alanimorsicatoridi VALERIA ROSSI – Vi ricordate la comica giornalistica dei due, no, tre, anzi quattro alani morsicatori (vedi foto a sinistra) di qualche anno fa?*
Stavolta ci siamo andati vicini, con un’escalation, anzi no… una “decalation” di orrore.
Si parte dalla bambina di sette anni “sfigurata da cane di grossa taglia” e si finisce con una bimba che si è beccata un graffietto in faccia dal barboncino di un amico di famiglia, al quale per di più aveva tirato la coda.
Non fosse che comunque dispiace sempre quando un bambino viene ferito da un cane (soprattutto perché questi incidenti si potrebbero sempre evitare), ci sarebbe da ridere: ma in realtà viene ogni volta da piangere, quando si guarda l’attendibilità del giornalismo nostrano.
Prego notare: la notizia viene lanciata da Adnkronos con due righe che recitano così: “Una bambina di sette anni è stata aggredita e ferita al volto da un cane a Ortisei, in Val Gardena (Bolzano). Soccorsa dagli operatori della Croce Rossa, la vittima è stata portata all’ospedale San Maurizio di Bolzano“.
Fine.
Ma tanto basta per scatenare la fantasia (malata) dei giornalisti cinofobi e/o cinoallarmisti.
“Leggo” inserisce la foto di un cagnone ringhioso e racconta che “la piccola è stata assalita ieri sera dal cane di grossa taglia di una persona del posto. La bambina, sfigurata, è stata trasportata d’urgenza al nosocomio dalla Croce Rossa”.

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ortisei2“Oggi Treviso” ci piazza la foto di due dobermann (?!?), parla di “profonde ferite” e aggiunge l’elenco dei precedenti: tutti i casi di morsicature avvenuti nel nostro Paese negli ultimi tre anni.
Sono ventiquattro in tutto, quindi otto casi all’anno: visti i sette milioni di cani presenti in Italia si tratta veramente di casi rarissimi, specie considerando che in lista viene inserito anche il caso di un bambino che non si è fatto praticamente nulla e – udite udite! – quello di una pitbull di nome Kyra, che ha aggredito il 57enne algerino che stava tentando di rapinare i suoi proprietari.
Un tempo cani come Kyra venivano definiti “eroi”: ora finiscono nella lista dei morsicatori brutti e cattivi. Evvai.
Ma procediamo con le cronache ed arriviamo finalmente al “Corriere del Veneto”, l’unico a quanto pare ad essersi informato un po’ prima di sparare titoloni, dove scopriamo che la bambina stava giocando con un barboncino di piccola taglia e di peso inferiore ai dieci chili al quale ha tirato la coda.
Il cane si è rigirato “cercando” di morderla al viso, ma alla fine tutto ciò che ha fatto è stato rifilarle “un potente (potente?!? NdR) graffio al labbro”.
Risultato: la bambina, ferita in modo lieve, è stata portata all’ospedale, medicata e rispedita a casa dopo aver ricevuto una “vaccinazione antirabbica” (che presumiamo sia stata un’antitetanica o un’iniezione di gammaglobuline, visto che il cane è disponibile per l’osservazione e che il trattamento antirabbico vero e proprio – tra l’altro parecchio invasivo – normalmente si  effettua solo in caso di morsi o graffi da parte di cani sconosciuti e non osservabili, perché fuggiti dopo l’aggressione, NdR).
Insomma: il cane “di grossa taglia” era un barboncino, la bambina se l’è cercata tirandogli la coda e grazie al cielo ha rimediato solo un graffietto sul labbro, tant’è che i genitori non hanno neanche sporto denuncia, visto che il cane era di un amico del quale erano andati in visita.

