10523211_10203302875507016_2224437716262332827_ndi VALERIA ROSSI – Purtroppo è il terzo caso che sento in meno di un mese: maschio adulto uccide cucciolo.
Qualcosa che non dovrebbe MAI succedere, perché un maschio adulto equilibrato  considera tutti i cuccioli del mondo come “figli suoi” (è un meccanismo che Madre Natura ha messo in atto per tutelare le specie) e quindi dovrebbe avere sempre nei loro confronti un atteggiamento paterno: a volte potrà mettersi lì con santa pazienza ad educarli e a seguirli, altre volte potrà non aver voglia di interagire con loro e quindi preferirà evitarli… ma non dovrebbe mai attaccarli, per nessun motivo al mondo.
Invece, purtroppo, accade: e a quanto sembra sta accadendo sempre più spesso. Decisamente troppo spesso.
L’ultimo caso mi è stato raccontato da Silvia, l’umana di Joy, il cucciolo di siberian husky che vedete nelle foto e che purtroppo non c’è più.
La sua è una storia che fa malissimo al cuore, vi avviso: ma la riporto qui sotto – e vi invito a leggerla – perché è opportuno fare qualche considerazione, nella speranza che magari si possano evitare in futuro altre tragedie simili.

Dopo 26 anni, finalmente ero riuscita a realizzare il mio sogno e la nostra famiglia aveva accolto Joy, un cucciolo di siberian husky.
Potrei dilungarmi ad oltranza sul modo in cui aveva cambiato la nostra vita, su come l’aveva resa completa conquistando tutti noi, me ed il mio fidanzato in primis (che vivevamo con lui), i parenti di entrambi, i vicini di casa, gli sconosciuti per strada… ma non è il momento di dilungarmi su cose che avrete già letto e vissuto mille volte. La cosa importante è che non avevamo scelto la razza per moda, nè superficialmente, avevamo preso contatto con un educatore per iniziare un percorso di educazione di base e ci eravamo documentati su… beh… su tutto, pensavamo.
Una delle cose che tenevamo sempre presenti era la necessità di farlo socializzare con animali e persone, di fargli fare esperienze in ambienti diversi, anche perchè speravamo, così facendo, di arrivare ad avere un cane socievole da adulto, soprattutto con i suoi simili.
Era domenica 7 settembre, stavamo rientrando a casa a piedi dopo una passeggiata in centro città nella quale Joy aveva fatto amicizia con molti altri cani, quando è successo.
Eravamo sul marciapiede e Joy stava facendo conoscenza con un meticcio nero dentro ad un cancello, quando dall’altra parte della strada sento uggiolare, mi volto e vedo in un giardino un amstaff scodinzolante ed uggiolante. Pensando che volesse fare amicizia, abbiamo attraversato la strada. Non avevamo ancora fatto un passo sul marciapiede che l’amstaff si è proteso con il muso tra le sbarre del cancello, ha preso il nostro cucciolo per la testa e l’ha tirato dentro uccidendolo sul colpo.
Io rivivo la scena in slow motion quasi quotidianamente, da quel giorno: non smetterò mai di incolparmi per aver attraversato la strada.
Joy non era il cucciolo che si buttava a pesce appena incontrava un altro cane o una persona, teneva sempre le distanze prima di avvicinarsi ed osservava il comportamento dell’altro. Solo poche ore prima, ci erano voluti quattro inviti al gioco prima che lui decidesse di potersi fidare di un maschio grande tre volte lui, e così faceva con tutti, dal barboncino all’alano.
Perchè un amstaff maschio del 2009 ha aggredito un cucciolo di 3 mesi?
C’era qualcosa che avrebbe dovuto farmi vedere il pericolo in un cane (pure con le potenzialità offensive dell’amstaff) uggiolante e scodinzolante? Avevo sempre letto e sentito dire che gli adulti non mostrano aggressività verso i cuccioli (ad eccezione delle femmine con i cuccioli, ma non è questo il caso), e davvero non riesco a trovare pace.

10014568_10203368026975762_6856635870085021051_nIniziamo intanto col dire che sì, un cane uggiolante e scodinzolante può rappresentare un pericolo.
Non è una cosa frequente, per fortuna, ma può succedere, perché uggiolare e scodinzolare non significa automaticamente “disposizione amichevole”: significa semplicemente “eccitazione”.  E l’eccitazione può essere anche predatoria, come presumo sia accaduto, purtroppo, in questo caso.
Ovviamente posso fare soltanto delle congetture basate sul racconto di Silvia: non ho assistito al fatto. Però il quadro che mi viene in mente è quello di un cane che vede da lontano qualcosa che gli sembra un animaletto commestibile e per questo si agita tutto per l’eccitazione: dopodiché, disgraziatamente, ha l’occasione di catturare l’ambita preda e non se le lascia scappare.
Colpa di Silvia?
No, assolutamente no: lei sperava soltanto di socializzare al meglio il proprio cucciolo, e se è vero che ha frainteso l’atteggiamento dell’amstaff posso confessare senza problemi che molto probabilmente l’avrei frainteso pure io… perché 99 volte su 100, un cane che si comporta in quel modo vuole davvero fare amicizia!
Il problema, qui, sta tutto nel fatto che l’amstaff non sia stato in grado di riconoscere Joy per quello che era in realtà: un cucciolo della sua stessa specie.
Quindi posso presumere che l’amstaff non sia stato socializzato a dovere: forse è stato sempre tenuto nel suo giardino (soluzione che molti umani ritengono ottimale) e non ha avuto modo di imparare a distinguere cane da preda, cane adulto da cane cucciolo, cane rissoso da cane amichevole e così via.
E’ vero che c’è una certa “potenzialità offensiva” in un terrier di tipo bull: ma dovrebbe esserci solo verso i suoi consimili adulti e disposti a misurarsi con lui. Non dovrebbe proprio esistere che un maschio adulto, se pure di razza selezionata nei secoli per i combattimenti, attaccasse un cucciolo… ma in realtà temo proprio che questo non sia stato un tentativo di “combattimento”, ma proprio “solo” un attacco di tipo predatorio.
Si potrebbe anche ipotizzare che l’amstaff non avesse intenzioni offensive, ma fosse soltanto incuriosito dal cucciolo e che abbia cercato di “catturarlo” attraverso le sbarre per giocarci: ma ovviamente, il cucciolo tirato in quel modo avrà urlato per il dolore, e questo potrebbe aver scatenato l’aggressività dell’adulto (anche gridare e strillare sono comportamenti tipici della preda, che incitano il predatore a mordere per uccidere: per questo è importante ricordare ai bambini che non si deve MAI gridare di fronte a un cane, e tantomeno gridare correndo).

10679655_10203373444111187_1052556744162886968_oUn solo fatto è certo, in questa orribile storia: un cucciolino di tre mesi non c’è più solo perché un maschio adulto non è stato in grado di comportarsi in modo etologicamente corretto.
Il motivo per cui questi episodi stanno accadendo così spesso, infatti, sta tutto in quel piccolo aggettivo che in apertura ho messo accanto a “maschio adulto”: e cioè “equilibrato“.
Il che significa “capace di comportamenti affidabili, prevedibili e in linea con il proprio etogramma e con le caratteristiche della propria razza”.
Quand’è che tutto questo può venire a mancare?
In diversi casi, purtroppo: per esempio quando si seleziona male (o non si seleziona affatto). Maschi e femmine adulti che si mostrano aggressivi verso i cuccioli (propri o altrui) non dovrebbero MAI essere usati in riproduzione: invece conosco diverse persone (compresi allevatori di chiara fama) che se ne infischiano bellamente.
Conosco persone che sostengono senza la minima vergogna di togliere i cuccioli ad una certa cagna a venti giorni di vita, “perché altrimenti lei li attacca”. Una vera follia, perché una madre che attacca seriamente i propri figli non è una cagna equilibrata: però magari è bella, magari è campionessa, magari ha fatto il Best in Show a Piripicchio o ha vinto il raduno di Piripacchio. Vorrai mica fermarla solo per una “sciocchezzuola” simile?
Se ventili questa ipotesi all’allevatore, ti guarda come se fossi tu quella matta da legare: e puoi star certa che avrà l’incondizionato appoggio di molti colleghi… tanto che a volte, sostenendo che cagne così andrebbero immediatamente tolte dalla riproduzione, ti senti come quello che guida contromano in autostrada e che pensa che invece ci stiano andando tutti gli altri.
Poi, guarda caso, i risultati sono questi: da cagna squilibrato nascono figli squilibrati (maschi o femmine che siano). Però sono belli, eh!
Ancor più drammatico (e purtroppo ancor più frequente) è il caso in cui non ci si pone neppure il problema dell’equilibrio caratteriale:  dagli accoppiamenti ad capocchiam, fatti solo per sfornar cuccioli a scopo di lucro, non può uscire niente di buono… e purtroppo è un dato di fatto che la stragrande maggioranza dei cani italiani, oggi, proviene proprio da questo tipo di accoppiamenti.
Cani nati in casa della Sciuramaria di turno, che ha scelto il “fidanzato” al parchetto; cani dell’Est venduti in negozi, fiere e canifici vari; cani randagi che si accoppiano come pare a loro, senza alcun controllo.
Tutti i cuccioli provenienti da questi accoppiamenti sono potenzialmente a rischio di scarso equilibrio caratteriale… e stanno diventando sempre più numerosi, un po’ grazie a chi cerca il “cane nei saldi” e vuole spendere meno possibile e un po’ anche grazie a chi fa la guerra agli allevatori seri, spingendo l’opinione pubblica a considerarli “brutti e cattivi”.

