giovedì , 23 ottobre 2014
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Ma a cosa serve il pedigree?

Vorrei un cane di razza, ma forse lo prendo senza pedigree…tanto non mi interessa andare in esposizione.

Il cucciolo mi è costato duecento euro…ma poi ne ho spesi seicento per il pedigree!

Modulo A? Che cos’è? I cani che ho fatto accoppiare hanno tutti e due il pedigree, quindi lo avranno anche i cuccioli, no?

Avete mai sentito frasi come queste?
Siamo sicuri di sì: infatti in Italia la cultura cinofila è talmente scarsa che la stragrande maggioranza della gente “normale” non sa neppure cosa sia esattamente un pedigree, a cosa serva, come lo si ottenga.

Cerchiamo di fare chiarezza…condita anche con un pizzico di polemica.

 

CHE COS’E’ IL PEDIGREE

Il pedigree è il certificato di iscrizione ai Libri Genealogici che in Italia viene emesso dall’ ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana).
Su di esso sono annotati i dati identificativi di un cane, la razza di appartenenza, la sua genealogia e i dati anagrafici del proprietario e dell’allevatore.
Di un cane fornito di pedigree si conoscono esattamente data di nascita, genitori, nonni, bisnonni e trisnonni: si sa chi, tra gli antenati, è stato campione di bellezza o di lavoro in Italia o all’estero.
Si sa chi ha allevato il cane, ovvero chi era il proprietario della mamma al momento della nascita del cucciolo (nell’immagine abbiamo tutelato la privacy dell’allevatore… e anche quella del cane, omettendo i rispettivi nomi).

E poi?
Poi basta, purtroppo, perché i pedigree italiani sono carenti di molte altre informazioni che invece vengono fornite dai certificati di alcune altre nazioni.
Alcuni pedigree vengono arricchiti con dati provenienti dalle prove attitudinali, dai risultati delle indagini riguardanti le patologie congenite, in alcuni casi da informazioni riguardanti l’intera cucciolata a cui appartiene in cane in oggetto.

Il pedigree italiano, così come è concepito, non rappresenta un certificato zootecnicamente utile.
Oggi come oggi non rappresenta neppure la prova sicura che il cucciolo sia figlio dei genitori indicati sul certificato, perché i controlli di cucciolata da parte dell’ENCI sono troppo sporadici e superficiali per dare vere garanzie.
Il controllore (quando arriva) si limita ad accertare che la cagna sia effettivamente la madre dei cuccioli: ma…il padre?
Può abitare ovunque, può non essere neanche presente, può essere chiunque.
Come si fa a dire che è stato proprio lui a coprire quella cagna?
Ci si affida, ovviamente, alla buona fede dell’allevatore, che lo certifica nella denuncia di monta.
Purtroppo, però, la buona fede in cinofilia non è cosa così scontata: e non sono pochi i cagnari senza scrupoli che falsificano impunemente le paternità, cosicché tutti i cuccioli da loro prodotti risultano (guarda caso) sempre e solo figli del cane migliore che hanno in allevamento.
Solo il test di accertamento della genealogia (test del DNA) può fare piazza pulita di queste falsificazioni: ma l’ENCI non l’ha ancora reso obbligatorio, quindi dipende dalla Società specializzata. Per alcune è fondamentale, altre lo ignorano.

Nonostante tutto questo, noi continuiamo a sostenere che il pedigree è un documento importantissimo.
Certo, lo è solo quando è “giusto” e non frutto di imbrogli: ma siamo certi che la stragrande maggioranza degli allevatori sia formata da persone serie e corrette. Quindi la maggior parte dei pedigree italiani sono pedigree “veri”.
Ma qui arriva la domanda da cento milioni:
A COSA SERVONO?
Vediamo di rispondere con chiarezza.

A COSA SERVE IL PEDIGREE

Cominciamo col dire che un pedigree non è un “certificato di nobiltà”, e che non rende “meno cane” un animale che ne è sprovvisto.
Però un cane sprovvisto di pedigree non può essere considerato “cane di razza pura”, neppure se è morfologicamente identico ai cani della razza a cui “vorrebbe” appartenere.
Questo significa che un cane senza pedigree non potrà partecipare ad alcuna manifestazione ufficiale (esposizione, prova di lavoro ecc.) e che faticherà moltissimo anche a trovare un partner, perché nessun allevatore (o privato) serio accetterà mai di accoppiare il proprio cane con un soggetto senza documenti.
L’unica possibilità è quella di trovare un soggetto a sua volta privo di pedigree…ma per allevare cosa?
Cani di cui non si sa nulla e su cui non è stata fatta alcuna selezione né sanitaria (la più importante di tutte) né caratteriale?
I cani non devono necessariamente essere tutti belli: ma sani ed equilibrati, questo sì!
Accoppiare a casaccio non può dare alcuna garanzia in questo senso, e quindi è molto meglio evitarlo.

Il pedigree dovrebbe fungere da garanzia sulla selezione del cucciolo: oggi come oggi certifica solo che sono stati utilizzati cani di quella particolare razza, senza meticciamenti.
E’ già una cosa importante, anche se servirebbe un piccolo passo in più per rendere il pedigree un certificato davvero esauriente: basterebbe rendere obbligatoria l’annotazione di tutti gli esami di controllo per le patologie cui la razza è più facilmente predisposta.
Al momento l’unico timbro che viene apposto sul pedigree è quello per il controllo della displasia: ma esso viene apposto solo sul pedigree del singolo soggetto, e non riportato nei documenti dei suoi discendenti.
Quindi oggi chi acquista un cucciolo è costretto a fare indagini private (e spesso complicate) per scoprire se i genitori, i nonni, i bisnonni del suo cucciolo erano o no affetti da tare ereditarie.

Tutte queste considerazioni possono risultare difficili da comprendere per il profano che decide di voler acquistare il simpatico batuffolo di pelo che occhieggia dalla vetrina di un negozio di animali.
Talora al privato non importa nulla del pedigree perché pensa che esso serva soltanto a chi va in esposizione.
In altre occasioni all’acquirente basta sentirsi dire che il pedigree “esiste”: ma nessuno gli ha mai spiegato a che serve, e lui si mette in tasca un bel foglio di carta in cui non capisce nulla.
Non che questo sia un gran danno, perché moltissimi pedigree stranieri ceduti dai negozi (ma anche da pseudoallevatori) non significano DAVVERO nulla.
Se il nostro cucciolo è figlio di Fufi e Bubi, a loro volta figli di Tom e Lady, i cui genitori erano Birillo e Diana…quali informazioni possiamo attingere?
Lasciando pure da parte il fatto che molti di questi pedigree sono assolutamente FALSI…anche se fossero veri non ci direbbero nulla.
Ecco perché l’ENCI, agli allevatori riconosciuti, concede il famoso “affisso”, ovvero il “cognome” del cane.
Quando si acquista un cucciolo che si chiama “Pinco di casa Pallino”, sappiamo esattamente con chi prendercela se salta fuori (per esempio) un problema genetico, perché l’allevamento “di casa Pallino” ha un titolare ben identificabile.
Potremo quindi indagare su di lui, sui suoi cani, cercare di capire se il problema deriva dall’uno o dall’altro soggetto e regolarci per l’eventuale riproduzione.
Se invece sappiamo solo che mamma e papà si chiamano Bubi e Fufi…come potremo informarci su di loro?

