akitabisASPETTO GENERALE: è un cane di grande taglia, ben proporzionato, che se la tira moltissimo. Secondo lo Standard “ha grande nobiltà e dignità anche se modesto”.
Commento allo Standard: modesto CHI? Quando, dove, in che film?
Prova soltanto a non scioglierti in complimenti quando te ne trovi uno davanti: te la giurerà per la vita.
Prova a guardarne uno quando entra sul ring di un’esposizione, ma anche solo quando entra in un recinto con altri cani al parchetto. Immediatamente assume postura, espressione e mimica corporea che esprimono un solo ed unico concetto: “So’ er mejo, il resto è plebaglia”.
Dopo aver espresso il concetto, se non è al parchetto e se non è al guinzaglio,  tende ad andarsi a mangiare gli altri maschi.

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akitabis3PROPORZIONI IMPORTANTI: il rapporto tra altezza al garrese e lunghezza del corpo, dal punto delle spalle al punto delle natiche, dovrebbe essere di 10 : 11. In realtà nessuno lo sa di preciso perché le valutazioni si fanno soltanto a occhio. Infatti, se il giudice si avvicina con un cinometro, l’Akita può:
a) spiezzargli in due il cinometro, e se capita anche la mano;
b) guardare l’umano che lo tiene al guinzaglio, vedere che gli fa gli occhiacci (traduzione: “è SEVERAMENTE VIETATO mangiare cinometri e mani dei giudici”) e decidere quindi di sottoporsi all’ingiuriosa misurazione, ma contraendosi tutto fino alle dimensioni di un boxer, risultando inopinatamente inscritto nel quadrato, oppure assumendo la classica posizione dell’alano di “quattro bassotti per un danese”, risultando lungo du’ metri e alto venti centimetri.
Il tutto sarà sempre accompagnato da un fumetto che dice “Schifo profondamente te, il tuo cinometro e pure lo stronzo che mi tiene al guinzaglio e che mi costringe a subire questa ignominia”.
NOTA: lo stronzo-che-lo-tiene-al-guinzaglio potrà subire ritorsioni per i due-tre giorni seguenti, perché l’Akita…

COMPORTAMENTO – CARATTERE
…è permaloso.
Sì, vabbe’, avrà pure il temperamento “composto e fedele” descritto dallo Standard, ma prima di ogni altra cosa al mondo è per-ma-lo-so.
Si offende. Pianta  musi lunghi da qui all’eternità.
Se gli fai il minimo torto (tipo appunto quello di appoggiargli un cinometro sul garrese), ti toglie il saluto.
Oltre che “composto e fedele”, lo Standard descrive anche l’Akita come “docile e recettivo”.
Commento al “docile”: AHAHAHAHAHAH! E poi dicono che i giapponesi non hanno il senso dell’umorismo!
Commento al “recettivo”: dipende.
Recepisce sicuramente alla grande coccole (quando ne ha voglia), complimenti e bocconcini (solo se gli piacciono: e solitamente si impiegano almeno sei mesi per capire quale marca, forma, gusto e colore siano di suo gradimento, anche perché non sai mai se li schifa in quanto bocconcini, o in quanto basso tentativo della manovalanza di conquistarsi la benevolenza del boss).
Ordini, imposizioni, ma anche solo pii desideri degli umani li recepisce COL CAVOLO.
O meglio: li recepisce solo quando coincidono perfettamente con quello che ha voglia di fare in quel preciso momento.
In caso contrario ti fisserà con il chiaro messaggio:” ‘zzo vuoi?” dipinto negli occhi (ovviamente dipinto con pregiata e raffinata tecnica giapponese).
Quando si parla di Akita hanno ragione quelli che dicono che le gerarchie lupine non si possono applicare al branco umano. Infatti con l’Akita ci sono due soli ruoli: il Capo Supremo e Indiscusso (lui) e la bassa manovalanza (il resto del mondo, compresi quelli che a volte hanno l’ardire – ahahah! – di definirsi “padroni” del cane. Più spiritosi ancora dei giapponesi).
L’Akita non abbaia praticamente mai. Se lo fa è per sottolineare concetti come “ti schifo” con la variante “ti schifo e tu non sei abbastanza furbo da capirlo quando te lo spiego con lo guardo, quindi te lo dico anche a voce”.
NOTA: contrariamente a quanto accade solitamente con i film che vedono cani protagonisti, il notissimo – e bellissimo – “Hachiko” (da vedere assolutamente, se ancora non l’avete fatto, ma portandosi dietro una confezione da 12 pacchetti di fazzoletti di carta) descrive bene la razza. Spiega infatti che l’Akita non si può sottomettere, ma che va conquistato facendosi amare, stimare, rispettare.
Consiglio vivamente ai sedicenti  (anzi se-speranti, e di solito se-illudenti)  “padroni” di impegnarsi molto sul primo punto: per gli altri due son cavoli amari, perché l’Akita si sente talmente superiore a tutto e a tutti che ottenere la sua stima è una vera impresa. Quando ci si riesce è una goduriaaaaa… ma ci riesce lo 0, 2% dei proprietari di Akita).
NOTA2: per favore, non chiamatelo “Akita Inu”. Non solo perché il nome ufficiale è “Akita” e basta, ma perché “inu” in giapponese significa “cane”. E se gli date del “cane”, lui si offende a morte.

