di VALERIA ROSSI -Le Iene tornano sul tema dei cuccioli dell’Est, dopo il servizio decisamente scarso di qualche anno fa, dal quale si evinceva che i cani provenissero da normali famigliole contadine che li allevavano in cortile. All’epoca gli inviati non erano evidentemente riusciti a scovare né un “canificio”, né un mercato di cuccioli (in effetti non è facilissimo: i cagnari non sono mica scemi) e quindi avevano pubblicato un servizio piuttosto raffazzonato.
iene_est3Stavolta al mercato ci sono arrivati: e purtroppo hanno ribadito la storia del “ci sembrano cani allevati in casa” (eh… in casa, magari sì: ma in casa di chi? No, perché di solito i cuccioli nascono da fattrici tenute per tutta la vita nelle condizioni che si possono vedere nella foto a destra: e la cosa allucinante è che queste foto spesso vengono usate dagli animalisti fanatici per far credere al grande pubblico che siano gli allevatori seri a tenere i cani così!), ma comunque sono riusciti a colpire nel segno: l’obbrobrio del traffico balza agli occhi.
Finalmente si capisce, almeno in parte, quello che succede realmente.
Il servizio lo trovate a questo link, ed è – ripeto – credibile e sicuramente capace di aprire un po’ gli occhi dei troppissimi tonni (non saprei come altro definirli, sorry) che ancora acquistano cuccioli di siffatta provenienza.
C’è un’altra piccola pecca: da quanto viene mostrato si potrebbe pensare che solo alcuni negozi italiani smercino cuccioli ungheresi… perché le Iene sostengono di averne trovato  “uno a Como e uno a Rimini”, come se fossero casi isolati.
La verità è che il 99,9% dei negozi italiani vende esattamente questo tipo di cuccioli; e lo stesso vale per i sedicenti “allevamenti” multirazza, che nel servizio non vengono neppure citati.

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iene_est1Ma questi sarebbero peccati veniali, a fronte di un’inchiesta che fa finalmente chiarezza senza troppa possibilità di equivoci: invece tutto ciò che si era visto di utile e positivo viene rovinato da una conclusione che fa cadere le braccia.
Si è finiti, infatti, col ripetere il  solito slogan “Non comprare, adotta!”, facendo leva sulla solita grandissima falsità: “i cani dell’Est esistono perché esiste gente che compra cuccioli anziché andare in canile”.
Il che, come abbiamo scritto circa un miliardo di volte (per esempio in questo articolo) non è assolutamente vero.
Per evitare di partire con la mia consueta filippica su questo slogan e sulle sue fuorvianti spiegazioni, stavolta lascio la parola ai lettori che mi hanno segnalato il servizio delle Iene.
Su FB, un’amica  ci ha scritto così:

Buonasera, sono stata rapita dal servizio de “Le Iene” sul traffico di cuccioli dall’est. È fondamentale divulgare alcune notizie, non amo gli scoop, perché in TV la polizia arriva subito, sequestra/chiude/indaga, nella realtà un po’ meno.
Ero davvero presa e concentrata. Poi il servizio termina con due frasi: “continuerà così finché noi italiani spenderemo 1000 euro per un cane di razza, quando i nostri canili sono pieni”.
Stacco dal servizio e si ritorna in studio “adottate, i canili sono pieni”.
Allora, se cultura cinofila si deve fare, che si faccia con i crismi! Perché se un cucciolo costa mille euro è perché l’Allevatore (quello maiuscolo, serio e competente) spende dei soldi: per la monta, per i vaccini, per il chip, per il cibo, per esami pre-accoppiamento … detesto questo perbenismo finto. Detesto questo fare di tutta l’erba un fascio.
Non si diffonde cultura cinofila, si diffonde ignoranza! Ho cambiato canale. Meglio Peppa Pig a questo punto. Eleonora, figlia di Allevatore. Scusate, so che l’argomento è trito e ritrito ma non ho resistito.

Un’altra amica mi tagga su FB chiedendomi cosa ne pensi di questo servizio. Tra i commenti spicca quello eccezionale (in tutti i sensi) di una volontaria, che scrive:

Si paragona il cane di canile ad una sorta di contentino gratis, una valida alternativa a chi invece che spendere 6/700€ dal cagnaro si “degna” di prenderlo al canile. Resto della mia idea: chi davvero ama una razza e la desidera, si rivolge a qualcuno di serio. Chi viene in canile “perché mi hanno chiesto mille euro per il cane di razza”, viene mandato a cagare, almeno per quanto riguarda i “miei” cani.

Questa persona merita una standing ovation anche solo per aver posto l’indice sul vero problema: il canile NON E’ e non può essere una “scorciatoia” per avere un cane gratis.
Mentre il dannato slogan, accompagnato da tutta la corrispettiva retorica (tipo “per ogni cane comprato, ne muore uno in canile”), fa presa soprattutto su chi non vuole spendere.

iene_est2Chi ha in mente di “salvare una vita”, di “fare un’opera buona” e così via… va già sparato in canile:  l’opzione “cane di razza” non la considera nemmeno.
Invece i tonni di cui sopra (ovvero quelli che finiscono per comprare cuccioli dell’Est), partono mossi dal più che legittimo desiderio – fino a prova contraria – di avere un cane con un certo aspetto e soprattutto con un certo carattere e certe attitudini (tutte cose che possono essere fissate SOLO dalla selezione). Solo che non vogliono spendere.
Sperano di trovare la Ferrari al prezzo di una Cinquecento: meglio ancora se  “aggratis”.
Queste persone, in canile, molto spesso ci vanno: ma ci vanno a cercare proprio il cane di razza, visto che gli animalisti fanatici non fanno che ripetere che i canili “ne sarebbero pieni”.
Ovviamente non ne trovano quasi mai; o se li trovano, trovano soggetti adulti e magari problematici (sono stata solo due giorni fa in canile a Torino, e c’era effettivamente un cane di razza pura. Uno, su circa 80 ospiti presenti. Bello, davvero bello: peccato che fosse un rottweiler adulto con al suo attivo un episodio di morsicatura. E chi se lo piglia, un soggettino così?).
Dopodichè, delusi dalla mancata adozione, i tonni… dove vanno?
In negozio, o al cucciolificio: perché questi praticano prezzi inferiori (e neanche troppo, e neanche sempre) a quelli di allevamento.
Che poi questi prezzi “bassi” nascondano un ricarico del millemila per cento rispetto al prezzo pagato in Ungheria, mentre l’Allevatore serio si lecca i baffi quando ricarica un 20-30% cento (perché il cagnaro spende ZERO per tirar su cuccioli alla carlona, mentre l’Allevatore si dissangua per garantire cani belli, sani e di buon carattere)… questo passa in secondo piano.

iene_est4Mettiamocelo in testa una buona volta: il problema non sono “quelli disposti a spendere 1000 euro”: il problema sono quelli NON disposti a spendere 1000 euro, pur volendo comunque un cane di razza (e solo quello).
Sono quelli che prima lo cercano “aggratis” e poi sperano di trovarlo “nei saldi”, ignorando che un cucciolo ben allevato “nei saldi” non ci potrà mai stare… almeno finché gli allevatori stessi non troveranno mangime di qualità “nei saldi”, veterinari che fanno “svendite di fine stagione” di test per le malattie genetiche, monte in “tre per due” e così via.
E’ sicuramente vero che alcuni allevatori “marciano” sulle mode, proponendo prezzi che non hanno alcun senso: ma è anche vero che se allevi con amore e con cura, facendo tutto quello che c’è da fare per garantire un soggetto tipico, sano e sano di mente… vendendolo a meno di mille euro (e a seconda delle razze, anche millecinquecento) non ci stai dentro. I motivi li abbiamo elencati in questo vecchissimo (e stra-riproposto) articolo: se per caso qualcuno se lo fosse perso, lo linko per l’ennesima volta.

