E’ un cihuawa?
No questo è un pincer.
Ma è vero che i pinker sono più piccoli del chiwawa?
Sì, ma solo quelli nani. Ci sono anche quelli più grossi.
Quel chiwawa lì è secondo me è un bastardo perché non gli hanno tagliato la coda. Al mio gliel’hanno tagliata, non cortissima… una via di mezzo. Ma il mio è un incrocio tra un pinscer e un Ciuauha… perché invece i pincher puri e anche i ciuhvava puri sono molto più piccoli.
Ma però a me mi hanno detto che li incrociano per averli più piccoli.
No, no, li incrociano perché tagliando il sangue diventano più sani e più robusti e le femmine partoriscono meglio.
Sì alle femmine pinsher danno il maschio ciwhawha perché è più piccolo e fa i cuccioli piccoli che escono meglio.
No, ti sbagli. E’ alle chiuaua che danno i pinzer perché sono più leggeri.
Ne ha preso uno anche la signora Maria del quarto piano, ma secondo me ha preso una fregatura… è altissimo! Sarà quasi trenta centimetri! Sembra un dobermann! infatti gli hanno tagliato le orecchie per farle stare su.
Sarà un bastardo!… Ma dai… ma dicono che adesso non le tagliano più a nessuno…
Ah non so… il mio le ha drizzate da solo, non gliele ho dovute tagliare.
Ma il tuo è un chihwawa? No, no, il mio è un pintzer nano purissimo. Non vedi com’è piccolo?
Ma che differenza c’è tra il pinscher e il cihuahua?
Beh, il pinszer è più piccolo. Il cihuahwa è più basso ma più pesante Al chiwuaua tagliano solo la coda, mentre al pinscer tagliano anche le orecchie.
No, no le orecchie ce le hanno dritte tutti e due, quelli che le piegano sono gli incroci pinsker-cihuavua.
Il chihuaua può essere solo marrone, mentre il pinser può essere anche nero e marrone oppure tutto nero. Io una volta ne ho visto anche uno bianco. E anche uno pezzato.
Pinscer o Chiuahua?
Civahva, ma di quelli vietnamiti…

Questi dialoghi  sembrano presi da un film comico, eppure sono di quanto più verosimile in certi ambienti.
A ciascuno di noi sarà capitato di sentire qualcosa di analogo presso amici o parenti, o al parchetto sotto casa, dove si incontrano tanti proprietari di meticci convinti che il proprio cane sia il prototipo della razza che dovrebbe rappresentare.
Tant’è che questi cani sono frequentemente riprodotti (o almeno lo sono stati) come testimoniano le decine di annunci di vendita, regalo, scambio, proposte di “fidanzamento” (o anche “matrimonio”!) che coinvolgono simpatici amici appartenenti a razze dallo spelling mutevole.
La moda dei pinscher e dei chihuahua ha avuto origine negli anni ’70.
Come spesso succede, quando una razza diviene di moda, anche altre razze analoghe subiscono un aumento di richieste. E’ successo negli anni ’80 quando divennero di moda cocker e barboncini.
E’ successo di nuovo negli anni 90 quando, sulla scia del Siberian Husky, tutte le razze nordiche hanno avuto un incremento.
Sta succedendo anche ora a Golden e Labrador retriever.
Negli anni ’70 le competenze cinofile erano molto più carenti di quelle attuali. La crescente richiesta di queste due razze, delicate, non facilissime da allevare e poco prolifiche (come tutte le razze piccole) ha fatto sì che improvvisati allevatori mettessero in produzione tipi di cani diversissimi, compresi molti meticci.
C’è stato veramente spazio per ogni tipo di esperimento. C’è stato veramente chi in buona o cattiva fede, perché convinto di fare una “furbata” o anche solo per ignoranza, ha accoppiato cani di razza diversa.
Gli allevamenti intensivi nazionali, ancor prima dell’avvento dei canifici dell’Est, rifornivano i negozi con vagonate di cuccioli non tatuati, tant’è che risultava impossibile attribuire a ogni cucciolo il proprio documento.
I rivenditori, spesso ignoranti in materia di razze, hanno in più casi assegnato documenti di chihuahua a zwergpinscher e viceversa.

