Questo articolo è tratto dal libro “Arriva un cucciolo!”, di Valeria Rossi
Edizioni De Vecchi – 2010

Non so se vi sia mai successo di assistere all’ingresso in un pet-shop del neo-proprietario di un cucciolo. Uno che entra e dice: “Buongiorno, ho appena preso il mio primo cane e non so esattamente di cosa abbia bisogno: potete consigliarmi voi?”
Al proprietario del negozio, in quel momento, si apre un sorriso che se si allargasse un po’ di più gli taglierebbe la testa in due, mentre sul fondo degli occhi cominciano ad apparirgli i dollarini tipo slot machine,  come a Zio Paperone.
“Ma cerrrrrrrrrrrrrrrrto, la aiuto io!” esclama, prendendo il cliente sottobraccio e cominciando a guidarlo lungo gli scaffali.
E se avete la pazienza di aspettare qualche minuto, potrete assistere al pagamento di un conto che comprende: ciotola piccola, media e grande (per la crescita) per il cibo; ciotola piccola, media e grande per l’acqua;  tre misure di collari (sempre per la crescita); da otto a dodici confezioni diverse di mangime (“meglio dargli la possibilità di scegliere”); tre guinzagli in colore abbinato ai tre diversi collari di cui sopra, perché vorrai mica essere così sciatto da andare in giro col collarino blu e il guinzaglio verde;  cuccia primaverile, tappetino estivo, cuccione imbottito per l’inverno; cuccia in legno per esterni in pratica scatola di montaggio (il cliente non ha il giardino, ma metti che vada una settimana in campeggio…); mutandine igieniche e relativi pannoloni per i futuri calori, se la cagnetta è femmina (andrà in calore per la prima volta fra quattro o cinque mesi, se non viene sterilizzata prima: ma meglio non farsi cogliere impreparati); pettine a denti fitti, pettine a denti radi, quattro o cinque spazzole di diversa durezza più guanto-spazzola e panno; shampoo, balsamo, olio lucidante per il pelo; cappottino antifreddo, impermeabile antipioggia e scarpette da pioggia-fango (per non sporcare i pavimenti di casa); pollo di gomma (immancabile); quattro o cinque palline di misura diversa; tirannosauro di gomma col fischietto; streptosauro di gomma, senza fischietto; antipulci spray più collare antipulci; bocconcini, ossetti, biscottini in quantità industriale “per educazione e addestramento”.
E questo solo in caso di cliente che abbia chiesto “un corredo di base”.
Se poi il negoziante si rende conto di aver trovato l’entusiasta, quello che “nulla sarà mai troppo per il mio cucciolo”… allora il limite è il cielo.
Potrà uscire dal negozio munito di sottociotole in peltro, cuccia con baldacchino, copricuscinone felpato, abito da sposa/o, cinture di sicurezza per l’auto e collare con navigatore satellitare (attenzione, non sto scherzando: tutto questo esiste veramente).

COSA SERVE “REALMENTE” A UN CUCCIOLO

–    due ciotole, una per il cibo e una per l’acqua. In acciaio inox, perché sono le più igieniche e le uniche che non verranno rosicchiate nei momenti di noia. Come misura va benissimo quella corrispondente alla taglia che il cane raggiungerà da adulto: visto che un cucciolo impiega circa sei mesi a raggiungerla, e non vent’anni, è del tutto inutile cambiare ciotole man mano che cresce. Finché sarà piccolino le ciotole verranno semplicemente riempite per un quarto, poi per metà…e così via. Non sta scritto da nessuna parte che la ciotola debba essere sempre e comunque zeppa: se per ora è troppo grande, resterà parzialmente vuota e non succederà proprio nulla (anzi, qualcosa succederà: che voi risparmierete qualche euro);
–    un collarino di misura adeguata, sì, ma regolabile, cosicché non siate costretti a cambiarne duemila. Se il cucciolo è di piccola taglia, un solo collare regolabile potrà durargli per sempre. Se è di taglia grande dovrete probabilmente cambiarne un paio: ma non di più. In alternativa al collare potrete scegliere la pettorina: attenzione, però! Le pettorine normalmente vendute nei negozi di animali sono di concezione antidiluviana. La pettorina NON deve passare dietro alle ascelle del cane, sia perché irrita le ghiandole ascellari, sia perché induce il cucciolo a camminare con i gomiti in fuori e può rovinarne per sempre l’andatura. L’unica pettorina accettabile è quella costituita da due “anelli”, uno sul petto e uno sulla schiena, collegati da una striscia di tessuto che passa solo sulla schiena, fatta più o meno così:

Consiglio comunque di abituare il cucciolo anche al collare (specie se intendete portarlo in esposizione, perché lì le pettorine sono vietate, nascondendo la linea del cane ed impedendo al giudice di valutarlo).

