di MATTIA TACCHINI – Per fortuna è ormai diffusa l’abitudine, da parte dei padroni di cani, di portare i propri amici a quattro zampe con sé, invece che relegarli a vivere in un giardino oppure in un serraglio; quali sono, però, in materia le norme vigenti in Italia?
Sul tema è necessario premettere che a livello nazionale nessuna norma impedisce che i cani – con i loro padroni – accedano ai luoghi pubblici: l’art. 83 lett. d) del Regolamento di Polizia Veterinaria (D.P.R. n. 320/1954), infatti, prevede solo che i cani possono accedere ai luoghi ed ai mezzi pubblici se condotti al guinzaglio e con la museruola, mentre l’art. 83 lett. c) sancisce che i cani devono essere condotti nella pubblica via e in altri luoghi aperti al pubblico con il guinzaglio o, in mancanza, con idonea museruola. Per comprendere appieno queste due disposizioni, è opportuno superare il significato atecnico che normalmente viene attribuito al termine “luogo pubblico”, ossia quello di luogo al quale possono accedere le persone, per distinguere invece i due concetti di “luogo pubblico” e di “luogo aperto al pubblico” ai quali fa riferimento il Legislatore:
luoghi pubblici: sono quei luoghi, di proprietà del demanio dello Stato, che sono accessibili al pubblico (si pensi agli uffici e alle strutture pubbliche, solo per fare un esempio). Ad essi i cani possono accedere con guinzaglio e museruola;
luoghi aperti al pubblico: al contrario, sono quei luoghi che, pur essendo di proprietà privata, sono accessibili al pubblico secondo le regole di accesso e le limitazioni stabilite dal proprietario o gestore. Ad essi i cani, come nella pubblica via, accedono con guinzaglio o museruola.
Un divieto di matrice europea (Reg. CE n. 852/2004), invece, vieta l’accesso degli animali ai luoghi ove gli alimenti sono preparati, trattati o conservati.

luoghipubb2Su questa normativa, assolutamente lacunosa, si inseriscono poi una miriade di provvedimenti diversi: ordinanze contingibili ed urgenti, nonché atti normativi emanati da enti locali (leggi regionali, nonché soprattutto ordinanze o regolamenti a livello comunale) che causano una incertezza e una difformità di normativa tra singoli comuni anche molto marcata: il sindaco, infatti, tipicamente decide in autonomia come regolare la materia, disciplinando l’ingresso degli animali nei luoghi pubblici del comune (e vietandolo nei luoghi sensibili, come scuole e ospedali), spesso lasciando al singolo esercente la facoltà di decidere se permettere l’accesso dei cani alla propria attività (luoghi aperti al pubblico). Tali norme generalmente sono contenute nel Regolamento per la tutela degli animali, nel Regolamento di Igiene urbana Veterinaria oppure – in ultima istanza – nel Regolamento di Polizia Urbana.
Relativamente alle modalità di conduzione al guinzaglio, segnaliamo due ordinanze di fondamentale importanza:
l’ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dalle aggressioni dei cani emessa dal Ministero della Salute in data 06 agosto 2013 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 06 settembre 2013): essa all’art. 1, comma III, lett. a) stabilisce che nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico i cani devono essere condotti utilizzando sempre un guinzaglio di lunghezza massima pari a 1,5 metri (salvo che nelle aree cani), mentre alla lett. b) prevede che si deve sempre portare con sé una museruola (rigida o morbida) da applicare al cane in caso di pericolo per l’incolumità di persone o animali oppure dietro richiesta delle autorità competenti. Dalla lettera di questa ordinanza e in particolare dall’uso dell’avverbio “sempre”, può ritenersi che il Ministero della Salute abbia inteso estendere l’obbligo di uso del guinzaglio previsto dal Regolamento di Polizia Veterinaria per i luoghi pubblici anche alle aree urbane ed ai luoghi aperti al pubblico, tra l’altro limitandone la lunghezza massima ad 1,5 metri. A ciò consegue che tutti i guinzagli di lunghezza superiore, anche se estensibili, parrebbero da considerarsi in contrasto con tale disposizione, esponendo il proprietario del cane alle relative sanzioni.
l’ordinanza del 28 agosto 2014  (pubblicata in Gazzetta Ufficiale in data 08 settembre 2014), la quale ha prorogato la vigenza dell’ordinanza indicata al punto precedente sino al giorno 08 settembre 2015.

