ASPETTO GENERALE:  secondo lo Standard,  “equilibrata combinazione di potenza muscolare e di forza, unite alla eleganza e alla grazia delle linee. Costruito per la velocità e il lavoro”.
Secondo la Sciuramaria, l’aspetto generale è quello di un morto di fame.
La domanda più frequente che si sentono porre gli umani di un whippet, infatti, è: “Ma poverinoooo! Ma gliene dà da mangiare?”
Ovviamente il proprietario del whippet – che spende cifre iperboliche in mangimi ipersuperultrapremium, oppure perde due ore ogni giorno per preparare la pappa equilibratissima/bilanciatissima con tutti gli integratorini misurati col bilancino da farmacista – a quel punto si vede scorrere nella mente  un bellissimo film in cui risponde: “No, effettivamente è una settimana che non mangia, ma oggi ci rifacciamo con la specialità della casa: Sciuramaria al forno”, dopodiché inalbera un sorriso sadico ed estrae una mannaia.

Ma non si può, mannaggia.
Quindi tocca cancellarsi il film dalla mente e rispondere con pazienza  (molta pazienza, visto che la scena si ripete almeno 3-4 al giorno) che no, il cane non è morto di fame, è proprio fatto così, è la sua struttura, che un atleta nato per correre non può essere grasso…e blablabla, mentre la Sciuramaria ascolta col sopracciglio alzato e l’aria di non credere neanche a una parola (espressione che fa nascere nuovamente una gran voglia di mannaia).
Ho sempre pensato che i proprietari di whippet (e di levrieri in generale, con poche eccezioni) debbano essere dei santi per avventurarsi in luoghi ad alto rischio di “ma-non-gli-dà-da-mangiare?” come strade cittadine, negozi e/o giardinetti.
Infatti alcuni di essi evitano come la peste i luoghi affollati:  mentre altri, stufi di sentirsi ripetere sempre la stessa solfa, mettono il whippet all’ingrasso, danneggiandone così la salute. Verrebbe da dire che sono degli imbecilli… ma devo confessare che un po’ li capisco.

Il whippet nell’immaginario collettivo: una specie di cane-statua

CARATTERE ED ATTITUDINI:  secondo lo Standard, “è un amico ideale che si adatta perfettamente all’ambiente familiare e sportivo”.
Ma secondo voi si capisce, da questa frase, che il whippet è una specie di dottor Jeckill? Direi di no.
E invece questa è la caratteristica principale della razza, che soffre in-di-scu-ti-bil-men-te  di un serissimo disturbo di sdoppiamento della personalità.
Anzi, a dire il vero ne ha ben più di due: il dottor Jeckill, al confronto, era un principiante. Il whippet somiglia forse di più a Tara, quella dei telefilm di Spielberg (se siete in procinto di prendervi una femmina, segnatevi questo nome come papabile: scoprirete presto QUANTO gli si addica).
Ma vediamo alcune delle personalità più classiche:

a) identità plastica. Quando è in casa, un whippet adulto (perché i cuccioli fanno quello che fanno come tutti i cuccioli, anche se sono meno casinisti e più puliti della media) per un terzo del suo tempo fa la statua di professione.  E’ veramente “come se non ci fosse”: se ti ci casca sopra l’occhio ti chiedi quand’è che tuo marito ha comprato il levriero di porcellana.
Poi il levriero di porcellana gira gli occhi e ti guarda col fumetto che dice “E’ per caso ora di cena?”: e allora capisci che era il tuo cane.
La specializzazione in pose plastiche (specie quella super-aristocratica con le zampine anteriori incrociate) fa ritenere a molte persone che il whippet  “sia” una specie di cane di plastica (per la serie “tanto vale che me ne compri davvero uno di porcellana”) e che la tiri una cifra. Un po’, effettivamente, se la tira: ma non tanto come sembra. E chi non conosce le altre personalità, e si ferma a questa considerazione superficiale, davvero non sa cosa si perde.

b) identità svacchereccia. Per un altro terzo del suo tempo casalingo, il whippet dorme.
Embe’, direte: succede a quasi tutti gli esseri viventi, umani compresi. Vero: ma è il “come” dorme che ha davvero pochi uguali nel mondo (canino e non).
Perché uno, magari, pensa che dorma come tutti i cani normali, e che magari sia solo un po’ più buffo per via delle zampe lunghe, che deve infilare un po’ dove può con risultati-puzzle simili a quello che vedete nella foto a fianco.
Invece no! Quando è messo così, il whippet sta semplicemente riposandosi per cinque minuti: ma se decide di rilassarsi a fondo, è capace di svaccamenti veramente pazzeschi.
Cose “che voi umani non potreste mai immaginarvi”…se non fosse che, per fortuna, non sempre whippet e umani dormono in contemporanea: quindi ogni tanto è possibile scattare foto come quelle che vedete nella minigallery qui sotto (cliccateci per ingrandire, ne vale la pena), e che vi danno un’idea di quello che intendo dire.
Guardare un whippet che si rilassa (o meglio ancora, PIU’ whippet che si rilassano) è meglio che andare al cinema.

c) identità buffona. Quando è in vena di gioco o di coccole (il restante tempo che passa in casa, più svariato di quello che passa all’aperto), il whippet si trasforma in un irresistibile pagliaccio, capace di facce buffissime e di un vero e proprio senso dell’umorismo.
Tra l’altro, io vorrei capire che cani hanno visto quelli che definiscono i levrieri “poco espressivi”:  forse hanno visto sempre e solo le classiche “foto da rivista” o “da libri sui cani” (che, lo ripeterò in eterno anche se li scrivo, sono la rovina della cinofilia: le foto belle ci vogliono, d’accordo, ma non SOLO quelle! Bisogna anche far capire cosa significa viverci, con i cani: non solo starli a guardare quando messi in posa da fighi!).
Il whippet è capace di una gamma di espressioni notevolissima: dallo  “scusa, come hai detto?” (v. foto a sinistra) al “giuro, non sono stato io!” (foto a destra), fino al “come ti permetti di ritardare di cinque minuti la cena? Sono offeso a morte e non so se mi fiderò mai più di te” (foto sotto). E questa è, purtroppo, solo la piccolissima parte di espressioni che sono riuscita a trovare online, perché pure qua trovi miliardi di foto di whippet-statua e di whippet che corrono… ma pochissime foto (tutte rigosamente straniere) di cani di casa.
Però, se queste immagini non vi bastano, credetemi sulla parola: il whippet è molto espressivo. La “faccia da statua” la riserva solo agli estranei, di cui poco gli frega (per quanto non sia scostante al limite dell’antiparia come accade invece ad altri levrieri): ma con gli umani di comunica, eccome. A volte li guarda ome se fossero Dio sceso in terra, altre volte gli ride in faccia pensando “ghghgh, ti ho fregato” (parecchie volte, per dirla tutta): però la faccia da statua, con loro, non la fa praticamente mai.


