di VALERIA ROSSI – E’ stato postato poco fa, su “Solo amici cinofili”, un video del 2011 in cui si vede un barbone travestito da umano (da ragazzino, per la precisione) e che segue il proprietario per strada su due zampe. Il video è questo…

… e indubbiamente NON posso dire che sia “fantastico” (aggettivo usato da chi l’ha postato su Today.it), perché non amo le umanizzazioni, né i cani ridicolizzati travestendoli da umani.
Da qui a parlare di “maltrattamento”, di “torture” e di tutto il resto che si legge nei commenti, però… ce ne passa.
Intanto basterebbe leggere sotto la versione originale, quella presente su Youtube, per scoprire che quella di camminare su due zampe è stata una scelta del cane:

This dog has naturally walked on two legs since a puppy. So it was not trained to perform this as an act, it really is they way she prefers to walk. James

Traduzione: “Questo cane ha spontaneamente camminato su due zampe fin da cucciolo. Non è stato addestrato a questa performance, è veramente il modo in cui preferisce camminare”.
Quindi stabilire a priori che sia stato “torturato” è un filino tirato per i capelli.

duzampeCerto, si potrebbe anche non credere a quanto viene affermato: ma si tratta di un barbone. E solo io (che non “pratico” abitualmente molti cani da compagnia) conosco due soggetti che camminano spontaneamente su due zampe, anche per lunghi tratti.
E’ un atteggiamento comune a molti cani di piccola taglia: quello nella foto a sinistra è il pomeranian Jiff, che ha pure ottenuto il Guinnes World Record come “più veloce cane su due zampe”, e sa camminare – anche lui del tutto spontaneamente –  sia sui posteriori che sugli anteriori!.
Chissà, forse questi cani imitano il comportamento umano, o forse lo fanno per  sentirsi “più grandi” (un po’ come i microcani che cercano di pisciare ad altezze vertiginose): sta di fatto che sono in molti a farlo per libera scelta e che non è assolutamente dannoso, per loro, camminare in questo modo (il discorso cambierebbe se si trattasse di cani di grande taglia e molto pesanti: ma infatti non conosco nessun cane grande che si comporti così).
Resta, da parte mia, una scarsissima considerazione per gli abiti fatti indossare al cane: ma sarei disposta a scommettere che tra i commentatori indignati ci sarà più di uno che non si è mai fatto scrupolo nel far indossare vestitini al proprio chihuahua.
E allora, cosa cambia?
“Che così il cane viene ridicolizzato! – si risponderà – Che perde la propria dignità! Un conto è vestire il cane perché ha freddo, un altro è conciarlo come un bambino!”
Sono d’accordo, sia chiaro: ma per il cane indossare un cappottino o tutto l’ambaradan messo su questo barbone è la stessa identica cosa.
Siamo soltanto noi a vedere il lato ridicolo e poco dignitoso (che anche a me dà parecchio fastidio): ma non possiamo parlare di cane “maltrattato” o di mancato rispetto nei suoi confronti.
Semmai si manca di rispetto verso chi vede il video: e soprattutto si manca di educazione cinofila, facendo pensare che conciare così un cane sia chissà quale figata.
Invece è una scemata globale, questo mi pare evidente e incontrovertibile: però NON è un maltrattamento e bisognerebbe riuscire a distinguere le due cose.
In due parole: non trovo affatto “fantastico” questo video, non mi fa ridere e non capisco i cinque milioni e rotti di visualizzazioni (quando si parla di cose serie, ovviamente, se si arriva a un centinaio è grasso che cola): però le torture sono un’altra cosa, le ragioni per indignarsi sono ben altre e mandare maledizioni varie al proprietario di questo canetto mi pare leggerissimamente fanatico.

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13 Commenti

  1. Ma i cinesi i cani non se li mangiavano? Nonostante tutto (mi pare un pò ridicolo,non il cane ma il padrone che lo veste da scemo) mi sembra un gran miglioramento, ch0e dal”piccolo cuoco” sian passati al”piccolo armani”!

