di VALERIA ROSSI – Bastaaaaa! Non se ne può davvero più di veder riapparire periodicamente la tirata (anzi, la clamorosa cugginata) anti-collare (che parte con il concetto “io non lo strozzo!”, ma poi si riferisce anche al collare normale, fisso) e pro-pettorina.
Stavolta a rilanciarla è Animal Amnesty, che su FB pubblica la foto di un cappio da impiccato (nientemeno!) e il solito messaggio: NO collare (mica a strozzo: collare e basta), SI pettorina.
Questo il testo che accompagna l’immagine:

I veterinari lanciano l’allarme: i collari hanno effetti molto negativi sui nostri amici a quattro zampe. Stringendosi al collo, provocano, oltre a principi di soffocamento, anche danni alla colonna vertebrale, alla trachea e persino agli arti (perché ne limitano il movimento).
Il collare, a lungo andare, provoca, soprattutto nei cuccioli, patologie come l’atassia muscolare (mancanza di coordinazione) e può anche causare traumi alle vertebre e alla trachea.
Oltre ai danni fisici, il collare sarebbe la causa di problemi di comunicazione tra cane e cane: i cani infatti comunicano anche attraverso il movimento della testa, reso a volte impossibile proprio dal collare. Questo è uno dei motivi per cui cani che non si conoscono possono divenire aggressivi. Non solo, i cani associano il dolore di un collare che tira alla comparsa di un loro simile, e ciò ne aumenta ulteriormente l’aggressività.
I tiri e gli strattoni dati con il collare sono percepiti come minacce e possono dare luogo a malintesi anche nella comunicazione tra uomo e cane. I cani spesso tirano per liberarsi dal dolore arrecato dal collare, oppure non camminano perchè spaventati e confusi da segnali contraddittori dati attraverso il collare. Più indicate invece le pettorine, che agevolano il movimento e non inducono malessere. Non tutte però sono confortevoli. Meglio scegliere il modello svedese, comunemente detto «ad acca». Non acquistate quella scapolare che provoca danni alle zampe, ma quella «ad acca» che si posiziona tra dorso e zampe.

Si parla, come vedete, dei “collari” e non “del” collare a strangolo.
Che potrei anche capire che venisse attaccato da chi non lo conosce, non sa come si usa, non è capace di usarlo senza impiccare il cane: sarebbe comunque la persona meno adatta a parlare di strumenti, visto che non si dovrebbe parlare di ciò che non si sa… ma potrei capire che si impressionasse di fronte al termine “strangolo” (specie se fosse una Sciuramaria e non un cinofilo).
Invece no: qui si parla chiaramente di qualsiasi collare.
Quindi la cosa richiede l’ennesimo chiarimento (anche se ho già scritto fino alla nausea su questo argomento, per esempio in questo articolo).
Prima di tutto terrei a rammentare una cosa: “i veterinari” di cui si parla sono soltanto quelli dell’ASETRA, e gli unici e soli “studi” che vengono citati e ricitati (anche perché non ce ne sono altri) a sostegno di questa tesi terroristica sui collari sono i seguenti:

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1. Hallgreen A., 1992 “Spinal anomalies in dogs” ABCN 9 (3), 3-4 2. Miles,S. 1991
“Trainers and chokers. How dog trainers affect behaviour problems in dogs” Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice – Vol.21 n.2 March 3.
“Studio retrospettivo sui danni causati dagli strattoni al guinzaglio e dal tirare con il collare a strangolo” dal libro “Clinica Comportamentale del Cane e del Gatto” di Karen L. Overall”

E allora ribadisco ancora una volta (perché l’avevo già scritto in passato: ma ribadir non nuoce) che:
a) lo studio di Hallgreen si riferisce all’esame di 400 cani, il 60% dei quali aveva problemi alla schiena. Il 26.87% di questi aveva problemi specifici alle vertebre cervicali.
Veramente impressionante, come dato… tanto che viene subito da chiedersi: “E’ stata colpa del collare a strangolo?”
Risposta dello stesso Hallgreen: no!
Testualmente: “There was no correlation between choke chain collars and back problems” (non c’era correlazione tra il collare a strangolo e i problemi alla schiena”).
Quindi, di cosa stiamo parlando?
Estrapolare una parte di testo senza citare quella che ne smentisce le (ipotetiche) conclusioni è scientificamente scorrettissimo, ma diventa addirittura scandaloso quando lo si fa a scopo di business (ricordiamo che la “lotta al collare a strangolo” – poi allargata al collare in generale – è stata iniziata dai produttori di pettorine, che non riuscivano più a venderle perché sono scomode, sgradite a moltissimi cani e costano il quadruplo di un collare);
b) Lo studio della Overall mette sullo stesso identico piano i danni causati dal collare a strangolo e quelli causati dal collare fisso, ma solo se il cane strattona. E tante grazie.
c) il terzo studio purtroppo non ho avuto modo di leggerlo, ma il titolo stesso fa pensare che si parli del metodo di addestramento più che degli strumenti in se stessi: o meglio, di come uno strumento usato male possa causare danni al cane.
Mi pare ovvio che se uno impicca il cane gli procura i danni citati, che sono proprio danni “da impiccagione”: ma chi caspita è che impicca volutamente il suo cane?!? Forse qualche pazzo furioso che educa o addestra in questo modo esisterà anche… ma allora parliamo di danni causati dalla pazzia del conduttore, e non dal collare!
E’ assolutamente ridicolo far credere alla gente che basti mettere un collarino fisso al proprio cane per avere tutti i problemi elencati dagli “anticollaristi”.