CONCLUDENDO:
Se non si ha alcuna necessità o desiderio di avere per compagno un cane di razza, la risposta migliore alla ricerca di un compagno fedele che vi amerà per tutta la vita è quella di rivolgersi al meraviglioso e nobile mondo del cane meticcio.
I meticci sono possono dare tutto quello che normalmente si desidera da un cane…ma senza trucco e senza inganno.
Tutti i cani hanno la stessa dignità e lo stesso valore affettivo: se però si vuole la razza pura, essa dev’essere certificata. In caso contrario ci sono tanti dolcissimi “cani fantasia” che attendono nei rifugi.

Se invece si amano uno o più requisiti del cane di razza (bellezza estetica o particolari requisiti caratteriali), allora è giusto e corretto acquistare un cane munito di documenti ufficiali, perché SOLO il cane con pedigree è “realmente” di razza pura.
Gli altri equivalgono in tutto e per tutto a meticci (il loro valore commerciale e zootecnico è ESATTAMENTE lo stesso), ma solitamente vengono venduti anziché ceduti gratuitamente, perché “sono di razza”.
In realtà NON LO SONO AFFATTO, e farli pagare come tali è una vera e propria truffa.
“Cane di razza pura”, anche per la legge, è sinonimo di “cane con documenti”. L’aspetto fisico non conta nulla.
Un mio pastore tedesco,molti anni fa, scappò a mia madre e fece una fuga d’amore con una semicocker. Nella cucciolata che nacque, oltre a sei pastori cockereschi dalle stranissime fogge, c’era un maschietto che sembrava un pastore tedesco purissimo.
Avrei potuto sfidare qualsiasi allevatore o giudice a dire che fosse un meticcio.
Eppure era…meticissimo, e se avesse riprodotto a sua volta sarebbero saltati nuovamente fuori tracce assai visibili di “pastore cockeresco”.
Ecco perché l’aspetto non significa nulla, ed occorrono documenti capaci di provare che genitori, nonni e bisnonni di un cucciolo appartenevano TUTTI ad una razza precisa.

Avvertenza conseguente a quanto detto finora: se proprio si vuole prendere un cane di “similrazza”, ovvero il cosiddetto “cane di razza senza pedigree”, si abbia almeno l’accortezza di non utilizzarlo in riproduzione. Nascerebbero infatti cuccioli difficili da sistemare, potenzialmente tarati (perché non c’è controllo sanitario a monte) potenzialmente non purissimi (perché nessuno può garantirci che tutta la linea di sangue del nostro cane sia di razza pura).
Tutto questo, infine, mina il duro lavoro di selezione che ha visto persone impegnare intere vite per il benessere di una razza.
Quindi sì al cane senza pedigree, che ha la sua dignità di cane come qualsiasi altro…ma solo se non gli si fanno fare cuccioli.
Infine…se si vuole un cane di razza con pedigree, si cerchi un VERO cane di razza con un VERO pedigree: e cioè ci si preoccupi di trovare un allevatore serio, che non faccia pasticci con i documenti e che faccia vera selezione cinotecnica, e non…commerciale.
Come trovarlo?
La cosa migliore da fare è rivolgersi alla delegazione ENCI della propria città, o meglio ancora alla Società specializzata che tutela la propria razza del cuore.


PEDIGREE FAQ

1 – COME SI OTTIENE IL PEDIGREE IN ITALIA?

CUCCIOLI:
Perché un cucciolo ottenga il pedigree è indispensabile che l’allevatore (inteso come proprietario della fattrice al momento della nascita) presenti:
MODELLO A: da compilare a cura del proprietario della fattrice entro 25 giorni dalla data di nascita della cucciolata e da presentare alla Delegazione ENCI competente per territorio (in cui sono verificabili fattrice e cuccioli):
MODELLO B: modulo per la denuncia di iscrizione di cucciolata, da compilarsi a cura dell’allevatore entro 90 giorni dalla data di nascita dei cuccioli e da presentare alla Delegazione ENCI competente per territorio.

SOLO in questo modo il cucciolo verrà iscritto al ROI  (Registro Origini Italiano) o all’RSR (Registro Supplementare Riconosciuti), a seconda dei libri a cui sono iscritti i genitori.
L’iscrizione non avviene “in automatico” come alcuni credono: se non si presentano i suddetti modelli i cuccioli resteranno senza documenti.

ADULTI:
Un cane adulto può ottenere il pedigree solo attraverso il RSR, che è un libro genealogico particolare aperto solo per alcune razze, a cui possono essere iscritti come capostipiti i cani di razza pura di cui non si conoscono gli ascendenti: in particolare viene utilizzato per l’iscrizione di cani che appartengono a razze di recente riconoscimento.
Cliccare qui per scaricare (in pdf zippato) l’elenco delle razze ESCLUSE dall’iscrizione al RSR in prima generazione.

2 – IL SIGNOR X MI HA PROPOSTO DUE PREZZI PER LO STESSO CUCCIOLO: UNO CON IL PEDIGREE E UNO (MOLTO PIU’ BASSO) SENZA PEDIGREE. SE NON VOGLIO FARE ESPOSIZIONI NE’ CUCCIOLI, PERCHE’ NON DOVREI RISPARMIARE?
Perché il signor X si è già qualificato come vero e proprio truffatore. Infatti un pedigree costa pochi euro, e chi prova a “venderlo” a cifre consistenti sta già truffando in partenza.
Ma la cosa più importante è che non può esistere un pedigree senza il relativo cane attaccato!
Il pedigree è la “carta d’identità” di QUEL cucciolo, e identifica solo QUEL cucciolo: se un acquirente rifiuta l’acquisto del documento, il venditore può soltanto buttarlo via, perché quella “carta d’identità” non può adattarsi a nessun altro cane al mondo.
La conseguenza è evidente: chi vende cani e pedigree come se fossero due entità distinte, traffica in pedigree fasulli: quelli che non vengono acquistati col cucciolo li “appiccica” ad altri cuccioli sprovvisti.
In altre parole, il signor X vende sempre e comunque documenti FALSI, e da lui non bisogna acquistare nè un cane senza pedigree, nè TANTOMENO un cane con pedigree…che non sarà certamente il suo.
Il signor X va salutato per sempre, e possibilmente segnalato a tutte le persone che conosciamo come elemento da evitare come la peste.

