PREMESSA: questo “vero Standard” è un po’ meno umoristico e un po’ più realistico dei precedenti. Si conclude addirittura con due note proprio serie.
Il motivo è presto detto: questa razza è di gran moda, piace moltissimo, se ne stanno vedendo sempre di più in giro… ma il Cane Lupo Cecoslovacco non solo “non è un cane per tutti”: è veramente un cane per pochi.
Per questo, pur scherzandoci su (specialmente nella parte storica, che ovviamente è di pura fantasia quando ne attribuisco l’origine ad un fumetto!), ho preferito dire anche qualcosa di serio, che contribuisca (spero) a far capire le oggettive difficoltà che un neofita potrebbe incontrare con questa razza. Poi, per carità… qualsiasi umano può imparare a gestire un CLC in modo corretto, specie se si affida a persone competenti e capaci che lo aiutino nel suo cammino. Però non è un cane da prendere alla leggera. Questo proprio no.

La VERA origine del CLC – L’idea di accoppiare un cane con un lupo, in tutta sincerità, a me è sempre sembrata tendenzialmente cretina.
Essendo ormai universalmente riconosciuto che il lupo è il progenitore del cane, riaccoppiare il discendente con l’ascendente equivale un po’ ad accoppiare una donna con uno scimpanzè per vedere l’effetto che fa.
Ma siccome era un’idea cretina, all’uomo è sempre piaciuta moltissimo. E ci ha provato più volte, nonostante i risultati non fossero particolarmente  incoraggianti.
I primi esperimenti pare li abbiano fatti gli Inuit con i loro cani da slitta: non esistono documentazioni scritte, ma sembra assodato che abbiano smesso subito (e qualcosa vorrà dire).

Cane lupo di Saarloos

Un tentativo documentato avvenne invece in Olanda, col Cane Lupo di Saarloos: ma purtroppo l’esperimento fallì miseramente, perché nacque una progenie totalmente squilibrata. Qualche anno dopo ci riprovarono con soggetti diversi e andò decisamente meglio… ma con alcuni limiti, tanto che nello Standard si dice che il cane “deve” essere timido e scappare di fronte al pericolo.
Questo è esattamente ciò che vorrebbe fare anche il CLC: ma lui l’hanno fregato, definendolo “coraggioso e intrepido”.
Ciapa su.  Repubblica Ceca- Olanda, 1-0.
Solo che questa non è una partita di calcio: e la diffidenza tipica del lupo (che di fronte a un pericolo sceglie sempre di scappare, se può) è geneticamente dominante, anche perché fa parte delle caratteristiche che aiutano la sopravvivenza.
L’uomo ha impiegato millenni per cancellarla nel cane, ed è anche per questo che riaccoppiarlo col lupo non mi sembra un’idea troppo geniale.
Poi può succedere che gli ibridi siano solo diffidenti, oppure diffidenti e aggressivi (per autodifesa): ma la diffidenza, di base, c’è sempre.
Quindi qualcuno mi dovrebbe spiegare per quale caspita di motivo il colonnello Karel Hartl dovesse tentare l’accoppiata cane+lupo per ottenere un cane capace di pattugliare i confini del suo Paese “con il coraggio di un pastore tedesco, ma con la resistenza al freddo e alla fatica tipica del lupo“.
Non poteva funzionare. E non bastava scrivere “coraggioso” nello Standard!
L’ibrido cane-lupo può essere, sì, super-vigilante e disposto a difendere coraggiosamente casa sua: ma quando si tratta, appunto, di casa sua. Del suo territorio, del luogo in cui vive con il suo branco: non certo di tutta la Repubblica Ceca.
Siccome Hartz stupido non era, queste cose doveva saperle benissimo: doveva sapere che il risultato del suo esperimento se ne sarebbe allegramente sbattuto dei confini di un Paese e che vedendo un nemico all’orizzonte avrebbe reagito come un lupo, portando via le chiappe alla velocità della luce (il che, tra l’altro, fu proprio quello che avvenne).

L’accoppiamento di Brita con Cesar

Inoltre i primi tentativi di accoppiamento di una lupa con un pastore tedesco (anche se sui libri difficilmente lo trovate scritto, ma l’ha raccontato lo stesso Hartl e quindi c’è da credergli) finirono, più volte, con il pastore tedesco gravemente ferito (e in un caso proprio morto ammazzato), perché la lupa non era poi così disponibile a farsi montare dal primo venuto.
La storia ufficiale ci racconta comunque che la lupa che diede alla luce la prima cucciolata ibrida si chiamasse Brita, e che avesse già messo in fuga uno spasimante dopo averlo suonato come un tamburo.
Perché l’accoppiamente riuscisse dovette arrivare un cane tostissimo, un grigione che si chiamava Cesar Z Brezoveho Haje: Cesar, appena Brita gli mostrò i denti, le rese la gentilezza con gli interessi, suonando LEI  (stile “io Tarzan, tu Jane: cuccia lì e non rompere”). A questo punto lei cedette e gli concesse le sue grazie.
I primissimi cuccioli di Cane Lupo Cecoslovacco, quindi, furono i figli di una lupa incazzosa e di un maschio iper-dominante (prego notare il nome: vi ricorda qualcosa?). Era una roba da mettersi le mani nei capelli.  Potevano venir fuori delle bombe a orologeria a quattro zampe.
Invece successe che Hartl ebbe una fortuna sfacciata: i geni si mescolarono nel modo più ideale che si potesse sognare e diedero così origine ad una razza che (ovviamente dopo ulteriori esperimenti, vari altri accoppiamenti e parecchio “scarto”, perché questa è una storia vera e non un film di Walt Disney) divenne una delle più affascinanti dell’intero panorama cinofilo.
Rimane però la domanda da cento milioni: perché il colonnello Hartl sfidò il destino in questo modo?
La mia personale teoria è che leggesse l’Uomo Mascherato.

Per chi fosse troppo giovane per ricordarsene:  l’Uomo Mascherato, detto anche l’Ombra che Cammina (“The Phantom” in lingua originale), era il protagonista di un fumetto americano nato negli anni ’30.
Un tipo in calzamaglia rossa, slippino a strisce nero/azzurre (con una fondina per parte) e mascherina nera: insomma, un supereroe (ma senza superpoteri), duro e puro e sempre pronto a salvare il mondo. L’Uomo Mascherato ebbe un clamoroso successo mondiale, nonostante alcune clamorose cadute di gusto. Per esempio: non aveva una vera e propria identità segreta, ma quando si metteva in borghese indossava un orrendo cappotto verde a quadrettoni (sempre e solo quello, estate e inverno), sotto il quale teneva comunque la calzamaglia rossa con tanto di cappuccio, coperto però da un cappello. Poi si metteva un paio di occhiali da sole (anche di notte, se no si sarebbe vista la mascherina e l’avrebbero sgamato) e via verso nuove avventure.
Indossava una cintura e un anello con teschio, forma che restava incisa sulla mascella di quelli che prendeva a pugni: una roba tamarra come poche.
Anche per quei tempi di lettori decisamente ingenui (tempi in cui, non dimentichiamolo, Superman diventava irriconoscibile al mondo cambiando pettinatura e mettendosi pure lui un paio di occhiali, però da vista), l’Uomo Mascherato sarebbe stato più patetico che affascinante… se non fosse stato per il suo fedele compagno a quattro zampe, Diavolo, che aveva due particolarità.
La prima era quella di apparire random, solo quando serviva.
Che so: tu vedevi l’Ombra scendere da un aereo col cappottone verde e Diavolo al guinzaglio… dopodiché l’eroe partiva (da solo) per la sua avventura settimanale: scalava quattro o cinque montagne (e lo vedevi che si arrampicava, sempre da solo), raggiungeva (da solo) un convento di monaci tibetani, scopriva che il convento era in realtà un covo di spie russe e ne faceva fuori cinque o sei (sempre da solo).
La settima spia, però, gli tendeva una trappola: lo aggrediva da dietro… e a quel punto lì, ZAC, appariva Diavolo che gli mordeva le chiappe, salvando quelle del suo padrone.
Dove cavolo fosse stato fino a quel momento, non è dato di saperlo. Ma non importava, perché a quel punto si scopriva la seconda particolarità: quando la spia, legata come un salame e sorvegliata a vista dall’eroe a quattrozampe che gli spianava i denti in faccia, chiedeva: “Ma che cane è?”. E l’Ombra rispondeva: “Non è un cane. E’ un lupo“.
A quel punto, tu morivi di invidia.
Daiiiiii… ma che bello!
Giuro: quando leggevo quel fumetto, da bambina, avrei dato un braccio per avere anch’io un vero lupo fedelissimo, addestratissimo e sempre pronto ad apparire al momento giusto. Solo che i lupi veri, col cavolo che ti salvano le chiappe: siccome sono intelligentissimi e non tarlucchi come i cani, loro mettono in salvo le proprie (vedi sopra).
Per questo io sono convinta che Hartl abbia sfidato il destino sperando di farsi il suo Diavolo personale, barando un po’ e infilandoci dentro qualche gene canino.
Altro che pattugliare confini!  Che se fosse stato solo un problema di freddo, bastava mettere una mantellina al pastore tedesco.
In realtà, ultimamente, è saltata fuori un’altra versione: e  cioé che l’esperimento iniziale avrebbe avuto solo un valore etologico. Si voleva capire come e in che misura i figli dell’abbinata cane-lupo si sarebbero differenziati dai genitori.
Vabbe’, vabbe’… facciamo finta di crederci.
Ma voi, quando guardate un Cane Lupo Cecoslovacco (e anche un Lupo Italiano, se è per questo),  date retta a zia: ricordatevi dell’Uomo Mascherato.

NOTA: ricordatevi anche della vignetta che vedete qui a fianco, se avete un Cane Lupo Cecoslovacco e vi trovate di fronte al classico (e odioso) cartello “io non posso entrare”. Potrebbe sempre farvi comodo.
(Per chi non sapesse l’inglese: l’Uomo Mascherato si appresta a salire su una nave, e lo steward gli dice che i cani non sono ammessi in cabina. Lui risponde: “Non è un cane, è un lupo. C’è qualche regola riguardo ai lupi?”.
L’altro ovviamente non ne trova nessuna e quindi lui si porta Diavolo in cabina, augurando buon viaggio allo steward).

ASPETTO GENERALE: luposo. Ma proprio luposissimo, eh!
Lo standard lo definisce “di taglia medio-grande, con struttura rettangolare, simile al lupo per costituzione, movimento, mantello colore e maschera“.
Ma “simile” non rende l’idea.
Anche un pastore tedesco è “simile” al lupo: mentre il CLC “è” un lupo. E non solo: è un lupo bellissimo.
Uno di quelli che non sembrano meticcioni mortidefame, ma che hanno proprio il fascino, il magnetismo e l’assoluta perfezione della creatura selvaggia.
Il CLC è il tipo di lupo che può immaginare un illustratore, uno sceneggiatore… e anche un allevatore, perché gli allevatori cinofili devono essere un po’ artisti per forza, altrimenti è meglio che cambino mestiere.