luoghipubb3Passando ad esaminare le normative che vigono in luoghi in cui vi è particolare attenzione alla regolamentazione di tale materia, possiamo citare la Legge Regionale n. 20/2012 del Friuli Venezia Giulia (recentemente modificata dalla Legge Regionale n. 05/2015), la quale prevede che i cani, accompagnati dal detentore, hanno accesso a tutti gli esercizi pubblici e commerciali, nonché ai locali e uffici aperti al pubblico presenti sul territorio regionale, purché condotti con il guinzaglio e, qualora prevista dalla normativa statale, con la museruola. Prevedere a livello regionale una tale libertà sicuramente costituisce un importante precedente e denota una grande sensibilità nei confronti dei diritti degli animali e dei loro padroni, dimostrando che la politica può – a volte – andare effettivamente incontro alle esigenze concrete dei cittadini.
D’altra parte, venendo ad analizzare le normative vigenti in materia in alcuni comuni italiani, possiamo citare il Regolamento per la tutela degli animali del Comune di Torino, che all’art. 23 sancisce che i cani condotti con guinzaglio e museruola hanno libero accesso nei locali aperti al pubblico e nei pubblici uffici, salvo che sulla porta del locale sia affisso un cartello di divieto: quest’ultimo sarà valido solo se motivato da comprovate ragioni igienico-sanitarie, previamente comunicate dal responsabile della struttura per iscritto all’Ufficio Tutela Animali del comune.
Si capisce che se tutti i comuni italiani adottassero una norma di questo tipo, finalmente i padroni di cani sarebbero messi nella condizione di conoscere agevolmente, senza dover esaminare testi normativi di vario genere (anche difficilmente reperibili), i propri diritti e quelli dei propri compagni di vita a quattro zampe. Al contempo, gli esercenti sarebbero tenuti a limitare l’accesso alla propria attività per i proprietari di cani solo nel caso in cui vi fossero effettive ragioni, al contrario di quanto normalmente accade oggi; allo stato, infatti, generalmente il titolare di un’attività è libero di decidere se consentire l’accesso agli animali – e quindi ai loro padroni – sulla scorta di valutazioni opinabili o anche arbitrarie.
Altra norme da citare sono l’art. 29 del Regolamento per la tutela degli animali del Comune di Bologna, il quale sancisce che i cani possono essere condotti nei locali pubblici con guinzaglio e/o museruola, e l’art. 13 del medesimo regolamento, in forza del quale nei pubblici esercizi, nei punti di vendita di prodotti non alimentari, ristoranti, bar e alberghi, il titolare può vietare l’ingresso ai cani solo apponendo sulla porta d’ingresso del locale un apposito avviso di divieto. Anche questa norma, pur non prevedendo la possibilità di vietare l’ingresso ai cani solo per comprovate ragioni igienico-sanitarie, sarebbe comunque idonea – quantomeno – a fare chiarezza.
Anche il Regolamento comunale sulla tutela degli animali del Comune di Roma all’art. 32 prevede che i cani, accompagnati dal proprietario, hanno libero accesso a tutti gli esercizi pubblici situati nel territorio del Comune, purché condotti con guinzaglio e museruola.