Prague Ratter

Con l’arrivo dei cani dell’Est, poi sono stati altresì importati cuccioli di “pražský krysařík” (prague ratter), razza sconosciuta in occidente ma relativamente diffusa nella Repubblica Ceca e nei paesi limitrofi, che somiglia proprio sia allo zwergpinscher che al chihuahua.
Ovviamente questi cuccioli non furono mai commercializzati col nome originale, che nessuno conosceva né richiedeva.
Lo stesso potrebbe essere avvenuto col cugino inglese, il black and tan toy terrier, ma come episodio sporadico, vista la scarsa diffusione della razza a livello internazionale.
L’allevamento amatoriale ha poi prodotto cani intermedi di ogni tipo.
Vuoi perché i proprietari “cuggini” hanno accoppiato cani che erano della stessa razza solo sui documenti, vuoi perché credenze sbagliate e maldestri tentativi di rimpicciolire hanno spinto a incrociare razze diverse, vuoi perché molti allevatori improvvisati non conoscevano né lo standard né l’iter burocratico per ottenere i documenti, nei giardinetti degli anni ’80 si sono visti microcani di tutti i tipi.
Alcuni con costruzione mesomorfa leggera come quella dello zwergpinscher, ma con statura intermedia e peso equivalente a quello del chihuhuahua.
Altri con costruzione tarchiata, ma più grossi del chihuahua.
Zwergpinsher con orecchi naturalmente eretti e completamente neri.
Chihuahua con muso lungo e testa piatta.
Cagnolini con costruzione allungata, ma molto leggeri…
E se questo mix di tratti morfologici non bastasse a complicare le cose, mettiamoci pure l’intervento “random” della chirurgia estetica.
Ho visto cagnolini che avrebbero potuto essere “spacciati” per chihuahua di razza… ma con la coda tagliata!! Perché? Perché sono di razza!! (che domande!).

Ho visto soggetti indefiniti con coda tagliata a lunghezza intermedia. Ogni tipo di lunghezza intermedia: dal moncherino di pochi centimetri all’amputazione a ¾ come nei fox terrier.
Orecchi naturali che non sempre si drizzano, orecchi piccoli, orecchi grandissimi.
Una sola costante: la convinzione del proprietario della purezza del proprio esemplare.
Quante volte ai bordi dei ring delle esposizioni locali ho sentito sbeffeggiare i soggetti dei migliori allevamenti: “Hahaha! Figlio di campioni? E’ il doppio del mio!  E quella pantegana sarebbe un chihuahua? Ma il mio è molto più snello e leggero!”
A chi volesse cercare tutte le risposte su quale sia il tipo ideale, consiglio di leggere gli standard ufficiali di razza (reperibili anche su internet o su libri e riviste cinofile).
Qui di seguito mi limiterò alle “FAQ” più comuni.

Lo spelling esatto dei nomi
Per quanto riguarda il microcane sudamericano, lo spelling esatto è quello della città messicana da cui prende il nome: Chihuahua (pronuncia: “ciuaua”). Il cugino tedesco è chiamato “zwergpinscher” nella sua patria d’origine. Il termine “zwerg” significa nano, per cui è ugualmente corretto (e semplice!) chiamarlo “pinscher nano”. La sch tedesca si pronuncia come la “sc” italiana: si scrive “pinscher”, si pronuncia “pinscer”.

Chihuahua

Le dimensioni
Il cane più piccolo è il chihuahua.
Gli appassionati dilettanti spesso sognano soggetti sotto al kilo di peso. Esistono. Tuttavia il peso medio dei migliori soggetti da expo è di solito compreso tra 1,3 kg e 1,8 kg. E lo standard ammette comunque soggetti fino a 3,5 kg!
In passato era abitudine accoppiare le femmine più grosse (che partoriscono meglio) con i maschi più piccoli, per rimpicciolire la taglia e avere soggetti più pregiati.
Oggi si tende alla taglia unica, ma spesso le femmine sono aiutate col parto cesareo. L’altezza del chihuahua non è regolata dallo standard, ma una cosa è certa: è più basso del pinscher nano.
Quasi  tutti i soggetti stanno sotto i 20 cm.
Lo standard dello zwergpinscher, al contrario, prevede l’altezza al garrese (tra i 25 e i 30 cm) ma non il peso.
I soggetti con giuste proporzioni, comunque, hanno un peso generalmente compreso tra i 2,5 e i 4 kg.
Sono perciò anche più pesanti dei chihuahua, non solamente più alti.
Esiste  anche il pinscher medio, ma si tratta di un cane di 43-48 cm (più grande di un cocker!).
In Italia è raro.
Lo zwergpinscher invece ha una sola taglia… che è quella giusta. Non esistono varietà.