joy_socIl secondo caso in cui un maschio adulto può attaccare un cucciolo è quello in cui non venga socializzato in modo corretto: e qui cerchiamo di capire bene una cosa, e cioè che non basta fare qualche giro al parchetto col cane da cucciolo e poi ficcarlo in giardino per sempre, convinti che ormai la socializzazione sia fatta e finita.
E’ vero che etologicamente la fase di socializzazione va dai due ai quattro mesi circa, ma è anche vero che non può fermarsi lì! Perché i cani, proprio come gli umani, a lungo andare dimenticano ciò che hanno imparato, se non vengono tenuti “allenati”.
I cani, durante la fase di socializzazione, “imparano” a riconoscere i propri simili e a comunicare con loro: ma se poi non hanno più modo di vederne per mesi, o magari per anni, possono anche scordarsi ogni traccia di buone maniere.
Ovviamente un maschio adulto, specie se appartiene a razze non esattamente amichevoli, non potrà continuare a giocare per tutta la vita con altri maschi: prima o poi succederà che diventi litigioso/rissoso. Ma questo non deve impedire che continui a rapportarsi con femmine e cuccioli, che invece continuerà a rispettare… se ha modo di incontrarli, ovvero se rimane “allenato” ad un corretto rapporto con loro.
Altrimenti potrebbero succedere drammatici equivoci come quello che ha visto protagonista l’amstaff di cui sopra.
Silvia non deve macerarsi nei sensi di colpa (anche se mi rendo perfettamente conto che un simile trauma sia ben difficile da superare): l’unico errore che ha commesso è stato quello di fidarsi troppo di un cane sconosciuto. I veri responsabili della tragedia, però, sono gli umani che hanno allevato e gestito l’altro cane: anche lui del tutto innocente, perché i cani non hanno alcun senso morale e quindi lui non poteva sapere di commettere un atroce delitto. Lui ha fatto ciò che il suo istinto l’ha spinto a fare, punto e basta: ma gli istinti animali devono essere controllati dall’uomo, prima di tutto attraverso la selezione e poi attraverso l’educazione e l’addestramento. E in questo caso c’è stata sicuramente qualche grossa lacuna che ha portato a una tragedia.

Per concludere, qualche consiglio pratico:

a) ricordate che i segnali di gioiosa eccitazione NON corrispondono sempre al desiderio di fare amicizia: il cane si eccita anche davanti a qualcosa che vorrebbe raggiungere, ma non può (in questo caso la barriera era il cancello, ma spesso può essere il guinzaglio). Siccome non è facile neppure per i più esperti capire la differenza tra segnali amichevoli e segnali predatori, è sempre meglio accertarsi di poter mettere i cani in sicurezza prima di consentire un incontro;
b) prima di far avvicinare il vostro cucciolo a un adulto sconosciuto, cercate di parlare con il proprietario: non sempre questo è sufficiente, perché per molta gente il proprio cane è “buonissimo” finché non ammazza qualcuno… ma almeno in alcuni casi potreste essere messi in guardia per tempo. Qualche umano capace di dire “il mio cane non so mai cosa possa combinare” esiste ancora;
c) se non c’è alcun umano con il cane sconosciuto… be’, meglio un incontro in meno che un rischio in più;
d) per quanto non creda che sia stato questo il caso, meglio non fare mai avvicinare un cucciolo ad un cane che sta all’interno del proprio territorio: potrebbe essere aggredito solo in quanto “intruso”, senza la minima considerazione per la sua età;
e) last but not least (anzi, questa sarebbe la cosa più importante di tutte): NON comprate mai un figlio di cani aggressivi verso i cuccioli. Chiedete sempre di vedere la madre con i cuccioli e osservatene il comportamento.
Quanto al vostro piccolo amico, ricordate che la fase di socializzazione non si può considerare “conclusa” a quattro né a otto o a dodici mesi: il cane è un animale sociale che deve continuare ad avere rapporti sociali, se vogliamo che mantenga comportamenti corretti. Se questo non avviene, anche un perfetto equilibrio genetico può finire a gambe all’aria a causa della cattiva gestione del proprietario.

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89 Commenti

  1. E’ una storia davvero molto triste e me ne dispiace per quanto accaduto. Sono d’accordissimo sul fatto di far socializzare il proprio cucciolo con tutti però io preferisco innanzi tutto che il cane sia libero magari al parco o in area cani dove solitamente ci sono i padroni che conoscono (o dovrebbero) conoscere il proprio cane e quindi avvertire se si possono avvicinare e conoscere oppure no. Inoltre, come scritto nell’articolo, diffido sempre di un cane nella sua proprietà, non si sa come reagisce; ci sono quelli che in casa propria fanno entrare tutti ma ci sono quelli che non se ne parla proprio! Auguro di cuore di superare lo sconforto !

  2. Troppo spesso si pensa che per i cani socializzare voglia dire farsi due chiacchiere.. Prima di dare la “colpa” a persone che avevano il cane dentro la loro casa.. Per carità, la socializzazione è importante, ma non ci si deve avvicinare a cani sconosciuti, né con cuccioli né senza!

  3. Concordo per tutto quanto scritto sulla selezione e riproduzione, ma non dul resto. Mi dispiace per il cucciolo, ma da questo articolo traspare che la socializzazione consista nell’andarsene a zonzo col cucciolo al guinzaglio facendogli infilare la testa in ogni recinzione perche “tanto è cucciolo”. La socializzazione non è questa.

    Un altro cucciolo vittima dell’ignoranza.

    Onestamente un articolo simile da una persona con una cultura cinofila come Valeria Rossi non me lo sarei aspettata.

    • Come ti possa essere sembrato che trasparisse questo, per me è un mistero 🙁
      Ovviamente NON si mandano i cuccioli in bocca a nessun cane, né dietro a una recinzione né al guinzaglio: mi pareva di averlo abbondamente spiegato nei “consigli pratici” alla fine. Però mi interessava di più spiegare che scodinzolii e uggiolii non significano per forza “voler fare amicizia” (anche se il più delle volte sì)… perché è proprio il fraintendimento di certi segnali che può causare certe tragedie. A un cane che ti abbaia ferocemente contro nessuno (spero) avvicinerà mai un cucciolo: a uno che scodinzola invece sì. Gli si avvicinano anche le mani…e a volte si rimedia un bel morso.

    • Roberta probabilmente hai confuso i soggetti. Qui la socializzazione si riferisce al cane che stava dentro il cancello, non al cucciolo portato in giro a zonzo. Sei abituata a portare a spasso il cane solo per parate ufficiali con squilli di trombe e in occasione del ricevimento della regina? Portare il cane “a zonzo” è una cosa normalissima, così come anche fargli affrontare situazioni che sembrano spaventarlo (vedi aree cani con dentro cani di ogni sesso stazza e età che ti mettono in riga come se fosse il primo giorno di scuola), o avvicinarsi prudentemente ad un cancello, situazioni che poi si rivelano delle vere e proprie palestre di vita. E poi francamente dire “Un altro cucciolo vittima dell’ignoranza” mi sembra fuori luogo e esagerato!

    • Magari la prossima volta l’articolo leggilo con i neuroni non ancora addormentati, perchè quello che secondo te traspare dall’articolo puoi capirlo solo se l’articolo l’hai letto dormendo.
      Anzi, forse nemmeno in quel caso.

      • cito:
        “Colpa di Silvia?
        No, assolutamente no: lei sperava soltanto di socializzare al meglio il proprio cucciolo” Facendolo avvicinare ad un cane all’interno della sua proprietà????

        Se Silvia avesse voluto socializzare il cucciolo, avrebbe dovuto farlo con cani addestrati appositamente, non avvicinandolo a casaccio a cani sconosciuti

        Cito di nuovo:
        “Un solo fatto è certo, in questa orribile storia: un cucciolino di tre mesi non c’è più solo perché un maschio adulto non è stato in grado di comportarsi in modo etologicamente corretto.”
        Ci aspettiamo veramente che un cane all’interno della sua proprietà si comporti come uno libero al parchetto?