luoghipubb1Personalmente ritengo che imporre guinzaglio e contemporaneamente museruola possa essere eccessivo, in quanto credo sia decisamente più utile sensibilizzare i padroni di cani, facendo in modo che essi imparino a gestire il proprio amico a quattro zampe; l’obbligo di museruola, infatti, a mio parere andrebbe limitato ai soli casi di cani aggressivi o comunque pericolosi per gli altri, i quali però andrebbero prima seguiti e rieducati – assieme ai padroni – e non portati in luoghi potenzialmente affollati. D’altra parte, è sicuramente preferibile una norma che permette al cittadino di accedere ad un luogo pubblico col proprio cane, purché dotato di museruola, piuttosto che una regola che gli vieta comunque l’accesso: la libertà di scelta individuale, infatti, è sicuramente sempre da incentivare.
Al contrario, molti altri comuni si mostrano molto meno accondiscendenti verso i diritti dei cani e dei loro padroni, prevedendo divieti assoluti di ingresso oppure astenendosi dal regolamentare la materia, facendo crescere ulteriormente l’incertezza.
Allo stato, dunque, non mi resta che consigliare ai proprietari di cani di informarsi preventivamente – per quanto possibile – circa la normativa vigente nei comuni nei quali intendono recarsi con i propri amici a quattro zampe: solo in tale modo, infatti, si può evitare di incorrere in divieti inaspettati oppure, ancor peggio, in sanzioni amministrative. D’altra parte, purtroppo, sono consapevole che spesso può essere difficile accertare quale sia la normativa vigente, considerato che i siti internet degli enti locali italiani generalmente sono datati, male organizzati e poco aggiornati.
Infine, mi permetto di sottolineare che – a mio parere – la limitazione della lunghezza del guinzaglio ad 1,5 metri nelle aree urbane e nei locali aperti al pubblico è una cautela assolutamente condivisibile per ragioni di sicurezza: troppo spesso, infatti, si vedono padroni che lasciano camminare i propri cani avanti a sé di diversi metri, esponendoli al pericolo di venire investiti o aggrediti da cani particolarmente territoriali, nonché rischiando di causare danni al prossimo, che potrebbe accidentalmente cadere e riportare danni anche di non poco conto.

Articolo precedenteE adesso per finire sui giornali basta fare le feste
Articolo successivoMa tu l’hai schiacciato il cane?

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

62 Commenti

  1. Questo articolo capita a fagiuolo, visti i recenti problemi che stanno facendo nel mio condominio, dove sono addirittura comparso cartelli che vietano la sosta con i cani e l’ingresso in ascensore. Mentre tutto il mondo civile sta andando avanti verso il riconoscimento dei diritti degli animali, noi torniamo indietro rinchiudendoci nelle fobie e nell’intolleranza. Purtroppo per loro, siamo armati di leggi a nostro favore e legali. MHUAHUAHUAHUA (risata malvagia)

    • Buongiorno, tenga presente che l’art. 1138 comma V del codice civile (modificato nel 2013) espressamente prevede che i regolamenti condominiali non possono vietare il possesso o la detenzione di animali domestici. Sperando di esserle stato utile, Le auguro buona giornata. Mattia Tacchini

      • La ringrazio della risposta, noi condomini canari ci stiamo preparando sulle varie leggi in merito, ma, come ha ribadito nel suo articolo, non è sempre facile districarsi nella giungla legislativa! La sua risposta mi rassicura che siamo sulla buona strada.

  2. La mia domanda è questa: In alcune strutture alberghiere e in alcuni ristoranti è concesso l’accesso SOLO A CANI DI PICCOLA O MEDIA TAGLIA, in questi casi i proprietari di cani di taglia grande/gigante come si devono comportare? Perché a mio avviso se c’è la possibilità di far accedere i cani non dovrebbero esserci limitazioni di taglia….

    • Buongiorno, comprendo perfettamente il Suo punto di vista: anche io ho un cane grande (un pastore tedesco) e quindi capisco il disagio che queste regole comportano. Tenga presente, però, che se la normativa locale non prevede espressamente che i cani devono poter accedere liberamente, salvo comprovati motivi, lasciando invece alla libera determinazione dell’esercente la disciplina dell’accesso dei cani alla struttura, non si può fare nulla. Io, però, adotto la seguente regola, generalmente: dove entra il cane (pulito ed educato, naturalmente) entro io, dove non entra lui io non sono desiderato. Saluti. Mattia Tacchini

      • E fin qui ci siamo, quello che non capisco è la motivazione che spinge un esercente ( che sia ristoratore e/o albergatore ) ad accettare cani piccoli/medi ed a rifiutare le taglie grandi…..se fai entrare gli animali devono poter ENTRARE TUTTI!!