britta_kChe se proprio si vuol dare addosso a uno strumento, allora si potrebbe contro-citare l’articolo di Britta Kutscher, fisioterapista per animali di lunghissima esperienza, che elenca tutti i possibili danni da pettorina.
Per esempio:
a) Per distanziarsi da metodi duri si pensava a come togliere pressione dal collo del cane ed è venuta l’idea di distribuire la pressione. Misurazioni con appositi strumenti hanno dimostrato che effettivamente la pressione su un punto diminuisce, però vengono esercitate pressioni su punti che non possono assolutamente sostenere pressioni. 
b) Se le articolazioni della spalla sono limitate per influenza esterna, come ad esempio la pettorina norvegese, non solo il cane prova disagio  (quale donna non ha mai imprecato per una bretella del reggiseno che era scivolata giù? E andare a fare sport così?), ma crea anche uno sforzo maggiore alle articolazioni sottostanti, soprattutto alle articolazioni del gomito. Le scapole si muovono decisamente avanti e indietro, così che strisce di tessuto che poggiano qui disturbano la naturale economia di movimento. La cintura del petto poggia sullo sterno, o almeno dovrebbe: ma chi non ha mai provato a mettere una tavola in equilibrio su un rullo? Al minimo movimento del rullo la tavola scivola giù.
Molto simile è la situazione della cintura toracica della pettorina. Visto che il cane è una creatura mobile, la cintura toracica non ha nessuna chance di rimanere sullo sterno. Scivola da una parte e calca sulle articolazioni molto delicate tra costole e sterno. O scivola nelle ascelle. Qua scorrono importanti nervi e vasi sanguigni che riforniscono le gambe. Se parti della pettorina producono pressione o sfregamento sulle ascelle possono manifestarsi lesioni ai muscoli e/o irritazioni dei nervi fino alla paralisi. Però nemmeno costole e sterno gradiscono la pressione: e le cinghie di gran parte delle pettorine limitano le articolazioni di spalla e gomito.
c) le cinghie laterali del petto portano, in caso di trazione laterale del cane, maggior peso sullo sterno. Inoltre queste cinghie scorrono sopra le costole: ma la funzione delle costole è di allargarsi e contrarsi nuovamente per produrre la sovra-e sottopressione nel torace, necessaria per la respirazione.
Ancora una domanda alle signore: come ci si sente quando si deve correre con un reggiseno di una circonferenza minore del necessario? Ai signori manca il fiato solo al pensiero di una tale restrizione. Ora mi verrà probabilmente ribadito che non bisogna stringere la pettorina così tanto: ma il solo fatto di tirare al guinzaglio è sufficiente per avere come effetto una limitazione della respirazione.

portoguinzaglioStranamente, per trovare questo articolo ho dovuto penare non poco, visto che era apparso qualche tempo fa su diverse pagine di FB, ma poi è “misteriosamente” sparito e non se ne è parlato più. Una versione in italiano, tradotta del tedesco, la trovate qui. La fonte originale è “Der Hund” 7/10.
A differenza dei talebani pettorinomani italiani, però, la Kutscher non demonizza lo strumento. Conclude, infatti:

Ci sono solo alcune eccezioni mediche per le quali è giusto scegliere la pettorina. Queste includono infortuni o malattie al collo, anche la tendenza al collasso tracheale (instabilità della trachea). Detto questo: scegliete voi gli attrezzi per condurre il vostro cane da un altro punto di vista che non sia per moda o imposto dalle rigorose regole di un campo d’addestramento. Ognuno deve decidere da solo cosa sembra il mezzo migliore per ogni singolo cane.

… che è poi quello che la sottoscritta ripete da quarant’anni, pur preferendo nettamente il collare per una lunga serie di ragioni, quali:
a) la sicurezza (qualsiasi cane riesce a sfilarsi qualsiasi pettorina in un nanosecondo, a meno che non sia così stretta da limitargli davvero i movimenti e la respirazione);

cani-al-guinzaglio2b) la maggiore faciltà di comunicazione (è vero che il collo è un mezzo di comunicazione: ma proprio per questo uso il collare! Perché il cane, quando è al guinzaglio, è con ME che deve “parlare”, non con gli altri cani. Cosa cavolo avranno mai da dirsi due cani legati? Per comunicare tra loro hannno bisogno di essere liberi, non certo di indossare una pettorina!);
c) la convinzione che per il cane, come per noi umani sia più comodo indossare una collana piuttosto che un’imbragatura da roccia. Qui magari antropomorfizzo un po’ pure io… ma i miei cani mi hanno sempre dato segnali lampanti su ciò che preferiscono indossare. Tra i miei cani attuali, la Bisturi con la pettorina si paralizza letteralmente (idem con cappotti e impermeabili: stessa reazione identica), mentre Samba infila spontaneamente e gioiosamente il muso nel collare, mentre quando deve mettere la pettorina (e deve metterla, per esempio, quando facciamo gli attacchi, perché in quel caso il cane non deve spingere sulla trachea) fa sceneggiate napoletane (e ha perfino ringhiato di brutto all’amico che mi stava aiutando a fargliela indossare). Poi, quando ce l’ha, si rassegna e pensa solo a divertirsi con la manica: però sulle sue preferenze non ho il minimo dubbio.
Queste cose, normalmente, le spiego anche a chi viene al campo: motivo la mia preferenza per il collare, ma se il cliente vuole tenere la pettorina rispetto la sua scelta.

Perché non esiste al mondo una motivazione scientifica che possa portare davvero alla condanna dell’uno e dell’altro strumento; ci sono motivazioni validissime contro l’uso scorretto di qualsiasi strumento (tipo: certo che se impicchi il cane gli fai del male… ma il punto è che NON lo devi impiccare! E puoi anche spaccare la schiena a un bassotto se lo sollevi per la pettorina… ma NON lo devi sollevare!), ma per il resto ci sono “pro” e “contro” che all’incirca si equivalgono e quindi dovrebbe essere solo una questione di preferenze personali.
Mi associo alla fisioterapista: ognuno dev’essere libero di scegliere cosa usare, mentre il “come” usarlo in modo corretto dobbiamo insegnarlo proprio noi educatori, addestratori, istruttori e chi più ne ha più ne metta.
Però, per favore… BASTA con le cugginate e BASTA con il citare “pezzi” (per di più fuorvianti) di studi che non si riferiscono neppure allo strumento che si vorrebbe condannare.
Una cultura cinofila sana si fa insegnando alla gente ad usare bene qualsiasi strumento, non facendo pubblicità all’uno (perché magari lo dabbiamo vendere) o facendo processi sommari all’altro.
Chi fa processi di questo tipo non è un cinofilo acculturato, punto e basta: o è un commerciante (guarda caso, ci sono scuole cinofile che spammano proprio un certo tipo di pettorina… e guarda caso, le vendono pure sui loro campi. Io non mi sognerei mai di vendere collari!), oppure è un ingenuo che crede nelle favolette che gli raccontano i commercianti.
Chi di cani ne sa davvero, di fronte a queste diatribe sugli strumenti può farsi solo una  risata.