Un aspetto particolare dell’identità buffona è quella che il whippet riserva agli altri cani, che di solito gli stanno simpaticissimi a prima vista. In realtà c’è qualche soggetto attaccabrighe, ma non è assolutamente la media: di solito questi sono i cani poco socializzati da umani che hanno sempre paura che il loro cane, dall’apparenza così fragile, si rompa se gioca con un suo simile.
Ora, io vorrei capi’. D’accordo che non tutti amano i “cani da corsa”, la cui immagine spesso è legata a brutture umane (scommesse, maltrattamenti, soppressione dei soggetti a fine carriera eccetera: ma intanto diciamo orgogliosamente che in Italia tutto questo NON succede, perché le corse sono solo amatoriali e le scommesse severamente proibite)…però si presume che chi si prende un whippet almeno sappia per cosa è nato e per cosa è stato selezionato: e cioè per cacciare a vista, rincorrere ed acchiappare conigli, lepri e affini.
Il whippet, lo dico per chi non ne conoscesse la storia, se la tira un po’ a sproposito, perché non è mai stato un cane dell’aristocrazia: era denominato “il cavallo dei poveri”, perché veniva usato soprattutto dai minatori inglesi di fine Ottocento, che non potendo permettersi il nobile (lui sì!) greyhound si arrangiarono mescolando, a quanto pare, lo stesso grey con i loro “cani da topi” (ovvero terrier) e probabilmente anche con il piccolo levriero italiano.

Il Whippet non è un cane antico: è nato solo nel 1891 ed è sempre stato utilizzato da gente rude e senza tante balle.
Se fosse stato un fragile cosino che si rompeva facilmente, l’avrebbero buttato via (o magari incrociato con qualche bulldog!): invece il whippet divenne subito lo “snap dog” (dal rumore – SNAP – dello schiocco di frusta: anche il termine “whippet” deriva da whip, frustino), apprezzatissimo per la velocità e lo scatto, ma  anche per la sua estrema robustezza.
Se poi non vi basta la storia…non so se avete mai visto correre un coniglio o una lepre. Non so se avete presente le inchiodate, le ripartenze e soprattutto i cambi di direzione che sono in grado di effettuare.
Se un cane non si rompe inseguendo uno di questi animali, potete star certi che non si romperà mai giocando con un altro cane!
Al massimo è l’altro cane che si suicida.

Io ho avuto la fortuna di avere un’amica allevatrice di whippet (e di magyar agar) che ogni tanto veniva in allevamento a far giocare i suoi cani con i miei, quando allevavo pastori tedeschi: be’, tutti i miei cani (grandi il doppio, nonché convinti di essere dei super-atleti) cominciavano a “giocare a rincorrersi” con l’aria di dire “Tzè, sto cagnetto! Dovrò andarci piano, altrimenti gli passo sopra le orecchie”…

Dopodiché, nell’ordine:
a) mangiavano la polvere per due o tre giri di prato;
b) cominciavano a cercare di tagliare le curve sperando di intercettare il whippet, che invece girava larghissimo e li seminava lo stesso;
c) si spiaccicavano al suolo, con sei metri di lingua e col fumetto che diceva “Ho cambiato idea: giochiamo un po’ alla lotta da sdraiati, che è MOOOOLTO più divertente!” (appello sempre accolto con entusiasmo dal whippet: però si vedeva che rideva sotto i baffi, con la faccia precisa della foto a destra: che è poi la stessa che i whippet fanno agli umani quando  pensano “Ghghgh…ti ho fregato!”).
Una mia cucciolona, dopo due o tre inutili tentativi di tagliare le curve, smise di giocare e venne direttamente da me mugolando disperata, in preda a una vera crisi di pianto infantile canino. Tipo: “Mamma, mamma, non vale, non si lascia prendere, digli qualcosa o io non gioco più!”.
E’ vero, purtroppo, che spesso diventa difficile far giocare il whippet con cani di razza diversa, perchè gli altri si stufano (sarà anche per questo che molti prendono una coppia, o un trio, o un mucchio di whippet. o forse sarà solo perché sono veramente facili da gestire e piacevolissimi da avere): però, se si insiste, quasi sempre il whippet capisce l’antifona e si adatta a fare giochi meno “veloci” con gli amici che non riescono a reggere il confronto sullo sprint. E questo succede perché il whippet è un cane gentile, ma soprattutto perché è un cane molto intelligente, alla faccia di chi sostiene che i levrieri siano cani “stupidi”.

E’ sempre la solita storia: noi umani siamo abituati a considerare “intelligenti” i cani “docili”, quelli che obbediscono a bacchetta. Ma le due cose non sono affatto sinonimi.
Il whippet, come tutti i levrieri, non è docilissimo: per fare una cosa ha bisogno di capire “perché” vogliamo che la faccia (e se questo vi sembra sinonimo di cretino, vi dico subito che a me sembra l’esatto contrario).
Una volta che l’ha capito (o che arriva a fidarsi di noi al punto di dare per scontato che qualsiasi cosa gli chiediamo ha un senso e uno scopo, e quindi va fatta), il whippet è capace di  fare TUTTO.
E toglietevi quell’espressione dubbiosa dalla faccia, perché ne ho conosciuto personalmente uno che nella sua (breve, purtroppo) vita ha fatto, nell’ordine: obedience, agility e coursing, tutto a livello agostico…riuscendo nel frattempo a vincere un sacco di esposizioni di bellezza. E se non si fosse ammalato sarebbe diventato operativo anche in protezione civile, dove era un ricercatore eccezionale.
Si chiamava Summetime di Farneto, “Summer” per gli amici, e lo vedete nella foto a sinistra. Sono particolarmente fiera di aver avuto la “colpa” di far incontrare lui e la sua umana Anna Maria, che lo chiamava “l’omino” perchè era convinta che fosse un essere umano travestito da cane e che con lui, oltre ad un binomio sportivo divenuto famoso, ha creato soprattutto una grandissima e bellissima storia d’amore.
Purtroppo Summer, dopo anni di lotta, ha dovuto cedere a una malattia bastarda, la leishmaniosi, che se l’è portato via a soli dieci anni di età. Ma in quei dieci anni ha dato a tutti noi la possibilità di svergognare platealmente non solo chiunque creda ancora che i levrieri sono “cani stupidi”,  ma anche quelli che più correttamente li ritengono “intelligenti, sì, ma non molto docili” e per questo inadatti ai lavori e agli sport in cui sia richiesta una buona disponibilità all’obbedienza.
Col cavolo! In mano alla persona giusta, un whippet può fare tutto quello che fanno le razze tradizionalmente docili e obbedientissime.
E se voi non ci riuscite…non guardate il cane.

Poi, sia chiaro: per quanto brava sia stata Anna Maria (che oggi è un’educatrice cinofila, oltre che una sportiva, di chiara fama, ma che allora era al suo primo cane!), Summer un po’ speciale lo era: non posso giurare che qualsiasi cane di questa razza, anche in mani esperte, possa raggiungere gli stessi risultati.
Però di whippet da agility, per esempio, ce ne sono diversi: la stessa Anna Maria ha un nuovo cane, Dennis, che sta facendo benissimo.

