di CLAUDIO CAZZANIGA – Dopo la pausa natalizia, augurando a chi mi segue un felice 2019, riprendiamo i nostri appuntamenti dedicati agli esercizi del lavoro in acqua.
Vorrei iniziare l’anno scrivendo di apporti. Ho deciso di non spiegare da subito gli esercizi… vorrei prima fare una intro su come vedo ed imposto l’apporto.
Nei prossimi appuntamenti parleremo di un esercizio per volta.

Per apporto si intende dare un oggetto al cane nel punto A e chiedergli di portarlo al punto B. Il primo errore da non commettere è quello di aspettare troppo tempo prima di insegnarlo. Mi spiego. Nel lavoro in acqua si parla di apporto, in genere, a partire dai terzi livelli… a spanne quando il cane ha più o meno tre, quattro anni.
Precedentemente si è sempre e solo insegnato al cane a riportare. In acqua si lavora una vita sui riporti da riva e dal gommone, poi si passa al riporto del figurante e a quello del gommone. A terra riporti come se piovesse… Quando si lavora… quando si gioca…. pensateci, quasi sempre riporti. Si tenga anche conto che alcune razze specifiche hanno il riporto nel dna, sono state selezionate per farlo.
Poi un bel giorno ci leggiamo i regolamenti per i terzi gradi… ed iniziano i problemi.
A dir la verità in Germania e Svizzera spuntano già nei primi gradi, nel lavoro a terra. Se per anni schematizzate il cane lanciando un oggetto e facendolo riportare, il giorno che gli chiedete il contrario diventa molto dura.

Il primo consiglio è quello di iniziare – ovviamente – per gradi e con una grandissima pazienza. Come dico spesso vi sono più e più modi per insegnare un esercizio.
Io ricordo che quando tre anni fa portai a casa la Mave il primo giochino che si fece fu proprio – memori di esperienze che precedenti cani – un mezzo apporto. Io in una stanza, mio figlio Tommaso in un altra. Gli davo una qualsiasi cosa in bocca, ci giocavo qualche secondo e poi Tom la chiamava. La Mave partiva come un treno e finiva in braccio a Tom, divertente il fatto che appena Lui le faceva i complimenti, Lei facesse la pipì. Da lì abbiamo sempre alternato. Apporti e riporti.

Come lo insegno?
La cosa che ho imparato è iniziare a lavorare da prima, sulla tenuta del’ oggetto. E quanto ho sudato…
Cane seduto di fronte a noi. Molto vicino. Dare in bocca il riporto e chiedere di tenerlo. Bastano pochi secondi. Se riuscite a mantenere la postura del cane con il muso che guarda la vostra faccia è molto meglio, ovviamente facilitate il cane.
Eviterei di dire troppe cose al cane… Tieni, tieni bene, amore per favore tieni… Un comando solo basta e avanza.
Due cose. Date sempre il comando lascia, così che il cane impari a lasciare a comando e non quando vuole Lui e cercate di evitare che il riporto cada per terra, deve sempre lasciare nelle vostre mani e soprattutto non premiate con il cibo subito dopo che ha fatto l’esercizio. Il rischio è quello di fargli imparare che quando lascia mangia. E con la smania di mangiare o prendere la pallina si rischia che lasci sempre prima. Prima lasci, prima prendo il premio.
Voi dovete dagli una routine… Prendi il riporto, lo tieni, lo lasci a comando e POI ti premio.