–    un guinzaglio che invece non avrà alcun bisogno di essere cambiato: prendete quello che desiderate usare e che durerà per tutta la vita del cane (a meno che il cane non lo distrugga prima: ma questo dipenderà da come voi saprete educarlo).
Evitate come la peste i cosiddetti “guinzagli da addestramento” pieni di borchie, moschettoni e affini: il cane deve imparare a  camminarvi al fianco senza tirare, non deve essere “costretto a star lì” da improbabili imbragature medioevali. Scegliete un buon guinzaglio di cuoio robusto o di nylon, non troppo spesso e lungo circa un metro e mezzo e sottile: andrà bene per tutte le stagioni e tutte le circostanze.
–    un tappetino imbottito, anche questo di misura adeguata alla taglia che il cane raggiungerà da adulto. Se per ora “gli è grande”, amen: resterà un po’ di spazio libero, che man mano verrà occupato. Comprare tappeti di misura crescente è solo uno spreco di soldi.
“Tappetino” vuol dire tappetino: ovvero, un rettangolo di stoffa imbottita. A meno che non viviate al Polo Nord, non serve assolutamente a nulla acquistare cucce con pareti, soffitti ecc., che costano dieci volte di più. Non vi consiglio neppure la brandina “con i piedi” sollevata da terra: anche il tappetino protegge il cane dall’umidità (a meno che non abitiate dentro a un fiume) e le gambe pieghevoli sono ad alto rischio di piegarsi quando non dovrebbero, intrappolando le zampe del cane (o le mani umane).
Se volete che il cucciolo abbia la sensazione di stare “nella sua tana” (cosa che in effetti gli piace moltissimo), piazzate semplicemente il suo tappetino sotto un tavolo, o sotto una scrivania, cosicché lui si senta protetto. Se il cane è proprio piccolissimo, la “tana” ideale è uno scatolone.
–    giocattoli: se proprio ci tenete a quelli “griffati”, la scelta è ampia: però evitate accuratamente quelli coi fischietti dentro  (rischiano di essere ingoiati) e le palline troppo piccole (stesso problema). Tra le varie palline scegliete sempre e solo quelle con il cordino attaccato, per due motivi: il primo è che solo con la cordicella potrete giocare in modo “interattivo”, ovvero in due (senza cordicella il cane dovrebbe mordervi la mano per poter giocare); il secondo è che, purtroppo, molti cani giovani esagerano e inghiottiscono la pallina, rischiando il soffocamento. In questo caso la cordicella è preziosa perché vi permette di tirarla fuori all’istante.
Se non avete la mania del giocattolo “figo”, potrete costruire voi stessi giocattoli meravigliosi con cui il cane si divertirà come un pazzo: per esempio, straccio arrotolato e annodato; riportello di tela imbottita; semplicissima vecchia ciabatta ormai inutilizzata.
In realtà la forma del giocattolo conta relativamente poco: basta che non sia pericoloso, poi va bene pressoché tutto. Quello che conta è il “modo” in cui faremo giocare il cucciolo: ma di questo parleremo più avanti;
–    recintino. Un accessorio che quasi nessuno tenterà di vendervi (anche perché, essendo poco conosciuto in Italia, molti pet shop ne sono sprovvisti) ma che io trovo assolutamente in-di-spen-sa-bi-le per la gestione casalinga del cucciolo nei primissimi mesi. Costa un po’ caro e in realtà si userà per poche settimane (a meno che il cane non sia di taglia microscopica), ma credetemi: non vi pentirete mai di averlo acquistato.
Si tratta di un semplice recintino componibile, ovvero di diversi pezzi di ferro a sbarre che potrete unire a vostro piacimento per delimitare uno spazio. Questo vi consentirà sia di tener “chiuso dentro” il cucciolo quando non deve infastidirvi, sia di tener “chiusi fuori” i bambini, a cui verrà rigorosamente vietato l’accesso quando il cucciolo è nel suo spazio privato (attenzione: il comportamento corretto dei bambini non è compreso nel prezzo del recinto: è una regola che dovrete imporre voi in famiglia. Ma non avete idea di quanti problemi potrà risolvervi).
–    trasportino per auto. Personalmente sono assolutamente a favore del tipo “Vari-kennel”, ovvero dei trasportini chiusi sui tre lati che vengono accettati anche per i voli aerei.  Indispensabile per portare il cane in macchina nel modo più sicuro possibile, si renderà utile anche in casa quando il cane sarà ormai troppo cresciuto per poter utilizzare il recintino. Poiché il Vari kennel è in assoluto l’accessorio più costoso, acquistatelo di misura adeguata alla taglia definitiva del cane.
Attenzione: “misura adeguata” significa misura che permetta al cane di stare in piedi e di girarsi su se stesso: non significa “piazza d’armi in cui il cane possa fare un intero percorso di agility”. Il trasportino è una cuccia, una tana, un qualcosa in cui si sta prevalentemente sdraiati a dormire. Non c’è bisogno che sia a dodici piazze, ne basta una. Anzi, più è “su misura” e più risulta sicuro in macchina, dove uno spazio troppo ampio finirebbe per essere controproducente perché il cane verrebbe sballottato a destra e a sinistra ad ogni curva.
–    prodotti per igiene e bellezza: ogni tipo di pelo ha le proprie esigenze, quindi fatevi consigliare dall’allevatore, se avete acquistato un cane di razza, o da un esperto toelettatore se avete preso il vostro amico in canile. Se la razza richiede accorgimenti particolari per la toelettatura (tosature, stripping ecc.) è inutile che ve li procuriate adesso, perché da cucciolo non ne ha ancora bisogno: le toelettature si eseguono solo sul cane adulto. Inoltre, con ogni probabilità, finirete per affidare la cura del pelo a un professionista, perché sono veramente pochissime le persone che decidono per il “fai da te”; e sono poche perché toelettare bene un cane è difficilissimo, occorrono anni di studio e di esperienza.
Se avete scelto una razza dal mantello “semplice”, un pettine e/o una spazzola, o un semplice guanto da toelettatura per i peli rasi, saranno più che sufficienti: non fatevi rifilare un armamentario da toelettatore professionista, se non lo siete: anche perché non sapreste come usarlo.
–  neutralizzatore di odori. Accessorio indispensabile, che si trova nei migliori pet shop. Servirà per educare il cucciolo alla pulizia casalinga, quindi procuratevelo prima possibile.