3 – IL MIO CANE HA UN PEDIGREE STRANIERO. DEVO FARE QUALCOSA PER PRESENTARE O ACCOPPIARE IL MIO CANE IN ITALIA?
Se il Paese straniero è affiliato all’FCI il cane può essere iscritto in esposizione anche con il suo certificato originale.
Non può, invece, essere utilizzato in riproduzione senza la voltura al ROI, che si può effettuare in qualsiasi delegazione ENCI.
Alcuni Paesi stranieri emettono due tipi di pedigree: solo uno di essi – detto “export pedigree” – può essere volturato. E’ bene informarsi, sempre presso una delegazione ENCI, e farsi mandare un export pedigree nel caso si sia in possesso di documento diverso e non volturabile. La materia è molto vasta, anche perché le leggi dei vari Stati non sono tutte uguali: conviene sempre fare riferimento all’ENCI per conoscere le mosse giuste da compiere.

4 – IL MIO CANE A IL PEDIGREE DI UN’ASSOCIAZIONE DISSIDENTE DALL’ENCI/FCI. POSSO SERVIRMENE?
Sì, per fare aeroplanini.
Questo pedigree non solo non è valido, ma è anche falso.

Soprattutto negli anni 70/80 i cagnari avevano l’abitudine di “formare società” assolutamente fittizie con sede quasi sempre all’estero (ricordo alcuni nomi come UCIT, UCIR, UCI ecc.) che in pratica si stampavano i pedigree in cantina e poi li allegavano ai cuccioli, truffando l’acquirente che un “certificato” lo riceveva, e ignorando beatamente tutto ciò che aveva a che fare con la cinofilia pensava di aver comprato un cucciolo con pedigree.
L’unica cosa che aveva fatto, in realtà, era stato di PAGARE il cucciolo come se avesse avuto il pedigree.
Non esiste una “cinofilia dissidente dall’ENCI”, perché l’ENCI è un Ente ministeriale. Al di fuori di esso possono nascere solo club privati, liberissimi di stamparsi i pedigree in proprio: ma con quei pedigree non si accede ad alcuna iniziativa della cinofilia ufficiale.
Oggi la maggior parte delle sedicenti associazioni è scomparsa (anche se qualcuna sopravvive), perché i commercianti avidi di guadagno facile si sono rivolti al mercato dell’Est che fornisce gli stessi cuccioli a bassissimo costo, e per di più con documenti riconosciuti dall’FCI.
Insomma, non c’è neanche più bisogno di imbrogliare: oggi si può truffare legalmente con pedigree “veri”, anche se di valore zootecnico assolutamente nullo.

5 – LA MIA CAGNA NON HA IL PEDIGREE. SE LA FACCIO COPRIRE DA UN MASCHIO CHE INVECE LO HA, I CUCCIOLI POTRANNO ESSERE ISCRITTI?
No. Il pedigree viene concesso solo a cuccioli che hanno entrambi i genitori forniti di documenti.


About Daniela Maffei

65 commenti

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  1. Chiarissimo e utile ma… mi piacerebbe dibattere su una questione. Dunque, l’Enci, avendomi “concesso” l’affisso, mi obbiliga, tramite il codice etico, ad iscrivere tutte le cucciolate (cioé a produrre un pedigree). Benissimo, nella mia cucciolata (diciamo 3 soggetti), ho 2 chihuahua corretti mentre uno è prognato (chiusura dei denti inversa). Ho speso 600 euro di cesareo, ecc. ecc. ecc (vedi articolo sul costo del cucciolo). Il soggetto prognato lo voglio cedere come soggetto da compagnia cercando di recuperare almeno le spese (quindi non lo regalo, lo cedo ad un prezzo minore). L’Enci mi obbliga a iscriverli tutti. Quindi questo cane avrà il pedigree e potrà essere riprodotto (con la possibilità che trasmetta il difetto). E’ giusto questo? Io so che per i gatti esiste un pedigree “not for breeding”, cioé che attesta la genealogia del soggetto ma non ne consente la riproduzione. Nel nostro caso mi trovo davanti a un bivio: lo cedo con pedigree arrecando un danno alla tutela della razza, lo cedo senza pedigree contravvenendo al codice etico! Purtroppo in Italia è la prima strada che prevale alla faccia della tutela delle razze!

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  2. @Walter: basta non cedere il pedigree. Cioè, iscrivi il cane ma il pedigree lo tieni tu e non lo volturi al nuovo proprietario, impedendogli così di mettere il cane in riproduzione.
    Ovviamente sarebbe molto più semplice fare un pedigree “not for breeding”… ma temo che ci siamo ancora lontani (quando mai l’ENCI fa le cose semplici?)!

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      • @Gesta: neanch’io sarei d’accordo, in teoria… però, per la cinofilia ufficiale, è così e il fatto che noi non siamo d’accordo non cambia certo i fatti :-).
        In realtà, poi, è anche giusto che si debba avere almeno la certezza che il cane abbia genitori, nonni e bisnonni della stessa razza per dire che è puro. Che se vai solo a fenotipo… qualche annetto fa avrei potuto mostrarti un cocker inglese che, a vederlo, era un esemplare stupendo: da show. Anche la mamma era una bellissima cocker. Peccato che il padre fosse il mio pastore tedesco, che era riuscito a scoparsi la cockerina della lavanderia sotto casa mia nel tempo che io ritiravo un cappotto :-(
        Nacquero cinque cuccioli, uno dei quali sembrava un pastore tedesco a gamba corta, tre erano palesemente meticci (pure bruttini assai, sigh) e uno era un cocker apparentemente perfetto… ma va a sape’ cosa sarà uscito se quel cane avrà mai fatto una monta!
        Per quanto riguarda il “volete dire che si riproducono solo i cani con pedigree”… no, ovviamente. Si riproduce di tutto e di più (purtroppo, perché è così che poi si riempiono i canili): ma se uno ha ambizioni cinofile, se vuole fare cuccioli da vendere a cinofili che vanno in expo ecc., allora il pedigree gli serve.

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    • da quel che so io il pedigree segue il cane e non posso rifiutarmi di darglielo e pedigree o non pedigree come nelle persone ci sono soggetti che nascono con certe patologie è la natura e neanche l’enci o gli allevatori possono fare qualcosa


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      • No, non è “la natura”: certo, nella natura degli esseri viventi c’è la possibilità di ammalarsi… ma nella natura degli uomini c’è la possibilità e la capacità (per fortuna) di combattere le malattie. Controllare quelle genetiche ha eliminato molti problemi negli umani e può eliminali anche nei cani. Ma se si ignora l’importanza di sapere dove e come si annidano le malattie…allora non si combina nulla di buono.


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  3. Problemino, io mando all’assl il passaggio di proprietà, se il nuovo proprietario per negligenza non fa la stessa cosa il pedigree è intestato a me… e quando la finanza fa un controllo incrociato con ENCI vede che io ho più cani di quelli dichiarati. Non si è mai tranquilli. A mio parere tutti i cani dovrebbero avere il pedigree “not for breeding” e solo quando compiono 9 mesi un giudice specialista può promuoverli. Utopia!!!


