Annosa, annosissima questione: tagliare le orecchie ai cani ha, o ha ancora, un senso? Si può o non si può?
Dal punto di vista normativo c’è stata, negli ultimi anni, una gran confusione: prima il Ministero della Salute (ad opera dell’On. Martini) ha detto NO e ha vietato qualsiasi operazione chirurgica che non fosse indispensabile e strettamente legata alla salute degli animali. Poi il Senato, tramite il ministro Fazio (cacciatore ed evidentemente legato a doppio filo con Federfauna, perché ne segue pedissequeamente tutte le direttive)  ha cancellato la  parte della legge che riguardava le amputazioni estetiche; nel maggio di quest’anno, infine, è stato specificato meglio che restano vietati “gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi in conformità all’articolo 10 della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia ratificata dall’Italia con la Legge 201 del novembre scorso”, fermo restando che l’amputazione della coda nei cani da caccia viene considerata una prevenzione sanitaria contro il rischio di ferimenti (un po’ come dire che siccome ai pugili normalmente si rompe il naso durante i combattimenti, tanto vale tagliarglielo via a priori).

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Se il taglio della coda, comunque, è un intervento che si pratica al momento stesso della nascita (chi lo effettua più tardi è un disgraziato) ed è apparentemente poco doloroso (anche se bisognerebbe chiedere ai cuccioli quanto male sentano effettivamente, visto che i cani sono spesso degli stoici con una soglia del dolore altissima, che non danno alcun segno di sofferenza anche quando è palese che stanno vivendo un brutto momento), il taglio delle orecchie è: a) completamente inutile; b) estremamente invasivo; c) sicuramente MOLTO doloroso.
Eppure, in alcune razze, si continua a praticarlo allegramente, anche a costo di andare a fare operare i cani all’estero e/o di produrre certificati medici che richiederebbero, ogni volta, un controllo accurato e che, se risultassero fasulli come sono nel 90% dei casi, consiglierebbero anche la radiazione immediata dei responsabili dall’Ordine dei Veterinari.
Ovviamente nessuno fa nulla di tutto questo, anche perché è oggettivamente difficile dimostrare che una conchectomia NON fosse necessaria sul singolo cane: quando però si venisse a scoprire che sono state tagliate le orecchie a un’intera cucciolata… allora diventa più difficile il contrario, ovvero accettare la possibilità che TUTTA la cucciolata fosse affetta da patologie che imponevano il taglio sanitario.

Quali sono state, fino ad oggi, le motivazioni presentate dai fissati del taglio?
Un tempo si parlava di prevenzione delle ferite in caso di combattimento contro i predatori (lupi, orsi), scusa che poteva essere valida per i cani da pastore (specialmente il maremmano-abruzzese). Per quelli da guardia e difesa (boxer, dobermann, cane corso…) si parlava invece di “maggior efficacia” in caso di combattimento… contro l’uomo: ovvero, il presunto malfattore attaccato da un cane avrebbe potuto salvarsi dal suo morso agguantandolo per le orecchie e vanificando così l’azione dell’indomito guardiano.
Tutto questo, oggi, appare assolutamente ridicolo.
Nel caso dei cani da pastore, in realtà, lo era anche prima: perché un orso che carica un cane non va certo ad attaccarsi alle sue orecchie… ma anche i lupi (che combattono esattamente come i cani) mirano a ben altre parti del corpo. Purtroppo la cosa è diventata ancor più evidente quando è iniziata la “moda” dei combattimenti tra cani: infatti si è scoperto che i pit bull americani, allevati appositamente a questo scopo… avevano le orecchie integre! E infatti non capita quasi mai che i cani, combattendo, si feriscano reciprocamente le orecchie (se non per caso, mirando altrove).
Nel caso dei cani da guardia e da difesa… oggi, se un ladro ti entra in casa e tu gli scaravanti il cane addosso, passi tanti di quei guai che le orecchie più o meno lunghe diventano l’ultimo dei tuoi problemi. E’ arcinoto che la legge tutela i delinquenti, purtroppo: infatti non è più accettato che si possano difendere i propri beni facendo lacerare le chiappe di un malfattore dai denti di un cane: non sta bene, non è carino. Ai ladri bisogna offrire il caffè.
Giuro, io non sono certo una giustizialista e tantomeno un’amante dei “giustizieri della notte”: anzi, sono garantista al trecento per cento. Però, se uno mi scavalca un cancello ed entra nel mio giardino in piena notte, fatico veramente a credere che si trattasse di una visita di cortesia. Ciononostante, ho saputo di tali e tante sentenze che hanno dato ragione al ladro che mi ritrovo sempre più spesso a consigliare alle persone che vivono in case isolate di installare un buon sistema di allarme e di tenere i cani sempre e solo chiusi DENTRO casa, laddove è più facile dimostrare che il cane è stato usato – nel caso – per legittima difesa, al fine di tutelare la propria incolumità (perché questo viene ancora – sebbene a fatica – considerato lecito).
Ma soprattutto  “non ci sono più i ladri di una volta” e quelli moderni si sono attrezzati di tali e tanti mezzi per neutralizzare un cane (dalla bomboletta di anestetico allo storditore elettrico – oltre alla classica, ahimé, polpetta avvelenata) che in tutta sincerità preferisco non mandare  il mio cane allo sbaraglio, né con le orecchie integre né con le orecchie tagliate: perché il caso di un vero e proprio “corpo a corpo” con il malfattore è ormai remotissimo.

Una volta resasi palese la ridicolaggine del taglio “da combattimento”, i fautori della conchectomia sono partiti al contrattacco suggerendo il taglio anti-otite: e hanno raccontato tali e tante balle che confesso di averci creduto anch’io. Presentavano, infatti, una serie impressionante di dati secondo i quali i cani ad orecchie integre (specialmente i boxer) sarebbero stati colpiti da dolorosissime otite in percentuale infinitamente maggiore dei cani conchectomizzati: peccato che, una volta cambiato lo Standard in Germania ed inserito il divieto assoluto di tagliare orecchie e coda, i casi di otite siano improvvisamente scomparsi, così come le code rotte sbattendole contro muri e cancelli.
Il boxer oggi è felicemente integro in tutto il mondo e nessun allevatore racconta più favole su code e orecchie, semplicemente perché hanno scoperto che i cuccioli si vendono lo stesso.
Ben diverso il discorso per gli allevatori di dobermann, che hanno, indubbiamente, un problemino in più: infatti, se i molossoidi con le orecchie integre sono decisamente più belli esteticamente, perché le teste risultano ancora più larghe ed imponenti alla vista, il dobermann integro sembra un po’ un segugio. Sembra troppo  buono e pacioccone, insomma, per  i truzzi che cercano il “cane con la faccia cattiva”: e gli allevatori, invece di fare i salti di gioia perché liberarsi di cotanti cretini avrebbe dovuto essere un immane sollievo per chiunque amasse davvero i propri cani, hanno dapprima ripudiato lo Standard tedesco – una cosa mai vista al mondo, visto che lo Standard lo redige la patria della razza e che nessuno si è mai sognato di mettere in dubbio ciò che indicava – e ultimamente pure la legge italiana. O meglio, proprio ripudiarla non possono, quindi la aggirano: vanno a tagliare all’estero, oppure arrivano col certificato medico fasullo.
Personalmente, adorando questa razza, ho inserito sul mio libro nero tutti gli allevatori che continuano a tagliare, perché questa per me è una palese dimostrazione di totale menefreghismo verso i cani e di amore sviscerato SOLO per i soldi.