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34 Commenti

  1. Il nostro cane in realtà fin da cucciolo si è trovato a disagio con il collare (normale eh mica a strangolo!) così usiamo la pettorina ad “H” con cui ci troviamo benissimo. Impossibile che se la sfili da solo come invece ci capitava col collare con il quale fra l’altro evidenzia in fretta sofferenze quali tosse e strozzamenti.
    Io preferisco la pettorina.

  2. Da esperienza fatta sui campi e nella mia Associazione Cinofila concordo col dire che ognuno deve decidere cosa indossare al proprio cane.
    Io ai miei 3 cani 2 Boxer e un Buldog Francese indosso il collare a scorrimento o strangolo,è il migliore in assoluto per sicurezza il solo problema che si pone è come si adopera il collare.
    In poche parole bisogna insegnare al propietario come il collare va adoperato.
    Grazie.

    Loris.

  3. L’unica “pettorina” che il mio indossa con immenso piacere è l’imbrago da slitta quando andiamo per monti.
    Lui quello, io un vecchio imbrago basso da arrampicata, uniti da una corda ammortizzata e può tirare quanto vuole senza alcun problema… anzi, riusciamo anche a “parlarci” tramite questa “cordata”…
    Per il resto, separato alla nascita con Bisturi, stesse scenate come vede la pettorina classica, tanto che mi sono rassegnata a non usarla e passare per “patrona torturatrice” usando solo il demi-strozzo…
    Concordo, ogni cane ha le sue preferenze… ma perchè per noi umani è così difficile accettare le differenze????

  4. Senza contare che ci sono modelli di pettorine ridicoli se non fossero palesemente scomodissimi. A me un commesso ha insistito per far provare a Iris una pettorina con una fascia che passava davanti al petto e stringeva proprio sulle spalle. Ha cominciato a indietreggiare cercando di toglierla con i denti. Ho scelto un collare in nylon morbido e lo infila praticamente da sola, mentre con la pettorina ad h cammina come se avesse qualcosa infilato nel didietro. Una mia amica, preoccupata perché il suo cucciolone di Golden tirava fino a farsi diventare la lingua blu, ha chiesto consiglio all’allevatrice. Risposta: “ma insegnargli a non tirare, no?!?”

  5. Per un neofita è difficile capire quale sia lo strumento adatto al proprio caso. Noi abbiamo un cane problematico, arrivato dal canile dove ipotizzavano un trauma da accalappiamento (ci hanno messo un paio di mesi per mettergli una pettorina, il guinzaglio da retriever per portarlo in sgambamento ha inizato ad accettarlo solo dopo). Prima esperienza da educatori “gentili”: solo pettorina, per carità. E lui faceva quello che gli pareva. Seconda esperienza: addestratore “tradizionale” (dove andiamo attualmente), solo collare fisso. E inizialmente reagiva violentemente ad ogni correzione (strattone al collare=cane ringhiante appeso con i denti al guinzaglio), poi si è calmato ed ora utilizziamo praticamente solo il collare fisso… ma ignora totalmente le correzioni o i colpetti al collare per richiamare l’attenzione. Terzo campo (serissimo anche questo), al quale ci siamo rivolti per una consulenza: solo collare a scorrimento o cavezza. Appena ha visto il laccetto il cane si è irrigidito e si è ribellato (in modo decisamente più “composto”), ma dopo pochi minuti ha smesso, anche se rimaneva decisamente “imbarazzato”.
    Insomma, un dubbio mi è rimasto: tutti parlano di “calibrare” i metodi in base al cane che si ha di fronte (soprattutto quando si parla di recupero comportamentale), ma di fatto frequentanto diversi campi ho avuto l’impressione che si finisca per utilizzare gli stessi strumenti un po’ con tutti, sulla base della “scuola” a cui si appartiene. 🙁

  6. A me per il mio bassethound hanno consigliato una pettorina a un campo iper-gentilista, io da ignorante l’ho comprata, spendendo anche parecchio, e dopo 2 giorni l’ho tolta perchè l’allevatrice mi ha pregata di toglierla immediatamente in quanto, data la conformazione del cane ed essendo in fase di crescita, gli avrebbe rovinato la parte anteriore del corpo. Non vi dico la faccia dell’educatore … mi sono sentita una specie di maltrattatrice, ma va beh… tempo dopo in un altro contesto mi hanno consigliato lo strangolo perchè il cane tirava. Gli ho preso un semi-strangolo ma ho dovuto toglierlo perchè tirava ugualmente e rischiava di farsi del male. Tolto anche quello. In un’altra situazione, mi hanno consigliato di prendere un guinzaglio ad elastico per ammortizzare, e per farmi vedere quanto era bello il negoziante ha sollevato il mio cane per la gola!!! “Vede, lei neanche lo sente!!” In quel momento avrei voluto che il mio cucciolino tanto buono fosse stato una bestia cattiva mannaggia! Meno male che almeno noi in casa usiamo il buon senso!

  7. carissima Valeria, leggo quotidianamente i tuoi articoli e non posso far altro che ringraziarti davvero per quello che fai per la cinofilia. Lavoro con i cani da poco e sono molto spaventata da tutto quello che c’è in giro… le persone si stanno dimenticando chi è Il Cane. E per questo tuo lavoro ti ringrazio, di cuore! (ps: da toelettatrice posso testimoniare di PIAGHE sulla pelle dei cani che usano la pettorina, in particolare le pettorine di plastica larga)

