Sì, lo so e lo confesso: ho rubato il titolo di questo articolo (anzi, di quella che sarà una serie di articoli).
L’ho copiato all’etologo austriaco Eberhard Trumler, autore de  “Il cane preso sul serio“, uno dei libri che hanno costituito la mia “Bibbia” personale in campo etologico, anche perché negli anni ’70 erano praticamente gli unici esistenti sul cane (ma a mio avviso dovrebbero essere letti e riletti anche da tutti i “guru” – o aspiranti tali – del terzo millennio).
Il titolo, dunque, va considerato innanzitutto un tributo: ma non è “solo” questo.
Infatti ho detto, scritto e ripetuto in ogni possibile salsa che di cucciolate fatte “ad capocchiam” non dovrebbero MAI nascerne.
Ho spiegato (e ci tengo a ribadirlo) che non è assolutamente vero che la cagna debba partorire almeno una volta nella vita, e che il maschio non ha assolutamente “bisogno” di accoppiarsi: per entrambi l’unica vera prevenzione contro una lunga serie di patologie – di cui abbiamo parlato in diversi altri articoli – è la sterilizzazione/castrazione.
Ho caldamente consigliato alle Sciuremarie di non preoccuparsi per il presunto “istinto materno” della cagna, che non esiste fino al momento in cui nascono effettivamente i cuccioli, e di non sentirsi assolutamente “obbligate” a far accoppiare Fufi e Bubi… ma, detto tutto questo, vorrei fosse ben chiaro che non  intendo certo promulgare l’estinzione della specie canina!

Le cucciolate si possono fare. Certo che sì.
E non è neppure detto che debbano essere riservate agli allevatori professionisti.
DEVONO, però, essere “prese sul serio”.
Ovvero, devono essere riservate a persone che sanno quello che fanno, che non improvvisano, che non pensano che basti “lasciar fare alla natura”, perché purtroppo non basta affatto.
NO alle cucciolate ad capocchiam, insomma, ma sì alle cucciolate responsabili, informate, ben curate e soprattutto che non rischino di finire in mano al primo che passa, pur di levarsi di torno i cuccioli cresciutelli e diventati un impegno insostenibile.
E siccome non possiamo chiedere alle persone di informarsi senza essere i primi a fornire questa informazione, ecco che proveremo a stilare un mini-manualetto per chi voglia intraprendere questa vera e propria Grande Avventura.
Iniziamo col “prima”: e cioé con tutto ciò che bisogna  fare per preparare al meglio – e poi far effettuare – l’accoppiamento.
Spesso, infatti, si considera il concetto di “cucciolata” solo a partire da metà gravidanza o giù di lì… mentre in realtà le cose più importanti vanno fatte ancor PRIMA  che i cani si accoppino.
Preciso che, non essendo io un veterinario, non mi addentrerò in particolari tecnici ma mi limiterò ad accennare ai vari punti che ritengo importanti: se poi vorrete approfondirli, potrete chiedete al vostro medico di fiducia.

Iniziamo questa panoramica pre-cucciolesca con uno specchietto che illustra le varie fasi del ciclo estrale, che riassumiamo qui velocissimamente, giusto per aver chiaro di cosa parleremo nel proseguo dell’articolo.

LE FASI DEL “CALORE”
Tutti sanno (almeno, spero!) che la cagna accetta il maschio solo “quando è in calore”. Non tutti sanno, invece, che le fasi del ciclo estrale sono quattro, e cioè:
a) proestro: è la fase che precede l’ovulazione. In questo periodo la cagna potrebbe manifestare cambiamenti caratteriali (nervosismo, aggressività o timidezza), urinerà più spesso e la vulva comincerà ad ingrossarsi, dopodiché inizieranno le perdite di sangue. In questa fase i maschi (esclusi quelli più esperti, che già hanno capito l’antifona) sono interessatissimi all’oggetto… ma l’oggetto non ci sta.

b) estro: è il periodo in cui avviene l’ovulazione, autonoma come nelle donne (e a differenza delle gatte, nelle quali è indotta dall’accoppiamento) e la cagna “ci sta”: cosa che dimostra non solo ai cani, ma a chiunque le passi a tiro, assumendo atteggiamenti inequivocabilmente languidi e spostando la coda di lato (specie se le grattiamo la schiena, ma non solo). Le gatte in calore sono ancora più esplicite (e più spudorate), ma pure le cagne non scherzano: quindi la scusa degli accoppiamenti casuali avvenuti perché “non mi ero accorto che era pronta” stanno assai poco in piedi.
Nel periodo dell’estro la vulva appare molto gonfia, mentre le perdite diventano giallastre e poi scompaiono del tutto o quasi.