NOTA:
in caso mi sbagliassi, e il colonnello Hartz non avesse mai letto “l’Uomo Mascherato”, potrebbe esserci un’altra spiegazione per aver voluto creare questa razza: e cioè quella di creare una razza canina che si potesse usare nei film quando si dovevano far vedere dei lupi.
Infatti, prima dell’avvento del CLC, venivano quasi sempre usati siberian husky e loro meticci: ma non c’è proprio paragone.
Da quando usano i CLC il realismo è aumentato a dismisura, anche se immagino che ai registi possa succedere spesso quello che è successo a me quando, nel mio piccolo, ho girato un documentario sulla razza: a metà della scena in cui volevamo creare l’illusione del  lupo selvaggio che si aggira furtivo nel bosco, il lupo in questione decise che si era aggirato abbastanza e che sarebbe stato molto più divertente correre verso la telecamera, saltare addosso all’operatore, dargli due baci in bocca e poi scappare a zampe levate, saltando come un capriolo ubriaco, con il borsello delle batterie tra i denti. Che in una scena di lupi selvaggi, diciamolo, faceva un po’ ridere i polli.

CARATTERE, COMPORTAMENTO, ATTITUDINI: una decina di anni fa si diceva che trovare cani coraggiosissimi e diffidenti, docilissimi e testardi, dolci come il miele e ringhiosi in una stessa razza era abbastanza normale perché la razza era ancora giovanissima e non ancora fissata.
A distanza di dieci anni e di svariate generazioni, la situazione è assolutamente identica: quindi è forse meglio dire che dipende dall’umano.
Quello bravo e capace si ritrova un cane bravo-docile-dolce, quello che non capisce un tubo si ritrova con  l’esatto contrario.
Il Cane Lupo Cecoslovacco lo plasmi tu, a tua immagine e somiglianza (be’, quasi: un po’ del suo, per fortuna, ce lo mette. Ma moltissimo dipende da te).

Vediamo cosa dice lo Standard: “cane pieno di temperamento, molto attivo, resistente, recettivo, rapido nelle sue reazioni, intrepido e coraggioso; di una fedeltà eccezionale verso il padrone; resistente alle intemperie, cane di utilità polivalente“.
Okay.
Pieno di temperamento“, non c’è dubbio che lo sia.
Sempre, ovunque e comunque. E’ un cane pieno di gioia di vivere, che ha sempre voglia di giocare (e conseguentemente anche di lavorare, se riusciamo a farglielo vedere come un bel gioco: altrimenti è una tragedia), che non sta fermo un secondo, che ha una velocità di reazione nell’ordine dei nanosecondi.
Attivo, resistente, recettivo, rapido nelle sue reazioni: ecco, visto?
Lo dice anche lo  Standard, che è rapido nelle reazioni. Peccato che non specifichi quali siano, queste reazioni.
E allora ve lo dico io.
Il nostro lupacchiotto potrà decidere (in un nanosecondo, perché lui decide sempre in questo arco di tempo) che sarebbe divertentissimo fare a pezzettini minuscoli quella cosa lì (quaderno, divano, lavastoviglie, tutta la casa: dipende).
O potrebbe decidere che il panino che sta mangiando quel signore laggiù ha l’aria buonissima (e nel tempo in cui tu ti giri è già schizzato verso il signore laggiù, gli ha già fregato il panino di mano e l’ha già praticamente digerito).

Un soggetto ben socializzato (la socializzazione in questa razza non è solo importante: è vi-ta-le) potrebbe decidere che quella signora col golfino bianco gli sta simpatica e merita due zampe in spalla e un gran bacione in bocca (quello che ne pensa la signora in questione è assolutamente ininfluente, così come non ci interessa di che colore diventerà il golfino),  mentre un soggetto NON socializzato potrebbe decidere che quel tizio coi jeans si muove in modo sospetto e merita un morso nelle chiappe. O che il suo cane manda segnali antipatici e merita lo stesso trattamento.
Bene: sappiate che “deciso” e “fatto”, per un CLC, sono praticamente sinonimi.
Nel bene e nel male.
A proposito di segnali, però, ricordiamo che appena prima di passare alle vie di fatto il cane manda sempre uno o più segnali  – facciali e/o corporei – inequivocabili.
Però anche questi, spesso, sono rapidissimi: e a volte sono appena accennati.
Per interpretarli correttamente bisogna:
a) conoscere a menadito il canese (del quale, peraltro, il canelupese è l’espressione più pura: un po’ come il toscano per la lingua italiana);
b) avere tempi di reazione almeno vicini a suoi (“uguali” non è possibile. Non per un umano).
Ci si può fare, per carità: però non è facilissimo. Dal che si deduce che il CLC non è un cane per tutti e che dovrebbe finire sempre in mano a persone esperte, buone conoscitrici dell’etologia e del linguaggio canino.
Ovviamente finisce spesso e volentieri in mano all’esatto contrario umano. Signori che non hanno mai avuto un cane, famiglie cino-imbranatissime, fanciulline alla prima esperienza che sembrano tanti Cappuccetti Rossi col Lupo cattivo al guinzaglio.
Solo che, invece, di mangiarsi la nonna, questi lupi si mangiano la casa. O non obbediscono al richiamo. O le trainano al guinzaglio.
Sarà che, sotto sotto, il Lupo Cattivo alle bambine piace un sacco: però, prima di portarsene uno a casa, farebbero bene ad informarsi un po’ sulla razza.

Intrepido e coraggioso: no, eh… questa è proprio un po’ esagerata.
Ho visto cani fare salti alti due metri per una foglia che gli era caduta addosso: e in generale sono tutti piuttosto timidi e diffidenti verso tutto ciò che non conoscono
Il CLC si comporta precisamente come un lupo: di fronte a un pericolo, se può, schizza via.
Poi gli puoi insegnare a fare il contrario, per carità: ci sono molti cani lupi capacissimi di affrontare un malintenzionato armato di bastone, come quelli che fanno UD.

Ma devono pensare che si stia giocando, non che ci sia un pericolo.
Lavorare un CLC in aggressività è una cosa da deficienti DOC (o da super-super-ma-proprio-SUPER esperti).
In compenso, se lo lavori in predatorio, dovrai fare i conti con la sua tendenza a predare in modo molto lupino: ovvero a non attaccare frontalmente il tizio armato di bastone che ti si avventa contro sbraitando, ma a mozzicarlo quando è distratto e non guarda: che peraltro è una scelta molto più intelligente, dal punto di vista di un predatore.
Ribadisco: abbiamo impiegato centomila anni a far sì che il cane diventasse abbastanza tontolone da lasciarsi comandare a bacchetta dagli umani, e mo’ lo reincrociamo con qualcuno che è infinitamente più furbo, intelligente e scaltro di lui, ma soprattutto di noi? Bisogna essere ben  masochisti!

Di una fedeltà eccezionale verso il padrone:
ovvio, son cani e quindi sono fedeli. Però, sul grado di fedeltà… dipende.
Il Cane Lupo Cecoslovacco è l’assoluto prototipo del comportamento lupino: è gerarchico all’ennesima potenza (i nuovi “guru” cinofili che vorrebbero sostenere l’inesistenza delle gerarchie non devono aver mai visto un CLC) e quello che dice il “capo” per lui è legge.
Però, se il capo non vale una cicca, è disponibilissimo a mandarlo a quel paese.
Ce ne vuole, perché  sono cani  tendenzialmente sottomessi all’uomo (specialmente le femmine): ma se ci si impegna, a farsi mandare a quel paese, ci si riesce benissimo (e poi, di solito, si va a dire in giro che il CLC è un cane infido, inaffidabile, testardo eccetera eccetera. No, immenso pirla: sei tu che non sei stato capace di comunicare con lui!).

Resistente alle intemperie: ma sì, lo è. Però è un po’ come la storia degli husky e degli altri cani da slitta che “possono vivere a trenta gradi sotto zero“.
Potere possono, ma non è che gli piaccia: se riescono a stare davanti a un termosifone, d’inverno, son più contenti.

Cane di utilità polivalente
: sì, ok… anche questo, sulla carta, è vero.
Possono fare quasi tutto. Ma di nuovo, non è che necessariamente gli piaccia.
Un CLC in mano a un umano bravo e competente, riconoscendolo come suo capo, farà qualsiasi cosa lui desideri: dall’agility allo sleddog (questo gli piace un sacco), dall’UD al disc dog.
Resta da vedere quali attività si addicano realmente ad un quasilupo, anche se caninizzato.
Senza voler polemizzare con chi fa scelte diverse, diciamo che le attività in cui riesce meglio e in cui si trova perfettamente a proprio agio sono quelle in cui deve usare l’olfatto (che è sviluppatissimo), può girare libero per boschi e prati e può sfogare la sua grande energia: io lo vedo benissimo, per esempio, in protezione civile, nella ricerca di superficie.
Riesce bene anche negli sport dinamici, e si diverte un sacco purché non si abbiano pretese agonistiche: in agility, per esempio, non è velocissimo (anche perché è molto lungo: prima che sia passato tutto su un ostacolo, un Border collie ne ha saltati due).
In Obedience va molto bene, ma bisogna avere molta pazienza perché la sua soglia di attenzione precipita rapidamente.

In UD, negli attacchi, tende a pizzicare “di punta” più che a mordere a bocca piena (oltre a preferire gli agguati alle spalle) e in pista si stufa subito perché le piste normali, per lui, sono sempre troppo facili.
Per lo stesso motivo è complicato fargli fare i revier: con il naso ultrafino che si ritrova , lui sa benissimo dove si trova il figurante e si chiede per quale caspita di motivo dovrebbe girare intorno a quelli vuoti (non ditelo a nessuno, ma tenderei a concordare con lui).

Un’altra attività che gli piace molto è il disc dog: inseguire il frisbee-preda è diventente, fare salti di due metri per prenderlo al volo, ancor di più.
Restituire il frisbee all’umano, invece… uhm.
Questa parte gli piace decisamente meno.
Che cavolo: dopo tutta la fatica che ha fatto per conquistarla, la preda è SUA!

TESTA: simmetrica, molto muscolosa, vista di faccia e di profilo ha forma di cono ottuso. Netto dimorfismo sessuale.
Tutte cose che può guardare un Giudice, se ci riesce: l’umano medio, invece, lo guarda in faccia, pensa “bello lupone dizziaaaaa”, non capisce più niente e si innamora perdutamente di questo capolavoro della natura (sì, vabbe’ , anche dell’uomo: però, se non altro, l’uomo qui ha paciugato poco e l’aspetto è davvero super-naturale).