Vabbe’… alla fin fine la filippica l’ho fatta lo stesso: ribadendo concetti già espressi in molti altri articoli e quindi annoiando, probabilmente, chi li aveva già letti.
Chiedo venia.
Il fatto è che vedere un buon servizio rovinato dalla più inutile e fuorviante delle retoriche mi ha fatto ingoiare amaro, tanto per cambiare.
E sarà sempre così, almeno finché la televisione pubblica non farà lo sforzo di andare oltre lo “scoop” e di approfondire davvero quell’informazione che avrebbe il preciso dovere di diffondere.

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61 Commenti

  1. Avevo visto casualmente il servizio (di solito non vedo proprio la televisione) e mi sono detto: domani mattina arriva l’articolo. Inutile dire che le cosniderazioni che ho fatto al volo vedendo il servizio sono le stesse che ho letto adesso, quindi non staro’ qui a ribadirle, pero’ anche su due piedi e per non saper ne’ leggere ne’ scrivere di fronte a una chiusura come quella del servizio delle Iene un dubbio sulll’illogicita’ del ragionamento dovrebbe venire; a meno che uno non creda che i cani razza siano solo e soltanto quelli che provengono da traffici illeciti dall’est, e che quindi sia eticamente e moralmente sbagliato desiderare un cane di una data razza perche’ mai si dovrebbe dare credito a chi ti propone come alternativa al cane di una data razza un meticcio preso in canile? Se la richiesta e’ di una determinata razza, il consiglio ragionevole sara’ quello di identificare una provenienza lecita e qualificata, non quello di prendere un meticcio in canile.

    Facendo il solito esempio automobilistico con tutti i limiti del caso (cosa scommettiamo che arfrva qualcuno a contestare che si paragonano cani ad automobili dimostrando cosi’ di un aver capito una beata fava di tutto il ragionamento?) e’ un po’ come se ad uno che pensa a una station wagon tedesca invece di consigliare di andare in una concessionaria ufficiale anziche’ rivolgersi a un rivenditore di auto cadute dal camion gli si proponesse come alternativa un assemblato con pezzi a caso a disposizione in qualche deposito in attesa che qualcuno lo porti via e si possa occupare lo spazio con qualcosa d’altro.

    No, il servizio delle Iene va bene nella parte iniziale, ma dai negozi in avanti e fino alla fine fa un disastro fio a chiudere con un suggerimento spacciato per arguto ma realmente stupido che suona piu’ o meno come; e’ pieno di cani nei canili a causa di chi si ostina a comprare cani di razza, cioe’ come se si dicesse: e’ pieno di frullatori a causa di chi si ostina a comprare ferri da stiro quando sono entrambi elettrodomestici e i frullatori verrebbero via anche gratis.

  2. una domanda: Quando un allevamento può essere definito multirazza? Sul sito dell’enci, quando cerco alcune razze, ogni tanto me esce uno che ne alleva 6 o 7…… Rientra in quel caso oppure é ancora accettabile?
    Comunque recentemente riguardo al cani razza mi é capitato di leggere una domanda del genere: ” Se ami così tanto i cani perché te ne sei presa uno di razza?” sono rimasta allibita…. Questa é totale ignoranza…. manco fossero dei risultati di laboratorio geneticamente modificati…… sono sicura che questa gente ignora che la grande varietá di razze sia stata selezionata per fini specifici, generalmente l’adottantante medio nazi fan non gli va bene quasi nessuna attivitá fatta con i cani…. il cane é un “oggetto” da riempire di coccole e rimpinzare di cibo fino alla nausea.
    Mi piacerebbe sapere se sta mentalitá sui cani di razza allevamenti sia una cosa tutta italiana o se esista anche negli paesi. Qualcuno lo sa?

    • Riguardo alla mentalità cinofila di altri paesi prorpio non saprei. Riguardo agli allevamenti riconosciuti enci che allevano 6 o 7 razze, ho forti dubbi che le allevino tutte seriamente. So di per certo dell’esistenza di alcuni allevamenti che come prima razza allevano una razza magari insolita e poco diffusa, per questo motivo talvolta scelgono di allevarne anche una seconda più commerciale.ciò non toglie che producano comunque ottimi soggetti tipici e in salute, anche se spesso i grandi successi in esposizione li ottengono con una sola razza, diciamo la prediletta. Da qui però ad allevarne sei… Il grande allevatore è colui che quasi si fonde con la razza che alleva. Alcuni allevatori allevano una data razza perché quel tipo di cane possiede qualità che loro stessi vorrebbero possedere come umani… Conosce profondamente in ogni dettaglio quella razza , E vi si dedica con una passione che spesso gli fa rimettere in discussione tutto il proprio stile di vita. Trovo un po’ difficile immaginare che questa sintonia straordinaria si possa creare con molte razze contemporaneamente… oltre al fatto che e umanamente è difficile conoscere alla perfezione lo standard e i migliori criteri di selezione di così tante razze….
      Ciò non significa che siano necessariamente allevamenti ciò non significa che siano necessariamente allevamenti lager, può essere che le condizioni di igiene e il modo in cui vengano tenuti i cani sia anche buono, però non credo che possano garantire un alto livello di tipicità e carattere dei loro soggetti.
      Ovviamente quanto scritto è relativo solo alla mia limitata esperienza

    • Non so come sia all’estero, ma alla domanda “Se ami cosi’ tanto i cani perche’ te ne sei presa uno di razza?” trovo sia abbastanza inutile argomentare; la domanda e’ capziosa e secondo me va trattata come tale, quindi va risposto con un’altra domanda: se anche tu ami cosi’ tanto i cani mi spieghi perche’ un cane di razza dovrebbe aver minor diritto ad avere una famiglia di un meticcio?

      Qui possono succedere due cose, o almeno a me succedono due cose:

      1) non riuscendo a dare una risposta danno a me del meticcio e se ne vanno indignati;

      2) ammettono a denti stretti che il cane di razza ha effettivamente lo stesso diritto, io rispondo “vedi? Ti sei risposto da solo” al che mi danno comunque del meticcio e se ne vanno indignati.

      Per la cronaca a me di solito non riservano la versione edulcorata del termine e invece di meticcio mi danno proprio del bastardo, io ci accendo sopra un mezzo toscano e me lo godo perche’ in fondo e’ vero: a volte essere un po’ bastardo da’ le sue porche soddisfazioni.

      • Verissimo, hai ragione! 🙂 Comunque rigirando la frittata, sul diritto di aver una famiglia, incomincerebbero a tirar fuori frasi fatte del tipo “l’amore non si compra!!!111!!” “Chiudiamo gli allevamenti” e gira e rigira, secondo me si finisce sempre sulla loro ignoranza riguardo la selezione caratteriale, attitudinale ed estetica.