ortisei1Ovviamente questa non sarebbe neppure una notizia da riportare su un giornale: lo può diventare solo se la gonfia e la si rende bella splatter con foto fuorvianti e/o commenti del tutto sproporzionati (la bambina “sfigurata” appare un po’ ovunque: perfino sul Gazzettino di Venezia-Mestre – dove sanno come sono andate le cose e le riportano correttamente nel testo – non rinunciano a parlare di “bambina sfigurata” nel titolo e di “aggressione” nell’occhiello).
Ma quand’è che ci decideremo ad applicare anche ai cani il sacrosanto concetto di “legittima difesa”?
No, perché è  stata la bambina ad aggredire il cane, tirandogli la coda!
Ma nessunissimo giornale si degna di scrivere due righe sul fatto che i bambini andrebbero educati al rispetto per i cani: niente di niente, neppure un accennino piccolo così.
Si punta invece il dito contro l’animale, l’aggressione viene attribuita a lui e giusto per non farsi mancare niente si ingigantiscono le conseguenze di un graffietto.
Poi non lamentiamoci se la gente commenta (come ha commentato un vero Illuminato sulla pagina FB di “Oggi Treviso”): “Sì abbatte il cane con un colpo in testa“.
A me piacerebbe sapere come si sentirebbe questo signore (e tanti altri come lui) se un Pincopallino qualsiasi venisse aggredito da un ubriaco, si difendesse con un pugno e il giorno dopo i giornali titolassero “Pazzo furioso sfigura a pugni un poveraccio“, mettendo a corredo la sua foto (quella dell’illuminato commentatore, dico) al posto di quella del Pincopallino.  E chissà come reagirebbe, se nei commenti qualcuno gli augurasse la pena di morte.
Quasi quasi vien da sperare che il nostro Illuminato sia davvero vittima di un equivoco simile, un giorno o l’altro: ma forse non capirebbe ugualmente, perché certa gente – proprio come certi giornalisti – non capisce MAI.

 

 *andando a ripescare questa vecchia foto mi sono imbattuta in una chicca aggiuntiva: in un commento, infatti, un lettore trentino spiega che “il quotidiano “l’Adige” ed il “Corriere del Trentino” sono dello stesso editore e le due redazioni sono nello stesso palazzo: ma la cosa più bella e che i tre giornali per la stampa usano la stessa rotativa!”. Fantastico.

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8 Commenti

  1. Su Leggo hanno sguinzagliato di nuovo Maccheroni? I barboncini saranno inseriti nella lista nere dei kanekiller? Spero almeno che non dica che in realtà era un doby o un rott con la plastica, come la barzelletta sul coccodrillo… ma ormai non mi sorprenderebbe più nulla -_-

  2. Questo tipo di giornalismo e’ credibile come l’efficacia degli occhiali raggi X pubblicizzati sull’ultima pagina dell’Intrepido negli anni ’70. Il livello e’ quello e forse lunica cura e’ trattarlo per quello che e’: un’accolita di cialtroni che vendono notizie con lo stesso valore delle patacche da fiera di paese.

    Allora visto che indignarsi non sembra dare risultati apprezzabili e le notizie di questo livello continuano a impazzare, perche’ non provare a cambiare strategia e prendere sonoramente per il culo chi le scrive e chi ci crede? Magari, pur di non fare la figura dell’imbecille, qualcuno decide di ravvedersi e al massimo non non ci saranno risultati apprezzabili cosi’ come non ce ne sono indignandosi.

  3. La stampa propina bufale su tutto, perchè mai non dovrebbe calcar la mano sui fatti di cronaca? A parte che non ho capito come abbiano fatto ad avere sta fresca notizia visto che nessuno ha sporto denuncia… molti anni fa la mia bimba, all’ora duenne venne “sgridata” da un pastore tedesco, il risultato fu un visino che pareva avesse avuto un incontro ravvicinato con la carta vetro ed il terrore dei cani.
    Colpa mia e colpa dei padroni del cane, nessuna denuncia, nessuno è venuto a saperlo.
    L’anno sucessivo sotto consiglio pediatrico prendemmo un cagnolino mini, incrocio con pincher, fu la miglior cura per la mia bimba che oggi viene abbracciata e leccata da tutti i cani che incontra. Però quella lezione mi è servita, il mio incrocio nano di pincher era un terremoto, detestava i bimbi tranne la sua padroncina, e ho evitato accuratamente qualsiasi incontro ravvicinato con i pargoli altrui.
    Perchè l’essere imprevedibile non è il cane, E’ IL BAMBINO!
    … anche quello educato al rispetto verso gli animali.

  4. Fortuna che quand’ero piccola – ed estremamente rompipalle – le cose andavano un tantino diversamente, senno’ avrei trascorso la mia infanzia fra un telegiornale e l’altro. Il pastore tedesco di mia zia, esasperato, mi aveva preso la faccia “a pinza”, la sua mascella inferiore sul mio mento, la sua mascella superiore sul mio naso. A parte l’alito, nessun danno, escluso appunto, qualche meritatissimo graffio (e cazziatone dagli adulti). Ho rischiato di più accarezzando una tigre allo zoo di Montecarlo…vabbe’, era consenziente. Piu’ o meno.