E ci sono whippet che fanno flyball, obedience, disc dog e un sacco di altre discipline, anche molto complesse. Quindi, prima di parlare di “cani stupidi”, stiamo attentini, perché la figuraccia rischiamo di farla noi.
Tra l’altro la diceria del “cane stupido”, oltre che alla docilità non altissima, è legata al fatto che molti pensano che i levrieri da corsa rincorrano uno zimbello (straccio e simili) “credendo che sia una lepre”.
ma non è assolutamente vero! Certo, è l’impulso predatorio a spingerli a rincorrere il simulacro: ma loro sanno perfettamente di cosa si tratta, esattamente come i nostri cani di casa sanno benissimo che una pallina è una pallina e non una vera preda.
Il fatto è che i levrieri hanno  una vera e propria carica agonistica che li spinge a correre “per vincere”, più che per raggiungere lo zimbello: tant’è che alcuni di loro, una volta che l’hanno raggiunta, se ne disinteressano.
Altri, invece, ci si avventano sopra e lo “uccidono” letteralmente con grande soddisfazione: ma è la stessa cosa che fanno tutti i cani del mondo se li facciamo giocare con un salamotto o uno straccio. Mica pensano che siano prede: è un gioco, punto e basta. E per giocare non c’è bisogno di essere “stupidi”: anzi, gli esseri veramente stupidi sono quelli che NON giocano  (o che non sanno più giocare).
Se il whippet può avere un problema “mentale” non è certo la stupidità, ma l’ipersensibilità: non tutti i soggetti sono così, ma alcuni sì… e con loro bisogna stare attentissimi, perché possono darsi alla disperazione (vera) se solo pensano di aver  fatto soffrire i loro umani in qualche modo.


TESTA: del “contenuto” direi che abbiamo parlato a sufficienza: quindi parliamo un po’ della morfologia. Secondo lo Standard la testa del whippet è “lunga e sottile, con cranio piatto che si restringe verso il muso, con uno stop leggero, piuttosto largo fra gli occhi“. Tradotto, questo significa che il whippet ha una specie di anguilla al posto della testa e che bisogna assolutamente utilizzare gli speciali collari per levrieri se non si vuole vedere la suddetta anguilla che sguscia fuori da qualsiasi altro collare.
La forma della testa del whippet mi induce anche ad uno spassionato consiglio fotografico: se amate questa razza e volete che si diffonda sempre più, NON USATE MAI UN GRANDANGOLO! Altrimenti tutto quello che di buono potrete dire e raccontare sul whippet andrà a farsi friggere.

OCCHI: ovali, brillanti, con espressione molto viva, dice lo Standard. E – aggiungo io – capaci di farti sentire la persona più importante dell’universo, così come l’ultimo verme della terra. Sempre alla faccia di chi sostiene che il Whippet “non sia espressivo” (però bisogna dire che se solo gli capita di averne uno, cambia radicalmente idea: il whippet è un cane che “si scopre solo vivendolo”, non mi stancherò di ripeterlo: non-ci-si-deve basare sulle foto…né in bene, né in male!)

ORECCHIE: a forma di rosa, piccole, di tessitura fine. E la Sciuramaria si aspetta di vedere qualcosa con i petali che formano cerchi concentrici: perché, diciamo, ‘sta “forma di rosa” è il parto di qualche mente cinofila molto, ma moooolto fantasiosa (per non dire proprio “fuori di melone”).
La forma corretta – che con la rosa non ho mai capito cosa c’entrasse – è all’incirca quella che ottieni se prendi un orecchio canino qualsiasi, lo rovesci e poi lo pieghi a metà: ma intanto il whippet le orecchie le tiene così solo quando è rilassato o annoiato (in expo, solitamente, è entrambe le cose – soprattutto la seconda – e quindi agli espositori va di lusso). Altrimenti le tiene erette, o a tettuccio, o a Dumbo, o spiaccicate indietro… e in duemila altri modi diversi che contribuiscono a creare espressioni divertentissime, specie quando il cane è in “pagliaccio mode“, oppure quando corre.

BOCCA: mascelle forti, con dentatura perfetta, regolare, completa, chiusura a forbice.
E bon, lo standard finisce qui. In realtà le cose importanti da dire sulla bocca sono, per esempio, che alcuni soggetti vorrebbero tenerla costantemente impegnata (intendendo piantata in una ciotola), mentre altri si fanno pregare in ginocchio per mangiare.
Un’altra cosa importante da dire è che il whippet ha una dentatura di tutto rispetto: quindi non socializzarlo (per i timori infondati di cui sopra) e farne un cane litigioso è davvero una pessima scelta. E non perché gli altri brutti cagnacci cattivi possano mangiarsi il nostro povero e fragile cagnolino ma perché il povero e fragile cagnolino, se litiga, diventa una jena e può far male a qualche suo collega. Non è per sfizio che i levrieri in corsa devono portare la museruola…

Che un whippet morda un umano, invece, è cosa talmente rara che mi verrebbe da definirla “impossibile”, se non fosse che al mondo di veramente impossibile forse non c’è nulla.
Però diciamo che è altamente improbabile: tanto improbabile che il whippet è un cane che si può lasciare senza problemi e senza bisogno di controllo insieme a nonne, bambini e così via. Specialmente le femmine sono talmente materne con i cuccioli a due zampe (quelli educati, ovviamente) da fare tenerezza. Quelli maleducati, invece, li evitano: soluzione che spesso scelgono anche nei confronti degli umani adulti fastidiosi. Non per questo, però, si deve credere che il whippet sia uno snob inavvicinabile, che ti guarda pensando: “Chi sarebbe ‘sta merdina a due zampe?”.
Quello lo fanno indiscutibilmente i greyhound. Lo fanno i levrieri afghani. Lo fanno (un po’ meno, ma lo fanno) i galgo. Gli azawak neppure ti guardano schifati: non ti considerano proprio. I magyar agar possono pure tirarti una sgnagnata.
Ma i whippet no.
Se non gli rompi eccessivamente le palle, fanno anche amicizia in un tempo relativamente breve: accettano le coccole e sono pure disposti a lasciarsi lanciare una pallina (poi non te le riportano neanche se preghi in ginocchio, però ti fanno il favore di andarla a raccogliere).
Il whippet è un’anima buonissima: anche la Sciuramaria che gli dà del mortodifame, a differenza del suo umano, lui non la mannaierebbe. Anzi, di solito pensa che abbia assolutamente ragione e le fa la faccia da: “Giusto. Giustissimo. Sacrosanto. Questi umani mi affamano. Non è che magari tu avresti un biscottino in borsa?”.
Dopodiché, se la Sciuramaria glielo allunga, son capaci di schifarlo (con la faccia da: “Puah! Non è la mia marca preferita, ma che razza di porcherie mangi?”) oppure di ingurgitarlo e poi di farle la faccia da “ghghgh, ti ho fregato”.

ARTI: lunghi, muscolosi, forti…e vabbe’, cosa vuoi raccontare degli arti di un cane che arriva a 60 km/h? Sono macchine da guerra! E, ripeto, sono anche robusti – nonostante l’apparenza – purché non si sia così stupidi da portare il cane a correre su terreni pieni di buche, con arbusti spinosi e altre insidie di questo genere.

