di VALERIA ROSSI – Altro video, altro regalo… ma stavolta, pur trattandosi dell’ennesimo bambino tormentatore (e quindi ad alto rischio di morso), c’è una differenza sostanziale: questo, infatti, è stato presentato come “esempio da non seguire”, con una chiara descrizione della pericolosità di certi comportamenti.
Come si può notare, in questo caso il cane è talmente focalizzato sulla proprietaria (che sta mangiando) da ignorare quasi completamente il bimbo (ha una mini-reazione solo quando lui gli tira la coda…): è però indubbio che il piccolo umano stia facendo tutto ciò che non si dovrebbe MAI fare a un cane.

Il messaggio con cui è stato presentato il video, tradotto dall’inglese, dice pressapoco così:

“Stiamo condividendo questo video a fini di sensibilizzazione. Gli animali non devono essere trattati in questo modo e molti genitori sono ignari del fatto che il bambino rischia di essere morso. Gli animali non hanno una voce e spetta a noi essere la loro voce. Se sei d’accordo, ti prego di condividere questo messaggio!”

Noi siamo ovviamente d’accordo e di messaggi di questo tipo cerchiamo di mandarne il più possibile: ma proprio perché ne abbiamo già mandati parecchi, stavolta vorrei fare un paio di considerazioni diverse.
La prima considerazione la definirei “sociologicamente interessante” (va’ come suona bene): in termini meno eleganti, potremmo dire che “i pecoroni vanno dove li manda il pastore”.
E in questo caso il “pastore” è chi mette per primo il post online, commentandolo.
Se infatti gli altri video di cui abbiamo parlato su queste pagine, con lo stesso titolo “Come cercare di far uccidere un bambino da un cane buonissimo” (1 e 2), venivano presentati come “carini”, “teneri” eccetera e ricevevano cuoricini e like a tutto spiano, quest’ultimo – presentato appunto come esempio negativo – riceve severissime critiche.
Insomma, la descrizione del video influenza moltissimo chi lo vede e indirizza l’opinione pubblica.
Altra faccia della medaglia: se i pecoroni vengono facilmente influenzati e seguono la corrente, i bastian contrario devono andare per forza controcorrente. Per partito preso.
Così difendono anche l’indifendibile, come dimostrano alcuni dei commenti in calce agli articoli di cui sopra, che trovano “normalissimi” i comportamenti di questi bambini… rischiando a loro volta di influenzare chi legge e di farlo entrare nel più classico dei “club della terra piatta”.

Considerazione numero due: in inglese forse un po’ meno… ma in italiano ho letto una vera marea di commenti che se la prendono col bambino.
Dal “semplice” (e spero scherzoso!) “l’avrei morso io…” al ben più serio “spero che venga morso, così impara”.
Ma stiamo scherzando?
Per un bambino di questa età non esistono il bene e il male, non ha alcuna capacità empatica (neppure nei confronti dei suoi simili, e infatti i bambini tormentano anche gli umani, piccoli e grandi: solo che noi abbiamo – e usiamo – le mani per proteggerci e/o bloccarli: il cane ha solo i denti) e non può capire da solo che sta sbagliando a trattare il cane come un peluche.
Fino ai due anni gli umanini sono totalmente egocentrici e non riescono neppure a distinguere chiaramente tra se stessi e gli altri. Per esempio, il bambino che piange quando vede piangere la mamma non è dispiaciuto per lei: crede che sia successo qualcosa di brutto a se stesso.
Le capacità empatiche, ma anche solo una chiara visione dell’ “altro da sé” e del conseguente rispetto per questo “altro”, iniziano a svilupparsi intorno ai due anni e mezzo e non si concretizzano del tutto fino all’età scolare: e tutto questo è strettamente legato allo sviluppo del linguaggio, quindi inizialmente alla sua comprensione e solo in seguito alla sua espressione.
Per fortuna una forma rudimentale di comprensione arriva già intorno all’anno di età, anche se il bimbo ancora non riesce a capire un discorso complesso.
Però (un po’ come i cani!) capisce perfettamente concetti e parole semplici come “SI!”, “NO!”, “Bravo!”.
Ed è solo questo che si può fare, come genitori, con un bimbo così piccolo: mettere delle regole, comprensive di alcuni veri e propri “tabù”.
Usiamo i marker anche con loro! Accarezzare il cane, giocarci senza torturarlo, otterrà un “Si, bravo!”, seguito da un premio. Rompere i coglioni al cane otterrà un NO! deciso e l’allontanamento del “premio”, ovvero del giocattolo-cane (perché lui lo vede così e non è proprio fisiologicamente in grado di vederlo diversamente).
Siamo noi adulti, insomma, gli unici a poter gestire/controllare queste situazioni e a poter/dover condizionare il bambino a un comportamento corretto: il “perché” glielo potremo spiegare chiaramente solo verso i cinque-sei anni, perché prima non è in grado di afferrarlo.
Per questo prendersela col bambino è quasi stupido quanto lasciargli tormentare il cane senza intervenire: ed è anche segno di grande ignoranza.
Pretendiamo di conoscere a menadito la mente del cane, e poi non conosciamo neppure la psicologia dei cuccioli della nostra stessa specie? Maddài.

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56 Commenti

  1. Ecco.L’ho fatto.Mi dico sempre non guardare,non guardare,e invece anche questa giornata è iniziata con un travaso di bile.Ma quanto è idiota quella donna?Secondo me il problema alla base di certa gente non è che non educa i bambini,è che non ama i propri cani!

