Questa è la storia della vita con Billy, detto Patouf, il NOSTRO ciarplanina. Senza nessuna pretesa di generalizzazioni circa la razza, per noi nuova, Billy ci ha riservato sorprese piacevoli, ma anche notevoli problemi organizzativi.
Lo abbiamo adottato dopo lunghe riflessioni, pur essendo persone con una certa esperienza di vita con cani quantomeno “di carattere”. Abbiamo, infatti, convissuto per anni essenzialmente con Pastori tedeschi, calpestando i campi di addestramento sia ai fini agonistici, sia per il soccorso cinofilo.
Billy è arrivato da noi a quattro anni, sulle ali del “sogno” di papà Pier, che aveva visto da un allevatore amatoriale questi splendidi cani e aveva sempre covato in lui il desiderio di “provarci”.
Il momento è stato quello della morte del nostro quasi-Pastore tedesco Odyn, che ha lasciato un vuoto tale da…essere difficilmente colmabile da un altro rappresentante della sua stessa razza.
A dire il vero il vuoto è stato ed è incolmabile, come quello lasciato da ogni cane amato e con cui hai diviso tanti anni di vita e tante esperienze. Ma dopo qualche tempo la casa era TROPPO vuota e Lula, la nostra femmina, pastore tedesco rescue anche lei, TROPPO triste.
Allora…iniziano le ricerche del “fratellino”.
Ricerche svolte da me con nel cuore i “soliti” pastori tedeschi, belgi, incroci appenninici, tutto purché con orecchie erette o semierette, grande temperamento e voglia di fare, tanta socievolezza ed equilibrio. Lui, l’homo di casa, molto felinamente sornione, con in testa un’idea diversa.
Sì, proprio quella: il Sarplaninac, il rustico guardiano del compagno Tito e delle pecore brucanti tra Kossovo e Macedonia.
La razza allevata da un amico di un’amica, Rossella, la “famosa” alimentarista che spesso scrive su questa rivista. Rossella che si fa complice del felino Pier e un giorno mi invia un SMS: ti ho trovato il cane, chiamami.

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IL CANE!? Quale, dove, perché? Ovviamente chiamo subito. Naturalmente a casa parlamentiamo una settimana sulla possibilità di portarsi a casa un Ciarplanina maschio di quattro anni.
Arriviamo al compromesso di andarlo a conoscere il sabato successivo, riservandoci di decidere in base al carattere del cane, che comunque veniva decantato come bellissimo e docile.
Quando arriviamo alla cantina del “vigneron” che ospita il nostro amico sulle colline, non c’è ancora nessuno. Anzi, no. Ci sono quelli che visti dietro alla cancellata e alla siepe sembrano due orsoni grigi (mezzi grizzly); solo che sono cani.
Almeno uno abbaia, profondamente e decisamente. L’altro…emette un incrocio fra un ringhio e un urlo, che di canino ha proprio poco. Speriamo in cuor nostro che Billy non sia proprio quello e ci teniamo a debita distanza dalla cancellata un tantino preoccupati..
In effetti era l’altro…Bart l’urlatore era stato recuperato dall’allevatore e proveniva da una situazione di maltrattamenti.