Dopodiché l’umano medio si compra un cucciolo di CLC (che bellissimo, invece, non è: questa è una delle pochissime razze in cui i cucciolini, per quanto teneri e simpatici, sono molto meno affascinanti dell’adulto), lo tira su, lo alleva, lo segue per mesi attendendo che diventi uguale a quella meraviglia da cui è rimasto tanto colpito. Sopporta pazientemente le varie fasi della crescita, una più bruttina dell’altra  (nell’ordine: orecchie paraboliche tipo mulo, torace a sottiletta, culo più alto della testa, fase bassethound con tronco chilometrico e gambe corte, fase Bambi con zampe lunghissime e piedoni da cammello)… e finalmente, verso i nove-dieci mesi, vede il suo sogno diventare realtà.
E’ LUI! Ci siamo! Ha smesso di crescere in modo indecorosamente sghangherato, ha raggiunto l’equilibrio delle forme, adesso sì che è un vero Cane Lupo Cescoslovacco!
Allora l’ umano corre felice ed orgoglioso a prendere la macchina fotografica… e il cane gli fa questa faccia qui:

OCCHI: stretti, obliqui, di colore ambra.
E assolutamente parlanti.
Normalmente, nel cane, gli occhi chiari non sono desiderati in quanto danno uno sguardo infido (appunto, più da lupo che da cane): nel CLC gli occhi sono spesso molto sempre chiari, eppure sanno ugualmente esprimere tutte le sue emozioni (specialmente “dammi da mangiare, che muoio di fame”) in modo assolutamente palese: emozionando così anche l’umano, che immediatamente diventa il cavalier servente del cane e gli concede qualsiasi cosa desideri  (specialmente quando si tratta di pappa). Per fortuna il cane è talmente dinamico che brucia tutte le calore ingurgitate e quindi non ingrassa quasi mai.

DENTI: ben sviluppati, soprattutto i canini; articolazione sia a forbice che a tenaglia; dentatura completa e regolare.
E’ molto facile osservarli perché lui li tiene sempre in bella vista: quando sogghigna, quando se la ride beato a pancia all’aria, quando gioca con gli altri cani e fa le facce ferocissime da lupo cattivo.

In queste occasioni gli umani che avevano avuto prima beagle o barboncini si spaventano moltissimo: “oddio, si ammazzano”.
Ho incontrato anche una signora preoccupatissima perché il cane le faceva le facce della foto a destra e lei pensava “oddio mi ringhia”.
Ribadisco: chi non capisce un tubo di cani, forse sarebbe meglio a scegliere una razza più facile.

ORECCHIE: erette, sottili, triangolari, corte.
Corte!?! Lo Standard in realtà specifica: non devono superare di più di 1/6 l’altezza al garrese. Siccome il cane è lungo du’ metri, ma è anche bello alto, ecco che il “corto” diventa solo una questione di rapporti, perché in effetti le orecchie del CLC son due padelloni mica male.
Quelle dei cuccioli possono essere tirate su molto presto, oppure avere la punta pendente (a volte una sì e una no, cosicché l’umano che ha pagato millemila euro per il figlio del megacampione poi si sente dire per strada “Macheccarino, ma che bel bastardino! In che canile l’ha preso?”, e scapoccia nel muro). Verso i quattro-cinque mesi le orecchie cominciano a crescere a dismisura, stile boudogue francese: poi, per fortuna, cresce anche il resto della testa e il tutto si ridimensiona (nel frattempo all’umano sono venuti tre coccoloni, ma fa niente).

COLLO: asciutto, molto muscoloso, deve essere abbastanza lungo da permettere al cane di toccare il suolo con il naso senza sforzo.
In realtà il collo è molto lungo e soprattutto molto mobile: più o meno come quello della bambina dell'”Esorcista”.
A volte l’umano ha l’impressione che proprio NON si possa tenere il collo in quella posizione, se non dopo essersi rotti almeno 3-4 vertebre cervicali: invece lui può. No problem. Non è il caso di correre dal veterinario, è proprio capace di assumere posizioni di questo genere rimanendo tutto intero.

CODA: attaccata alta, a riposo è dritta e pendente; quando il cane è attento, viene generalmente portata a forma di falcetto.
E anche qui si capisce che gli Standard parlano SOLO di cani in esposizione: perché la coda del Cane Lupo non è solo un accessorio da portare su o giù: è la cosa che in lui parla più di tutto il resto, faccia compresa.
Ti dice quando si sente figo, quando è intimidito, quando è allegro, quando se la fa sotto. Se vuoi capire davvero quello che sta pensando un CLC, è meglio guardargli più la coda che la faccia.

ARTI: lunghi, molto muscolosi, raggiungono la velocità della luce e sono capaci di cambi di direzione talmente repentini da mettere in difficoltà non solo l’umano che vuole acchiappare il cane (questo è facile: ci riesce anche un bulldog), ma perfino gli altri CANI.
Per questo è caldamente consigliabile insegnare un buon richiamo al cucciolo, quanto prima. Perché se sperate di placcarlo, vi attaccate malissimo.

MANTELLO: dritto e ben disteso; il pelo invernale e quello estivo sono molto differenti; in inverno predomina il con sottopelo, che forma con il pelo di copertura un manto spesso su tutto il corpo.
NOTA: in inverno predomina il sottopelo… e in estate, se non predomina più, dove finisce? Lo Standard non lo spiega: indovinatelo voi (e intanto che indovinate, munitevi del più potente bidone aspiratutto disponibile sul mercato).

NOTA FINALE SERIA N.1 : il Cane Lupo Cecoslovacco non permette vie di mezzo: o lo si ama perdutamente, o lo si odia.
La sottoscritta ritiene superfluo spiegare a quale categoria appartenga (vista anche la lunghezza di questo articolo che, se non mi costringevo a piantare lì, diventava un mezzo libro): però devo confessare che io stessa, di fronte ad alcuni soggetti, ho pensato “Se avessi un cane così, mi suiciderei”.
Però, altrettante volte (anzi, molte di più), ho pensato: “Che meraviglia di cane, come mi piacerebbe averne uno”.
Cos’è che fa la differenza?
Ovviamente, gli umani.
Ma non soltanto perché il CLC è un cane che dovrebbe finire sempre in mano a persone dotate di buone conoscenze etologiche: anche perché è davvero fondamentale, per la sua vita futura, il modo in cui è stato allevato. Le prime settimane di vita, per questa razza, determinano gran parte del comportamento futuro: se ci sono stati errori, il nuovo proprietario farà una gran fatica a rimediare, anche se è bravissimo ed espertissimo.

Anni fa ho conosciuto un allevatore che consegnava i suoi cuccioli a 45 giorni, cosa che normalmente io aborrisco: ma lui mi spiegò che lo faceva per evitare che le mamme “insegnassero” ai cuccioli a temere l’uomo, perché anche le cagnolotte più dolci e docili, quando hanno la cucciolata, tirano fuori il massimo del loro lato lupino e diventano iper-protettivi ed iper-diffidenti. E i cuccioli le imitano.
In seguito ho scoperto che altri allevatori si comportano in modo diametralmente opposto, consegnando i cuccioli molto tardi, ovvero permettendo alle madri di rimettere la freccetta sul lato “cane” e di mostrare ai loro piccoli che l’uomo è un amicone e che ci si può fidare di lui.
I cani davvero  “impossibili” che ho conosciuto in questi anni (alcuni dei quali, purtroppo, finiti in mano alle Cappuccette Rosse di cui parlavo sopra, con doppio effetto negativo) erano quasi tutti prodotti di una via di mezzo: ovvero cuccioli consegnati a 60 giorni, come ENCI prescrive, e quindi – stando agli allevatori – non abbastanza piccoli da non aver risentito dell’imprinting “troppo lupesco”, né abbastanza grandi da aver vissuto la seconda trasformazione della mamma da lupa protettiva a cagnolona di casa.
Non sono certamente la massima esperta della razza e non voglio insegnare niente a nessuno: ma questa particolarità credo non possa passare inosservata e mi è sembrato giusto condividere queste mie esperienze personali (anche se di seconda mano, perché questa è una razza che ancora “mi manca” alla collezione), sperando che possano essere uno spunto di riflessione e magari di discussione.

NOTA FINALE SERIA N. 2: il CLC è talmente luposo che, per quanto correttamente sia stato allevato, educato, socializzato e così via, non diventerà mai un cane troppo “umanizzato”. Il che, a mio avviso, è un gran bene… ma comporta anche la necessità, se vogliamo un cane davvero felice e pienamente realizzato, di farlo convivere il più possibile con “branchi” di suoi simili. Devo dire che mi sono sempre parsi molto più gioiosi, collaborativi ed espressivi i cani che vivono in allevamento (purché, ovviamente, di BUON allevamento si tratti!) dei “figli unici” che vivono in una famiglia umana, anche quando si tratta di un’ottima famiglia.
Purtroppo anche gli umani che – come la sottoscritta – hanno passato metà della propria vita a studiare e cercare di interpretare il linguaggio canino, rispetto a un vero cane, sono degli handicappati mentali. Per un cane, comunicare con noi è un po’ come per noi  parlare con un ragazzo autistico, che reagisce solo ad alcuni segnali, ma con il quale è difficilissimo andare oltre la comunicazione più elementare.
Ma se il cane-cane di solito si adegua e si rassegna,  il CLC si rompe un po’ le palle.
Per questo consiglio vivissimamente a chiunque voglia prendersi un esemplare di questa razza di fare il Grande Salto e di prendersi direttamente (almeno) una coppia: cosicchè i cani, oltre a rapportarsi ogni giorno con queste specie di Forrest Gump tanto cari, ma anche tanto snervanti, possano “parlare” con qualcuno che li capisce davvero, con cui possano collaborare e creare un branco davvero “completo”. Però, attenzione… le difficoltà si moltiplicheranno per due!

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83 Commenti

  1. Molto interessante e di piacevole lettura come sempre.
    Conosco una lupacchiotta cecoslovacca di quattro anni e tot. coetanea molto amica del nostro Tobia (gordon setter) con il quale gioca a mille sino a sfiancarsi entrambi. Assicuro che sfiancare un gordon di quattro anni sano ed allenato ce ne vuole.
    Non c’è molto feeling con Gea, l’altro nostro cane, un bovaro del bernese femmina di sette anni ma imputo la cosa al fatto che ci sia Tobia di mezzo.
    Anyway, ritrovo in Seven (così si chiama la lupacchiotta) molte delle caratteristiche descritte da Valeria che come sempre è riuscita ad amalgamare umorismo, conoscenza e cognizione cinofila in giuste proporzioni.