    • purtroppo sta mentalità sui cani non è solo italiana ,ma è frutto di una precisa ideologia che denigra il cane che lavora o fa sport definendolo “sfruttato” e quindi denigra anche i cani di razza x definizione.. basti pensare al PETA statunitense e alla sua terrificante ideologia ancora + radicale (e il PETA in USA è molto forte come gruppo animalista nonostante sopprima oltre il 90% dei cani randagi anche se giovani sani e di buon caraytere che gli arrivano proprio x via della loro ideologia reale..e x di buon carattere in USA intendono cani pelouches in pratica, praticamente nessun cane con indole da lavoro passa i test comportamentali dei canili e viene salvato x poter essere adottato, se ci si informa viene la pelle d’oca)…

  3. Non ho visto il servizio, ma secondo me il traffico di cuccioli continuerà finchè non si fa una seria ed incisiva campagna contro i negozi di animali, cosa impossibile perché questi hanno le licenze a posto. Perché la gente NON LO SA che il bellissimo cucciolino messo in vetrina (sigh) arriva, in un modo o nell’altro, da lì. La sciuramaria di turno NON SA che per avere un cane come si deve bisogna prenotarlo con mesi di anticipo, per lei è normale quando vuole il cane andare nel negozio dove vendono i cani, così come quando vuole una torta andare in pasticceria…mica ha pretese particolari, basta che sia cucciolo e teneroso, come la torta potrebbe essere alla vaniglia o al cioccolato. Sceglie la taglia (come per la torta) e poi va bene quasi tutto (no alle nocciole no, proprio non mi piacciono). Per lei quelli non sono cani dell’est perché gli viene venduto con regolare scontrino e anche la garanzia…mica viene “spacciato” all’autogrill sul retro di un furgone…

    • Il problema non è informare i “consumatori”, d’altronde non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire; la cosa migliore sarebbe far rispettare le leggi che già ci sono. Se il negoziante vedesse entrare un veterinario della ASL in negozio, che per ogni errore o omissione sui documenti staccasse multe a tre zeri come succede nei tanto maledetti allevamenti per animali da reddito forse ci penserebbe due volte prima di fregare una sciuramaria che non aspetta altro che di essere fregata (per pagare il cane di razza 100 euro).

      • Non sono d’accordo perché spesso questi cani approdano in negozio con i documenti “puliti” (frutto di truffe a monte, certamente, ma lì sono in regola) ed il cane non viene venduto a 100 euro (che puzza di truffa anche al più scemo), l’ultimo che ho sentito un cucciolo a 612 euro che poi ha avuto serissimi problemi dermatologici. è il consumatore che deve essere informato e capire, così che il cucciolo ci diventa vecchio in quella vetrina… perché la stessa sciura che si scandalizza di fronte al servizio delle iene con i cani nei furgoni poi trova normale vedere il cucciolo bello pulito in esposizione nel negozio, e non pensa abbiano la stessa provenienza (perché quelli là costano poco…600 euro sarà mica poco…)

        • Il mio aveva tutti i documenti in regola, una volta uscito dal negozio…poi, facendo ricerche, abbiamo scoperto che la “veterinaria” che ne aveva attestato salute e provenienza fa l’infermiera in un ospedale di Alessandria!

    • Tutto vero, però…non sapere della tratta dei cani dell’Est è proprio “voglia di non sapere”: sono ANNI che se ne parla, certo le TV ci sono arrivate ben con calma (e come detto nell’articolo, le stesse Iene in un altro servizio di qualche tempo fa avevano fatto passare i cani importati dall’est come semplici “cuccioli fatti da onesti privati”, praticamente alla stregua di un allevamento amatoriale) ma se cerchi su internet di testimonianze ce ne sono a bizzeffe.
      Poi certo, è innegabile che la “sciuramaria media” si informi più tramite ciò che le propina la TV (ad esempio a parer mio è ben più grave che ci siano ancora comuni che autorizzano le “fiere del cucciolo”…ora forse sono meno diffuse, ma per un periodo erano una costante, ed erano terreno fertilissimo per i rivenditori di cuccioli dell’est), ma a maggior ragione fa incazzare vedere che le poche volte che si degnano di toccare certi argomenti, finiscano per farlo in modo raffazzonato o comunque buttando li le frasi “che possono piacere al pubblico” invece di sprecare qualche minuto a combattere i luoghi comuni, ma anzi andando a rafforzarli…

      • Ma infatti secondo me la sciura SA della tratta dei cani dell’est, e ne è indignatissima e non vorrebbe mai che il suo fufi arrivi da lì…NON SA (perché nessuno glielo dice) che quello del negozio o della fiera del cucciolo è il 90% delle volte (si parla sempre solo di uno o due negozi cattivi…) il fratello del cane che si trovava sul furgone che ha visto al tg o su striscia o alle iene

        • infatti la mia amica che vorrebbe prendere un cane per la comunione della figlia pensava di andare in negozio con l’idea che fosse garanzia di serietà. PROPRIO PER EVITARE, secondo lei, i traffici loschi. Quando beccano il furgone con venti cuccioli dicono da dove arriva, ma non fanno chiarezza su dove era diretto

      • Ogni tanto viene anche a me da dire: ma come, lo sanno anche i sassi che i cani dell’est vanno ai negozi, come fai tu che l’hai comprato a dire che non lo sapevi?

        Poi mi viene in mente che lo sanno si’ anche i sassi, ma i sassi di questo torrente, non degli altri. Ci sono una quantita’ di informazioni su questioni note e risapute che riguardano pero’ argomenti tutto sommato settoriali e quindi anche se per caso se ne e’ sentito parlare, non necessariamente sono state acquisite. L’acquisto nasce dal desiderio, non necessariamente impulsivo, magari maturato nel tempo, ma in fondo si desidera quello che si vede e i negozi hanno le vetrine mentre gli allevamenti no.

        Tra un anno qualcuno maturera’ l’intenzione di prendere un cane e quel qualcuno un anno prima avra’ anche visto il servizio delle Iene ma quel servizio riguardava qualcosa di ancora lontano da lui.

        Bisogna che l’idea che il cane si prende in allevamento e i sacchetti per le feci in negozio diventi un fatto culturalmente acquisito e in questo senso il servizio delle iene ha fatto un pessimo lavoro che nella migliore delle ipotesi il futuro acquirente di un cucciolo si sara’ dimenticato o al massimo ricordera’ come un caso isolato e andra’ in un altro negozio a prendere un altro cane dell’est.

    • concordo, fino a che non si istruirà REALMENTE la gente sui questi temi (e già una buona cosa sarebbe mettere volantini nelle sale d’aspetto dei veterinari spiegando anche i rischi di salute e quindi economica di questi cani perchè alla Sciuramaria importa poco della selezione non capendone l’importanza e non vuole un cane da lavoro o da expo ma un cucciolo da coccolare) ogni azione anche legale o di polizia sarà vana. Peccato che gli animalisti sfruttino la cosa x la loro causa al posto che pensare al VERO benessere dei cani e quindi remino contro con la loro filosofia inutile dell’ “non comprare ma adotta”…e questo purtroppo rende la battaglia terribilmente + ardua favorendo i cagnari!