        No, perchè chiunque passi col proprio cane in una strada dove ci sono giardini con cani sa benissimo che cagnara si scatena.

        Ribadisco: la SOCIALIZZAZIONE va fatta con competenza e sicuramente non dalla “sciuramaria di turno” con un cancello di mezzo

        Lascio a voi le disquisizioni etologiche-cinofilosofiche….io sono per il buon senso

        Buon proseguimento

        @Davide pensa a svegliare i tuoi di neuroni

        • C’è chi è nato “imparato” o “saputo” e c’è chi invece ha fatto di tutto per affrontare la sua prima esperienza cinofila al meglio e invece ha avuto la SFORTUNA di vivere questa tragedia.
          Mi immedesimo in Silvia, io, che il giorno che ho avuto la cagnetta dei miei sogni a casa, cuccioletta di due mesi che dormiva profondamente, piangevo pensando a quando non ci sarebbe più stata.. e spero solo che Silvia non rimanga tanto scottata da rinunciare o da fare l’errore opposto la prossima volta, non socializzando il cucciolo. Era sulla strada giusta. Giustissima. Mi dispiace davvero tanto, Silvia!
          C’è anche un’altra possibilità, magari campata in aria: magari l’amstaff e il meticcio sono acerrimi nemici (come spesso accade tra dirimpettai che non possono mai avvicinarsi) e i cani non conoscono il detto “ambasciator non porta pena”, quindi il fatto di aver socializzato prima con il nemico ha reso il cucciolo “colpevole di alto tradimento”. In realtà ha più senso il predatorio descritto da Valeria Rossi, ma forse è stato scatenato anche dalla competitività nei confronti dell’altro cane.
          In tutti i casi, Silvia, non potevi valutare tutto questo. Non al tuo primo cane e non dopo solo un mese di “esperienza”. Non ne avrai mai abbastanza di esperienza per riuscire a interpretare i segnali di tutti i cani. Solo dopo un paio d’anni con il TUO cane, imparerai a conoscere bene LUI e le sue reazioni. Non demoralizzarti. Cerca di superare questo dolore e non rinunciare al tuo sogno. Soprattutto non allontanarti troppo dalla strada che avevi intrapreso, nonostante questa brutta esperienza.

        • Francesca, ci riprovo (e poi ci rinuncio, pensa un po’ quello che ti pare): “silvia SPERAVA di socializzare il suo cucciolo” significa che pensava di far bene, che era in buona fede, che si è fidata del comportamento apparentemente allegro e amichevole dell’amstaff.
          NON significa che certo che la socializzazione “si faccia così”.
          Quanto all’amstaff… ribadisco che il suo comportamento è stato contrario a qualsiasi “etica” canina (adesso non farmi un altro pippone sul fatto che i cani non hanno un’etica: è solo un modo di dire). Ho sempre avuto – e avuto a che fare – con cani molti territoriali e nessuno di loro si è mai sognato di prendere un cucciolo attraverso il cancello per sbranarselo. I cuccioli – proprio nella peggiore delle ipotesi – vengono considerati dei “cosetti” a cui tirare al massimo due abbaiate di rappresentanza. Intorno a casa mia, nel percorso verso l’area cani del paese, incontriamo una decina di cani da guardia che si fiondano abbaiando contro i rispettivi cancelli: ma finché la mia cucciola ha avuto due-tre mesi, abbaiavano incazzatissimi alla Bisturi (dieci anni) e annusavano lei con blanda curiosità, non considerandola neppure degna di un BAU. Adesso che ha cinque mesi, le dicono di tutto.
          I cani “normali”, ovvero equilibrati, normalmente non attaccano i cuccioli, neppure se sono in casa loro. Chi pensa il contrario evidentemente conosce solo cani che proprio equilibrati non sono: e non mi stupisce, visto il proliferare di cucciolate fatte (è il caso dirlo) alla pene di segugio.

        • Cara Francesca,
          Rispondo in un colpo solo ai tuoi 2 commenti.
          Circa la tua sensazione riguardo l’articolo, e non solo tua visto che hai avuto 4 like, non riesco a spiegarmi, ma è davvero strano in quanto la sig.ra Rossi scrive testualmente “meglio non fare avvicinare mai un cucciolo ad un cane all’interno del proprio territorio” ed anche “meglio un incontro in meno che un rischio in più”, quindi questa cosa dell” “andare a zonzo col cucciolo al guinzaglio facendogli infilare la testa in ogni recinzione” che hai recepito dall’articolo mi pare davvero singolare.
          Riguardo al tuo secondo intervento, voglio dirti che sono assolutamente anch’io per il buon senso, e che certamente Silvia è stata avventata, sprovveduta, quello che vuoi, ma un po’ di empatia, un po’ di delicatezza per rispetto dei suoi sentimenti, non ti sembra anche questa una cosa di buon senso? In questo mi è piaciuta molto Adriana con la sua risposta. È evidente che Silvia ha sbagliato per eccesso di zelo, perché voleva dare al suo cucciolo il 101%, e ha pagato un conto salatissimo per il suo errore e si sarà già da sola detta il peggio del peggio. Dire che la socializzazione non va fatta dalla “sciuramaria di turno” con un cancello in mezzo lo trovo cattivo. Per quanto il concetto base sia giusto, su questo non discuto.
          Infine vorrei indire un sondaggio: quanti proprietari di cani hanno socializzato il proprio cucciolo con “cani addestrati appositamente”? Non esageriamo… O sono solo io la delinquente che l’ha socializzato con cani di amici, cani dello sgambatoio, cani del campo (ma di clienti come me, oltre ai cani dell’addestratore)?

        • Riportando le due frasi e interpretandole in modo da darti ragione da sola, dimostri che i tuoi neuroni evidentemente stavano ancora dormendo anche alle 12:20.
          Quindi continua a sembrarmi opportuno che badi a svegliare i tuoi neuroni di comprensione dell’italiano, prima di preoccuparti dei miei.

          Sulla vaccata dei cani “addestrati appositamente” direi che non c’è nemmeno da discutere…e meno male che poi parli di BUON SENSO. ROTFL.

    • devo aver letto un altro articolo. A me sembra chiaro quello che dice Valeria e non traspare che la socializzazione sia portare il cucciolo a zonzo… ANZI…

  4. che storia orribile… 🙁 mi dispiace tanto per i proprietari che saranno scioccati e probabilmente si daranno la colpa per sempre, però davvero, davvero, già gli incontri al guinzaglio non sono una buona idea, per favore evitate di portare i cani in bocca a quelli che stanno dietro i cancelli… A parte casi estremi come questo, non è socializzazione, non è fare amicizia, non è NIENTE.

  5. Rammento che, recependo regole di normale prudenza e cognizioni etologiche, regolamenti comunali e leggi regionali impongono di segnalare la presenza di un cane all’interno di una proprietà privata e vietano che il cane possa in qualche modo rapportarsi fisicamente con l’esterno, questo per evitare che il San Francesco carezzatore di turno venga azzannato ad una mano e/o che che accadano episodi come quello commentato da Valeria. Ciò significa che le recinzioni, se parzialmente aperte, devono essere protette da reti

    • sbagli e’ sufficiente il cartello attenti al cane se qualcuno infila la mano dentro al cancello lo fa a suo rischio e pericolo, ti ricordo che e’ come violazione di proprieta’ privata.

      • Se qualcuno infila la mano dentro al cancello son d’accordo, a suo rischio e pericolo, ma se è il cane ad uscire con la testa magari tra le sbarre del cancello? a quel punto chi passa camminando sul marciapiede deve allontanarsi ulteriormente per non essere agguantato. E lo sto chiedendo perche’ a me realmente capita quando passeggio per il mio paese, ci sono un paio di case con “teste di cane” che escono e non sono amichevoli (certo poveri cani che non avranno mai visto il mondo fuori…ma di fatto pinzano!)

        • risposta di un conoscente: se il mio cane si azzarda ad alzare la testa gli dò una palata sul muso. Così si insegna l’educazione…. se poi prova a “pinzare” qualcuno o tocca i miei figli LO UCCIDO e non ritrovano certo il corpo.

          Il cane va tenuto bene, amato MA E’ UN CANE IL SUO POSTO E’ IL GIARDINO E LA CATENA LUNGA

          la maggior parte delle persone in paese la pensa così… cosa vuoi controbattere, spiegare l’etologia?

