ORIGINI E STORIA
Furono i Romani – che nella loro classificazione della specie canina, avevano già compreso i cosiddetti canis pastoralis – i primi a fissare i tratti dello “sheep dog” britannico, principalmente nell’Inghilterra meridionale ed ai confini (borders) tra Inghilterra e Scozia.
Il primo standard di razza e guida per l’acquisto del cosiddetto shepherd’s dog venne inserito in un manuale pratico per agricoltori scritto tra il 127 ed il 116 a.C. da Marco Terenzio Varrone, agricoltore ed uomo erudito romano. In questo manuale vengono descritte le parti anatomiche dello shepherd’s dog molto dettagliatamente e questa rimarrà per molti secoli l’unica forma di standard di razza per questo cane.

Il Border Collie si è originato nelle terre di confine tra Scozia ed Inghilterra ed in inglese l’aggettivo “border” significa, appunto, “di confine”.
Alle origini della razza ci sono i cani che sono stati inizialmente definiti come “Working Collie” (Collie da lavoro), “Old-Fashioned Collie” (Antichi Collie), “Farm Collie” (Collie da fattoria) ed “English Collie” (Collie inglesi).
La parola “Collie” ha il significato di “utile” che con il tempo divenne il termine utilizzato per definire un cane da gregge utile ed adatto per le situazioni più disparate.

Old Hemp (1893) è considerato il progenitore dell'attuale razza

 

CARATTERE ED ATTITUDINI
Il Border lavora con il gregge (o con le oche, o con qualsiasi altro animale) in modo molto particolare.
Il suo atteggiamento equivale infatti a un comportamento predatorio in fase iniziale, perché non arriva mai all’attacco a all’uccisione della vittima.
Il Border approccia il gregge con la camminata furtiva tipica del predatore che si avvicina di soppiatto alla preda: gambe piegate, coda bassa, sguardo attento e fisso. Questo fa pensare al gregge che un predatore stia per attaccarlo, e induce un comportamento reattivo che consente al pastore, mediante gli spostamenti del cane, di mandare sempre il gregge dove vuole lui.
Il recente “boom” della razza in agility non deve farci dimenticare che il Border è “pastore dentro”, nel suo DNA.
Non è nato per saltare ostacoli o fare slalom a duecento all’ora: questi sono semplicemente “adattamenti” di un cane energico, veloce ed agile a una disciplina che sembra fatta su misura per lui…ma che nasconde anche qualche tranello.
Stimolare “ancora” la reattività e la velocità di un cane che già di per sè sembra avere il motore di una Formula 1 può essere gratificante da un lato, ma rischioso dall’altro: si rischia infatti di ritrovarsi in casa una “mina vagante” sempre pronta a saltare addosso, rosicchiare, scavare e dedicarsi a tutte quelle divertentissime attività scaccia-noia…che mandano il padrone in manicomio.
Il padrone ideale di un Border, ovviamente, deve essere una persona attiva e dinamica: ma non basta.
E’ molto più importante che abbia tutte le doti di un vero”capobranco” e che quindi sia una persona equilibrata, mai nervosa e mai violenta, ferma, decisa e coerente in ogni circostanza e soprattutto allegra, con molta voglia di giocare! Infatti per lavorare e vivere bene con un Border occorre giocare, giocare, giocare.
E intendiamo giocare “insieme”, non certo tirargli una pallina e sperare che il cane si diverta così.
Il Border è un cane intelligentissimo: come potete pensare che una pallina senza alcuna interattività col padrone lo diverta per più di cinque minuti?

Se si desidera un cane da Agility, il rapporto con il giocattolo dovrà diventare molto forte: per ottenerlo bisogna far giocare il cucciolo e smettere SEMPRE quando il cane è al massimo dell’euforia, cosicché il gioco rappresenti un ambito traguardo da raggiungere.
Bisogna stare attenti, però, a non creare cani “pallinodipendenti”, che preferiscono la pallina al padrone.
Questo non significa avere un cane “vincente”: significa avere un cane “schizzato”, e purtroppo alcuni soggetti da Agility lo sono.
Attenzione, quindi, a mantenere un giusto equilibrio tra passione per il lavoro , passione per il suo umano  (che non deve MAI mancare in un cane, di qualsiasi razza) e passione per l’oggetto: che dev’esserci, certo, ma non può e non deve essere l’unica.
Per il resto il Border è un cane dolcissimo, docilissimo, intelligente e versatile: ma la soluzione ideale per mantenerlo anche anche equilibrato e sereno è sempre quella di permettergli di svolgere il suo lavoro, quello per cui è nato e che ha svolto per secoli.
Contrariamente a quanto molti pensino, per farlo non è necessario essere pastori e vivere in una malga sul cucuzzolo della montagna: esiste un Club italiano, il CLB (“Club Cani da Lavoro su Bestiame”) che mette a disposizione degli appassionati campi, istruttori…e greggi.
Quindi anche l’industriale che vive nel centro di Milano, volendo, può allenare il suo cane allo sheep dog senza particolari difficoltà.
Per informazioni si può consultare il sito Internet del CLB.