  2. Quello che bisognerebbe sottolineare senza tanti giri di parole è che l’accoppiata cane di casa/bambino piccolo è una faccenda ESTREMAMENTE faticosa. E’ SEMPRE faticosissima, con qualsiasi cane e qualsiasi bambino.
    Già avere cani ed avere bebè sono attività faticose di per sé, per quanto meravigliose, averli in contemporanea e doverne gestire le rispettive attività e le interazioni senza privare nessuno dei suoi sacrosanti diritti, è FATICOSISSIMO!!
    Certo non si invita a disfarsi del cane quando arriva un pargolo, ma la consapevolezza che si farà fatica e per un bel po’ di tempo, deve essere ben chiara.
    Io ho preferito lasciar perdere di avere cani di casa quando avevo i bambini piccoli e non sono affatto pentita di questa scelta. Mi sono goduta di più sia i bambini che i cani che ho avuto in seguito. E senza tanti patemi d’animo di code tirate o visini deturpati.
    Che poi, diciamocelo, tecnicamente né i cani né i lattanti hanno bisogno dell’uno o dell’altro per essere felici.

    • Quanto sono d’accordo, Peppina! Questa ossessione dell’avere tutto e subito genera mostri: voglio il cane, voglio il lattante, voglio anche il gatto e giù a cercare i peggiori espedienti per far convivere tutti d’amore d’accordo. Ancora a farneticare di educazione, rispetto, empatia….tra il cane ed il lattante ( ? ! ).
      Ma andiamo….
      Come sempre, anziché sperticarci sul come fare/educare/insegnare/controllare, limitiamo i danni e puntiamo sulla qualità della vita: facciamo entrare il cane in casa ed in famiglia, quando il lattante non è più tale. A 8-10 anni il bambino non avrà più nessuna difficoltà nel capire cosa è bene/male fare nei confronti del cane. Possiamo permetterci, una volta ogni tanto, il gusto dell’attesa? Impariamo ad aspettare, non corriamo come pecore al negozio Apple perché dobbiamo essere i primi ad avere il telefono di ultima generazione, usiamo (tutti) un po’ di buonsenso…

      • Ti lancio una provocazione: se invece il bambino arriva quando il cane c’è già? Ad esempio, io ho un cane di 2 anni e io ne ho 29: dovrei aspettare che il cane abbia almeno 10 anni (quindi che sia più tranquillo) e fare un figlio a 39?

        • semplicemente ti comporti di conseguenza al tipo di cane, al carattere, alle sue necessità, alle tue finchè non arriverà il piccolino e poi inizi a costruire un nuovo “oggi”.
          non stiamo salvando il mondo…..in fondo avrai “solo” un cane e figlio…..i miracoli lasciamoli per altro.
          e poi noi donne…..abbiamo milioni di risorse!!!!

    • Secondo me questo messaggio è pericolisino….quasi un invito a disfarsi del fedele amico a 4 zampe a causa dell’arrivo di un bambino. Secondo me non è assolutamente vero. Ho cresciuto 3 figli in mezzo a 5 cani senza alcuna difficoltà, è bastata una buona organizzazione di tempi e spazi (non pensate a grandi spazi, appartamento di 65 mq per i primi 2 bimbi). Ora il più piccolo a 5 anni, nessuno ha mai preso morsi, nessuno ha mai tormentato i quadrupedi, insegnare il rispetto è molto facile, basta dare il buon esempio. E’ vero che la felicità di un lattante non è data dalla presenza di un cane ma con un cane è di certo più felice. Non solo, ho avuto ed ho ancora criceti, pappagalli (alcuni allevati a mano), conigli anatre e altri animali da cortile e tutti quanti hanno contribuito all’educazione dei miei figli che sanno rapportarsi con rispetto a tutte le forme di vita…uomini compresi.

      • salve mauro, mi permetto di rispondere….
        non credo che la sig peppina volesse lanciare messag educativi o consigli, tantomeno lasciar passare il concetto” incinte? mollate i can!”.
        non posso neanche pensarlo.
        ha espresso un parere, forse anche da un punto di vista più diretto e reale( andiamo………, madre e padre nei primi mesi non hanno gli stessi “compiti”)..
        io ho 31 anni, un cane da lavoro molto reattivo e sinceramente non me la sentirei affatto ora di gestirli entrambi.
        se avessi ancora la pastore abruzzese probabilmente avrei già un bambino, ma lei era una vera signora della casa e della guardia ( è rimasta nela storia del ns paesello l’aggressione della cagna alla baby sitter per aver sgridato il fratellino che piangeva nel passeggino per strada).
        cioè……dipende molto dal cane/i !
        la mia pinscherina stravede per i bimbi, il malin per niente ( dinanzi vocine, gridolii, grida, pianti, corse ecc ecc lui deve essere in obbedienza assoluta).

        • Buonasera Viviana, guardi la critica sulla differenza di genere me l’aspettavo, le posso assicurare che la mia compagna sottoscriverebbe ciò che ho scritto al 110%. Anzi 12 anni fa quando è nata la mia prima figlia avevamo 2 dobermann e un metticcio di mezza taglia e la persona più scettica ero di certo io. Certo non posso parlare direttamente del comportamento di un malin da lavoro nei confronti di un bambino questo no. Ma l’esperienza mia è più che reale e non serve essere dei super educatori ne di cani ne di bimbi per convivere più che serenamente. Ad oggi ho ancora la meticcia da caccia di quando è nata la prima bimba, una meticcia di dogo argentino, un chihuahua, un catahoula leopard dog ed un bassotto tre figli e altri animali da cortile liberi, tutti convivono serenamente, basta un minimo di educazione, attenzione e buon senso. Voglio sottolineare che lascio i miei cani sempre liberi da vincoli di obbedienza. Spero che questo venga preso come un messaggio esclusivamente positivo e non critico nei confronti di chi non la pensa come me. Saluti

  3. Io ho visto bambini infastidire i cani altrui per divertimento o….dispetto…magari non a due anni, ma a tre/quattro sì…certo, sono i genitori che devono educare i propri figli a rapportarsi nel modo corretto col cane, ma succede anche che non obbediscano….(volutamente, per attirare l’attenzione o per altro ancora poco importa…)….
    Ci sono anche bambini “terribili” (magari la minoranza, ma non è sempre e comunque colpa dei genitori….)