Non serve altro, per ora. Quindi non comprate altro…a meno che il vostro cucciolo non appartenga ad una delle famigerate “liste nere” di presunti “cani pericolosi”  (evito di dire quello che penso di questa definizione e delle relative ordinanze, perché questo è un libro per bene in cui preferisco non utilizzare il turpiloquio). Se così fosse, dovreste acquistare anche una museruola.
L’idea mi fa letteralmente rabbrividire, ma la legge è legge e va rispettata: quindi compratelo, il dannato aggeggio.
Ovviamente neppure la legge più idiota potrà chiedervi di metterlo a un cucciolo di due mesi, ma è bene comprarlo subito perché dovremo far sì che al nostro cane non appaia come la stupida e inutile tortura che in effetti è, ma come un accessorio da indossare con santa pazienza, sapendo che la sopportazione comporterà un bel premio alla fine.
Poiché dovremo cominciare subito a giocare con la museruola, per avere il tempo necessario ad abituare gradualmente il cane, per le razze che la richiedono è bene acquistarla subito.
La misura sarà quella adatta all’adulto perché per ora il cucciolo non dovrà affatto indossarla; quello che dovrete farci ve lo spiegherò in seguito.

Ovviamente il cucciolo non dovrà morire di fame, quindi bisogna acquistare anche il mangime o l’occorrente per preparargli la pappa casalinga: ma  l’alimentazione giusta va concordata con l’allevatore e/o il veterinario, quindi non posso dirvi io che cosa comprare.

