la testa di “state sbagliando tutto”. Se a loro sta bene, e se il cane non rappresenta un pericolo, per me può mettersi anche la corona in testa e reggere lo scettro); se però il cane pensa bene di farsi valere mostrando i denti (o peggio ancora, usandoli) su tutti o su qualche membro della famiglia… allora il rimedio sta nello smettere subito di ricoprirlo di onorificenze e nel riportarlo al suo ruolo gerarchico più logico, ovvero quello di subordinato.
In realtà è abbastanza difficile che un cane decida di comandare proprio su “tutti” e di farsi valere su “tutti” suon di ringhi e morsi: anche perché, se ci prova, di solito finisce in canile o peggio ancora sul tavolo del vet per l’eutanasia (anche se non ha mai avuto colpa di nulla): molto più frequente il caso in cui il cane, pur avendo assunto il ruolo di capofamiglia, si limiti a diventare iperpossessivo verso uno dei suoi membri (quello che poi sentirete dire “Mi adora, vive per me, per questo vuole difendermi da tutti”: in realtà, più adorarlo, lo considera una sua proprietà…), prendendo posizione contro altri. Il caso più classico è quello dell’umana femmina con cane maschio che impedisce al fidanzato/marito di sfiorare quella che lui ritiene essere la “sua” donna.  In alcuni casi (specie con i cani piccoli e bambinizzati) ci può essere addirittura una connotazione sessuale (ne abbiamo parlato in questo articolo): ma la maggior parte delle volte è proprio questione di pura e semplice possessività: questa umana è mia e tu non me la devi tocca’.

mio6Come si rimedia?
Innanzitutto il cane iperpossessivo deve regredire gerarchicamente, come abbiamo visto: vanno bene le solite regolette della RSG (non salire su letti e divani, non passare per primo dalle porte, non venire gratificato quando mendica a tavola eccetera), ma soprattutto sarà bene iniziare con un buon programmino di educazione e magari passare anche ad un addestramento specifico, laddove la figura-guida dovrà essere per forza quella del conduttore.
Non c’è bisogno di addestramenti coercitivi e/o violenti per riprendere un ruolo dominante: basta essere fermi, autorevoli, insomma far capire al cane che sappiamo quello che vogliamo per noi e per lui).
Inoltre è sempre bene cercare di migliorare l’autostima e la sicurezza del cane, perché potrà sembrare strano, ma i cani iperpossessivi sono molto spesso (per non dire “quasi sempre”) cani insicuri. Se non lo fossero non avrebbero nessun bisogno di fare sfoggio (o uso) di denti, perché: a) saprebbero valutare serenamente cos’è pericoloso e cosa no, ed essendo ben consci della propria forza ne farebbero uso solo in caso di vera necessità; b) non sentirebbero neppure il bisogno di continuare a ribadire la propria supremazia. E infatti i veri cani (così come i lupi) alpha non lo fanno mai. Sono così sicuri di sé che danno per scontato di essere seguiti, “ascoltati” e ricoperti di onori: non gli sembra proprio il caso di ripetere continuamente “il capo sono io! Il capo sono io!”, come invece fa – a modo suo – il cane iperpossessivo.
Quindi sì a tutti i classici metodi per rendere il cane più sicuro e realizzto: fargli superare ostacoli “difficili” per lui (sempre mostrandogli come si fa), metterlo di fronte a problemi da risolvere (va bene anche l’attivazione mentale) e così via.
Per chi ha problemi di relazione con un solo membro della famiglia sarà anche opportuno che per qualche tempo diventi lui la figura-guida da seguire: quindi dovrà essere lui a gestire il cibo e le coccole (la “vittima” della possessività dovrà rimanere sempre neutra), lui ad insegnargli nuovi esercizi eccetera. Nei casi più difficili si potrà anche lasciare il cane solo con questa persona per qualche giorno, mentre la persona “posseduta”, se vive nella stessa famiglia, si fa una vacanzina altrove. Insomma, bisogna spezzare il cordone ombelicale che lega troppo strettamente il cane all’umano “posseduto”,  cosicché il cane scopra altri orizzonti (e smetta anche di preoccuparsi – qualora lo faccia davvero – per l’incolumità del “suo” umano, che ritroverà sano e salvo anche senza averlo protetto per tutto il tempo: il che gli darà da pensare).
In questo modo, serve dirlo?… si “svezzerà” un po’ anche l’umano/a di turno, che quasi immancabilmente vive il possesso in modo conflittuale: da un lato li dispiace che il suo cane mostri i denti a tutto il mondo (o anche solo al fidanzato/marito…), ma dall’altro ne resta – magari incosciamente – un po’ compiaciuto. Ad un recente seminario ho chiesto al proprietario di un pastore tedesco iperpossessivo di essere sincero. Gli ho chiesto, a bruciapelo:  “Sei davvero sicurissimo di non provare un po’ di piacere quando il tuo cane fa così?”.
Risposta: “No, davvero, mi dispiace! Figuriamoci, non posso più portarlo da nessuna parte, facciamo una vitaccia… sono sicuro, sì, voglio che smetta di fare così!”.
Meno di dieci minuti dopo il suo cane si scagliava contro un altro corsista che si era avvicinato troppo… e sul volto del suo umano si dipingeva un’espressione di puro orgoglio e felicità, proprio inconfondibile. E mentre spiegava all’aggredito (non toccato, visto che il cane era al guinzaglio) che era venuto al seminario proprio perché voleva risolvere questo problema, la sua mano si allungava (penso del tutto incosciamente) a fare una carezzina sul dorso del cane.
Pensate che mi abbia mentito?
Macché. E’ a se stesso che questo signore mente. E’ davvero convinto di dire la verità, quando sostiene che gli dispiace per l’atteggiamento del suo cane. Il fatto è che non è vero: senza neppure rendersene conto, ne va orgoglioso. E il cane lo sa.