Anche se non esageratamente imponente come pensavamo, Billy è di una bellezza particolare, fiera e calma.
Incede verso di noi con un passo fermo e deciso. L’allevatore consegna il guinzaglio a Pier. Con l’allevatore vicino ci incamminiamo per la strada. Billy è allegro, anche se ci ignora piuttosto decisamente. Siamo sbalorditi dalla sua vicinanza. Ci invita a portarcelo “in gita” per una giornata, nel freddo pungente.
Decidiamo per una passeggiata a Ticino. Il cagnone sembra gradire. Fiuta, passeggia tranquillo, ci ignora. Qualche incontro, umano e canino, ci fornisce una prima indicazione dell’olimpica serenità di Billy.
Solo un maremmano, suo omologo italiano per stazza e “serietà”,  merita una sua più lunga occhiata e un rialzarsi sul dorso dello splendido codone arcuato.
Rassicurati, decidiamo il grande passo: la conquista della città.
Ci dirigiamo decisi su per il Ponte Vecchio alla volta del centro di Pavia…e qui inizia una domenica pomeriggio memorabile alla scoperta di Billy.
La sua bellezza imponente e il colore insolito del suo mantello grigio ferro attirano presto amici e curiosi. Entrambi accomunati da una non certo profonda conoscenza della psicologia canina.
Così, davanti ai nostri occhi esterrefatti, ragazzi/e, adulti, bambini fanno una serie di “avances” a Billy. Non certo ortodosse.
Reazione zero a pacchette sulla testa, manine agitate davanti al muso, abbracci, gridolini “ma che belloooo…cos’è una specie di cane lupo con le orecchie basse??!! (aiut), che avrebbero almeno irritato anche Siddartha.
La sera è dura relegarlo al suo posto.
I giorni che ci separano dal sabato seguente, quando lui farà il suo ingresso a casa nostra, ci sembrano lunghissimi. Perché dopo avergli presentato anche Lula, la nostra vecchietta lupotta piantagrane, e aver constatato l’instaurarsi  non già di un’amicizia o quanto meno di un’intesa ludica, ma di un’indifferenza sovrana, abbiamo deciso per il sì: forse l’amicizia tra i due verrà col tempo e c’è perlomeno il vantaggio che basta uno sguardo di questo cane per ridimensionare le pretese di dominanza della terribile pastora.
Una certa intesa effettivamente viene a rafforzarsi giorno dopo giorno, anche se lui continua regalmente a ignorare il sassetto/pallina pateticamente posto dalla fanatica giocona davanti al suo naso e al massimo la degna di qualche rincorsa e/o spallata in un impeto di gioia.
In compenso, la sua intraprendenza nei confronti del cibo altrui è stata sonoramente, anche se senza danno, punita da Patouf (ah, intanto è diventato Patouf, perché…è Patouf dentro!).
Dopo l’insediamento ufficiale in casa….una settimana trascorsa da Billy tra problemi gastroenterici e ostinate immobilità sotto la siepe del giardino!
Pian piano il nostro eroe si rianima.
Ogni giorno è una conquista.
La casa: questo splendido cane si muove nei nostri ottantascarsimetriquadri con la grazia di un gattone.
Si stende sul tappeto allungando le zampone e occupando così lo spazio di un cammello. Come un cammello non beve/mangia/sporca per tredici ore di fila la sera, ore durante le quali si limita a russare come una segheria di inizio secolo.
Però ha un suo modo simpatico di appoggiarsi tutto contro per chiedere coccole, di correrti incontro quando rientri, felice ma misurato, senza mai attentare ai tuoi calzoni bianchi.
La macchina per lui è una grande conquista.
La ignorava totalmente: in capo a un mesetto il portellone aperto viene preso d’assalto da una cinquantina di kg volanti che si scaraventano dentro con un “hop”.
Io che sono abituata alle intemperanze di quei casinisti dei pastori tedeschi, sempre pronti alla passeggiata, al gioco, ma anche allo show in campo rimango allibita davanti al cagnone che dopo una giornata di assoluto riposo ignora sonnacchiosamente il cancelletto aperto e invitante verso quattro corse nel prato.
Torno, accarezzo, invito. Niente.
Mi giro, mi sbraccio, rispolvero il migliore repertorio di richiami vocal-corporali (tanto che Lula mi guarda con due occhi come due tizzoni e il corpo spasmodicamente teso pronto alla caccia).
Lui si alza, sbadiglia, si affaccia al cancello, guarda. E si rimette a terra a sonnecchiare e osservare con sovrana indifferenza i due trovatelli della suocera, che a loro volta si consumano nei tentativi di farsi aprire il cancello per uscire. Mi rassegno, vado a prendere il collare, lui se lo lascia infilare docile. Si alza, mi segue perfettamente al fianco per un centinaio di metri.
Vabbè, ho vinto. Forse. Appena lo lascio si scrolla, annusa, “marca” due pini, si gira e…dopo aver puntato un attimo la casa..spicca una corsa e in due falcate è di nuovo sdraiato dietro al cancello. Boh.