NOTA: Qualche lettore, forse, si starà chiedendo perché io non abbia parlato di cucce da esterni: semplice, perché il cucciolo non deve vivere all’“esterno” di nulla.
Se la vostra idea era quella di prendere un cane e di piazzarlo in giardino, vi prego di cambiarla subito perché ne rovinereste completamente il carattere, oltre a fare di lui un animale stressato e fondamentalmente infelice.
Il cane è un animale sociale, il che significa che è fatto per vivere in comunità: se in natura la sua collocazione sarebbe all’interno di un branco, nella società umana deve essere all’interno della famiglia. Certamente alcune razze di cani (quelle particolarmente attive, o quelle particolarmente grandi) possono passare diverse ore della giornata in giardino: ma MAI da soli, quando sono ancora cuccioli. A maggior ragione, un cucciolo non deve MAI dormire fuori di casa.

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22 Commenti

  1. Condivido quasi tutto..:)
    Ma sorrido perchè la figura del negoziante che hai descritto non mi calza affatto..eheh Spesso mi dicono..”te non sai vendere” perchè spesso perdo la vendita pur di dare il mio consiglio, pur di essere sincera e soprattutto pur di fare del bene al cane o gatto (o altro animale) di turno! Però è la mia filosofia, la penso così e sento dentro così! E in più penso anche che l’onestà a lungo andare venga apprezzata..spero non troppo in là però altrimenti chiudo prima e non faccio in tempo a scoprire chi aveva ragione..:P
    Quindi mentre leggevo l’articolo sorridevo e dicevo allora forse è vero che non so vendere…eheheh

    • @Cinzia: e meno male che non somigli al “venditore tipo” (quello che magari, prima di rifilarti tutto l’armamentario di cui sopra, ti ha venduto pure il cucciolo…)! Mi/ti auguro anch’io che l’onestà e la correttezza paghino: sicuramente pagano sempre in sonni tranquilli, coscienza a posto, capacità di guardarsi allo specchio e di pensare “va’ come mi è simpatica quella lì”.
      D’accordo che con queste cose non si mangia. Però si vive molto, ma molto meglio 🙂

        • Una delle mie prospettive future è di lavorare in un negozio che vende accessori per animali. ACCESSORI, non animali. Ci sono troppi delinquenti che vendono animali malatibarranonpuribarratrattatimalissimobarraseparatitroppoprestodallamamma, ed essendo difficile trovare i venditori seri escludo a priori. Semmai mi assumeranno in uno di questi negozi credo che mi licenzieranno tipo dopo 2 mesi perchè non vendo una cippa! xD hahaha

  2. Mi sganascio quando leggo i tuoi articoli, e ti rispetto molto per quello che scrivi. Faccio un’osservazione che non vuol essere una critica ma un dubbio: spesso leggo che dare scarpe/ciabatte ai cani da usare come gioco insegna al cane che le scarpe si possono mangiucchiare, perchè ovviamente non capiscono la differenza tra quelle buone e quelle dismesse. E’ sbagliata questa idea?

    • @Dusia: no, è giustissima. Però è anche possibile insegnare al cane il concetto di “questo è il tuo giochino” e “questo invece no”.
      Altrimenti non dovremmo mai dare al cane una bistecca di cuoio, perché poi come fa a distinguerla da quella vera che sta cuocendo in padella? O un pollo di gomma, perché poi come fa a distinguerlo dalle galline della nonna? E non parliamo delle palline, perché poi come fa a distinguerle da quelle di… ehm, vabbe’, si è capito! 🙂

        • Sinceramente non capisco che significa quanto scritto sopra. Dare le proprie scarpe o ciabatte vecchie al cane è sbagliato e tutti gli addestratori concordano su questo. Autorizza il cane a considerarlo un suo gioco, che sia una vecchia scarpa o un nuovissimo paio di mocassini. Il cane riconosce la forma e l’odore, se le troverà in giro per casa, le tratterà allo stesso modo. È molto difficile trovare un pollo sul pavimento e per le palle tralascio che è meglio.
          Per evitare problemi non dategli le vostre cose personali, anche se vecchie e logore! Se proprio ci tenete create delle corde per il tira e molla da maglioni e maglie, lavate sempre per bene e modificatene la forma!