mioIn un caso come questo non c’era bisogno di essere cani per rendersi conto che il linguaggio verbale contrastava con quello del corpo (che anche per noi umani è sempre quello più veritiero: con la voce possiamo raccontare balle a tutto spiano, ma con il corpo no): la cosa era così palese che l’hanno notata proprio tutti i presenti.
In altri casi, per noi, è molto più difficile capire se il nostro interlocutore sia sincero o meno: però i cani non li freghi MAI. Se sei anche solo un po’ contento, anche nel fondo del fondo del tuo subconscio, loro se la danno. E agiscono di conseguenza.
Dunque, lo “svezzamento” può anche essere reciproco: il cane capisce che il suo umano può sopravvivere anche senza di lui, l’umano si gode qualche giorno in cui può avvicinare amici a parenti senza rischiare che il suo cane gli stacchi una manina… e magari si convince davvero del fatto che con un cane sereno si viva meglio.
Non mi stancherò mai di ripeterlo: il cane che “ci difende” anche dagli amici non è un cane sereno, non è un cane “tanto carino” (se piccolo: se grosso non lo pensa nessuno) e non è una sicurezza, anzi è un pericolo, perché rischia di metterci in guai seri.  Quindi non deve farlo, PUNTO. E bisogna spiegarglielo fin dalla prima manifestazione di eccessiva possessività, che arrivi nel cucciolo o nel cucciolone.
Con i cani bisogna essere chiari: bisogna farsi capire.
Diciamo “NO” con la voce, ma soprattutto diciamolo convinti... e non temiamo che poi “non ci difenda più” in caso di reale necessità: l’impulso alla difesa – quella vera, quella contro una minaccia reale – non c’entra assolutamente nulla con la possessività. E se il cane ce l’ha (geneticamente) al momento giusto lo tirerà fuori senza alcun bisogno di aver minacciato prima fidanzati, nonne o cuginetti.

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20 Commenti

  1. Nooooooooooooooooooooo!
    …….Dudù e la Pascale……
    Signora Rossi……
    Ma…. forse che l’articolo era a sfondo politico e riferito alla Pascale??!!?? 😉

    • Ops… ho preso la foto senza neppure guardare chi era la tipa ritratta: a me interessava il fatto che desse un bacio in bocca al cane, perchè era un bel simbolo della Sciuramaria coccolatrice! 🙂
      No, la politica stavolta non c’entra proprio nulla… e sinceramente non sapevo che faccia avesse la Pascale!

      • Ops,…. a questo punto ho la mente rutilante di battute sarcastiche…. ma temo censurabili in un blog…
        Peccato….
        Però però, il nuovo modello di Sciurammaria apre nuovi scenari…..