E l’ENCI?
Be’…il nostro presunto ENCI per la “tutela” (ah, sì?) delle razze canine, essendo prevalentemente in mano a cacciatori che tremavano al pensiero di non dover più tagliare le code (senza alcuna logica, ma solo perché “si è sempre fatto così”: infatti un cane che si infila in un cespuglio di rovi, anche se è senza coda, si ferirà da qualche altra parte: e non è che una ferita sul muso o su una zampa siano meno dolorose…ma non potendogli tagliare musi e zampe, il problema non si pone e ci va di mezzo la solita coda), si è precipitato a specificare che siccome il divieto ministeriale riguardava l’amputazione di soggetti “destinati alla vendita”, visto che nelle esposizioni ENCI non si vendono cani, si può esporre di tutto e di più, anche cani affettati con la motosega.


Ma qual è la VERA ed UNICA motivazione per cui si continuano a tagliar via pezzi di cane?

Ovviamente, il business.
Le amputazioni non servono a nulla, in realtà, e lo sanno tutti benissimo: ma hanno tutti il sacro terrore di non vendere più cuccioli, perché la gente è abituata a vedere il cane in un certo modo e tremano al pensiero che da integro “non piaccia più”.
Questo, in parte, è già stato smentito dal fatto che boxer, alani e schnauzer, per esempio, si vendano esattamente come prima. Sono un po’ calate le vendite dei rottweiler… forse, ma non certo perché hanno la coda integra, bensì per la vergognosa campagna di demonizzazione che ne hanno fatto i media dopo qualche increscioso episodio di cronaca.
In realtà tutti, per qualche mese dopo il cambio dei rispettivi Standard, hanno avuto un leggero calo: ma il problema è stato superato in pochissimo tempo, per il semplice motivo che la gente si abitua al nuovo aspetto del cane e comincia a sembrargli “strano” quello che fino a ieri era “normale”.
Sì, è probabilmente vero che gli allevatori di dobermann venderebbero meno ai truzzi: ma  ne venderebbero molti di più a persone che amano il cane per ciò che “è” e non per la “faccia” che ha. E vista la crescente tendenza – per fortuna, anche se certi eccessi non li condivido – verso l’animalismo e il buonismo, forse le vendite di cani integri addirittura aumenterebbero (non so più a quante persone ho sentito dire: “Il dobermann? Sì, un grande cane…ma non lo comprerò mai, perché bisogna tagliargli le orecchie e sono contrarissimo).
A mio avviso, quindi, si tratta di un falso problema, che verrebbe superato – magari obtorto collo – se la nostra politica e la nostra cinofilia non stessero palesemente dalla parte degli affettatori; ignorando, evidentemente, che se il cane è nato con la coda un motivo c’è (gli serve da “timone” durante il movimento, ma soprattutto è un importantissimo mezzo di comunicazione sociale) e che le orecchie affettate, dando questo aspetto “feroce”, allontanano dalle razze interessate tutti coloro che il cane feroce proprio NON lo vogliono, specie in un momento storico come questo in cui la cinofobia dilaga a più non posso.
Tagliare, quindi, equivale a darsi la zappa sui piedi (oltre che a far soffrire i cani… per tacere di tutti i cuccioli che sono morti perché non hanno retto l’anestesia, soprattutto nei boxer): specie per razze come dobermann e american staffordhire (spesso confuso con il pit bull), che già devono fare i conti con media imbecilli e con politici ancora più imbecilli.
Ma soprattutto: tagliare all’estero, o con falsi certificati medici, è una frode bella e buona, che si potrebbe eliminare facendo, semplicemente, come fanno i tedeschi: hai un cane amputato dopo la data in cui è stato vietato il taglio? Non sali sui ring di nessuna esposizione.
E se il cane è amputato “per motivi di salute”, viene comunque penalizzato rispetto a quelli integri.
Problema risolto: i cani, improvvisamente, avrebbero tutti orecchie e code sanissime.
Ma ovviamente, per far questo, occorrerebbe un Kennel club davvero interessato al benessere dei cani (come da suo codice etico), e non soltanto alle vendite di cuccioli (non importa a chi: anche al truzzo che vuole il kanekattivo con la faccia kattiva per fare il figo con gli amici).
Spiace dover constatare, per l’ennesima volta, che un Kennel club così, in Italia, non ce l’abbiamo.

P.S.: un amico allevatore mi ha appena ricordato che  non solo i cuccioli “vanno all’estero” per poter essere amputati: a volte viaggiano solo i certificati, facendo risultare che la cucciolata è nata là quando non si è mai mossa di qua. Poi ovviamente un veterinario compiacente si trova sempre, quando non ci pensa lo stesso allevatore.
Controlli su tutto questo? ZERO.

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53 Commenti

  1. “se il cane è amputato “per motivi di salute”, viene comunque penalizzato rispetto a quelli integri”

    giusto, giustissimo…

    Se, per avventura, uno ha un cane monorchide per “motivi di salute” (non nato così, ma operato) viene penalizzato?
    se sì c’è un precedente…

  2. …che poi è bellissimo sentire i rulli di tamburo che festeggiano il tuo avvicinamento al cane integro, quel sonoro incalzare di bef thud SBEM pot PAF THUD SBAM S B A M M (E il divano ha un suono, e lo scaffale altro suono, e il termosifone altro ancóra, stromenti diversi sotto un’unica mazza d’acciaio) sulle suppellettili, accompagnati da sculettamenti carioca! nella fattispecie del boxer sui susseguenti squilli di tromba invece calarei un pietoso velo -_-

  3. ne ho sentiti anceh io ceh prendono il cane all’estero perchè in italia non si può più tagliare le orecchie e/o la coda.solo perchè il boxer/corso/dobermann ecc non sono boxer/corso/dobermann ecc con le orecchie/coda interi…ma andate a cagare vah… la taglierei a voi la “coda” della quale è estensione il cane che prendete…che deve avere rigorosamente l’aspetto kattivo, imponente.