Questo Dr Jekill e Mr Hide sa mutare in un secondo il suo atteggiamento: è capace di sonnecchiare apparentemente inerte per poi balzare sulle quattro zampe e “volare” al cancello distruggendo immediatamente con un unico “bu”, o al massimo due, ogni illuso che tentasse di varcare incautamente le soglie del suo piccolo regno.
Solo “bu”, ma la coda alzata, meravigliosamente folta, il collo leonino, le testa imponente e le zampe potenti allargate e piazzate parlano da sole.
Questo mezzogigante buono, ma attento e reattivo, rotea gli occhi in modo inconfondibile se irritato, da un insetto (li odia), un estraneo, un cagnolino troppo intraprendente.
I primi mesi passati con Patouf sono stati fonte di continue scoperte.
Al mare, in montagna, in piazza ai concerti…lui, al guinzaglio sempre vigile, ma docile e disponibile a concedere un’annusatina al piccolo, pelosetto o raso;  gonfio e tronfio al passaggio davanti al maremmano dell’amico Franz.
Poi è talmente bello, ieratico, tranquillo che attira ogni sorta di invadenza da parte del genere umano, accompagnato o meno da amico quattrozampe. La reazione del nostro Ciarplanina è sempre iper-equilibrata, ma noi facciamo in modo di non mettere a dura prova la sua pazienza, specie quando ci accorgiamo che l’occhio inizia a roteare velocemente.

Passano un paio di mesi tranquilli, si rinsalda profondamente la nostra intesa, dalla lunghina, passiamo alla sguinzagliamento in campo aperto.
Il cane, re dei testardi, non risponde al richiamo con la velocità cui siamo a abituati da altri suoi simili, ma non si allontana e ci segue prontamente.
A casa è sempre docile con noi, tollerante con suoceri coinquilini vari.
Ma questo status di apparente calma, che faceva sembrare il cane persino un po’ apatico, non è destinato a durare in eterno. Non avevamo capito che a questo tipo di cani occorre fin anche un paio di mesi per adattarsi ad una vita, pur se migliore della precedente, e manifestare il proprio vero carattere.
Una mattina di primavera, infatti, il Patouf decide che LUI è il padrone di casa e nel suo pezzo di giardino non tollera femmine che tentano di rubare il cibo, né suocere che pretendono di passare avanti e indietro: se la canina viene punita con un ringhio, la suocera viene in modo incruento ma rude accompagnata al cancello; anzi, spinta verso il cancello e costretta ad andarsene.
Allarme casalingo rosso: non so quanto giustificato, ma davanti a 50 kg arrabbiati anche la mammachevuoletantobeneaicani  da sola quel cancello non lo varcherà più.
E nessuno si faccia venire in mente a usarlo come sistema antisuocera…ci sono i pro e i contro!
Ugualmente il suocero un po’ burbero e dotato di uno spirito cinofilo molto primitivo viene bruscamente invitato  a stare alla larga un paio di volte, anche se…si trova a casa propria! Senza uso della violenza, inteso: questo cane non morde senza motivo, non ne ha bisogno. Si limita a “scaraventarsi” contro l’intruso con un paio di potenti latrati e immobilizzarlo.
Appena questi si ferma il cane torna tranquillo, ma vigile, magari anche beatamente sdraiato, se l’intruso è un familiare, ma diverso da mammà e papà.
Morale della favola, questo cane conosce, ama e protegge come branco unicamente i componenti del gruppo familiare in senso stretto; se un pastore tedesco ha un concetto del branco stesso molto più “allargato”, un Ciarplanina no. Ci siete solo voi, abitanti della casa.