Parlando di arti, ovviamente, bisogna anche parlare di corse per levrieri: ma la faccio breve, ricordando solo ciò che ho già detto sopra, e cioè che in Italia si fanno SOLO corse amatoriali senza alcun tipo di sfruttamento e/o maltrattamento, e aggiungendo che le corse sono prevalentemente di due tipi: corse in piano o coursing. Il primo di svolge in cinodromo ed è una corsa di velocità pura e semplice:  il secondo si svolge in campagna e mima il vero lavoro (teorico, perché ricordiamo anche che in Italia la caccia con i levrieri è vietata!) del whippet. Quindi ci sono salite, discese, piccoli salti e così via.
Avendo potuto assistere ad entrambi i tipi di competizione, l’unica cosa che mi sento di dire è che i cani si divertono come pazzi in entrambe: correre è la loro vita, e se proprio devo dirla tutta l’unico momento in cui un levriero mi toglie il fiato con la sua bellezza è quando è tutto allungato (o tutto contratto) nell’armonia della corsa.
Ditemi voi se c’è qualcosa di più bello di uno spettacolo come questo:


Insomma, se io avessi un levriero, lo farei correre. Senza se e senza ma.
Però bisogna ricordare che le zampe-macchine-da-guerra non servono solo a quello… e che sono – per esempio – efficientissimi escavatori.
E non solo efficienti: anche veloci! Capaci di crearti in Grand Canyon in giardino nel giro di mezz’ora, se non spieghi al tuo whippet che lì non è carino fare buche.
Però, se glielo spieghi, di solito ti dà retta…a meno che in giardino tu non abbia talpe o altri animaletti sotterranei, nel qual caso il whippet (che non a caso pare avere sangue terrier, anche se non si vede affatto) diventerà un killer spietato e deciso a tutto (e se sopra alla talpa c’era il tuo cespuglio di rose rarissime, cavoli tuoi: lui è un cacciatore, mica un giardiniere).

Ancora a proposito delle zampe: il whippet ODIA bagnarsele. Se piove potrebbe rifiutarsi addirittura di uscire “oddio-che-schifo, dovrei bagnarmi i piedi? Tu sei matto!”: se lo trainate fuori a viva forza camminerà come se pestasse le uova.
Se vede una pozzanghera, gira alla larga e la guarda pure con sospetto, come se fosse il Lochness da cui potrebbe uscir fuori il mostro da un momento all’altro (a differenza della maggior parte dei cani, che ci si fionda dentro)…il tutto, ovviamente, purché non ci sia di mezzo una pallina o un frisbee o qualcos’altro che gli piace: altrimenti si getta in pozzanghere, fiumi, acquitrini, in tutti i luoghi e in tutti i laghi.
E poi bisogna asciugarlo di corsa, perché si mette a tremare come una foglia dal freddo e fa venire un coccolone ai suoi umani.

CODA: senza frange, lunga, sfilata, portata leggermente ricurva durante l’azione, ma mai al di sopra del dorso.
Aggiuntina allo Standard: il nome whippet, secondo me, non viene AFFATTO dallo scatto e dalla velocità del cane. Io penso invece che l’abbia inventato qualcuno che ha preso una codata, perché è davvero un colpo di frustino.
Per fortuna degli umani, però, è abbastanza raro che il cane utilizzi questa sua arma segreta: di solito la sfodera solo durante il gioco, ma per il resto del tempo tiene quasi sempre la coda abbassata, con la puntina che spunta sotto la pancia.
Come in: “Ma certo che è un maschio! Non vedi che è un maschio? Eheheheh…si vede, no!” indicando, appunto, la punta della coda di una whippet non solo femmina, ma anche visibilmente incinta. Solo che per  la Sciuramaria una cagna quasi a termine di gravidanza è appena appena in forma: insomma, appena sopra il limite della mortadefame. Quindi la punta della coda poteva tranquillamente sembrarle un attributo di altro genere.

PELLE E PELO: mantello composto di pelo fine, corto, compatto. Sono accettati tutti i colori e le combinazioni di colore.
E su quello che si semina per casa, lo Standard ovviamente glissa (tanto mica lo perdono in casa del giudice): mentre chi pensa di prendersi un whippet è bene che sappia che di pelo ne perderà parecchioe ricordo sempre che il pelo corto è il più difficile da scopare via e da togliere da divani e poltrone (specie quando lui ne usa due alla volta, come nella foto a sinistra).
Però, insomma: almeno UN difetto ‘sto cane dovrà pur averlo… altrimenti diventerebbe tanto perfettino da risultare antipatico.
A proposito della pelle, ricordiamo che è il punto debole del whippet: patisce tanto il sole (scottature facili specie nei cani a mantello molto chiaro) quanto il freddo (quindi, d’inverno, cappottino, e quando piove impermeabile obbligatorio).

Concludendo: se volete scoprire “quanto cane” ci stia dentro a un cosino  piccoletto e magrolino come il whippet, provate senza lasciarvi fuorviare dalle panzane su levrieri troppo aristocratici, levrieri stupidi, levrieri poco espressivi o poco affettuosi.
E’ vero che qualche levriero un po’ snob lo è: ma ricordate che il whippet era il levriero dei poveracci, e che è rimasto un cane alla mano, socialmente compatibile con chiunque. Veramente non c’è paragone con altre razze graioidi (che comunque, se vissute “da vicino”, riservano TUTTE grosse sorprese): e a meno che il vostro ideale di cane “socievole” non sia quello che si scatafascia addosso a chiunque leccandogli la faccia e zampandolo a sangue, questo è il levriero più simpatico, allegro e giocherellone che c’è.
Sono spudoratamente di parte? Sì, un po’ sì.
Perché ho conosciuto e amato diversi whippet, pur non avendone mai avuto uno mio, e perché, tra gli altri, ho avuto anche la fortuna di conoscere l'”omino” di cui ho parlato sopra.
Quando ho annunciato sulla nostra pagina di FB che avrei scritto il “vero standard” del whippet, è apparsa Anna Maria, scrivendo “non dimenticarti di Summerino”.
Le ho risposto che Summer non lo dimenticherò mai, finché campo: ed è la pura verità. Tanto che gli dedico questo articolo, sperando che dal Ponte dell’Arcobaleno, dove si trova adesso, gli possa strappare un sorriso: ma non perché penso che nel Paradiso dei cani abbia imparato a leggere. In realtà sono convinta che ne fosse capacissimo anche prima.

 

 

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61 Commenti

  1. E’ splendido, ed è nei miei “desideri” da molto tempo, con questo articolo mi hai dato conferma di quello che avevo intuito di questa speciale razza, andando a trovare la “piccolina” di un mio amico ogni volta che potevo.
    Mi sono innamorata della sua energia “garbata” e di quegli occhi incantatori!
    Grazie Valeria

    • Se ti può consolare, io mi sono dovuta fermare due volte mentre scrivevo perché ripensando a summerino veniva il magone pure a me… che l’ho visto due, forse tre volte in vita mia. E’ inutile girarci intorno, è stato un cane speciale. Di quelli che ti restano dentro, senza nulla togliere a tutti gli altri.

    • Grandissimo Summer :-))
      Se la vuoi devo ancora avere una vs foto in un agility 2 all’internazionale di Genova del novembre 2002 (se ricordo bene)

  2. ma che meraviglia! è la prima razza la cui descrizione mi ha davvero rapita! ma quindi quanto movimento necessitano? non hanno problemi a stare in una casa senza giardino, no?

