Si parla tanto di “cultura cinofila”, si scherza sui “cuggini” e sulle “sciuremarie”: più raramente si parla di quanto la mancanza di questa vera e propria cultura (intesa sia in senso etimologico, ovvero come formazione individuale che consente di “coltivare” lo spirito umano, sia in senso antropologico, ovvero come applicazione pratica di concetti acquisiti) possa avere conseguenze drammatiche non solo per gli animali, ma per gli stessi umani. Per esempio, la mancanza di cultura cinofila è alla base del 99% dei casi di morsicature da parte dei cani.
Inutile dire, poi, che fare le spese della mancanza di cultura sono gli stessi cani maltrattati, abbandonati, in alcuni casi addirittura seviziati e uccisi solo perché il “sentire” dell’essere umano non è mai arrivato a concepire il rispetto per una forma di vita diversa dalla sua.
Un umano incapace di amare e rispettare gli animali è, culturalmente, un primitivo.
Un analfabeta.
Ma come si “alfabetizzano”, normalmente, gli umani? Andando a scuola. Dove, ovviamente, non imparano solo a “leggere, scrivere e far di conto”, come si diceva ai tempi dei nostri nonni: ma imparano anche a “coltivare”, appunto, la propria sensibilità e i propri sentimenti, indirizzandoli verso quello che è il comune senso etico/morale.
Non sempre, ahimé, la scuola riesce in questo secondo scopo, specie quando c’è un conflitto tra gli insegnamenti che vengono impartiti sui banchi e quelli che invece vengono impartiti (o recepiti come tali) in famiglia: è evidente che se a scuola gli parlano, che so, del rispetto per chi è diverso da noi, mentre a casa sente frasi come “sporco negro” o “frocio di merda”, il bambino si troverà preso tra due fuochi contrastanti (e quasi sempre tenderà ad avvicinarsi di più al focolare domestico).  Però, se non altro, la scuola ci avrà provato. E qualcosa, bene o male, sarà comunque riuscità ad inculcare…tant’è vero che non sono rari i casi di ragazzi che rifiutano di seguire le orme paterne in attività immorali (si pensi per esempio alla mafia), proprio perché i loro insegnanti sono riusciti a penetrare nelle loro coscienze e a dare loro il coraggio di ribellarsi alla cultura sbagliata in cui vivevano immersi nell’ambito familiare.
Ora, il fatto che un ragazzino cresca convinto che  prendere a calci i cani sia una cosa normalissima,  perché in famiglia “fanno tutti così”, può sembrare meno grave del fatto che cresca con la pistola in mano, pronto ad ammazzare altri esseri umani: ma se andiamo alla base del problema, ci accorgeremo che il problema di base è lo stesso identico. E’ sempre l’incapacità di rispettare il “diverso da sè”, indipendentemente dal numero di zampe che questi possa avere. Ed è sempre l’incapacità di dare il giusto valore alla vita di chiunque, animale o meno che sia.
Amore, educazione e rispetto, quindi, stanno alla base di qualsiasi relazione sia intra- che inter-specifica: e sarebbe giusto che la scuola insegnasse anche la seconda. Questo dal lato “morale”.
Dal lato pratico, invece, c’è il fatto – indiscutibile – che non sapersi rapportare correttamente con gli animali (e quindi averne paura o sentirsi aggressivi nei loro confronti) comporta dei rischi: purtroppo la vittima è quasi sempre l’animale, ma in alcuni casi finisce per essere il bambino. Per questo motivo sia la famiglia che la scuola dovrebbero porre la massima attenzione ad inculcare il giusto rispetto e i giusti comportamenti nei confronti degli animali, ANCHE qualora genitori e maestri se ne infischiassero beatamente degli animali; basta che gli interessi il bambino/ragazzo per rendere fondamentale il concetto di impartirgli una corretta educazione cinofila.
Questo concetto è già stata recepito in diversi altri Paesi: ma come al solito, l’Italia ha altro a cui pensare. A livello statale non è mai stata presa neppure in vaghissima considerazione l’idea di inserire nei programmi scolastici un’ “ora di cinofilia”, o un’ora di “zoologia” in senso più lato (se si fa, lo si fa solo alle scuole superiori e comunque l’argomento viene affrontato in senso scientifico: mai dal punto di vista culturale-morale-etico).
Per fortuna, laddove lo Stato latita, c’è sempre qualche iniziativa privata che cerca di tappare i buchi: ovvero persone che, solitamente a puro titolo di volontariato, si danno da fare per sopperire alle lacune (spesso davvero clamorose) istituzionali.
Io ho avuto il piacere di conoscere diverse di queste persone e di collaborare con una in particolare, una maestra di Albenga che si chiama Rita Medici e che da anni, ormai, si dà un gran daffare per lavorare con i suoi ragazzi su tutto ciò che è “amore e rispetto per il diverso da sè”, partendo dai rapporti tra ragazzi italiani e stranieri ed arrivando al rapporto con gli animali.