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TESTA: bellissima, diciamolo. Ha fronte ampia, senza rughe, stop ben definito, un nasone adorabile (pardon: un “tartufo largo e nero”), un bel musone forte che si assottiglia (ma non troppo) dalla base verso la punta. Appena apre bocca, sorride in modo irresistibile  (in realtà ti sta ridendo in faccia, ma lo fa in modo meno appariscente di altre razze. Lui sembra sempre che sorrida amabilmente, anche quando ti prende per il culo. Anzi, soprattutto quando ti prende per il culo).
E’ anche capace di farti gli sberleffi, specialmente quando scappa via e non si lascia prendere.

OCCHI: relativamente piccoli, di forma quasi triangolare, furbissssimi e molto, ma molto parlanti.
Concetti che ti comunica più frequentemente con gli occhi: “Vorrei mangiarmi quel cane lì”; “Vorrei  mangiare quel gatto lì”; “Mi piacerebbe mangiare quel signore lì”; “Perché ti ostini a mettermi davanti questa stupida ciotola? Non ho fame”.
Ma anche: “Coccolami. E’ un ordine”; “Basta coccole, non ne ho più voglia”; “Be’? Perché hai smesso di coccolarmi?”
“Indovina cosa sto per combinare?” (vedi foto a sinistra).
Ma soprattutto: “Sono offesisssssssimo con te e non ti parlo più” (voltandosi anche sdegnosamente dall’altra parte. Così, se non hai capito il messaggio degli occhi, capirai quello del collo: o, se è proprio MOLTO offeso, della coda).
NOTA: voltare la testa e distogliere lo sguardo, per tutti i cani del mondo, sono segnali di pacificazione. Significano “Non ho cattive intenzioni, non voglio litigare con te”.  In akitese significano: “Ti schifo”.

ORECCHIE: spesse e triangolari, arrotondate sulla punta, erette e leggermente inclinate in avanti, sono molto apprezzate dai proprietari e dalle larve di mosca, che ci si trovano a loro agio come in una cuccia di peluche.  Meglio tenerle sorvegliate. La funzionalità è sinistramente simile a quella del Siberian Husky: sentono solo quello che gli interessa.

COLLO: spesso e muscoloso, bene allenato in quanto lo esercita molto spesso girandosi schifato dall’altra parte.

CORPO
Bello pesante, come scoprono gli umani quando improvvisamente l’Akita smette di darsi le consuete arie da principessa sul pisello e si trasforma nell’indecoroso buffone che sa essere quando gli gira di esserlo.
Solitamente, in quelle occasioni, ciò che fa è zomparti addosso a peso morto sul divano, per cominciare subito dopo a rotolarsi sulle tue costole dandoti anche zampate e musate in faccia.
NOTA: “Ahiooo! Mi fai male” si può dire. “Aho’, ma sei scemo?!?” non si può dire, perché si offende e ti tiene i musi per una settimana.
Non contano il tono di voce o il tentativo di mascherare l’offesa con  un sorriso: l’Akita capisce perfettamente l’italiano. Ci sono solo  rare eccezioni: termini come “NO!”, “Vieni qui!”, “Cos’hai fatto?” non rientrano nel suo vocabolario. Tutto il resto, però, lo capisce benissimo. Specialmente le offese.

CODA
Inserita alta, è portata arrotolata sul dorso.
La srotola solo in tre occasioni: quando sente un odore che non gli piace, quando ha paura (raramente, perché l’Akita è un fiero samurai non patisce neanche le cannonate. A volte si terrorizza per un sacchetto di plastica svolazzante, ma le cannonate non le patisce) e quando ti deve sbattere la coda in faccia – preferibilmente in bocca –  intanto che ti si rotola addosso sul divano.