    • io non ho giardino, certo come TUTTI i cani hanno bisogno di sgambare in libertà. Ma adorano proprio la casa, starti vicino, dormire con una parte del corpo su di te. D’inverno è bellissimo averli sotto le coperte che ti tengono calduccio a temperatura costante (altro che borsa dell’acqua calda) :-)))

  3. articolo fantastico! segnalo un ulteriore problema cui vanno incontro i proprietari di whippet “cittadini”: nessuno in assoluto nessuno capisce il nome della loro razza! e così la sciuramaria di turno (ma anche il sciuromario di turno) dopo averti chiesto “signora, che razza è? è un alano? ” perchè giuro, il 90% delle persone che mi fermano per chiedermi la razza del mio cane, è inspiegabilmente convinta che si tratti di un alano- la sciuramaria di turno, dicevo, ti guarderà con una sorta di compatimento quando tu le dirai “è un whippet”; dopodichè, prontamente, replicherà “signora, le ho chiesto la razza, non il nome del cane”. Io, per non avere più discussini ora rispondo che è un levriero inglese … e poi scappo il più velocemente possibile :)))
    ps- anche io ho avuto la fortuna di conoscere Summerino … è grazie a lui che ora ho il mio amato Buffer!Ciao omino!!!

  4. un articolo bellissimo per una razza bellissima, grazie 🙂 siccome con un’altra razza graioide ho avuto problemi in questo senso mi permetto di fare una domandina: come si trova il Whippet quando convive con cani di altre razze? Non parlo degli incontri occasionali, parlo proprio di convivenza, all’interno della stessa famiglia.

    • Di solito la convivenza è molto facile: però, tranne casi eccezionali in cui è proprio “quasi impossibile” trovare cani litigiosi, evito di dirlo perché magari poi trovi il soggetto rissoso…e io faccio la figura di quella che non capisce un tubo :-). Scherzi a parte, nove volte su dieci il whippet convive bene con chiunque, cani, gatti e umani. “Qualche” soggetto è litigioso, ma quasi sempre per responsabilità umane (v. quanto scritto nell’articolo).

    • I miei whippet vivono con malinois, greyhound, zwergpinscher, zwergschnauzer, meticcetti vari ma incontrano sempre seimila tipi di cane, anzi dennis lo uso proprio per i soggetti timidi perchè è molto Ghandi..
      In realtà Summer era più duretto, non sopportava i cani maleducati, provocatori aggressivi e malgrado la sua taglia era perfettamente in grado di educarli.

    • grazie mille per le risposte, io sono rimasta male per un levriero afgano ancora cucciolo che ha passato circa un mese da me ed era molto, molto triste: non attaccava nessuno, ma era evidente che non gradiva vivere in compagnia di dodici cocker americani e un boxer 🙁 però sono contenta che non tutti i levrieri siano così, in realtà ne so molto poco 😉 comunque con cani di altri gruppi non ho mai avuto problemi, anzi la convivenza più o meno prolungata è sempre stata eccellente.

  5. Bellissimo articolo!
    Conosco un whippet che spesso gioca con il mio Tobia il quale ha (recte..aveva) la presunzione di essere il più veloce del contado.
    Sino a quando ha incontrato Duchi.
    Dopo gli inviti rituali: prego giochi lei ma assolutamente cominci lei, inchini di qua, segni di pacificazione di là, finalmente cominciò la tenzone ma non in tema poetico, bensì fisico-velocistico con Duchi che “volava” e scartava con la velocità di un videogioco (dell’ultima generazione però) e Tobia che lo inseguiva cercando di tenerne il passo, cosa peraltro difficilmente praticabile.
    In definitva dopo qualche tempo Tobia aveva fuori più lingua che orecchie (ed essendo un gordon la sommatoria delle due orecchie può ben visualizzare i quattro palmi di lingua fuori) mentre Dchi non pago continuava ad invitarlo.
    Splendido animale il whippet e, pur non avendolo conosciuto, voglio augurare “buon vento” a Summer ovunque esso sia.

  6. Questo è una delle giornate che mio marito che forse Lei sa, ha scritto anche lui qualcosa sul soggetto, mi manca più del solito, perché vorrei tanto che potesse leggere questo articolo. Come tutta la letteratura che merita il nome, nasconde tanta verità sotto il divertimento. Ringrazio in nome di tutti gli allevatori (Summertime! Come ti rocordo, e quanto spesso!) passati e futuri.
    Pamela

    • Grazie a lei, Pamela, per il suo intervento e per il ricordo di due esseri molto speciali: nessuno dei due “grande” fisicamente, e nonostante questo un grande cane e un grande giudice, uno dei pochi, anzi forse l’ultimo vero signore della cinofilia.

      Valeria

      • Grazie anche da parte mia, siete sempre nel mio cuore, tutti vorrebbero avere come allevatori del proprio cane delle persone splendide come voi, piene di umanità, di competenza e di passione. Grazie ancora per avermi donato Summer, grazie per tutto l’aiuto che mi avete dato, dal “convincimento” con i miei genitori alla scelta, alla crescita di noi come binomio.

        Un abbraccio

        • Ricordo sempre con un misto tra allegria e malinconia una expo a Milano, quando Summer, lui sempre così principesco, tutto precisino a guinzaglio, decise invece di scollararsi e partire a mille in mezzo alla folla per andare a trovare il suo papà, il giudice Barone Renai della Rena, che per fortuna non stava ancora giudicando perchè si vide arrivare una palletta saltante, tutta baci e per chi conosceva Summer (avevo scritto conosce…) sa quanto era riservato. Ma i cani non mentono mai e l’affetto che Summer riservava ai suoi allevatori voleva dire tante cose !!

  7. tantissimi complimenti x quanto scritto di questa meravigliosa razza, mio fratello ha un maschio di 5 anni “Ombe” ed io una femmina blu di quasi un anno “Cheyenne”nel leggere queste dettagliate informazioni, non posso che confermare il tutto e W I WHIPPET!!!

  8. Bel lavoro, Valeria ! Tutti i Levrieri,così come il Whippet, sono un universo a parte con tratti comuni tra loro e tratti spiccatamente esclusivi di ogni singola razza del Gruppo.
    L’eleganza delle forme rispecchia perfettamente la finezza,la profondità e la sensibilità della loro psiche mentre la agilità,la potenza e la dinamicità in movimento sono l’espressione fisica della grandissima duttilità della loro intelligenza. E mi fermo qui….!
    un Levriero,una volta conosciuto, è per sempre !
    Complimenti per questo e per gli altri bellissimi articoli.
    🙂

  9. Anna Maria: non mi far piangere er i bei tempi passati! come ricordo la buona fortuna che ti ha mandata da noi, e la conversazione con i tuoi, che abbismo vinto poi. E come ricordo anche il momento che tiravo la placenta via dalla creatura che sarebbe diventata la ragione della tua entrata nel mondo cinfilo e il tuo compagno amato e fidato per tanti—se pochi– anni. Penso spesso a te, e ti voglio tanto bene. Un grandissimo abbraccio, Pamela

    1

    • No, non l’ho mica presa da flickr… l’ho trovata su google immagini (“ciuccio” praticamente tutto da lì, tranne dove ho foto di archivio o dove ho allevatori amici che mi invitano a prelevare :-))… fermo restando che c’è un disclaimerone in home page che dice che qualcuno si sente “derubato” levo immediatamente la foto. Ormai è diventato quasi impossibile risalire al proprietario delle immagini…e anche quando lo scopri e gli mandi una mail di richiesta, non sempre rispondono… quindi tocca fare così: io “rubo” , e se poi la cosa infastidisce qualcuno tiro via (ma finora è successo solo una volta). Accolgo comunque volentieri l’invito a “ciucciare” le tue foto perché sono veramente belle! 🙂