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    • Utopia solo in Italia, visto che in Francia, per esempio, lo fanno da sempre… ma qui siamo sempre indietro di millenni. Anzi, andiamo pure indietro anziché avanti, visto che ad ogni modifica del regolamento si avvantaggiano sempre più i cagnari e si penalizzano gli allevatori :-(
      Quanto alla tua obiezione… è giusta, ma basta rompere un po’ le scatole al nuovo proprietario, dicendogli che ti è assolutamente necessario per fini fiscali avere copia della ricevuta del SUO passaggio di proprietà (il che, peraltro, è verissimo). Te la fai mandare e sei a posto.


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  4. … e comunque si tratta di regalare soldi all’enci per qualcosa che non useremo.


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  5. Walter: il passaggio di propr del chip è a tuo carico; tu comunichi alla tua asl che hai ceduto il cane al sig. pinco residente a pallino; la tua asl lo registra e DOVREBBE comunicarlo al comune di residenza del sig. pinco; se il trasf di titolarità del chip avviene in regione, questo passaggio di solito viene comunicato tra asl;molto + raramente se i passaggi sono fuori regione; personalmente mi regolo così: dopo aver comunicato il passaggio alla mia asl, una 15ina di gg dopo mando il propr del cucciolo alla sua asl x controllare se è arrivata la comunicazione; se così nn è provvede lui. In ogni caso IO sono a posto. alla mia asl il cane risulta ceduto e a chi; alla cessione in asl corrisponde la fattura, quindi anche la finanza è soddisfatta.
    pedigree NOt for breeding. ma magarii ! essendo ancora futuro imperfetto, ho escogitato questo: mi tutelo O trattenendo il pedi oppure consegnandolo solo dopo la sterilizzazione comprovata. Entrambe le possibilità vengono per altro segnalate sul contratto di cessione, così come l’eventuale ‘difetto’ che sconsiglia la riproduzione x quel cane. Poi, esperienza amara che racconto: il cane maschio è stato fatto riprodurre ugualmente senza il documento; il propr della femmina è un cagnarissimo; sai cosa gliene frega a quel tipo dei ped o del ‘difetto’ .. ? I miei strali sono andati tutti al propr ma nn ho potuto fare null’altro di concreto

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    • concordo! è sufficente obbligare contrattualmente il nuovo proprietario a sterilizzare… io alla mia trixie che avevo preso per riproduzione quando a 8 mesi hanno diagnosticato la displasia nonostante i genitori ne fossero esenti l’ho fatta operare intorno all’anno per la resezione del femore e contemporaneamente l’ho sterilizzata… se vai a vedere su internet tuttti i rescue di razza si comportano così per i cani che aiutano a trovare famiglia che siano essi dotati di pedigree o meno… li affidano a patto che si provveda a sterilizzarli entro tot mesi… se non lo fai se lo riprendono.


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    • @Francesco: ce ne sono diversi: i peluche della Trudi sono abbastanza abbordabili, le statuine di gesso che si comprano in expo ancora di più. Quelli in ceramica a grandezza naturale temo siano un po’ più cari.

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  7. :D


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  8. Nell’articolo si dice che un cane adulto può ottenere solo il pedigree RSR, ma non c’è anche la possibilità di ottenerlo con il test del dna a patto che i genitori abbiano il pedigree?
    Non sono mai riuscita a capire come funzionasse questa procedura, c’è chi mi dice che si può ricorrere al test solo se il modulo A è stato inviato per tempo, chi che è possibile solo entro il primo anno di età del cane… sul sito dell’ENCI non ho trovato nulla; qualcuno può illuminarmi?


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    • spero di poterti aiutare, anche se la procedura è piuttosto macchinosa.
      poniamo caso che per un motivo qualunque ci siano delle difficoltà con l’emissione del pedigree (esempi a me noti: ritardo nella consegna dei documenti, errori di trascrizione del n chip o ROI di uno dei due genitori, ‘dimenticanza’ di un cucciolo, inversione n chip tra un cucciolo e l’altro ecc)
      possibilità A) entrambi i genitori hanno GIà il DNA depositato. basta fare un controllo incrociato con il DNA del cucciolo, inviarlo in ENCI e probl risolto
      possibilità B) uno o entrambi i genitori NON hanno DNA depositato.
      si fa prelievo x DNA a tutti (genitori e figli) si fanno i raffronti, si spedisce in ENCI e se tutto è regolare i pedigree vengono emessi
      come e dove si fanno queste cose? intanto c’è una modulistica che il vet che fa i prelievi deve compilare (dati del cane, chip etc) poi si manda ai laboratori autorizzati (elenco sul sito ENCI) dopo di che i risultati vanno a loro volta, con moduli compilati, spediti in enci.


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  9. Salve.. io ho una femmina di Terranova di 4 mesi presa da poco che l’allevatore non ha iscritto e volevo sapere se è possibile richiederne il pededree se i genitori lo hanno. qualcuno può aiutarmi?


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  10. salve,la mia spitz di pomerania e’ di taglia nana,invece un anno fa’ quando e’ nata fu’ inserita nel pedigree come piccola.Vorrei sapere come poter effettuare la variazione nel pedigree da piccola a nana.grazie,saluti.


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  12. Il mio ragazzo ha come vicina di casa una sciuramaria di prim’ordine, proprio in linea con il relativo standard, chihuahua-munita e gatta-munita. la sua micia, ancora cucciola, è molto carina: sembra una simil certosina (MOLTO simil..insomma, è grigia), e sapete la novità? La sciura ha PAGATO 50 euri ad una signora che possiede un certosino maschio “puro”, per farla coprire al primo calore, senza tra l’ altro sapere minimamente se e dove sistemerà i gattini! Ed è convintissima che un gatto, per essere certosino, debba solo essere grigio, e che il pedigree non serva a nulla..in pratica si è inventata la razza del suo gatto! Grazie a Dio, ha detto che dopo la cucciolata, fatta perchè è una bella esperienza per le bambine sue, farà sterilizzare la micia. Ah, ultima nota: Nei dintorni della sua casa gira un gatto grigio IDENTICO alla sua, a mio parere anche più bello di un certosino vero e proprio…e questa è andata a pagare una sconosciuta!