          E sono anche cani fortunati perchè hanno una casa, una ciotola e l’acqua
          :.(

          • “Il cane va tenuto bene e amato ma è un cane” e’ una frase vera in senso assoluto. Cos’è che ti suona male? È così. (Punto).il tuo commento e’ OT oltre ad essere assurdo in senso generale

  6. Leggere certe cose mi lascia sempre un buco nell’anima e come al solito mi fa rabbia che esistano persone che non si curino del proprio cane, non ne conoscano gli atteggiamenti e lo lascino allo stato brado, faccio un esempio proprio accadutomi ieri, abbiamo incontrato un cucciolo di bassotto di 5 mesi era una comica vederlo interagire col mio, quasi in contemporanea e’ arrivato un meticcio adulto, si e’ messo subito a ringhiare verso il mio, la signora nonostante ringhiasse continuava a farlo avvicinare, a quel punto son stato io che ho tirato il guinzaglio e mi son scostato(con estremo disappunto d’Artu’ che voleva giocare col cucciolo), al che la signora mi fa “ma non succede nulla anche se gli ringhia ed il suo e’ di una razza buona”, le ho risposto signora la sua indole sicuramente e’ buona, ma e’ un maschio adulto e se viene sfidato reagisce, specie se vede che rischia morsi”. M’ha detto che di cani non capisco niente e se n’e’ andata pure incavolata.
    Che avreste fatto? mah tante volte mi stupisco del mio self control(non sempre capita)

    • @patrizia, addirittura la colpa puo’ essere del padrone dell’ amstaff che ha la recinzione dove il suo cane e un cucciolo possono infilare un pezzo di muso? la padrona del cucciolo ha visto il cane, ha visto la recinzione, ha visto i movimenti e sentito i mugugni del cane. tieni il guinzaglio tirato e non fargli ficcare la testa tra le sbarre, no? poi se vedi che tra le sbarre passa anche la testa dell’altro cane, se non ti fidi con un cucciolo di 3 mesi, eviti!

      il san francesco di turno con il cane da socializzare di turno, andasse ne posti giusti e con cani “giusti” o almeno un po’ selezionati.
      non è che ad ogni cancello se sei a spasso con il cane, vai allegramente con il tuo cucciolo a farli “baciare” perchè da qualche parte hai letto che i cuccioli li sopportano tutti.
      ma che vi dice la testa?
      mi metto nei panni del proprietario dell’amstaff, la mattina (grazie a dio) lavoro, quindi i miei 2 cani stanno in casa/giardino liberi.. stanno a casa loro con rete, staccionata, cartelli attenti ai cani e quant’altro. insomma è una specie di bunker, dove pero’ un bambino piccolo può infilare la mano (rete 5*5 come le più comuni).
      passi tu col tuo cucciolo che infila il muso in qualche fessura, magari oltre ad “entrare” fa anche un qualche movimento strano, o guaito, o ringhiotto che i miei cani interpretano male ed ecco che può succedere di tutto.
      io devo ancora trovarlo un cane che nel proprio giardino, va a fare le feste a tutti gli sconosciuti, umani e cani.

      • Però un conto è la normale rete (anche se il cane può infilare il naso non può aprire la bocca), un altro è il cane che può sporgere la testa e afferrare qualcosa all’esterno. Posso anche essere d’accordo sul fatto che se infili le mani nella proprietà altrui sono affari tuoi di come le ritiri fuori, ma un passante che cammina sul marciapiede non è certo tenuto a stare in guardia dai cani altrui. Basta poco per mettere in sicurezza un cancello a sbarre larghe, con pochi euro di rete e fascette in ferramenta e 10 min di lavoro, ci si può risparmiare delle brutte rogne. La padrona del povero cucciolo è stata un incosciente , ma neanche il proprietario del amstaff è da meno.
        Avere la responsabilità di un cane vuol dire proteggerlo dai pericoli, non crearne di nuovi.

  7. Io sto avendo lo stesso problema, anche se con un cucciolo di amstaff di 4mesi.
    All’inizio lasciavo che si avvicinassero tutti i cani, ma da subito ho iniziato ad avere grosse perplessità, soprattutto dopo aver iniziato le puppy class.
    Da quando è arrivato il cucciolo ho capito due cose:
    -il 90% dei cani della mia zona ha grossi problemi di socializzazione. La maggior parte dei cani maschi e femmine adulti ha un atteggiamento aggressivo verso il cucciolo già a un metro di distanza.
    Frequentando le puppy class ho visto come si relaziona con gli altri cuccioli e andando in passeggiata ho visto che tutte le volte il mio cucciolo si siede e aspetta che si avvicini l’altro cane, rimane fermo e in silenzio (a meno che non sia un suo amico). Se l’altro cane si avvicina allora inizia a invitarlo al gioco con sedere per aria, agguati ma senza mai cercare di “dominare ” l’altro cane. Tolti alcuni suoi amici adulti (maschi) che gli danno corda per poi ignorarlo quando nun ce la fanno più, tutti gli altri maschi e femmine iniziano a mostrare i denti e ringhiargli ancor prima che lui “si scateni” negli inviti al gioco. Ora, io sono toltalmente ignorante, tanto è vero che avevo iniziato a pensare che fosse il mio cucciolo a mandare segnali sbagliati (e potrebbe essere dato che io ho ancora molto da imparare su di lui) ma per non saper nè leggere nè scrivere mi sembrava un atteggiamento alquanto anomalo per cani adulti maschi e femmine(un conto è un cane che lo mette al suo posto quando lui esagera , un altro è un cane che già da lontano inizia a ringhiargli).
    – l’altra cosa che ho capito è che il 90% dei padroni non conosce il proprio cane. Io sono la prima ad ammettere che non conosco ancora bene il mio cucciolo di 4mesi, per quanto passi il tempo ad osservare ogni sua reazione, ma ogni volta che si verifica uno degli episodi di cui sopra , alla mia domanda “il mio è un cucciolo maschio molto scalmanato, il suo che sesso è? Come si comporta coi cuccioli/terremoto?” La risposta è sempre : “aaaah il mio è buono come il pane e adora i cuccioli!” (E intanto a 2 metri il suo ha già il pelo ritto e i denti spianati).
    Ma la cosa più divertente è che quando dico che vado al campo cinofilo mi rispondono sempre “ah certo, perchè è una razza pericolosa! Il mio non nè ha bisogno”,
    (Ps. La frase “il mio non ne ha bisogno” la sento dire anche ai possessori di amstaff o pit che sventolano come bandierine dietro al cane in modalità “traino di umano”)

  8. Ciao Valeria, ho un dubbio riguardo al comportamento della mia Staffordshire bull terrier di un anno. In generale è una cagnetta bravissima con tutti, sto solo molto attenta a non lanciare palline se ci sono altri cani. L’unica cosa che mi sta dando da pensare è che spesso quando si avvicina a un cucciolo drizza il pelo. A me viene istintivo allarmarmi, ma poi non accade nulla. PER FORTUNA. Credi sia un segno di aggressività verso i cuccioli? Meglio tenerla lontana?

    • La piloerezione può avere molti significati, dal timore all’aggressività alla semplice dominanza: ma nel dubbio, io una femmina adulta dai cuccioli la terrei sempre lontanuccia, se non sono STRAsicurissima che sia amichevole 🙂

  9. Io da inesperta (e cretina) convinta che un cucciolo non potesse mai essere attaccato da un adulto ho rischiato…e mi è sempre andata bene: da oggi la musica cambia. Purtroppo ha pagato il piccolo Joy ma io imparerò da questa lezione. Silvia ti abbraccio forte, non potevi sapere…

  10. E a proposito di cani squilibrati… vicino a me abita una coppia di anziani con un cane tipo spinone, portato praticamente sempre senza guinzaglio, totalmente fuori controllo e, cosa pure peggiore, lasciato uscire da solo per l’ultima uscita della sera.
    Il problema è che è un cane aggressivo con gli altri cani, ma pure subdolo, passami il termine.

    Mi è capitato di essere al campo con Nala, libera, arrivano questi coll cane all’altro capo del campo. Il cane vede nala e trotterellando si fa il campo fino ad arrivare a un 15 metri da nala. Si vedono. Nala si siede. Lui si avvicina scodinzolando e le fa pure l’inchino di gioco. Lei si alza e inchina, il cane le arriva accanto e negli ultimi due metri scatta e LA MORDE su un fianco!

    I padroni? ancora a inizio campo che ridevano e chiamavano pigramente il cane che se ne sbatteva.
    Io ho subito richiamato Nala e l’ho portata via e nell’andare via il cane continuava a seguirci, abbaiando.

    A casa ho scoperto poi che Nala, pur non avendo fatto al momento alcun lamento, ne era uscita ferita.