ARTI
Ben sviluppati, forti e velocissimi, specialmente se deve raggiungere un altro maschio con cui combattere (non si dice “litigare”: lui è un fiero samurai che non litiga, ma fieramente combatte. Se dici che ha litigato ti pianta i musi).
NOTA: se nel combattimento le busca, è colpa tua e ti pianta i musi. Specialmente se lo tenevi al guinzaglio, offesa che va lavata, se non proprio nel sangue, almeno in una ciotola piena di prelibatezze giapponesi (e non).

PIEDI: spessi e rotondi, arcuati e compatti: il posto dove più ama metterli è sopra a quelli degli umani.
Gli consentono di esprimere una elegantissima…

ANDATURA
Elastica e dal movimento possente. Ma solo quando è libero in un prato.
Quando è sul ring di un’esposizione, invece, può esprimere le seguenti andature:
a) a trattore, se decide che deve assolutamente raggiungere il cane che gli sta davanti per  iniziare un fiero combattimento;
b) a strascico, se pensa che sia meglio aspettare il cane che gli sta dietro per iniziare un fiero combattimento;
c) a “chedu’palle” (leggi: svaccato), se si trova sul ring d’onore e i cani davanti e di dietro sono femmine con cui non si sognerebbe mai di combattere. Se però una delle due femmine lo arrapa, può tornare alle versioni “trattore” o “strascico”, a seconda di dove si trova la fanciulla.
In generale l’Akita NON va d’accordo con gli altri cani dello stesso sesso. Una buona socializzazione può migliorare moltissimo le cose, ma se decide di entrare in “fighting mode” ci entra, punto e basta.
NOTA: L’Akita è spudoratamente razzista. Gli altri cani gli stanno ancora più sulle palle se appartengono a razza diversa dalla sua, a meno che non siano molto piccoli, nel qual caso li considera plebaglia e non si abbassa neppure a combatterci.
Solitamente rispetta i cuccioli, con i quali gioca volentieri (finché ne ha voglia) e gli anziani (sempre che non comincino loro a cercar rogna).

MANTELLO

Pelo di copertura duro e diritto, sottopelo soffice e fitto che raramente si trova sul cane, e molto più facilmente in giro per casa. Quando si acquista un cucciolo di Akita le cose da procurarsi immediatamente sono: collare, guinzaglio, ciotole, brandina e bidone aspiratutto.
La prima volta che il cane andrà in muta ci si renderà conto che servivano anche rastrello, pala e sacchi della spazzatura in formato condominiale.

COLORE: rosso fulvo, sesamo, tigrato e bianco. Tutti i colori devono avere l’“urajiro”, ovvero pelo bianco ai lati del muso, sulle guance, sotto la mascella,  su collo, petto, tronco e coda e nell’interno degli arti.
Particolarità del pelo dell’Akita: se hai un cane fulvo e indossi un abito fulvo, lui ti lascerà addosso l’urajiro bianco. Se indossi calzoni bianchi, perderà solo pelo fulvo. Se hai un cane tigrato, lui selezionerà accuratamente la sfumatura di pelo da smollarti addosso in modo che spicchi in modo eclatante su qualsiasi colore di vestito tu indossi. Se hai un cane bianco e indossi un vestito bianco, dopo essere stata un’ora col cane scoprirai che non è più un vestito ma una pelliccia, anche se è Ferragosto (e farai pure incazzare gli animalisti).
Se NON è Ferragosto e tu indossi davvero una pelliccia bianca, l’Akita ti smollerà addosso il sottopelo (grigio) di cui avrebbe dovuto liberarsi appunto a Ferragosto.

TAGLIA E PESO
Altezza al garrese (teorica, perché abbiamo già parlato delle sue reazioni al cinometro):  maschi 67 cm,  femmine 61 cm.
Peso: intorno ai 45 kg per i maschi, un po’ meno per le femmine. Sempre tutto teorico, perché prova a prenderlo in braccio per pesarlo: ti toglierà il saluto per du’ mesi.

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70 Commenti

    • E’ lui, non c’è dubbio, avevo letto lo standard e mi ero fidato dell’allevatore. Il vero Akita è quello descritto dalla signora Valeria Rossi, senza il minimo errore. Però adesso che non c’è più mi manca tanto. Chissà se avrò il coraggio “d’invitarne” un altro a vivere con noi.

