di TATHIANA BELTRAMI – Molti di voi avranno visto foto o filmati di cani che spingono palloni giganti coloratissimi o numerati, i classici palloni solitamente utilizzati in palestra per discipline come Pilates.
Questo quindi è il Treibball? No, perché se si pensa che il cane debba solo spingere il pallone non è così: il Treibball è molto di più!

E’ un insieme di comandi a distanza che il cane deve essere in grado di eseguire (distanza massima di 12 metri: non sono per niente pochi!) senza scaraventarsi sulla palla e mangiarsela: spingere la palla è la gratificazione finale dopo aver eseguito i comandi richiesti dal conduttore, dando a questi attenzione senza dare di matto, quindi eseguendoli in modo controllato.
Spingere, non mordere: con la testa, il naso o il petto. Non deve però fare come i “cagnolini da circo”, spingendo con le zampette.

Sono ormai sei anni che il Treibball è presente in Italia… ed è stato portato dalla sottoscritta, la quale ha dovuto affrontare un bel po’ di scetticismo cinofilo.

Veniamo però al dunque: che cos’è il Treibball?
Il Treibball è uno sport che rafforza le attitudini positive del cane. Lo scopo è il miglioramento della comunicazione che rinsalda il legame tra cane e uomo.
Sono assolutamente vietati modi bruschi, rimproveri, punizioni, grida o intimidazioni nei confronti del cane, come dovrebbe essere in tutte le discipline.
E’ aperto a tutti: sia ai cani di razza pura che a semplici meticci.
ll divertimento e la comunicazione costituiscono l’essenza del gioco.
Nel Treibball il cane è senza guinzaglio e obbedisce al suo conduttore tramite comandi verbali o gestuali, il suo compito è quello di spingere otto palloni in una specie di porta da calcio con l’aiuto del naso e delle spalle, tutto in un tempo massimo di 7 minuti.
Più migliorerà la comunicazione tra conduttore e cane, più il movimento diventerà fluido e i tempi sul cronometro diminuiranno.

Qui viene il bello!
Naturalmente quando le abilità del cane e del conduttore aumentano, crescono anche le difficoltà nel gioco, ad esempio le distanze: come detto prima si arriva a dirigere il cane in mezzo ai palloni fino a 12 metri di distanza, oppure con la richiesta di portare determinate sequenze di palloni (ed ecco il motivo per cui sono colorati e numerati).

Volendo, però, si possono fare tante cose con il Treibball esulando dal regolamento sportivo, come ad esempio posizionare palloni più pesanti o dalla forma strana, inserire sul campo degli ostacoli che il cane dovrà evitare, lavorare con due cani contemporaneamente o attraversare un corso d’acqua.
E’ una disciplina che aiuta tantissimo i cani insicuri, che crea relazione e che può essere praticata da chiunque: bambini, giovani e anziani.
I cani possono iniziare a praticarla già dai 6 mesi di età, la possono praticare anche cani molto anziani in quanto non traumatizza nessuna articolazione.

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Nata a Milano il 19 settembre 1972, studia come grafica pubblicitaria, lavora in ufficio ma alla fine la sua passione per i cani prende il sopravvento, molla tutto e diventa educatore cinofilo grazie anche a Luna, incrocio Pastore Belga, iperattivo e abbaione. Lavora con i cani da quasi 15 anni nel suo campo in provincia di Pavia con le sue due Australiane Lamù e Kiwi, che sono presenze fondamentali. Adora fotografare luoghi abbandonati oltre che essere cinofila, ha un carattere estroverso e ribelle, non gliele frega niente del parere degli altri e se crede in una cosa la fa fino in fondo... come appunto ha fatto con il Trebball!