  10. Mia madre ha due whippets (per il primo l’ho convinta io, dopo che le è morto il dalmata, di vecchiaia, a 15 anni… poi non ha potuto fare a meno di volerne un altro…) Non ne ho preso uno io, perché io lavoro tutto il giorno mentre lei è in pensione ed è una grande camminatrice e DEVI esserlo se vuoi un whippet, se non vuoi sconfinare nel maltrattamento, con questi cani devi uscire almeno un paio d’ore al giorno, e non per fare un giro davanti alle vetrine del centro ma per farli correre, correre sul serio, ossia a 60km/h, ne consegue che devi vivere in un posto che abbia questo genere di spazi. Questo richiede non solo costanza (se non vuoi un cane che faccia il percorso ad ostacoli con la mobilia e salti in giro per casa, perché sono capaci di salti altissimi, naturalmente sempre con scioltezza ed eleganza, ma é come tenere a bada dei canguri impazziti se non hanno sfogo. Certo, si acciambellano come gatti per ore, è vero, ma DOPO aver corso, o perlomeno se l’hanno fatto entro le 24 ore precedenti…). Se non hai l’energia, la costanza e l’autodisciplina (perché d’estate, quando fanno 30 gradi alle 9 di mattina, mia madre si alza alle 6….) è meglio lasciar stare di torturare questo magnifico, splendido, meraviglioso, cane….

  11. Tanja: non è vero–cioè, non è del tuto vero. dopo 40 anni di allevamento, quasi 100 cuccioli fatti, e smepre diversi in casa, sono d’accordo che più movimento hanno, meglio è. Ma quanti retrevers non hanno mai riportato niente, quanti bassotti non hanno mai visto un volpe–eppure vivono benissimo al giorno d’oggi. Il whippet è stato costruito per rubare lepri, che vanno veloce ma non per lunghissimi tratti, e sopravivono benissimo anche in città. Io speravo sempre quando un piccolo mi lasciava per la casa nuova che avrebbe potuto fare coursing o corse, ma se devono assolutamente vivere così—la razza sparisce. Come tutti i bravi cani, prima di tutto vogliono amore e cura; l’esercisio è un grande “plus”. Pamela RdR

    • Non metto in dubbio che il retriever che non riporta nulla o il bassotto che non vede una volpe possano stare benissimo (il primo perché non gliene importa una cippa ed il secondo perché la volpe è sostituibile con altri giochi..) e certamente ogni cane ha la propria inividualità, ma qui si parla di standard del cane e la caratteristica-madre del whippet è la voglia di correre, la conformazione fatta per correre, la capacità di correre, la gioia ed il godimento estremo che prova nel correre e quindi ritengo che debba essere messo nelle condizioni di…correre…e non parlo di coursing né gare di nessun tipo, parlo delle sgaloppate e dei salti che questo cane fa con una gioia che ti riempie il cuore e che ti dà l’idea di quanto faccia parte dei suoi bisogni per essere felice. Certo un cane di indole così buona non si ribella se viene tenuto sempre solo al guinzaglio, lo si può portare fuori una mezzora quando capita e poi metterlo con tanta cura nel kennel e lasciarcelo con tanto amore per 10 ore perché così non fa disastri mentre si è in ufficio ma, come dice Valeria, “cane rassegnato” non è sinonimo di “cane felice”.Il mio messaggio è: ci sono tante razze bellissime che non hanno bisogno di corse all’impazzata, se guardandovi dentro, già sapete che non avete voglia di camminare un’ora al giorno ed un paio ogni weekend, se vivete in un posto dove non ci sono spazi per lasciarlo libero, lasciate stare…non è mica un crimine non aver voglia di camminare per ore tutte le settimane, io per esempio non ne ho voglia,sono campionessa nella categoria “svacco da divano” e infatti non ho un whippet, pur adorando la razza…o forse proprio per quello…:-)

  12. ovviamente sono d’accordo la vita giusta di un whippet dovrebbe includere tanto esercizio—e mio cuore piange per qualisiasi cane che passa 1o ore in canile senza suo padrone (odio quella parla–non siamo mica “padroni” dei noatri amici: preferisco addiritura “badante”), uno che non dovrebbe nemmeno tenere un cane se non puo essergli sempre vicino. Dico solo che non avrei mai pututo trovare famiglie giuste per i miei cuccioli se pretendevo un maratonista ogni volta. Sarebbe un bel mondo se tutti i cinofili fossero Anna Maria Cini! Pamela RdR

  13. Sempre piacevolissimo leggere e rileggere questo articolo( e quelli sulle altre razze) così ricco di verità e sensibilità.
    Nella maggior parte del testo ho l’impressione di leggere il “vero” Standard dell’Afghano… e anche per altri versi del Borzoi(avendoli entrambi allevati per una vita-nel vero senso della parola-posso garantirlo!) e ancora di altri Levrieri(avendone avuti per casa diversi tra cui il Whippet appunto).Tanto che potrei sottoscrivere in merito io stessa l’articolo riguardo a gran parte dei contenuti che vi possono essere riferiti…scritto peraltro in maniera magistrale e appassionata da Valeria cui rinnovo i complimenti !
    ( A parte le ovvie particolarità esclusive di ciascuna razza -per fortuna- che ne rendono i rappresentanti unici e insostituibili nelle infinite sfaccettature delle loro tanto individuali personalità ).

    Ps un caro saluto a Pamela con cui concordo in tutto…sarebbe un bel mondo …se ….:-)

  14. Care Pamela e Valeria….
    forse sono io ad essere stata “dimenticata” da voi…:-)
    Sono Cinzia Aymaretti / Gran Pamir since ’50s /Afghani e Borzoi etc….
    Da tempo non ci sentiamo personalmente, ma Pamela è nei miei ricordi e nel pensiero insieme a Piero -e,con Valeria,abbiamo anni fa condiviso,oltre alla De Vecchi(editrice del mio libro”Il L.Afghano)diverse conversazioni telefoniche e qualche fuggevole incontro giudicando in expo (Alessandria p.es.se non erro). All’occorrenza mi potrete raggiungere tramite il website http://www.granpamir.it sulla nostra/ mia e-mail.
    Purtroppo cara Pamela…il mondo cinofilo delle expo è molto cambiato,sempre più popolato di nuovi personaggi rampanti e “verniciati” e spesso spregiudicati che non possono ricordare… Ma noi-e pochi altri-ci siamo ancora e non dimenticheremo. 🙂 . Un abbraccio . C.

  15. Bè,naturale,nessun problema…capita quando i contatti sono rari.
    Ma potranno essere più ravvicinati in futuro..:-)
    Diciamo che sto”bene”,ma piuttosto che si va avanti,anche sesempre più spesso
    le cose sembrano marciare tutte al contrario :-(.
    Ho divulgato i tuoi bellissimi articoli un po’ in giro, e specialmente una mia cugina/amica ne è entusiasta,una persona dotata di spirito e ironia e creatività simile al tuo. Ha scritto un diario “Afghano” che ti piacerebbe molto,con tanto di illustrazioni.
    E tu come va ? spero avremo occasione di sentirci se non di vederci prima o poi.. un abbraccio e a presto.