    • Ciao Valeria,io ho letto quasi tutti i tuoi articoli e devo dirti che sono fantastici,mi sono stati molto di aiuto e ho messo in pratica tutti i tuoi consigli,sono felice perché hanno funzionato alla grande con i miei due cuccioli di akita inu,maschio e femmina.vorrei innanzitutto spezzare una lancia a favore dei allevamenti del est Europa,non sono tutti dei cagnari e posso assicurarvi che i miei cuccioli vengono da un’allevamento serio,ma cosa ancora più importante sono sanissimi,adesso hanno 4 mesi e crescono a vista d’occhio.se puoi rispondermi io sarei molto felice,perché sinceramente non so come e meglio comportarmi avendo due cuccioli di questa razza particolare in tal modo ce da adulti non abbiano dei problemi di aggressività o altro,per adesso non posso lamentarmi perché tutto sommato sono riuscita a fare un buon lavoro,in quanto mi ubbidiscono(nei limiti delle loro caratteristiche)però non vorrei che poi crescendo magari con certi errori che avrei potuto fare i cani sviluppassero certe caratteristiche che non vanno bene tipo mordere gli estranei etc.grazie mille e ti seguirò sempre perché sei stata la luce che mi ha tirato fuori dal tunnel!!!!

  1. Grandiosa come sempre! ogni volta che leggo questi standard rido da morire! e credo che sono quelli più vissuti e reali che si possano trovare! 🙂
    Ti conosco da un pò perchè ho letto uno dei tuoi libri (purtroppo solo uno), poi ho cercato su internet e ho trovato vari articoli tuoi,e la mia ammirazione è cresciuta! Continua sempre così! p.s mi piacerebbe leggere gli standard su shiba e lapinkoira…(anche se il lappie è molto raro) che sono le razze su cui mi sto orientando per il prossimo cucciolo.

    • @Cri Alyce: ci vuole un po’ di pazienza… non avevo intenzione di fare molte razze (anche perché alla fine i “veri Standard” finirebbero per diventare ripetitivi e per annoiare), ma un sacco di lettori mi stanno chiedendo un sacco di razze, quindi cercherò di accontentare tutti. Certo però che tu hai delle belle pretese! Io ho conosciuto abbastanza da vicino uno dei pochissimi lapinkoira che sono passati per l’Italia…ma UNO, appunto (anzi, “una” cagnina). E’ un po’ pochino per riuscire a trovare particolarità e curiosità su tutta la razza. D’accordo che non se ne accorgerebbe nessuno, perché nessuno lo conosce: però barare non vale! 🙂
      Facciamo un compromesso: scriverò un articolo “serio” sul Lapinkoira per la rubrica “razze da scoprire”, mentre il “vero standard” te lo faccio per lo shiba, però tra qualche tempo perché ho appena fatto l’akita e mo’ bisogna cambiare Paese. Ok?

  2. D’accordissimo! 🙂 anzi molto meglio! ^_^ grazie mille di tutto! rinnovo i complimenti! 🙂 aspetto con ansia allora 😉

  3. mi hai fatto ridere per mezz’ora Valeria.. brava, hai colto nel segno esattamente com’è un akita.. anche il “IO TI SCHIFO”.. direi che è assolutamente sempre nel quotidiano.. come il PAVONEGGIARSI con altri cani.. 🙂 non parliamo della permalosità.. quella raggiunge livelli indescrivibili!!

  4. grazie per avere usato le foto del mio grande Anubi per l’articolo.. era l’Akita piu bello del mondo e… mi hai fatto piangere

    • @Maria Cristina: mi dispiace averti fatto piangere 🙁 … però posso dirti che, senza aver mai conosciuto il cane, appena ho visto quella foto ho pensato “se un giorno decidessi di prendere un cucciolo di Akita, sognerei che diventasse così”. E così l’ho messo in apertura dell’articolo. Non sapevo che non ci fosse più, altrimenti forse avrei scelto un’altra foto…ma ti prego, consideralo come un omaggio a una bellezza veramente strepitosa.

  5. NO, DAVVERO MI HAI RESO FELICE.. HO PIANTO DI RIMPIANTO, MA ANCHE DI GIOIA, ERA UN CANE SPECIALE ED ERA IL VERO AKITA, CON LA A MAIUSCOLA! MI SONO RIMASTI DI LUI 2 FIGLI,KENKO-GO,CHE è IDENTICO A LUI E IKI,LA DOLCE FEMMINUCCIA CHE FA LE PERNACCHIE…GRAZIE ANCORA,HAI DESCRITTO L’AKITA IN UNA MANIERA MERAVIGLIOSA, COMPRESI I DIFETTI, CHE NOI AMANTI DELLA RAZZA,TANTO AMIAMO..