    Adesso ovviamente evito quel cane, ma mi ha fatto incazzare ieri che li ho incrociati per strada, ho cambiato marciapiede e nel mentre sentivo loro ridersela e dire al loro cane ringhiante “ahah ma cosa fai guarda che è buona”
    Come se il problema fossero gli altri cani! MaVaff…

  11. bisogna stare molto attenti…..come dico sempre ogni cane e ogni razza o incrocio hanno carattere e comportamenti diversi…..ogni padrone dovrebbe conoscere il propio cane, ma purtroppo vedo in giro ke nn è così…..faccio un esempio….ultimamente sono stata in un area cani con la mia, é un posto dove i cani dovrebbero socializzare liberi, qui vedi persone entrare con cani paurosi in braccio ovvio ke tutti i cani t corrono incontro, oppure quello con il giochino, ovvio ke poi scatta la lite, oppure entrano e nn lo liberano subito, ovvio ke se legato e accerchiato reagisce diversamente si sente limitato…..e così via…..purtroppo la gente in tanti casi pensa d avere tra le mani un peluche…….

  12. complimenti per l’articolo, come sempre utile e pertinente. Vorrei però confutare la seguente affermazione che rischia di mostrare un lato “romanzato” della natura che non corrisponde alla verità: “[…] non dovrebbe MAI succedere, perché un maschio adulto equilibrato considera tutti i cuccioli del mondo come “figli suoi” (è un meccanismo che Madre Natura ha messo in atto per tutelare le specie) e quindi dovrebbe avere sempre nei loro confronti un atteggiamento paterno”.
    Neanche per idea! Madre Natura è tutt’altro che benevola in questi casi, e non ha alcun vantaggio a tutelare la SPECIE intesa come gruppo, ma solo l’individuo ed eventualmente i legami di sangue. L’infanticidio nel regno animale è pratica diffusissima, sia da parte di adulti estranei (tra i leoni avviene sempre nel momento in cui un maschio esterno “detronizza” il maschio dominante e ne conquista femmine e territorio uccidendone i piccoli), sia da parte dei genitori stessi, che attuano comportamenti volti a massimizzare le probabilità di tramandare i PROPRI geni, come mostra questa interessante galleria: http://www.nationalgeographic.it/natura/2011/05/07/foto/le_mamme_peggiori_del_mondo_animale-323130/1/#media. A chi avesse piacere ad approfondire consiglio “Il gene egoista” di Richard Dawkins.

    • Scusa, ma da quando? A Madre Natura non è mai potuto fregar di meno di tutelare l’individuo: a lei interessa SOLO tutelare la specie intesa come gruppo! Tant’è che i meccanismi di infanticidio “interni” ad una specie sono sempre e solo volti a migliorarne il patrimonio genetico (e quindi a migliorarne le possibilità di sopravvivenza).
      In ogni caso, l’infanticidio tra i canidi non è una pratica poi così diffusa: e solitamente lo mettono in atto solo le femmine e praticamente mai i maschi.

  13. È possibile che un cane anche se non ha mai mostrato particolari problemi comportamentali fuori dal suo territorio e che sia socievole, diventi aggressivo all’interno? Secondo me si… I segnali infantili dovrebbero funzionare ma se buttano un gattino piccolo con tutti i segnali infantili del mondo nel vostro giardino siete sicuri che il vostro cane non gli farà niente?

    • Certo che è possibile! La territorialità è del tutto “sganciata” dal rapporto con gli altri cani in campo neutro.
      Infatti NON si devono far avvicinare i cani ai loro simili che stanno difendendo la loro proprietà, perché in quel caso i segnali infantili possono non dare alcun risultato. Però, in questo specifico caso, penso che si sia trattato di predatorio e non di territorialità: e lo penso perché un cane territoriale difficilmente uggiola e scodinzola. Di solito te lo spiega proprio chiaramente, che non vuole intrusi a casa sua.

  14. Io diffido SEMPRE dei cani tipo amstaff, pitbull, dogo ecc… prima di far avvicinare il mio guardo il proprietario e 9 volte su 10 è qualcuno che ha comprato un cane di quel tipo per sentirsi piu’ forte e coraggioso. Come puo’ una persona cosi’ aver educato un cane equilibrato?

    • Io non generalizzerei sui tipi di razza, anche un cane piccolo puo’ mordere e far male, quindi l’approccio deve esser sempre fatto con le dovute cautele con chiunque e parlarsi prima tra umani e’ fondamentale.
      Il bassotto di 5 mesi di cui ho parlato sopra era libero e scappato alla proprietaria, fortunatamente e’ capitato tra le zampe del mio, quindi e’ sempre l’umano che ha torto.
      La storia raccontata e’ molto triste, ma purtroppo io pure fossi stato nei panni di Silvia un senso di colpa lo sentirei, i cani specie se territoriali difendono sempre da intrusi il proprio territorio, lo fa persino il mio che e’ un bonaccione(solitamente).
      Lo yorkie che avevo a casa non faceva avvicinare nessuno, compreso gli amici che tollerava, li faceva sedere quando entravano, ma guai a muoversi da li partiva all’attacco.

    • diffida da tutti i cani, anche quelli piccoli quando sono dietro al cancello.
      la socializzazione va fatta sempre e SOLO con i cani liberi e non a guinzaglio o davanti ad un cancello

  15. Mi spiace tantissimo… Ma anche il mio cane non riesce a socializzare con i cuccioli, li attacca. Socializza solo con i cani più anziani di lui. Ma ora mi viene una domanda; é possibile che accada come in natura?? Cioè quando un leone maschio sconfigge il maschio dominante del branco e trova i cuccioli dello stesso li uccide. Questo avviene anche con le tigri e parecchie altre specie! È possibile quindi che accada lo stesso meccanismo? O è solo un problema di socializzazione?

  16. Mi spiace tantissimo… Ma anche il mio cane non riesce a socializzare con i cuccioli, li attacca. Socializza solo con i cani più anziani di lui. Ma ora mi viene una domanda; é possibile che accada come in natura?? Cioè quando un leone maschio sconfigge il maschio dominante del branco e trova i cuccioli dello stesso li uccide. Questo avviene anche con le tigri e parecchie altre specie! È possibile quindi che accada lo stesso meccanismo? O è solo un problema di socializzazione?

  17. È davvero terribile ! Veder morire il cucciolo sotto gli occhi …terribile !
    Anch’ io penso di prendere un altro cucciolo ed allargare la famiglia ma x le la sicurezza è al primo posto ! Io nel dubbio mi allontano ! X me socializzare il cucciolo è soprattutto farli fare belle esperienze ! Da uno spauracchio non può uscire una bella esperienza ! Sinceramente ….io non avrei ma e poi mai avvicinato un cucciolo ad un cancello ! MAI ! La cosa più naturale che succede ne 99% dei casi è : un cane arrabbiato dietro al cancello ed un cucciolo impaurito dal altra parte ! Cucciolo che indettreggia e finisce sotto le ruote della prima auto che passa ! Mi spiegate qual ‘è il riflesso positivo qui ? Cosa ricorderà il cucciolo ?! …… Questo non è socializzare…mi dispiace …non tutti i cani vanno bene x le prime esperienze di un cucciolo !

  18. È davvero terribile ! Veder morire il cucciolo sotto gli occhi …terribile !
    Anch’ io penso di prendere un altro cucciolo ed allargare la famiglia ma x le la sicurezza è al primo posto ! Io nel dubbio mi allontano ! X me socializzare il cucciolo è soprattutto farli fare belle esperienze ! Da uno spauracchio non può uscire una bella esperienza ! Sinceramente ….io non avrei ma e poi mai avvicinato un cucciolo ad un cancello ! MAI ! La cosa più naturale che succede ne 99% dei casi è : un cane arrabbiato dietro al cancello ed un cucciolo impaurito dal altra parte ! Cucciolo che indettreggia e finisce sotto le ruote della prima auto che passa ! Mi spiegate qual ‘è il riflesso positivo qui ? Cosa ricorderà il cucciolo ?! …… Questo non è socializzare…mi dispiace …non tutti i cani vanno bene x le prime esperienze di un cucciolo !

  19. Con un microcane che è sempre stato amico di tutti un pò di strizza l’ho sempre avuta; da cucciolo Sif si fiondava su qualsiasi cosa si muovesse con saltelli e guaiti…ora a 19 mesi è un tantino più prudente. Anche perchè l’ho tirato fuori dalle fauci di un pastore tedesco femmina, che, a detta del prorpietario, odia tutti, in special modo i cuccioli. Il bello è che questo qui ne va fiero… Comunque, è vero, ora i cuccioli per Sif sono da educare o evitare (scena: il chihuahua che ringhia, serissimo, ad una cucciola di Corso di tipo 40 chili)
    E l’umana di Joy non poteva saperlo (io probabilmente avrei fatto lo stesso).