  2. un bellissimo esemplare che ho sempre guardato con gli occhi a cuoricino…ma ho sempre considerato la mia NON attitudine nel gestire un cane con questa tempra…peccato che non tutti lo capiscano!!!

  3. Direi invece che in protezione civile e’ proprio poco adatto. Certo gran fiuto ma cane diffidente e poco motivabile. Non gli frega niente del figurante nascosto n’è del premio che puo’ ricevere. Tutti i Clc che ho visto inoltre difficilmente segnalavano il figurante. Cosi’ come lei ha detto per il revir in UD, se poi hai bisogno di inviarlo in una determinata zona se ne frega altamente e (anch’io ne sono convinto) giustamente. Tra l’altro non sembrano divertirsi tanto e si chiedono sempre: ok posso fare sul serio ora. Lasciamo perdere poi se e’ maschio ed in squadra hai altri cani maschi. Il Clc in protezione civile fa’ lo stesso effetto del lupo italiano con la forestale: ridere. Certo poi ogni individuo e’ molto diverso e blablabla. Esemplari bellissimi per carita’ ma aspettiamo altri duetrecento anni quando gli togliamo la parola lupo dal nome e poi ne riparliamo. Sottinteso che parliamo di protezione civile dove dovrebbero (dico a ragione dovrebbero) essere in gioco vite umane. Per la ricerca sportiva o qualsiasi sport ludico il discorso e’ diverso. Personale opinione niente di piu’.

    • @Panpottiglia: opinione rispettabilissima.
      Anche la mia, comunque, è solo un’opinione, motivata dal fatto che evidentemente sono stata molto fortunata ad incontrare cani che non facevano ridere (uno in soccorso alpino mi è piaciuto particolarmente): ma sia anche chiaro che questo non è il mio campo e che quindi posso parlare solo del (poco) che ho visto. Probabilissimo che ci siano esempi da mani nei capelli, come però avviene anche per altre razze (magari meno).
      In generale questi cani hanno un po’ tutti i problemi che ho – più o meno scherzosamente – elencato e che quindi, diciamolo, rendono abbastanza improbo ottenere grandi risultati in qualsiasi lavoro. Però le doti caratteriali che indubbiamente hanno mi sembravano abbastanza adeguate all’impegno sociale/civile… sempre nei limiti che la razza indubbiamente, ha (e non ci piove), proprio perché quel “lupo” c’è e ci rimarrà per sempre, anche se via via più diluito.

      • Preciso che il cane non fa mai ridere piuttosto l’attivita’ che spesso e’ obbligato a fare o l’accoppiata con il proprietario. Il tono forse un po’ acido deriva dall’amaro che purtroppo ho accumulato da diversi anni causa la tragica situazione nella quale la cinofilia da soccorso italiana giace. Ma questo e’ un altro argomento e me ne scuso. Dissento in parte comunque riguardo alle doti caratteriali: certo ottimo il temperamento e come gia’ detto l’uso dell’olfatto, ritengo in generale tempra eccessiva, bassa docilità e socievolezza, nonché una vigilanza molto accentuata che non sempre si riesce a sfruttare. Il Clc piace proprio per questo. Insomma pensando alle doti dei retriever (e non ne sono un amante) come cane esempio per la protezione civile, trovo il Clc parecchio distante. Certo poi ogni singolo caso e’ diverso. Quindi una domanda a lei che ha sicuramente esperienza: troppi pochi anni di selezione? Dove deve portare la selezione del Clc in generale? Come ha ben detto il Clc affascina ed allo stesso tempo non convince. Grazie.

        • @Panpottiglia: non si preoccupi del tono, non era affatto acido: almeno, io non l’ho inteso così, ma come un interessante spunto di discussione su questa razza che, proprio come dice lei, mi affascina moltissimo, ma che non riesco a “legare” ad alcun lavoro preciso. E purtroppo io ho questa limitazione: mi piace che il cane “sappia fare qualcosa”, non tanto per il comodo nostro, ma perché ritengo che un cane realizzato nel suo lavoro sia più felice di quello “bambinizzato” o “divanizzato” (a meno che non si tratta di una razza selezionata proprio per questo: ma un lupo divanizzato non riesco proprio a vedercelo!).
          Per rispondere alla sua domanda, sempre con un’opinione perché la verità in tasca non ce l’ho di sicuro… no, non credo che sia un problema di “pochi anni di selezione”. Il problema sta proprio nel “mezzo lupo”. Forse tra qualche decina (o centinaia) di anni i geni “lupini” si saranno diluiti al punto tale da non avere più nessuna influenza sul carattere del cane…ma allora cosa avremo? Il Cane Cane Cecoslovacco? E che tipo di cane sarà? Punto interrogativo immane: credo che nessuno possa saperlo.
          Così come sinceramente non ho idea di dove possa portare la selezione di questa razza: come cane da lavoro – in generale – sarà sempre un palmo sotto gli specialisti del settore (io continuo a ritenere che la sua qualità “superiore alla media” sia il fiuto… ma non è che in Italia abbiamo chissà quali campi di applicazione. Forse, se prendesse piede il pistage… chissà: ma ne dubito, perché anche noi siamo – per la maggior parte – cinofili da divano, e trovare terreni adatti per le piste è sempre una mezza tragedia (e una sicura scomodità).
          Insomma, oggi come oggi (e forse anche domani come domani), il CLC è un cane “buono un po’ a tutto, ma specializzato in niente”. Può fare qualsiasi attività in forma ludica, ma a lui piacerebbe fare sul serio e probabilmente noi umani non siamo ancora all’altezza di capire “come” e “cosa” fargli fare sul serio.
          C’è una sola applicazione che vedo proprio benissimo in questa razza: quella di “oggetto di studio”.
          Siccome sono un’appassionata di etologia, io ho passato anni della mia vita ad osservare i miei cani, a studiare il loro modo di rapportarsi, di collaborare, di litigare, di corteggiarsi. Ho scelto i siberian husky perché mi sembravano i più “lupini” a disposizione: se fosse già esistito il CLC, forse avrei scelto lui…che sicuramente è più cane di un lupo, ma mantiene ancora tutti gli stereotipi, le mimiche, gli atteggiamenti del suo antenato (nonché, nel suo caso, “padre”). Ecco, ad osservare una famiglia di CLC ci starei per ore ed ore: però, se dovessi scegliere un’ applicazione pratica per questa razza, risponderei con un chiaro, deciso e sicuro BOH?

          • Grazie e condivido. Momento di leccaggine: complimenti per il suo lavoro d’informazione. Saluti.

          • Valeria … Ne avrai visti molti più di me, ma devo dare ragione al 100% al tuo interlocutore: bellissimi per movimento ed abilita’ di comunicazione con i consimili, ma per quanto riguarda le doti che ne dovrebbero fare un ‘cane da lavoro’ … Mah! Inoltre non scordiamoci il predatorio verso i selvatici, nel caso fosse impiegato nella ricerca a battere in autonomia un crinale boschivo

            Ps: peccato, perché sono cani veramente affascinanti

          • Partiamo dal presupposto che il clc si ama (come tutti gli’altri)per quello che è…un cane lupo, punto e basta. Io lo amo perchè sono stato sempre affascinato dai lupi che quì dalle mie parti si vedono ma non si sentono ma ti guardano. Nè ho incontrati molti in montagna, ma non ho mai avuto modo di poterli accarezzare. Oggi per me avere la possibilità di averne uno che ci assomigli (per fortuna solo per alcuni aspetti) per me è qualcosa di straordinario. La mia clc mi affascina in tutto per la sua furbizia, il suo stile, la sua esuberanza, la sua protettività, la sua intelligenza, i suoi difetti. Spero non diventi mai un Cane Cane lupo altrimenti mi farei pastore tedesco. Resterà cmq un cane che nell’esercizio delle attività che vengono proposte dai centri di addetrsmento resterà FORSE un palmo sotto gl’altri (questo se si pensa con i paraocchi!). A mio parere il clc sa fare altre cose che altri cani si trovano forse 2 palmi sotto e questo non perchè voglia essere di parte.

      • Salve Valeria,
        ma quando Lei parla di geni “diluiti”, cosa intende precisamente?
        Forse che una razza appena creata è sicuramente “più razza” di quella che sarà tra 20 anni?
        Grazie.
        Cristiano.

        • No, affatto: intendo dire che la prima cucciolata di Cani lupi aveva il 50% di DNA lupino e il 50% di DNA canino (detta proprio alla carlona, eh)…mentre le generazioni successive hanno sempre meno lupo e sempre più cane nei loro geni. Una razza “normale” si seleziona (o si dovrebbe selezionare) accoppiando sempre i migliori soggetti dal punto di vista delle caratteristiche che ci interessano: ma col Cane Lupo, qualora ci piacessero le caratteristiche più “lupesche”, dovremmo immettere nuovamente sangue di lupo nella razza, cosa che nessuno intende fare (anzi, è espressamente negato dal programma di sviluppo della razza). Quindi si tratta di un caso anomalo nel quale, probabilmente, l’influsso lupino andrà via via scemando, fino ad arrivare ad un “cane e basta”.

    • Ciao Panpottiglia, io sono d’accordo con la descrizione del clc, ma con la tua proprio no. Ma chi l’ha detto che il CLC deve essere impiegato nella protezione civile. Già la sua indole, predisposta alla diffidenza nella razza umana e il suo modo di pensare molto istintivo, difficilmente si può prestare x tali per scopi. Anche come cane da salvataggio si presta poco a meno che è il padrone ad essere in difficoltà ed il loro modo di pensare è: pericolo? Che me frega vado via! si vuol cercare di far fare al clc delle cose per le quali non è predisposto. Le 2 cose che sto cerando di insegnare alla mia clc sono 2: ricerca del tartufo (che con il lagotto va alla grande) e soccorso valanghe. Sulla 2 attività, in montagna la mia clc è una pattugliattrice mi avverte di tutto ciò che vede, sente e fiuta a volte anche mettendomi in ansia perchè è molto protettiva nei miei confronti. In inverno farò esercitazioni con il soccorso alpino. Anche se il clc è stato già provato per tale scopo, alcuni esemplari sono arrivati primi alla segnalazione dell’individuo rimasto sotto la neve. Il problema è che si tengono ad una distanza di sicurezza (1-2 mt) dal soggetto non indicando con certezza il punto esatto; il chè vuol dire perdita di tempo per i membri soccorritori nel tirar fuori il figurante che in tali situazioni può essere fatale. Cmq io proverò la mia quest’inverno. Se si presta come la ricerca del tartufo potrò impiegarla in questa attività. L’unica cosa su cui non posso mettere bocca è l’attacco/difesa. Se volete un cane per essere impiegato nella protezione civile o altre minchiate varie lasciate perdere il clc. Il clc si presta per altre attività di montagna che altri cani si sognano anzi li vedo proprio impacciati. Da quando vado con lei in montagna mi sento 100 volte più sicuro che avere al fianco una persona anche esperta. Il loro fiuto e la loro vista è qualcosa di fenomenale, specie quando mi ha avvertito della presenza di alcuni lupi in montagna in abruzzo. Fatto sta che il piccolo branco, si è fatto passare nella testa la volontà di avvicinarci a noi.