  8. Noi siamo ancora pieni di dubbi su quale sia lo strumento migliore (siamo una coppia di Sciuramaria e Sciurmario con una cagnolona). Abbiamo iniziato con la pettorina perché caldamente consigliata, o meglio, perché i collari caldamenti scongliati in quanto (ci hanno detto) sembrerebbero causa di aumento di aggressività. Non abbiamo particolari problemi di condotta, non tira e se inizia a farlo basta richiamarla. Abbiamo invece un problema sul quale stiamo lavorando che riguarda l’incrocio con altri cani, a volte solo con alcuni cani parte e con la pettorina faceva sempre l’effetto “orso” impennandosi su due zampe e peggiorando la situazione facendo incavolare ulteriormente l’altro cane che era già partito. Documentandoci su internet (per quel che si riesce) abbiamo preso il collare a semistrozzo (l’abbiamo regolato in modo che nel punto di massimo tiraggio diventi un collare stretto il giusto) e per la passeggiata normale è decisamente molto comodo, non tira, anzi ci troviamo molto meglio. Con gli altri cani a volte parte ancora, ma l’effetto “orso” è sparito e rientra prima dalle sue fuoriuscite e a volte riusciamo a prevederle e bloccarle in tempo, la comunicazione ci sembra effettivamente migliore. L’unico difetto è che quando parte e vuole abbaiare si strozza leggermente, cosa che ovviamente con la pettorina non avveniva, quindi mi chiedo (ovviamente non è un comportamento corretto e infatti ci stiamo lavorando e di progressi ne vediamo ogni giorno) se sia corretto l’utilizzo del collare o se sia preferibile la pettorina. Non vorrei che sentendo la forzatura aumenti l’insofferenza verso altri cani. A volte da pirloni mettiamo sia il collare che la pettorina (abbiamo quella della Hurtta di tipo svedese) agganciando il guinzaglio al collare e tenendola ferma per calmarla dalla pettorina così non si strozza e si calma senza sentire niente 🙂 🙂 🙂

  9. Eh, immagino che i commenti fatti sulla base della propria esperienza personale andranno per la maggiore. Per non fare il diffcile, diro’ anch’io che nella mia esperienza personale il collare a strozzo, strangolo (questo magari e’ proprio un termine un po’ infelice) o a scorrimento che dir si voglia e’ la soluzione piu’ comoda e sicura per entrambi. Comoda perche’ per il 99% del tempo in realta’ penzola abbondantemente largo, il pastore crucco se lo infila e sfila in un attimo quando puo’ e deve farlo ma e’ sicura quella volta che serve senza dover essere una costrizione anche per tutto il resto del tempo.

    Certo, se lo uso per impiccare il cane, dubito che gli faccia bene. Allo stesso modo, pero’, nella ciotola d’acciaio ci metto la sua cena ma se gliela stampo sul naso dubito che gli faccia bene, e anche il cardatore che gli piace tanto non credo che lo gradirebbe se glielo infilassi su per il manico modello esame della prostata.

    Insomma, tutte cose di buon senso, ma allora perche’ ciclicamente ci si trova davanti ad articoli dove si scrive peste e corna dei collari? Be’, se si inizia scrivendo peste e corna di un oggetto e si finisce per consigliare l’acquisto di un altro, si tratta di un redazionale pubblicitario spacciato per articolo dai contenuti piu’ o tecnico-scientifici e sara’ una forma di pubblicita’ piu’ o meno smaccata a seconda che si consigli una tipologia di prodotto, una variante particolare prodotta da qualcuno in particolare oppure una particolare marca.

    Niente di male se da qualche parte ci fosse scritto “Informazione di carattere pubblicitario” e niente di male se non fosse che per promuovere una tipologia di prodotto non si trova niente di meglio che denigrarne un’altra e chi la usa.

    • Oooohhh, meno male! Credevo di essere l’unica ad aver usato e ad usare quando serve il collare a strozzo ed avere ancora il cane:
      a)vivo
      b)in buona salute
      c) che mi vuole ancora tanto tanto bbbbene….

      • Il mio cane e’ ancora un cucciolone con la tendenza a presentarsi come un simpatico casinaro che tampina da vicino qualunque cosa si muova e che secondo lui possa aver voglia di giocare, cioe’ tutti indipendentemente da sesso, razza, eta’ e dimensione.

        Questo lo porta a godere di una certa notorieta’ nei parchi vicino a casa e provoca lo stupore di tutte le signore con cagnetto munito di pettorina quando entra nell’area cani, perche’ le signore, nella maggior parte dei casi, hanno magari un’idea preconcetta e critica del collare in questione ma finiscono per chiedere: ma sarebbe poi quello il famoso collare a strozzo? Lo immaginavo diverso.

        Eh si’, certo che se ti si presenta davanti un cucciolone che il collare se lo fa sfilare per andare a correre dietro agli altri e se lo reinfila da solo tuffandoci il testone quando e’ ora di andare, l’effetto “cane enpa” svanisce immediatamente.

        Insomma, un conto sono le fantasie morbose alimentate dall’ignoranza e dal pregiudizio, altro e’ la realta’ e nella realta’ il mio simpatico tontolone si presenta tutto gaio e rubicondo con il suo collanone che portato cosi’ ha tutto meno che l’aria di uno strumento di tortura.

        Vi stupireste se vi dicessi che la signora tipo nove volte su dieci ne rimane delusa? Si vede che l’idea dello strumento maledetto del demonio, nelle sue fantasie e nelle sue notti insonni e pruriginose, aveva tutto un altro fascino.

  10. Maki è un degno seguace della Bisturi: Anche lui si paralizza con la pettorina (idem con cappotto) tipicamente in posizione cane bastonato e ci aggiunge la faccia da cane ENPA. Sopporta a malincuore un bel collare di raso leggero e risistente alto 4 cm. Ma andare in giro “tutto nudo” è il massimo della felicità, quindi come entr ain portone si ferma per farsi spogliare.
    Per non alimentare polemiche segnalo che il collare alto è necessario trattandosi di un levriero, razza che un collare più basso lo sfila in 2 secondi netti.

  11. Noi abbiamo provato il collare, da cucciolo, ma avendo problemi alla trachea non lo gradiva troppo; e poi, hop, si piantava e se lo toglieva tirando all’indietro, orecchie a parabola e tutto. Ora giriamo con la pettorina ad acca, una buona e morbida (lui sotto è senza pelo, bello rosa e liscio), e non essendo specializzato in scene isteriche non ho bisogno di strattonarlo neanche troppo… In compenso gli ho comprato una micro-bandana…per l’estate…ok, sono malata.