  4. sono d’accordo ma questa volta in parte: partiamo dal presupposto che ho una dobermann integra in parte (le orecchie per mia scelta sono rimaste intere mentre la coda è stata tagliata dall’allevatore) e che, nonostante esteticamente mi piaccia di più un dobermann tagliato (forse sono ancora troppo legata all’immagine del dobermann del passato) non ho avuto cuore di farlo amputare (il solo pensiero di recargli dolore mi devasta e quindi è rimasto come madre natura lo ha fatto), così come feci con il mio Alano arlecchino morto un anno fa alla veneranda età di 11 anni (quando ancora il taglio era consentito) e nonostante tutto era integro pure lui.
    Detto questo, sono d’accordo sul fatto che arrecare inutili sofferenze per nostra vanità sia da imbecilli e macellai (e vorrei ribadire il fatto che esteticamente li preferisco solo per far capire che nonostante mi sia innamorata a primo impatto dell’estetica del cane, non conoscendolo a pieno, non sono così onnipotente da prendere decisioni su un altro essere vivente che non si dimostri concorde con lo sfettuccirgli le orecchie e la coda) ma alle volte la nostra legge non tutela a pieno i nostri amici a 4 zampe. Mi spiego meglio: ci vorrebbero leggi severe anche per chi maltratta, abbandona, sfrutta indegnamente gli animali, su chi utilizza metodi a mio parere supercoercitivi e da cretini (vedi collare elettrico) ed anche per chi taglia e cuce…ma perché da anni si sente parlare solo del taglia e cuci di orecchie e code e non di belle sanzioni inflitte a chi li abbandona, a chi li maltratta? vero è che è difficile trovare il bastardo che lo abbandona e che qui si parla di business in quanto cani di razza, ma non sarebbe più opportuno tutelare la vendita di cuccioli, essere più severi con chi prende un cane e la cinofilia nn sa nemmeno se è una malattia del fegato? Forse potrò sembrare un pò troppo esagerata, ma più passa il tempo e più mi convinco che il patentino di buon cittadino, più che al cane, vada dato al padrone. Vedo cose che mi fanno rimanere sbigottita e quindi mi domando, non sarebbe più saggio affrontare il problema alla radice? spero di essermi fatta capire e di non essere andata troppo fuori tema 😉

    • Pamela, non mi sembra che tu sia d’accordo “solo in parte” con quanto detto nell’articolo: mi sembra che tu sia d’accordo al 100%, “solo che ci sono altre brutture in cinofilia”. E’ verissimo, ma che c’entra? Qui si parlava di orecchie e code. In altre occasioni abbiamo parlato di maltrattamenti, di collari elettrici e di cani gestiti malissimo.
      E comunque le leggi ci sono, apparentemente anche abbastanza severe: ci sono leggi sul randagismo, ci sono leggi sullo sfruttamento dei cuccioli,ci sono leggi contro l’abbandono. Purtroppo sembra che a nessuno interessi farle rispettare, o almeno interessa a qualcuno random, un po’ qua e un po’ là, ma in linea generale ognuno fa il cavolaccio che vuole. C’era anche una legge che vietava l’uso del collare elettrico: l’hanno cancellata perché i produttori si sono incavolati: che è un po’ come se, quando è stata messa fuori legge la ghigliottina, si fossero inalberati i venditori di ghigliottine dicendo “e adesso noi come facciamo?”, e il governo francese l’avesse rimessa in funzione per non dispiacerli troppo.
      Sì, sarebbe molto saggio affrontare il problema della cinofilia alla radice: ma a “quale” radice, e soprattutto come, visto che le leggi esistono ma non se le fila nessuno? 🙁

      • magari se le istituzioni che se ne occupano facessero chiarezza almeno su cose similari sarebbe già una buona cosa, mi spiego meglio: mi sembra assurdo che nella stessa regione, la stessa provincia (nemmeno a dire province diverse) vedono, da un lato un’expo internazionale dove in best in show mi finisce un dobermann totalmente tagliato (e di 6 soggetti che ho visto sfilare 4 erano tagliati integralmente mentre 2 erano tagliati solo in parte) e dall’altra mi bloccano un campionato sociale perchè ci sono soggetti tagliati (questo è quello che mi è stato detto da un rappresentante dell’AIAD di Perugia). Cioè o facciamo le cose per bene su tutto o non si può continuare a fare figli e figliastri. Divieto di taglio? ok perfetto sono favorevole. Allora nn mi fai partecipare alle expo cani tagliati, o almeno, non me li fai finire in best in show. Ora parlo di Dobermann perché il mio interesse era incentrato prettamente su quella razza ma non era l’unica ad essere tagliata ieri. Che sia l’ENCI, che in teoria dovrebbe affrontare di petto la situazione, a fare informazione, cominciare a “educare” i proprietari. Per non parlare di altri argomenti ma così andrei fuori tema di nuovo e finisco qui.

        p.s.
        Ho appena comprato un tuo libro sulla comunicazione del cane 😉 aspettavo una tua risposta su fb ma ero troppo impaziente 😉

  5. Per quanto riguarda il discorso del cane “da difesa” io personalmente ho 5 cani (2 parson terrier, 1 jack russell e 2 border collie)… non sono cani da difesa e tanto meno sono addestrati per farlo, ma anche cani del genere se entra un estraneo in casa o il padrone è in pericolo intervengono!!! Io personalmente quando non sono in casa e di notte li tengo tutti dentro con me onde evitare problemi e sopratutto polpette!!! Ho avuto dall’età di 4 anni una splendida boxer morta a 14 anni di età con orecchie e coda tagliate (all’epoca lo facevano a tutti i boxer, non c’era discriminazione tra allevatori): beh, le orecchie gliele avevano massacrate!!! Non ha alcun senso!!! Abbiamo passato mesi a curargliele e nonostante ciò sono rimasti dei bozzi sui tagli!

  6. Bisognerebbe diffondere una nuova moda: il taglio dei genitali agli allevatori e veterinari che mutilano i cani!
    Al di la della battuta io credo che i veterinari e gli allevatori sostenitori di questa pratica barbara, dovrebbero cambiare mestiere perché è evidente che quella non è la loro vocazione.
    E’ evidente che in Italia manchi un politico, se così si possono chiamare quelli che scaldano la poltrona in parlamento, al quale davvero stia a cuore la cinofilia. Più mi guardo intorno e più mi accorgo di quanto ancora stiamo indietro in questo campo proprio perché non c’è un personaggio che “conta” che se ne occupi davvero. Quindi è tutto lasciato così all’acqua di rose, o se vogliamo all’Italiana, si fanno le leggi ma comunque si lascia sempre una scappatoia con il quale aggirarle.
    Eppure ci sarebbero di cosa da regolamentare meglio…