L’impostazione al tenere l’oggetto potete farlo anche comodamente in poltrona. La sera mentre guardate un film sul divano. Ad ogni pubblicità chiamate il cane, lo posizionate fra le vostre gambe, gli date un oggetto, lo tiene, lo fate lasciare, premio e via riprendete a vedere il vostro film. Senza ansi, senza stress iniziate a mettere dentro il comando. Poi ci sono molte variabili. Il cane che mastica, il cane che non lascia, quello che scappa con l’oggetto… Purtroppo le casistiche sono tante. Ma anche le soluzioni.
Una volta che il cane tiene fronte a Voi, lo posizionate con il comando “piede” al Vostro fianco. Il passo successivo è la condotta. Cane al piede, porgete il riporto, il cane tiene ed iniziate la condotta. Una decina di passi sono più che sufficienti. Ma all’inizio vanno bene anche meno. Se lascia cadere il riporto, bisogna fare un passo indietro e lavorare ancora sulla tenuta. Se invece il cane risponde bene, al termine dei dieci passi chiedo il seduto e dopo alcuni secondi il lascia. E premio. Ripeto. Se partiamo con un cane che ha nella testa solo e soltanto il riporto questo lavoro diventa lungo ed antipatico. Se iniziate invece con un cane meno abituato a riportare sarà sicuramente più facile.

Una volta imparata la condotta inserisco il figurante.
Imposto sempre la condotta ma al termine dei dieci passi troveremo il figurante che farà lasciare il riporto al cane e dopo qualche secondo lo premierà. Qui potete divertirvi con alcune varianti. Potete arrivare frontali al figurante. Potete chiedere al cane di girare intorno al figurante e tornare al vs piede. Potete chiedere al cane di andare al piede del figurante. Con Toni Fidanza e Luana Fantini in allenamento ne abbiamo inventate diverse di varianti.
Fase successiva. Partiamo in condotta ma io faccio solo otto passi, mentre il cane continua a farne dieci, aiutato dal figurante. All’ ottavo passo inserisco il comando che sceglierete per fare fare l’apporto. Via via Voi farete sempre meno passi, mentre il cane ne farà sempre di più. Le proporzioni giuste per simulare l’esercizio in acqua dovrebbero essere tre passi del conduttore e una quarantina del cane.

Arrivati a queste distanze – e acquisito l’esercizio per bene – io metto il gommone a terra. La parte iniziale sarà quella di insegnare al cane ad entrare nel gommone. A familiarizzare e a conoscere che tipo di oggetto sia. Poi in pochissimo tempo gli insegno ad entrare. Metto il cane al piede fronte gommone e lancio dei premietti all’interno. Do il comando gommone. Il cane entra e mangia. Cambio via via distanze ed angolature ma se lavorate bene, e siete chiari… ogni volta che date l’ordine gommone il cane ci si fionderà dentro.
A questo punto unisco tutto ciò che Vi ho spiegato fino adesso.
Gommone a distanza, cane al piede. Porgo l’oggetto e do il comando “gommone”. Se abbiamo fatto tutto per bene il cane si lancerà nel gommone con il riporto in bocca. Andate al gommone… Comando “lascia” aspettate qualche secondo e premiate. Con il tempo cambiate sempre distanza dal gommone ed angolatura di entrata.

Perché voglio che entri nel gommone? Perché quando poi andiamo in acqua il cane deve assolutamente imparare a non lasciare nei pressi del gommone. I regolamenti prevedono, quasi tutti, che il cane possa lasciare alla distanza tale che il figurante sul gommone riesca, sporgendosi a prendere con la mano la cima. Un colpo di vento, un onda… qualsiasi cosa potrebbe allontanare la cima. Se insegnamo al cane a tenere fino a quando è dentro il gommone o ancor meglio a comando saremo sicuri di non steccare l’esercizio. Se utilizzate il gommone, potete anche fare a meno del figurante. Un cane che corre 50m ed entra in un gommone a comando, senza stimoli… quando stimolato vola sull’acqua.
Ultima ed importante raccomandazione… variate gli oggetti. Riportelli di ferro, legno, gomma, plastica.. leggeri, pesanti… mentre se utilizzate le cime, variate il diametro MA attenzione alle lunghezze. Servono cime corte, massimo 50cm perché il rischio di inciampare, a terra, è molto alto.