      • Mi trovo a concordare con Andrea. Sono convinta che il cane lupo cecoslovacco non può essere capito, se non è vissuto quotidianamente. Potete dire quello che volete per quanto riguarda la sua poca attitudine a fare protezione civile , agility , obedience ecc… ma vivere un clc è qualcosa di più. Sono cani che o li apprezzi o no (ma non sai cosa ti perdi). E fidatevi se vi diciamo che in certe occasioni sono 2 palmi sopra gli altri cani. Non sono solo fascino. Sarà che sono di parte , ma per me hanno una marcia in più sempre e comunque rispetto ad ogni altra razza.

    • La mamma della mia Alù lavora in protezione civile , assieme alla nonna … non è impossibile se ci si lavora. Sono cani intelligentissimi e se gestiti bene possono fare davvero qualunque cosa. Bisogna lavorarci molto con loro , questo te lo concedo, ma alla fine i risultati si vedono. E giusto per .. questo è il CANE LUPO CECOSLOVACCO e senza la parola lupo non sarebbe la stessa razza. Avendo due femmine spero proprio che la parola lupo non sarà mai abolita, nemmeno fra due – trecento anni perchè fa parte della razza.

  4. mi ricordo distintamente un articolo di Vanity Fair in cui il caro Calderoli si vantava di possedere due CLC (due “lupi selvatici, non cani”, a suo dire), cattivissimi, che mordevano pure lui. A me questi lupotti al guinzaglio in città hanno sempre fatto pena, vista la loro allure tutta particolare (certo, sempre meno pena di quelli di Calderoli).

  5. Per quello che mi riguarda, questo qui è il “vero standard” più esilarante e insieme (forse) il più serio… comunque il più importante se si vuole trasmettere delle informazioni utili pur se in modo leggero… e comunque l’Uomo Mascherato mi mancava! 😀

  6. Posso permettermi di fare un piccolissimissimo appunto? Spero di sì perché ormai lo scrivo… in effetti gli ultimi studi dicono che il cane non discende dal lupo, così come (giustamente) l’uomo non discende dallo scimpanzè… hanno antenati comuni e si sono evoluti in parallelo, benché in entrambi i casi sembri che lupo e scimpanzè siano le versioni che si sono modificate di meno, a livello genetico e comportamentale, rispetto all’antenato comune.
    [adesso mi bacchetto le dita da sola perché sono una pignola rompipalle che non sa resistere e non scrivere questo tipo di cose XD]

    • @Elena: questa ancora mi mancava! Ma… intendi dire che in età molto antica si erano già evoluti dei “pre-cani” da cui discendono le tipologie attuali (nel qual caso sono d’accordo, ma l’antenato è sempre il lupo), o qualcuno se ne è saltato fuori con un ascendente completamente diverso?

      • La faccenda dovrebbe essere che sia il lupo attuale, che i cani (intesi come tutti i vari canis familiaris) discendono da qualcosa di selvatico che era un canide, ma non era né esattamente l’attuale lupo, né un cane (ovviamente somigliava a qualcosa di simile a entrambi, e in un certo senso somigliava di più al lupo, rispetto all’odierno cane, proprio in quanto selvatico )… devo andare a cercare la fonte, porca miseria leggo un sacco di cose qua e là e faccio confusione… se riesco a ritrovare dove avevo letto esattamente questa cosa te lo scrivo!

      • Uff non riesco a trovare dove avevo letto questa cosa, mi sta venendo il sospetto che l’avessero spiegata a un seminario… argh!
        Vabeh… in mancanza di “prove” teniamoci la faccenda del progenitore lupo che tanto le cose nella pratica cambiano poco, se poi trovo quello che sto cercando lo posto.

        • Seminario dr.Fox a Torino. Sua opinione, perche’ alcune differenze a base genetica altrimenti non sono spiegabili. Tipo un residuo di ghiandola in mezzo alla coda del cane che il lupo non possiede ma altri canidi si. Anch’io se non ricordo male. Ciao. Cmq sarebbe interessante da approfondire.

          • Hai ragione… in effetti dire “gli ultimi studi dicono che” è una boiata, avrei dovuto scrivere “ci sono studiosi che a fronte di certe osservazioni ritengono che”. Chiedo scusa, mi son fatta prendere la mano.

        • Buondì Elena, probabilmente quello che dici l’hai potuto leggere pure nel testo di Konrad Lorenz, “L’anello di Re Salomone”, dove lui dice che alcune razze di cani discendono geneticamente dal lupo, altri tipi di razze secondo alcuni studi che purtroppo non vengono menzionati, discendono dallo sciacallo (ecco forse il “canide selvatico” di cui parli sopra).
          E quindi alla luce di ciò, sempre secondo Lorenz, cambiano molte dinamiche sociali…

          • Ciao! Lorenz l’ho letto con passione da ragazzina ma a parte che le sue teorie sono state superate da studi più recenti, sono sicura che non era da lì che arrivava l’informazione in questione, era qualcosa di molto più recente e di molto più tecnico, ma non riesco a risalire alla fonte diretta.

          • @Laura: però l’analisi del DNA mitocondriale ha escluso totalmente la possibilità che c’entrasse lo sciacallo!

          • Assolutamente, e scusate l’intromissione, ma mi è venuta in mente quella anche perchè fu quella più “divulgata” e discussa..tutto qui.

          • @Laura: arghhhh… non voglio sentir parlare di “intromissioni!” Va’ che MORDO! 🙂
            Questa non è una pagina di FB, non è la bacheca di qualcuno, non è una chat personale fra Tizio e Caio: è uno spazio di discussione aperto a TUTTI (vabbe’…esclusi spammatori e troll professionisti, magari…sempre che questi ultimi riesca a riconoscerli perché sono un po’ torda in questo!), in cui nessuno si “intromette”, ma tutti “partecipano”.
            Poi magari a volte ci si scanna anche un po’… ma è “partecipare” che conta! Tanto, anche se si “vince”, non si vince niente :-). Però, magari, si contribuisce a diffondere un po’ di cultura cinofila, che è lo scopo primario con cui è nato questo sito: e la cultura cinofila, a mio avviso, non è “salire sul pulpito e predicare, e là sotto tutti zitti”, ma ascoltare e vagliare opinioni diverse, discuterne, trarre delle conclusioni con la propria testa. Che di guru ce ne sono già fin troppi, in cinofilia. A me non piace “gureggiare”, mi piace dialogare! Anche perché tutti, ma proprio TUTTI (anche il peggiore “cuggino”, a volte) possono insegnare qualcosa agli altri.
            E scusate il pistolotto, ma… ogni tanto ci tengo a ricordare perché stiamo qua a picchiettare su una tastiera 🙂

          • La questione anche se difficile e controversa è abbastanza “semplice”. Nella storia naturale tutte le specie si evolvono da progenitori comuni solo che molto spesso noi abbiamo accesso a delle informazioni parziali, molto parziali, o frammentarie. Ad ogni modo, per usare un termine comune e caro a molti (e odiato da me), l’anello di congiunzione mancante è un po una cosa che esiste e non esiste. Mi spiego meglio: se guardiamo alla storia naturale dell’uomo (di cui forse molti sapranno che prima venne Lucy, poi l’australopiteco, poi l homo habilis, neanderthal e così via pensate a tutti i nomi che conoscete!! :D) nell’ultimo secolo e mezzo sono stati aggiunti tanti di quegli anelli mancanti che da una catena a 4-5 anelli che si pensava all inizio è diventata una catena non lineare con molti anelli che penzolano anche dai lati e non solo sulla linea principale. Questo per una specie che ha un ciclo riproduttivo LENTISSIMO (gli umani) comparato a quello di molti altri mammiferi, il che significa che “evolviamo più lentamente” (sconvolgimenti naturali a parte). Ecco perché mooooolto probabilmente l’antenato del cane è qualcosa che sta in mezzo a tutto quello che conosciamo ma cosa conosciamo? Cani che hanno avuto origine in Asia, in Africa ecc… Nell’antropologia nei decenni si svilupparono le stesse teorie di un’origine multiregionale dell’uomo, proprio perché l’uomo bianco si rifiutava culturalmente di discendere dall’uomo nero (non quello cattivo dei bambini), e di un origine unica (out of Africa). I fattori culturali hanno influenzato la lettura di molti dati a nostra disposizione e ancora molti stanno discutendo (oramai è praticamente assodata la seconda, statece). Allo stesso quando parliamo di progenitore in Biologia dovremmo sempre tener presente che nei milioni di anni passati, qualche esperimento della natura, qualche ibrido di cui non abbiamo traccia ecc, ci sarà stato nella maggior parte dei casi, QUINDI, il punto focale di tutto è non cercate per forza l’anello di congiunzione, ma pensate sempre di più ad una catena con molti anelli di cui non abbiamo traccia, che con un numero imprecisato di passaggi ci conduce al nostro gia assodato “momentaneo antenato”, si MOMENTANEO, perché in scienza è tutto sempre vero fino a prova contraria! 😀

          • Scusate, magari sparo una cavolata…ma non era risaputo gia da tempo che il cane discenda direttamente dal dingo?

  7. Ciao a tutti
    Sono il felice proprietario di un CLC femmina di 8 mesi e condivido quasi tutto, di quello che ho letto.
    Sicuramente il CLC non è un cane per tutti e su questo sono d’accordo ma vi assicuro che non è assolutamente impossibile.
    La differenza la fa sempre e sopratutto il padrone, che, se è conscio di quello che ha “per le mani” si adatta e si attrezza.
    Quanti Pittbull nelle mani sbagliate avete visto? io troppi ! Barboncini isterici e Pincher incazzosi ? a frotte !
    Per quanto mi riguarda la piccolina è arrivata nelle mie mani a 4 mesi poco socializzata diffidentissima e super predatrice, mi sono fatto aiutare nel modo adeguato adesso è lei che si occupa dei casi “difficili” di socializzazione ! Il mio merito è stato rendermi conto di come era il cane e di farmi aiutare, cosa che comunque andrebbe fatta con tutti i cani

  8. Molto simpatico e direi in buona parte centrato. Un solo appunto: 11 anni fa, freschi sposini scoprimmo il clc -mai avuto cani prima- e il nostro primo cane fu appunto un clc maschio!
    Allora non c’ erano molti clc in giro e tantomeno su internet…ci fu di aiuto per capire i rudimenti un ottimo libro sul pt scritto da una certa Valeria Rossi 🙂
    Ebbene, negli anni abbiamo che spesso chi ha meno problemi è chi si mette in gioco e non da nulla per scontato, neofiti e Cappuccette comprese, mentre i problemi a volte nascono proprio con gli espertoni che sanno già tutto o che hanno avuto 200 (altre) razze.