  7. il titolo di questo articolo parla di taglio delle orecchie, ma mi sembra che il problema sia lo stesso anche per le code, che infatti vengono citate diverse volte. Premetto che io negli Anni Settanta sono stata la felice padroncina di una boxer con le orecchie integre (e la coda tagliata dall’allevatore, non dalla mia famiglia). Premetto anche che in cinque anni di allevamento di cocker americani in un Paese che permette la caudocomia MAI ho avuto anche solo la tentazione di tagliare una coda a un cucciolo (e qui sono l’unica a non farlo). Detto ciò è evidente che capisco la posizione di Valeria, ma le cose certe volte sono più complicate di così, perché si verificano autentici scontri culturali. Mi spiego: boxer e dobermann, come razze, sono nate entrambi in Europa. Quando nel vecchio Continente si è diffusa una cultura contraria alle mutilazioni… queste razze hanno iniziato ad essere concepite in modo differente. E per quanto doloroso e conflittuale possa essere questo processo, per quanti allevatori possano avere reagito abbandonando la loro razza, prima o poi certamente si compirà in maniera armonica. Per il cocker americano la questione è differente, perché negli Stati Uniti NON esistono leggi contro le mutilazioni estetiche nei cani, c’è un modello culturale diverso da quello europeo. Per carità, FORSE le cose cambieranno anche lì… ma adesso è così. Risultato: la razza, la mia razza -e scusatemi se parlo di questa, ma onestamente non so se ci siano casi analoghi anche per il taglio delle orecchie- ha rischiato di spaccarsi in due… da una parte i grandi allevamenti nordamericani, arroccati sul cocker con la coda corta, indignati, con le grida più volte ripetute dall’autorevole American Spaniel Club che dicevano più o meno “un cocker con la coda lunga non è un cocker”; dall’altra parte gli allevatori europei, impegnati in una nuova selezione (quella delle code, appunto) ma privati della possibilità reale di confrontarsi e interagire con la ‘casa madre’ della razza; in mezzo tutti gli altri, come i sudamericani, non vincolati da leggi ma molto confusi e comunque obbligati a prendere partito… Una situazione che ha veramente rischiato di fare scomparire il cocker americano così come lo si conosce oggi, perché si davano casi di allevatori che NON vendevano i propri cani alla fazione opposta, di Giudici che penalizzavano fortemente i cani ‘dell’altra parte’. Poi c’è stato un episodio particolarmente virulento: diversi cocker europei, durante una delle specializzate statunitensi più importanti, sono stati eliminati in quanto con coda non tagliata. Sommo gaudio: uno di questi cocker aveva già fatto il campionato proprio negli Stati Uniti!!! Per piacere, immaginate lo sconforto di organizzare e pagare una trasferta col proprio cane dall’altra parte del mondo per poi vedersi negare non dico la vittoria, ma almeno un giudizio… Io non so, credo che questa tragica ‘batosta’ sia servita a schiarire un po’ le idee. Fatto sta che non troppo tempo dopo per fortuna un cocker con la coda corta ha avuto alti riconoscimenti in Europa, ed uno con la coda lunga li ha avuti negli Stati Uniti. Ometto volontariamente nomi e riferimenti precisi, per non fare pubblicità buone o cattive. In ogni caso speriamo che adesso questa crociata sia solo più per i libri di storia, perché per quanto io resti convinta che una mutilazione vada sempre evitata ritengo che anche il rispetto per una cultura differente sia un valore importante, e di sicuro la ‘buona salute’ di una razza dovrebbe avere la precedenza su tutto… sarei curiosa di sapere se il cocker americano è proprio l’unica razza che ha scatenato tutto questo!

    • No, non è l’unica razza: è successa la stessa identica cosa per boxer e rottweiler, con grandi scanni e grandi tumulti tra Germania (Paese che per primo aveva vietato il taglio) e…proprio l’Italia, Paese culturalmente “tagliatore” in cui gli allevatori si sono spaccati in due e spesso presi (metaforicamente) per i capelli. Lo scanno è durato un annetto, giusto il tempo di capire che i cuccioli si sarebbero venduti lo stesso anche integri…dopodiché si sono calmati tutti, perché alla base di queste presunte prese di posizione culturali, continuo a restarne convinta, c’è SOLO il timore di non vendere più cani. Certo, nel caso delle razze tedesche c’era poco da far casino: erano cambiati gli Standard e quindi bisognava adeguarsi… (a parte il fatto che i dobermanisti non si sono adeguati affatto), mentre per il cocker americano è solo una questione di scelte personali: però nessuno mi leva dalla testa che l’unica “cultura” sia quella del “oddio, rischiamo che ci restino i cuccioli sulle corna”. O al massimo “oddio, ci tocca selezionare le code che finora non ci siamo filati di pezza, perché intanto si tagliavano” (falso problema, perché le code sono abbastanza agevoli da migliorare e correggere).
      A rovinare una razza, semmai, può essere solo la stolidità di chi si arrocca su posizioni indifendibili: perché non c’è alcun senso logico nel tagliare la coda al cocker americano, cane che a caccia non ci va praticamente mai e per il quale, quindi, non vale neanche la scusa del “tagliare per prevenzione”. Si taglia perché “si è sempre fatto così”, punto e basta: ma le tradizioni idiote si possono anche cambiare…se si è persone civili.

    • Non sono affatto d’accordo sul dover rispettare una cultura che non rispetta la natura di un esser vivente! Con questo principio si possono giustificare le sanguinose corride, gli stupidi rodei, la caccia alle balene, l’infibulazione, ecc.. ecc.. (potrei continuare all’infinito sulle nefandezze che l’essere umano riesce a fare per la sua “cultura distorta”).
      Tutto quello che hai descritto sulle varie fazioni che si sono date “guerra” è solo frutto della stupidità umana e nulla a che vedere, secondo me, con la selezione della razza. Sai quanto gli può interessare ad un Cocker (o ad un qualsiasi altro cane) di esser valutato?! Ecco.. mentre, sempre secondo me, sarebbe molto più interessato a non farsi tagliuzzare per il piacere di qualche idiota..
      Io credo che un allevatore dovrebbe avere come obiettivo il miglioramento di una razza quindi il benessere dei propri cani e non l’acquisizione di stupidi titoli ad ogni costo!
      Come sempre però l’ambizione rende stupidi..

    • Valeria, Anuk: il problema di base è che NON dipende da noi; se gli americani, su una razza americana, dicono SÌ al taglio, l’unica cosa che si può fare è trovare un’intesa per non perdere e non spezzare la razza. Cercare di offrire e chiedere rispetto per garantire i diritti di tutti, in primo luogo quelli della razza che amiamo. A me sembra che non ci siano alternative. Forse io vedo le cose così perché sono abituata a muovermi con le mie convinzioni che non sono sempre in accordo con quelle degli altri… per esempio io da circa vent’anni non mangio carne, perché ritengo terribile quello che facciamo agli animali da macello, soprattutto negli allevamenti intensivi, però non ho mai pensato che coloro che mangiano carne e avvallano questo sistema siano ‘barbari’, solo che hanno una sensibilità diversa dalla mia, che sono pronta a rispettare… e vi assicuro che sono sincera… infatti ne ho perfino sposato uno!