Il nostro Ciarplanina permette volentieri l’ingresso ad amici che mostrano di conoscere il galateo cinofilo ed anche ai parenti che accettino di mostrarsi col cane molto tranquilli, mai minacciosi, e concede  loro anche la confidenza di una coccola, se siamo in casa. Ma quando è di guardia lui solo (credo che la presenza di Lula abbia poca influenza) allora cambia tutto.
Non entra proprio NESSUNO.
Ugualmente si comporta fuori: puoi andare a spasso al mercato o stiparti in un rifugio di montagna nel corso di un temporale con 50 ragazzini accatastati dentro e lui sembra assolutamente indifferente. Legalo ad una staccionata e lascialo solo con lo zaino vicino e chiunque passa ameno di 5 metri di raggio si becca uno dei suoi sonori “bu” e se lo trova davanti in posa leonina. E indietreggia subito. Stessa storia in macchina.
Ora sono passati più di  6 mesi dal suo arrivo: Patouf è sempre più legato a noi e ogni giorno manifesta a modo suo, con un piccolo buffetto nuovo o col lasciarsi andare con più entusiasmo al gioco (ora gioca, a modo suo, è anche un cane sorprendentemente svelto quando scatta,) la sua felicità.
Attenzione, però: questo idillio è stato faticosamente conquistato. Il cane ha lavorato con me (nel senso che gli ho insegnato semplici esercizi di obbedienza, con Pier è assoluta e istintiva intesa fra uomini); abbiamo dovuto vincere, anche forzandolo, la sua atavica resistenza a qualsiasi imposizione.
Lo rispettiamo per la sua natura ma lui deve sapere che, resistenza passiva o attiva, deve uscire di casa quando noi glielo diciamo (cioè al mattino anche quando piove: odia letteralmente l’acqua, cerca di passare tra una goccia e l’altra) o tornare al richiamo.
Appena arrivato è occorso un lavoro di ricerca della fiducia reciproca, perché lui era buono, ma molto scontroso.
Pier si è seduto vicino a lui e alla ciotola fin dalla prima sera, abituandolo pian piano alla nostra presenza quando mangia e alla necessità di poterci avvicinare al suo cibo e anche sottrarlo se serve per qualche motivo.
Stessa cosa col bagno (nonostante la sua avversione per l’acqua) , la spazzola ecc.
Ma anche una volta instaurata una convivenza perfetta i problemi non sono finiti.
Quando ci dobbiamo allontanare per più di un giorno possiamo farlo solo con lui: se il pastore tedesco ben educato lo lasci tranquillamente al papà o alla suocera, il Ciarplanina no.
E non è nemmeno semplice trovare una pensione che ci tenga il cane come diciamo noi, in caso di viaggio che non ci consenta di portarlo come sempre. Non sono cani facili da spostare. I primi giorni, come lui ha fatto con noi che comunque non l’abbiamo lasciato solo per una settimana, non mangiano e nel box possono diventare aggressivi.
Quindi, se volete un Ciarplanina pensateci cento volte, soprattutto se siete un cinofilo neofita.
Questi sono cani impegnativi e molto, ma veramente MOLTO, seri.
Se è vero che sono molto equilibrati in famiglia e tendono meno ad essere meno impiccioni e gerarchici di altri cani da pastore, non mancheranno di prendere il sopravvento e diventare ingestibili, da veri e propri zucconi indipendenti, se lasciati a sé stessi.
Questi cani, come in genere tendenzialmente i cani di montagna da guardia alle greggi, sono dotati di grande carattere, indipendenza e molta tempra proprio per il loro lavoro.
Vivono la maggior parte dell’anno soli con gli armenti  che difendono da predatori e intrusi. Quindi sono abituati a decidere autonomamente come lavorare e come muoversi.
Quest’atavica selezione, unita alla necessità di avere cani coraggiosi e di grande tempra per combattere, ne fa degli animali molto particolari che non vogliono nel rapporto il ruolo da subalterni gerarchici.
Ti amano e ti seguono solo se hanno la massima fiducia in te e li rispetti.
Ma non sono nati per obbedire in modo passivo e non gli si possono imporre le cose con la forza.
D’altra parte sono anche molto sensibili, almeno Patouf lo è.
E’ sensibile ad ogni cambiamento della sua vita cui non è preparato, alla presenza di troppa gente intorno che lo rende costantemente vigile e quindi in leggera ansia, alla nostra assenza.
E calcolate che proviene da un allevatore di Belgrado ed è un cane molto bello, che vince costantemente premi alle esposizioni.
Questo solo per dire che la selezione di quest’allevatore – che non conosciamo – potrebbe aver lavorato molto sull’aspetto, “ingentilendo” un po’ il carattere.
Infatti, alcuni altri Ciarplanina che abbiamo incontrato hanno manifestato caratteristiche caratteriali più “rudi” e dominanti.
Il discorso vale  a maggior ragione per il Pastore del Caucaso o altri molossoidi simili, che sono ancora più difficilmente gestibili.
Conclusione: è una razza affascinante, perfetta anche con la famiglia e guardiana incorruttibile… ma ammiratela da lontano se siete alla vostra prima esperienza canina.