  4. Quello che mi manda in bestia è chi si permette di utilizzare mezzi di informazione come la TV o i giornali per dare consigli essendo completamente a digiuno riguardo l’argomento. Come caspita fai a dire “adotta non comprare”, come si può infangare così il lavoro di allevatori seri e competenti che portano avanti, migliorano e selezionano le razze secondo specifiche di lavoro e caratteriali paragonandoli a macellai venditori di carne!
    La cosa preoccupante è il seguito di italiani medi che vengono traviati da certi concetti, ormai quando vado al parco (popolato di meticci) coi miei cani di razza, mi devo “giustificare” con le sciuremarie per non aver preso un cane dal canile… Ma vi pare normale?!?!?!?

    • A memoria – non ho riguardato il servizio – mi sembra che il lavoro degli allevatori non sia stato infangato ma semplicemente ignorato. Mi sembra che nel servizio non si faccia mai alcun riferimento all’esistenza di allevatori. Il che e’ anche peggio.

      • No ma infatti il servizio era tutto buono tranne gli ultimi 30 secondi dove mandano il solito messaggio “non comprate i cani, adottateli!”.
        Questo crea subdolamente un messaggio secondario che dice “chi compra, compra da cagnari, chi adotta è una brava persona”, come se non ci fossero alternative, l’alternativa invece c’è ma come dicevi nell’altro commento questo non culla lo spirito della crocerossina insito nelle sciure quindi non fa notizia.

  5. E scusate vogliamo citare anche quelle anime pie che fanno la fila per sacrificarsi e adottare i suddetti cuccioli sequestrati?
    Quelli che magari prima ad avere un cane manco ci pensavano, ma quando esce il link “sequestrati cuccioli di chihuahua, carlini e volpini dall’est, verranno dati in adozione” impazziscono scrivendo:

    “Io vorrei un chiwawa, o giardino e figli che lo ameressero con tutto il quore chiamatemi”

    • Ho letto poco tempo fa un articolo di Valeria proprio su questo argomento, non so se l’ho preso dall’archivio o se è proprio un articolo recente, in ogni caso parlava proprio dell’ipocrisia della gente che si fionda ad adottare cani di razza.

    • secondo me lì incide anche l’effetto mediatico, l’effetto “poverinooo” e il “mi faccio bello” come per ogni caso pietoso che si rispetti. Guarda anche gli appelli o le notizie di cani maltrattati, ci son fra i commenti sempre dieci richieste di adozione…poi il cane (una volta guarito, ma passata l’onda della notizia) resta dov’è…e tutti gli adottanti dal “lo prendo subito” dove son finiti????

    • La cosa che fa sorridere, è che in ogni caso c’è scritto chiaramente come fare per averli, chi devi contattare ecc, ma questi pensano di prenotarsi semplicemente commentando il post su facebook! 😀
      Saranno parenti della signora che ha rotto google ahahah

          • O.T.: su facebook gira la conversazione scritta di una tipa che pensava di stare parlando con il “servizio tecnico” di Google…invece, si è ritrovata con il re dei troll… Non trovo il link, ma se qualcuno ha anche solo un’immagine della schermata in questione, assicuro che ne vale la pena. Sono quasi morta…poi ho pensato che certa gente ha diritto di voto, di riprodursi e di tenere animali domestici, e mi è venuta un pò di tristezza. Consigliato ai sardi, popolo meraviglioso e geniale, e/o a che capisce il loro fantastico dialetto.
            EDIT: qui: http://www.meltybuzz.it , cerca “Fiorenza”…e scusate^^

  6. Serve più informazione, e più controlli , detto questo il problema più grosso è che il compratore “medio” cerca il risparmio perchè la figura dell’allevatore sia esso amatoriale o con affisso in Italia non viene riconosciuta come “lavoro”

  7. per non parlare poi di quelli che comprano i cuccioli dai negozi, questi povere anime hanno problemi di salute di tutti i tipi e poi dopo manco un anno si comprano la femmina della stessa “razza”…….ovviamente per farli accoppiare…..li si che nasceranno cani sani e selezionati…….straconcordo con quello che è stato detto fino ad ora ma purtroppo di persone sane di mente con cui fare un discorso etico e sano ce ne sono davvero poche……..speriamo che il trend pian piano cambi….

  8. Io comincerei ad indagare sulla provenienza di tutti i meticci (adulti, soprattutto) che si vedono in giro….quanto fanno gola le cucciolate casalinghe di meticci (regalati e non venduti)….sarei curiosa di sapere quanti meticci arrivano dal canile o stalli (cambia poco, anzi, cambia, ma per il cane, non per il ragionamento) e quanti invece da cucciolate fatte alla cavolo in casa….
    c’è gente che storce il naso quando dico quanto ho pagato il mio cane di razza (e la cifra non è tra le più alte sul mercato….)….ma mica si chiede se quel meticcio lì arriva dal canile….

    • boh su questo non sono tanto d’accordo, nel senso che il meticcio sempre meticcio è (se non viene venduto come raro incrocio xy). Su questo fronte bisognerebbe fare un’ampissima campagna di informazione sulla sterilizzazione (a partire dai veterinari), ma una volta che la cucciolata indesiderata c’è meglio venga piazzata a destra e sinistra piuttosto che come facevano i vecchi una volta che ne tenevano solo uno-due perché la mamma aveva il latte e facevano fuori gli altri appena nati. Piazzare la cucciolata casalinga indesiderata è almeno segno di prendersi una responsabilità, adottare uno di questi o uno da canile, per me cambia poco

      • Certo, sono d’accordissimo…il problema è che in tanti non hanno una cucciolata meticcia in casa per errore (inteso come incidente).
        Purtroppo conosco un sacco di persone che fanno accoppiare volutamente (andando a cercarsi addirittura un maschio o una femmina compatibili….e per compatibili intendo di taglia simile…) rigorosamente meticci….il punto è che non lo fanno per soldi perchè i cuccioli li regalano (anche chiedessero un rimborso spese non ci lucrerebbero su – entra quel che è uscito)….perchè lo fanno? sarà per l’emozione della cucciolata? non lo so….una marea di gente non si ferma alla prima…
        succede anche con i gatti….meticci…a me volevano piazzarne uno nato a caso (liberando la micia incriminata al primo calore, sperando nel fattaccio): ma tientelo tu visto che è hai fatto apposta a far figliare un cucciolone che deve ancora finire di crescere APPOSTA!!….e coi gatti, per certi versi è ancora peggio (Fiv e “amici” vari)….
        Certo, almeno si spera che i cuccioli rimangano con la madre per il tempo necessario e le probabilità sono più alte (tanti cuccioli meticci vengono trovati senza madre, abbandonati…almeno credo di aver capito, leggendo qua e là e parlando con altre persone)….
        Anche io associo cucciolata di meticci in casa ad un errore…purtroppo spesso non penso sia così….

        • e va bè ma se non è un errore allora uccidiamoli (i proprietari, non i cuccioli ovviamente) 🙂
          Purtroppo è tristemente vero e rientra della mancanza di cultura veterinaria più che cinofila (quanti dicono che la cagna deve fare i cuccioli “almeno una volta”?)

