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Demodex-canis_06

La rogna demodettica

Oggi affrontiamo una “Rogna” ben conosciuta dai veterinari e dai meno fortunati padroni che posseggono un cane con tale problematica.
La “Rogna Demodettica” o “Demodicosi” è stata descritta in tutti i mammiferi ed in molti selvatici ed è strettamente specie specifica.
Due o più specie di Demodex possono alcune volte infestare la stessa specie di ospiti ma occuperanno sempre nicchie ecologiche differenti.
Il nome dell’acaro porta, ad eccezione di alcuni casi, il nome dell’ospite; nel caso del cane quindi abbiamo Demodex canis.
La rogna demodettica è una malattia della cute causata da questo acaro che vive nei follicoli piliferi e nelle ghiandole sebacee come commensale di quasi tutti i cani nutrendosi di cellule e di sebo e può vivere e riprodursi per tutta la vita dell’ospite senza dare segno della sua presenza, ma in alcuni soggetti può essere in grado di determinare sintomi di vera e propria malattia.

Morfologia e ciclo biologico
Demodex canis è un piccolo acaro che misura 0,15-0,25 mm di lunghezza, d’aspetto del tutto particolare ben diverso da quello degli altri acari. Si presenta con corpo sottile e affusolato, testa a forma di ferro di cavallo, parte anteriore (detta podosoma) con 4 paia di arti atrofizzati che terminano con una formazione simile ad un’unghia, parte posteriore (detta opistosoma) lunga il doppio del podosoma a
forma di cono con strie trasversali.
L’intero ciclo vitale è svolto interamente sull’ospite.
Le forme immature sono rappresentate dalla larva con tre paia di arti abbozzati, dalla ninfa con quattro paia di arti ma non ancora completamente sviluppati e dalle uova caratterizzate da una forma particolare che ricorda quella di un pistacchio.
La trasmissione degli acari avviene esclusivamente da madre a cuccioli nei primi giorni di vita per contatto diretto; la sola eccezione sono i cani nati con parto cesareo e quelli non allattati dalla madre.
Come già detto questi acari sono commensali della maggior parte dei cani; se iniziano a moltiplicarsi in maniera tumultuosa ed eccessiva allora si ha lo sviluppo della malattia la quale ha una incubazione lunga e variabile.
Il motivo per cui solo in alcuni soggetti si ha un aumento eccessivo del numero dei parassiti con sviluppo della malattia non è ancora stato chiarito dopo molti anni di ricerca.
Certo è che, comunque, il sistema immunitario gioca un ruolo decisivo nell’insorgere della malattia; infatti in soggetti anziani la presenza di questa rogna è sempre secondaria ad una malattia concomitante che abbassa le difese immunitarie.
La rogna può insorgere anche a seguito di trattamenti con farmaci ad azione immunodepressiva.

Epidemiologia e sintomi clinici
La malattia è più frequente nei cani giovani ma si può sviluppare nei cani anziani immunodepressi. La demodicosi è circa tre volte più diffusa nei cani di razza pura che in quelli meticci e si manifesta frequentemente tra le cucciolate di cagne che possono sembrare clinicamente sane.
Vi sono razze particolarmente colpite come Pastore tedesco, Chow Chow, Carlino, Pastore Scozzese, Shar-pei, Boxer, Setter Inglese, Alano, Dalmata, Bobtail.
Esistono due forme cliniche differenziabili in base all’estensione della malattia: la forma localizzata e quella generalizzata, entrambe caratterizzate dall’assenza di prurito.
La rogna demodettica localizzata si manifesta prevalentemente nei cani giovani tra i tre e i dieci mesi di età ed è caratterizzata da piccole aree circoscritte di eritema e aree focali di alopecia intorno agli occhi, alla bocca o sulle zampe anteriori; nella maggior parte dei casi questa forma scompare spontaneamente entro qualche settimana.
La forma generalizzata presenta invece caratteristiche diverse; si può manifestare nella forma squamosa caratterizzata da cute eritematosa, ispessita e desquamata o nella forma pustolosa determinata dall’insorgenza di sovrainfezioni batteriche e caratterizzata da quadri di piodermite profonda che può interessare la maggior parte o tutta la superficie corporea, con cute untuosa, ispessita e grinzosa e vaste
aree pustolose, alopeciche, edematose, eritematose, iperpigmentate, di colore rosso-bluastro a cui si associano sintomi sistemici quali febbre e astenia.
I cani colpiti presentano un caratteristico odore sgradevole.