      • Il discorso dell’essere vegetariano, vegano o onnivoro è diverso : la maggior parte delle persone ignora cosa avviene negli allevamenti intensivi ed in ambito della nutrizione e stata fatta molta disinformazione tanto che esiste gente qui in Italia che mangi kebab (che equivale a prendere della “roba” dall’immondizia, amalgamarla, riscaldarla e poi metterla dentro una piadina)..
        La questione in oggetto è diversa e nessuno viene con il fucile puntato ad obbligarti a fare a fette i tuoi cuccioli. Se si ha a cuore la salute dei propri cani ed il miglioramento di una razza ci si batte per questo, non ci si piega a stupide imposizioni.. Gandhi con la sua non collaborazione pacifica è riuscito a liberare uno stato, mentre gli allevatori non riescono a cambiare uno standard di razza basato su di una atrocità?!?

  8. Premesso che sono assolutamente contrario alle amputazioni, che ad un mio cane non potrei mai far tagliare né coda né orecchie… però… dai bisogna ammetterlo, un Dobbi integro è troppo simile ad un segugio. Perde l’effetto deterrenza, e in una razza da difesa non è poco.
    Tutte le altre razze mi piacciono di più, molto di più, integri ma il Dobbi proprio no… cioè, mi piace come mi piacciono TUTTI i cani, ma perde il suo fascino.

    Infine, dopo aver ribadito che sono contro le amputazioni (non vorrei mai che si travisasse il mio discorso), non sono nemmeno così d’accordo sul definirle a solo scopo estetico, per stupidi titoli, retaggio di stupide credenze. Mah, non mi convincono questi discorsi, mi sembra si voglia semplificare troppo il discorso e trascinarlo solo sul sentimentalismo/animalismo.

    Un dobermann doveva incutere timore al solo vederlo, le orecchie (più che la coda) gli donavano quello sguardo fiero e “terribile”… idem per tutte quelle razze a cui venivano tagliate le orecchie a quel modo.
    Le code in alcune razze da pastore venivano amputate per evitare incidenti, tipo per gli aussie che devono fare un lavoro duro con vitelli e vitelloni, le code sono un punto debole e idem per alcuni cani da caccia.

    Che poi nell’articolo dici che ci si può far male anche da altre parti, vero… un calcio di un vitellone fa sempre male, entrare nei rovi procura sempre tagli. Ma aggiustare e far guarire una coda non è una cosa semplice, non è come steccare una zampa rotta o cucire lo sbrago sul fianco.

    Insomma, tutto per dire che secondo me una volta c’era una certa logica nelle amputazioni previste per alcune razze, oggi invece dobbiamo anche fare i conti con un’etica diversa, e torno a sottolineare per fortuna che è così, ma non possiamo giudicare il lavoro fatto nella selezione in base all’etica odierna.

    • Mah… a parte il fatto che un dobermann integro, se ti fa vedere il suo bel sorriso a 42 denti, l’effetto deterrente ce l’ha eccome…il concetto è proprio che lo scopo del cane è cambiato: il cane da guardia mollato in giardino non ha più senso, perché te lo fanno fuori (orecchie lunghe o corte che abbia). E allora a che serve?
      Anche sul ruolo dei bovari ho serissimi dubbi: vero è che se un bovino ti pesta la coda ti fa male (anche se ti pesta una zampa…e non dirmi che è più difficile curare la coda, perché era forse vero prima che inventassero i collari Elisabetta: l’unico vero problema era che il cane arrivava a leccarsela e quindi a riaprirsi la ferita), ma è anche vero che un cane con la coda ha un’agilità e una capacità di cambiare rapidamente direzione superiore a quello amputato. Quindi, semmai, io direi che il cane senza coda ha più possibilità di essere pestato o scalciato di quello col “timone-coda”; che può virare più facilmente!

      • Beh, stai dicendo le mie stesse cose.

        Oggi è meglio un allarme che un cane da guardia, gli aussie che fanno il loro lavoro sono una percentuale infinitesimale, in italia poi credo sia pari, o molto vicini, allo 0%. Sono perfettamente d’accordo che OGGI siano inutili le amputazioni, anzi oggi le amputazioni sono un handicap dato che i cani ci accompagnano quasi ovunque e devono incontrarsi con altri cani, amputando li rendiamo meno comunicativi… ma resto in disaccordo con il dire che si sono sempre fatte solo per fini estetici e per vezzi dell’uomo.

        Comunque ad una feria della coda non c’è collare elisabettiano che tenga, la coda sbatte ovunque, il cane di un mio conoscente ne ha avuto per un sacco di tempo, non c’erano fasciature e collari che tenessero… riusciva sempre a sbatterla sulla porta, sulla ringhiera, sul muro, sulle gambe e riusciva sempre a far riaprire la ferita. E non era un cane di quelli che venivano amputati, era un meticcio lupoide.

          • Non credo ne abbia uno, nemmeno io ho un kennel… ma soprattutto non capisco come potesse risolvere la cosa. Il cane era stato morso sulla coda, un bello sbrago, per il resto era sanissimo, solo che era troppo felice, era un continuo scodinzolare e sbattere sta benedetta coda ovunque.

          • Il kennel serviva a tenere fermo il cane per il tempo necessario a far guarire la coda, unitamente al collare Elisabetta. Se gli impedisci di leccarsela, ma non di sbatterla ovunque, è evidente che la coda non guarisce. Mi stupisce che il vet del tuo amico non gliel’abbia detto 🙁 . Quando ci sono ferite in punti facilmente “sbattibili” bisogna tenere il cane fermo: è una rottura di scatole per lui, ma non c’è scampo…sempre meglio che portarsi avanti per mesi una ferita che poteva guarire in una settimana.

          • anche io conosco un cane che ogni tanto se la rompe sbattendola qua e la e spruzza i muri di sangue dalla gioia, e fa fatica a guarire per questo motivo… e fa pure male quando la sbatte sulle gambe. ha risolto tenendolo a casa per un po dove non ha nulla per farsi male. pensa… è un labrador razza mai amputata forunta sua. introduciamo l’amputazione anche al labroador? dai…
            io il kennel cel’ho ma non si può tenercelo tutto il giorno e poi felici come sono certi cani se la romperebbero anche li dentro.ma con alcune accortezze magari guariscono prima…non mi sembra una buona scusa per togliere la coda. io tutti sti cani a coda scannata per il fatto che se la rompono in girno non ne conosco di qualsiasi razza/incrocio sia anceh se di razze normalmente amputate o mix di esse. a me me apre una strunzata… o una brutta scusa. come quella delle otiti per le orecchie sentitami dire anche in expo da uno con i bauceron mentre apprezzavo da fuori quelli integri… quando era poco che non si tagliavano più. mi chiedo se ci credono anche o meno…

          • ci deve essere un problema di comunicazione… 1 2 3 prova…. 1 2 3 prova….