  12. Da abbastanza soddisfatti utenti di pettorina, io e consorte ci siamo spesso chiesti se magari un collare sarebbe più adatto ai nostri cani, e ci siamo ripromessi più volte di provare anche per vedere se alle due belve è più gradito.
    Sono comunque d’accordissimo sul fatto che non esistono strumenti di Satana e strumenti della bontà divina, tutto dipende dall’uso che se ne fa. E queste campagne terroristiche sono inutili e controproducenti. Però se da una parte è vero che l’istruttore Tizio o il cinofilo competente Caio sono in grado di usare anche lo strangolo in modo da non creare nessun fastidio al cane, anzi cosicchè il cane se lo infili da solo e lo adori; dall’altra parte è anche vero che il 90% (voglio essere ottimista) dei proprietari di cani è Sciuramaria o Sciurmario convinto (mi ci metto anche io eh!). E tante di queste persone credono alla cugginata che “il collare a strangolo insegna al cane a non tirare al guinzaglio, perchè lui tira, si sente strozzare e allora capisce che non deve tirare” o pensano che l’educazione si insegni a strattoni per far capire al cane chi comanda. E queste persone un campo cinofilo non lo vedranno mai neanche in fotografia.
    E allora penso che nelle mani di questa gente forse una pettorina farebbe meno danni.
    E’ un po’ quello che penso dell’imboccatura per i cavalli (anche se qui il discorso è molto più complesso): sicuramente nelle mani di Nuno Oliveira il filetto al cavallo pareva un nastro di seta. Però di Nuno Oliveira ce n’è stato uno, i centri ippici sono fatti di gente che crede che la tecnica corretta sia strattonare il cavallo in bocca come se non ci fosse un domani, e di istruttori che piazzano sui cavalli bambini di 5 anni insegnando loro che si prendono a calci le costole per partire e ci si appende alle redini per fermarsi. E allora credo che abolire morsi e filetti non sarebbe malaccio. Poi montare senza imboccatura è strettamente connesso a tutto un altro mondo sulla gestione del cavallo, lontano purtroppo anni luce da quello “tradizionale”. Ma ora sto andando proprio fuori tema.

    Però il concetto per me è un po’ quello. Qualunque strumento è giustissimo nelle mani giuste. Ma le mani giuste si contano appunto sulle dita di una mano. Nella teoria non esistono oggetti “cattivi”. Ma la realtà è molto diversa dalla teoria.
    Detto questo non ho mai avuto in simpatia il collare perchè mi sembra che il cane, anche se tiricchia per andare ad annusare proprio quell’angolino di pratino, si “strozzi” perché comunque va a premere sulla trachea. Saranno paranoie mie eh di sicuro, ma penso che bisogna avere proprio un cane educatissimo per portarlo col collare. Io da Sciuramaria credo di fare meno danni con la pettorina.
    E comunque sul discorso della posizione del collo non sono molto d’accordo: io vedo un sacco di proprietari che, quando il loro cane sta “facendo conoscenza” con un altro tirano il guinzaglio facendogli assumere questa posizione strana impettita col collo tutto tirato che spesso viene presa male dall’altro cane. Poi va bene che quando è al guinzaglio il cane deve comunicare con noi, ma non è mica un soldatino, può anche interagire col resto del mondo! Suvvia, è normale che i cani si conoscano per strada, anche con il guinzaglio!

    Ecco, alla fine come sempre ho scritto un papiro….

    • Luma, rispondo solo alla parte dell’incontro tra cani, perché sul resto non posso che darti ragione: la stragrande maggioranza delle persone non sa come trattare il proprio cane (ma purtroppo non è vero che fa meno danni con la pettorina: invece di strozzarli, magari, li stampa contro il muro – visto con i miei occhi, ahimé! – oppure gli causa eritemi e pericolosi sfregamenti sui linfonodi ascellari… che non è proprio una mansanta).
      Due cani al guinzaglio possono, appunto, “fare conoscenza”: il che consiste nel darsi una reciproca annusata al sedere. Pettorina o collare, nulla cambia. Se poi volessero davvero “comunicare”, interagire, giocare (o magari litigare)… dovrebbero essere liberi di muoversi: invece la sola presenza del guinzaglio – impedendo una delle forme di comunicazione più utilizzate, e cioè l’evitamento/fuga – inibisce qualsiasi interazione spontanea. E allora perché andare a disquisire su cosa indossa il cane? Basta il guinzaglio (a qualsiasi cosa sia attaccato!) ad impedire che i cani comunichino davvero!
      Per quanto riguarda poi la posizione “tutta tirata”… equivale più o meno a quella su due zampe che assumono i cani pettorinati, e che è un palese gesto di sfida. Quindi, collare o pettorina…poco cambia!

      • Se poi si ha un cane come il mio che “impenna” anche con il collare… addio galateo canino! :-S
        Ma, d’altro canto, con la pettorina si strozza uguale (a giudicare dai versi che emette).
        Certo, nel mio caso si tratta di un cane “particolare”, adulto adottato, è ancora un “work in progress”. In passeggiata (e al campo) utilizziamo il collare fisso e, normalmente, il problema non è tirare al guinzaglio, ma la reazione eccessiva agli stimoli, mentre la pettorina (una K9) ho ricominciato ad usarla quando uso la corda lunga per farlo sgambare o per legarlo ad un albero mentre lavoro all’aperto, perchè con il collare ho notato che aveva sempre la corda tra le zampe (con l’aggancio sopra la schiena invece non succede.).
        La pettorina ad H invece bocciata su tutti i fronti: nonostante fosse regolata giusta ce l’aveva sempre “di sghimbescio”, con la striscia superiore dove si aggancia il guinzaglio che scivolava sul fianco (e per forza: quella gli passa sopra le scapole, intralciando il movimento).
        Abbiamo anche notato che uno dei suoi problemi iniziali, il girarsi a mordere il guinzaglio se “trascinato”, con il collare si è praticamente estinto (lo fa ancora, ma con minore intensità, se gli si mette lo strangolo), mentre ricompare con la pettorina.