    @laila…ma che ci fai in un posto simile mi chiedo…anche secondo me sei finta


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    • Sony, primo: sarebbe molto gradito che non scrivessi in maiuscolo, perché poi a leggerti vanno insieme gli occhi :-)
      Secondo: l’affetto e la cinotecnica sono due cose diverse e non vanno confuse. Anche la mia ultima cagnona (meticcia DOC di provenienza ENPA) era una bellissima cagna e “mi fermavano tutti”: però meticcia restava.
      Il pedigree italiano è lacunoso, vero: l’ENCI tutela solo i soldi che incassa, te l’assicuro, perché gli allevatori non li tutela per un beatissimo tubo (almeno quelli seri): verissimo anche questo.
      Ciò non toglie che il pedigree sia la carta d’identità del cane: quello che ti permette di sapere chi erano i suoi genitori e i suoi nonni (e, tanto per cominciare, di impedire che un domani il cane si accoppi con sua sorella o suo fratelli); quello che ti permette di capire se i figli o i nipoti del cane X manifestano tutti una certa patologia, per cui magari eviti di andare ad accoppiare con quella linea lì. E così via.
      La cinotecnica mira a produrre cani SANI, prima di tutto, e di buon carattere: poi, se capita, anche belli. E sempre tipici. Ma questo è il problema minore, almeno per me (per qualcuno no, ma io parlo per me). Un cane senza pedigree è un compagno di vita eccezionale, né più né meno di quelli che ce l’hanno: ma nel momento in cui decidi di fare una cucciolata, senza pedigree brancoli nel buio. Mi auguro che i tuoi “campioni” siano sterilizzati: se è così, applaudo. Se invece li fai accoppiare…allora tutto il tuo discorso suona fasullo, perché l’affetto e l’amore dovrebbero comprendere anche l’esigenza di tutelare la salute.

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  14. dal pedigree del mio cucciolo di labrador, ho notate che padre e madre sono fratelli della stessa cucciolata, è un problema?


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    • E’ un inbreeding. Il più stretto che esista (oltre a quello padre-figlia o madre-figlio).
      Non è un problema se non ci sono tare ereditarie alle spalle, è un problema serio se per caso ci fossero, nel senso che ci sarebbero alte probabilità di vederle manifestare in quel cucciolo. Mi auguro che l’allevatore abbia fatto quella cucciolata a ragion veduta (ossia per fissare certi caratteri che gli interessavano, ma solo dopo aver accertato che la linea di sangue fosse “pulita”), e non “ad capocchiam”.


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  15. a titolo di purissima curiosità: ma con che criteri vengono decise quali razze possono essere RSR e quali no?


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  16. Sono d’accordo con l’utilità del pedigree e sul.fatto che l’Italia sia sempre lacunosa e obsoleta nelle questioni documentarie, credo infatti che il test del DNA dovrebbe essere obbligatorio e acquisito agli atti compilativi del pedigree stesso. Credo inolre che i chip potrebbero essere migliorati e contenere già questi dati e che dobrebbe essere norma l’esame delle.tare ereditarie e di quelle più.coinvolgenti la.razza, anch’esse inserite in documentazione. Non sono tuttavia d’accordo con chi dice che contrattualmente obbliga alla sterilizzazione e/o alla non riproduzione dell’esemplare. Non siete la.legge e i vostri contratti legalmente valgono zero. A parte che non comprerei mai un cane da un allevatore avvezzo.a queste pratiche, mi sa di truffaldino e poco.serio, ma credo che.queste modalità, portate avanti da qualcuno in buona fede, possano diventare fastidiose e un modo per evitare la concorrenza. Se mi obblighi a sterilizzare o non mi dai il pedigree non posso riprodurre o allevare con quel cane per cui eviti che ti soffi clienti. Per quanto riguarda i contratti di non riproduzione se l’ENCI produce un documento e non è not for breeding io posso fare ciò che voglio. L’allevatore non può obbligarmi a nulla. Fai pure causa dopo. E se ti tieni il pedigree del cucciolo, a parte che esigo la dichiarazione di spesizione presso mia delegazione, non importa, credo di poterne richiedere tranquillamente una copia io all’ENCI, portando i certificati di proprietà e di passaggio. Ad ogni modo credo che il pedigree sia obbligatorio darlo. Qualsiasi sia la.situazione. Poi sta ad altre autorità decidere il resto. Ad es. un.veterinario dovrebbe poter vedere da chip il cane chi è e da dove viene ed in caso di malattie o tare genetiche segnalarlo affinché il pedigree venga corretto o rivisto.dall’interno.
    Grazie


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    • Il fatto che non consegnino il pedigree non ha nulla a che fare con il “soffiare i clienti” dell’allevatore.
      Invece che definirlo truffaldino, io personalmente apprezzerei un allevatore del genere, che dimostra di amare veramente il suo lavoro e la razza che alleva preoccupandosi di non far accoppiare CANI CON DIFETTI che non farebbero altro che peggiorare la razza e invalidare il lavoro di tante persone che invece si sbattono per migliorarla! Fidarsi della gente è bene, non fidarsi è meglio!


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  17. Buongiorno,
    non ho letto tutti i commenti ma dico solo una cosa…un mio pensiero.

    Io credo che se in una cucciolata nascono 3 cani…2 con le caratteristiche giuste e 1 con pelo diverso o con problemi fisici…
    la cucciolata intera e la madre non devono più riprodursi con pedigree…
    perchè il gene ormai è sballato…
    perchè anche se i 2 cuccioli sono “normali” dentro di loro hanno la percentuale del DNA sballata… e potrebbero a loro volta fare cuccioli con caratteristiche sballate…

    solo così si salva la razza vera…


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    • Beh, tecnicamente ci possono essere molti motivi per cui esca un cucciolo “atipico”. Prima di tutto il problema potrebbe provenire da uno solo dei riproduttori e quindi non ha senso escluderli entrambi.
      In secondo luogo, anche se raro, può capitre che la cagna rimanga incinta di due maschi diversi, quindi va appurato che non ci sia un “mascalzone” di troppo…
      Infine anche in una razza pura con una buona selezione possono saltar fuori scherzetti della natura. Solo dopo un’indagine approfondirà si può decidere se e chi escludere dalla riproduzione.


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  18. Sigh… facendo la dog sitter a un cucciolo di levriero afgano di una brava e seria allevatrice, ho incontrato una signora che ha detto: “Chebbellooo! Io avevo una femmina! L’avevo presa al canile, ce n’era un’intera cucciolata, ma solo i maschi avevano il pedigree, le femmine no, perchè il papà lo aveva ma la mamma no! E io che volevo la femmina l’ho dovuto prendere senza!”


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    • Ahahahahahahah!!! Peccato che non sia più in tempo a infilarla nello stupidario (inteso come libro): però, ti prego, postala almeno nello stupidario della Dani su FB! :-D


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  19. Ciao a tutti! Volevo sapere cosa ne pensate..
    Ho trovato su internet un allevamento su vendono cani di razza con pedigree a basso prezzo (20 % in meno rispetto al normale) posso fidarmi?


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    • Cani di una razza, o di millemila razze? Se di una razza sola, dipende… se di molte razze, NO. Senza se e senza ma.