BORDER FAQ:


1 – COME POSSO RENDERE FELICE IL MIO BORDER?
Facendolo lavorare, o comunque dando uno scopo alla sua vita.
E facendogli fare molto esercizio fisico, perché ne ha un bisogno vitale.
Non importa tanto che si tratti di agility, sheepdog o obedience: il Border è un cane che vuole rendersi utile, altrimenti sarà un cane stressato.
E’ altrettanto stressato, però, il cane a cui si chiede troppo: pretendere superprestazioni anche quando il cane è stanco, vivere il lavoro con il cane come una sfida continua, come se si dovesse per forza dimostrare qualcosa…equivale a rovinare il carattere del proprio cane.

2 – E’ DAVVERO UN CANE IPERATTIVO?
Sì e no.
E’ vero che il Border ha un’energia praticamente inesauribile, ma è anche in grado di gestirla. Questo significa che è capacissimo di passare qualche ora in casa senza agitarsi e senza fare danni: diventa un vero “tornado” solo se lo si priva della possibilità di sfogarsi. Quindi, sì al Border per le persone che possono portarlo almeno un’ora al giorno a correre e/o a lavorare, e per il resto del tempo gli chiedono di starsene buono in casa o in giardino: NO alle persone che gli chiedono “solo” di starsene buono e calmo, perché lui dopo un po’ “esploderebbe”.

3 – E’ NECESSARIO IL GIARDINO PER TENERE UN BORDER?
No. In giardino il cane fa un po’ di movimento spontaneo, ma non certo tutto quello di cui ha bisogno.
Quello che serve al Border collie è un’attività fisica da svolgere col padrone. Per il resto del tempo che viva in casa o in giardino è del tutto ininfluente.

4 – TUTTI I BORDER SONO COSI’ DINAMICI?
No, ci sono differenze individuali e anche tra una linea di sangue e l’altra. I cani allevati solo per le esposizioni normalmente sono meno attivi e dinamici di quelli che provengono da linee di lavoro.

5 – C’E’ DIFFERENZA TRA UN CUCCIOLO DA SHEEP DOG E UNO DA AGILITY?
No, sono entrambi cani selezionati per il lavoro e quindi possono svolgere questi come mille altri compiti sportivi e non. C’è differenza solo tra le linee di sangue da bellezza e quelle da lavoro, ma non tra un lavoro e l’altro. Ma soprattutto non ha molto senso parlare di cani “allevati per l’agility”, come se si potesse selezionare, per esempio, una “genetica da saltatore”.
Un buon cane da agility è semplicemente un border con elevate qualità caratteriali  (quelle che gli servono per essere se stesso, e cioè un cane da pastore), ben indirizzate con una corretta educazione e un buon addestramento. Selezionare i cani in base a “quanto alto saltano”, o alla velocità che raggiungono,  sarebbe una vera follia che finirebbe per rovinare la razza, creando magari border-levrieri o, perché no, border con le molle incorporate sotto le zampe!

6 – QUANTO ESERCIZIO FISICO DOVREBBE FARE UN BORDER?
Dipende dal singolo cane, ma in linea generale vanno bene due passeggiate di 20 minuti al giorno (con qualsiasi tempo, pioggia, neve ecc.!). Una parte di questi minuti va dedicata alle corse in libertà in un’area sicura e deve includere un gioco divertente. Inoltre bisogna far fare al cane dai 15 ai 30 minuti di addestramento due volte la settimana.
L’addestramento serve a rilassare il cane anche mentalmente, perché il lavoro che impegna la psiche lo stanca tanto come l’esercizio fisico.

7 – I BORDER SONO CANI FUGGIASCHI?
Grazie alla sua agilità il Border è in grado di superare (saltando o arrampicandosi) anche una palizzata di due metri, se decide che dietro c’è qualcosa di interessante. E’ anche un ottimo “scavatore”, cosicché, se non riesce a passare sopra a un ostacolo, trova il sistema per passare sotto. Tutto questo, però, si verifica solo il Border non trova a casa sua stimoli sufficienti per restarci volentieri: quindi dipende tutto dal proprietario.

8 – I BORDER SONO CANI DA GUARDIA?
Non è nato con questo scopo, perché è un cane da conduzione e non da guardia/difesa del gregge. Alcuni soggetti possono essere protettivi verso il loro territorio e la famiglia, ma quasi tutti abbaiano per segnalare un possibile pericolo.

9 – SONO CANI “ABBAIONI”?
In generale abbaiano abbastanza (specie quando sono annoiati), ma ci sono notevoli differenze individuali. E comunque si può insegnare al cane ad abbaiare (ma anche a tacere) a comando.