  16. Valeria, se hai ripreso pieno possesso dell’arto… ce lo scriveresti l’articolo su “che meravigliosi cani da compagnia siano i levrieri”?
    E magari anche qualche istruzioncina per l’uso?
    Si trova pochissimo di scritto sui levrieri (per non parlare dei bastardi di levriero, che evidentemente di solito sono troppo snob per abbassarsi a queste mesaillance).

    Mi hanno molto colpita queste frasi:
    1. “Il whippet, come tutti i levrieri, non è docilissimo: per fare una cosa ha bisogno di capire “perché” vogliamo che la faccia ”
    2. “…altri si fanno pregare in ginocchio per mangiare.” e “Puah! Non è la mia marca preferita, ma che razza di porcherie mangi?”
    3. “Se vede una pozzanghera, gira alla larga e la guarda pure con sospetto”
    4. “La “faccia da statua” la riserva solo agli estranei, di cui poco gli frega (per quanto non sia scostante al limite dell’antiparia come accade invece ad altri levrieri)”… il mio è abbastanza scostante, ma siccome ha la faccia da golden non se ne accorge nessuno :-D.

    • GIUSTISSIMO…MI ASSOCIO CON SCIURAMARIA! CONTINUA A RACCONTARE I NOSTRI IMPAREGGIABILI LEVRIERI….
      ANCHE A ME PIACE SCRIVERE DI LEVRIERI,E VORREI FARLO ANCORA COME PRIMA,
      MA IL TEMPO SEMBRA FUGGIRE SEMPRE PIù VELOCE DI ME CHE-NONOSTANTE -CI PROVO A RINCORRERLO…
      CHE IL TEMPO SIA UN LEVRIERO ANCHE LUI ????
      CHE CORRA DI MENO PER CHI HA UN BULLDOG O UN BASSTEHOUND…??? MMMMMM CI DEVO RIFòLETTERE…
      Bè A PARTE GLI SCHERZI, CARA VALERIA, TUTTO QUELLO CHE RACCONTI DEI WHIPPET SI ADDICE AI LEVRIERI IN GENERE E POSSO SOTTOSCRIVERLO ANCHE IN MASSIMA PARTE RELATIVAMENTE ANCHE ALL’AFGHANO. IDEM PER IL COMMENTO ALLE ISCRIZIONI ENCI DEL GRUPPO X.
      E L’INTERROGATIVO ECHEGGIA PERENNEMENTE… PERCHè I LEVRIERI NON SONO RICERCATI (EHM EHM, SPECIE IN ITALIA,EHM EHM ) COME CANI DA COMPAGNIA….
      MI VERREBBERO IN MENTE ALCUNE MOTIVAZIONI DA SUGGERIRE… ME NE ASTENGO (per carità di patria)MA UNA ME LA LASCIO SFUGGIRE ( TANTO NON CI SENTE NESSUNO )CHE LE RIASSUMA IN Sè…:
      LA RISPOSTA A UNA DOMANDA TANTO SEMPLICE (perchè non siano considerati come meravigliosi cani da compagnia)
      E’ ALTRETTANTO SEMPLICE : (senza alcun snobismo mi raccomando)
      PERCHè CERTE PERSONE NON SE LI MERITANO !!!
      (LOL) 🙂
      E BUON LAVORO (beata te che puoi ! )

  17. Ciao a tutti, anche io fui rapito dal Whippet e oggi lui è la mia ombra.
    Chi sceglie questo cane deve aver presente che avrà per tanti anni al proprio fianco un ‘eterno bambinone’, che non ama mai essere solo in casa(il mio schifa anche il giardino), silenzioso, pulito, coccolone senza essere mai irruento, obbediente ma furbo(il mio rubò due bistecche dal congelatore appena aperto da mia madre, cosi come pulì a lucido un vassoio di lasagne dal tavole senza che noi ce ne accorgessimo).
    I bambini tende a ‘sopportarli’, non credo sia proprio un cane-bambinaia. Nel complesso però, a differenza di altri levrieri, è un cane tendenzialmente più sociovole e preposto alle carezze degli estranei.
    Non sono dei buoni cani da guardia(a casa mia i ladri sono entrati senza problemi), amano il divano e le passeggiate. Ho letto alcune domande della serie ‘ha bisogno di molto moto?’. La risposta, almeno per la mia esperienza, è che necessita di 3-4 uscite quotidiane. Non sempre hanno bisogno di correre all’impazzata, ma bastano passeggiate al guinzaglio e magari una volta a settimana portarli al mare o in montagna in libertà. Non amano particolarmente i cani dello stesso sesso, adorano la macchina perchè per loro, la cosa più importante è la vicinanza con il padrone. Cane in definitiva tranquillo, adatto a persone tranquillo e gioiose e a cui piace fare passeggiate all’aria aperta, a cui non piace il cane irruento e vivace(per farvela breve, il Whippet non è un Boxer, non è un Amstaff, anche da cucciolo è molto molto tranquillo), facilmente addestrabile e dalla salute di ferro. Il mio mangia ogni cosa, quindi basta trip mentali su mangimi superpremium ecc..ecc..almeno che il vostro cane non pratica coursing a livello agonistico.
    Complimenti per il blog, l’ho scoperto solo da poco tempo ma mi piace molto.

  18. Ciao a tutti ragazzi,
    è bello sentirsi parte di una grande famiglia, quando si condivide l’amore per la stessa razza.
    Volevo chiedere alla redazione se fosse daccordo alla pubblicazione del “vero standard del whippet” sulla rivista Levrieri, della quale curo la redazione. In effetti potrebbe essere un mezzo per meglio avvicinarsi ai levrieri da parte di un neofita, al quale risulterebbe troppo difficile la comprensione di uno standard … che peraltro non ne cura a fondo l’aspetto caratteriale.
    La rivista è in due lingue e potrei interessarmi io per tradurre l’articolo, senza che perda la sagacia che lo caratterizza.
    Fatemi sapere il vostro punto di vista.

    PS
    un saluto speciale e Pamela, Cinzia, Anna Maria … che conosco personalmente, e che ahimè vedo sempre meno

  19. Grazie Amici dei saluti che ricambio caldamente.
    Anche a me manca di non poter essere presente come vorrei,
    distanze kilometriche a parte, e aver modo di incontrarci,
    ma gli eventi purtroppo non sono favorevoli.
    La vostra è un’ottima idea e sono certa che verrà presa in considerazione.
    Arrivederci e Buon lavoro !

  20. buona sera! io ho un cane che mi è stato regalato, però mi avevano detto che è un incrocio tra un bolder collie e un pincher.. però leggendo questo sito vedo molte assomiglianze al mio milo.. sapete aiutarmi?

      • salve! assomiglia nella razza whippet.. per il modo di dormire, più strane assolute per un cane.. mentre è solito dei whippet dormire in quella maniera.. cioè gambe all’aria e via dicendo! ma anche la forma del suo corpo.. se si potesse potri allegare una foto, ma non so come fare..

        • Temo che qui non si possano allegare foto: però me la puoi mandare a [email protected].
          A gambe all’aria ci dormono millemila cani…e anche le pose strane non sono un’esclusiva di razza. Però sono curiosa di vedere ‘sto cane!