            “io sono contro le amputazioni”, ripeto “io sono contro le amputazioni”!!

            La mia etica non mi permette di prendermi un cane a amputargli le orecchie.

            L’esempio del cane ferito alla coda ho ben specificato che era un mix lupoide, non era per dire che era meglio se lo avessero amputato o che ne so io.
            Dico però che curare una coda ferita e/o rotta è un bel grattacapo, ma per i nostri cani facciamo di tutto… ecco una volta il cane doveva lavorare, l’aussie con la coda rotta non solo era un problema per il cane, ma era un problema anche per l’attività… il cane da caccia che non poteva cacciare era un problema non da poco. E’ questo che contesto, dire che le amputazioni erano inutili e fate solo per supidità e/o vanità dell’uomo. Per me no, c’era un perchè… ci sono razze nel gruppo da compagnia dove era richiesta l’amputazione?

          • @Valeria: Il cane era di un mio conoscente, non so dirti se gli avessero consigliato il kennel o meno, lo beccavo in giro ogni tanto e parlavamo 5 minuti e mi aggiornava ogni volta sull’odissea della coda.

            Comunque nemmeno io ho un kennel, non ne ho mai avuto bisogno… se domani il mio cane si ferisse sulla coda come ce lo metto nel kennel per una settimana? Ok, colpa mia che non gliel’ho mai insegnato… ma in 8 anni non mi è mai servito. E torniamo sempre li… oggi abbiamo gli strumenti (leggi kennel per chi ce l’ha), ma una volta?
            Le prime notizie dello spinone Italiano arrivano a noi dalla fine 1700… il boom della razza c’è stato nel rinascimento, molto probabilmente un cane che si feriva alla coda a quel tempo moriva di setticemia, o comunque se la vedeva un gran brutta. Quindi han pensato bene di eliminare il problema in partenza, amputare la coda da cuccioli, giusto? Sbagliato? Giusto per l’etica dei tempi, sbagliato secondo la nostra. Tra qualche anno magari diranno che eravamo noi dei barbari che sterilizzavamo/castravamo come prevenzione.
            Insomma, mi rifiuto di pensare che l’avessero fatto solo per un vezzo estetico.

          • @Valeria: Lo zwergpinscher, parente diretto del german, fu selezionato per la caccia ai topi… poi fu messo nel gruppo 9 ma oggi è tornato nel gruppo 2. I barboni, l’hai scritto anche tu in un articolo sul barbone erano cani da caccia in origine….

            Insomma anche l’aussie è praticamente un cane da compagnia e non un bovaro in Italia, ma io parlo delle origini. Non è polemica la mia, di razze del gruppo 9 sono proprio ignorante, per quelle che conosco io non ce ne sono per cui era prevista l’amputazione.

          • E il boston terrier? Non mi risulta che abbia mai fatto altro che il cane da compagnia…eppure, la coda…ZAC! Perché? Perché “doveva somigliare al boxer” (così come lo zwergpinscher veniva amputato per somigliare al dobermann…e non certo perché i topi gli mordessero la coda!

          • Credevo che il Boston fosse a coda naturalmente corta come il bouledogue… avevo già ammesso la mia ignoranza sul gruppo 9 nè!

            Ma non si trova una foto di Boston integri nemmeno a piangere in cinese!

            Ok, crolla la mia certezza che non ci sono mai stati i tagli SOLO per estetica… per il Boston terrier si, razza selezionata da subito per la compagnia ed amputato per estetica. Mi devo ricredere, son stato smentito…ma solo su questo punto. Generalizzare comunque a tutto il resto non lo trovo comunque giusto.

            Fermo restando che sono contro le amputazioni di qualunque genere, estetiche e/o pratiche… prima che qualcuno si scordi che non sto facendo una campagna PRO-AMPUTAZIONI, non me lo sognerei mai! 😉

            Tornando allo zwergpinscher, sicuramente c’è anche il fattore estetico… come per lo zwergschnauzer, entrambi venivano usati per la caccia ai nocivi, ma soprattutto hanno ereditato entrambi dalle taglie medie da cui derivavano, comprese amputazioni. I barboni, un tempo da caccia e poi da compagnia si portarono dietro anche le amputazioni (inutili ormai) perchè ormai si era abituati a vederli così. E qui, oltre alla storicità della nascita della razza, dell’avanzare nella medicina veterinaria, la coscienza del benessere animale etc etc entra anche l’etica diversa, oggi ci sembra una barbarie inutile ma ripeto, tra qualche anno magari diranno lo stesso di noi per le castrazioni/sterilizzazioni.

          • EC, io non ho mai sostenuto che le amputazioni siano sempre state solo estetiche: inizialmente avevano tutte una motivazione pratica, che però in molti casi è stata smentita dagli sviluppi successivi della scienza o semplicemente della cinofilia. Anche senza parlare di amputazioni…per moltissimo tempo il boxer bianco, per esempio, è stato considerato un cane da sopprimere alla nascita, in quanto albino. Semplicemente non si sapeva – perché la genetica non era ancora arrivata a capirlo – che albino non è… quindi non è che fossero deficienti quelli che lo pensavano, ai tempi: sono stati deficienti, semmai, quelli che hanno continuato a sopprimere cuccioli anche DOPO che si era scoperta la verità .
            Un po’ la stessa cosa vale per i tagli: c’è stato chi ha creduto, in buona fede (e ho confessato anche nell’articolo che ci credevo anch’io!) che le orecchie integre fossero causa di otiti. Poi la medicina veterinaria si è premurata (finalmente) di fare studi e statistiche che hanno dimostrato il contrario… quindi, oggi come oggi, la scusa non regge più ed è stupido continuare ad accamparla. Tutto qua.
            E’ vero che forse domani si scoprirà un rimedio miracoloso contro metriti, piometri ecc. e la sterilizzazione delle cagne diventerà un’inutile barbarie: ma oggi come oggi risulta essere la soluzione ottimale per salvare delle vite, quindi sterilizziamo. Se domani uscisse il rimedio miracoloso e continuassimo ad operare…saremmo stupidi 🙂

          • Bene, stiamo dicendo le stesse identiche cose… devo aver frainteso qualche passaggio dell’articolo, oppure mi son fatto trascinare dai vari commenti sul “contro natura”, atti ingiustificati, barbarie, l’uomo pensa di essere il padrone del mondo etc etc…

          • @EC: perché non è la verità? In passato abbiamo sbagliato ad affettare i cani, per le orecchie sicuramente ed a mio avviso anche per la coda, ed oggi per fortuna ce ne siamo resi conto.. quindi in passato si facevano degli atti barbari..altrimenti sarebbe come dire che lo sport dei gladiatori non era una cosa barbara perché al tempo avevano pensato di risolvere così il problema degli schiavi/prigionieri..