  20. Mi spiace ma questa volta hai toppato
    Sono daccordo che un cane che si comporta cosi non e’ stato socializzato ne educato ma far avvicinare un cucciolo, senza nessun controllo da parte nostra, a un altro cane, non importa certo di che razza sia, dietro una cancellata e’ la cosa piu irresponsabile che si possa fare.
    E’ possibile anche che il cane sia aggressivo verso di noi , proprio perche “da guardia” e se non puo prendere noi prenda il cucciolo o l adulto, che ci accompagna, perche a portata di bocca. Sarebbe da evitare anche da adulti almeno se non lo hanno capito da soli.
    Purtroppo chi ha vissuto questa esperienza non ha imparato nulla e si ricomprera un altro cucciolo e fara gli stessi errori mentre il proprietario dell amstaf dovra pagare un indennizzo

    • Un cane che uggiola e scodinzola non ha esattamente l aspetto di un cane che sta facendo la guardia al proprio territorio. Confesso la mia ignoranza, non sapevo che questo comportamento potesse avere anche un significato di eccitazione da predazione. Quanti avrebbero fatto lo stesso errore di Silvia? Troppo facile parlare con il senno di poi

  21. che dramma .mi spiace molto.
    ed immagino cosa significhi scrivere questo racconto dopo solo pochi giorn

    credo pero’, senza incolpare, condannare (non è da me , sbagliamo tutti, forse io piu’ deglia ltri……….)nessuno
    che sia stato fatto un errore grande quanto il celo.

    socializzare a tutti i costi è sbagliatissimo ma tuttavia comprendo anche che ci riempiono la testa con questa parola dalla mattina alla sera……….si socilializza solo se in sicurezza massima soprattutto con un cucciolo ed un cane adulto.

    non mi sento di incolpare l’amstaff(forse insieme ad altre razze non era la piu’ indicata per un approccio da dietro le sbarre………….)ha fatto il suo dovere.

    io ho un malin, in casa è un mostro…….fuori uno spettacolo con tutti maschi femmine ,i cuccioli lasciam stare perchè si spancia in tre nanosecondi , ma se un cane qualsiasi eta’ maschio o femmina mettesse naso nel cancello…….bhè non so come ne uscirebbe.

    per evitare questo e possibili altri incidenti ho messo rete 1cm x1cm ad altezza bambino (120cm)per tutta la recinzione di casa….idem dovrebbe fare il proretario dell’amstaff(ma non è un obbligo, è un consiglio…..magari alla prossima un bimbo infila una manina e poi ripartono le solite storie infinite e comunque una creatura ci rimetterebbe tanto se non tutto….)

    io ho socializzato il mio cane solo con cani fermi di cervello, sereni ed i cui padroni avevano l’occhio sveglio ed il cervello in funzione……forse abbiam fatto poco ma non mi sembra stia patendo un deficit di socializzazione a tutti i costi………anzi.

  22. Concordo sull’importanza di non sottovalutare il fatto che attraverso una recinzione il comportamento dei cani viene alterato dall’impossibilità di interagire liberamente con l’altro soggetto. La socializzazione dovrebbe sempre avvenire senza costrizioni e in maniera controllata.

  23. Non ho letto tutti i post, quindi non so se sono ripetitivo.
    Io non ci vedo territorialità, perché il cane territoriale vuole allontanare. Non ci vedo neanche tanta predatorietà, anche se il cuccioletto può sicuramente toccare quelle corde di un adulto, specie se terrier. Mi vien da pensare al fatto che forse (sarebbe da verificare, quindi non è una accusa a nessuno!) l’amstaff non era ben socializzato e forse non aveva visto tanti cuccioli…uniamoci la parte filogenetica e…purtroppo la storia si sa. Per quanto riguarda gli uggiolii, ho letto da qualche parte che i cani selezionati per combattere – e chiaramente dei retaggi ci sono e come – non avendo necessità di ritualizzare hanno, ripropongono, al contrario, dei comportamenti tipici dei cani amichevoli o dei cuccioli proprio per far avvicinare altri cani. Non so quanto sia vera questa cosa, ma in parte lo è sicuramente perché, ahimé, l’ho sperimentata…poi ci sarebbero anche gli uggiolii di chi vuole raggiungere qualcosa e non ci riesce, ma di solito sfociano in un abbaio abbastanza alto di tonalità.

  24. Le reazioni dei cani all’interno di una proprietà non vanno mai sottovalutate anche se abbiamo avuto occasione di conoscerli in altre contesti paragonandoli ad agnelli.
    E’ anche possibile che quel amstaf lo abbia afferrato per mero caso in un punto vitale procurandogli la frattura delle vertebre.
    A Silvia a cui rimarrà questo senso di colpa (tanti ne ho io) dico che anche le esperienze tragiche serviranno ad immedesimarci con maggiore consapevolezza nel mondo animale.

  25. Non sono d’accordo dei cani liberi senza guinzaglio quando sono di mole grossa ! Io amo tutti i cani grandi, piccoli e di qualunque razza…ma siccome sono (perdonatemi)animali senza l’uso della parola , non possono rivelarci quali simpatie o antipatie hanno….visto che anche loro ne soffrono ! Sono imprevedibili purtroppo e quando succedono queste cose ….comunque io sono per la socializzazione limitata …alle volte attaccano anche quando sono dello stesso sesso….per la territorialità !

  26. secondo me l’unica persona che ha sbagliato è la conduttrice del cucciolo,che da come racconta va di cancello in cancello a socializzare il cucciolotto!Far passare nell’articolo che questo comportamento (andare di cancello in cancello) è normale è ,secondo me ,assolutamente non conforme ad un comportamento responsabile!capisco la buona fede,mi dispiace per il cucciolo,ma non stigmatizzare questi comportamenti da parte di chi scrive l articolo è sbagliato

  27. Secondo me non si devono MAI far socializzare due cani, adulti o cuccioli, grandi o piccoli, attraverso un cancello, soprattutto se delimita il territorio di uno dei due. Vale anche per le persone, mai mettere le mani dentro ad un cancello, ad una macchina, dove c’è un cane, perché se pure si conosce, quando difende il suo territorio non ha riguardo per nessuno.

  28. Mi viene da pensare prima di tutto agli amstaff che conosco (non piu’ di quattro o cinque) e che hanno tutiti in comune il fatto di essere dei patatoni giocherelloni ma anche estremamente truzzi e maneschi, convinti come sono che tutti gli altri siano indistruttibili come loro.

    Ora, qualche dubbio ce l’ho.Intendiamoci, non ce l’ho sul racconto ma sulla mia capacita’ di cogliere correnttamente quanto e’ stato riportato e su quanto possa metterci di mio nel figurarmi l’accaduto come se fossi stato presente (e ovviamente non lo ero). Ho il sospetto che anch’io avrei creduto a un invito sovraeccitato quanto “cameratesco” a fare amicizia e che si possa trattare di un tentativo di approccio finito male. Se fossi stato la’ con il mio cucciolo sarei stato piu’ prudente? Con il senno di poi lo siamo un po’ tutti ma al momento chissa’…

    Pero’ una riflessione vorrrei farla non sull’evento in se’ (dal quale vorrei solo prendere spunto) ma su come a volte ci si lasci trascinare un po’ dall’entusiasmo, un po’ da nozioni e concetti che ci fissiamo in testa, verso una eccessiva schematizzazione per cui finiamo per ricondurre una realta’ complessa a piacere a un modello semplificato. E questo ci induce in errore perche’ per eccessiva fiducia nei modelli costruiti sulla base delle nostre nozioni, siamo indotti a credere che tra cio’ che osserviamo e il significato che gli attribuiamo ci sia una relazione simmetrica perche’ vogliamo credere che il nostro modello (che e’ comunque un’astrazione) funzioni sempre.

    Cosa significa? Significa, per esempio che se nei nostri schemi mentali un cane che vuole fare amicizia uggiola e scodinzola, siamo indotti a credere che un cane che uggiola e scodinzola voglia fare amicizia, cosa che non e’ necessariamente sempre vera.

    Ma se i cani sono cani, gli umani sono umani e l’entusiamo e l’eccitazione per cio’ che ci piace ci accomuna, quindi va a finire che il cane pensa “pallina! pallina! pallina!” e noi pensiamo “socializzare! socializzare! socializzare!” ed entrambi “Non c’e’ un minuto da perdere, ora o mai piu’!” con buona pace della nostra capacita’ di leggere il contesto in cui ci troviamo e del nostro spirito critico che dovrebbe sempre fare da tara alle nostre nozioni, sopratutto se il loro apprendimento e’ basato sulla lettura e a maggior ragione su internet dove spesso il tutto si riduce a un enunciato assiomatico avulso da ogni contesto.

    Questo magari dovrebbe portarci a diffidare di chi ci vende (in senso letterale) la formula magica di lettura della realta’ canina, soprattutto se ammanta il tutto di un’aura iniziatica ma alla fine la riduce a quattro regolette meccanicistiche tanto per essere sicuri che nessuno la trovi fuori della sua portata e rinunci all’acquisto.

