di VALERIA ROSSI – “Ho  appena preso un cucciolo che mi sta facendo ammattire:  distrugge tutto, sporca  in casa, tira al guinzaglio, non ubbidisce … lo vorrei addestrare” (lettera o telefonata-tipo del neo proprietario-tipo).

Addestrare? Ma no!
Quella che serve nel caso-tipo presentato in questa richiesta-tipo non è un addestramento, ma la semplice “educazione” del cucciolo.  L’addestramento è tutta un’ altra cosa.

“E’ vietato qualsiasi addestramento all’aggressività” (si può leggere su varie ordinanze italiane)
Mission impossible!
Parlare di “addestramento all’aggressività” è come dire “addestramento alla felicità”, o “addestramento ad essere biondi e con gli occhi azzurri”.
L’aggressività è una dote caratteriale (sì, “dote”, perché senza aggressività nessun animale potrebbe mai sopravvivere, uomo compreso) presente nel corredo genetico, che non si può creare né “allenare” in alcun modo.  O c’è, o non c’è.
Si può ottenere  stimolare, accrescere, diminuire o semplicemente controllare la “mordacità” di un cane: ma non certo  l’aggressività, perché quella è determinata esclusivamente dal suo DNA.

“Il mio cane è addestrato alla guardia” (frase tipica dell’orgoglioso proprietario di cane che abbaia a tutti quelli che passano)
Altra frase inesatta: la territorialità (nel maschio) o  l’istinto di difesa della cucciolata (nella femmina) non si insegnano: come l’aggressività, o ci sono o non ci sono. Si può addestrare un cane a reagire in modo diverso a stimoli diversi, ma se lui non è interessato a fare la guardia a un certo territorio (o a una persona, o a un oggetto) non lo si potrà mai “addestrare” a questo scopo.

Questi sono soltanto alcuni esempi di come il pubblico fraintenda facilmente il termine “addestramento”, che etimologicamente significa  “rendere destro”, “rendere abile”; ovvero  migliorare, attraverso determinati insegnamenti e  un buon rapporto con l’uomo, doti innate in una razza (o in un singolo soggetto) per  adattarle a un uso sportivo o  utilitaristico.
Al contrario, l’insieme degli insegnamenti e delle regole che si impartiscono a un cucciolo per  plasmarne i lati “accessibili” del carattere (ovvero quelli che non sono legati esclusivamente alla genetica), o per indurre certe abitudini, o per fargli seguire regole di comportamento bene accette nella società umana, si chiama “educazione”.

Addestrare un cane non è indispensabile per vivere serenamente con lui: educarlo sì.
L’addestramento può iniziare soltanto quando il cane ha raggiunto una certa maturazione psicofisica, mentre l’educazione prima comincia e meglio è.
L’età ideale è dai due ai tre mesi, più o meno il periodo in cui lo portiamo a casa e lui deve passare da una vita per lui  “naturale” nella sua famiglia canina all’adattamento a una società che non conosce, che non è la sua, che ha regole del tutto sconosciute e misteriose.
Non facciamo confusione tra i due termini, quindi, e non fraintendiamo  chi sostiene che  “prima di un anno non si possa addestrare il cane”. E’ più o meno vero, se si parla di un “vero” addestramento: ma l’educazione è tutt’altra cosa e non solo può, ma DEVE iniziare molto prima.

La diceria del “mai prima dell’anno” si è diffusa soprattutto  perché, fino a una ventina d’anni fa, non esistevano – almeno in Italia – scuole cinofile e corsi dedicati all’educazione, ma solo scuole – appunto – di “addestramento” (utilitaristico, venatorio o sportivo).
Oggi, però, ci sono praticamente ovunque corsi riservati ai cuccioli  ed è caldamente consigliabile avvicinarsi ad essi prima possibile, se non si è esperti cinofili, perché potranno aiutarci moltissimo a prevenire i problemi e a creare un rapporto davvero fantastico con il proprio cane.  A dire il vero,  anche nei corsi cuccioli (o, all’americana, “corsi puppy”) viene “addestrato” qualcuno:  ma questo qualcuno è il padrone, a cui si fanno dimenticare le dicerie e si spiega come deve comportarsi un buon superiore gerarchico per ottenere davvero la stima e il rispetto di chi dipende da lui.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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