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  20. buona sera a tutti ho un quesito da porvi in merito al passaggio di proprietà di un cucciolo di labrador, ho comprato il cucciolo da un’ amica i genitori visibili e con pedigree, volevo sapere se il cucciolo viene volturato alla usl a mio nome il 62° giorno e porto il certificato alla mia cara amica il foglio dell’avvenuta registrazione lei potrà compilare il modulo B a quel punto è obbligata a metterlo a mio nome oppure se lo può intestare lei? vi chiedo questo perché dopo essersi presa i soldi ha incominciato a dirmi che il pedigree lo voleva per se per dimostrare di allevare un proprio cucciolo,ma in realtà io l’ho pagato e il cucciolo è mio per l’ usl ma cosa avviene nel mondo ENCI?come dimostro che il pedigree deve essere volturato, grazie delle vostre risposte possibilmente competenti


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  21. Buongiorno Giulia, posso aiutarla perchè lavoro in una delegazione Enci. L’allevatore deve consegnare il cucciolo già microchippato (per l’Enci è obbligatorio inoculare chip entro 60 giorni dalla nascita, ossia prima di cederlo al nuovo proprietario, allegando al modulo B la dichiarazione del veterinario che ha messo i chip). L’allevatore ha tempo 90 giorni dalla nascita, per presentare il modulo B per iscrivere la cucciolata e qui può scegliere se lasciarli intestati a sè stesso, o intestarli direttamente ai nuovi proprietari. In parole povere, se li lascia a nome proprio, i pedigree arrivano direttamente a casa sua (in circa 15 giorni)e risulta il suo nome nella parte superiore del certificato dove c’è scritto appunto ALLEVATORE:…..; mentre nella parte inferiore del pedigree (sotto tutta la genealogia) dove c’è scritto CEDUTO IL, A..,FIRMA CEDENTE ecc. rimane in bianco. Oppure se li intesta ai nuovi proprietari, sul pedigree apparirà sempre il nome dell’allevatore nella parte specifica, mentre in basso ci saranno stampati, data di cessione – Cognome Nome indirizzo del nuovo proprietario, UGR (ufficio gestione registri)…Questi certificati arriveranno in circa 10-15 giorni alla delegazione competente per territorio del nuovo proprietario, che provvederà ad inviare una lettera per comunicare la presenza del pedigree da ritirare (che costa 22 euro).
    Se invece l’allevatore li lascia intestati a sè stesso, in seguito dovrà consegnare ogni relativo pedigree ai nuovi proprietari, firmando lo stesso in basso al centro dove c’è la scritta FIRMA CEDENTE, assieme al PASSAGGIO DI PROPRIETA’ scaricabile dal sito dell’Enci in modulistica, debitamente compilato e firmato (2 firme del proprietario/allevatore cedente). Quando si è in possesso di pedigree originale firmato e del modulo del Passaggio di Proprietà, bisogna andare entro 30 giorni (se si tarda, non succede nulla…)in una qualsiasi delegazione Enci per registrare il Passaggio di Proprietà manuale (sul pedigree) e in contemporanea verrà eseguito il Pass.Prop. on-line sul data-base Enci (costo identico a sopra 22 euro).
    Indi potrà recarsi alla ASL con il pedigree a suo nome e con il cane (perchè devono verificare il chip per la trascrizione). Preciso che molti si recano prima alla ASL con in mano il Passaggio di Proprietà e (almeno nella mia città)se lo trattengono….! Quindi poi quando si recano in delegazione Enci per fare il Passaggio di Proprietà si rendono conto che ne sono privi….e tocca disturbare nuovamente l’allevatore per rifare il tutto.
    Tutto questo per dire che quello che fa la ASL non ha quasi nulla a che fare con l’Enci. Se il cane alla ASL è a nome suo, ma il pedigree rimane a nome dell’allevatore, il cane “E'” dell’allevatore. Ciò in genere accade se ad esempio un allevatore suppone di aver ceduto la miglior cucciola (o il miglior cucciolo) come forse nel suo caso, e avrebbe il piacere un domani, (con i tanti “se” di radiografie, oculopatie, expo, ecc…) di produrre una cucciolata…..risulterebbero allevati da lei (e non dal nuovo proprietario). Ma questi sono accordi che vanno presi PRIMA di acquistare/cedere un cucciolo. Senza nessun accordo scritto o verbale (vista l’amicizia)l’allevatore è tenuto a darle il pedigree. E’ un suo diritto.
    Lei scrive “lo voleva per sè per dimostrare di allevare un proprio cucciolo”: ma questo non è un problema, visto che sul pedigree c’è proprio scritto che l’allevatore è lei, con tanto di Cognome Nome e indirizzo.
    Spero di averle chiarito un po’ la situazione. Saluti


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  22. Buongiorno! Ho degli amici che vogliono acquistare un cucciolo (maschio) di razza. L’allevatore non è intenzionato a rilasciare il pedigree ai nuovi proprietari, ma solo una fotocopia. In questo caso i nuovi proprietari non hanno diritto a far riprodurre il cane. Per il resto non me ne intendo molto, quindi chiedo a voi. Che altri diritti mantiene l’allevatore tenendo il pedigree del cane? Il cane a chi è intestato? Se il cane fosse venduto all’estero, a livello di diritti cambia qualche cosa?
    Vi ringrazio!


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    • Pamela, bisognerebbe capire cosa c’è a monte: perché non cede il pedigree? Perché il cane è ritenuto inadatto alla riproduzione? Allora l’allevatore fa bene a tenerselo, però deve fare uno sconto al cliente.
      L’intestazione è regolata dall’iscrizione all’ASL e non dal pedigree, quindi il cane è di chi lo iscrive all’anagrafe canina.
      Venduto all’estero, inteso in che senso? Non ho capito la domanda.


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      • Scusa, magari mi sono spiegata male:-) Il cene è sano. È l’ultimo cucciolo di una femmina a cui gli allevatori sono legati e vorrebbero quindi far riprodurre in futuro il cane in questione per mantenere la linea di sangue nel loro allevamento. Per cui lo venderebbero a questi miei amici (residenti all’estero), ma gli allevatori si terrebbero il pedigree, onde evitare che i miei amici castrino il cane. Dicono che se i miei amici tengono il pedigree possono decidere di castrare il cane quando a loro pare. Se i miei amici volessero far coprire una cagna con questo cane dovrebbero richiedere il pedigree agli allevatori. Ma se vendi il cane come allevatore, il proprietario non ha diritto al pedigree? Io 20 anni fa ho acquistato un Siberian Husky in Italia, mi hanno mandato pedigree e il cane era anche a mio nome. Quindi non capisco che senso ha per gli allevatori vendere quel cane se per loro è un riproduttore importante e mettere in difficoltà persone che sono alla prima esperienza con un cane. Io ho cani da anni, ma non mi si è mai presentato il problema dei pedigree, quindi alla fine non so neppure io cosa sia giusto o sbagliato.