    • I cinesi i cani li hanno mangiati per diversi secoli esattamente come i maya, i greci e i francesi (anzi, i Galli) . In alcune zone della Cina si consuma ancora carne di cane, ma sono rimasti davvero in pochi perché anche in Cina si è ormai diffusa la concezione di animale domestico non commestibile. Noi, peraltro, mangiamo il cavallo, altro animale domestico e di affezione (almeno per chi, come me, ha fatto equitazione e si è innamorata perdutamente dei suoi cavalli): che differenza c’è?

      • Forse una differenza esiste. Il cavallo è stato addonesticato in tempi più recenti (prima era solo preda) per traino e comunque cibo. Il cane ci accompagna da molto più tempo, a quanto dicono gli esperti, praticamente siamo cresciuti col cane ,che mangia le nstre stesse cose,al contrario degli animali da fattoria. Quindi mangiarlo sarebbe una sorta di cannibalismo! Certo che allevare cani in gabbie come conigli senza interagire con loro non porta sicuramente a conoscerli ne tantomeno ad affezionarglisi. Pensa come vengono allevati i maiali in batteria ,ti pare che si possa capire quale soggetto è amichevole, quale è scorbutico ecc (conosco un allevatore che per un caso fortuito si è trovato ad interagire con un porcellino destinato alla morte;se lo è allevato a biberon lo ha cresciuto all’inizio con l’idea di mangiarselo con gli altri,infine è poi morto di vecchiaia standosene praticamente sul divano. Del resto i maiali se sterilizzati non puzzano)

  2. Va be’, il video e’ una cretinata e i commenti sono dello stesso livello. Fare i cinofili indignati per queste cose e’ un po’ come fare il comitato di beneficenza per raccogliere fondi destinati all’acquisto dei guantini bianchi di pizzo per il ballo delle debuttanti: non e’ impegnativo, tutti si possono sentire gratificati dall’essere buoni e sensibili e se nessuno protesta ci si puo’ anche complimentare l’un l’altro per aver pensato al prossimo.

  3. Quelli che inneggiano al maltrattamento per la camminata dovrebbero vedere la mia spitz… É più su due zampe che su quattro praticamente… Essendo tappa non vede molto lontano e alzandosi aumenta il campo visivo!

    • Io ho una barbona toy che ogni tanto zampetta sui posteriori ma lo fa poco. La sua allevatrice però mi fece notare come una delle sue femmine era soprannominata “Sury” (suricato!!) perché era SEMPRE in piedi!! 😀

  4. Un cane che cammina con disinvoltura su due zampe non mi fa indignare se tale postura si manifesta spontaneamente e non con costrizioni coercitive ed altro…. però ritengo che sia atipica per un cane o un gatto. Anche una mia cagnina a volte lo fa ma per pochi minuti e in situazioni di eccitazione a cose piacevoli. Ma il deambulare in modo cosi costante e naturale, salire o scendere le scale anche utilizzando solo le zampe anteriori (come mi è capitato di vedere in vari filmati) mi lascia perplessa, forse azzarderei dire qualche problemino neurologico? Non lo so in realtà ma mi porrei qualche interrogativo.

    • Fantastico!!! Anche io chiamo suricato il mio cane quando si mette su due zampe!! O meglio gli dico: “Smettila di fare il suricato”…. di solito lo fa quando c’è del cibo all’orizzonte….

    • secondo me semplicemente il cane è “abituato” a farlo a lungo perché ai suoi padroni piace. Non è che lo hanno addestrato eh, ma magari il cane all’inizio lo faceva per pochi minuti, poi vedendo che veniva stracoccolato dopo e durante i suoi padroni si divertivano lo ha associato ad un gioco. Il mio cane fa così, quando vede che riesce a farmi capire una cosa con un comportamento, e io lo premio, poi reitera il comportamento molto più spesso e più a lungo.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.