          • quelli della gatta che ha partorito al primo calore sono miei parenti…li picchierei molto volentieri….(e un trattamento simile lo hanno riservato alla loro precedente micia…oramai defunta da anni)…
            la cucciola (ora adulta) del post era stata a sua volta adottata da un’altra cucciolata casalinga. sempre di gatti meticci…
            non li si ferma..o si cambia la legge (della serie: ti trovo a sfornare cuccioli, soprattutto di cane, a caso, meticci o meno che siano, ti rifilo una multa assurda e ti controllo per anni….con liste da consultare e da aggiornare…..)…..sob 🙁

        • Purtroppo posso confermare per esperienza personale e raccontare anche un piccolo aneddoto. Quando, ormai un bel po’ di anni,fa decisi di acquistare il mio attuale cane di razza, mio padre, contagiato dal sacro fuoco animalista della compagna, mi accusò di essere egoista e superficiale e mi disse che la cosa più etica sarebbe stata quella di adottare un cane in canile. Qualche mese dopo mi raccontò dispiaciuto e anche un po divertito di come il loro micro meticcino non fosse riuscito ad accoppiare la micro meticcina dell’amica della moglie ( animalista, che i cani con si comprano bla bla bla). Un vero peccato disse, così piccoli sarebbe venuta fuori una cucciolata carinissima ….pochi mesi fa una mia conoscente ha fatto la stessa cosa….insomma, molti animalisti della domenica non hanno ben chiare le dinamiche dell’incremento del randagismo. Anche per questo, a mio avviso, è molto più comodo scagliarsi contro gli allevatori, che fanno la figura degli avidi per le cifre elevate, ma spesso motivate….io francamente propenderei per una sterilizzazione obbligatoria per legge per tutti i meticci, quindi anche per i simil razza senza pedigree.ne gioverebbe infinitamente la salute dei cani ( specialmente delle cagnine) e si risparmierebbero futuri cuccioli allo sbando. E poi x carità, tenere dei cuccioli dentro una teca di vetro esposti ai rumori e ai disturbi di un negozio,magari in vetrina con l’affaccio sulla strada, è folle. Quindi vieterei la vendita di cuccioli in negozio. Non sono certo una merce

      • In effetti dovrebbe essere così, con i cani ceduti dal canile agli adottanti (almeno per la maggior parte delle strutture), ma non tutti i meticci in circolazione sono passati dal canile/associazioni simili che li sterilizzano prima di darli in adozione (per i cuccioli adottati in un canile medio dovrebbe esserci l’ “obbligo” di sterilizzazione una volta cresciuti a sufficienza per poter affrontare l’operazione).

        Ci sono meticci ritrovati abbandonati (cuccioli, magari), nelle zone dove questi fenomeni sono più diffusi), meticci ceduti dai precedenti proprietari, meticci sempre vissuti in casa non sterilizzati…e se un tot di persone fanno fare tot cucciolate alla propria cagna meticcia e alcuni dei proprietari dei cuccioli fanno altrettanto, nel giro di tot anni ci saranno in giro, per le case, ancora di più meticci non sterilizzati, che vengono fatti riprodurre…
        Purtroppo ci sono tante persone che non scelgono nè il cane di razza da allevamento serio, nè il meticcio adatto a loro da canile…non vanno (per fortuna) nemmeno al negozio che vende cani dell’Est Europa, non si fanno nemmeno fregare dal cucciolinosimilrazza senza Pedigree..scelgono questo altro canale (la mia vicina di casa ha trovato il suo attuale cane così…cucciolata meticcia fatta in casa)…

        oppure: il proprietario di un cane di razza non sterilizzato lo fa accoppiare con un altro cane di razza (diversa dalla prima) non sterilizzato…ed ecco nuovi potenziali genitori meticci….di meticci (i cuccioli che cresceranno)..

        Purtroppo non se ne esce più…la differenza è che sempre meticcio è…quindi farà vera concorrenza con i meticci da canile….nel caso dei cuccioli forse si avranno più garanzie, ma solo rispetto al tempo trascorso con madre e fratellini…per il resto non penso cambi nulla…

      • Hem… se i meticci fossero sterilizzati non ci sarebbero meticci di seconda, terza, quarta ed ennesima generazione. Nel meccanismo ci dev’essere qualcosa che non va. Quello che non va e’ che nei canili i cani ci entrano e continuano ad entrarci altrimenti il problema si sarebbe esaurito da tempo. Ora, ci saranno sicuramente zone in Italia dove la riproduzione e’ libera e casuale come succedeva una volta soprattutto nelle campagne, ma se penso alla densita’ di cani nel territorio di quando vivevo da ragazzino in campagna e a quella attuale, direi che negli anni si e’ ridotta a un decimo e in un paese agricolo che conta un migliaio di anime polli compresi non incontro in una settimana i cani che incrocio in mezz’ora nel parchetto dietro casa in citta’.. Allora, se nei canili i cani di razza non ci sono e nelle campagne abitate e coltivate i meticci da pagliaio sono un decimo di una volta e un decimo di quelli che si concentrano al parchetto dietro casa, i cani dei canili da dove vengono? Dal canile, si potrebbe dire, ma il canile non e’ un allevamento e quindi ogni cane per uscirne bisogna prima che ci entri.

        Come ho gia’ scritto in altre occasioni, dire “non comprare, adotta” signfica semplicemente cercare di fare spazio nel canile, non fare in modo che quello spazio non venga immediatamente occupato da altri. “Non comprare adotta” non e’ la soluzione del problema, e’ la sua istituzionalizzazione ottenuta creandogli uno sfogo di mercato quindi si’: chiediamoci da dove vengono i meticci e chiediamoci perche’ non ci siano cani di razza da adottare salvo casi particolari che si contano sulle dita di una mano monca e potremmo anche scoprire che se lo slogan fosse “se vuoi un cane, prendi un buon cane con un buon pedigree da un buon allevatore”, al canile rimarrebbero solo i casi della mano monca o quasi.

        • L’ignoranza di chi fa accoppiare i cani è solo una piccola parte del problema, sono a conoscenza di situazioni dove nei canili ci sono cagne che dovrebbero essere state sterilizzate da TANTO tempo che hanno partorito da pochi giorni!
          Il problema è che alcuni canili si prendono fondi/sovvenzioni e quant’altro per le cure dei cani che poi non vengono curati o sterilizzati affatto… e allora giù con cucciolate di meticci che a volte vengono anche soppressi subito dopo la nascita a causa del sovraffollamento.

          • SI’, non mi stupirei di trovarne anche pescando a caso nel mazzo. Pero’ questo sfocia nell’illecito ma il punto (uno dei punti possibili) e’ in generale che questo tipo di strutture e la gente che ci ruota attorno, in questo settore come in altri, non e’ motivata tanto dall’opportunita’ di risolvere un problema ma dal desiderio d poter continuare ad occuparsene e quindi, anche se puo’ sembrare una bestemmia, ci si trasforma in fabbriche di figli di un dio minore persino quando si agisce in buona fede e con le migliori intenzioni.

