Eccoci arrivati alle “proporzioni importanti”, che ogni Standard deve citare come corollario della voce “aspetto generale”.
Esaminiamo, dunque, quelle del Siberian husky che abbiamo adottato come cane-esempio:

PROPORZIONI IMPORTANTI:
· Di profilo, la lunghezza del corpo, dalla punta della spalla alla punta posteriore della groppa, è leggermente maggiore dell’altezza del corpo, dal terreno alla punta del garrese.
· La distanza dalla punta del tartufo allo stop è uguale alla distanza fra lo stop e l’occipite.

Come misurare gli indici corporei l’abbiamo visto nella terza parte: lo Standard del SH è comunque abbastanza comprensibile, quando parla delle proporzioni del corpo (altri Standard possono utilizzare termini più tecnici, che comunque abbiamo già spiegato, credo, piuttosto esaurientemente).

La seconda frase, per il neofita, può invece essere fonte di seri dubbi: non dico che la Sciuramaria la intepreterà PROPRIO come nell’immagine a sinistra, ma insomma… diciamo che i termini cinotecnici  “tartufo” e “stop” non sono proprio di immediata comprensione.

Molti sanno che il tartufo è “il naso” del cane: ma in realtà non è proprio così.
Il tartufo è solo la parte distale del naso, che nel suo insieme è composto anche dalla canna nasale (che contribuisce alla costruzione del muso).
E’, insomma, solo la parte pacioccosa, quella su cui facciamo “bip bip” al cane o che stropicciamo e sbaciucchiamo dicendo “bel nasone patatone della mamma”.
Un po’ più seriamente, è la parte che ospita le narici e che è rivestito da una ricchissima mucosa provvista di ghiandole sudoripare (mentre la pelle del cane ne è priva). Il tartufo svolge funzioni tattili (è in grado di registrare anche lievissime vibrazioni), e parte di quelle olfattive (le altre si svolgono all’interno delle canne nasali, che ospitano i recettori olfattivi:  220 milioni in media nel cane, mentre noi ne abbiamo circa 5 milioni).

Comunque, per “punta del tartufo” si intende proprio la “punta del naso”: mentre lo stop è la cosiddetta depressione (o salto) naso-frontale, ovvero quella specie di solco che divide appunto la fronte dalla canna nasale e che può essere più o meno vistoso ed evidente a seconda delle razze (in alcune non è proprio desiderato alcuno “stop”). se ne deduce che, in cinotecnica, la “distanza dalla punta del tartufo allo stop” è quella indicata nella figura a sinistra dalla linea AB.

E l’occipite, ando’ sta?
Questo è un po’ più difficile, perché nel cane vivo non si vede: bisogna immaginarselo, avendo presente un teschio di cane (su, su, Sciuramaria, non faccia così: tra poco è Halloween, pensi che sia un teschio di plastica).
La punta dell’occipite (detta anche “protuberanza occipitale”) è in pratica la “nuca” del cane, che in alcune razze si apprezza abbastanza bene perché il cane ha proprio una bella “bozzona” che si vede ad occhio nudo: in altre razze, specie quelle molto pelose, è più difficile vederla a occhio, ma si palpa sempre molto facilmente mettendo una mano sulla testa del cane.

Individuati tutti i punti, diventa molto semplice misurare le distanze citate dallo Standard, ricordando che quelli appena esaminati si chiamano anche rapporti cranio-muso (infatti AB corrisponde alla lunghezza del muso, e AC a quella del cranio, mentre BC è lunghezza totale della testa): quindi potrà capitarvi di sentir dire (o di leggere su alcuni Standard) “rapporto di 1:1” (lunghezze uguali, come abbiamo visto nell’husky) , o  “1/3: 2/3” (muso sensibilmente più corto del cranio, come nel boxer).
Potreste anche leggere, come nello Standard del Cane corso: “la lunghezza del muso corrisponde ai 3,4/10 della lunghezza totale della testa”, perché gli Standard italiani sono precisini e puntigliosi al millimetro.
Ma il concetto è sempre quello e le proporzioni di cui si parla sono sempre quelle.
Se i redattori dello Standard sono stati particolarmente bastardi, potrete trovare anche termini come “inion” e  “nasion”: niente paura, sono sempre gli stessi punti! L’inion è la punta dell’occipite, il nasion corrisponde allo stop.
Ovviamente ogni Standard dà indicazioni diverse, perché le teste non sono tutte uguali (anzi!), ma quando si sono identificati i punti anatomici a cui si fa riferimento diventa tutto piuttosto semplice.

Le cose si complicano leggermente, invece, quando si fa riferimento all’indice cefalico.
Per esempio, lo Standard del mastino napoletano, a cui abbiamo accennato già nella terza puntata, dice che la testa è “brachicefala, massiccia, con cranio largo agli zigomi”.
E la Sciuramaria, giustamente, si chiede: brachiCHE?
Ma forse no, se ci ha seguito fin qui: perché sapendo già cosa significano termini come “brachimorfo”, “mesomorfo” e “dolicomorfo”; non faticherà molto a capire che, quando si parla di testa anziché di tronco, i termini mutuano semplicemente in “brachicefalo”, “mesocefalo” e “dolicocefalo”.
E anche questi li ricaviamo con la formuletta – facile facile – dell’indice cefalico, che è la seguente:

larghezza della testa x 100

_____________________

lunghezza della testa

La lunghezza della testa abbiamo appena visto come si misura (è la linea BC: dalla punta del tartufo alla punta dell’occipite).

La larghezza corrisponde alla distanza tra gli zigomi (e infatti si chiama distanza bizigomatica), che stanno esattamente dove stanno sulla faccia nostra, quindi non sono poi così difficili da trovare. Come sempre, nei cani con molto pelo non saranno individuabili a occhio, ma toccando la testa del cane si individuano facilmente.
E adesso che abbiamo preso le misure, ci bastera sapere che in base all’indice cefalico possiamo avere queste tipologie (NOTA: secondo alcuni autori la misura di riferimento è 54 e non 50, e il cane viene definito mesocefalo quando ha un indice tra 50 e 54:  ho preferito usare il 50 perché si ricorda più facilmente):

IC > 50 = cane brachicefalo
IC di 50  = cane mesocefalo
IC < 50 = cane dolicocefalo

Ovviamente il tipo brachicefalo avrà  faccia corta e testa larga (bulldog, boxer, carlino, pechinese, mastino napoletano ecc.)
Il mesocefalo avrà un testa di tipo “medio”, con rapporti molto armonici (pastore tedesco, siberian husky,setter inglese ecc.)
Il dolicocefalo avrà testa lunga e stretta (collie, levrieri).
Quasi sempre ad una corporatura brachimorfa corrisponde una testa brachicefala, ad una corporatura dolicomorfa una testa dolicocefale e così via: esistono però alcune eccezioni, per esempio nel caso del boxer e del cane corso, che sono brachicefali mesomorfi.

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4 Commenti

    • Grande…li avevo messi al contrario. Il fatto che non se ne sia accorto nessuno prima di oggi mi fa capire quanto sia stato letto questo articolo…oppure quanta gente sappia cos’è un indice cefalico. SIGH! 🙁

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.