    Ma questo e’ gia’ tutto un altro discorso…

  29. Secondo me la gente dovrebbe smettere di rimarcar con tono antipatico il fatto che la proprietaria ha sbagliato, l’ha già capito da sola!!! Mi stringe il cuore pensare al dolore che prova in questo momento perché anch’io ho perso un cucciolo di 4 mesi, e pur non avendo colpe l’ho pianto giorno e notte per un mese di fila prima di farmene una ragione, quindi mi infastidisco io per lei, un minimo di sensibilità cavolo. Lei era in buona fede e se prenderà un altro cucciolo spero che non faccia il contrario tenendolo sotto una campana di vetro,. anzi le mando un abbraccio e vorrei dirle che anche se il suo cucciolo ha vissuto solo 4 mesi, li ha vissuti BENE, ha fatto una vita breve ma intensa e, probabilmente, millemila belle esperienze che altri cani non fanno in tutta la vita quindi non sentirti in colpa più del dovuto. Tutti sbagliano ma non tutti sono così sfortunati, però tutti si permettono di fare i saputelli arroganti.

    • Come scrive Roberta chi non ha mai commesso un errore di valutazione si faccia avanti.
      E chi lo ha commesso riconoscendolo avrà maggiori capacità nel futuro di evitarlo.

  30. una delle cose che più ricordo di quando Whisky era cucciolo era la reazione di molti cani adulti, spesso e volentieri gli ringhivano contro… io non immaginavo dato che avevo sempre sentito dire “noooo ma se è un cucciolo fasci pure conoscere tutti i cani, non lo moderanno mai…”, ben piano ho iniziato a fidarmi sempre meno e mi sa che ho fatto bene…

  31. Forse dovremmo capire ,come dico sempre ,che un cane pensa da cane … non come un umano che considera un cucciolo ” puccioso ” termine orrendo che sento spesso ! Se il territirio è suo (e gli è stato insegnato magari di difenderlo )non si guarda in faccia nessuno …. poco attenti o inconsapevoli i proprietari che sono certi che ad un cucciolo non possa succedere nulla ….

  32. Nel comportamento degli animali certe volte incomprensibile c è SEMPRE una motivazione logica ,in generale anche se per noi definiti ” umani ” possano sembrare atroci certe scelte animalesche dietro esiste sempre un ragionamento (istintivo )per il bene del branco e del futuro della specie ,per loro in alcuni casi i sentimentalismi non sono assolutamente vantaggiosi per la loro organizzazione sociale ,tutto qui ….. a differenza dell uomo che commette certe azioni sconcertanti esclusivamente per egoismo .

  33. Non è normale comunque che un cane ammazzi un cucciolo..anche se dietro un cancello!io ho un rott maschio territoriale e non lo farebbe mai!..e comunque purtroppo spesso amstaff, pitt e dogo uggiolano e piangono per eccitazione ma io l’ho imparato avendo un maschio adulto e vedendo come si comportavano con lui..mi spiace tanto per silvia!un abbraccio!

  34. Mi vengono i brividi! Poteva succedere, l’anno scorso anche a me, ma con una femmina di pitbull. Non è successo solamente perchè lei aveva già tentato di aggredire senza nessun motivo e in modo brutale l’altro mio cane, maschio. Non era mai successo che una femmina lo attaccasse in quel modo, neppure da dietro il cancello. Per fortuna lui adulto si è ritratto prima dell’attacco e le mascelle si sono chiuse su “aria”. Ma solo per questo motivo non avevo fatto avvicinare il cucciolotto di pochi mesi! Penso che siano cose impossibili da dimenticare!

  35. Quando sono a spasso con i miei cani,ne ho 4 che ovviamente fanno “a turno”,
    evito accuratamente di farli avvicinare a cani dentro a recinti,questo xchè so come si comportano…i miei.
    Specialmente i 2 Pastori Tedeschi,se un cane si avvicina al cancello arrivano al massimo dell’aggressività,ma è ben ritualizzata,non si mettono certo a scodinzolare…Abito in aperta campagna e una volta è successo che un setter,presubilmente sperso durante la caccai,sia entrato quando ho aperto il cancello automatico.Ovviamente non l’avevo visto,ed è stato un miracolo che sia riusciuto a salvarlo,anche se poveraccio si è preso dei bei morsi.
    Subito dal vet,ago e filo,antibiotico, x fortuna aveva la medaglietta con il telefono,mille ringraziamenti e rimborso spese dal padrone.
    E’ bene girare alla larga anche quando ci sono delle recinzioni precarie con grossi cani dentro,
    a volte non esitano a mettersi a scavare x poter uscire.Ho visto anche dei Labrador diventare feroci dietro le recinzioni,non resta che tenere i ns cani a distanza,dispiace tantissimo x questo cucciolo,una tragedia che si poteva evitare se i padroni dell Amstaff avessero messo una rete elettrosaldata sulle sbarre come ho fatto io,anche xchè altrimenti non mi lasciavano + la posta.

  36. Copio … e ne farò un manifesto da appendermi al collo!

    “ricordate che i segnali di gioiosa eccitazione NON corrispondono sempre al desiderio di fare amicizia: il cane si eccita anche davanti a qualcosa che vorrebbe raggiungere, ma non può (in questo caso la barriera era il cancello, ma spesso può essere il guinzaglio). Siccome non è facile neppure per i più esperti capire la differenza tra segnali amichevoli e segnali predatori, è sempre meglio accertarsi di poter mettere i cani in sicurezza prima di consentire un incontro”

    Quanta gente che continuo ad incrociare (in passeggiata in città … quindi con almeno uno dei due cani legato) continua a dirmi che …”dai che si piacciono!!!” e si avvicinano senza colpo ferire … salvo poi rischiare la rissa (e ogni volta io ricomincio da capo …)

    Ma perché c’è questa falsa credenza che se un cane scodinzola è bello allegro??? nel mio cane riconosco almeno 3 diverse modalità di scodinzolo! e quella da “wow che figo voglio proprio giocare!” è la meno usata!!!

    (in genere prevale quella “se ti avvicini muori!”. Se invece ci sono femmine la modalità è “hei cocca! sei mia!”)

  37. a mio avviso un’altro grave errore (anzi, in realtà una colpa) dei padroni dell’amstaff di questa brutta storia, è quello di non aver protetto la recinzione del proprio giardino con una rete. Se hai un cane che gira in giardino e la recinzione è abbastanza larga perchè il cane possa farci passare il muso (o addirittura tutta la testa) ed afferrare ciò che si trova al suo esterno, sarebbe tuo preciso compito rivestire la recinzione con una rete in modo da prevenire eventuali incidenti; anche se hai il cane più buono del mondo, resta un cane e non puoi essere sicuro che non morda mai un’essere umano (magari anche in modo assolutamente legittimo rispondendo a una provocazione o minaccia di un idiota!) non litighi con un altro cane o decida di afferrare un gatto…

    Quando passeggio per il mio paese con i miei due cani, devo fare dei tratti di strada camminando al centro della carreggiata a causa dei cani che dai giardini ringhiano e azzannano l’aria infilando il muso fuori dalle inferriate rendendo impossibile camminare sul marciapiede senza lasciare i miei cani o il braccio a “portata di denti”, c’è addirittura un beagle (anche se non pare territoriale, scodinzola e uggiola ma non ho intenzione di verificarne le intenzioni) che riesce a infilarsi tra le sbarre del cancello fino alle spalle(col rischio di farsi pure del male o restare incastrato). Ovviamente non ne faccio una colpa ai cani che difendono il loro territorio, ma ai padroni che non si preoccupano minimamente nè della sicurezza di chi passa per strada (esponendolo sia al rischio di far mordere il proprio cane o farsi mordere, sia costringendolo a passare sulla carreggiata in punti con scarsa visibilità da parte delle auto) nè del proprio animale (che potrebbe restare ferito in una rissa con un cane che passa o farsi male direttamente con l’ inferriata).

