giovedì , 30 ottobre 2014
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Dialogo con la coscienza cinofila

Coscienza: Perché ti arrabbi con il tuo cane?
Proprietario di cane: Perché non mi ubbidisce!

C: E perché mai ti dovrebbe ubbidire?
P: Perché io sono il suo padrone!

C: E perché lui dovrebbe sapere cosa vuol dire “padrone”?
P: Perché io gli do da mangiare! Gli do cure, un posto per dormire!

C: Gliele hai sempre date…come fa a sapere che sono la paga per la sua ubbidienza?
P: Dovrei negargli cibo e cure?

C: No…quando decidi di prenderti cura di un cane devi mettere in conto che gli devi garantire tutte le cure basilari, ma non ti devi arrabbiare se non le considera una “paga”. Non è così che gliele hai presentate…e comunque è difficile associare il non aver ubbidito ad un ordine al fatto che alla sera non arriva la pappa. Spesso neppure noi arriviamo a collegare eventi così lontani tra loro!
P: Comunque mi dovrebbe ubbidire se non altro perché sono il suo capo!

C: Ma se non ti ubbidisce, forse non ti considera il suo capo…
P: No, lo fa per sfidarmi! Quando mi arrabbio vedessi poi come ubbidisce!

C: Allora ti ubbidisce solo quando lo intimorisci o ti arrabbi con lui? Non mi pare un buon risultato…per me un capo vero dovrebbe farsi ubbidire sempre, non solo quando si mostra “cattivo”
P: Cosa vorresti dire?
C: Che sarebbe faticoso comandare una nazione sempre e solo con la forza. Porterebbe presto alla sfinimento…sempre con la paura di un colpo di stato, sempre attenti a punire al momento giusto altrimenti si viene scalzati… non mi pare un buon modo di essere capi!

P: Quindi io non sarei un buon capo?
C: Se il cane non ti ubbidisce e tu ritieni che lo faccia perché ti sfida, allora forse la tua figura di capo non è poi così rispettata. E’ facile ubbidire a qualcuno di cui si ha paura…come è facile disobbedire appena questa persona non è presente o si dimostra momentaneamente più debole.
Ma è altrettanto facile ubbidire ad una persona di cui ti fidi, hai stima e sai che per te farebbe il possibile, ma che allo stesso tempo non ti vizia e non è così manipolabile… insomma un vero leader!
Se il tuo cane non ti ubbidisce forse non è tanto per sfidarti, quanto piuttosto perché non ti riconosce come un vero capo…ma capo inteso come una persona buona, di cui fidarsi e da cui aspettarsi solo certezze!

P: Vorresti dire che io non do certezze al mio cane? Ma se gli do sempre da mangiare! Lo faccio giocare ogni volta che vuole! Lo coccolo! Lo porto a spasso! Se non sono buono io!
C: Essere un capo buono non significa dare tutto quello che viene chiesto. Un capo deve saper gestire le risorse della sua nazione, deve saperle dare quando servono e saperle togliere quando non è il momento. Altrimenti è una marionetta…un servo che dà tutto ciò che viene richiesto…ma ad un servo non si ubbidisce, ad un servo si chiede e si pretende.

P: Forse allora l’ho viziato troppo…comincerò a togliergli tutti i suoi giochi…non gli concederò più coccole, nulla…
C: Attento allora a non diventare un despota! La linea è sottile… da buon capo a dittatore…sarai un buon capo quando non sarai tu a chiedere di esserlo, ma quando il tuo cane ti riconoscerà spontaneamente come tale.
Dovrà essere una scelta sua e tu dovrai meritare tale onore, perché di onore si tratta. E’ giusto non dare troppo… ma è altrettanto sbagliato non dare proprio. Ricordati che nulla ti è dovuto! Un buon capo sa chiedere, ma sa anche ricompensare al meglio i suoi uomini! E una ricompensa giusta dev’essere come un buon regalo: deve piacere a chi lo riceve, non a chi lo fa!

P: Ma insomma io voglio solo che il mio cane mi ubbidisca! Non voglio diventare un politicante! Cosa devo fare? Prendermi una laurea?
C: No…devi solo imparare che nulla ti è dovuto; che il cane non sa che ti deve essere debitore perché lo hai comprato o adottato e tu non devi aspettarti riconoscenza e ubbidienza per questo!
Non devi essere tu a convincerti che sei il capo, deve esserne convinto lui!
Deve essere lui che ti deve stimare, che si deve fidare e affidare a te…e non puoi imporglielo, puoi solo meritartelo.
Un buon capo non intimorisce, non si impone con la forza, ma guida con pazienza e severità; non è una marionetta o un servo, ma non è neppure un dittatore; un buon capo chiede ma sa ricompensare adeguatamente, non illude e non ricatta.
E’ sempre presente quando serve, è un punto di riferimento da cui prendere spunto.

P: E se il cane prende l’iniziativa?
C: Anche il cane ha una personalità…e come i bambini è giusto che possa fare i suoi errori ed imparare da essi. Ma come i bambini è giusto che non venga mai messo in situazioni di vero pericolo senza avere le conoscenze necessarie per affrontarlo.

P : Ma le situazioni di emergenza possono sempre capitare! A volte può succedere di dover intervenire d’urgenza e di non poter lasciare che il cane sbagli!
C: Sì, possono succedere…una? due? tre volte in una vita? In quel caso intervieni!
Un buon capo deve sempre essere in grado di salvare la vita ai suoi uomini! Anche se questo comporta un atto dittatoriale…ma si parla di emergenze!
Se queste si ripetono per più e più volte non si tratta più di casi sporadici: significa che in realtà non sei un buon leader. Ricorda, un vero leader non mette in pericolo la sua gente e se questa dovrà affrontare dei pericoli prima li prepara.
Un buon leader deve prevedere, insegnare, guidare. Se una volta nella vita dovrà imporsi con la forza gli potrà venir perdonato, la fiducia che si è creata in lui è tanta…ma se questi episodi si ripetono…perché aver fiducia in lui? Perchè considerarlo capo?

P: E’ difficile…
C: Sì, è difficile. Nessuno ci ha chiesto di prenderci questa responsabilità, ma se impariamo a far bene il nostro lavoro, se impariamo a farlo con disinvoltura e a farlo diventare un nostro sistema di vita, tutto diventa semplice e le soddisfazioni non si contano. Per un Capo qual è la più grande gioia, se non vedere la sua gente che lo guarda felice, florida e con fiducia?

NOTA: anche questo articolo, pubblicato nell’agosto 2005, ci è sembrato carino, semplice ma decisamente “chiaro”: però non siamo riusciti a risalire all’autore.
Se ci leggesse e si riconoscesse, l’autore è pregato di mettersi in contatto con noi cosicché possiamo inserire il suo nome
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2 commenti

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  1. Donatella Tinari

    Bellissimo! Da stampare a caratteri cubitali e appiccicare ovunque! Vale anche per la genitorialità…

    E in ogni caso, quando il rapporto è costruito sulla fiducia reciproca è tutta discesa. Anche nell’emergenza, quando si chiede qualcosa il cane è disposto a farla per la fiducia che ripone in noi, anche se non capisce “perchè”…


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  2. Bell’articolo,semplice e conciso!


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