  6. @francescaauricchio – hai visto che c’è anche Aiko nelle foto?E’ la penultima foto, che gioca con Yuki….

  7. Bellissimo, ma preciserei due cose: se decide di abbaiare, non c’è modo di farlo smettere.
    Io allevo Jack Russell Terrier in branco e, o la mia Akita non sa di essere un Akita, o io sono molto fortunata. Tsuky-no-Hime fa la puppysitter ed è pazientissima e sopporta benevolmente tutti i dispettucci degli adulti,se questi non esagerano.Al primo sentore di Jackzuffa, si va a chiudere nella sua gabbia e fa finta di non esserci, così evita le tentazioni. Mi sento davvero fortunata. Ah, schifa gli altri Akita.

  8. Se-illudente padrone di akita, cronico e recidivo.
    Rotolato dalla sedia per le risate alla lettura del primo standard che dice la verità vera.
    L’autrice dell’articolo:
    – caso a: non ha mai posseduto un akita
    – caso b: non ha voluto infierire
    altrimenti non si capisce come abbia potuto soprassedere su altre piacevolezze tipiche.
    Uno spasso,

    Beppe!!!

  9. Orgogliosa umana di un akita americano. Lascio il mio commento in questo ‘vero standard’per avvalorare le tue opinioni sulle sciuremarie (come me del resto)e sui cagnari. Al campo di addestramento si è presentata una signora alquanto affranta. Ha comprato un ‘Akita Inu’con un bel muso tutto nero da amak e il manto rossiccio da akita, 5 cm piu’ basso del mio (nonostante abbia 2 mesi in piu’) e con un carattere talmente impossibile che la signora lo voleva lasciare ‘in omaggio al campo. La sciura ha affermato candidamente di non averlo comprato in allevamente ‘perchè costava troppo’, ma da qualche parte vicino a Milano dove gli hanno detto che ‘la mascherina bianca -urajiro- gli vien fuori crescendo’. Ma soprattutto vorrei citare il motivo per cui l’ha comprato: AVEVA VISTO IL FILM ‘HACHIKO’e gli era piacuto…..

  10. Anche io da poco ho la fortuna di avere un Akita Americano con me. Non lo conoscevo prima… Ignoravo la sua esistenza e questo cucciolo di 3 mesi mi è piombato in casa, o meglio… In giardino! 🙂 ora il mio AKI ha 7 mesi, e sta diventando un ragazzone molto intelligente! Derivando da un sequestro spero non me lo porteranno via, ma per me ora esistono solo gli Akita…
    E comunque è vero… Lui, fieramente…. TI SCHIFA!
    Oppure a passeggio è bravissimo, fa i comandi (tutti)… E con l’addestratrice diventa un mostro… Tanto che mi ha minacciato di non volerci più! Che razza di peste! Ah no pardon… Si offende se no! 🙂

  11. ciao veramente ben scritto e secondo me spiega molto bene il vero carattere dell’akita. ma scusa quale è la differenza fra akita (inu) che non si può dire perché si offende e akita americano? io ne conosco solo uno americano.

  12. Diciamo che in linea di massima le differenze ci sono. Prima di tutto il mantello. L’akita accetta solo certi tipi di mantello (secondo standard) e come leggi nell’articolo necessita di macchie chiare in certe zone, per l’akita americano questo non è indispensabile, vengono accettati tutti i colori a patto della maschera nera.
    L’americano a quanto ho potuto capire in rete e leggendo gli standard dovrebbe diventare un pò più alto del collega giapponese.
    Oddio… Non vorrei aver fatto il sciurmario in questa sede! Giuro che ci sono stato attento! E attendo se necessaria qualche correzione! 🙂

  13. Mi piacerebbe avere un bel commento su l’Akita Americano che non trovo quasi nulla o tutto in inglese che per me e abbastanza limitante….se si può, Grazie Mille!