    • Credo anch’io che sia una forma di pregiudizio o forse anche solo di opportunita’ perche’ immagino che anche in buona fede l’albergatore o ancora meglio il ristoratore pensi che il cane di piccola taglia sia generalmente accettato dagli altri frequentatori del locale e quello di taglia medio-grande meno. Siccome le persone senza cane sono piu’ di quelle con il cane il conto e’ presto fatto: se proprio si deve rischiare di scontentare qualcuno si scontenta il minor numero di potenziali clienti possibile.

      Detto questo, se l’esercente non e’ obbligato ad accogliermi, io non sono obbligato ad avvalermi della sua ospitalita’ e andro’ da un’altra parte dove invece posso entrare insieme al mio cane senza problemi.

      Non sono pero’ cosi’ convinto che tutto questo sia sempre vero, almeno nel caso degli esercizi pubblici.

    • Concordo con te, grande o piccolo non dovrebbe far differenza. Se il cane sporca in camera o nella struttura non importa se la fa grande o piccola: ha sporcato e va pulita con i dovuti crismi. Sta al proprietario della struttura decidere se preferire una clientela canemunita o caneavversa (poi c’è la categoria caneindifferente quella che basta che non rompa le palle…) e lì prevale l’indole (cinofilo o cinofobo) o il senso degli affari. Senza andare tanto lontano con le conoscenze la buonanima di mia mamma e mia zia erano (anzi per mia zia bisogna usare il presente) decisamente caneavverse.

  3. Peccato che non ci sia mai nessuno che vigili sul rispetto di queste norme. Neppure la Polizia Urbana, che se interpellata ti risponde che non ha modo nè personale per visionare su questi (futili) motivi…. Torino, telefonata ai Vigili dopo aggressione da parte di cane senza guinzaglio con padrone più aggressivo del cane (era la terza volta).

  4. Salve e grazie per l’articolo, ci voleva proprio!
    In merito, vorrei capire una cosa: il classico boschetto appena fuori città (ce ne sono dappertutto…) è luogo pubblico, giusto? In teoria – beh, anche in pratica… – il cane dovrebbe stare al guinzaglio anche se passeggio per boschi? Grazie.

    • Buongiorno! Direi proprio di si, considerato che un’eventuale aggressione ad altri cani (per fare un esempio banale) potrebbe verificarsi anche nel boschetto. Lì, però, non c’è l’obbligo di guinzaglio sotto 1,5 m. Saluti. Mattia Tacchini

    • Se si tratta di aree demaniali, come vicinanze di fiumi o torrenti, si, ma se si tratta di appezzamenti privati non si potrebbe nemmeno passeggiarci, anche se difficilmente qualcuno troverebbe da ridire. Sarebbe sempre meglio rimanere sui sentieri. Per esempio dalle mie parti molti che vengono da fuori per il week-end fanno correre i cani nei prati nelle vicinanze della strade ritenendoli terreni incolti, mentre chi deve farci il fieno si ritrova con l’erba calpestata (difficile da falciare e da raccogliere) e giustamente si inc…..a.

  5. Mi sono trovata in vacanza verso Moena e hanno rifiutato la mia richiesta di pernottamento per una notte soltanto perchè i miei cani di razza Siberian Husky vengono considerati di taglia grande. Un San Bernardo, un Terranova, sono grandi taglie ma a parte questo, se una struttura accetta animali non dovrebbero esserci delle limitazioni ….. sbaglio??

