venerdì , 25 aprile 2014
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Se il cane ha il naso umido, sta bene?

Quella del naso umido=buona salute è una “cugginata” parziale, visto che un cane in buona salute ha effettivamente il tartufo umido e fresco nella maggior parte dei casi.
Però può averlo ugualmente umido e fresco ed essere in punto di morte; oppure può averlo caldo e secco e stare meglio di noi.
Quindi non bisogna farci troppo affidamento.
Oltre a cogliere l’occasione per puntualizzare che quello che viene solitamente chiamato “naso” si dovrebbe definire “tartufo” (il naso comprende anche tutta la parte superiore del muso, ovvero quella sorretta dalle ossa nasali)…tengo a smentire questa diceria  soprattutto per la diffusa abitudine di molti proprietari di “misurare la temperatura” al cane toccandogli appunto il tartufo.
Non è assolutamente un metodo attendibile!
Ho visto cani con temperature elevatissime e col nasino bello bagnato, semplicemente perché ansimavano…e l’acqua espulsa attraverso la lingua, evaporando, inumidiva il tartufo.
Ricordiamo che l’olfatto è il senso principale del cane, quello che gli permette di “leggere” presente e passato solo un paio di sniffate: chi abita qui, chi è transitato di là, quanti giorni fa è passata una cagnetta in calore…
Il tartufo tende a restare il più possibile umido perché l’umidità aiuta a trasmettere meglio gli odori ai 220 milioni di cellule olfattive di cui il cane dispone (noi ne abbiamo meno di 5 milioni, tanto per far capire la “piccola” differenza).
Le particelle odorifere sono più percepibili se  disciolte in acqua, quindi il “naso” del cane cerca di lavorare a questo scopo.
Se però di umidità nell’aria non ce n’è, il tartufo si secca  (anche se il cane sta benissimo).  Viceversa, se ce n’è molta, il tartufo resterà umido anche se il cane è gravemente malato.
Se proprio non avete un termometro e temete che il cane abbia la febbre…è più utile toccargli le orecchie, che quasi sempre, in questo caso, si scaldano.


About Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani da utilità per 16. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di 85 libri cinofili e della serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" , nonché conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto e tiene diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI). Da settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) è tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO).
thelux

4 commenti

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  1. Antonella Crapanzano

    Vivo in Sicilia dove in questi giorni ci sono state temperature altissime. sono stata in ferie 1 settimana ed al mio ritorno ho trovato sul tartufo del mio labrador (11 mesi) due macchie rosa. Preciso che in questa settimana ha soggiornato nel mio giardino con tutte le comodità e con mia cognata che ha il giardino attaccato al mio e collegato con un cancelletto, per cui era sempre sorvegliato e molto coccolato.
    Ad ogni modo lunedi andrò dal veterinario per farlo controllare. chiedevo un primo parere a Voi. Grazie


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    • In alcune razze il caldo intenso provoca una parziale depigmentazione del tartufo: sinceramente non so se succeda anche nel Labrador. In alternativa potrebbe trattarsi di una micosi, che sicuramente il vet potrà individuare con l’apposita lampada.


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  2. Ohh, grazie! Io che sono una sciuramaria e mio marito è un sciurmario (ma c’è il sciurmario?), ogni tanto qualche dubbio ci veniva, soprattutto quando la suocera ci diceva che il cane era malato perchè aveva il naso secco! Dubbi perchè in casa voleve tenere il riscaldamento a manetta e pure noi oltre al naso avevamo la gola secca, SI BOCCHEGGIAVA per dirla tutta e il cagnotto con tutto il pelo e sotto pelo che si ritrova, può immaginare! Scherzi a parte, sono contenta ora di avere la certezza che tartufo bagnato o no, non necessariamente il cane sta male!


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  3. In tempi andati il cane viveva liberamente nelle campagne, perennemente a cantatto con le tante persone dei numerori nuclei famigliari, quindi era a contatto con i bambini ed i loro dispetti a volte pesanti, con le persone in eta lavorative (che non avevano fronzoli per la testa) e con i vecchi ed i loro acciacchi. Il cane veniva allevato in modo naturale. Mediante il contatto continuo con l’uomo, imparava quello che poteva e quello che non poteva fare, a volte quando il malanno era grosso una pacca non gliela levava nessuno (la stessa pataffa dei piccoli che sono cresciuti con la schiena dritta). Mai visto cani dei tempi contadini bisognosi dello psicologo come in questo mondo di psicotici. Aveva a disposisione spazi immensi dove scaricare la tensione e crescere in armonia con l’ambiente circostante. Come cibo mangiava gli avanzi degli uomini, quindi ne divideva il destino di abbondanza o scarsita secondo i ceti sociali. I parassiti borghesotti e gli inutili nobilotti allevavano cani ben mantenuti, la parte della popolazione che produceva (operai e contadini) era malpagata e quindi i loro eventuali amici a 4 zampe ne condividevano il destino (in Russia a partire dal 1917 il problema fu risolto eliminando dapprima i nobilotti e poi i borghesotti, purtroppo non li ahanno eliminati tutti). Ora che siamo nell’era degli psicopatici, molte persone tengono ancora l’amico a 4 zampe in modo piu naturale possibile, ma ormai troppi depressi mentali lo scambiano per persone, se li portano a letto, cagano in casa, gli comprano dei pannolini, li alimentano con la merda industriale, biscotti, biscottini, intrugli di tutte le specie, gli comprano dei giocattoli, li vestono con cappottini e tante altre cagate demenziali fino a non gestirli piu. Molto spesso il classico borghesotto di escrementi, quando non ne puo piu (il periodo di ferie e doc), lo abbandona con tutte le conseguenze, impiccarli ai tralicci della luce e poi usarne le carcasse per produrre energia elettrica. Il cane è sempre stato il piu fedele amico dell’uomo, purche considerato ed allevato come animale, molto meno bestia di quegli esseri a due zampe che li allevano come suoi simili. Urgono manicomi per psicopatici e poi campi di lavoro pesanti.


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