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        • La scusa mi sembra abbastanza campata in aria: i proprietari del cane possono castrarlo quando gli pare e piace, che abbiano o meno il pedigree in mano. E poi, per come la vedo io…se ci tieni a un cucciolo e vuoi usarlo in riproduzione, non lo vedi e lo tieni per te.
          Non capisco le motivazioni di questi allevatori e non mi convince molto questa storia.


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  23. Selezionare il carattere? Ma va la’!! Tra l’altro nemmeno le malattie si possono evitare, appunto essendo il pedigree scarso di informazioni purtroppo.


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    • Ma va là lo dico io :-). E’ vero che il pedigree è scarso (anzi, scarsissimo) di informazioni, ma è anche vero che se allevi seriamente una razza sai vita, morte e miracoli di tutti i cani più importanti in circolazione. Quindi, quando sai “chi è”, sai anche “che cos’ha”, “che cosa porta” eccetera eccetera. Certo, queste informazioni non sono accessibili al privato che ha in mano solo un pedigree poco eloquente: ma siccome io resto dell’idea che allevare sia una cosa seria e che vada riservata ai professionisti… allora mi sta anche bene che siano solo loro ad avere una panoramica completa (che comunque non è certo inaccessibile: basta frequentare gli allevatori, gli allevamenti, le expo, le prove di lavoro…e scopri tutto anche se sei un normalissimo privato. Però ti devi sbattere…e se non hai voglia di farlo, allora perché dovresti allevare?).


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  24. Può aiutarti ma vita e miracoli ne dubito onestamente. Nessun allevatore….ti dirà mai tutta la verità e non avrai mai una garanzia. Anche perchè si fa per soldi…con tutti i cani che ci sono abbandonati. Sul carattere non sono d’accordo.


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  25. Il mio ha il pedigree, suo nonno era campione del mondo, lui ha i “suoi problemi”. La vicina un cane “bellissimo pedigree ottimo, cane sordo ecc ecc. Non facciamo del pedigree na meraviglia unica e unica…


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  26. “Cane di razza pura”, anche per la legge, è sinonimo di “cane con documenti”. L’aspetto fisico non conta nulla.

    Vuol dire che esistono delle leggi vere e proprie? A me hanno dato un cane di razza (senza pedigree) perchè i padroni non potevano più tenerlo e adesso vogliono che io lo paghi, ovviamente al prezzo di un cane di razza. Come posso fare per dimostrare che se non ha il pedigree non hanno il diritto di farmelo pagare come uno che lo ha?
    Grazie


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  27. Buonasera, ho acquistato tramite privato un cucciolo di bulldog francese, mamma e papà hanno il pedigree enci ( visti io)ma purtroppo non so il perche ma hai cuccioli non li hanno voluti fare…. Come posso fare per avere il pedigree al
    Mio bouledogue ?


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    • Chiedi alla delegazione ENCI della tua città: con l’esame del DNA di entrambi i genitori il pedigree si può fare anche dopo la decorrenza dei termini.


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  28. ho una cagnetta jack russell di due anni che non ha il pedigree ho la possibilità di richiederlo? se è si quali sarebbero i costi? a chi dovrei rivolgermi? grazie


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  29. Salve! Circa un anno fa ho comprato un chihuhua da un allevamento. Al momento dell’acquisto mi hanno detto che il pedigree potevo prenderlo in un secondo momento. A un anno di età il chihuahua mostra diversi difetti tra cui un testicolo non sceso (difetto genetico). La domanda è come è possibile che i genitori, o meglio quello portatore del difetto, abbiano il pedigree? E dal momento che il padre è merle come è possibile che possa riprodursi e fare cuccioli con pedigree? A questo punto si puo obbligare l’allevamento a fare il test del DNA?

    Grazie


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    • E’ possibilissimo che i genitori abbiano il pedigree! Il pedigree è una garanzia di purezza, non di bellezza e tantomeno di esenzione da difetti. Un cane di razza pura (cosa certificata dal pedigree) può essere anche bruttino, atipico e con mille difetti. Anzi…MAGARI bastasse il pedigree per avere cani perfetti!
      Diverso il discorso per il merle: secondo lo Standard non si sarebbe dovuto riprodurre. Se però la madre non è a sua volta merle, i cuccioli non dovrebbero avere alcun problema di salute (i “doppi merle” invece ne hanno a bizzeffe). Un test del DNA si può sempre richiedere, ma…la domanda è un’altra: se sapevi che il merle è fuori standard, perché hai preso un cucciolo figlio di un cane merle?


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  30. Una domanda: se il mio cane ottiene il pedigree RSR e si accoppia con una cagna con pedigree ROI, che tipo di pedigree viene rilasciato alla progenie?


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    • Se un cane con pedigree RSR di prima o seconda generazione si accoppia con un cane iscritto al ROI, i figli avranno tutti il pedigree RSR (quello verdino), perchè in questo caso, lo stallone, non ha la genealogia completa.


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  31. Ciao
    prenderò un cucciolo di pastore del bernese, la mamma ha un super pedigree mentre il papà non ha nulla.
    Entra i genitori sono di razza pura, fisicamente perfetti, esenti da displasia etc. Etc.
    Posso ottenere il pedigree per il cucciolo?
    Se si cosa devo fare?
    Ma non è tutto:
    Ho un cucciolo di nove mesi di golden retriver i genitori hanno entrambi un signor pedigree, il cucciolo no.
    Mi hanno detto che l’allevatore avrebbe dovuto iscriverlo all’ENCI entro 30 giorni dalla nascita e quindi il piccolo ora non può più ottenere il “famigerato patentino”
    È vero?
    Cosa posso fare per risolvere la cosa?
    Grazie a tutti


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    • Allora: per il bernesino niente da fare, se il papà non ha pedigree non può averlo neanche lui. Il Bernese è anche escluso dal RSR, quindi non c’è scampo. Per quanto riguarda il golden, invece, se entrambi i genitori hanno il pedigree è possibile farlo fare al figlio anche in ritardo, previo esame del DNA.


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      • Posso fare una domanda cretina?
        Ma il primo bernese che ha ottenuto il pedigree ????
        Ci saranno pure dei parametri per una corretta classificazione indipendentemente dalla genealogia, o no?

        Per quel che riguarda il golden, una volta che l’allevatore mi rilascia le carte dei genitori e tutta la documentazione varia non vedo a che pro fare un esame del DNA.
        Non ditemi che è per accertare la parentela, se l’allevatrice conta balle lo fa anche nei 30 giorni successivi alla nascita!!!


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        • Alessandra…ci sono delle regole. Ben chiare, scritte e ben conosciute: quindi anche facili da seguire. Se uno non le segue, poi non è che possa dire “ah, vabbe’, ma sono regole del cavolo”. Anche alcune leggi italiane sono leggi del cavolo, ma si sa che esistono e bisogna rispettarle, altrimenti si commette un reato e se ne pagano le conseguenze: una società civile e strutturata funziona così. Non è pensabile che ognuno faccia il comodo suo, neppure quando in questo “comodo” c’è una logica. Altrimenti va a farsi friggere uno dei cardini della società civile, e cioè il fatto che la legge sia uguale per tutti.