    • San Bernardo e Terranova sono di taglia gigante, il Siberian Husky è considerato come un pastore tedesco…di taglia grande.
      Taglia media = Cocker, Charles King Spaniel, Pittbull ecc.ecc. ( circa 10 kg )
      Taglia piccola = ( circa 5 kg )

      • Non sono d’accordo Sonia, il pastore tedesco è nettamente più grande del Siberian Husky, l’Alaskan Malamute idem. Il problema non è la taglia comunque perchè se accetti animali nella struttura non si dovrebbe porre dei limiti …
        Questo è quello che penso io, una mia modesta opinione naturalmente 🙂
        Grazie per aver risposto 🙂

        • se leggi su noterai che stavamo commentato esattamente questo….sicuro che il pastore tedesco è più grande dei cani nordici….ma comunque sono considerati taglia grande….può essere sbagliato ma è così…

          • Si infatti. Eppure sono stata all’estero e non ho mai avuto problemi a soggiornare con le mie due bimbe a 4 zampe e mai nessuna struttura mi ha fatto presente la “taglia” del cane anzi … mi sono venuti incontro su tutto. Forse davvero l’italia è indietro su molte cose ….

          • Alcune strutture non fanno effettivamente problemi, ma come diceva Nerofumo l’attenzione è posta prevalentemente sulla maggioranza della clientela….senza cani!
            Per esempio ci sono compagnie aeree straniere che ammettono gli animali in cabina anche senza kennel, e ci sono compagnie aeree che non ammettono animali nemmeno in stiva…..vedi l’ Irlandese low coast…..
            Ma auspicare ad un cambiamento civile con tutte le nefandezze di cui il nostro paese è “portatore sano” mi sembra quanto meno utopistico….
            Come dico sempre ai “comuni cittadini” è dato avere un’ unica arma…..la scelta ed eventualmente il boicottaggio…..null’altro!!

          • Penso tu abbia ragione Sonia ….se questa è la nostra unica arma allora usiamola!
            Grazie per le chiacchere 😀

          • Per trasportare animali in stiva servono aerei adatti che probabilmente l’irlandese low cost (e anche l’altra, quella facile…) non ha. Quando Betty doveva venire su da Catanzaro hanno rinviato 2 volte la partenza perché Alitalia aveva cambiato l’aeromobile, la responsabile dell’associazione era disperata perché se non le rimettevano l’altro aereo lei non poteva più mandare su i cani agli adottanti

          • Io posso capire i voli per lunghe tratte, ma se il viaggio è entro le 3-4 ore una volta accertato che il cane è fisicamente sano con tutto in regola con guinzaglio e museruola potrebbe anche entrare in cabina….come avviene sui treni……

          • Tu parli da amante dei cani, ma non possiamo imporre i nostri amici al resto del mondo. Soprattutto se non vogliamo discriminazioni in base alla taglia (anche il mio pesa i suoi bei 25 kg…) Mi immagino seduta in una fila da 3: io, mio marito, Attila ai nostri piedi (che fra parentesi ci costringerebbe ad un viaggio scomodissimo, ma per ammmmore quello ed altro) ed un povero cinofobo che per tutto il tempo osserverebbe preoccupatissimo guinzaglio e museruola “perché non si sa mai”…potrebbe fare come l’incredibile Hulk. I treni permettono una libertà di movimento diversa rispetto agli aerei e se guardi le navi ci sono regolamenti completamente diversi fra ad esempio l’italiana Mobys (cani in kennel) e la francese corsica ferries (al guinzaglio, su una di queste navi una volta ho visto anche 2 coniglietti zampettarsela tranquillamente nell’area soggiorno) Ovvio che se viaggiassi con Attila non avrei dubbi, ma credo che anche il cinofobo non ne avrebbe…

          • Ma come per chi prenota i posti per mettere passeggini avendo neonati, si potrebbero attrezzare i voli per permettere di salire a bordo ( nei primi posti passeggeri ) a persone cane-muniti. Perché se iniziamo a parlare di fastidio e rispetto delle libertà altrui la cosa si fa estremamente luuuunga.
            Ti correggo, in tutte la compagnie marittime è permesso portare animali purchè non accedano al ristorante o luoghi comuni, ma il ponte è accessibile. Ci sono anche a disposizione dietro prenotazione e pagamento cabine dove poter viaggiare con i propri animali!

  6. una domanda, in Veneto la legge “dei cani a catena” prevede che i cani abbiano libero accesso alle spiagge…significa che posso semplicemente presentarmi in spiaggia con il mio cane ed entrare? Mi pare quasi impossibile, in senso buono

    ecco il testo della legge.