  38. Salve Valeria, volevo farle una domanda che a questo punto dopo i suoi due post credo già di sapere la sua risposta.
    Ho un golden retriever di quasi 4 mesi che vive nel mio appartamneto , ma al contempo dispongo di un ampio spazio con ampio giardino e pineta presso la casa di mia sorella, che però ha un cane corso di 9 anni che da circa 6 vive in questo contesto senza avere il giusto contatto con altri cani se non attraverso una rete divisoria tra le due ville. Il mio cucciolo ha avuto già un contatto con questo cane ma si trovava tra le mie braccia . Il corso ha avuto una reazione particolare, prima sembrava volesse giocare ma nel momento in cui volevamo poggiarlo sul pavimento il cane ha abbaiato,
    Ora sinceramente ho timore a riportarlo li anche se il corso non ha mai fatto del male se non ad un cane intruso nella villa.
    Grazie mille

      • Io ho vissuto la stessa esperienza solo che ero il proprietario del cane aggressivo. Parto la mia narrazione dall’inizio:
        Molti anni fà, quella testa di rapa di mio fratello, tornò a casa con un piccolo bambolotto nerofocato. L’aveva comprato da cagnari contattati su internet e poi lo aveva mollato a noi. La cucciola, che avremmo chiamato Selvaggia, di nome e di fatto, si dimostrò da subito un Rottweiler unico(nel bene e nel male). Aveva un capacità di attenzione eccezionale ( fin da piccolissima imparava di tutto con due o tre ripetizioni) ed era realmente ossessionata dal concetto premio-esercizio-premio. Era ossessionata dal cibo ma non ha mai rubato nulla dalla tavola. Aveva tantissima energia la mia Selvaggia, mai visto un cane così addestrabile e dire che di cani ne avevo avuti in famiglia (dai Rhodesian ai pastori tedeschi, sino ai pastori italiani, cocker, ecc.). Pattugliava tutto il giorno il perimetro della casa ed era rustica, non c’era caldo o freddo che la intimorissero. Era leggera come Rott, molto snella, ricordava certi soggetti delle foto antiche. Quando trottava aveva una figura splendida. Purtroppo era molto rozza, quando giocava dava delle zampate da orso, e benchè non aggredisse nessuno in casa, mai avuti problemi gerarchici con lei ( mentre cani più piccoli in casa hanno morso mio fratello) eppure nessuno si sognava di lasciarla con una bambino piccolo perchè lei era terribilmente irruenta sè gli davi corda (non era conscia della sua forza) poteva far male. Mai si dimostrò violenta con gli altri umani tranne quando di sera ( o la mattina presto) la portavo a passeggio e lei vedendo uno sconosciuto avvicanrsi verso di noi, lei, si metteva di straverso e iniziava a ringhiare. Per il resto chiunque poteva toccarla.
        Il problema che non riuscimmo mai a toglierle, pur con mille metodi, era quella benedetta aggressività intraspecifica, non sopportava i cani appena ne vedeva uno sbavava, si impennava, ansimava e tirava come un treno merci. Ma non era un macchina assassina perchè una volta uno dei nostri nuovi piccoli cani, che conosceva e voleva ”giocarci” a modo suo entrò nella sua terrazza e lei lo seguì passo passo, centimetro per centimetro, senza attaccarlo (lei aspettava un passo falso per aggredirlo). Il piccolo cane ( che era ben socializzato ed avvezzo alle mostre) finse indifferenza e se ne andò.
        Il fattaccio successe quando un facoltoso amico di famiglia venne a trovarci con il suo costosissimo Rottoweiler da 5000 euro, super allevamento, super addestramento, e raccomandazioni di stare attenti al loro cane -robot. Questo Rott era un piccola vacca, grosso lento, e poco simpatico. Quel fesso di mio padre porto l’amico, e il cane, dalla nostra Selvaggia per farli conoscere. Il mio cane stava in certe ore della giornata in una terrazza con righiere alte un metro e mezzo. Il grosso Rott si alzò sulle zampe posteriori e misse l’enorme testa oltre la recinzione. Selvaggia si alzò tranquilla, si avvicinò serena e morbida e appena fù vicina afferrò in un lampo il capoccione del Rott maschio che si mise ad urlare. Selvaggia quasi si tirò dal suo lato quel grosso cagnone e ci volle almeno mezzora, con metodi poco ortodossi, per fargli mollare la presa. Il cane del nostro amico si mise a vomitare e fù portato via dai padroni indignati di aver ferito il prezioso cane da difesa.
        La mia Selvaggia non mostrò alcun segnale e avrebbe benissmo potuto uccidere il cane sè fosse stata da sola o sè il cane fosse stato più piccolo per questo le nostre recinzioni non permetteva che lei uscisse la testa al di fuori. Purtroppo un errata selezione rovinava un cane che tolto questo difetto era un vero prodigio per forza, reattività, tempra, addetrabilità, tolleranza verso gli umani e rusticità(mai visto un cane così coriaceo). Quindi per mia esperienza mai far avvicinare un cane ad un’altro, perchè può capitare anche il proprietario, come mio padre, che fà avvicinare il cane dell’amico ad un cane potenzialmente aggressivo. Fidatevi solo sè il cane ha già vicino un’altro cane sconosiuto(lo sò è difficile e un pò da paraculi).
        Ps:Anni dopo cercai di trovare un altro Rottweiler per sostituire la mia cagna ormai scomparsa ma per quanti allevamenti ho girato ho trovato solo cani pesanti, linfatici e senza carattere.

  39. Io vivo questa situazione di eccitabilità spesso quando con la mia jackina passo davanti al cancello in cui si trovano due alsaziani è un pastore australiano.. Sembrano impazziti , ma è istinto predatorio quel che manifestano perché è capitato che uno abbia allungato il muso e azzannato superficialmente Aika che per fortuna non si è fatta niente.. Cerco di non passare spesso di li , e ora se riesco attraverso la strada ; urlano e guaiscono anche quando siamo sul lato opposto e fanno lo stesso se escono per fortuna tenuti al guinzaglio strettamente.

  40. Articolo interessante!!! Purtroppo il mio pastore tedesco una femmina di 16 mesi ha iniziato ad avere un atteggiamento aggressivo verso tutti i cuccioli,solo ed esclusivamente verso i cuccioli. È pacifica con maschi e femmine adulte di qualsiasi stazza. Come mai? Cosa possa fare??

    • nonostante il cane di fatto sia custodito in una proprieta’ privata . Per non parlare di cosa potrebbe accadere se un bambino esuberante infilasse la mano e il braccino ……….ATTENZIONE !!!

  41. Andro’ un po’ troppo contro il perbenismo e il “cinifilLy correct” e mi importa davvero POCO ma se ci fosse stata un’altra razza dell’altra parte del cancello adesso il piccolo Joy sarebbe ancora vivo , ferito , spaventatissmo ma VIVO !!!
    Questi DANNATI a 4 zampe che non mollano fino a quando la loro “preda ” non si “fredda” io non li considero manco piu’ cani !!!

    • Verissimo Federico , un’anno fa ho assistito ad una scena raccappricciante dove un Pitbull libero appartenente ad un punkabbestia ha fatto a pezzi uno Yorky che era al guinzaglio della sua anziana proprietaria . Sembrava posseduto, non lo mollo’ nonostante le secchiate d’acqua , i calci , il sollevamento degli arti posteriori , il soffocamento con una ginghia da pantaloni …….anzi lo prese e se ne scappo’ per finirlo . Qualcuno dei tanti SAPIENTONI del piffero direbbe EH MA BASTAVA lo stick o cuneo che dir si voglia . Si perchè la gente che passeggia in villa per i fatti suoi oggi dovrebbe uscire sempre con uno stick in tasca . Ma andassero a cagare loro e tutti coloro che riproducono e vendono a chiunque questi cani allevati in scantinati o cappannoni abbandonati alla pene di segugio come direbbe Valeria .

  42. La prima cosa che feci appena il mio Rottweiler e il mio Dobermann incominciarono a farsi grandicelli fu, installare alle parallele del cancello una rete zincata a maglie strette . Reduce dall’esperienza molto simile di un mio amico che con il suo cane Corso ha passato non pochi guai nonostante… essendo presente riusci’ ad evitare la morte di un beagle curioso che infilo’ il musetto appunto tra le sbarre del cancello della sua officina . Perizie , contro perizie misurazioni del muso e comparazioni tra la distanza tra una sbarra e l’altra e poi il proprietario del beagle è un facoltoso avvocato che non si è MAI voluto arrendere all’idea che in realta’ è stato il suo canetto ad “impicciarsi” in territorio altrui .
    Per farla breve avendo il cancello che si affaccia direttamente sulla strada principale , spacie nei giorni festivi ne passa di “gente” e di cani e…. io non voglio che si faccia MAI male nessuno . Anche il mio Rott uggiola , scodinzola e FREME appena vede un gatto che non conosce ma ……….le sue intenzioni sono tutt’altro che: “VIENI PICCOLO FACCIAMO AMICIZIA SU’ ” .
    Posso solo immaginare quello che ha passato la povera amica di Joy e con la pelle d’oca le porgo un forte abbraccio .
    C’e’ pero’ da dire che noto 2 grandi estremismi a riguardo, tra chi (forse traumatizzato chissa’) ad ogni incontro con un cane subito prende in braccio il suo cucciolo e chi esagera nelle “socializzazioni” forzate a tutto spiano esponendo il proprio cucciolo a pericoli e ad evitabili spaventi/traumi che spesso, si portera’ per tutta la vita .

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.