La (piccolissima) parte di questo lavoro a cui ho l’onore di collaborare è  l’impaginazione del giornalino “Animali per amici”, “diretto” da Rita ma redatto esclusivamente dai ragazzi: articoli, immagini, argomenti sono tutta farina del loro sacco, e devo dire che il risultato – oltre ad essere davvero gradevole – spesso mi riempie di gioia perché mi accorgo che questi ragazzini hanno MOLTA più cultura cinofila di tante “sciuremarie” di età ben più avanzata. E tutto questo solo grazie all’impegno di una singola maestra che – purtroppo – si è anche dovuta scontrare con la scarsa comprensione (e a volte anche con la vera e propria ostilità) di altre figure del mondo scolastico.
Poiché ritengo che il lavoro di Rita sia prezioso e assolutamente da imitare, ho deciso di riservare uno spazio su questa rivista ai giornalini dei ragazzi (che si possono scaricare in formato .pdf), ma  anche a tutti coloro che vorranno inviarci lavori (temi, racconti, disegni) fatti da ragazzi in età scolare (scuole elementari e medie)… sperando anche, fortemente, che altre persone che lavorano nel mondo dell’istruzione prendano esempio e provino a far partire iniziative analoghe. Perché… “aiutati che il ciel ti aiuta” è un motto che ho sempre ritenuto molto, ma molto saggio: ma oltre al cielo – spesso distratto – a volte possono essere di grande aiuto anche gli scambi di esperienze.
Quindi, da oggi, lo spazio “COMPAGNI DI ZAMPA” è a vostra disposizione.

Qui di seguito, la presentazione del lavoro svolto da Rita Medici e del giornalino “Amici a quattro zampe”:

L’idea di far collaborare bambini e animali ha trovato la sua origine durante una visita didattica guidata presso una caserma dei V.V.F. che riguardava un percorso inerente la sicurezza nei vari ambienti e le forme di prevenzione. Presso tale struttura erano presenti cani addestrati alla ricerca di persone disperse o in difficoltà.
Il personale addetto ha svolto una prima parte informativa che ha interessato molto le scolaresche: sono seguite le attività pratiche durante le quali ho notato che i bambini, ed in particolare alcuni che presentavano difficoltà relazionali, erano magicamente attratti e coinvolti dai giochi e dalle esibizioni che alcuni cani effettuavano guidati dai loro conduttori.
L’attenzione dimostrata da tali ragazzini era nettamente superiore rispetto al solito: si mostravano più disponibili a collaborare, più motivati ad ubbidire.
Ciò che ha continuato a richiamare la mia attenzione è stato il fatto che tutti gli scolari, anche i più svogliati, dimostravano maggior impegno nell’esecuzione delle varie attività didattiche proposte, purchè ogni lavoro avesse come centro di interesse il cane con il quale avevano interagito durante quella visita in caserma.
Ho capito che il binomio bambino-animale, in particolare con il cane, ha una valenza molto forte e mantiene vivi più a lungo l’attenzione e l’interesse anche degli alunni meno motivati e più distratti.
Da quel momento il passo è stato breve; ho sentito la necessità di documentarmi sull’argomento, in seguito di aggiornarmi, qualificarmi presso centri specializzati nel settore e collaborare così con educatori cinofili.
E’ nato il desiderio di creare un progetto didattico che consentisse a tutti i bambini di entrare in contatto con il cane che ha visto coinvolto personale qualificato nel settore e animali educati ed addestrati a collaborare con l’ uomo.
Da quel giorno, con quegli scolari, è iniziato un lungo e piacevole percorso, arricchito di molte e varie esperienze, che è durato quattro anni e che ci vede ancora impegnati, tutti insieme, per un grande obiettivo comune: il rispetto dell’altro, persona o animale che sia, attraverso la diffusione di questo giornalino rivolto ai bambini e creato da quello stesso gruppo di ragazzi che anni fa rimase affascinato dalla dolce e simpatica collaborazione di amici a quattro zampe ed in particolare di una allegra cagnolina di nome Kira.
Il giornalino ha come particolarità l’essere scritto e disegnato dagli stessi ragazzi e di trattare argomenti che tentano di risvegliare la sensibilità e il rispetto verso la natura e gli animali rivolgendosi ai coetanei.

Rita Medici

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11 Commenti

  1. Parole santissime Valeria, i bambini sono sempre PRONTI ad imparare, conoscere, cambiare idea ( cosa che molti adulti incaponiti non riescono a fare ), ad essere coinvolgenti, sensibili e molto, molto intuitivi.
    I bimbi NON nascono con delle paure e quando ne hanno sono il COPIA ed INCOLLA delle fobie di genitori poco preparati.
    A chi mi ha fatto “capire” che secondo lui era un po’ troppo tardi per cominciare ad interessarsi seriamente di cinofilia, oltre a rispondere che non ho ancora messo il cervello in naftalina, rispondo anche che ho 4 figli che con me imparano ogni giorno,condividono quello che imparano con i loro amici e vivono sempre serenamente ( con un pizzico di conoscenza ) le loro esperienze con la natura!
    Privare il contatto con la natura ai nostri figli, e parlarne a sproposito, potrebbe mettere a rischio il loro stesso futuro.
    La lettura continua ad essere una fonte inesauribile di informazioni che vanno veicolate soprattutto a favore degli scettici o degli incompetenti assoluti.
    Il giornalino a misura di bambino è una splendida idea!