    “Art. 18 bis

    Accesso ai giardini, parchi, aree pubbliche ed aree riservate agli animali da compagnia.

    1. Agli animali da compagnia, accompagnati dal proprietario o da
    altro detentore, è consentito l’accesso a tutte le aree pubbliche e di
    uso pubblico, compresi i giardini, i parchi e le spiagge; in tali luoghi
    è obbligatorio l’uso del guinzaglio e della museruola o di altri
    strumenti contenitivi, secondo le modalità già previste dalla normativa
    vigente.

    2. Agli animali da compagnia è vietato l’accesso in aree
    destinate e attrezzate per particolari scopi, come le aree giochi per
    bambini, quando a tal fine sono chiaramente delimitate e segnalate con
    appositi cartelli di divieto.

    3. I comuni possono, nell’ambito di giardini, parchi, spiagge ed
    altre aree destinate a verde pubblico, individuare, mediante appositi
    cartelli e delimitazioni, spazi destinati agli animali da compagnia,
    dotandoli anche delle opportune attrezzature; tali spazi sono forniti di
    acqua, contenitori per la raccolta delle deiezioni, spazi d’ombra ed
    eventuali divisioni per animali grandi e piccoli.

    • Buonasera! Stando alla lettera della disposizione da Lei citata sembrerebbe di si, almeno per quanto riguarda le spiagge pubbliche. Al contrario, il caso delle spiagge private meriterebbe un approfondimento che, ovviamente, in questa sede non posso fare: è probabile, infatti, che vi sia una normativa speciale in materia, derogatoria rispetto a quella da Lei riportata. Saluti. Mattia Tacchini

    • Buonasera! In linea generale non vi sarebbe una disposizione che osti, di per sè, all’accesso dei cani alle spiagge pubbliche. Devo dire, però, che mi risulta che ogni regione regoli diversamente questa materia, spesso vietando l’ingresso ai nostri amici a quattro zampe, con la sola esclusione delle aree appositamente attrezzate. Un saluto. Mattia Tacchini

        • Ho parlato proprio ieri con un cliente che ogni anno va in ferie in Sicilia, e mi diceva che la Sicilia è particolarmente avversa ai cani in spiaggia e nei luoghi pubblici: d’altronde loro non seguono neppure le regole nazionali, essendo regione autonoma.

          • Grazie Valeria per le informazioni Spero di non dover trascorrere tre settimane chiusa in casa con le mie piccoline….

  7. Vivo in Friuli e devo dire che i cani sono ben accetti un po’ ovunque. Con Iris, soprattutto da cucciola, ora è un po’ più riservata, sono andata sempre dappertutto. Al centro commerciale, all’IKEA, nei bar e nei negozi. Nella maggior parte dei posti che frequentiamo spesso io sono “la padrona di Iris” e se sono da sola manco mi riconoscono. Dal fornaio e dal macellaio fra un po’ ci va da sola. Invece al bar ci va da sola davvero. Mi pianta fuori ed entra a beccarsi coccole e un biscotto e poi torna.

  8. Ciao un saluto a tutti e grazie x l’articolo. .. in alcuni supermercato Ati da me.. Piemonte. .. fanno entrare e cani piccoli ma devono stare o in braccio o dentro al carrello… ora… nn sarebbe cmq più igienico che facessero entrerete piccoli e grandi e li facessero camminare a terra???io nel carrello ci metto carne pane e formaggio… e lo trovo poco igienico. Cmq noi a far spesa andiamo in 2 uno sta in galleria con il cane bovaro del bernese… e uno fa spesa dentro… grazie. Sonia.