    • scusa Mia2, e di chi sarebbe allora la colpa?? se un bambino non ubbidisce per attirare l’attenzione, evidentemente gliene manca!!! e quindi di chi è la colpa?? se non ubbidisce per altro ancora (???) i genitori devono insegnargli che deve ubbidire, altrimenti, nel caso del cane, come dice Valeria, ci sarà l’allontanamento del “premio”, ovvero del giocattolo-cane (perché lui lo vede così e non è proprio fisiologicamente in grado di vederlo diversamente). O tu sei una mamma come quella del video?????

      • Io non sono madre e mai lo sarò.
        Sono d’accordissimo su quanto è scritto nell’articolo e sono convinta anche io che siano i genitori a dover crescere nel modo migliore possibile i propri figli, che comprende, secondo me, anche il rispetto del cane di casa o di quelli altrui.

        Secondo me un bambino più grande, sui tre/quattro/cinque anni è già in grado di non obbedire (volutamente et cetera et cetera).
        Ti faccio un esempio: la figlia di una persona che conosco (all’epoca 5 anni o poco meno) viene costantemente “ripresa” perchè “tortura” il cane di casa (di taglia media, che continua a mandare segnali calmanti a raffica: me ne sono accorta io in tante occasioni, da spettatrice – sconvolta)….sa perfettamente che non si fa…un giorno ha lanciato la palla (mirando apposta) al tartufo del cane…questo per dire che, sebbene la madre continui a ripeterle di non infastidire il cane in quel modo, lei ci prende ancora più gusto….si sfogherà sul cane in qualche modo? non lo so, di sicuro però sa perfettamente cosa sta facendo…ovvero qualcosa di “sbagliato” nei confronti del suo cane….
        Questa bambina è di una intelligenza spaventosa, per la sua età…

        Altro esempio: stessa bambina col mio cane (di piccola taglia…): ho ripetuto milioni di volte di non infastidire il mio cane, usando frasi come:”Lei (il mio cane, è una femmina) non sa che è un gioco”…”Non vuole”….”Il trasportino è il suo luogo sicuro, quando è lì si deve lasciare in pace”….”Sta dicendo che non gradisce”…
        Dopo la centesima volta che la madre o io la blocchiamo prima che arrivi al trasportino del mio cane (a volte per esasperazione la metto lì) scappa comunque e mette le mani dentro….io sinceramente non posso mettermi ad urlare ad un figlio non mio….
        E qui potrei continuare con tanti altri esempi (di cose successe realmente a me…).

        Questo per dire che anche secondo me sono i genitori che devono insegnare i figli al rispetto del cane (in generale) e del cane di casa (in particolare).
        L’unica cosa che mi lascia perplessa è questa: nell’articolo, qui su “Ti presento il cane”, si parla di un bambino in età prescolare, che non ha ancora sviluppato a pieno le proprie capacità empatiche…non lo metto in dubbio, ma secondo me già all’asilo (o scuola dell’infanzia) i bambini riescono a fare dispetti, a disobbedire apposta, a prendere in giro i compagni e a riderci su…ecco, allora mi chiedo se non siano anche in grado di infastidire volutamente il cane (non a due anni, ma a tre o quattro…)….magari non sono consapevoli completamente del “male” (passatemi il termine) che provocano al cane, ma il comportamento teso a “disturbare” lo mettono in atto con “dolo”…
        Saranno i genitori a dover vigilare e a non cedere, d’accordo…
        Io sto dicendo, di diverso, che certi comportamenti dei bambini non sono inconsapevoli…ma sono voluti (vedi esempio sopra)….
        Altro esempio: in casa mia è rimasta, come ospite, una bambina per un mese, lo scorso anno….sapeva benissimo che non si infastidisce il mio cane….dopo un capriccio non accontentato cosa ha fatto? è andata a smanacciare apposta il mio cane, ben sapendo che mi avrebbe ferita…
        Io sono intervenuta e ho separato cane e bambina….ma non mi si venga a dire che non era per “vendetta”.(preciso che la materia del contendere era: voglio andare a giocare a casa della mia amica, ma non si può).
        sto dicendo che i bambini, per me, non sono sempre e solo mossi da altro che non sia la volontà….solo questo. Magari io ho avuto a che fare con le uniche eccezioni del mondo, di certo è possibile…

        • p.s. a volte l’allontanamento del premio non basta….magari! se lo vanno a prendere…okay, bisogna vigilare, però….
          non ti dico cosa avevamo architettato dolosamente all’asilo io e le mie amiche (scappare con un piano studiato nei dettagli…)….due mie amici ci sono riusciti davvero….e sono andati a casa da soli…abitavano vicini all’asilo…..a quattro anni…ben sapendo che non si sarebbe dovuto fare…