            E’ la sindrome della crocerossina che si sente appagata nelle opere di misericordia e che tra consolare gli afflitti e fare in modo che non ci siano afflitti da consolare sceglie sempre la prima opzione e si incazza come una biscia se le prospetti la seconda. Tirare fuori un cane dal canile e’ consolare gli afflitti, creare le premesse perche’ i cani non ci entrino e’ fare in modo che non ci siano afflitti da consolare e infatti… lo slogan e’ “adotta, non comprare”.

            E’ un problema di prospettive: un cane ben allevato che vive sereno e felice e non vedra’ mai un canile a meno che il proprietario non muoia prima di lui per chi vede nell’adozione l’unica via moralmente ammissibile non e’ di alcun interesse e quindi non ha ragione di esistere.

          • Come sempre, Nerofumo, analisi perfetta.
            Conosco persone che girano con 2/3 anche 4 , levrieri adottati in Spagna . Per carità, tutta la mia ammirazione, per l’impegno ed il coraggio, sappiamo da che inferno li hanno levati, ma 4 levrieri da corsa che a volte hanno anche corso davvero, a volte giovani, che stanno in un appartamento 23 h al giorno salvo andare al parchetto ( che proprio “parchetto”, ma etto, ettissimo è ) un ‘oretta al giorno mi sembrano più un caso di “crocerossinite acuta” che altro. I cani stanno sicuramente meglio, ma per sclerare, sclerano. Eccome.

          • E qui basterebbe: fare testamento (il cane, essendo un bene, torna all’allevatrice, in caso di morte del proprietario e/o se i parenti che avrebbero diritto all’eredità non possono/vogliono/sono caldamente invitati a non prendere con sè la bestiola) o imporre per legge, in caso di morte del proprietario, la lettura del microchip per risalire all’allevamento di provenienza, per poi contattare l’allevatore e far presente la disgrazia….(per umano e cane..)..

          • Mia, perdonami, ma perche’? In generale, la soluzione preventivata a un possibile problema deve essere semplice e generica in modo da coprire la stragrande maggioranza dei casi possibili e non dipendere da una quantita’ di fattori che possono variare nel tempo altrimenti saranno piu’ le eccezioni da trattare che i casi “normali”. Se proprio non c’e’ nessun parente che possa o voglia prendersi cura del cane, mandare il cane all’allevamento di origine presume che

            – il cane sia nato in Italia
            – l’allevamento (e l’allevatore) esistano ancora
            – il proprietario del cane non si sia trasferito nel corso degli anni a un migliaio di chilometri di distanza dall’allevamento
            – chissa’ che altro

            Facciamo il caso ipotetico che la mia famiglia sia originaria della provincia di Lecce e che io sia nato a Trento, abbia vissuto a Trieste dove ho preso il cane, dopo tre anni sono andato in pensione, non ho parenti e sono tornato nella casa di famiglia in Salento insieme al mio cane. Dopo due anni che sono in Salento, scoppio di salute e mi godo cane e pensione, mi becco un infarto e mi trovano nel mio letto perche’ non mi vedono piu’ in giro col cane. Nel frattempo il cane ha cinque anni e l’all’evatore, che aveva qualche anno piu’ di me, non avendo nessuno in famiglia che volesse continuare l’attivita’, ha chiuso.

            Perche’ la soluzione del ricovero in allevamento sia attuabile, bisognerebbe che

            – tutti gli allevatori non possano chiudere l’attivita’ prima che tutti i cani nati nell’allevamento siano morti
            – perche’ questo sia possibile l’allevamento dovrebbe rimanere aperto senza fare cucciolate per circa quindici anni altrimenti l’allevamento non potrebbe mai chiudere e l’allevatore non potrebbe mai morire
            – perche’ il ricovero in allevamento sia praticabile senza inventarsi improbabili trasporti con relativa improbabile professione di “staffettaro di cani orfani” bisognerebbe impedire l’acquisto in allevamenti distanti piu’ di tot chilometri dalla residenza e allo stesso tempo il trasferimento della residenza a piu’ di tot chilometri dall’allevamento dove si e’ comprato il cane

            Chi e’ che mi viene a dire che dal momento che ho 68 anni, vivo a Trieste e ho comprato un cane, non posso trasferirmi nella mia casa in Salento perche’ siccome vivo da solo col cane se mi viene un infarto tocca spendere un sacco di soldi per ritrasferire il cane a Trieste da un allevatore che non puo’ chiudere finche’ il mio cane e’ ancora vivo?

            Non e’ piu’ semplice usare una struttura pubblica sul territorio che di solito si chiama canile e che a questo dovrebbe servire, non a fare da collettore dove confluisce una produzione incontrollata e infinita di meticci e dove ognuno puo’ salvarsi l’anima adottandone uno?

          • Sì, in effetti è difficile da attuare sempre e comunque.
            Il primo presupposto da cui parto io è: l’allevatore, serio e meritevole, che tiene da morire (ehm…no, da matti…no, a dismisura…) ai propri cani, seleziona gli acquirenti ed è felice quando i proprietari dei “suoi” cuccioli gli permettono di essere aggiornato a vita sulle loro scorribande, i loro successi, le loro difficoltà ed eventuali problemi. Un allevatore del genere soffrirebbe a sapere che un suo cane è finito in canile e mi sembrerebbe il minimo che vanga avvisato, almeno per “riprenderselo” e tenerlo o ricollocarlo in un’altra famiglia.

            Certo, diventa impossibile se l’allevatore è morto a sua volta, ma si spera non sia la regola (altrimenti davvero, comincerei a credere nel malocchio….)…
            Io, per esempio, che sono nata dopo Chernobyl, non posso dire di essere anziana, ma mi sono pigliata un bassotto, dalla vita media più lunga di altre “razze”, vista la piccola taglia….nella migliore delle ipotesi si arriva a 16 anni, se mi va di lusso (probabilmente con acciacchi pesanti a cui far fronte), mi arriva a 19…ed ecco che io avrei quasi cinquanta anni….può capitare di tutto, anche un incidente d’auto, per dire…
            Io non posso e non voglio lasciare il mio cane a nessuno dei miei parenti (cinoincompetenza compresa…)…allora che si fa? gli si prega, dovesse capitare la disgrazia, di rinunciare ad accettare l’eredità rispetto al bene cane…
            Io ho chiesto alla mia allevatrice di poter fare testamento a suo nome (comprensivo di una somma adeguata per il mantenimento della mia bassotta – stima “larga” di cibo, vaccinazioni, attrezzi vari, dollari per eventuali magagne gravi (incidenti, malattie della vecchiaia)….lei è d’accordo, le farò avere una copia….spero non muoia prima del mio cane nemmeno lei…
            Io però sono in una situazione di vantaggio: l’allevamento è amatoriale, la sento spesso, sono in attesa del secondo cucciolo (non ho resistito, anche se mi ero ripromessa di non prendere mai più un secondo cane…meglio così!), abita a pochi minuti di macchina da casa mia….5 minuti senza traffico….
            Un suo cucciolo è finito in Svizzera…di alcuni forse non ne sa più nulla, ma sono in tanti a tenere i contatti con lei…ho avuto fortuna? immensa, lo so…
            Prima di portare a casa il cucciolo mi ha inviato per e-mail delle “schede” con alcune informazioni fondamentali sulla gestione….
            Ad un certo punto, si trova una pagina, intitolata: “IMPORTANTE”….riassumendo, si dice che, in caso di separazione dal cane (notevoli imprevisti possono accadere nella vita di tutti noi e lo sappiamo tutti, purtroppo…), sperando non accada mai, si prega di contattarli per trovare insieme la soluzione migliore…sotto nomi e cognomi e numeri di telefono in grassetto….

            però almeno cercare di ricontattare l’allevamento..non so, una telefonata, un tentativo e nel caso trovare un’altra sistemazione al cane…se uno è impossibilitato a spostarsi per motivi economico/di salute si cerca una soluzione…
            Mi rendo conto che è difficile attuarlo, ma almeno verificare che allevamento e allevatori esistano ancora…facciamo gli allevatori!