    Un altro piccolo appunto: io non prenderei mai due cuccioli insieme di nessuna razza ma meno che mai questa, si legano molto ma hanno i loro tempi e hanno un forte legame di branco. Meglio che ce l’ abbiano con noi che con l’ altro cane!
    ——
    Per panpottiglia: non so che clc hai visto ma la tempra nel clc è decisamente bassa o nulla. Per il resto so di clc operativi in pc ma non è il nostro campo quindi non so l’efficacia. Per i nostri devo dire che abbiamo fatto un po’ di UD e i problemi erano nell’ ubbidienza, di certo non ti fai un clc se vuoi vincere gare. Difesa e piste si divertono, piste volano alla grande.

    Un clc è come una auto di F1, capace di prestazioni mostruose, ma è facile che ti schianti alla prima curva 🙂

    Con il nostro primo maschio (ora abbiamo 4 cagnacci) abbiamo girato un paio di film, ringhio a comando libero a pochi cm dalla macchina, corse nel bosco a 40kmh inseguito da un pick up con operatore, scene inseguito dai cavalli, salti sopra operatore e camera, fare finta di cibarsi di comparse insanguinate, fuochi liberi, rispetto dei tempi ecc. con un clc se lo sai fare, se lo capisci puoi fare tutto.

    E se non lo capisci proprio benissimo ci puoi sempre fare tutto lo stesso, trekking, bici, cavallo, ciaspole, caccia di cinghiali ( il problema è levaglielo!) e non ultimo non fare assolutamente nulla sdraiati su un prato.

    L’ importante è farlo insieme.

  9. Ultimo e poi taccio: 60 giorni per la consegna dei cuccioli vanno benissimo, se uno vuole darli via prima a causa della cattiva influenza della madre, ecco questo è motivo sufficiente per non comprare quei cuccioli e guardare altrove.

  10. Il discorso della data della consegna dei cuccioli e’ molto importante. Qualcuno sa dirmi perche’ l’ Enci ha scelto i 60 giorni? Il problema e’ che dagli studi di Scott & Fuller il periodo di socializzazione primario inizia a tre settimane e finisce a dodici. Per giunta ci sono 2 fattori principali che lo contraddistinguono: l’attrazione e la paura. La curiosita’ sarebbe crescente con un picco massimo alla quinta settimana e progressivamente crescerebbe la paura con un picco intorno alla nona decima settimana. Inoltre aggiunsero che la settima settimana (il 49 giorno)sarebbe il compromesso migliore per lo spostamento in una nuova casa, perché sufficiente per permettere al cucciolo di identificarsi e interagire con la propria specie ma allo stesso tempo creare un rapporto con l’uomo e tutto questo prima dell’insorgere del periodo cosiddetto della paura dove peraltro e’ sconsigliato consegnare il cane. Se non fosse possibile consegnare i cuccioli alla settima settimana, bisognerebbe invece attendere fino alla dodicesima. Certo occorre fare i distinguo perché la crescita di ogni cucciolo e’ molto diversa, ma ancora non mi spiego i 60 giorni. Mi spiego pero’ alcune scelte degli allevatori.

    • @Panpot: in realtà i giorni dovrebbero essere 70, visto che è più o meno in quel momento che termina il periodo dell'”impronta alla paura”.
      L’alternativa del 49 (ovvero, spostare il cucciolo prima che cominci il periodo sensibile) non mi piace molto, non per motivi psicologici ma sanitari: il cucciolo così piccolo ha un sistema immunitario ancora debolissimo (tanto che non si dovrebbe neppure vaccinare prima dei 50-60 giorni, sempre se parliamo di figli di cagne vaccinate che hanno passato i propri anticorpi ai cuccioli), e cambiargli ambiente esponendolo a un “bombardamento” di batteri e magari virus diversi da quelli del suo ambiente naturale lo trovo molto pericoloso.
      Infatti io i cuccioli li ho sempre consegnati dopo i 70 gg.
      Perché l’ENCI dice 60? Semplice: perché i cagnari che popolano l’ENCI spesso non sanno un beatissimo tubo di etologia e psicologia, ma sanno che 10 gg. di mantenimento in più significano 10 gg. in più di spese.
      Nonostante questo, vedo che i cuccioli consegnati a 60 gg. quasi sempre NON hanno problemi di sorta (al massimo sgnaolano la prima notte, cosa che i miei non facevano quasi mai: non so se per via della razza o perché li consegnavo quando non avevano più paura delle novità!). Studi etologici o meno, alla fin fine il cane resta la specie più adattabile che ci sia!

    • Il motivo in realtà é insito proprio nelle cose che hai spiegato: a 60 giorni il cucciolo è stato con la madre e con i fratelli un tempo sufficiente ad apprendere le regole sociali canine e cose importantissime come l’inibizione al morso. Tuttavia, ha ancora davanti a sé alcune settimane in cui apprende letteralmente come una spugna, perciò il proprietario ha la possibilità di introdurre il suo nuovo cane a tutti quegli stimoli che dovranno essere “normali” nella sua vita adulta.
      Finché è in allevamento é molto difficile che un cucciolo possa essere socializzato con tutto quello che é opportuno che incontri durante il periodo sensibile (soprattutto se viene allevato in un box e non in casa), perciò è importantissimo che impari cosa sono, ad esempio, l’automobile, l’aspirapolvere, i bambini dei vicini (o di casa propria), la nonnetta, il vigile, la suora, le persone in sedia a rotelle, la lavastoviglie e la lavatrice, il parroco, eccetera.
      Tutte queste esperienze é difficile che un allevatore possa farle fare perché i cuccioli sono tanti e c’é già molto lavoro per seguirli in altre cose… invece un proprietario può sfruttare l’ultima fase dell’attrazione per legarsi strettissimamente il piccolo, trasformandosi nella sua nuova base sicura (in sostituzione della madre) e poi “insegnandogli il mondo”. La questione del “periodo della paura” non significa che il cane rimarrà traumatizzato da qualunque cosa veda, ma semplicemente che se subisce una *brutta* esperienza in quel periodo, se la ricorderà molto bene per sempre, perciò la cosa importante é che venga portato a conoscere nuove cose da una persona in cui ripone tutta la sua fiducia, e che le esperienze siano “protette”, nel senso di graduali, divertenti, giocose, e mai stressanti, esageratamente impegnative, o addirittura traumatiche.
      Questo é il motivo dei 60 giorni per come lo vedo io.

      • per esperienza personale ho vistoche il periodo della diffidenza verso il nuovo non è fisso, alcuni lo fanno prima altri dopo altri mai…ci si può anche regolare sul soggetto da cedere perdire se è meglio o meno darlo via in un certo momento proprio anceh in base a questo.
        per il resto mi erano rimaste invednute 2 cucciole, date via a 2 mesi e mezzo una e 3 mesi e mezzo l’altra… inutile dire che ho cominciato a portarle al parco a spasso in centro al mare ecc ecc ovunque andassi insomma…il farrto che restino in attesa di casa non significa che si blocca anche la loro crescita… e non mi pare ilc aso di far perdere quesot importante periodio del cucciolo rinchiudendolo a casa.
        ma se si fanno cucciolate a nastro non è possibile dedicarsi così tanto ai cuccioli “rimasti”… lo so.

  11. Bellissimo articolo che cattura molto bene l’indole del clc.
    Vorrei sottolineare un altro aspetto della razza: il fatto che i clc comunichino anche con una quantità di vocalizzi, versi, ringhi infinitamente variegati: mi ricordo l’impressione che mi faceva il mio cucciolo di poche settimane quando, per esempio, ringhiava come un ossesso se lo si metteva a pancia in giù. Da adulto ha affinato la gamma dei ringhi e li usa un po’ per tutte le occasioni. C’è il ringhietto appena accennato e soffocato di rassegnazione, quello di ribellione (finta), quello gioioso o finto feroce del gioco ecc ecc. Ma non si è mai sognato di minacciarmi sul serio. Alla fine si crea un rapporto di complicità molto stretto, verrebbe da dire “basato sul dialogo” (perché poi si impara anche a rispondere in lupese…)
    Con gli altri cani sono spesso dominanti, ma, se dipendesse da loro, tutto si concluderebbe con una ostentazione della loro superiorità e nulla più: incredibile cresta di pelo sul dorso, ringhi terrificanti, muso sulla schiena del rivale che a questo punto secondo loro dovrebbe semplicemente sottomettersi.
    Io ho avuto anche altri cani, meticci e di razza, ma questo è speciale.
    Sì, decisamente si finisce per amarli perdutamente.

  12. Noooo!
    mai due, non sono lupi non devono vivere in branco!
    il branco fa la forza!
    visto poi come dice l’autrice dell’articolo che il 70% di chi prende un CLC è un incapace, mi ci metto anche io in mezzo a loro, anche se ho CLC, qualcuno capace, e qualcuno incapace, forse è dovuto alla mia personalità bordeline!

    nonnono!
    doppi cani doppi problemi

    (infatti c’è chi ne ha messi giusto due in adozione, due assieme e inseparabili ovviamente…eh…eh!)

    A parte le contraddizioni, tipo: è un cane incapace perchè è in mano a incapaci o è incapace da standard?
    questo articolo per molti versi è pienamente centrato, tipo la luposità che è una idea SOLO tutta umana!
    specie se applicata ad un CLC! che resta un incrocio col PT cmq e per forza!
    Inoltre si da per scontato che dopo quasi venti anni di selezione, la madre non possa insegnare ormai nulla che a nostro avviso sia male ai propri cuccioli, quindi più stanno con lei e meglio è….! a mio avviso!

  13. un cane che col fatto di…. è un lupo è un lupo, piuttosto che per la fatica per addestrarlo, (addestrate un Dalmata allora, se pensate sia più semplice, forse è come il CLC ;-)), trova modo di fare i suoi porci comodi sul divano di casa, telecomado alla mano…..non è un lupo, è un cane pigro con ciò che non gli interessa fare o al contrario iperattivo! il fatto del mitocondrio lupesco ormai non è più una scusante…lavorare…. è un cane per chi ha voglia di farlo muovere, stesse problematiche del Siberian da divano, problematiche che ora il siberian non ha più, perchè non va più di moda e le mani di chi lo maneggia ora sono quelle giuste!