          • Libero di pensarla così, in fin dei conti siamo pur sempre in una finta democrazia! 😉 Probabilmente io e te abbiamo una visione del cane diversa.. l’importante è esser d’accordo sul fatto che oggi non si debba più ricorrere a queste pratiche..

    • Non sono affatto d’accordo. Il lavoro di tagliuzzamento fatto dall’uomo è una cosa CONTRO NATURA, perché se la natura ha fatto ad un esser vivente le orecchie e la coda in un certo modo ci sarà un motivo, o no?! Oppure l’esser umano è superiore persino alla natura e sa meglio di lei cosa sia più indicato per le specie presenti sulla terra?!? (e da come stanno andando le cose su questo pianeta è evidente che non è così..)
      Ma per la miseria, se tu volessi fare il soldato e ti dicessero che per farlo ti devi tagliare le orecchie perché sembri più feroce, tu lo faresti? O per fare il pugile ti taglieresti il naso? E per fare il nuotatore ti “palmeresti” le dita? Suvvia siamo seri, questi atti ingiustificati e feroci sono il frutto della convinzione umana di esser il proprietario di questa terra e di ciò che contiente, quando invece egli ne fa parte come tutti gli altri esseri viventi. E questo non è animalismo, ma è un concetto basilare, che tutti dovremo avere ben chiaro in testa se vogliamo restare ancora a lungo qui!
      Tornando al discorso se il doby con le orecchie non ti piace, a me personalmente fa impazzire, e ti basi solo sull’aspetto esteriore per scegliere un cane allora è meglio che non ti ci accosti proprio a loro, perché la scelta del peloso è una cosa un po’ più profonda.. insomma il cane non è un soprammobile da esibire, è un esser vivente e come tale va RISPETTATO. Quello che è stato fatto in passato è SBAGLIATO ed oggi non vi è più nessun motivo per continuare a percorrere quella strada solo perché si è abituati così.. siamo esser intelligenti o no? allora dobbiamo avere il coraggio di ammettere i nostri sbagli e soprattutto di porvi rimedio..

      • Le razze sono frutto della selezione dell’uomo, non della natura…è l’uomo che ha selezionato le orecchie del basset ad esempio, le ha selezionate lunghe perchè facessero da imbuto e convogliassero gli odori al naso, l’ha selezionato con la coda con la punta bianca e tenuta alta e dritta per far si che fosse ben visibile… e potrei elencarti il perchè di altre orecchie e code… quindi già il tuo punto di partenza non regge, oppure son tutti CONTRO NATURA.

        E poi mi sembra di sentire ancora quello che mi accusava di essere un mostro perchè feci castrare i miei cani. Diciamo sempre che lo facciamo per tenere sotto controllo le nascite e per prevenire i tumori… non è la stessa cosa? Non è sempre calzante l’esempio del pugile che si taglia il naso per non farselo rompere?

        Sul discorso Dobbi non ci torno, perchè o non hai letto quello che ho scritto o… non mi spiego come tu possa pensare che mi baso solo sull’aspetto esteriore e che per me il cane sia un soprammobile da esibire… mah, non me lo spiego proprio.

        • si è vero che abbiamo selezionato le razze atte ad un certo lavoro modificando con la selezione e appunto con la SELEZIONE (e non con l’amputazione) la forma del corpo… ma è un dato di fatto che comunque il cane lo modifichi con la selezione, la coda gli serve per comunicare, in primis e non puoi dire che non sia così. per loro la comunicazione si basa quasi tutta su prossemiche posture movimenti ed espressioni quindi anche scodinzolamenti vari. se gli levi la coda è come se ad un bambino levi le corde vocali… hai presente? e poi come fa notare anche valeria, la coda serve anche nel movimento del cane, per bilanciarsi nei movimenti. quindi non vedo nessun motivo reale per amputare la coda ad un animale comunque codamunito. che poi alcune razze tipo l’australian nascano sia anuri che a mezza coda lo so, ma è una mutazione, tanto che molti nascono comunque anche con la coda e oggi se ne vedono per fortuna tanti integri anche di quelli liberi soprattutto di esprimersi con i propri simili. diciamo.
          Poi parlando delle orecchie, i canidi selvatici hanno le orecchie erette, siamo noi che abbiamo selezionato alcune razze con le orecchie pendenti o semierette… però comunque sono orecchie. un taglio fatto non da macellai (come ne ho viste tante in passato obbrobriose a doby alani e boxer) è invasivo solo nel momento del taglio e della guarigione causando disagi in un periodo importante in cui il cucciolo cresce impara e socializza e causando inutile dolore.quindi non vedo perchè tagliargliele solo per rendere l’aspetto più truce… ma questi cani diciamo che almeno da adulti hanno le orecchie abbastanza sane per usarle per comunicare, forse più di alcuni cani con orecchie troppo grandi che pendono… perchè pure le orecchie sono importante forma di comunicazione per il cane per questo cani da presa con orecchie quasi a zero sono inguardabili povere bestie. perchè se anche a qualcuno l’aspetto piace di più, con un moncherini infinitesimo di orecchie che ti comunincano? anche se… essendo spesso usati (una volta) per combattimenti forse i fraintendimenti fra cani causa di risse, erano pure ben visti in questo caso. insomma… non capisco perchè stagliuzzare i cani solo per gusto estetico.certo anche io guardo ANCHE l’aspetto del cane e non solo il resto ma non approvo le amputazioni… o ti prendi il doby a orecchie lunghe o ti prendi un pastore che ha le orecchie erette di suo insomma…
          per le sterilizzazioni sono invece in parte daccordo con te… ma comunque per il cane e la vita che deve fare è meno invasivo in quanto ripresosi dall’anestesia, la vita che fa non è influenzata dalla mutilazione (o almeno il cane non lo sa ecco o non litiga con i simili perchè non riesce a comunicare bene per essere precisi) anche se per i maschi mi trovo meno daccordo sul castrarli, per loro lo trovo un po’ troppo invasivo salvo non sia curativo per problemi tipo prostata ecc…

        • La mutilazione non è selezione altrimenti oggi avremo cani senza coda ne orecchie dalla nascita.. Non ho mai detto che tu scegli un cane per l’aspetto esteriore, era un un “se” e non un affermazione, quindi forse sei te che devi leggere meglio cosa viene scritto!
          Sulla castrazione non mi pronuncio in quanto ho sentito pareri discordanti e non sono un veterinario!
          P.S.
          Io non mi sento animalista, ne amo il termine in se..

  9. Hanno dimostrato che cani amputati subiscono sensibilmente più aggressioni rispetto agli altri, per problemi di comunicazione. Ma anche se non si arriva all aggressione un cane amputato può integrarsi e socializzare di meno, con tutti gli svantaggi che questo comporta. Anche le orecchie pendenti in forma minore sono strumenti per comunicare, e solo un taglio difficoltoso può renderle più comunicative.