          P.S.: comunque, per rispondere alla tua domanda: per quanto riguarda il golden, il problema non è che l’allevatrice racconti balle. Il problema è che potresti raccontarle tu, sostenendo che il tuo cane sia figlio di Tizio e Caia quando così non è.
          Tu dici: mi rilascia le carte dei genitori. E allora? Anch’io potrei farmi rilasciare i pedigree di due dobermann, magari sostenendo che mi servono per uno studio. Poi vado all’ENCI con la Bisturi e chiedo che le sia rilasciato un pedigree da dobermann… e secondo te me lo danno?
          Chiediti piuttosto per quale motivo l’allevatrice non abbia fatto il pedigree a quella cucciolata… visto che la spesa è irrisoria e che basta compilare due moduli. TU sei davvero sicura che i genitori siano quelli?


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          • Ma con cosa sei stato/a allevato/a, succo di limone?
            Complimenti per l’acidità della risposta.
            Non ti viene in mente che magari un neofita scrive in buona fede e magari si aspetta delle informazioni serie invece di ste risposte buttate li!
            Si sono certa dei genitori del mio golden, molto molto certa!!!!
            Chiederò certo perché non è stato fatto a tempo debito.
            Che cavolo vuol dire fai il DNA, punto?
            Dimmi se l’allevatrice è obbligata a fornire quello dei genitori x una comparazione.
            O spiegami come hanno fatto a tirar fuori lo standard di razza dal primo bernese della storia.
            Insomma dai delle informazioni invece di giocare a fare il saccente.
            Comunque buona giornata

            Ps. Io ho sempre avuto cani presi in canile questi sono i primi che arrivano da famiglie (non da allevamenti, ma da famiglie chiaro?) e sinceramente del pedigree non me ne importa un granché volevo solo informarmi


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          • Ciccia… senti una cosina, per prima cosa: sei in casa mia e civiltà vorrebbe che ti comportassi educatamente. Non sono neppure tenuta a rispondere alle tue domande, da te stessa definite “cretine” (dunque, lo sai!), visto che questo è uno spazio dedicato ai commenti e non la rubrica “il cinofilo risponde”, ma ho cercato di farlo in modo civile, anziché chiederti per quale motivo tu andassi a cercarti col lanterino proprio “cani di presunta razza”, senza pedigree, ma poi volessi arrampicarti sugli specchi per fargliene uno.
            Nè l’ENCI, né le leggi italiane sono fatte a misura di furbetto: e tu stai facendo domande da furbetta (mi cerco il cucciolo senza pedigree per risparmiare, dopodiché esigo che gliene venga fatto uno).
            Volevi informazioni, e te le ho date: ma non ti sono gradite e quindi dai della “saccente” a me. Sai che ti dico? Che io dò a te della grandissima cafona e ti invito a rivolgerti altrove. Anche perché, se non ci vai da sola, ti ci mando io.

            Valeria Rossi

            Commento con voti alti. Tu cosa ne pensi ? Thumb up 5

  32. A – complimenti x la scarsa educazione, io non ho insultato nessuno mentre, casa tua o no, tu insulti
    B – è evidente che non leggi ciò che ti si scrive
    C – è altresì evidente che le tue sono risposte di probabilmente non sa dare l’informazione
    D – non hai capito che non compro cani
    E – il pedigree non mi interessa, cercavo solo di capire una cosa a me sconosciuta
    F – ciccia dillo a tua sorella, magari lei ti capisce
    G – fa che non rispondere, così non perdiamo tempo

    Va da se che mi rivolgerò a chi conosce la materia


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    • Ti ho dato diritto di replica. Da adesso in poi sei bannata.
      (Non rispondo più alle tue obiezioni perché sono così ridicole da farmi pensare che, alla fin fine, tu sia solo un troll).


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    • Questa signora Alessandra mi sembra un po’ contradditoria perchè nel primo post ha letteralmente chiesto: “Cosa posso fare per risolvere la cosa?”…..quindi il pedigree pareva fosse d’interesse….poi invece “il pedigree non mi interessa…”
      In ogni caso mi premeva spiegare due cose in proposito, visto che lavoro in una delegazione Enci.
      Se davvero i due golden retriever genitori del suo cucciolo hanno un pedigree, cioè siano entrambi iscritti al ROI (Registro delle Origini Italiano)è possibile sì, riuscire ad ottenere il pedigree, ma a delle condizioni, giuste e doverose: innanzitutto il proprietario della fattrice (la mamma dei cuccioli)deve presentare in ritardo presso la delegazione Enci competente per territorio, il mod.A (Denuncia di monta e nascita)che avrebbe dovuto presentare entro 25 giorni dalla nascita, pagando quindi una leggera mora per il ritardo (esiste il ritardo da 1 a 10 gg. e il ritardo oltre i 10 gg.). Sul mod.A vanno denunciati tutti i cuccioli nati e/o morti anche se sul mod. B si vorrà fare un solo pedigree. Nello stesso momento presenterà anche il mod.B (Iscrizione di cucciolata) in ritardo (anche qui si paga qualcosa in più del normale)inserendo il nome del cucciolo, il suo microchip, il sesso, il colore…ed eventualmente il nome del proprietario attuale. Poi va allegata o la copia dell’iscrizione all’anagrafe canina provinciale o comunque una dichiarazione del veterinario (firmata, datata e timbrata dallo stesso) di avvenuta inoculazione del microchip. Questo, per tutti i cuccioli dei quali si richiede il pedigree.
      Ovviamente sulle ricevute dei mod.A e B vi sarà scritta l’anomalia “esame parentale/DNA”. Quindi l’allevatore dovrà rivolgersi ad un veterinario per prelievo campione biologico della fattrice, dello stallone (papà dei cuccioli) e di tutti i cuccioli dei quali si vuole ottenere il pedigree. Il tutto va inviato in uno dei diversi laboratori di genetica sparsi sul Territorio e accreditati dall’Enci (si trovano sul sito http://www.enci.it). Il laboratorio dopo aver effettuato l’esame parentale, invierà il responso all’allevatore e all’Enci a Milano per lo sblocco della pratica e quindi per il successivo rilascio dei pedigree.
      Alla signora Alessandra che precisa di aver preso i cani presso famiglie e quindi NO allevamenti, preciso che per l’Enci risulta Allevatore chiunque abbia una femmina di razza con regolare pedigree che ha partorito una cucciolata (con stallone munito di regolare pedigree).
      Infine vorrei dire che Valeria ha risposto benissimo.
      Buon lavoro!


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  33. Certo che la gente è proprio fuori di testa! Sono allibita da questa esaurita!


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