di FABIANA BUONCUORE – “Questo cane non arriva a due anni.”
Pugnalata nel petto. Guardavo il mio cucciolo di sette mesi, allegro e scodinzolante, osservare la scena come avrebbe fatto un qualsiasi cucciolo sano.
piccolo-cucciPiccolo Principe aveva avuto un inizio difficile, però aveva lottato, avevamo combattuto insieme, e alla fine l’avevamo vinta noi: il cucciolo debole e destinato a non sopravvivere aveva superato ogni avversità ed era cresciuto, diventando un apprendista bodyguard niente male.
Poi aveva cominciato a bere un po’ troppa acqua, così l’avevo portato a fare gli esami del sangue per controllare i reni, ma tanto per sicurezza: ero praticamente sicura che si trattasse solo dell’avvento del caldo primaverile ad aver aumentato la sua sete. Invece il veterinario era tornato dal laboratorio mezz’ora dopo con lo sguardo mesto, dicendomi: “cattive notizie.”
Piccolo aveva tutti i valori sballati, tutti. Non uno a norma.
“Se non lo vedessi così allegro e tranquillo ti direi che questo cane ha poche ore di vita, ma è evidente che ha trovato il modo di compensare bene, se no non sarebbe così. E’ comunque solo questione di tempo perché il suo organismo ceda.”
Quando senti queste notizie non ci vuoi credere, pensi che ci sia stato un errore, che agli esami successivi tutto sarà a posto e scopriranno di essersi sbagliati; così avevo fatto io e, seppure avessi acquistato i mangimi specifici per l’insufficienza renale, gli integratori e le medicine, dentro di me ancora non ci credevo, perché vedevo il mio cane perfettamente uguale agli altri cuccioli.
Sì, un po’ storpietto, un po’ piccoletto, ma sempre allegro, giocherellone, goloso come tutti i cani.
Invece il mese dopo gli esami avevano confermato la diagnosi, e così anche sei mesi dopo e un anno dopo: la situazione andava avanti sempre uguale, fra alti e bassi, e sulla carta la sua malattia cronica era confermata, così come la speranza di vita.

biccolo_grandeAvendo un cane che apparentemente era però sanissimo mi sentivo ugualmente abbastanza serena e riuscivo a non pensarci.
Mi frullava in mente la speranza che potesse compensare per sempre, che alla fin fine era un rottweiler anomalo in tutto, poteva benissimo avere dei valori ematologici che per un altro cane potevano essere mortali, ma per lui erano la norma. Un po’ come la faccenda dei calabroni che non potrebbero volare ma non lo sanno.
Arrivato a due anni liscio liscio, a parte qualche rischio di torsione gastrica causa bevute abbondanti, ho cominciato quasi a sentirne la conferma, tanto che gli esami periodici, sempre sballati, cominciavano ad essere quasi una routine a cui non facevo più caso.
Il mio cane era ancora lì e stava bene, quindi andava bene così.
Verso i tre anni aveva avuto dei periodi di inappetenza, ma nulla che non si risolvesse ingolosendo un po’ la pappa.
L’estate scorsa aveva patito un po’ il caldo, aveva mangiato poco, ma risolvevo dandogli un unico pasto verso le dieci di sera, col fresco, così lui mangiava. Insomma, qualche disturbo di poco conto.
Poi, tutto nell’ultimo periodo: non mangiava più, non beveva più, le flebo, i farmaci, la lieve ripresa, la ricaduta poco tempo dopo; pian piano ha cominciato a muoversi sempre meno, e adesso è qui, accanto al letto, coricato.
Non leva nemmeno più la testa se lo chiamo, respira affannosamente, è ridotto pelle e ossa, tanto che non sembra nemmeno più un rottweiler.
La nostra storia è cominciata proprio così: io, Piccolo e un letto da condividere, per tenerlo al caldo.
Era talmente piccolo che aveva il suo posticino sul cuscino.
Ora nel letto non ci sta più, ma è comunque vicino a me che sta concludendo la sua storia, e così oggi, se il veterinario sarà d’accordo con me, faremo finalmente l’ultima iniezione della sua vita, perché forse sono stata stupida ed egoista io a tenerlo in vita a tutti i costi, o forse, anche se brevissima, Piccolo è stato felice di vivere questa esperienza al mio fianco.
In ogni caso adesso dovremo fare l’ultimo passo insieme e poi dividerci. E sarà dura, e farà male da morire, ma una cosa è certa: sarò io a premere lo stantuffo, perché è da quando è nato che gli ho giurato che gli sarei rimasta accanto sempre, e che l’avrei sempre aiutato a superare ogni difficoltà.

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31 Commenti

  1. Non ho parole per descrivere quello che provo, posso solo dire che ci sono passata anche io e so come ci si sente, mi dispiace tantissimo

  2. credo di condividere il pensiero di tutti coloro che leggono questo blog dicendoti che ti siamo vicini…. quando sarà il momento dagli un coccolo anche da parte mia e da tutti i miei pelosi 🙁

  3. cara Fabiana, che dire..chiunque sia già passato per questa prova sa che il sentimento che prevale, sopra tutti gli altri, è l’amore e questo amore aiuta a superare il dolore. Tu sei forte e lo è anche lui. Se ti può essere di consolazione pensa che Piccolo Principe – di nome e di fatto- non sa che la sua vita è durata meno di altri, lui sente di aver vissuto pienamente la sua vita accanto alla sua Principessa. Un abbraccio forte forte da Daniela che sta vivendo lo stesso momento con la sua mamma, non ci sono stantuffi però, purtroppo..