          • p.p.s. aggiungo che il mio “non è sempre colpa dei genitori” può essere interpretato in tanti modi. Quello che volevo dire è: non sempre i genitori non si sono impegnati per educare i figli nel modo corretto, anzi….ci sono dei casi in cui diventa davvero difficoltoso impedire ad un bambino (di tre/quattro/cinque anni) di fare qualcosa, dopo aver fatto il possibile per impedirglielo (non considero l’opzione guinzaglio e museruola….)…dico che in certi casi, secondo me, è davvero dura…il senso era: non ci sono solo genitori ignoranti o che lasciano correre (il video qui sopra fa paura anche a me….ma il bambino è più piccolo e quindi non sa cosa sta facendo…)..allora mi chiedo, in questi casi “disperati”, cosa sia più giusto fare…per il cane, anche…

      • Okay, mi chiedo comunque: nel caso in cui un genitore ha fatto il possibile per “educare” il figlio a non “torturare” il cane (e ha fatto di tutto vigilando per tutto il tempo, intervenendo comunque se gli sfuggiva il bambino prima che si arrivasse al morso, insistendo tutti i giorni o quasi)…si arriva ad un punto in cui non si può fare più nulla, secondo me…allora che si fa? si cede il cane? lo si mette a vivere in giardino? oppure si lascia perdere e si spera che il bambino cresca, sperando che non succede la “disgrazia”?

        • p.s. secondo me, a volte, l’unica soluzione è: evitare il contatto cane-bambino sempre….altrimenti quale soluzione meno drastica si può scegliere? davvero, non è per polemizzare, mi chiedo se ce ne siano altre!

          • Boh, che domanda difficile…
            Credo che la risposta stia nel rapporto che hai intenzione di costruire con tuo figlio. I miei figli hanno pochissime regole, ma quelle esistenti non sono scansabili. Mi turba la descrizione della bimba di 5 anni a cui si continua a spiegare la stessa cosa senza nulla ottenere, non la conosco e quindi posso sbagliare ma mi viene da pensare che manchi il rapporto di fiducia con il genitore. Quando ho detto ai miei figli che un dato comportamento era pericoloso a nessuno di loro tre è mai venuto in mente di metterlo in dubbio, ero abbastanza certa che avrebbero seguito le poche direttive che avevo imposto e questo ha permesso di crescerli con cani di grossa taglia.
            Ma se il ragazzino che sto ospitando non mi ascoltasse sicuramente non gli permetterei di interagire col mio cane. Però scusa, come si fa a insegnargli ad attraversare la strada? A non avvicinarsi alla pentola che bolle sul fuoco? A non accendere un fuoco in giardino con la benzina?
            Mi pare che con un ragazzino che non ascolta il porblema cani sia il minore per la sua prospettiva di sopravvivenza…poi, per carità, magari sono io che sono troppo severa…

          • Credo che una sculacciata a volte serva, per esempio, se spiego a mio figlio il perchè una cosa non va fatta e lui continua è possibile che una sculacciata possa aiutare (non sono per le botte nè, non andiamo a pensare chissà cosa), se il problema sussiste, vuol dire che c’è un problema che può essere più serio di quanto si creda, ma ho come la strana sensazione che la bambina reagisca così perchè ne è gelosa.
            Non sono d’accordo sul dire che è sempre colpa dei genitori, diciamo pure che il 98-99% può essere come dite, alla fine (esempio più vecchio di Noè), i figli sono come i frutti di un albero, se ben curati, raramente troverai dei frutti bacati, ma può succedere, magari uno solo, forse due perchè è troppo vicino all’altro già mezzo marcio, ma tutti gli altri saranno buoni!!!

          • Oh, si, la sana sculacciata…
            Ma in realtà non ne ho date molte, i miei figli sostengono che io sia molto più pericolosa delle “mani rapide”, certo, ci vuole fantasia (e sempre secondo loro una buona dose di sadismo). Da piccoli funzionava bene piazzarli seduti x 3 minuti, non permettergli la merenda (tutti col gelato e solo tu con il pane), da più grandi mandarli a scuola con i vestiti scelti da me (questo è davvero da riservare alle punizioni maggiori) o sequestrare il cellulare e scambiarlo con quello per portatori di handicap che era della nonna….
            poi magari da grande faranno i serial killer e la bimba del racconto sarà un adulto equilibrato…chissà…tutti noi speriamo sempre di fare i minori danni possibili

          • Mi sono occupata per un paio d’anni di un ragazzino con dei problemi (…non avrei dovuto, non ne ho le competenze, ma i genitori avevano tralasciato questo piiiiccolo particolare) e lui, porello, trascurato da mamma e papà perchè creava problemi, e che creava problemi perchè trascurato da mamma e papà, faceva di tutto – e dico proprio di tutto – per farsi notare. Qualsiasi cosa. E credo che la bimba di cui sopra stia richiedendo attenzioni in modo abbastanza disperato. vanno bene anche due scapaccioni, ma guardatemi.

          • può darsi che un bambino che si comporta così abbia dei problemi o delle difficoltà da affrontare….oppure è appunto gelosia o qualcosa d’altro…non so, difficile dirlo senza altri elementi in mano….

          • Si, magari è gelosia, magari manie di protagonismo, magari è davvero un bambino trascurato che ha bisogno di attenzioni, magari….e chissenefrega!
            Non nel senso che i problemi dei bambini non sono importanti, non posso neppure pensarlo, ma nel senso che se ho un bambino che non mi ascolta la motivazione sul perchè si comporta così è ininfluente in prima battuta. Io sono l’adulto, io conosco il mondo ed i suoi pericoli, io ho la responsabilità educativa nei confronti di un ragazzino. La prima cosa da capire è che il rapporto adulto che ripete all’infinito/ragazzino che non ascolta è sbagliato e dannoso proprio per la crescita di quel ragazzino. Quindi è un rapporto da cambiare. Solo a questo punto possso permettermi di analizzare COSA spinge il ragazzino a comportarsi in dato modo proprio perchè la mia analisi è funzionale al cambiamento. Analizzare cosa lo spinge a fregarsene delle indicazioni degli adulti se non intendo o non posso cambiare il suo rapporto educativo è fornirgli delle giustificazioni che, a mio parere, rendono solo più facile ai genitori la fuga dai propri doveri.