STANDARD DEL BORDER COLLIE

Border Collie Standard FCI n. 297 del 8/9/1988

Classificazione FCI

Gruppo 1 – Cani da pastore e bovari (esclusi i bovari svizzeri)

Sezione 1.1 – Cani da pastore

ASPETTO GENERALE – ben proporzionato; la silhouette armoniosa esprime nobilta’, eleganza e perfetto equilibrio combinati con una struttura sufficientemente sostanziosa per dare l’impressione di resistenza.  Ogni mancanza di armonia e di sostanza sono da evitare.

CARATTERISTICHE: Cane da pastore tenace, lavoratore e molto docile.

TEMPERAMENTO: Ardente, vigile, ricettivo e intelligente. Ne’ diffidente ne’ aggressivo.

TESTA E CRANIO: Cranio abbastanza largo. Occipite non pronunciato. Le guance non sono piene ne’ arrotondate. Il muso, che si assottiglia all’estremita’, e’ moderatamente corto e forte; il cranio e la canna nasale sono approssimativamente della stessa lunghezza. Lo stop è ben marcato. Il tartufo e’ nero, ad eccezione dei soggetti con mantello marrone o cioccolato nei quali puo’ essere bruno. Se il mantello e blu, il tartufo deve essere di color ardesia. Le narici sono ben sviluppate.

OCCHI: Gli occhi sono ben distanziati, di forma ovale, di grandezza media e di colore bruno, ad esclusione dei soggetti merle nei quali e ammesso che uno o entrambi gli occhi siano blu, in parte o completamente. L’espressione e’ dolce, appassionata, sveglia e intelligente.

ORECCHIE: Di dimensioni e consistenza media, ben distanziate, portate erette o semi erette e attente al minimo rumore.

DENTATURA: I denti e le mascelle sono forti e presentano un’articolazione a forbice perfetta, regolare e completa: quindi gli incisivi superiori si devono sovrapporre agli inferiori con uno stretto contatto e sono impiantati a squadra rispetto alla mascella

COLLO: L’incollatura e’ di buona lunghezza, forte e muscolosa, leggermente arcuata e va allargandosi verso le spalle.

ANTERIORE: Visti di fronte, gli arti anteriori sono paralleli. Visti di profilo, i metacarpi sono leggermente obliqui. L’ossatura e’ forte ma non pesante. Le spalle sono ben inclinate. I gomiti sono aderenti al corpo.

CORPO: Di aspetto atletico. Le costole sono ben cerchiate; il torace e’ ben disceso e piuttosto largo. Il rene e’ ben disceso e muscoloso e l’addome non risale al livello del rene. La lunghezza del corpo e’ leggermente superiore all’altezza al garrese.

POSTERIORE: Largo e muscoloso; il suo profilo digrada con grazia verso l’attaccatura della coda. Le cosce sono lunghe, larghe e muscolose con il ginocchio ben angolato; i garretti sono forti e ben discesi. Dal garretto al piede i posteriori devono avere una buona ossatura e, visti da dietro, sono paralleli.

PIEDI: Di ferma ovale. I polpastrelli sono spessi, forti e sani. Le dita sono arcuate e chiuse. Le unghie sono corte e forti.

CODA: Moderatamente lunga. L’ultima vertebra deve raggiungere almeno il garretto; attaccata bassa, ben guarnita di pelo e termina con una curva verso l’alto che completa la grazia della silhouette e l’armonia del cane. La coda puo’ essere sollevata quando il cane e’ eccitato, ma mai deve essere portata sulla schiena.

ANDATURA : L’andatura e’ sciolta, regolare e fluida con i piedi si sollevano appena dal suolo. Deve dare l’impressione che il cane sia in grado di muoversi a passi furtivi e con grande rapidità.

MANTELLO: Due varieta’: moderatamente lungo e corto. In entrambe le varieta’ il pelo di copertura e’ fitto e di media consistenza, mentre il sottopelo morbido e compatto, tale da formare un buona protezione contro le intemperie.  Nella varieta’ a pelo moderatamente lungo, i peli abbondanti formano una criniera, dei pantaloni e una coda da volpe (spazzola). Sul muso, sulle orecchie, sugli arti anteriori (ad esclusione delle frange) e sugli arti posteriori dai garretti alle zampe, il pelo deve essere corto e liscio.

COLORE : Tutti i colori sono ammessi. Il bianco non deve mai dominare.

ALTEZZA: Altezza ideale: maschi 53 cm; femmine leggermente meno.

DIFETTI: Qualsiasi deviazione da quanto sopra riportato deve essere considerato come un difetto che verra’ penalizzato in funzione della sua gravita’.

NOTA : I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto

 

 

Tutte le foto sono state “rubate” al sito dell’allevamento Borderfarm di Emanuela Michielin e Mauro Frigerio

 

 

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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