      • Cara redazione,Cara Valeria volevo ricordarvi (sempre x cortesia e se possibile) il “vero standart del Akita Americano” che vi ho chiesto un mesetto fa e ve lo ricordo solo perchè immagino che abbiate altro a cui pensare…….mi interessa sapere il vostro commento…

        in ogni caso ancora Grazie

      • cara redazione, anch’io sono impaziente di leggere il vero standard dell’akita americano. è veramente un cane fantastico ma purtroppo poco conosciuto e/o confuso con il suo ben più famoso cugino giapponese! 🙂
        questo vero standard sarebbe un bel regalo di Natale! 🙂

  14. certo che devo dire che ogni tanto mi rileggo questo articolo che trovo davvero bello e centrato.. anche se ripensando a tutte le polemiche fatte sulla bellezza dei miei cani ( e nell’articolo di miei ce ne sono ben 4 ) mi viene un pochino di rabbia che una allevatrice e veterinaria li abbia scelti per rappresentare l’Akita in un suo pezzo, ed invece, per gli altri dello stesso ambiente, ne dicano peste e corna…. invidia?? Gelosia??? Con una punta di veleno.. Cris

        • Credo di capire si… A me i tuoi cani piacciono molto, anche perchè tutte le immagini dell’articolo mi piacciono! Se vuoi vedere il mio sono su facebook! Marco Schiavon sull’immagine profilo sono in moto con il numero 67! Ma se apri la pagina AKI lo vedi subito! 🙂
          E non dargli retta… L’importante è lavorare con impegno, ma sopratutto voler bene ai nostri cani! Mi farebbe piacere sapere che ne pensi di AKI! Quando vuoi passa a vedere le foto! Ce ne sono diverse!

  15. “IO TI SCHIFO”: hai rischiato di uccidermi, sono ancora piegata in due dal ridere! È tutto cosí vero e mentre leggevo alternavo qualche occhiata al mio Derek, scravaccato sui miei piedi, DIGNITOSAMENTE (mi sembra ovvio!) ed ho pensato alla prima volta che ha abbaiato, verso mia madre, ingenua lei ad aver pensato fosse contento di vederla! Ahahaha! Adoro!

  16. Ciao, sono simpatici i tuoi standard, ma un po’ esagerati. Ho avuto un’akita x 10 anni, se ne è andato l’estate scorsa per un tumore. E’ stato un cane fantastico, mi manca moltissimo. Era il mio fedele samurai, quando eravamo soli io e lui in casa se ne stava per ore e ore dall’altra parte della casa da solo a dormicchiare, ma non appena arrivava gente, o anche solo qualche familiare a trovarmi si piazzava ai miei piedi e mi seguiva come un ombra ovunque andassi. Concordo sull’aggressività, lui era un maschio e sembrava che quando incontrava un altro maschio sul suo cammino, tutta la sua riflessività sparisse senza ragione, spegneva il cervello e voleva solo attaccare. Per la questione dello schifo non è vero! non sono poi così permalosi, sono più umani forse, non sono come certi cani (border collie) che li sgridi e subito dopo sono li che piangono e scodinzolano come matti solo perché vogliono essere perdonati e coccolati. Insomma l’akita è un cane meraviglioso, un cane per una persona e basta non per tutta la famiglia, lui ne sceglierà soltanto uno e gli altri non potranno mai sostituirlo.

  17. Proprio un nell’articolo, rido ogni qual volta lo rileggo, anche io ho un akita di nome akemi di 18 mesi a pelo lungo, e’ una battaglia ogni giorno, non è’ il classico cane che senza fatica ti ascolta e ti Venera, sembra che hai a che fare con un umano, devi conquistare la sua fiducia e sulla scala gerarchica devi metterti sopra di lei, altrimenti sono guai, a volte entra in casa senza il permesso e io le dico fuori e lei prende e si mette nella cuccia, in questo caso ti verrebbe di assecondar la lasciando la vincere e dandole il premio ma guai lei non deve vincere! Ma quando non h voglia di ascoltarti può venire anche giù il finimondo ma non ascolta! È quando facciamo addestramento sembra la perfezione in persona! Sono cani speciali

  18. Pesava, pesava tanto la mia ombra, quando lo portavo in braccio su e giù dalle scale perché con i suoi quattordici anni non ce la faceva più! E lo riconosco in questo standard spiritoso, punto per punto. Ma mi seguiva dappertutto, e non mi mollava neanche quando suonavo l’oboe: si sdraiava sui miei piedi, infatti alla fine era diventato sordastro. Adesso sono senza ombra.