Zwergpinscher

La morfologia
Il chihuahua ha una costruzione allungata (lunghezza del corpo superiore all’altezza al garrese) un’ossatura robusta e diametri trasversali piuttosto sviluppati.
La testa è larga e tonda e il muso molto piccolo e appuntito, più corto della lunghezza della testa.
Lo zwergpinscher è costruito nel quadrato (il tronco è lungo quanto l’altezza al garrese), e ha una costruzione piuttosto slanciata, con ossatura più leggera.
Il muso è lungo quanto il cranio e quest’ultimo è piatto.

Il mantello
Benché il colore più diffuso sia il fulvo, lo standard del chihuahua ammette tutti i colori, sia uniformi che pezzati.
Esiste inoltre una varietà a pelo lungo, un tempo molto rara, oggi reperibile senza difficoltà, che differisce solo per la tessitura del mantello.
Lo zwergpinscher è diffuso nei colori fulvo cervo e nero focato. Sono ammessi anche il marrone (cioccolato) focato e il blu focato, ma di fatto sono molto rari qui da noi.
Non sono ammessi il nero uniforme e il bianco, né completo né mescolato ad altri colori.

Coda e orecchi
Il chihuahua, per standard, deve avere coda e orecchi integri. Gli orecchi sono grandi e portati eretti, piuttosto distanziati tra loro (inseriti un po’ ai lati del cranio). La coda è normalmente portata alta e ricurva sul dorso (ma non arrotolata).
Lo zwergpinscher ha avuto per anni coda e orecchi amputati. Oggi la coda lasciata integra viene portata solitamente come quella del chihuahua.
Gli orecchi, che hanno la forma di una V a punta smussata, dopo decenni di mancata selezione, a volte si drizzano naturalmente. Ai soggetti da expo a volte vengono applicati dei cerotti per favorire il portamento semieretto richiesto dallo standard.
Lo zwergpinscher ha un pelo raso molto aderente che non forma mai culottes né effetto spiga di grano sulla coda.

Tutti i soggetti con caratteristiche intermedie non sono né chihuahua, né zwergpischer.
Sono “topermann”… un divertente nome di fantasia coniato per questi simpatici “topastri” dal valore zootecnico nullo, ma dal valore affettivo incommensurabile
.

Se cercate un “topermann”, perché magari vi piace pure di più dei soggetti di razza pura (d’altronde, giustamente, tutti i gusti son gusti), non è più necessario andare in negozio, né al mercato, né cercare sulle pagine degli annunci economici del corriere dei giardinetti… basta andare in un canile.
Ne sono pieni!
Purtroppo le “razze” di moda sono più soggette a questa triste fine. E malgrado la moda sia già passata da un po’, i canili soffrono  ancora oggi degli strascichi di una spropositata quantità di cani acquistati con superficialità, solo per emulare una tendenza, pagati a poco prezzo e abbandonati alla prima difficoltà.
Nei canili sono finite le fattrici degli allevatori improvvisati, divenute superflue quando la moda ha spinto verso nuove razze. Al canile sono arrivati i numerosi figli di “Briciola” e di “Billy”.
I frutti degli amori clandestini sbocciati ai giardinetti complice la distrazione dei padroni, i frutti degli amori programmati di chi avrebbe voluto recuperare il prezzo d’acquisto del proprio “pregiatissimo” cane e si è ritrovato una sfornata di topastri senza documenti che nessuno voleva più.
I cuccioli in esubero dei cagnari, i cagnolini della nonna deceduta rifiutati dagli eredi, i cani-giocattolo comprati per bambini che si stufano e non ci giocano più.
Le gravidanze indesiderate e tutti gli incidenti di percorso che generano cuccioli che a volte assomigliano un po’ ai genitori, un po’ pinscher, un po’ chihuaua… dei dobermann dalle dimensioni di un topo. Dei “topermann”,  appunto.
Niente di nuovo sotto il sole quindi…resta comunque il fatto, che chi ama questi cani non ha che l’imbarazzo della scelta nei rifugi.
Già…ma chi ama questi cani?
Molti addirittura li odiano. E chi li ama, spesso si vergogna a dirlo…