    • Buongiorno! Concordo pienamente con Lei, considerato anche il fatto che la normativa europea vieta l’ingresso ai cani dove si preparano i cibi, non dove essi vengono venduti, se debitamente protetti/confezionati. D’altra parte, però, comprendo i titolari di supermercati: siamo in Italia, ossia il luogo dove le leggi – ma soprattutto le regole basilari del quieto vivere – spesso non vengono rispettate e loro devono tutelarsi. Sarà capitato a tutti, ad esempio al bar, di vedere padroni di cani piccoli tenerli in braccio e, al contempo, farli salire sul tavolino, leccare le briciole, mettere il muso in tazze, ecc. Anche questo trovo sia particolarmente sconveniente: io, ad esempio, non ho problemi a farmi dare baci o farmi fare effusioni calorose dal mio cane, però con quelli degli altri ho un approccio diverso e vorrei evitare di trovare tracce del cane altrui quando faccio colazione, vado a pranzo, ecc. Un saluto. Mattia Tacchini

  9. Buonasera, questa estate andremo all’Isola d’Elba col nostro cucciolone e ci chiediamo se ci saranno problemi con il traghetto… possiamo tenerlo con noi al guinzaglio o siamo obbligati a lasciarlo nel “canile”? Inoltre, possiamo portarlo con noi sugli scogli e a fare il bagno (spiagge liberissime quindi)?
    Grazie mille a chi vorrà darci una mano

    • Buongiorno! Per quanto concerne il traghetto dovete necessariamente fare riferimento al regolamento della compagnia/gestore, che sicuramente ha previsto un’ampia regolamentazione per l’accesso dei cani al traghetto; per quanto concerne la spiaggia, invece, è imprescindibile verificare se esiste una legge regionale in materia e, al contempo, accertare il contenuto dei regolamenti comunali in materia. Saluti, Mattia Tacchini

  10. Articolo molto interessante.
    Probabilmente è già stato detto ma i giardini/parchi pubblici (comunali) come sono considerati?
    Grazie

    • il cane può accedervi obbligatoriamente al guinzaglio di 1,5 mt ( fatta eccezione per le aree cani ) e si deve avere con se la museruola da applicare se richiesto e/o necessario.

  11. Premessa: non si tratta di un tentativo di aggirare la normativa o di rigirare la frittata a mio vantaggio, sfruttando cavilli forse inesistenti.

    Domanda: spesso porto il mio cane a passeggiare per boschi e simili, in cui vige l’obbligo di guinzaglio, ma senza guinzaglio. Richiamo sempre il cane (che comunque non si allontana mai troppo da me) in presenza di curve o cani o persone e lo lego per sicurezza e buon senso, finchè non si ripropongono le condizioni per liberarlo nuovamente.
    Mi rendo conto che si tratta di una violazione di una norma giuridica.
    Se il mio cane è libero, ma opportunamente richiamato a me e immediatamente legato al guinzaglio alla vista di un altro cane sciolto, ma un altro cane sciolto dovesse avvicinarsi a noi e mordere il mio cane, mi è comunque addebitabile una parte di responsabilità da fatto illecito? In una percentuale equivalente (sulla carta) a quella dell’altro proprietario (nel caso in cui il mio cane non dovesse reagire all’attacco)?

  12. Cani o gatti,per me è lo stesso dramma :Sono allergica!
    Quando entro in un bar,ristorante ,o qualsiasi luogo al chiuso dove c’è un animale con peli DEVO non posso restare !
    Basterebbe guardare sempre i due lati della questione e un pò di buon senso!
    Che senso ha tenere un cane,piccolo o grande che sia, sotto il tavolo,magari a dare noia ai camerieri anziché portarlo a correre e giocare laddove lui si diverte ???
    Anche io amo gli animali,preferibilmente liberi e lontani da padroni che tendono ad umanizzarli!

  13. Mi capita di frequentare oratori per le partite di calcio di mio figlio e purtroppo devo appurare nel 90 % delle volte che i cani non possono entrare, mi sembra al quando ingiusto non poter vedere mio figlio giocare e questi divieti assurdi mi fanno veramente innervosire è possibile intervenire in qualche maniera

    • vai a vedere tuo figlio e tieni il cane a casa. non si può fare sempre quello che si vuole, se in quell’oratorio hanno deciso/appurato/ valutato che i cani non devono entrare

  14. Nel mio quartiere c’è un parco giochi recintato con giochi per bambini.. I proprietari dei cani vogliono farci giocare i cani quando non ci sono i bambini.. La legge è chiara al proposito o è a discrezione del sindaco? Grazie