  5. Millemila anni fa avevo 5/6 anni (uuhhh… e me lo ricordo ancora! Segno che ho una memoria prodigiosa) feci ripetutamente un dispetto al cane di cascina il quale per due volte si rigirò, mancandomi, io, tutta tronfia per essere stata più veloce di lui (…) continuai con il mio comportamento e rimediai una di quelle sgridate di cui porto ancora i segni. Mi prese il polso, mi buttò a terra (era un circa-simil-setter tigrato grigio/nero/bianco, ma per quanto ero alta io era un cane abbastanza grande…) e mi scosse con decisione… Morale polso sanguinante e decisamente bucherellato (ho ancora un pezzo di cicatrice. dopo 40 e passa anni….). Fuggii in lacrime da mia nonna, la quale, vedendo il danno…mi consolò con… un ceffone!! Perchè il cane lo si lascia stare !! Poi mi medicò mentre mi tirava giù un pistolotto epico che aveva come incipt “così impari… ”
    Ecco, la mia istruzione cinofila iniziò così, non feci MAI più i dispetti a Pescino (povero.. che nome…)E in un battibaleno ho capito che non ero stata più veloce ma mi aveva VOLUTO mancare e ho realizzato che non voleva farmi male, perchè avrebbe potuto davvero staccarmi la mano, ma mi ha solo lasciato il segno dei denti. Grandissimo cane. Lo ricordo con molto affetto e moltissimi sensi di colpa. Avrebbe meritato ben più di quel che ha avuto, compreso morire 3 giorni dopo essere stato investito dal cingolato del contadino in manovra, almeno gli avesse poi sparato, gli avrebbe evitato giorni di agonia. Io ero troppo piccola e per la mia famiglia era solo un cane, così non abbiamo fatto niente. Lo abbiamo guardato soffrire e morire.
    Questo peso me lo porto addosso

    • Alla stessa età, circa 5 anni giocavo a palle di neve con il nostro cane, un pastore tedesco, nella foga del gioco invece di prendere la palla di neve mi prese e mi morse la mano.
      Risultato?
      Uno schiaffone a me così imparavo a fare attenzione…

  6. Concordo con Lei sulle considerazioni circa la disinformazione ed il catastrofismo facile; aggiungo che, più che dei cani, ci si dovrebbe lamentare tutt’al più dei padroni.

    Condivido meno, invece, altre considerazioni, ad esempio: “Ma nessunissimo giornale si degna di scrivere due righe sul fatto che i bambini andrebbero educati al rispetto per i cani: niente di niente, neppure un accennino piccolo così”. Ciò è sicuramente vero, tuttavia vi sono due precise responsabilità in ballo (quella del genitore nel controllare il bambino e quella del proprietario nel controllare il cane) che non possono essere messe sullo stesso piano. I “danni” che un bambino potrebbe provocare ad un cane non sono paragonabili a quelli prodotti da un cane, anche di piccola taglia, ad un bambino. Ma se anche così fosse, non si può equiparare una persona ad un animale da compagnia; con ciò, considero che molti proprietari di animali domestici, abituati ad interagire con loro, non vigilano a dovere tanto sulla sicurezza quanto sul comportamento dei propri amici a quattro zampe.

    • Io non equiparo le persone agli animali (con rare eccezioni… perché è indubbio che “alcune”persone sono davvero “bestie” fatte e finite: ma non può certo essere il caso di una bambina). Però un barboncino – razza da compagnia, normalmente assai poco aggressiva, se ben selezionata (poi vai a sapere che cane fosse esattamente quello protagonista della cronaca in oggetto…) – non è un cane che può fare chissà quali danni. In questo caso è stata la bambina a sbagliare (probabilmente senza alcun intento di fargli male… per questo dico che i genitori avrebbero dovuto spiegarle che la coda al cane non si tira!), mentre il cane si è semplicemente difeso. E anche senza voler fare inopportuni paragoni sul valore delle rispettive vite… la legittima difesa per me dovrebbe essere SEMPRE una validissima attenuante.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.