  4. Mi dispiace davvero tanto..vi sono vicina…leggevo proprio ieri di lui sul sito del tuo allevamento…mi piange il cuore povero piccolo ma è stato amato fino all ultimo e il suo spirito sarà per sempre v
    icino a te

  5. 10 anni o 2 sono sempre pochi… pochissimi…. MA BELLI, PIENI, INTENSI, FELICI, MERAVILIOSI! è stato sicuramente felice con te e sicuramente sei stata felice anche tu! Coraggio

  6. A leggere questo articolo mi si spezza il cuore.
    Una vera storia d’amore, che non finirà mai!

    Siete un esempio per me .. un binomio fantastico!
    Un abbraccio a entrambi.

  7. Ho letto l’articolo con le lacrime agli occhi, mentre ripensavo a quello in cui raccontavi la storia di Piccolo, quello che so quasi a memoria perché mi colpì davvero tanto la storia di quel cucciolo che voleva vivere.
    Tu e Piccolo siete la forza in persona, un esempio da seguire. Un abbraccio forte a tutti e due

  8. Ti sono molto vicina, e vogli dirti che stai facendo la cosa giusta. Sembra banale come frase ma in quei momenti vorresti avere la certezza che le cose devono andare cosí, che hai fatto il possibile e che va bene cosí.
    Spero di avere la tua forza quando toccherà a me

  9. Non sei stata egoista, Piccolo è stato felice, sapendo di essere più amato che mai, che è il premio migliore per ogni essere vivente. Ha anche potuto vivere bene più di due anni, quasi tre… ed è stato sempre , e sempre sarà, accanto a chi amava di più. Non sarà affatto facile, Fabiana, ma che credo che se lui potesse parlare ti direbbe grazie, per tutto ciò che hai fatto per lui, e quello che farai. Compreso, passato il tempo giusto, ricordarlo sorridendo.
    Salutalo anche per me e Caos. ..un poco era anche nostro amico di ..web…

  10. Un mio amico molto saggio una volta mi disse che “la vita non importa quanto e’ lunga, ma quanto e’ larga!..”
    Alla fine ci arriviamo tutti, ma ne sara valsa la pena in proporzione a cio che c’e stato in mezzo e per un cane (e non solo) sicuramente questo valore sara dato dalla qualita e quantita di “amore familiare”:
    Credo che Piccolo Principe abbia avuto, quindi, una vita “larghissima” e quindi felice e degna di essere vissuta fino alla fine; oserei dire invidiabile ! (stando al tuo bellissimo racconto)
    Sara probabilmente felice di averla condotta TUTTA TUTTA al fianco ad una persona che lo ha amato come te!

    Una abbraccio virtuale a voi!

  11. Mi dispiace immensamente, e condivido il pensiero di chi ti consola pensando che il Piccolo Principe abbia trascorso una vita breve ma fantastica accanto a voi…

  12. mi si stringe il cuore, io ho gia accompagnato due cani, una di dodici anni portata via da un tumore, l’altra di soli quattro mesi, scampata ad un cassonetto e finita per una malformazione congenita. purtroppo quale che sia la causa fa sempre troppo male…
    sii forte.

  13. Purtroppo si, farà male, malissimo!!! Te lo dico piangendo perchè sono entrata nel caso, perchè so cosa vuol dire ed è un tormento! Condivido con te per l’ultima iniezione, non ha senso lasciarli soffrire, ma non sentirti in colpa, prima “stava bene” no? Non sembrava soffrisse, giusto? Un abbraccio forte, forte

  14. Ci passiamo tutti,loro vivono meno di noi,e a volte ancora meno di ciò che sarebbe naturale, per incidente o malattia. Quello che importa è come sono vissuti accanto a noi ,e se son stati felici. Ho conosciuto il piccolo principe, e penso così a occhio che abbia vissuto quel troppo poco al meglio

  15. Sei stata meravigliosa con Piccolo, ha passato una bellissima vita a farti da “bodygard/fidanzato”. Coraggio! Un forte abbraccio virtuale…

  16. ti abbraccio forte forte forte…. in questi momenti oltre fiumi di lacrime non esce altro… forza Fabiana e forza Piccolo eroe

  17. Cara Fabiana,
    ho letto l’altro giorno e non sapevo cosa dire.
    Ieri però ho trovato le parole più giuste, che copio e incollo per paura che la traduzione non sia all’altezza:

    While George Carlin may have described pets as “a small tragedy” waiting to happen, I’d prefer to think of dogs in a completely different way. “Huge miracles that we are privileged to enjoy.”There is no other species on Earth that has developed such a close bond with humans, and sharing that bond, for no matter how long or short a time, is the greatest gift that Nature has given us. They may leave us too soon, but they always leave us with good memories and they always leave us with all the love they have in their hearts.

    Stay calm, and appreciate the miracle!

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Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.