Diagnosi
L’aspetto e la localizzazione delle lesioni, non accompagnate da prurito, sono spesso così caratteristiche da far sospettare la demodicosi.
Tuttavia, per una diagnosi certa sono necessari l’isolamento e l’identificazione dell’acaro mediante l’esame microscopico.
La tecnica più utilizzata è il raschiato cutaneo profondo, in quanto il Demodex vive all’interno del follicolo pilifero, spesso a notevole profondità.
Proprio a causa di questa localizzazione, risulta utile spremere la cute prima di effettuare il raschiato in modo tale da spingere gli acari fuori dalle parti più profonde dei follicoli.
Per il raschiato si utilizza una lama meglio se coperta di olio di vasellina, o olio minerale e si sfrega nella direzione della crescita del pelo in modo da osservare un leggero sanguinamento capillare.
Dopodiché si posiziona il materiale prelevato su un vetrino portaoggetti, si copre con un vetrino coprioggetti e si osserva al microscopio ottico.
La diagnosi è comunque facile specialmente per la forma generalizzata in cui si rinvengono numerosissimi parassiti.
Una seconda possibilità di diagnosi è quella della visualizzazione microscopica dei peli: effettuando una trazione del pelo con le dita o con una pinza apposita si possono visualizzare gli acari che vengono rimossi con il pelo.
Comunque il raschiato rimane sempre la tecnica di elezione. In alcune razze come lo Shar pei, che presentano un notevole spessore dermico, il solo raschiato può non mettere in evidenza i parassiti per cui si deve ricorrere alle biopsie cutanee multiple.

Terapia
Per il trattamento della demodicosi, nonostante l’utilizzo spesso di acaricidi comuni, i dosaggi e gli intervalli di tempo sono molto diversi.
Se abbiamo un cane con la forma generalizzata prima di effettuare la terapia specifica per la rogna demodettica è consigliabile lavare i cani con uno shampoo a base di perossido di benzoile, molecola che agisce sia come antibatterico che come cheratolitico, molto importante per permettere ai farmaci utilizzati di penetrare meglio nel follicolo pilifero; occorre, inoltre, tosare i cani a pelo lungo.
Vengono successivamente suggerite delle spugnature con Amitraz, un acaricida/insetticida appartenente alla famiglia delle formamidine, prima molecola registrata per trattare tale rogna.
Viene utilizzata localmente mediante spugnature.
E’ bene non applicare su cute ulcerata per evitare un eccessivo assorbimento che aumenterebbe gli effetti collaterali del farmaco.
Se ci troviamo in presenza di gravi lesioni dermatologiche, prima di effettuare le spugnature è consigliata una terapia sistemica a base di antibiotici per almeno due settimane.
Nei casi di mancata risposta si può ricorrere all’uso di lattoni macrociclici quali l’ivermectina.
Tale molecola è già conosciuta per la terapia di altre rogne ma per la rogna demodettica è richiesto un dosaggio doppio se non triplo.
La milbemicina ossima è un’altra molecola utilizzata contro la demodicosi, in quanto ottimo sostituto per quei cani sensibili all’ivermectina.
La terapia va interrotta quando non sono più visibili i parassiti ai raschiati cutanei eseguiti a tre o quattro settimane di intervallo.
Due raschiati negativi consecutivi possono definire l’animale guarito.
Oltre alla terapia specifica, nel caso della rogna demodettica, si dovrebbe esaminare gli animali al fine di individuare le cause (ambientali, alimentari, infettive, parassitarie, patologiche) che, seppure a volte non evidenti fin dall’inizio, hanno alterato il corretto equilibrio e le adeguate difese dell’organismo.
La forma localizzata non va trattata, in quanto per la maggior parte dei casi la malattia si risolve da sola.

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