          • intanto però rimane il problema “cane”….anche se si lavora sul bambino (anche se il solo disobbedire per “vedere l’effetto che fa” – una sola volta, per presunto gioco, può portare il bambino ad essere morso…io credo che la sfida dell’autorità sia normale e capiti a tanti bambini…magari è una fase che dura poco però…)…mettiamo che ci vogliano settimane o mesi….intanto il cane? io non so che rispondere…..
            comincio a pensare che il cane non sia per tutte le famiglie….e non per tutti i bambini….almeno non in tutti i periodi della loro vita…

          • Si, hai ragione.
            Il cane non è per tutte le famiglie o per tutti i bambini anche per me. Ma credo che il problema sia più ampio. Torno a ripetere: se non ti ascolta o se sfida l’autorità come gli insegni ad attraversare la strada o a non tirarsi addosso la pentola dell’acqua bollente? Il problema è capire che fare un figlio è assumersi responsabilità educative, è dire no anche quando la risposta che ottieni è “la mamma di Bea glielo lascia fare! Tu sei cattiva! Io voglio che la mia mamma sia lei!”
            Insomma, secondo me il problema non è che ci sono famiglie non adatta ai cani….è che ci sono adulti non adatti a fare i genitori ma questa, ovviamente, è una mia personalissima e non condivisibile opinione.

          • Infatti io sto/stavo cercando di capire perchè non ci si riesce, almeno non sempre. O meglio: come mai alcuni genitori, a parità di impegno per educazione di cane e bambino, non riescono nell’intento….mai o non subito….per me ridurre tutto a: i genitori non sono adatti a fare i genitori se il bambino non gli obbedisce sempre (dopo avergli spiegato le regole da rispettare) per me è troppo riduttivo, perchè ci sono fasi di crescita “particolari”, ogni bambino ha una storia a sè, le famiglie non sono tutte da Mulino Bianco (e situazioni spiacevoli possono capitare dopo del tempo), il bambino può sfuggire al “controllo” perchè la madre o il padre sono a fare la doccia o stanno rispondendo al telefono…i bambini ragionano anche prima dei sei anni, per me.
            Purtroppo ci sono bambini che attraversano la strada comunque e si rovesciano addosso anche l’acqua bollente….ad una mia amica è successo, quando era piccola…il braccio, ancora dopo anni, sembrava bruciato con l’acido…io non me la sento di criminalizzare i suoi genitori..
            Altro esempio: da piccola una mia compagna di asilo mi ha tirato un sasso in testa (per fortuna mi ha presa di striscio)….è stato un attimo, la madre non ha potuto fermarla…non ci è riuscita…e la figlia aveva disobbedito.
            Io e la mia amica, al mare, eravamo uscite da una finestra dell’albergo per raggiungere il balcone della camera vicina: quante volte ci hanno detto di non farlo…ma io non me la sento di dare la colpa completamente ai genitori della mia amica (ero in vacanza con loro)….per non avere controllato sì, sempre nel limite di un umano “controllo”….
            Io ancora oggi penso che lei sia adatta a fare il genitore (la madre).

            Mettiamo che il bambino disobbedisca alcune volte o una soltanto: il morso arriva comunque…..per me un bambino che disobbedisce non è sempre problematico…può darsi che nel caso che ho citato sopra ci sia qualcosa da risolvere o altro.
            Magari mi sbaglio io, ma di genitori perfetti ce ne sono pochi…tra non sbagliare mai e mettere in pericolo la vita dei bambini c’è la via di mezzo…magari mi sbaglio io, infatti ho intasato la discussione per cercare di spiegarmi (senza rileggere prima di inviare, magari non si è capito troppo) e cercare di capire meglio!

          • scusami ma io sono padre di un bambino di 1anno e mezzo… e ho due mastini che vivono in casa con me ..come potrei evitare quello che tu dici…stai scherzando?…
            l’unica soluzione, come dici tu, è educare i propri figli e i propri cani …. e non è una cosa che”ho fatto il possibile” e quindi mi arrendo…..no mi spiace… non c’è mai una fine…si continua a educare….come potrei fare se no…?
            metto i cani fuori? e la prima volta che mi entrano in casa cosa faccio? il segno della croce..?

          • ma io NON STO PARLANDO DI TE e dei tuoi cani o di tutti gli altri genitori responsabili…..
            Io sono convinta che la convivenza cane-bambino sia possibilissima e penso possa dare molto ai bimbi (se gestita con criterio..non sempre, ovvio, ci sono anche bambini a cui non interessano gli animali o il cane in generale nello specifico).

            Io avrei dato una gamba, da piccola, per poter avere un cane, quindi ci mancherebbe anche che possa sconsigliare un cane in casa quando si hanno dei bambini (piccoli o grandi che siano…).
            Ovviamente si devono mettere in atto tutta una serie di accortezze, tra cui quella, fondamentale, di vigilare ed educare i bambini al rispetto del cane e delle sue necessità.
            Io sono convinta che il rischio di incidente sia pari allo zero, nel caso in cui ci sia impegnati a dovere. Ci mancherebbe che non sia possibile: ci riescono in tanti, magari con fatica e impegno, ma penso sia un passaggio obbligato. chi non riesce a gestire bambino e cane insieme (credo sia faticoso e io non ci riuscirei di sicuro, non almeno tutto il giorno tutti i giorni, indipendentemente da chi è il genitore del bambino che può interagire col mio cane) non è obbligato a gestirli contemporaneamente…
            Questo in generale.