          • p.s. pensa però l’effetto di un qualcosa del genere (studiato per bene, da chi è nel settore…troppo semplice e forse ingiusto dire: ripigliati i cuccioli in caso di “problemi altrui”) su chi sforna casi a casaccio…tenendo a mente le statistiche sull’abbandono dei cani al canile (l’età spesso è bassa e parecchi, se non tutti, sono meticci)….pensa quanti si “fermerebbero”….toh, 10 cani indietro in una volta (parlo ovviamente di chi non ha selezionato il nuovo proprietario e nei casi in cui il nuovo proprietario si è stufato del cane o non riesce più a gestirlo perchè è cresciuto e morde)…a chi alleva seriamente fai un “favore”…..agli altri mica tanto…
            Cambiando qualche regola al riguardo, secondo me i numeri annui delle cucciolate casalinghe di meticci/simil cani di razza calerebbero a picco….toc toc…non lo posso più tenere, siora….vive in appartamento e ha già un maschio? magari la prossima volta ci pensa bene prima di accoppiare Pongo e Peggy…

          • Mia, non è “fortuna”. E’ semplicemente voglia di informarsi, di capire e POI di scegliere, quando si vuol prendere un cane. Cosa che potrebbe fare chiunque, volendo.
            Trovare l’allevatore giusto non è questione di culo e stop: dipende dall’intelligenza di chi compra. Mettiamocelo bene in testa tutti… e tu non sminuirti parlando di “fortuna”, se hai saputo fare una scelta intelligente! 🙂

          • Non lo dirò più, parola di scout! 🙂
            Solo e solo per quanto mi riguarda la scelta “purtroppo” non è stata ragionata…non sapevo nulla di cani ed ero per il “non si comprano cani, quale orrore, tutti al canile”…
            Oggi come oggi ho cambiato idea, perchè, pur sostenendo questa “causa” in buona fede, ero mossa da completa ignoranza…
            La fortuna è stata nel fare un’unica telefonata per chiedere informazioni (sito Internet dell’allevamento trovato digitando a caso – okay, la razza che cercavo era certa…), beccare una delle bassotte incinta a dieci giorni dal parto, cuccioli non ancora prenotati (anche perchè prima devono nascere per sapere numero certo e sesso, ovviamente), chiedere appuntamento e trovare al primo colpo qualcuno di serio e appassionato, che ha iniziato a parlare di Pedigree, in primis….cadendo dal pero mi sono svegliata e ho iniziato a leggere leggere leggere per due mesi e anche dopo…per poi scoprire che l’identikit dell’allevatore serio (qui sul sito) corrisponde alla “mia” allevatrice in carne ed ossa…
            ecco, da lì mi si è aperto un nuovo mondo, ma ammetto che sarebbe potuta andare diversamente…certo, poi è partito un minimo di “acculturamento cinofilo spontaneo”, sebbene avevo già iniziato a documentarmi (sul cane in generale, però…).
            La scelta intelligente ho scoperto di averla fatta…dopo (almeno in parte)….in questo senso, soprattutto, dico di aver avuto fortuna!
            Spero davvero (e ci credo) che non siano mosche bianche, questi allevatori come di deve…scoviamoli tutti!

  9. E quelli che: “Noi l’abbiamo preso da un privato”. Dove li “mettiamo”? Quelli che comprano un cane senza pedigree, frutto dell’accoppiamento di Fido e Bella, genitori senza pedigree, “che tanto non serve, è utile solo se li porti a fare mostre di bellezza”, così “abbiamo risparmiato un bel po’ di soldi”. E poi ti presentano un golden retriever che ha il muso lungo di un setter ed il pelo rossastro, ma guai se ti azzardi a farlo notare. Quelli che quando il cane, ormai adulto, comincia a zoppicare, si fa una lastra e siscopre la displasia (questa sconosciuta!!!!), e “però l’operazione è troppo invasiva(costa!!). Di quelli, ne vogliamo parlare? 🙂
    E di quelli che prendono il cane in allevamento, lo strapagano e poi ti dicono:” Ma io gli faccio fare i cuccioli, così me li vendo e rientro un po’ delle spese”. È amore per la razza, questo?
    Mi piacerebbe vedere un servizio in TV o un articolo su un quotidiano (adesso ce l’hanno tutti la rubricasugli “animali e l’ammmmore”) che parli anche di queste “cattive abitudini”. Ma ai media, certe cose, non conviene raccontarle. Meglio l’ammmore ad oltranza o il più becero sensazionalismo. Che fa vendere e assicura il guadagno.

  10. Sono queste le cose che più mi infastidiscono, bello consigliare di adottare un cane, ignorante è quello di voler far credere che tutti gli allevatori siano disonesti e che acquistino i cani da posti più impensati e lontani.
    Vale, ma anche quello della tipa che prende i soldi e poi non consegna i cani? (Con stoppa a Striscia), credo che l’abbiate visto, nun so, il discorso è diverso, premesso che gli stronzi disonesti dovrebbero andare in galera e restarci, la mia domanda nasce spontanea: per quanto uno abbia comprato il cervello all’Ikea, come fa a dare 2, addirittura 5mila euro per prenotare un cane? La seconda è, come mai nessuno è andato a “trovare” la sciura? Se io fossi stata così fessa da farmi fregare, sarei andata a trovarla, ve l’assicuro, perchè loro truffati che sembravano la metà di mille hanno dovuto chiamare striscia?

  11. Io sono un acquirente di un cane ungherese. Ho comprato la mia cucciola in un allevamento multirazza, non in un casello autostradale. Dopo una settimana/dieci giorni che l’avevo acquistata “l’allevatrice” mi ha mandato i documenti del cane, non li aveva lì al momento dell’acquisto. Quando li ho visti ho scoperto la provenienza, ma non l’avrei riportata indietro per nessun motivo. Sono stato uno sprovveduto? Sicuramente si. Non mi sento un delinquente, per vari motivi. Primo fra questi è l’avere iniziato a curare la mia piccolina da tutti i parassiti intestinali esistenti.Nei primi otto mesi di convivenza, il vetrinario ci ha visti almeno una volta a settimana. In alcuni momenti le speranze di guarire sono state veramente risicate. Fortunatamente tutto si è risolto. A conti fatti non ho avuto un gran risparmio paragonandolo ad un acquisto in allevamento. Il prossimo cane probabilmente lo acquisterei in un allevamento serio. Ho segnalato l’allevamento multirazza all’USL, ma è tuttora attivo; segnalato in quanto secondo leggi che non ho ben capito non c’erano i presupposti per una denuncia

    • Non sei un delinquente, sei come tu dici, stato un poco sprovveduto. Persino i cani da ALLEVAMENTI con tutte maiuscole posso avere problemi, perché la genetica non è la matematica, il cross over dei cromosomi qualche scherzetto lo può sempre fare…però l’umano del peloso almeno può pensare di aver fatto tutto il possibile per evitare guai a se stesso ed al cane. Per questo concordo con Valeria. Chi vuol fare il buon samaritano( ed hanno tutta la mia ammirazione :hanno un coraggio da leoni) va direttamente in canile, chi ama il cane di una certa razza risparmia una vita per averlo al meglio..
      Volere un cane di razza a costo zero … è un pochetto contraddittorio.