Purtroppo i danni degli anni ‘70 non si esauriscono con l’impoverimento zootecnico di razze allevate da dilettanti, con la sofferenza delle fattrici, così piccole e delicate, in mano a commercianti senza scrupoli.
Non si esauriscono con l’abbandono dei cani in esubero e il riempimento dei canili.
La promozione di questi cagnolini verso famiglie e contesti non ideali ha contribuito a creare intorno a queste razze una marea di pregiudizi.
Come quasi tutti i cani piccoli, i “topermann” a maggior ragione, sono accusati di essere isterici, poco intelligenti, abbaioni, insopportabili, lunatici e nevrotici.
La solita vecchia storia che si ripete…una nomea sicuramente immeritata.
Soprattutto oggi, quando i cani presenti nei canili sono soltanto lontani nipoti del cane-topo di moda vent’anni fa.
Molti di loro si ritrovano ad avere l’aspetto che hanno solamente per il fatto di avere una maggioranza di antenati figli della moda del sempre più piccolo.
Ma ormai ci sono molti cani che provengono da contesti molto diversi.
I Chihuahua, i pinscher nani e i loro succedanei sono, malgrado le dimensioni, dei piccoli cani da lavoro.
Basta vederli in libertà mentre danno la caccia per conto proprio a topolini e piccoli nocivi, mentre sono impegnati nel gioco, quando hanno la possibilità di disperdere la loro tanta energia in modo costruttivo, per rendersene conto.

Ma al di là del “lavoro”…a volte basterebbe solamente instaurare un rapporto corretto, con ruoli ben definiti, evitando l’incoerenza e gli errori più grossolani che generano stress e conflitti.
Sono cani intelligentissimi, con una grandissima capacità di comunicare e di farsi voler bene.
In appartamento sono ideali, malgrado non siano certo cani sedentari.
Amano giocare e sono ben felici di andare a passeggio col proprio padrone.
Le loro dimensioni “più che piccole” permettono loro di muoversi comunque parecchio anche in spazi ristretti.
Rincorrendo una pallina per la casa, saltando sul divano e correndo da una finestra all’altra per guardare chi arriva, possono impegnarsi fisicamente più di quanto possano fare molti altri cani di taglia maggiore con un giardino a disposizione.
Ma l’impegno fisico non è sufficiente…molto meglio se c’è una buona intesa con un padrone discretamente dinamico che li tiene impegnati anche sul piano psichico insegnando loro un’infinità di cose.
Hanno una grandissima capacità di apprendere.
Non pochi cani di questo tipo sono stati impegnati con successo in attività cinofilo sportive, anche se, penalizzati dalla taglia, raramente li si vede raggiungere posizioni di rilievo nelle classifiche.
Il pelo raso in appartamento può dare qualche fastidio durante le mute (molto frequenti negli appartamenti riscaldati): tuttavia, per le dimensioni ridotte dell’animale, la quantità di pelo disseminata per la casa non è certo enorme.
Basta un buon aspirapolvere, un copridivano e qualche accorgimento nello scegliere i vestiti. Non serve molto di più per essere presentabili.
I pregi principali vanno ricercati invece nella semplicità estrema della toelettatura e nella rapidità di asciugatura del cane che rientra dalle passeggiate nelle giornate di pioggia.
La prima caratteristica che tende a scomparire a seguito dell’immissione di tipologie diverse è proprio la taglia ridottissima.
Dopo parecchie generazioni dalla fine della moda dei cani bonsai, ormai la maggior parte dei trovatelli ha un peso superiore ai quattro/cinque chili.
Ma non sono certo quelli a fare la differenza per chi ha capito quali siano le vere doti da apprezzare in questi cani.

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