  3. Sto in una situazione per certi versi simile; a fine febbraio/inizio marzo ci trasferiremo in Italia e mio padre si sta incaricando di rendere abitabile la mia vecchia casa (dove non era entrato nessuno per tre anni). E uno dei suoi “compiti” e’ di preparare la casa anche per i due cani e la gatta; loro arriveranno gia grandi (Balrog avra’ 17 mesi, Luna quasi 5 anni e la gattina Bastet sui 20 mesi) ma per mio padre che non ha mai avuto animali sara’ veramente come descritto in questo articolo. Con la differenza che non vivendo lui con noi non risentira’ di eventuali errori nella scelta di cosa comprare.

  4. Il recinto!!!
    Questo sconosciuto (e sottovalutato) attrezzo per salvare la casa dal cucciolo, e il cucciolo dalla casa… Purtroppo quando abbiamo portato a casa Trudi anni fa non avevamo letto questo articolo e non sapevamo quanto potesse essere importante. Poi qualche mese fa abbiamo avuto una cucciolata e abbiamo scoperto quanto possa essere comodo, utile e pratico il recinto, soprattutto con 7 schnauzer di 1 mese per casa… E ci siamo ripromessi che col prossimo cane lo useremo di sicuro! Così magari non dovremo di nuovo cambiare il subwoofer.

  5. Buongiorno, in attesa del mio cucciolo, dopo molti anni che non avevo più un cane, sto leggendo e mi sto informando molto; il libro in articolo mi interesserebbe ma non riesco a trovarlo, vorrei sapere se è ancora in produzione. Ho preso altri libri e letto molti articoli ma vorrei tanto anche questo.
    Grazie.

  6. Ciao sono giorgia e ho trovato interessantissimo il tuo sito e sai essere ironica in un argomento serio 🙂
    Dunque volevo chiederti un paio di cose se per favore mi dessi la tua opinione ne sarei grata..
    Desidero un cane da 10 anni, ne ho 14 e finalmente ho ricevuto quel fatidico “si” e fra poco il mio cucciolo di barboncino nano arriverà a casa 😀 e volevo chiederti qualche consiglio
    1 la ciotola del cibo e acqua se il cane sta in casa vanno tenuti per forza dentro? Perché mia madre non le vuole in casa e sono arrivata al patto solo acqua (le vorrebbe tenere in balcone e quando a bisogno apre ma nessuno di noi e a casa di mattina)
    2 il tappetino assorbente è necessario o basta portarlo fuori 3/4 volte al giorno?
    3 è meglio che il secondo giorno resto a casa da scuola? O meglio di no così si abitua?
    Grazie di cuore se mi risponderai perché questo è un desiderio che si realizza e me ne occuperò principalmente io e voglio essere pronta al meglio

    • Allora…a) l’acqua deve essere sempre disponibile, quindi deve stare in casa. Il cibo potete anche metterlo fuori,tanto quando il cucciolo ha finito di mangiare la ciotola va tolta di mezzo.
      B)il tappetino può servire per i primissimi giorni, poi il cane deve essere assolutamente portato fuori (e da cucciolo non basteranno 3 o 4 volte. Da adulto si).
      C) si, è bene che qualcuno resti con il piccolo almeno per 2 o 3 giorni, finché non si sarà ambientato. Poi però dovrà abituarsi a stare da solo. In quei primi giorni approfitta per fare qualche breve uscita, cosicché lui capisca che poi torni.

  7. Grazie davvero per la risposta in così poco tempo mi sei stata davvero di aiuto :* lo vado a vedere domani pomeriggio e non vedo l ora sarà tutto più facile dopo aver letto i tuoi articoli 😀

  8. Ciao sono ancora giorgia la ciotola del mangiare e dentro ahah e il mio barboncino è a casa con me…la traversina non la usa perché fa tutto fuori ed ha solo 2 mesi! Ha solo un problema morde…mani capelli piedi….come posso fare? Ho paira che non sia una fase passeggera e che se non gli tolgo sto vizio gli rimarrà sempre.. 🙁 !… Ho L osso per fare i denti, dei miei vecchi pupazzi e degli stracci per farlo giocare

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.