            Io parlo dei casi in cui, DOPO ANNI di convivenza cane-bambino, soprattutto nel caso in cui il bambino è arrivato DOPO il cane (ma cambia poco, secondo me) NON si è riusciti a impedirgli di disturbare il cane spesso e volentieri APPOSTA….
            Se si dice che è sempre colpa dei genitori mi sta anche bene (sebbene io penso che non sia così facile gestire capricci, ripicche o cambiare tutti i comportamenti, considerando che la famiglia non è l’unico ambiente in cui un bambino “cresce” o si relaziona…esiste anche il mondo esterno e per me le cose si complicano)….e purtroppo di bambini che fanno i dispetti al cane ce ne sono molti…per dispetto intendo qualcosa come: dare scarpate ai cani (anche altrui) e riderci su, lanciare oggetti addosso al cane (sassi compresi), tirare la coda felici se…
            i bambini non sono tutti obbedienti, facili e pronti all’uso…
            RIPETO, è POSSIBILE che IO abbia avuto a che fare con parecchi bambini problematici, ma vi assicuro che la maggior parte dei loro genitori sono persone spettacolari…forse non si sono posti nel modo corretto, non lo so…dico solo che in ALCUNI CASI i genitori hanno fatto di tutto per educare i figli a dovere e non tutti ci sono riusciti….è ancora colpa loro? okay, allora non saranno adatti a fare i genitori…

          • tu eviti quello che io dico semplicemente perchè tu non hai un figlio che fa dispetti al cane…..te la rigiro: a te non capiterà perchè tuo figlio ha un genitore che sa gestire la convivenza cane-bambino….
            io parlo di alcuni casi specifici…casi limite, che purtroppo sono tanti….oppure sono pochi e li ho conosciuti tutti io (o quasi…)

          • mettere il cane fuori era ironico…..ironico/provocatorio (sempre nei limiti di una “sana” polemica….polemica sempre tra virgolette…)

          • Io distinguo tra:

            1) genitori che non hanno basi cinofile, non sanno gestire la convivenza cane-bambino, non insegnano ai bambini a rapportarsi nel modo corretto col cane di casa (soprattutto), non educano nè cane nè figlio ad un reciproco rispetto (regole al bambino e regole al cane, concetto di rispetto umano non spiegabile al cane a parole….)

            2) genitori consapevoli che sanno benissimo cosa dovrebbero fare per garantire la convivenza cane-bambino serena e sicura per entrambi….se ne sbattono e non intervengono mai o quasi mai per spiegare al loro figlio come ci si comporta col cane (vuoi col premio se è piccolo, vuoi a parole se è grande…)….si affidano alla presunta “bontà” del loro cane e via, chi se ne importa….

            3) per me esiste una terza categoria di genitori, che in alcuni commenti sembra non poter esistere (e ci sta, magari mi sbaglio io): genitori consapevoli che si sono impegnati tantissimo per insegnare ai figli a rapportarsi col cane di casa nel modo corretto…ma non ci sono riusciti….è in questo senso che IO (IDEA PERSONALE E OPINABILISSIMA) non me la sento di criminalizzarli o di attribuirgli colpe educative (almeno non dal punto di vista morale…..)…se parliamo di mancata vigilanza d’accordo, se succede qualcosa la responsabilità è dei genitori (anche se non so fino a che punto si possa avere occhi ovunque…)…

          • la stessa legge italiana distingue tra “culpa in educando” e “culpa in vigilando” (vedasi, per esempio, richieste di risarcimento del danno ex Art.2043 c.c.)

          • Sai quello che ti posso dire io , che questo discorso esula dal cane, se te la posso dire tutta..
            qui si tratta di educazione e sopratutto RISPETTO , parola ormai arcaica priva di ogni significato…
            ti capita mai di andare al ristorante e vedere orde di bambini che fanno casino con mamme e papà che imperterriti si fanno gli affari propri incuranti di che lavora all’interno del locale o di chi vuole solo star tranquillo?
            bene ,quello si chiama mancanza di rispetto …. e il cane il gatto lo scimpazee nn centrano…
            il bambino è una lavagna bianca e chi al dovere di cominciare a scrivere e il genitore….. ma se non ne ha voglia può evitare di mettere al mondo dei figli…non è mica obbligatorio!!!!
            patente anche per i futuri genitori… che saranno gli adulti di domani.

          • Il bambino è una lavagna bianca?
            Ma assolutamente no!!! MA dove l’hai letto?
            Neppure è un cane è una lavagna bianca, figurati un bambino.
            Esiste il temperamento, esiste il fatto che il bambino non è un burattino nelle mani dei genitori che possono fargli fare tutto quel che vogliono. Esiste che un bambino interagisce con altre persone che non sono i genitori.
            Tu pensi che esista qualcuno capace di pilotare un bambino a bacchetta? Magari con quella gran baggianata della “sana sculacciata???

            Io ho due figli. Gemelli maschi e femmina cresciuti nello stesso modo, beh, uno i cani li adora, l’altra per niente (non li molesta, non li teme ma non li considera e preferisce non averci a che fare).
            Secondo te sarebbe etico che io le facessi il lavaggio del cervello per farle piacere i cani?