  2. Il ritratto del mio cane!
    Molosso di millemila kg, con una bocca sdentata che metterebbe a dura prova anche il più coraggioso dei bipedi, con noi da appena due mesi. Un bel giorno decide che mamma e papà sono suoi. Si limita ad avvertire chiunque tenti di stabilire un contatto e avverte anche noi, quando spalmati sul divano ci diamo qualche bacetto innocente (durante quelli meno innocenti, il gigante si fa un giretto in soggiorno). Nonostante l’educatore, le regole da subito feree, le coccole centellinate. A quel punto che si fa? Si fa che il secondo nome di Vasco diventa “NO”. Con pazienza, cerchiamo di fargli capire che va bene, mamma e papà possono anche essere suoi ma comunque sono loro a scegliere chi, cosa come e quando.
    Stiamo ancora cercando di fargli capire che il vicino di casa non è una bistecca ma…siamo sulla buona strada!
    E tutti viviamo felici e contenti 🙂

  3. Ma quando le regole ci sono già? Il mio è aggressivo con gli estranei, e neanche tutti; ma le regole in casa ci sono sempre state. La sua insicurezza può derivare da altri fattori? Ha perso la mamma quando era cucciolo, quanto può incidere questo nei suoi comportamenti?

  4. Molto interessante. Il mio cane invece abbaia a chi mi mette le mani addosso, ad esempio l’altro giorno mio fratello mi è arrivato alle spalle tirandomi un coppino e lui gli ha abbagliato! non mostra i denti e non ringhia, al limite cerca di mettersi tra me e l’altra persona! (In realtà anche se è il mio cane non lo fa solo con me, ma anche con altre persone che si approcciano in modo fisico “violento”. Ho un cane pacifista? Bella li

  5. Regressione gerarchica? Ancora c’è gente che pensa che l’atteggiamento del cane dipenda dal vederci mangiare prima di lui o dal salire o meno su un letto? Come si può credere che ci sia una “formula pre-cotta” per stabilire la leadership? Che vita patetica devono fare i poveri cani con padroni che si preoccupano di non farli salire sui mobili, di mangiare sempre prima di loro, farli passare per secondi dalle porte, etc… Per le interazioni con un cane non ci può essere uno schema fisso che valga per tutti. Per Pierluigi, l’insicurezza del tuo cane deriva sicuramente da altri fattori, impossibile dire quali siano, ma sicuramente imporre un protocollo di regole come queste può solo aumentare la sua insicurezza.

    • Le regole sono state una conseguenza del scelta di prendere un cane; abbiamo pensato a tutti i posti dove avremmo potuto portarlo e abbiamo agito in modo da farle rispettare anche in quei posti (luoghi pubblici, ristoranti, case altrui…). Ora sono talmente una routine che non ce ne rendiamo neanche conto di applicarle, ma questo perchè le abbiamo adottate sin sa subito.

    • hai ragione Sere… Peace and Love please! Basta coercizioni! Viva la libertà….
      Il mio cucciolotto fa quello che vuole, cos’è ‘sta storia del mangio prima io? Si mangia quando si vuole, se passa prima lui dalla porta che differenza fa? Se mangia più comodo sul tavolo qual è il problema?
      Vero… che vita triste fanno ‘sti cani..
      Adesso scusa… smetto di scrivere perchè sai, non so cosa sia successo ma stamattina dopo che mi sono seduta sul divano vicino a lui il mio caro piccolo tenero Pastore del Caucaso mi ha attaccato… adesso sono in fila al pronto soccorso… spero riescano a riattaccarmi tutti i pezzi…Mi hanno chiamato. Vado.

    • Le regole sono importantissime e non è nemmeno così complicato applicarle.
      Se il mio gigante fosse libero di salire sul divano quando e come vuole, ogni volta che mi ci vorrei spalmare io potrebbe succedere che:
      1 Non ci sto (sono 30 kg di cane in un divano da monolocale)
      2 Siccome è molto molto molto comodo, non avrebbe nessunissima intenzione di scendere, e onestamente, non mi piacerebbe dovermi mettere in competizione con ognuno dei suoi 500 denti aguzzi.

      Riguardo il cibo, tendenzialmente mangiamo prima noi. In questo modo, lui ha imparato a rispettare il nostro pasto e tende a mettersi buono buono aspettando il suo turno.