    • Io pure pensavo che dare la pettorina alla Sciuramaria può far meno danni al cane, ma ho successivamente fatto delle riflessioni in merito. Alla Sciuramaria la pettorina chi gliela consiglia? O qualcuno del settore oppure frequenta forum vari dove fanno informazione sbagliata e scorretta. Nel primo caso, mi viene in mente una cosa che scrisse un esperto del settore cinofilo, ovvero (più o meno) “se vuoi aiutare un popolo povero non gli dai soldi, ma informazioni e competenze necessarie per evolversi, crescere ed essere autonomi”; nel secondo caso, beh…basterebbe fare informazione corretta per vedere molte Sciuremarie cominciare magari a frequentare campi. A parte questo, poi ci sono casi e casi…la pettorina che fa danni ai linfonodi NON è quella consigliata dai pettorinisti, ma la Sciuramaria che non frequenta campi non lo sa e di solito prende la prima che capita o la più economica, che guardacaso è proprio quella ascellare; inoltre, anche se la Sciura prendesse una pettorina ad H, non saprebbe come farla indossare al cane rispettando una comunicazione corretta e puntualmente vedi cani che vivono momenti di disagio assurdi perchè mal manipolati (segnali calmanti a raffica che la Sciura non conosce); ancora, le pettorine ad H possono essere regolate in vari modi, ma non ho MAI visto una Sciuramaria che l’avesse regolata bene, ottenendo risultati disastrosi (si sfila subito perché troppo larga, sfrega la pelle e limita la respirazione perchè troppo stretta, viene mal regolata e l’anello toracico finisce giusto un paio di cm più su dello sterno con cani che tossiscono, e così via…); infine, il non corretto utilizzo della pettorina genera comunque continui spostamenti dell’anello toracico e pressioni non indifferenti su uno sterno che NON è piatto e solido come il nostro, ma molto più delicato. Su questo ho un aneddoto: chiesi ad una collega pettorinista talebana di mettere la sua mano tra il petto di un cane di tg grande e l’anello della pettorina e diedi un piccolo strattone…al quale fece seguito un “ahi!”…e non era del cane. Anche la easy walk o una pettorina che prevede la fascia davanti al petto, come la norvegese, può far danni o essere di grande fastidio, in quanto potrebbe fare effetto clavicole, che nel cane mancano perché la loro assenza “permette di avere una falcata più lunga, una flessibilità maggiore quando si gira e il massimo assorbimento degli urti quando corre, salta, insegue e agguanta la preda” [cit. K. Bush].

  13. Anche il mio cane preferisce palesemente il collare.

    In passato, su suggerimento di una veterinaria che ce l’aveva consigliata (principalmente, perchè il cane si era beccato non so più quale tipo di tosse e un collare attorno al collo gliel’avrebbe solo peggiorata..), avevamo comperato -a caro prezzo- una pettorina a X. Le peggiori.
    Il negoziante ci ha fatto tutta la manfrina su come “Queste pettorine sono bellissime, guardate, le usano anche in addestramento!”.
    Addestramente de che, non so..Ma noi ingenui & inesperti ci siam fidati e la abbiamo comperata.

    Risultato:
    Dopo pochi giorni, il nostro cane aveva una bella irritazione sotto le ascelle, aveva ovviamente iniziato a camminare con le zampe anteriori “di fuori” e scappava quando vedeva la detta pettorina.
    Aggiungo anche che due/tre volte, ha rischiato di finire sotto una macchina, dopo essersela sfilata ed essere scappato in strada. (Per la cronaca no. La pettorina era giusta. Nè troppo larga, nè troppo stretta. Un dito doveva passare tra cane ed imbragatura.)

    Alla fine, cercando bene-bene, abbiamo optato per un semi strangolo. Imbottito. Di buona marca.
    Il mio cane non ha mai tirato a guinzaglio, quindi non ci sono problemi di impiccamento.
    Ora quando usciamo, se lo infila praticamente da solo.
    Mai avuto problemi.

    Quindi davvero, bisogna capire cosa piace di più al cane e cosa fa più al caso del proprietario..

  14. E a questo punto, però, cosa dobbiamo fare? Come si fa a smussare almeno un po’ la moda (perché alla fine di moda si tratta …) della pettorina, senza essere più chiamati “maltrattatori”? Il mio cane ha sempre portato il collare senza alcun problema, il veterinario (che è tutt’altro che un fuori di testa) non ha mai fatto campagne terroristiche anti-collare né mi ha segnalato alcun malessere fisico nel mio cane o in altri suoi pazienti muniti di collare, e per di più Clint quando ha addosso la famigerata pettorina continua a scuotersi e a volte si gratta come a volersela togliere … Aggiungerei inoltre che io, con un cane tenuto per la pettorina, e magari tiratore e di discreta taglia, nonché, come ciliegina sulla torta, abbastanza aggressivo o indocile, con la mia disabilità motoria e un corpo non certo da palestrato … finirei per volare da qualche parte, proprio non avendo possibilità di comunicare chiaramente i miei spostamenti al cane! Dunque, dov’è tutto il bene della pettorina? Io non ne ho trovato, se non, per chi la vende e cavalca la moda, un prezzo spropositato rispetto alla sua reale utilità (che peraltro si ascrive solamente ai cani che fanno attacchi in UD e ai cani che fanno ricerca olfattiva e lavori simili, che non a caso devono proprio essere quanto più liberi nel proprio operato)! Inoltre, proprio per lamentarmi della martellante campagna pro-pettorina di questi tempi, qualche mese fa scrissi una mail ad una notissima azienda produttrice di pettorine e peraltro caldeggiata da un’altrettanto osannata addestratrice dai metodi abbastanza estremamente “gentili” (da cinofili saprete quale intendo …), che infarcisce in modo fastidioso i suoi libri di volantini di propaganda in merito. Ebbene, la risposta è stata a dir poco deludente: qualcosa del tipo “ognuno è libero di seguire i metodi che preferisce”, conclusione peraltro espressa in modo poco chiaro e chiaramente intenzionata a sviare dalle questioni da me poste. E allora, a questo punto … che senso ha fare tutta questa pubblicità pro-pettorina e questo terrorismo anti-collare? Boh, io non lo so … E forse lo sanno solo i rivenditori, e chi, tra “addestratori” e simili, collabora con loro … come al solito per le proprie tasche … non mi pare proprio per i cani!