          • Infatti, anche secondo me i bambini non hanno l’interruttore on/off…ripeto, io non me ne intendo, mi limito ad osservare gli “altri”, anche interagendo con alcuni bambini (figli di amici/conoscenti, per esempio)….ci sono bambini che non hanno mai infranto una regola in vita loro: non è detto che il merito sia solo dei genitori…ci sono bambini insicuri, paurosi delle conseguenze….insomma, ridurre tutto a: non sono stati educati dai genitori incapaci/ignoranti mi sembra una generalizzazione poco attinente con la realtà….il problema è quando il bambino si mette in pericolo (più o meno serio) e qui non ci piove, che sia il cane, la presa della corrente, dispetti vari….il mio discorso riguarda le CAUSE…..ci sono anche le “cattive influenze”, il seguire i compagni di asilo per non essere esclusi….insomma, non lo so….
            Certo, ci sono i bambini che obbediscono perchè hanno fiducia nel genitore e non metto in dubbio che possa mancare (vedi commenti sopra)…però ogni storia è a sè….

          • scusami ma io parlo e scrivo italiano…mi pare …qui nessuno ha mai detto di fare il lavaggio del cervello a un bambino….qui io parlo di educazione e sopratutto RISPETTO… e sono due cose un tantino diverse…
            io credo che i bambini vadano educati e non lobotomizzati, e questo a prescindere dai cani..
            Certo che hanno un loro carattere ma vanno guidati dagli adulti…e se permetti questo vale anche per i cani…
            detto ciò io…io credo nella lavagna bianca? certo….eccome …. sta noi genitori far capire cosa è giusto e cosa è sbagliato ad un bambino che per natura non lo sa…
            E io non sono un fautore della sculacciata… ma penso che non sia mai morto nessuno per averle prese ……anzi forse si cresceva con più rispetto delle cose altrui e delle persone….oggi questo nn c’è più…. figuriamoci con i cani cosa può succedere….

          • Se le cose marcano veramente, ma veramente male sia da parte del cane che da parte del bambino -perchè ammettiamolo, qualche cane testa di kzz inaffidabile e refrattario a qualsiasi mezzo esiste eh! Mica sono solo i bambini ad essere inspiegabilmente ingovernabili!-
            Beh… se marca male bisogna fare in modo che cane e bambino non interagiscano. Punto.
            Sperabilmente con soluzioni etiche per cani e bambini.

  4. Mi piace l’idea di educare i bambini a marker come i cani, è una teoria che sostengo da anni. Domenica ho fatto da babysitter alle nipoti e gli ho fatto attivazione mentale, abbiamo fatto i compiti (ad ogni esercizio esatto o parte di esso arrivava un bocconcino), le ho fatte sgambare (letteralmente. Le ho messe fuori dalla cucina e gli ho detto “andate e divertitevi”) e per stancarle le ho fatte corrrere avanti e indietro per il corridoio (io stavo ad un’estremità, ogni volta che completavano al giro arrivava un bocconcino). Risultati dell’osservazione: compiti finiti in un’ora, un record. A tavola sono rimaste sedute tutto il tempo, hanno mangiato con appetito, zero capricci e la sera hanno preso sonno come due pere. Credo che lo brevetterò 😛

      • il premio erano tre chicchi di melograno XD al massimo rischiano la gastrite! Ogni volta che Emily faceva qualcosa di giusto arrivavano due chicchi (nell’ordine) a lei, alla sorella piccola, al cane e a me.

    • vedrai che qualcuno ti regalerà un cane, prima o dopo, abbi fede…:-) E però, battute a parte, quando mia nipote era piccolina più volte mi è scappato un comando da “educazione di base”, funzionava sempre (per fortuna a genitori assenti, ma devo dire che ogni volta che mi incazzo col mio cane mi scappa il nome di mio fratello, ah ah)

  5. Io ho un cane corso di 8 anni che per fortuna è molto equilibrato e adora i bambini. Quando è nato mio figlio, che adesso ha 16 mesi, ho visto fin da subito che il cane lo accettava senza problemi, anzi, si è subito eletto suo protettore e non lo lascia un secondo. Anche se so che il cane non si sognerebbe mai neanche di dire “bau” ad una tirata di orecchi o di coda, ho insegnato fin da subito al bimbo a fare “cara” al cane (e ai gatti, di cui mi fido meno) e lui ha imparato fin da quando è nato che gli animali non si picchiano (e quando allunga la manina per toccarli mi guarda e dice “cara”). Questo per dire che i bambini, anche piccolissimi, capiscono tutto e sta ai genitori insegnargli che gli animali vanno rispettati e come ci si deve comportare.