      Sono piccole cose che fanno la differenza. Sempre.
      Ti assicuro, che non è una vita patetica anzi: è bellissima.
      Vasco viene con noi ovunque, dalla trattoria al ristorante stellato. Entra nei negozi, sta al parco in mezzo alla gente, dal fruttivendolo, dal macellaio, a casa degli amici e sa SEMPRE come comportarsi.
      Se non avesse avuto delle regole, saremmo stati costretti a lasciarlo in casa l’80% del nostro tempo.

      In quel caso, sarebbe stata davvero una vita patetica per entrambi.

  6. E il cane che non vuole allontanarsi da me?
    Qualche giorno fa ero al prato. Billy al guinzaglio che passeggiavamo belli belli!. Mi suona il cell. Un mio amico, gentilmente, prende il guinzaglio. Io mi fermo, lui e Billy davanti a me.
    Poi Billy capisce che non ci sono …. ha iniziato a tirare con tutte le sue forze verso di me e, appena è arrivato a portata di zampa, ha iniziato a saltarmi addosso (proprio in braccio).
    Signora di passaggio mi apostrofa: “faccia qualcosa: il suo cane è troppo possessivo nei suoi confronti!”
    Eppure lui è abituato a stare senza di me in casa, ad uscire con la tatina la mattina, a stare con mia madre per qualche giorno.
    E’ veramente possesso? (è un cane molto fisico, almeno con me: vuole sempre il contatto …)

  7. Articolo interessantissimo, come sempre! Avrei una domandina…tutto questo discorso vale per la possessività verso gli umani. Ma verso gli altri cani? Mi spiego meglio: i nostri patati (Aragon, presunto pastore maremmano abruzzese e Giuditta, meticciotta doc) hanno un rapporto che definire simbiosi è un eufemismo. Sono insieme fin dal canile e sono veramente meravigliosi, poter vivere da vicino un legame così speciale è davvero un privilegio.

    Il problema è che lui, da buon pma, è possessivo all’ennesima potenza verso di lei. Con noi no, sembra che abbia capito che “ci pensiamo noi” (abbiamo lavorato un bel po’ su di loro), tant’è che quando è da solo con il mio compagno, quelle volte in cui decidiamo di passeggiare o lavorare separati per abituarli, è tranquillissimo, occhi fissi sul babbo, aggressività intraspecifica bassissima, collaborativo e dociile. Specifico che verso le persone non ha mai avuto problemi, il problema è con gli altri cani, con cui in presenza di Giuditta diventa “aggressivo”. Ho messo le virgolette perchè non è aggressivo in senso “fisico”, non è da rissa, fa solo tanto casino, abbaia col vocione, tira al guinzaglio, sembra che voglia mangiarsi il malcapitato di turno, poi gli arriva davanti e non fa pio. Però casino ne fa, e tanto. Poi dipende molto dalla situazione, dalla giornata, il discorso è complicato, sono due cani con caratteri meravigliosamente complessi e noi siamo cercando di fare del nostro meglio per capirli e renderli felici. Ci siamo anche fatti aiutare da un educatore.

    Però è proprio impressionante il modo in cui cambia con o senza di lei: con lei ricomincia a fare il bodyguard, non le lascia avvicinare nessun cane, addirittura le dà delle “musate” mentre abbaia che potrebbero essere interpretate come aggressività rediretta, ma che secondo noi sono un modo per dirle “stai indietro, ci penso io”. Certo, la razza è quella ed è giusto che faccia il guardiano, noi vogliamo assolutamente rispettare la sua natura, ma quando ci siamo noi dovrebbe lasciar fare a noi. Vorremmo avere più controllo su di lui e per quanto ci si provi è difficile.

    Però vorrei tanto sapere se il discorso dell’articolo è applicabile anche alla possessività verso un altro cane, o se invece dovremmo comportarci in modo diverso. Ogni consiglio è beniiiiisssssimo accetto!! Grazie!

    • Luma seppur non sia un’esperta, a “soldoni” mi viene da pensare che forse propria la simbiosi che si è instaurata tra Aragon e Giuditta “è cosa loro” e tale privilegio in presenza di altri cani (potenziali rivali) Aragon lo voglia comunicare con il linguaggio interspecie.