    • Scusami, ma… hai scritto un’email all’oste per chiedergli se il suo vino è davvero buono?
      E che risposta ti aspettavi? 🙂
      E’ evidente che la campagna pro-pettorine non può che far godere come ricci coloro che le producono: aspettarsi correttezza e onestà in campo commerciale è sicuramente molto ingenuo!
      La cosa grave, qui, è che una campagna commerciale viene “travestita” da campagna per il benessere del cane: con molta malafede in alcuni casi, ma in assoluta buona fede in altri (quasi tutti i giovani educatori che escono dai corsi dei gentilisti credono DAVVERO alle supercazzole che vengono loro raccontate). Fare informazione corretta diventa sempre più difficile proprio perché chi è in malafede, tutto sommato, è in netta minoranza rispetto a chi crede di “salvare il mondo” a forza di pettorine: e chi è convinto di agire per il bene del cane vedrà sempre come una specie di criminale chi fa uso del collare. Quindi figuriamoci se gli dà retta! (E intanto i produttori e i venditori di pettorine continuano a godere come ricci: i cani… è tutto da stabilire!)

  15. beh, dico la mia anch’io 😀
    Mai stata fan della pettorina, che consideravo strumento da sciuremarie inebetite… Sono diventata una sciuramaria pure io 🙁 nel senso che col mio cane non ne andavo fuori, al guinzaglio tirava come una pazza! E sono passata dal collare fisso, al semi strangolo al collare a strangolo (che però ho messo da parte subito perché mi sono resa conto di non saperlo usare); poi su consiglio di una comportamentista gentilista ma con testa ho provato la “mitica” (per quel tempo, se ne parlava ancora poco) pettorina ad H e non l’ho più mollata, mi trovo troppo bene, Trudi ha smesso di tirare dal momento in cui gliel’ho messa la prima volta senza mai dare segno di fastidio, anzi.
    Però continuo ad essere convinta che sia un mio limite, e continuo a guardare con un po’ di invidia chi usa il collare.
    P.s. Sono stata una delle prime persone a commentare il post di animal Amnesty e come per altri mi sono vista cancellare il commento dalla conversazione, ai signori non piace essere contraddetti.

  16. Ho sempre usato il collare per tutti i cani che ho avuto, piccola yorkshire compresa, ed è sempre andato tutto bene. Purtroppo però con la meticcia matta che ho adesso, il collare non va bene, perché si scrolla come se fosse bagnata e lo toglie in mezzo secondo! L’unica cosa che ho potuto usare per tenerla al guinzaglio, quindi è la pettorina, non riesce a scrollarsela di dosso, ma prova a rosicchiarla per toglierla! -_- ”’ Aiutooooo! 😀

    • Forse un collare un filino più stretto non volerebbe via alla prima scrollata… la distanza giusta tra collare e collo è lo spessore di un mignolo: di più non serve a nulla. Tutti i cani si scrollano o tentano di masticare ciò che gli si mette addosso, finché non si abituano a portarlo: è normale, ma basta avere un po’ di pazienza. Una volta abituato, il cane non si accorgerà neanche più di avere il collare (sulla pettorina ho qualche dubbio: uno dei motivi per cui non la preferisco è che comunque un po’ di fastidio nei movimenti lo dà sempre. Però, alla fine, il cane si abitua anche a questa e non ci fa più caso)..

      • Non avevo visto la risposta, grazie per avermi scritto =)
        proverò ancora dunque, non sapevo che quello spessore fosse sufficiente, e la signorina avrà capito che temevo di farle male 😀 che monellaccia!

  17. Sinceramente questo articolo non mi piace. Concordo col fatto che bisogna imparare a usare entrambi gli strumenti e sul fatto che entrambi abbiano pro e contro. E probabilmente con un proprietario istruito va benissimo il collare, come con te (e con me, dato che i miei cani obbediscono e con o senza collare stanno al passo). Ma la maggior parte dei proprietari non lo è. E non lo dico per dire, sono quasi veterinario e collaboro con una struttura da 5 anni ormai, di gente totalmente ignorante sui propri cani ce n’è a bizzeffe! Che non sanno nemmeno il nome della razza del cane che hanno pagato 1000€, che pagano meticci come cani di razza e che non sanno cosa vuol dire 3/4 di compressa. E ci sono anche cani ingestibili, perchè mai addestrati e lasciati a loro stessi.
    Con tutte queste persone e cani il collare può fare danni ENORMI! Tu parli di vasi e nervi di ascelle e sterno, ma nel collo ne passano di MOLTO più importanti, non so, giugulari, carotide, trachea!
    Hai presente quei Pitbull/Amstaff (citati per la forza muscolare, non per il carattere) che “tirano” mettendosi su due zampe e facendo forza sul collare? Senza quasi respirare, e si mettono a tossire quando non ce la fanno più? Beh direi che con la pettorina questo non succede! con la pettorina il proprietario riesce a contenere meglio il cane, facendogli meno male e il cane “si stanca” prima.
    Quindi dato che ancora non siamo riusciti a far capire alla gente che un cane non è un peluches e va educato, dire che il collare è meglio della pettorina mi sembra una grande cavolata, chi è intelligente e ha un cane che glielo permette lo sa già e non ha bisogno di leggere l’articolo, chi non lo è non leggerà fino in fondo l’articolo e si terrà l’Amstaff ingestibile col collare..

    • Giada, e tu hai mai pensato che un pitbull/amstaff con la pettorina, se invece di mettersi su due zampe,parte deciso contro un altro cane,o un gatto o quel che sia, l’umano che sta attaccato al guinzaglio (a meno che non sia Hulk) decolla come un aquilone?
      Proprio i cani più grossi e non educati (perché se sono educati non si mettono neanche a fare i pazzi su due zampe) non vorrei MAI vederli con la pettorina, perché la pettorina non ti dà alcun controllo su un cane grande che decide davvero di tirare: e basta affacciarsi su qualsiasi viale o parco per capire quanto siano pericolose queste situazioni.