  21. Ciao a tutti,
    Siamo di rientro da un giro un Austria con due amici ed i loro cani, due whippett, Anubi e Cachito, di 2 e 1 anno, e un giovane galgo, Timoteo, di 8 mesi. Siamo tornati alle atmosfere e momenti vissuti con il nostro Astor, fratello di una cucciolata precedente ad Anubi. Silvia ed io abbiamo riso e pianto per per i tre diversi caratteri di ognuno, ma alla fine uguali in tutto quanto descritto nel ritratto di Valeria. Il nostro Astor ha subito lo stesso crudele destino di Summer, l’abbiamo lasciato andare a quasi tre anni, sopraffatto anche lui dalla leishmaniosi. La malattia lo ha devasto all’interno, per fortuna senza segni esteriori, ci ha lasciati sempre bello come il sole e dignitoso come sempre e non abrebbe meritato di soffrire unn solo attimo di piu’.
    Anche Astor era abile in agility, ha imparato tutto e subito, alla faccia della scarsa inteligenza dei levrieri, ma per noi era solo un passatempo amatoriale, visto che il sottoscritto conduttore era una schiappa. Pero’ devo dire che quando ci provava la nostra istruttrice lui si piantava alla partenza come un blocco di puro marmo di carrara, e non c’era verso di smuoverlo. …Che ridere!
    Tra le cose piu’ belle vi era l’impossibilita’ di passeggiare in qualsiasi citta’ del globo senza essere fermati per complimenti, foto e informazioni e le feste sincere degli altri proprietari di whippet. Addio Astor, che ora corri sulle nuvole e ti ammirano gli angeli!

  22. Salve, ho avuto la fortuna di trascorrere 12 anni con un meraviglioso whippet. Ora sono in compagnia di 2 schnauzer di 6 anni; un maschio medio e una femmina nana entrambi sterilizzati. Avrei intenzione di acquistare un altro cane, proprio un whippet, ma i miei cani attuali, meravigliosi con noi e gli altri umani, non lo sono altrettanto con i loro simili. Secondo voi, è meglio che scelga una femmina o un maschio? Con quale sesso è più probabile che vadano d’accordo? Ringrazio e saluto. Grazia

  23. Scusate se mi permetto, non vorrei apparire sfacciata, proprio nessuno ha un attimo di tempo per rispondere al mio quesito? Sarei molto grata alla Redazione se prendesse in considerazione la mia richiesta di aiuto e, so di chiedere molto, anche in tempi brevi. Stimo molto la Signora Valeria Rossi e i Suoi libri appaiono in bella mostra e in gran numero nella mia biblioteca. Nonostante le importanti nozioni cinofile che spero e penso di aver appreso da Lei, ci terrei ad avere un consiglio mirato per quanto ho già espresso. Ringrazio e saluto cordialmente. Grazia

    • Scusami, Grazia, non avevo visto la tua domanda: ma anche adesso che l’ho vista, non so cosa risponderti. Hai un maschio e una femmina, entrambi poco amichevoli con gli altri cani… e cosa posso dirti? infilare lì in mezzo un whippet può significare una tragedia, oppure nulla: a volte i cani accettano di buon grado chiunque entri nel loro branco, altre volte proprio no. Io eviterei proprio l’inserimento, ma visto che il più grande di taglia è il maschio, se proprio la decisione è presa direi che è meglio una femmina.

  24. Grazie infinite per la risposta sincera e gentile…
    La mia coppia di schnauzer vive felicemente in perfetta armonia e anche il mio timore è quello di andare a rompere un equilibrio davvero perfetto.
    L’idea sarebbe di prendere un whippet per mio figlio che abita nell’appartamento sotto. Avendo trascorso l’infanzia col suo whippet adorato, ne sente la nostalgia, anche se nessun altro potrà rivelarsi un angelo come lo era lui. Dal momento che dalle 8 alle 19 mio figlio è fuori casa, ovviamente il nuovo arrivato dovrebbe stare in nostra compagnia e a quella dei nostri cani per buona parte del tempo e da qui il dilemma…
    Rifletteremo ancora e ancora e ancor di più, dato il vostro prezioso consiglio.
    Ringrazio di cuore e saluto cordialmente

  25. allevo whippet (Esedra), leggendo questo articolo ho sorriso varie volte e commossa altre ancora. Lei ha centrato in pieno lo spirito del whippet. Del “cane umano”. Grazie.

  26. Il whippet mi piace un sacco! purtroppo per ora l’ho visto solo in tv e su internet. Se avessi un bel terreno ne prenderei un paio per vederli correre insieme alla velocità della luce!

  27. E’ un bellissimo articolo che ogni tanto rileggo e che ogni volta mi fa commuovere.
    Ripensando a tutti gli amati whippet che hanno condiviso e arricchito la mia vita, ai loro disastri e alla loro dolcezza, sono cani unici, sensibilissimi, divertentissimi e umani in tutto e per tutto. Anzi, meglio degli umani. Le parole non rendono giustizia a questa razza unica ed è un peccato che la gente si fermi all’aspetto magrolino (in realtà il cane è fatto di muscoli potentissimi, un vero trattato di anatomia) e il musone lungo.
    Richard, che ha vissuto con me per oltre 14 anni, rimarrà sempre nel mio cuore. Il nostro whippet attuale, Victor, ha 11 anni e si gode 24 ore al giorno di riposo. Specie quando frega con perfetta nonchalance la cestina della gatta.

  28. Sono una outsider perché il mio cane di nome Merlino, che è un meticcio, è sicuramente incrociato con un whippet, dal quale ha ereditato diversi difetti…del genere perdita di pelo che finisce sui miei vestiti, pelle e orecchie delicatissime e “ma come è magro questo cane, poverino!!!” :)). Poichè sviluppa facilmente allergie lo alimento con cibo preparato in casa…però è simpatico, affettuoso ma abbastanza sulle sue e putroppo “pessimo” con gli altri cani. Mi sono rispecchiata nel suo articolo che è divertente e rivela un grande amore e rispetto per questi cani. Buona giornata

  29. Questi articoli sono fantastici da leggere x il soli gusto di keggerli.
    Proprietaria di un misto Whippet posso dire che
    a) gli do sempre da mangiare il giusto.
    B) La chiamo occhi da cerbiatto x quegli occhioni marroni a mandorla che ti guardano ( e ti soppesano) molto attentamente.
    Il ricordo più bello è di quando cucciola e quindi moooolto piccola incontra un cucciolo di alano quindi moooolto grande.
    Cominciano a giocare El alano pensa di correre. …..
    ora sul dritto quelle chilometriche zampe vinceva no facile ma ad un certo punto bisogna pur girare……
    Coordinare 4lunghissime zampe ha bisogno di tempo.
    La mia girava in mezzo centimetro.
    Capito questo la.lamia ha cominciato a fare la “lepre” con cambi improvvisi di direzione che obbligavano il cucciolone ad incrociare le zampe in una gara a chi riusciva ad incasinare di più le 4 zampe.
    È finita con l alano seduto disperato a piangere e la mia che hai girava intorno morsicata dolo dappertutto e il fumetto che diceva “ghghfh scemo non hai visto che sono un wippet ”

  30. ho una whippettina di 4 mesi e 1/2 in corso di puppy training. l’ho letto tutto d’un fiato e ho ritrovato tantissimo di lei in questo articolo (pur essendo così giovane). e ho pianto alla fine pensando a summer!
    grazie,
    Cristiano

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.