      • Grazie rita, sì sicuramente è così, ma non so se sia una cosa così giusta. Da una parte è bello, perchè sintomatico di questo rapporto così profondo tra di loro, dall’altra ci fa capire chiaramente che non abbiamo un buon controllo su di lui, almeno non sotto questo aspetto.
        Forse non ci ritiene all’altezza di difendere Giuditta, o forse è solo un modo per dire agli altri cani che quella è la SUA compagna (che comunque la femmina è una risorsa, anche se l’idea non è molto romantica dal punto di vista umano 🙂 ). Fatto sta che non è molto simpatico andare in giro con questa tigre al guinzaglio che in certe giornate se la prende pure con le femmine e con i cani piccoli, con cui di solito è molto socievole o comunque tollerante. Ormai lo conosciamo, sappiamo riconoscere i giorni no, e ci comportiamo di conseguenza, magari scegliendo posti più isolati in cui passeggiare. Nelle giornate buone cerchiamo di lavorare più possibile di socializzazione. Il problema è che non è un cane non socializzato, anzi è molto comunicativo, segue il “bon ton” canino, e nelle giornate buone si mette pure a sedare le risse altrui. Credo fondamentalmente che da una parte sia molto insicuro, infatti stiamo cercando di lavorare su questo. E dall’altra dovremmo certamente aumentare il ns controllo su di lui, pur rispettandone la natura e l’indole: è un pma, non sarà mai un cane da obedience (anzi in tutte le altre situazioni è anche troppo bravo in questo senso, collabora e risponde ai comandi molto bene), e poi gli piace proprio fare il guardiano, ce l’ha nel DNA ed è bellissimo così. Bisogna solo trovare l’equilibrio giusto fra rispetto del cane e controllo…fosse facile!

        • Luma forse pretendi un po troppo da Aragon e ti stai sottovalutando; hai un cane che dalla tua descrizione è impeccabile in molteplici situazioni e certamente grazie anche al tuo impegno. La sua unica “colpa” mi sembra di capire è la possessività su Giuditta.
          Quando ero giovane se qualche ragazza faceva la smorfiosetta con il mio partner umano dell’epoca urca se ringhiavo ;-)))
          Non si può pretendere il controllo assoluto su di una persona, immagina se può essere possibile su di un animale che per sua natura è principalmente e fondamentalmente istintivo.
          L’unico vero disagio può essere quello della stazza del cane ma immagino che non sarai da sola a condurli entrambi. Se uscite in coppia (umana) per smorzare alcuni incontri a rischio potete provare a distanziarvi tra voi con i rispettivi cani e alleggerire la tensione di Sebastian.

  8. Proprio l’altro giorno ho incontrato un mio amico col suo pincher. Io ho uno splendido maltese al quale non frega niente che qualcuno mi tocchi. Alza lo sguardo e se vede che io sono tranquilla è tranquillo anche lui. Insomma il mio amico si stimava a pacchi perchè il suo cucciolo era iper-protettivo nei suoi confronti e mi ha anche preso parecchio in giro perchè il mio non lo faceva…io da brava sciuramaria mi sono preoccupata di aver sbagliato qualcosa nell’educazione del mio cucciolo che a differenza del pincher, ha frequentato un corso di educazione. Ora, la mia sciuramariagine è evidente da quanto scritto ma a mia parziale discolpa devo dire che quanto meno mi informo e questo sito, oltre all’educazione del cucciolo ovviamente, mi sono stati parecchio utili per provare ad uscire dal tunnel 😀

  9. aehm.. io è da un po’ che noto atteggiamenti troppo possessivi. Sia nei miei confronti che in quelli del nostro ‘territorio’, anche quando siamo in giro. Questo però avviene solo nei confronti dei cani maschi, perché non sorge alcun problema se invece si avvicinano altre persone o cani di sesso femminile. Come si può correggere un comportamento del genere? Come si fa ad insegnargli che sono io che devo decidere chi può avvicinarsi o meno e valutare la situazione e non certo lui? Ho provato ad accarezzare l’altro cane, a mettermi tra di loro (davanti al mio, dandogli le spalle), ho provato ad accarezzarli insieme, ho provato ad ignorare la situazione, allontanandomi.. ma niente XD continua imperterrito!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.