  14. @Panpot: CLC attivo in PC (superficie) da 7 anni (ora ne ah 8 e 4 mesi), esami attitudianli ENCI/UCIS superati a 18 mesi, esami operativi superati l’anno scorso (non perchè necessari, ma per il gusto di rimettersi in gioco e attualizzarsi ai nuovi regolamenti), regolarmente attivo in operatività in appoggio al CNSAS, con esiti di ritrovamento, nessun problema con selvatico e lavora libero anche con altri maschi (pur con un minimo di sorveglianza).

    OK! Non fa statistica…per niente…non significa assolutamente nulla!!
    …ma si può fare. Condivido Valeria: il naso, la capacità di muoversi nel bosco e “andare a caccia” del disperso sono qualità da valorizzare. Da tenere però presente tutte le altre caratteristiche che non lo rendono un cane di facile gestione.

  15. Ciao!
    Sto cercando qualche libro sul CLC ma non riesco a trovare niente di più che i libri-base tipo “Origini, Standard, Alimentazioen, Come scegliere il cucciolo” o romanzi sui lupi.
    Qualche aiutino? Tipo qualcosa di più specifico specie sul carattere e comportamento? Anche in inglese volendo
    Grazie mille!

  16. L’articolo è ottimo come al solito. Dissento assolutamente solo su un punto: da cuccioli, a mio avviso, sono esageratamente belli!!!

  17. Veramente un bellissimo articolo (non che sia una novità) l’ho letto con molto interesse perchè, il mio compagno ama questa razza e me l’ha proposta come papabile per un nuovo cane…anche se, io, amante dei cani da caccia e dei molossoidi, non ne resto molto convinta.
    Mi fa ridere il pensiero di vedere me, magari con il cocker al guinzaglio (o con un bracco italiano) e vedere lui con un lupo “per amico”. Ovviamentr amando i cani nella loro globalità per me sono tutti sullo stesso piano (non ci piove su questo) ma sono sempre dell’avviso che alcuni cani siano destinati anche ad alcuni ambienti e situazioni. Vivendo in campagna, si può sicuramente osare di più 😉

  18. Buongiorno, stavo leggendo (anzi: ri-leggendo) questo articolo per l’ennesima volta…
    Quasi un anno fa lo lessi per la prima volta perchè pensavamo di prendere un CLC… Poi h continuato a “rinfrescarmi le idee” a distanza di qualche mese, e la cosa è piacevole, perchè riscopro sempre qualche “è vero, anche Indian fa così!!!”.
    Soprattutto, le prime volte lo leggevo e guardavo le foto con aria estasiata: “wowowow il lupoooooooooo…che figo!!!” ed ora invece penso: “Patatoni tutti amichetti di Indian bellideziaaaaaaaaaaaaaaa”. Giuro.
    Ma la cosa più bella è che, all’inizio, eravamo terrorizzati all’idea di fare danni:però questo “terrorismo” è servito, perchè ci ha spinti ad andare da un bravo educatore, ed Indian (anzi:NOI) abbiamo imparato tanto.
    Ed abbiamo anche avuto la fortuna di trovare un educatore bravo, che non si è fermato a:”tanto hanno un caratteraccio, non potete pretendere chissà cosa”. Ahimè, in un centro cinofilo, ci è capitato anche questo. Ovviamente siamo scappati a gambe levate.
    E’ passato quasi un anno, ormai, ed il nostro lupacchiotto è sempre più spettacolare: continuiamo ad aspettarci che cambi carattere, ma per il momento è sempre un cucciolone.
    Se continua così è davvero un grande animale!!!

  19. ciao a tutti volevo unirmi anch’io ai complimenti per la struttura del sito e dell’accuratezza delle descrizioni, nonchè alla simpatia di chi ha scritto e delle fantastiche foto… avrei un paio di domande io abito a castelnuovo magra e dove abito ci sono molti boschi, belle spianate, montagna ma anche mare, un mio carissimo amico e fissatissimo con il Bovaro del Bernese, ed io con il Clc mi chiedevo se queste due razze possano andare per i boschi a fare delle corse o addirittura al mare assieme , il mio amico sostiene che il bernese sia molto socievole e abbastanza stabile, ma non so dove ho letto che il bernese è si socievole con altri cani, ma è anche un ”antilupo” puo essere?? puo essere che nascano problemi all’avvicinamento di queste due razze? sarebbe meglio farli socializzare il prima possibile o meglio tenerli a debita distanza l uno dall altro? vorrei sapere in oltre che rapporto ha il Clc con mare fiumi ed acqua in generale , ama tuffarsi o predilige restare asciutto? hahahaha gia me lo vedo il bernese che fa i lanci nel fiume e il Clc che lo guarda come dire ma sei pazzo????? e bagnata!!!!…. hahahahaha ringrazio chiunque possa illuminarmi e rinnovo i complimenti all’autore/trice del sito… i love this dog…..

    • Ti riporto una mia esperienza: ero in montagna con la mia bernese e abbiamo incontrato un giovane Clc.
      Inizialmente vedendolo da lontano ha brontolato un pochino (cosa che normalmente non fa) ma, rassicurata da noi sull’innocuità del nuovo arrivato, dopo una bella annusata e una presentazione canina si sono lanciati in grandi giochi selvaggi filando d’amore e d’accordo.
      Non penso ci siano problemi “in generale” se li fai socializzare.

  20. Complimenti davvero mi hai davvero aperto gli occhi su tutto! Ero già fermamente propenso a prendere una coppia di CLC tu mi hai convinto ancora di + 🙂

  21. Per rispondere agli interessanti interrogativi di etologia e paleontologia, LUPI ed ORSI hanno un antenato comune: si creda sia l’ ANDREWSARCUS (o Andreosarco) un mammifero terribile, grande come un orso e con l’aspetto di un gigantesco lupo, pur avendo zampe ursine….
    Da lui dovrebbero poi essersi differenziati Lupi ed Orsi e poi i Cani ….

    saluti

  22. La frase : ” consiglio vivissimamente a chiunque voglia prendersi un esemplare di questa razza di fare il Grande Salto e di prendersi direttamente (almeno) una coppia: cosicchè i cani, oltre a rapportarsi ogni giorno con queste specie di Forrest Gump tanto cari, ma anche tanto snervanti, possano “parlare” con qualcuno che li capisce davvero, con cui possano collaborare e creare un branco davvero “completo” ” …..

    E’ DECISAMENTE DISCUTIBILE !!!! …. ( ho 2 clc e grazie a Dio un allevatore SERIO mi sconsigliò di prendere una coppia, poi capii il perché ed ora posso gestirli bene entrambi) … se li avessi presi assieme a quest’ora sarei nella cacca fino al collo !! … informate .. non disinformate !!

  23. salve.io son d’accordissimo con ALESSIO.io ora ho 2 clc (una di 6 anni e uno di 3).per una persona che non ha mai avuto un clc,prenderne subito due e’ un errore madornale….

  24. Buongiorno Valeria,
    essendo preso nella valutazione dell’acquisto o meno del pastore dell’Asia Centrale, mi sono imbattuto nel suo sito e devo dire di esserne rimasto veramente stupito.
    Alla fine mi sono letto le sue descrizioni di molte razze, compreso l’American Stafford Shire T. di cui sono propriertario. Sono rimasto molto soddisfatto della sincertià dei suoi scritti e volevo complimentarmi con lei per il fatto che così facendo darà un contributo vero a tutti coloro vogliano avvicinarsi ad un amico a quattro zampe, ma che di fatto non hanno idea da dove partire.

    Sinceramente grazie e buon lavoro.

    Cristian

  25. senti valeria.
    Io sono un appassionato cinofilo e informatissimo sui siberian e sui clc… entro uno o due anni volevo farmi o un clc o un sh… ero propenso all’sh perche’ e’ il mio primo cane ma mi piace molto anche il clc… un tuo consiglio…

    • Scusa, ma come farei secondo te a darti un consiglio senza conoscere né te, né la tua famiglia, né il tempo che hai a disposizione per il cane, né un sacco di altre informazioni che sarebbero indispensabili per aiutare qualcuno a scegliere un cane? 🙂

      • cara Valeria… potresti aiutarlo ponendogli esattamente le domande che hai scritto,ed una volta conosciuta la risposta dirgli il tuo pensiero!
        senza essere scortesi né velatamente polemici…o,nel caso tu abbia troppi impegni per dare consigli (cosa comprensibilissima)semplicemente rifiutando l’aiuto!
        scusa l’intromissione.
        Elisa

  26. bhe’ sono io con i miei genitori, appartamento spazioso mi piacciono le lunghe passeggiate e … che atro… io pensavo al siberian

  27. Il mio clc ha 20 mesi, conferma perfettamente il vero standard. Stiamo studiando per diventareuna unità cinofila di protezione civile, e sta andando alla grande.

  28. complimenti! noi volevamo fare il corso per le valanghe ma da noi non accettano lupi cecoslovacchi perchè dicono che come razza non ascoltano abbastanza!

  29. Ciao!
    Anche io sono una Cappuccetto Rosso, ma almeno non per colpa mia. Non avendo la minima intenzione di prendere un cane e assolutamente a digiuno di educazione canina io e mio marito ci siamo trovati con Makù, clc di quattro mesi comprato dal figlio di mio marito e affibbiato a noi dopo un mese circa. Adesso ha un anno e mezzo, lo cresciamo con cura e affetto ma con la preoccupazione per gli anni futuri visto che non siamo più ragazzini.
    Lo abbiamo portato poco dall’educatore, un po’ perchè a causa del lavoro ci era quasi impossibile e un po’ per la speranza (non lo nego) che il padrone, se così si può dire…, se lo riprendesse prima o poi. Adesso abbiamo abbandonato le speranze e capito che rimarrà con noi e ci dispiace tanto doverlo far crescere in un appartamento, pur grande, di Roma, senza neanche il balcone, mentre la sua infinita energia non cerca che altro che il minimo pretesto per esplodere.
    Mio marito riesce a portarlo spesso con sè in escursioni in montagna, unica occasione in cui è possibile lasciarlo senza guinzaglio. Nelle aree canine lui si comporterebbe pure abbastanza bene ma le persone hanno paura della sua irruenza e ormai è quasi impossibile lasciarlo libero. In casa nostra ormai possono entrare solo tre o quattro persone che lo hanno conosciuto fin da cucciolo, quando entra qualcun altro abbaia furiosamente e bisogna per forza chiuderlo in una stanza. Infatti la nostra vita sociale si è drasticamente ridimensionata! A me non si può avvicinare nessuno oltre mio marito e le due o tre persone che godono della sua amicizia e prima che riuscissimo a realizzare questa cosa a ‘pinzato’ due volte sul braccio mia madre e un amico di mio marito, entrambi nel momento in cui mi si erano avvicinati per salutarmi.
    Dà molta più retta a mio marito che non a me, anche se qualche cosina anch’io sono riuscita ad insegnargliela.
    Cerchiamo di vivere il presente e di non pensare a quando – per esempio e oltretutto abbastanza presto, credo – si dovrà accoppiare, dovremo studiare qualcosa… e non siamo ancora riusciti a capire se l’età adulta lo renderà un po’ più tranquillo oppure accentuerà il suo carattere irruento. Sappiamo che la sua sistemazione con noi non è certo l’ideale per lui ma cerchiamo di offrirgli affetto, compagnia e cure sempre, maggiore libertà quando ci è possibile.
    A fronte di tutte queste preoccupazioni, di tutti i mobili rosicchiati e della casa rivoluzionata, lui ci ha dato amore incondizionato e maggiore equilibrio.
    Questa la mia piccola esperienza con Makù e immaginare la vita senza di lui ormai è impossibile