  18. Trovo che le argomentazioni di questo articolo siano motivate da una mentalità di vecchia cinofila che al giorno d’oggi hanno trovato migliori risposte. Ho copiato un pezzo dell’articolo dove credo sia stata scritta una grande cavolata: “la maggiore faciltà di comunicazione (è vero che il collo è un mezzo di
    comunicazione: ma proprio per questo uso il collare! Perché il cane,
    quando è al guinzaglio, è con ME che deve “parlare”, non con gli altri
    cani. Cosa cavolo avranno mai da dirsi due cani legati? Per comunicare
    tra loro hannno bisogno di essere liberi, non certo di indossare una pettorina!);” E qui rispondo che due cani cominciano a comunicare ancora prima che noi ce ne possiamo accorgere, quindi dire che il cane DEVE comunicare solo con noi è abbastanza ridicolo. Il cane comuncia a distanza con altri suoi simili, mostrando ad esempio segnali calmanti, ma forse non tutti sono a conoscenza di tali segnali. Credo che bisogna aprire la mente sui cani e smetterla di trattarli come oggetto. Collare o pettorina? è uguale, l’importante è che lo si sappia usare. Chi dice che il collare è migliore perchè ha un miglior controllo sul cane lo dice soltanto perchè in realtà non è capace di gestirlo e ha bisogno di comandarlo con strattoni e quant’altro. Conosco persona con ottimi rapporti con i propri cani, magari anche di 60 kg, una sintonia immensa e possono tenere il guinzaglio con un dito perchè loro non hanno bisogno di strattonare per avere il controllo. Meditate per favore prima di agire.
    Giusto per informazione, da noi in Svizzera il collare a strozzo è illegale, severamente proibito dalla leggere. E per essere proprietario di un cani ci sono i corsi obbligatori, teorici e pratici. Questo porta a conoscere e a saper gestire il proprio cane nel pieno rispetto.

    • Ma dove sta scritto che per comunicare col cane io lo “strattono”? Io avrò una mentalità da vecchia cinofila, ma qui mi sembra di leggere una mentalità da paraocchi: ovvero, “collare” deve essere automaticamente sinonimo di “strattonate”: MAPECCHE’?!? Ma non avete mai visto nessuno usare un collare per dare “indicazioni”, e non strattonate?
      IO sono una delle persone che tengono il guinzaglio con due dita: però, con quelle due dita, non ho nulla da dire a una schiena. A un collo invece sì.
      Quanto alla comunicazione intraspecifica… i cani comunicano a distanza con segnali olfattivi e sì, ANCHE segnali calmanti… nessuno dei quali chiama in gioco il collo. La storia che un cane col collare non può comunicare… quella SI, che è un’immane cavolata!

  19. Ciao, io sono proprietaria di 2 bassotti, un maschio ed una femmina. Per il primo, Otto, mi sono lasciata influenzare da tuuutti coloro che demonizzano il collare ed ho optato per una pettorina ad H. Quasi da subito ho sempre notato che quando siamo in casa e gli dico: “Andiamo a fare un giro?” lui è sssuuuper felicissimo! Ma come tiro fuori la pettorina…. scappa a gambe levate!! Poi, essendo lui a pelo raso, ho notato che gli lasciava un alone scuro sulla pelle sotto la pancia… ma ho comunque continuato per mesi con la pettorina. Poi è arrivata Sissi, secondo cane, ovvero io più preparata ed informata sull’educaziuone e gestione del cane. Con lei avevo una consapevolezza diversa di cosa significasse educare un cane ed infatti con lei non ho i piccoli problemucci che ho con Otto (ovvero ogni tanto Otto tira al guinzaglio e, quando lo libero, se non tengo costantemente la sua attenzione su di me con giochi ed esercizi, tende a farsi i cazzacci suoi!) e appunto Sissi ha una condotta a guinzaglio impeccabile. Così un bel giorno, stufa di rincorrere Otto per casa per infilargli la pettorina (solo Otto scappava , Sissi no), mi sono decisa a metterla via ed a tirar fuori il vecchio e temuto guinzaglio per tutti e due…. ebbene si… Otto ha cambiato faccia e mi è venuto incontro tutto felice per farselo mettere!!!! Direi un CHIARISSIMO SEGNALE!! Perciò ora uso con tutti e due solo il collare normale e, mentre con Sissi non c’è stato bisogno perchè le ho insegnato bene fin da cucciola, con Otto ho dovuto fare diversi esercizi di condotta per perfezionare la passeggiata e renderla tale senza che una donnona come me si facesse portare in giro da un bassotto!! (non sempre ma a volte tira) Ad oggi, cioè dopo un mese e mezzo circa, giro da sola con i miei 2 bassotti, e l’unica cosa di cui mi devo preoccupare è che il guinzaglio non gli finisca tra le zampe da tanto che è “allentato”! E, se Otto prova a fare il furbino, riprendo seduta stante un paio di esercizi di condotta e, tempo 5 minuti, tutto fila liscio come l’olio e ci facciamo uno splendido giretto in relaaaaxxxxx!

  20. ieri se non avessi avuto il collare a scorrimento dietro, avrei sicuramente avuto dei problemi con blue, canina di 11 mesi tolta da maltrattamento… alla quale avevo messo il collare normale, sono andata in bagno e l’ho lasciata nelle mani del mio compagno, lei ha iniziato a dimenarsi fino a toglierlo ed è scappata verso la direzione dove mi aveva visto andare… appena saputo la cosa le ho messo l’altro xchè non potevo certo rischiare il cane x un mio piccolo allontanamento!!! e meno male è corsa verso di me…se fosse corsa verso la strada?? ovvio che dovremo iniziare al piu presto il corso di condotta ecc ecc…ma meno male avevo dietro l’altro ho evitato che si suicidasse diverse volte nell’arco della giornata…

  21. ottimo articolo, non c’è che dire. L’unica puntualizzazione che avrei da fare è che purtroppo al giorno d’oggi la gente che si rivolge ad un educatore è davvero poca. E il risultato è deleterio per il cane, dato che poi arrivano in negozio: ah volevo un collare a strozzo per non farlo tirare!!! ….. e vi assicuro che il più delle volte questi cani vanno avanti comunque a tirare ma siccome il cuggino gli ha detto che così non tira, loro l’hanno comprato. Così poi sti cani si strozzano sul serio. A quel punto, è quasi meglio andare a consigliargli la cara vecchia easywalk e dargli giusto due basi su come non farlo tirare, piuttosto che dargli quel collare in mano. Diciamo che personalmente mi metto nei panni del cane e scelgo il minore dei mali dato che al 99% delle volte ho davanti il classico sciurmario/sciuramaria, dei quali il mentore e supremo conoscitore del mondo cinofilo è il CUGGINO….

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.