  6. Io non sono esperta di cani però sono educatrice di umani e, quindi, mi permetto di fare queste riflessioni:
    1) Tra i 3 e i 6 anni è fisiologico che un bambino “si metta alla prova”: è l’età in cui impara davvero a socializzare e lo fa “sperimentando” perché ancora non padroneggia bene il pensiero ipotetico-deduttivo e, generalmente, non ha la più pallida idea di cosa sia un processo di astrazione. Vogliamo chiamarla “sfida”? “capricci”? Dispetti? Io credo che, in questa sede, sia forse più funzionale dire che sta “cercando di individuare il suo ruolo nel branco” con la postilla, fondamentale, che ha già capito di appartenere a “tanti branchi” (ovvero di avere diversi ruoli: è figlio, nipote, compagno di classe, alunno, ecc.). E ha bisogno di mettere “ordine” (a modo suo) in tutto questo casino di relazioni perché è tutt’altro che “normale”, per esempio, che a casa sia vietato servirsi l’acqua autonomamente quando alla scuola dell’infanzia gli viene esplicitamente richiesto di essere autonomo nel momento dei pasti.
    Semplificando eccessivamente il pensiero del bambino è: “ma io sono grande o piccolo? Certe cose sono davvero “pericolose” o mi stanno buggerando?”. Per rispondersi “ci prova”, spesso con panico e/o incazzatura colossale degli adulti perché, cito a caso, prova a attraversare da solo la strada, si arrampica sui mobili, prova a usare elettrodomestici e/o utensili vari, “ammaestra” la nonna con pianti o “sguardo enpa” per ottenere ciò che desidera, ecc.
    Continuare a “stuzzicare” il cane, per quanto possa sembrare perverso, rientra nella stessa logica, con la differenza, sostanziale, che anche Gandhi, vedendo un 4enne che attraversa la strada da solo, avrebbe una reazione “estrema” che permette al bambino di capire “quanto è vietato” mentre col cane questo non avviene in modo bambino-comprensibile.
    Segue:
    2) Anche i bambini, come i cani, hanno tempra differente. Come diceva una mamma nei commenti non serve necessariamente arrivare alla “sculacciata” però bisogna capire, come genitori o adulti educanti, quali siano la punizione o il rinforzo negativo “giusti” per quel bambino in quel momento. C’è il bambino “più sensibile” all’approvazione sociale (con cui basta la faccia delusa e l’esclusione momentanea dal gruppo), quello “goloso” (per il quale un “niente gelato” è già tragedia) e così via.
    3) Non è praticamente mai vero che “si è fatto tutto il possibile” piuttosto sarebbe il caso di dire che “abbiamo/hanno fatto tutto quello che potevamo/potevano”. Se non è stato sufficiente, PRIMA che si verifichi un incidente e/o separare definitivamente bambino e cane si chiede aiuto. In linea di massima un bravo educatore cinofilo gestisce egregiamente anche gli umani under 10 😉

    • Posso chiedere (per capire), se questa normale fase di crescita può continuare anche ad età maggiori (nel caso di bambini più “forti”, passami il termine, non me intendo per nulla), se non gestita (indipendentemente dalla presenza o meno di un cane in casa) “correttamente”? o si risolve, che so, da una certa età in poi?

      • Urca! Mi fai una domanda da un milione di dollari! Premesso che sono solo un’educatrice e non una psicologa dell’età evolutiva ti risponderei con un “nì”.
        In linea di massima un soggetto “normale” in una società “normale” arriva a capire i propri limiti e le convenzioni sociali entro massimo il secondo anno di elementari perché, se anche non ci pensa “la famiglia”, il bambino incontra altri x contesti che “spiegano”. Quindi, in teoria, dovrei dirti che dopo una certa età devi andare dallo psicologo o dal neuropsichiatra se permangono certi comportamenti. Però siamo bestie assurde in un mondo ancora più assurdo e, di fatto, ho visto più di un bambino/ragazzino “patologico” rientrare nei ranghi al terzo incontro con un adulto in grado di fare l’adulto e dare regole coerenti e certe il che mi spinge a ipotizzare che, dopo una certa età, il comportamento “scorretto”, in assenza di un deficit cognitivo-relazionale, sia solo sintomo di “inciviltà” in senso ampio con buona pace di tutte le psico-teorie.
        Prendilo come un parere personale e basta sapendo che appartengo alla falange dei contrari alla diagnosi di “iperattività”.

  7. infatti è vero. in questo video un po’ ho la sensazione che il cane abbia la consapevolezza che il bambino sia un cucciolo. non fa una piega mentre gli tocca addirittura gli occhi 2 volte, non solo per via del cibo in mano alla proprietaria… il mio cane o altri cani che conosco pur essendo amichevoli si sarebbero girati di istinto verso il disturbatore magari anche avvertendolo invece lui guarda solo i due adulti… però non è detto che lo stesso cane con altri bambini farebbe altrettanto e non è bello vedere che questi genitori non riprendono il bambino, ovviamente come è scritto il bambino non ha consapevolezza lui ride ma è fondamentale intervenire subito proprio perchè a quell’età bisogna educarli in modo simile agli animali, inutile spiegare al bimbo che non si fa dopo aver spento la videocamera, anche un minuto è troppo tardi. io ad esempio all’epoca andavo di pantomima avevo una bimba piccola sensibile che non rompeva, nemmeno i soprammobili. non ha mai ficcato le mani in faccia a un animale in realtà ma sarebbe bastato fare a turno su di me prima, poi su lei e infine sul cane il gesto di colpire la faccia e dire con aria drammatica “fa maleee povera mamma – bimba – cane” con la mia bastava e avanzava anzi arrivati al cane non mi avrebbe permesso + di toccarlo ahahah. insomma i trucchi esistono

  8. LEggo di tanti meravigliosi rapporti cani / pargoletti.
    Pure cani impegnativi, ma non fa tanta differenza.
    Presentati come se fosse una passeggiata di salute.
    Beh, questo non è onesto. Non è impossibile, può essere anche piacevole ma è innegabile che chieda parecchio impegno ed attenzione costante.
    Perchè non dirlo? Che c’e’ di male.
    A me piace fare sub, perchè non dovrei dire chè è uno sport bellissimo ma impegnativo e all’occorrenza pericoloso? Che è? Devo fare pubblicità? Devo convincere la gente ad immergersi?
    Boh….
    Poi, questi video insegnano che spesso la buona sorte assiste gli scellerati. Ma non mi sembra una buona scelta affidarsi alla buona sorte.
    Inoltre, aggiungiamo che non tutti vivono solo per i cani e neppure solo per i bambini, e il rischio di fare il passo più lungo della gamba è facile.
    Si va dal “chi me l’ha fatto fare!” all’allontanamento del cane, alle tragedie da prima pagina. E non sottolinearlo è un atteggiamento superficiale che non fa bene principalmente ai cani.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.