    • Tu sei l’esempio di cui parlavo sotto, la persona che mai avrebbe preso coscientemente un cane dell’est ma se lo è ritrovato “sbagliando” il canale di acquisto perché manca l’informazione (a dire che gli allevamenti multirazza o i negozi trattano cani dell’est è certa la querela, perché loro “sulla carta” sono in regola…)

  12. Per me la sensibilizzazione più incisiva possono farla i veterinari. Mia esperienza: il mio compagno senza interpellarmi un giorno torna a casa con un cucciolo di spitz tedesco da un allevamento multirazza, senza pedigree. Vado dalla veterinaria per vaccini ecc e quando le dico la razza lei mi spiega che è solo un meticcio perché senza pedigree, che noi abbiamo pagato 700€! Quindi mi ha consigliato di sterilizzarlo perché se mai si fosse accoppiato avrebbe generato solo altri meticci (già il mondo ne è pieno!). Poi noi siamo andati anche dall’educatrice che ci ha spiegato le stesse cose magari con qualche dettaglio in più , ma mentre non tutti vanno dall’educatore/addestratore che può fare informazione, tutti invece vanno dal veterinario e sentirselo dire da un “camice bianco” che ti smonta la tua cugginaggine in 2 minuti è sicuramente molto incisivo! Poi avendo fatto la figura dei polli anche con il veterinario ti passa la voglia di restare ignorante!

    • Però anche così sarebbe un’informazione “a posteriori”, perchè dal veterinario ci arrivi già col cucciolo e appunto lì casca l’asino. Se invece si diffondesse di più la sana abitudine di infromarsi PRIMA di scegliere un cucciolo… come peraltro si tende a fare per qualsiasi bene si scelga, dall’auto alla lavastoviglie al televisore… non per dare adito a fraintendimenti: non considero il cane alla pari di una cosa, ma appunto a maggior ragione dato che per le cose siamo disposti a leggere schede tecniche, cercare consigli, spendere cifre a volte nemmeno sensate per l’oggetto in questione, mi viene spontaneo chiedermi che cosa ci sia di scandaloso o difficile da capire nel fatto che sarebbe doveroso agire con coscienza e scrupolo se stiamo progettando si accogliere con noi una cratura con la quale condivideremo un’ampia fetta del nostro futuro, della quale saremo respondabili, condizionando nel bene e nel male (in senso lato) la nostra vita, e la sua. E una volta che ci si è informati, dubito rimangano molte chanches ai trafficanti di cuccioli dell’Est: a seconda delle nostre aspettative/aspirazioni/motivazioni, o Allevamento (maiuscola intenzionale), o canile. Niente vie di mezzo.

    • Io trovo invece che un’argomentazione come quella portata dal veterinario sia un clamoroso autogol. Dire al proprietario che e’ convinto di avere un cane di una determinata razza che invece si tratta di un meticcio perche’ effetivamente e’ un meticcio e’ una cosa, dire che e’ un meticcio perche’ e’ senza pedigree e quindi deve essere sterilizzato per evitare che produca altri meticci vuol dire ridurre il tutto a una questione meramente formale perche’ molti proprietari intenderanno quello che effettivamente e’: col cane davanti agli occhi, se aggiungo o tolgo il pedigree il cane non cambia, e’ sempre lui e con buona pace del veterinario anche le probabilita’ di riprodursi non cambiano: il cane potrebbe non produrre cuccioli per tutta la vita come accade a molti oppure produrre meticci a go-go scappando di casa e coprendo allegramente tutte le femmine del vicinato a dispetto delle sue nobili origini certificate dal piu’ bel pedigree di questo mondo.

      Tempo per il proprietario per completare nella propria testa il pensiero e mandare a ranare il veterinario? Meno di quello che ci ho messo io a scriverlo.

      Tempo per recuperare il proprietario del cane all’idea che invece il pedigree e’ importante non per il documento in se’ ma per il significato di quello che c’e’ scritto sopra e responsabilizzare il proprietario sul tema della riproduzione del cane? Non basta una vita, l’abbiamo perso e non lo si riprende piu’.

      …E infatti a quel punto possiamo diventarci vecchi tutti quanti, il proprietario guardera’ il veterinario e gli dira’ “meticcio sarai te, che a casa tua rispetto a tuo padre ci passava piu’ tempo l’idraulico”.

      Avra’ ragione? Sull’idraulico non so, ma su tutto il resto in ogni caso difficilmente si riuscira’ mai a convincerlo del contrario e probabilmente il suo cane diventera’ l’idraulico a quattro zampe del paese generando quantita’ smodate di meticci e il tutto grazie al tatto e alla sensibilita’ del veterinario che gli ha detto che il cane e’ un meticcio da castrare perche’ non ha il pedigree, perche’ e’ questo che il proprietario mediamente capira’.

  13. Io diffonderei un altro “slogan”, così, tanto per far capire che nemmeno il non comprare, adotta non è etico al 100%…”non adottare in Italia, adotta in Spagna….per ogni cane adottato in Italia in Spagna ne muore uno….”

  14. vabbè, le iene fanno sempre ste pucciate, basti pensare al servizio di ieri sull’ ayahuasca e a tantissimi altri su tantissime tematiche: cercano lo scoop e di far breccia nel senso comune della gente (e quindi rimangono terra terra e usano slogan semplicistici tipo appunto: “adotta non comprare”) senza approfondire ne pensare alle reali conseguenze di ciò che mandano in onda! Fino a che “l’informazione” la faranno programmi del genere” o gente di parte e indottrinata come molti animalisti non ci si potrà aspettare nulla di + e il buisness dei negozi di cani e allevamenti multirazza continuerà perchè al cittadino medio viene fatto credere che quello sia il modo + rapido ed economico x avere “lo stesso cane dell’allevatore a prezzo stracciato”; secondo me dobbiamo essere NOI CINOFILI e ancor + chi alleva a cominciare a far girare le informazioni corrette fra le masse, non aspettare i cazzoni delle Iene.

  15. se un allevamento alleva + di 3 razze io diffiderei: non è possibile allevarne così tante in modo realmente idoneo salvo casi veramente particolari in cui in un’allevamento grande + persone si dedichino a diverse razze dividendo i compiti ad es (ma è una cosa poco comune, quindi se uno alleva + di 3 razze direi di indagare a fondo prima di renderci un cane)…..e se le razze diventano 10 allora il cagnaresimo è un dato di fatto assoluto!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.