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23 Commenti

  1. Bell’articolo che evidenzia e i punti positivi e quelli pseudo negativi del Ciarplanina. Le parole di Orietta rafforzano le mie convinzioni circa questo splendido animale (il maschio è dotato di una criniera quasi “leonina”) che ho potuto conoscere direttamente.
    Aggiungo che alcuni Ciarplanina vengono utilizzati come cani da perimetro nel carcere di Opera (MI). In pratica pattugliano il perimetro del carcere con il loro conduttore.
    Un cante tosto sì, ma in primis un cane.
    Buona vita Patouf.

  2. Leggendo il tuo articolo ho pianto; la nostra Mizar, charplanina di 12 anni, ieri ci ha lasciati. Il vuoto che ha lasciato nella nostra casa è incolmabile, anche se aveva un caratterino niente male, era la principessa indiscussa della casa. Abbiamo avuto non pochi problemi tra incauti amici che entravano in casa varcando il cancello del giardino e postini vari 🙂
    Ma l’affetto e la dovizia che manifesta questo cane per la famiglia sono unici e rari.
    Mizar ci manchi

  3. grazie
    hai descritto un Ciarplanina come meglio non si poteva
    ho rivisto la nostra meravigliosa Altea, subito rinominata Morgana, ha che vissuto con noi 12 splendidi anni e che molto mi ci ha insegnato
    una cagna selvaggia, incredibile e di una dolcezza infinita, ci ha seguito da Venezia nel mondo, ha viaggiato in macchina, aereo, vaporetto, tram ovunque
    ha protetto noi e la sua casa ed ora dorme, non ronfando piu’, nel bosco vicino a casa nostra a Pitigliano il nostro buen ritiro

    lei ha addestrato i due maremmani che vivono con noi, m non è riuscita ad addestrare Franz, forse era giunta la sua ora

    grazie ancora

    https://lh6.googleusercontent.com/-GJDKzYdQfbg/SflCFIZAP5I/AAAAAAAAB5U/ZUz–rmo28I/s640/ams%252520vce%252520varie%252520045.jpg
    eccola la nostra Morgana

    • ora vi racconto un’altra cosa della mia meravigliosa Morgana 🙂

      quando siamo arrivati a Pitigliano (GR) il Podere era senza recinzioni ed avevo bisogno di avere altri cani, così un pastore sardo ci ha regalato due cuccioli di pastore maremmano, fratello e sorella

      Morgana li ha educati, gli ha spiegato come siamo e cosa non doveva fare e loro sono cresciuti benissimo, poi è arrivato un altro cucciolo il mio adorato Franz, di cui vi parlerò un’altra volta … Morgana non è proprio riuscita ad educarlo, lui cresciuto libero, e quando lui si è ribellato a Morgana, lei ha deciso che era giunto il momento di andarsene e se ne è andata serenamente

      Morgana un cane impagabile, ogni tanto vorrei prendere un altro ciarplanina, ma ho una incerta età e devo andare sul tranquillo <3

  4. GRAZIE!
    grazie di saper scrivere con tanta simpatia e ironia.
    grazie per aver descritto il tuo cane ed avermi fatto scoprire che la mia vecchia ciarplanina, recuperata da un canile quasi tre anni fa, non è autistica come pensavo, ma è proprio così la razza.
    Certo lei poveretta ne ha passate tante che l’hanno evidentemente segnata, non difende la famiglia, è una passiva, ma pensavo che il suo atteggiamento fosse da turba psichica, (abituata anch’io a pastori tedeschi e simili) invece mi si è allargato il cuore a leggere l’articolo, allora sono proprio così di natura. Un sollievo, perché mi sentivo male a vederla così indifferente a tutto e tutti. Ho usato anch’io la stessa definizione del dr jekyll e mr. hyde in un forum, perché anche lei ogni tanto si trasforma per qualche secondo in un cane completamente diverso e reattivo.
    Bellissimo Patouf. W i ciarplanina.

  5. Buongiorno, mi è piaciuto davvero molto questo articolo, un’esperienza davvero unica, che comprendo perfettamente, perchè alleviamo e viviamo quotidianamente con Ciarplanina ormai da 20 anni.
    In questi giorni ho rimesso in rete (per ora ancora poco visibile per la verità) il nostro sito (rinnovato molto semplice) e, leggendo il suo articolo, mi sono permessa di consigliarlo a chi è interessato a conoscere questa razza.
    Ho riportato il link della sua pagina su “boschi-di-cesate.webnode.it” nella sezione “notizie”. Grazie. Monica

    • Ciao Monica, siccome sono curiosa sono andata subito a sbirciare il tuo sito :-)…e se non ti dispiace ti faccio notare che in home page si legge “allevamento amatoriale dal cane da pastore della…” e poi basta. Ciarplanina non c’è! (o non lo leggo io, nin zo. Io navigo con firefox, non so se possa essere un problema di browser)…

    • Ciao,
      anche a me non compare nulla dopo … Pastore della
      si tronca così.
      Ho provato ad accedere con firefox, google chrome ed explorer si ferma sempre a “della”.
      Ho provato anche a cambiare formato, inutile.
      Vabbé, poco male, si capisce lo stesso
      Complimenti comunque.

