di ANNALISA BADI e VALERIA MIGLIACCIO – Probabilmente vi sarà capitato di vedere foto o video di cani che affrontano camminando percorsi di lunghezza variabile, formati sia da vari “tappetini” bassi con consistenze,materiali e trame differenti , sia da attrezzi con “punte” o “bolle” in rilievo e non solo.
Vi siete mai chiesti perché sono utili per il cane questi percorsi e a che cosa servono esattamente?

Iniziamo col fare un’affermazione che può sembrare di primo acchito quasi banale: l’unico punto di contatto tra il cane e queste superfici è il piede; infatti, questo è l’unica parte del corpo a interfacciarsi col mondo esterno, tramite contatto diretto.
Il piede è un” organo di senso” quando si appoggia al terreno e un “organo di moto” quando lo respinge (si pensi al momento in cui sta per staccarsi da terra): il moto e il senso non possono scindersi, sono intimamente legati, perché sono l’uno la rappresentazione dell’altro.
Il piede è di primaria importanza durante la stazione quadrupedale (quando il cane sta in piedi) e la deambulazione (quando il cane si muove) ed è uno degli elementi coinvolti nel mantenimento dell’equilibrio del corpo.
Esso rileva tutte le informazioni relative al terreno e al tipo di interazione che il corpo sta attuando per vincere la forza di gravità, ossia che tipo di superficie il cane sta toccando e come organizza il suo corpo per mantenere l’equilibrio: tutto questo grazie alla presenza dei recettori sensoriali dei piedi (meccanorecettori podalici) che garantiscono la sua corretta funzione.

La capacità di mantenere una postura adeguata con una distribuzione uniforme del peso su tutti gli arti è un prerequisito fondamentale per attività motorie, come camminare, trottare, galoppare, effettuare cambiamenti di posizione corporea e mantenere o ritrovare l’equilibrio. Durante l’appoggio, il piede e la zampa inviano impulsi propriocettivi al Sistema Nervoso Centrale, permettendo a quest’ultimo di definire la loro posizione tridimensionale e la corretta anticipazione posturale.
I meccanorecettori podalici completano tali informazioni precisando le caratteristiche morfologiche dell’appoggio utili alla propulsione.

Questi sistemi maturano sperimentando situazioni ambientali varie e ricche di stimoli. Camminare sempre sulle stesse superfici impoverisce le esperienze sensoriali e la capacità di produrre risposte motorie variabili e mirate alle esigenze del momento.
La rieducazione propriocettiva deve colmare queste lacune, affinare le capacità percettive/reattive del piede e favorire le risposte motorie adeguate per avere maggiore precisione e coordinazione dei movimenti.

Un grande aiuto per tutto questo lo possiamo ottenere grazie ai percorsi sensoriali che, se ben formulati e strutturati, hanno come obiettivi:
• Il miglioramento della funzione sensoriale e l’aumento dell’elasticità dei tessuti all’interno dei piedi
• Il miglioramento dell’elasticità dei tessuti molli dell’articolazione tarsale (della caviglia) e del piede
• La facilitazione e il miglioramento della funzione sensoriale nella zona dei polpastrelli
• L’apprendimento e il perfezionamento dei movimenti selettivi e specifici nell’articolazione tarsale e non solo
• L’apprendimento e il miglioramento della distribuzione simmetrica del peso su tutte le zampe
Ecco perché far affrontare al cane percorsi sensoriali è utile e apporta così tanti benefici.

Però, soprattutto in una fase iniziale dell’allenamento, occorre porre particolare attenzione a diversi fattori, per far in modo che questo sia valido, produttivo e performante per quel determinato cane.
A tal proposito, per creare un percorso sensoriale ad hoc, bisogna tener presente e fare attenzione:
• All’alternanza degli attrezzi posizionati nel percorso, perché l’ordine con cui il cane deve affrontarli deve avere sempre una logica studiata e meditata
• Alla consistenza degli attrezzi (morbidi, duri, ruvidi, con punte più o meno in rilievo, ecc)
• Alla lunghezza del percorso (variabile a seconda dell’allenamento del cane)
• Alla forma del percorso (linea retta, con curve più o meno aperte o chiuse,ecc..)
• Agli eventuali dislivelli che gli attrezzi naturalmente creano, in quanto i “gradini” tra un attrezzo e un altro vanno sempre ponderati in base ai soggetti presenti

Non meno importante è osservare la postura del cane, la sua andatura, la sua emotività, la sua reazione mentre affronta al passo il percorso, sia per capire se la sequenza degli attrezzi è davvero indicata e mirata per quel soggetto, sia, eventualmente, per poterlo aiutare nella la corretta riuscita.
Quindi, anche se può sembrare a prima vista semplice e banale “sistemare” vari “tappeti” e attrezzi sensoriali al suolo e farli affrontare al cane, di semplice e banale non c’è nulla e la guida di un Tecnico di Dog Balance Fit è caldamente consigliata.

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Istruttore Cinofilo e Formatore, per anni mi sono occupata della rieducazione di cani problematici, a cui poi ho affiancato il lavoro in propriocezione. Innamorata dello Sport da sempre, ho gareggiato coi miei cani in Agility e pratico altre discipline sportive per passione. Ho portato e fatto conoscere la ginnastica propriocettiva per cani in Italia grazie sia alle mie conoscenze cinofile, sia alle conoscenze in ginnastica posturale e propriocettiva per le persone delle quali sono istruttore. Ho ideato il Dog Balance Fit e sono Resp. Naz. del Dog Balance CSEN. Studio e mi confronto costantemente con professionisti che operano nel settore del benessere animale, perchè solo attraverso il confronto e l'aggiornamento si può crescere e migliorare.