  10. “american staffordhire (spesso confuso con il pit bull)” E’ una novità che l’amstaff è un pit bull??? Mi vien da ridere quando leggo cose tipo ” Amstaff originale (NO PIT BULL)” la gente pensa che il pit bull sia un cane feroce,mordace ecc ecc mentre un amstaff (nome ufficiale del APBT UKC per gli enti riconosciuti dalla FCI) è un angioletto senza stimoli predatori o di dominanza. C’è la storia con tanto di documentazione che parla chiaro,in america un pit bull puo essere iscritto all’ukc come pit bull e all’akc (ente affiliato alla fci) come amstaff ,una volta in italia tale esemplare è un amstaff con tanto di pedigree dove sul questo documento non si vede alcun riferimento sulla registrazione presso l’UKC mentre per quest’ultima la registrazione presso l’akc è obbligatorio indicarla sul pedigree. Gli allevatori di “amstaff” con tanto di sito internet non fanno alcun riferimento alle origini,mentre altri partono dal 1936 ai giorni nostri. Ma prima del ’36 chi era questo cane? La razza è nata dal nulla? E’ venuta su dalla terra come un ortaggio? E’ stato un esperimnto di laboratorio molto ben riuscito?La risposta è una sola : L’amstaff è un pit bull che nel corso della sua selezione non ha ricevuto sangue da altre razze,ma ha ricevuto una diversa posizione sociale spinta dalla politica del tempo per varie ragioni. Nei precedenti articoli da voi pubblicati devo dire che non avete le idee molto chiare,spiegate prima che amstaff e pit bull sono lo stesso cane dove gli allevatori hanno fatto scelte diverse e ora leggo che uno viene confuso per l’altro. Non so se scrivete per convenienza,vi adattate alle circostanze o altro.

    • Non so di che caspita parli.
      L’unico articolo che ho scritto personalmente sull’argomento è questo: http://www.tipresentoilcane.com/2011/05/06/amstaff-e-pit-bull-uguali-o-diversi/ , che mi sembra quantomeno in linea con il tuo pensiero.
      Piuttosto, trovo abbastanza comico che dopo aver accusato gli altri di “non avere le idee chiare” tu sostenga che l’AKC sarebbe “un ente affiliato alla FCI”… ma quando mai!

      P.S.: la frase “spesso confuso con il pit bull” era riferita esclusivamente al discorso “taglio delle orecchie”: infatti al pit bull ADBA nessuno le ha mai tagliate, mentre agli amstaff (e quindi ai pit bull UKC) venivano spesso tagliate in nome di chissà quale “estetica”.

  11. Il tema è scottante e si presta comunque a diverse teorie…personalmente mi piacciono + i cani integri, soprattutto le orecchie. E vale anche per il dobermann. Però è innegabile anche che la selezione delle razze NON sia naturale ma fatta dall’ uomo che ne ha deciso aspetto e funzione. Niente proibisce di rivedere le 2 cose però…però… Devi riselezionare un qualcosa di differente. Incredibile comunque il caso dobermann: il 90% di cani in esposizione sono amputati. Mah

  12. Dopo diversi anni dal divieto di tagliare code e orecchie a fini estetici, la realtà è sempre la stessa. Sia da espositrice che da commissario di ring partecipo spesso alle expo ENCI, e i cani che hanno code e orecchie tagliate sono la normalità, anzi, sono i “preferiti” dai giudici e vanno avanti. I cagnari si sentono così sempre più nel giusto a praticare tali amputazioni, e le allegre famigliole che, vedendo che i cani menomati vanno bene, anzi, vincono, decideranno di affidarsi a questi pseudo-allevatori per acquistare un cucciolo oppure decideranno a loro volta di tagliare coda e orecchie al proprio cane. Qualche mese fa scrissi pure a Striscia la Notizia ma senza ottenere risposta…

  13. Questa la lettera che scrissi a Striscia:

    Cara Striscia,
    Come saprai da anni è vietato tagliare orecchie e code ai cani a fini estetici. È una pratica dolorosa e barbara che non può più essere tollerata. Nonostante ciò, l’E.N.C.I., l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, ovvero l’associazione che si occupa dei cani di razza, l’unico ente ufficiale in Italia, di fatto PROMUOVE le suddette pratiche. Nonostante la legge sul taglio di orecchie e code vieti espressamente anche di esporre i cani “mutilati”, alle Esposizioni di Bellezza l’ENCI accetta la presentazione di cani con orecchie e code tagliate, anche CUCCIOLI. Si parla di esposizioni a cui partecipano anche 1000 cani a giornata, riscuotono molto successo e i visitatori (bambini compresi) si convincono del fatto che non ci sia nulla di sbagliato a mutilare i cani a meri fini estetici.
    Perciò, cara Striscia, ti prego di intervenire, affinché la barbara usanza di mutilare i cani venga BANDITA dall’ente che si autodefinisce “cinofilo”, ovvero “amante dei cani”, anche e soprattutto perché ILLEGALE, e promuovendo cani mutilati e i loro allevatori probabilmente si va un bel po’ contro la legge.
    L’ENCI ha sede a Milano e il presidente è il signor Francesco Balducci.
    Allego un paio di foto scattata ad una esposizione svoltasi qualche giorno fa.

    Fiduciosa del fatto che accoglierete la mia richiesta di aiuto, porgo distinti saluti a tutto lo staff.

  14. Vorrei fare una domanda: chi chiede al cane se preferisce il taglio o della coda e delle orecchie alla castrazione? Il dolore che provano dopo un operazione inutile (se fatta preventiva e non all’insorgenza della malattia) è maggiore o minore di un taglio coda effettuato a 2 gg di vita? Il disagio? i punti? gli antibiotici?? perché i veterinari prescrivono antidolorifici???? E’ perchè questa pratica barbara non viene messa fra il maltrattamento animale??? mentre il taglio della coda che necessita ora di un goccio di anestesia e una cauterizzazione è maltrattamento? Sono proprietaria di un Bracco Italiano a coda lunga e posso assicurare che a caccia non ha nessun problema ma in casa sbatte contro gli angoli dei mobili dei tavolini e delle porte e si ferisce continuamente purtroppo scodinzola molto più in casa che fuori per attirare l’attenzione e mendicare il cibo. Per non parlare avendo una coda molto forte e dura le sciabolate che arrivano a chi gli sta vicino….:-) ringrazio per la risposta. Penso che il post sia ancora molto attuale.

  15. Premetto che non sono riuscita a leggere i commenti precedenti (il cellulare non collabora), spero quindi di non ripetere una domanda già fatta. Mi chiedevo, se un allevatore continua a vendere cuccioli con coda e orecchie amputate, cosa si può fare concretamente? A chi si può segnalare questo “allevatore”?
    Ringrazio in anticipo per la risposta

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.