  6. Graziemille! non so perchè non tu non riesca a vederlo, per ora io ed altri che hanno provato lo vedono. Anche io utilizzo firefox e anche safari. Il problema per ora è la visibilità sui motori di ricerca, ci sto lavorando! Speriamo ……..Monica

  7. ho guardato il tuo sito, ho visto le foto, ma non ho potuto vederle tutte, troppi ricordi ….. noi ora abbiamo due Maremmani ed un meticcio favolosamente simpatico, non possiamo avere un altro Ciarplanina, perchè viviamo in Maremma e qui la temperature in estate è troppo alta e loro soffrirebbero 🙁

  8. ciao a tutti, complimenti a tutti quelli che hanno lasciato un commento, complimenti per la descrizione del magnifico CIARPLANINA, l’ho avuto 5 anni fa,non era di razza pura, ma assicuro che le caratteristiche elencate c’erano tutte…, viveva con tre pastori tedeschi e tutti e tre non si muovevano se non prima di uno sguardo da parte sua! e’ un cane spettacolare!
    conosco l’allevamento di Cesate e anni anni fa (15)andai con una mia amica a fargli conoscere questa razza e prese 1 DANTE…. STUPENDO, e’ morto solo poco tempo fa!
    ne ho avuti altri di cani, ma vi assicuro quello che ci ha dato questo cane, penso che nessun’altro ce l’ha lasciato.
    MONICA, spero di vederci presto!
    grazie ancora

    MOIRA

    • ciao, scusa ma davvero non ricordo…………
      Anche il nostro capostipite si chiamava Dante………il Dante della tua amica era nostro? Presumo però rinominato perchè non abbiamo mai dato il nome Dante ai cuccioli. Grazie

      • Io ho soltanto accompagnato il papà di questa mia amica, penso e da quello che ricordo l’avete fatto andare forse dalle parti di Genova, non ricordo altro, è passato tanto tempo, io ne avevo uno meticcio che l’hanno abbandonato dalle parti di novate milanese, e non pensavamo proprio che diventasse un gigante!poi a una fiera dei cani… Meglio dire … Quella dei meticci, abbiamo visto che era una razza allora ho indagato e ho scoperto che vicino casa c’era un allevamento, mai più potevo immaginare, lei cercava un cane dolce, imponente, le ho suggerito il vs. Allevamento, ma io li ho solo accompagnati… Nient’altro!comunque, sn veramente i migliori! Moira

  9. Articolo interessante per chi, come me, è molto intrigato da cani guardiani con una lunga storia alle spalle; ma sinceramente trovo sconcertante l’ accettazione passiva di alcuni comportamenti.
    Se fossi polemico direi che l’autrice non è assolutamente adeguata al cane e alla situazione.
    Gradirei molto un commento di Valeria Rossi.

    • Il mio commento è che… l’autrice sapeva benissimo di non essere preparata per un cane simile. Il suo è il racconto di come si è ritrovata a gestire una situazione non facile… ed è anche un monito per tutti coloro che pensano che i cani siano “tutti uguali” 🙂

  10. Il nome Ciarplanina e’ il nome della ex yougoslavia. Il nome originale del cane e’ “Pastore di Sciarr (Sharr)” pianura moltagnosa nel Kosovo Meridionale nei confini con la Macedonia. Il cane, e’ un direto discendente del Molosso di Epiro. Cane che diede origine a la razza dei molossoidi e si dice, fu appartenuto anche al Magno Alessandro…Nelle montagne dell Nord Epiro in Albania, viene ancora selezionatl come i soldati spartani (i cuccioli piu’ deboli buttati a la sorgente)..La razza non registrata, ha una dispoporzione della testa con il corpo…

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