  2. stamattina la borderina giocava con i 2 bimbi dei vicini che hanno genitori con testa e buonsenso, e l’altro bimbo, quello di fianco a loro, che ha 11 anni quasi 12, diceva, “una cagna è inutile” in continuazione, mentre i 2 chiedevano se la voleva accarezzare, ha 3 mesi tra l’altro, e i cuccioli attirano sempre. secondo voi di chi sono le parole del ragazzino?

    • Non sono assolutamente parole sue, è una frase troppo “adulta”, chissà quante volte l’avrà sentita dire anche riferita ad altro!!!
      Che peccato!!

  3. Ora ho capito il senso del titolo 🙂
    Cmq che venga considerato importante o meno c’è da dire che un bambino che rispetta un animale probabilmente avrà molto più riguardo di rispettare le altre persone. Perchè di solito, per no dire mooolto spesso, le persone che maltrattano gli animali sono anche odiose, perchè irrispettose nei confronti di altre persone. Lavorare sul rispetto per chiunque sia diverso da noi aumenta la sensibilità!

    (Non come il mio professore che tutto fiero ci raccontava di come metteva i petardi su per il sedere dei gatti randagi…)

  4. …Ehm! Non lo avevo ancora letto…apprezzo molto queste parole e condivido pienamente le considerazioni sul compito dell’istituzione scolastica oggi.
    Sarebbe molto importante che progetti come quello condotto ad Albenga potessero realizzarsi su più vasta scala. E credo davvero che un corretto rapporto con un animale possa, in modo molto più semplice e coinvolgente di tante parole, farci imparare molto sulla relazione con gli altri e sul valore e sul rispetto della “diversità”…

  5. Un umano incapace di amare e rispettare gli animali è, culturalmente, un primitivo..
    parole sante… Se me ne date il permesso vorrei taggare questo link su dei gruppi animalisti di facebook… più se ne parla e meglio è.

  6. Qualche anno fa sono uscita per un breve periodo con un mio ex compagno di liceo..non ci vedevamo da un bel pò è così alla fine è normale fare una carrellata delle cose che pensiamo importanti..(università..lavoro..passioni) tutto bene, fin quando non sono state pronunciate queste parole:

    IO ” ….Quindi sempre con i cani…non dirmi che preferisci i gatti”
    Lui “veramente non mi piacciono, ne cani ne gatti..non sono un’amante degli animali..direi che è il caso di vivere fra la gente…”
    AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!!!!

    Da quel momento non l’ho più sopportato..mi dispiace, ma dentro mi è scattata una mallo..mi sono detta ” Ah si? niente animali…e come ci si può fidare di chi non si cura di loro???”

    Non sono rare persone così..e fanno tristezza..sono oscure..e per me non sono capaci di Amare veramente..(di questo sono certissima!!!)

    Sul sito di facebook PLF di Bologna si sentono delle storie di maltrattamento animale da far accapponare la pelle:
    1) cani impiccati
    2)cani appesi per i genitali per giorni…con ferite e quello che comportano
    3) cani lanciati da ponti e cavalcavia..
    4)cani (cuccioli) messi dentro una bsuta di plastica e gettati dove capita..fiumi o secchi dell’immondizia

    Insomma….ci siamo capiti…Ecco..io mi indigno e mi emmm INCAZZO proprio certe volte ho chiamato la polizia per sapere che cosa intendeva fare in merito..ed ho anche scritto sul loro sito postando la foto di un ragazzo che si vantava (con foto) di aver massacrato un cane…Ma le cose non vedono un miglioramento ç__ç

    Quando siamo davanti a Esseri “umani” tanto ignobili..dovrebbe esistere la galera, con pene di 10, 20 anni… altro che una multa…altro che 1 o 2 anni (che spesso diventano 6 mesi)

    • Se ci fosse la certezza della condanna, allora anche 1 anno sarebbe sufficiente; e sarebbe un ottimo deterrente. Purtroppo chi fa cose del genre trae fiducia dal fatto che rimarra impunito.

  7. all’asilo le maestre incoraggiavano gli alunni a portare in classe il proprio cucciolo per qualche ora: sono arrivati cani, gatti, criceti, un furetto due tartarughe… poi alle elementari mi è capitato di dover andare nell’atrio a portare un documento, mentre avevo il mio Michi cucciolino di tre mesi, ho dovuto faticare per farlo entrare perché è vietatissimo portare animali per questioni di igiene, poi c’era in giro la dirigente scolastica, se ci vede!!!! Invece il bagno che erutta liquame a tre metri dal locale mensa, quello si che va bene…

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.