  15. Da qualche mese ho un barboncino nano di circa 8 mesi, una sera mi trovavo in piazza del mio paese dopo aver fatto una camminata con il mio barboncino mi sono messo seduto sopra ad una panchina anche il mio cane è voluto mettersi seduto sopra la panchina, si sono avvicinate delle persone e hanno detto che dovevo fare scendere il cane dalla panchina e la dovevo pulire dove si era seduto il cane perché per legge non poteva mettersi seduto. Secondo voi c’è una legge ho una ordinanza comunale che vieta questa cosa? Grazie

  16. Gli adesivi che impediscono l’ingresso nei pubblici esercizi alle persone con un cane sono ILLEGALI!
    I cartelli che vietano il fumo riportano gli estemi daella legge relativa al divieto.
    Avete mai letto sui cartelli gli estremi di una legge che vieterebbe l’ingresso ai cani?
    Spesso vedo nei supermarket bambini che saccheggiano le confezioni di caramelle o giocattoli e poi le buttano in terra.
    Facciamo gli adesivi “Vietato l”ingresso ai bambini?
    Non mi è mai capitato di vedere una cane fare alcunché di dannoso.
    Se il gestore di un qualsiasi esercizio commerciale, ristorante compreso vi vorrebbe impedire l’ingresso con il vostro cane chiedete l’intervento d ella polizia locale e fatelo multare.
    In Francia o in Germania problemi di questo genere sono inconcepibili.

  17. CIAO A TUTTI L’ARTICOLO E’ BEN SCRITTO, PERO’ MI CHIEDO, NOI CORRIAMO, ANDIAMO IN BICICLETTA, CAMMINIAMO PER KM E KM, ANCHE I NOSTRI AMICI A 4 ZAMPE HANNO BISOGNO DI CORRERE E STANCARSI, E QUI CHIEDO, PERCHE’ NON SI RIESCE A FARE NEL PARCO DEI CASTELLI ROMANI IN PROVINCIA DI ROMA, UN AREA DESTINATA NON SOLO ALLE PERSONE MA “ANCHE” AI CANI SENZA GUINZAGLIO? DOVE POSSONO CORRERE E STANCARSI E SENZA SENTIRSI DIRE OGNI VOLTA DAI PASSANTI ” CHIAMO I CARABINIERI”????

  18. È la sagra della ipocrisia. Supermercato accetta cane ma solo su appositi carrelli in cui entra a mala pena un chiwawa e il mio boxer dove lo metto?.oppure comuni (ad es. Ostuni) che millantano,vantandosene, spiagge dog friendly ma per raggiungerle bisogna fare km ed essere campioni di rally o possedere un fuoristrada oltretutto una delle due spiagge ha un fondale sassoso che obbliga gli umani a indossare le scarpe…ma i poveri cani? Sarebbero più onesti a dire non vogliamo cani sulle nostre spiagge

  19. ciao a tutti. io ho una domanda: esiste un ‘età minima per la conduzione, in semplice passeggiata, del cane? e se si, in che legge viene regolamentata? in questo articolo non ho visto nulla a riguardo, ma tempo fà mi sembrava di aver letto che fosse 12 anni.

    grazie a tutti
    Linda

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Avvocato dal 2013, verbanese di nascita ma appartenente al Foro di Milano, in quanto sede principale di svolgimento della sua attività professionale. Si occupa di assistenza all'impresa nella ristrutturazione del debito societario, sia nei confronti di creditori privati che istituzionali, nonché di contrattualistica, di diritto civile, di diritto del lavoro, di diritto commerciale, di diritto fallimentare e di diritto assicurativo. Svolge altresì attività di assistenza stragiudiziale alla clientela privata in ambito di diritto civile e commerciale. Attivo nel settore del contenzioso, presta però una particolare attenzione all’impiego di strumenti alternativi per la definizione delle controversie. Relatore a convegni e corsi di formazione in ambito di diritto delle assicurazioni e di procedura civile. Appassionato di sport e di cinofilia, nonché proprietario di un dolcissimo pastore tedesco di tre anni di nome Amor.