  19. salve tutti, è la prima volta che passo su questo sito e questa descrizione dell’akita mi ha molto colpito (sia per il carattere del cane che per come è scritta 🙂 ) mi sto informando su questa razza perche ne ho sentito parlare e appena ho visto la foto di questo cane me ne sono innamorato, però andando a vedere un po’ il carattere ecc. sembra sia un cane impossibile! so che addestrare bene un cane non è mai facile, soprattutto se è di razza con queste caratteristiche, però io davvero vorrei impegnarmi e starci dietro bene!! solo che non voglio rischiare poi di avere un cane che è triste e non sta bene con me(non lo dico per me ma per il cane)! voglio dire, ho capito che è un cane difficile e mi attizza anche un po’ la sfida di riuscire a “addestrarlo” bene ma come è descritto qui sembra un cane impossibile… sono molto indeciso…

  20. Ma lo sai che anche io ho sempre avuto l’impressione che gli Akita se la tirino da matti? XD
    Però possono permetterselo. Sono talmente affascinanti.
    Ne ho conosciuti un paio e per quel poco che ho visto non mi sono sembrati diffidenti o aggressivi né coi cani né con le persone, e nemmeno dominanti. Mi davano piuttosto la sensazione di sentirsi talmente superiori da ritenere che nessuno fosse degno della loro attenzione sia positiva che negativa.
    Concludendo: vanitosi, sicuri di sé e permalosi, come i gatti. Un mix micidiale.
    Bell’articolo. Mi ha fatto ridere moltissimo! 😀

  21. Complimenti. Descrizione divertente ma impeccabile delle caratteristiche di questa splendida razza.
    Padrone (si fa’ per dire…) di un akita di tredici anni e mezzo di nome Arashi.

  22. Cara Valeria non ho più piacere che nell’articolo da te scritto compaiano immagini di
    Miei cani. Gradirei vengano tolti visto gli sviluppi di determinate calunnie ai miei danni. In caso contrario mi rivolgerò a chi di dovere

    • Cara Cristina, viste le innumerevoli dimostrazioni di cagnaresimo di cui ti sei resa protagonista, sono ben felice di togliere qualsiasi foto di cani tuoi che compaiano su questo sito. Però devi dirmi quali sono. Sapevo che era tua la foto di apertura di questo articolo, che ho già cambiato: le altre, gentilmente, segnalamele e provvederò quanto prima, molto volentieri (senza bisogno che tu ti rivolga “a chi di dovere”, visto che forse a “chi di dovere” dovresti prima spiegare come mai ti fossi profusa in ringraziamenti per l’inserimento delle stesse foto. Cambiare idea è lecito, diventare arroganti magari anche no).

  23. Anche la seconda è mia , l’akita che fa la pernacchia e la tigrata che gioca con la fulva. Pagliaccia di meno e pensa al tuo di cagnaresimo. Ma chi credi di essere?
    Smetti la di giudicare a destra ed a manca che non sai niente

  24. Poi quando mi sono “profusa in ringraziamenti” cara mia, ancora non sapevo quale vipera fossi!
    E comunque le mie foto le avevi prese PRIMA DI AVERE IL MIO CONSENSO !

    • Neanch’io sapevo quale “allevatrice” tu fossi, altrimenti mi sarei accertata di NON pubblicare mai foto di cani tuoi.
      Comunque, non ho ben capito questa sbroccata, visto che non ti nomino, non ti penso e non ti filo da mesi e mesi (e l’ultima volta che ho avuto notizie – terribili – di un cane tuo ti ho fatto pure la cortesia di non fare il tuo nome), quindi temo che tu abbia preso qualche clamoroso abbaglio: ma nun me ne po’ frega’ de meno.
      Le foto le prendo sempre da Google, senza chiedere consensi perché altrimenti mi sarebbe assolutamente impossibile uscire con uno-due articoli al giorno… ma proprio per questo in home page c’è un chiaro disclaimer che dichiara anche la mia disponibilità a toglierle immediatamente, se qualcuno non desidera che vengano pubblicate su questo sito. Quindi datti una calmata e vedi di levarti di torno, perché su questo sito non sei più gradita.

  25. Ciao! Io adoro gli Akita e adoro come descrivi il temperamento dei quadrupedi in generale ma volevo farti una domanda, hai detto che se un’Akita distoglie lo sguardo da te significa “Ti schifo!” Ma quindi per “rispettarti” deve necessariamente guardarti fisso negli occhi? Non è un segnale di sfida per i cani?