  30. Ciao Valeria, ho cercato questo articolo perché nella (mini)area cani in cui ogni tanto porto Lola (Golden retriever di 18 mesi) abbiamo avuto un’incontro ravvicinato con questo stupendo esemplare.
    Lola conosceva bene tutti gli altri cani anche se non frequentiamo spesso il posto perché non amo particolarmente l’idea di mettere tanti cani in uno spazio così ristretto….vivendo in periferia preferisco molto di più lunghe passeggiate nei campi e l’appuntamento serale con i suoi amici nei campi dove c’è molto più spazio. Purtroppo con il fatto che le giornate si sono accorciate questo appuntamento non c’è più….
    Ma veniamo all’incontro-disastro!
    Purtroppo è stato un brutto quarto d’ora in cui questo cucciolone di 10 mesi ha continuamente importunato Lola tirandole le orecchie con i denti, afferrandole la groppa (sempre con i denti) fregandosene dei suoi lamenti e guaiti, la sovrastava e lei si sottomettava…e poi cercava di andarsene, ma lui continuava con una cresta sul dorso da far invidia al peggiore dei punkabbestia. Altra cosa, le abbaiava nelle orecchie o.O
    Finchè, per la prima volta in 18 mesi, Lola non ha reagito a malo modo cacciandolo a gambe levate…il problema è che non è bastata una volta, non sono bastate due volte…ma si è arrivati ad un principio di rissa (in mezzo a tutti gli altri cani), così la proprietaria (che non conoscendo non so se appartiene alla categoria delle cappuccetto rosso o no) se n’è andata urlando che se non si conoscono i cani è inutile farseli. Va bè.
    Ho cercato per tutto il tempo di dirle che non mi piaceva come si comportava e lei mi ripeteva che è normale che lui è buonissimo e che è il suo modo di giocare (e io le dicevo che non avevo mai visto Lola così a disagio)…nel frattempo cercavo di allontanarmi e prendere spazio anche dagli altri cani in modo che magari riuscissero a capirsi meglio, ma così non è stato…
    Ora a me non è sembrato tanto normale….ma leggendo l’articolo e i commenti…non sono più sicura che la mia impressione fosse giusta: è davvero questo il comportamento di un CLC equilibrato?
    grazie a chiunque voglia darmi una spiegazione 🙂

  31. Salve a tutti, vorrei chiedere un parere agli esperti, possessori di questa splendida razza. Leggendo molto in giro sul web ho notato che molto spesso si accosta la razza a parole sgradevoli come aggressività, poca gestione dell’animale, scarsa attenzione in fase di addestramento, e così via. Premettendo che sono abbastanza ignorante sulle caratteristiche “reali” di questo cane mi sarebbe piaciuto avere delle delucidazioni su come poter allevare un cucciolo di CLC in modo da poterci convivere in armonia senza dover avere delle serie preoccupazioni verso familiari, estranei o altri animali. Inoltre, avendo un Jack Russel Terrier preso da un allevamento serio, so che quest’ultimo è determinante nella scelta dei cuccioli da adottare, in quanto dai comportamenti che assume nei primi tre mesi di vita si può intuire la tempra del cane, che viene poi scelto a seconda degli impieghi che il padrone vuole farne. Qui l’altra mia domanda, sapete dirmi quali sono, in Italia o anche all’estero, i migliori allevamenti di questa razza? Vi ringrazio in anticipo per tutte le info 😀

  32. Penso di aver letto qualsiasi tipo di articolo sul lupo cecoslovacco: carattere, standard, educazione, addestramento, micio micio bau bau. Ho pure chiesto delle direttive in un forum di proprietari di CLC chiedendo delle loro esperienze personali. Sono pure andata in un allevamento a puro titolo informativo… BUUM, mi si avvicina questo gigantesco lupone (in effetti era anche più alto della norma di qualche centimetro), fiero, elegante e coccolone (due limonate me le sono presa). Se prima trovavo stupendo questo animale, in quel momento era scoccata la scintilla.
    Ho fatto i conti con il fatto che sarebbe stato un cane difficile, testardo e mangiatore incallito di mobili ma ormai non riuscivo a pensare ad altro. Ho chiesto più informazioni possibili riguardo a come fare per evitare i “lati peggiori” di questa razza all’allevatrice e lei mi ha dato dei consigli molto precisi: 1. comprare una gabbia grossa dove metterlo a fare nanna durante la notte e dove lasciarlo i primi tempi quando uscivo e non potevo portarmelo dietro (questo perchè, per quanto siano cani propensi a resistere al freddo, non è bene che il cucciolo prenda troppo freddo e umidità, soprattutto non prima di aver terminato il ciclo di vaccini), in particolare per evitare che andasse a masticare qualcosa di nocivo (cavi elettrici, candeggina, prodotti per la casa, ecc) e dovessi portarlo di corsa dal veterinario (per non dir di peggio); 2. non stargli attaccata tutto il giorno (per quanto un cucciolo abbia comunque bisogno di più attenzioni possibili) perchè non fa altro che aumentare successivamente l’ansia da separazione; 3. addestramento e disciplina: se ti fai abbindolare da quei meravigliosi occhi così espressivi da sembrare umani, sei finito perchè a quel punto tu diventi il suo pupazzo e lui il capo (e sono veramente tanto gerarchici).
    I proprietari di altri CLC che hanno avuto la pazienza di rispondere alle mie domande hanno detto che l’ideale è rivolgersi a un addestratore già nei primi mesi (anzi, soprattutto in quel periodo) perchè sanno essere veramente molto testardi e indisciplinati se non si sanno tenere con il polso di ferro.
    Detto questo, non c’è stato nessuno che non abbia detto che a volte li avrebbero strozzati perchè hanno lasciato qualcosa alla loro portata (ma come hanno detto loro: non è colpa del cane ma loro perchè il cucciolo non sa che quel mobile è antico e costoso, lo vede solo come qualcosa da mordere, soprattutto mentre stanno mettendo i denti) ma che non lo cambierebbero con nessuno perchè ti da così tanto amore da scoppiare.
    Questa settimana arriva il piccolo Fenris a casa e sto facendo gli ultimi preparativi (soprattutto psicologici) di quella che sarà la nostra vita (mia e del mio ragazzo), dura probabilmente (anche senza “probabilmente”) ma sicuramente finalmente piena perchè nulla ti riempe la vita come un cane, che sia un lupo cecoslovacco, un border collie o un jack russel. Bisogna solo prepararsi alle conseguenze della propria scelta perchè non tutti sono uguali, io ho deciso di poter sostenere i ritmi di quel cane perchè sono ancora una studentessa universitaria (quindi con molto tempo libero da poter passare a casa e tenerlo d’occhio) e ho l’allevatrice che può aiutarmi nell’educazione del cucciolo in quanto è specializzata nell’addestramento specifico di questa razza.

    • Nota personale… da adottante di una “Vecchia zocc… ehm.. ciabatta” CLC in disuso (insomma era in offerta …aggratis) , ho partecipato ad un raduno dell’allevatore e ho sentito cose che voi umani…. robe che se non avessi avuto in casa la zocc…ciabatta di cui sopra, avrei pensato di essere ad un raduno di pescatori (sai quelli che le trote che prendono loro sono lunghe du’metri e pesano 60kg? ), ma avendo appunto la mia lupona, anche se da pochi mesi, ho creduto a tutto… anche alla pentola a pressione aperta e svuotata (sì, lo so… sembra impossibile, ma un clc ce la fa..!!).
      Ti dico solo una cosa, la mia ha quasi 10 anni, proprio cucciola non è….. ma le tende me le ha masticate lo stesso…. quindi…io non so come sia avere un cucciolo perchè entrambi i miei cani li ho presi adulti (uno da canile e lei da pensione) ma lei è tremenda…
      Non mi apre le ante della cucina perchè i pomelli sono troppo piccoli e non riesce a fare presa bene quindi le sfuggono di bocca, ma ci prova, ooohhh se ci prova… Le ossa / dentastix e qualsiasi cibo amovibile viene istintivamente nascosto… del tipo, arrivi a casa dopo una caccia ben riuscita (dal loro punto di vista, dal momento che hai nella borsa due tocchi di bollito con osso…) e per cena gli servi ‘sta prelibatezza… il maschio (meticcione pastore) lo porta in tana (sotto il tavolo in sala) e rosicchia… lei sta in cucina (meglio dividerli quando ci sono le ossa…) Di solito sorveglio lo stato di avanzamento lavori.., quando l’osso comincia a essere un pò troppo “sfrangiato” per i miei gusti glielo tolgo.Dopo 1/2 ora senti “crunch! ” è lei che si sta rosicchiando un pezzo d’osso che non so da dove è sbucato…. guardo, troppo appuntito, lo tolgo. Passano 10 minuti “scrunch!”… ma cosa sei? Un criceto? Dove le metti??

      • Ah… giusto per chiarire, anche io mi ero chiesta dove fosse il resto della tenda… perchè quel pezzettino penzolante era troppo piccolo rispetto alla “sfrangiatura”…. ecco, la risposta l’ho avuta il giorno dopo quando ho ritrovato i pezzi mancanti del “puzzle” vomitati sul balcone… Sigh….

  33. Io ho 4 clc a casa: 1 maschio e 3 femmine… trovo che questa descrizione sia abbastanza offensiva e presa troppo di considerazioni personali. Forse prima di dare giudizzi simili si dovrebbe tenerne uno a casa o almeno conoscere al 100% la razza. Non sono cani è vero e non sono per tutti.. ma da qui a scrivere un quasi libro pieno di pregiudizi e cazzate (scusando la frase) mi pare troppo.. in non ho un lupo, ho un branco! E avere un branco di clc da gestire e “guidare”, in quanto io il leader, è semplicemente la cosa più bella del mondo! Sono socievoli quanto basta con le persone e socializzati benissimo con TUTTI i cani (dalla piccola taglia ai cuccioli, ai grossa taglia). Non so che esmplari hai visto tu ma di certo non hai mai guardato bene…

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.