  26. Ho un’akita di 5 mesi e mezzo , maschio, e’ ancora troppo presto per dare giudizi sul suo carattere, troppo cucciolo, posso solo smentire che sia un cane difficile nel mangiare…..il mio riesce a mangiare le sue crocchette in meno di 30 secondi….cronometrato, ed ho cambiato 3 marche di mangime diverso , ora akana, ma il risultato e’ il solito …un fulmine nel piatto….caratterialmente per ora in linea con gli altri cani che ho avuto, doberman, schnauzer, alano,pastore tedesco, carlino…..vedremo in seguito….

  27. Ormai dirai che sono uno stalker, visto che il terzo-quarto commento in pochi giorni.
    Ma: come ti ho già detto abito in un appartamento di 120mq sopra all’attività di mio padre, di fianco alla quale c’è un cancello dal quale si accede sia all’androne dove teniamo alcuni pezzi sia al giardino.
    Da tempo medito di prendere un cane, il 27 agosto faccio 18 anni e forse i miei si sono convinti.
    Considerando che ho 2 gatti e 1 coniglio ho “selezionato” le seguenti razze, leggendo attentamente tutti gli standard (e guardando anche l’aspetto, lo ammetto):pastore tedesco, labrador, bovaro del bernese, staffy. Ma non riesco a resistere all’akita, è uno splendore, quindi vorrei chiederti: è così testa di cazzo come dicono anche nei confronti del padrone? Perché non vorrei che fosse come un chow-chow, che quando arrivi a casa nemmeno ti fa le feste…
    Vorrei un cane che mi desse affetto, tanto, che andasse d’accordo coi gatti e il coniglio e che facesse un minimo di guardia senza sbranare però chiunque entri (ad esempio se suona qualcuno e gli apro senza andare anche io giù in giardino a prenderlo, con un pastore tedesco rischio di trovarmi il qualcuno sanguinante?)
    In definitiva, quale razza potrebbe essere l’ideale?
    Nb: il mio preferito in assoluto rimane il bulldog inglese, ma i miei rientrano in quella categoria di persone che lo trovano bruttino.

    • LASSA PERDERE l’akita se vuoi un cane festaiolo (e che non si mangi gatti e conigli). Ti ho già detto in altri commenti che, tra quelle che hai citato, la razza più adatta alle tue esigenze mi sembra il bovaro del Bernese.

  28. La domanda sorge spontanea: COME CI SI FA AMARE E RISPETTARE?
    Io so solo che al guinzaglio il cane deve stare dietro o di fianco a te e mai davanti, che nelle stanze devi entrare prima tu poi lui e che è meglio se prima mangi tu poi dai da mangiare a lui.
    Ma può bastare solo questo con un akita?
    Perché alla fine è proprio quel suo carattere permaloso, che sembra la fotocopia del mio, che mi attrae, oltre al suo bellissimo aspetto.

    • Quello che dici tu non basta con NESSUN cane al mondo: né per farsi rispettare, né tantomeno per farsi amare.
      Il fatto che l’akita ti attiri non significa che l’akita sarebbe altrettanto attirato da te: scegli un cane meno impegnativo, visto che di cani ne sai poco e che l’akita, proprio per la sua natura, è l’esatto opposto di quello che vorresti.

    • Federico io ho un akita americano, che ha molte caratteristiche dell’akita giapponese e come standard un pò di kg in più. Sono andata al campo quando era cucciolo fino a circa 6 mesi di età (dopo era già troppo grande per giocare coi cuccioli) e privatamente per un anno e mezzo. Adesso ha 3 anni e mezzo, mi ama e mi rispetta, le feste le fa, ma moooltoooo limitatamente e quando non fa caldo, ne ha voglia, non ci sono cose più interessanti da fare, ecc ecc. Ma nonostante la scuola, il CONTINUO addestramento (con un akita non si smette mai, loro ci provano sempre a sfidarti, e proprio quando meno te lo aspetti) un mesetto fa ha deciso di partire per regolare una faccenda sua con un altro cane e mi ha tirata dritta dentro un fosso. E il mio cane NON è un akita particolarmente difficile, anzi è uno dei più amabili che il nostro vet abbia come ‘pazienti’. Quindi pensaci stra-bene

  29. Ciao,condivido assolutissimamente la descrizione esilarante che hai fatto dell’akita.. Ho già avuto una coppia fantastica e a gennaio, dopo la perdita della femmina, ho preso un cucciolastro di tre mesi che è il ritratto perfetto di quanto descritto.Complimenti pelosi…….

  30. Potresti aggiungere che, se hai un Akita femmina, lei riuscirà ad essere in calore nel momento stesso in cui fa la muta, ed è una cosa straziante poi pulirlo

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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