ATTENZIONE: tutti i libri del mondo vi diranno che l’estro dura 8-10 giorni, massimo 15.
Be’… NON E’ VERO!
So di cagne che sono state disponibili all’accoppiamento al 25° e perfino al 28° giorno (con esito positivo, ovvero rimanendo gravide), ed è quasi la norma che si abbiano accoppiamenti fertili al 16-17° giorno.
Il modo migliore per conoscere il giorno “giusto” è fare uno striscio vaginale (ed eventualmente anche l’esame del progesterone): ma di questo parleremo più avanti.
Per ora limitiamoci a ricordare che il “fatidico” dodicesimo giorno non è assolutamente un punto fermo, ma solo un’ ipotesi basata sulla media statistica…e che la cagna va tenuta sotto controllo, per evitare accoppiamenti non voluti, ben oltre questa data.

Ricordiamo anche che l’ovulazione non finisce con l’accoppiamento e che quindi una cagna può, teoricamente, essere fecondata anche in giorni successivi, anche da maschi diversi e anche mettendo al mondo cuccioli figli di più padri
Questo sta probabilmente alla base di una delle più famose “cugginate” del mondo, ovvero della credenza nella cosidetta telegonia (la cagna di razza coperta da un bastardino poi farebbe cuccioli meticci per tutta la vita).

c) diestro: coincide con la fine dell’estro: il livello di progesterone è sempre alto, che la cagna sia gravida o meno. In questa fase la cagna non è più disponibile all’accoppiamento (e può nuovamente essere liberata anche al parchetto, in mezzo ai maschi).

d) anaestro: è il lungo periodo di riposo sessuale tra un calore e l’altro. L’attività ormonale è sopita e la cagna non suscita l’interesse dei maschi (esclusi i maniaci sessuali, che ci provano sempre e comunque e per i quali è caldamente consigliata una terapia comportamentale).

NOTA: per favore, Sciuremarie, non dite che “la vostra cagna ha le mestruazioni”. E’ una cosa di una tristezza infinita, anche perché il sangue che fuoriesce dalla vulva della cagna è causato dalla congestione e conseguente ipervascolarizzazione di tutto il tratto genitale, e non dall’espulsione della mucosa uterina, come avviene nella donna (in realtà quello della cagna è vero e proprio sangue: quello mestruale no). Insomma, mestruazioni umane e calore canino sono due cose ben diverse. Non facciamo confusione.

E adesso occupiamoci delle cose da fare in vista di un accoppiamento:

1 – Chiedersi se il nostro cane merita davvero di essere messo in riproduzione.
Il primo passo, ovviamente, non è tecnico ma – diciamo così – etico. Non soltanto i proprietari di meticci, ma anche quelli di cani di razza (o presunti tali) devono ricordare – anzi devono mettersi bene in testa – che la riproduzione dovrebbe essere riservata  SOLO ai cani sani e di buon carattere (indipendentemente dalla razza o non razza), perché il carattere viene trasmesso ai figli e – purtroppo – vengono trasmesse anche molte patologie genetiche.
Se il cane è di razza, dovrebbe essere anche tipico: questa a mio parere non è proprio una conditio sine qua non (anche i meno belli hanno diritto di vivere e di essere amati: altrimenti saremmo in tanti a doverci sparare, eh), ma viene quasi da sè se guardiamo alla riproduzione in senso zootecnico, ovvero se la vediamo come “continuazione e miglioramento di una razza”.
Una ciofeca la razza la perpetua, questo sì: ma di sicuro non la migliora.
Se però vediamo la riproduzione solo come mezzo “per avere un cucciolo della Fufi, perché la amiamo tanto“, o per motivi similari…allora non è indispensabile che padre e madre siano esemplari da esposizione. Invece è indispensabilissimo (superlativo sgrammaticato ma necessario) che siano sani e di buon carattere.

Quindi: prima ancora di pensare al maschio (o alla femmina) da utilizzare come partner del nostro cane, osserviamolo togliendoci dagli occhi le clamorose fette di prosciutto che ci piazza l’amore.
Chiediamoci – serenamente e con molto senso critico – se il nostro cane sia veramente equilibrato, sereno, sicuro di sé (e, nel caso sia di razza pura, se abbia le doti caratteriali richieste dal suo Standard).
Dopodiché facciamogli fare tutti i test possibili per escludere la possibilità che sia portatore di patologie ereditarie.
Se è un cane di razza pura, faremo gli esami relativi a quelle che la interessano; se è un incrocio o un meticcio totalmente “fantasia” dovremmo comunque fare almeno una radiografia per la displasia dell’anca e del gomito, un esame degli occhi per le patologie oculari, un ecodoppler per valutare la possibilità di patologie cardiache.
A chi stesse pensando “ma va la’, figuriamoci se spendo tutti quei soldi per far accoppiare la mia cagnina fantasia”, SCONSIGLIO già vivamente di fare questa cucciolata.
Se si parte infischiandosene della possibilità di mettere al mondo cani destinati ad una vita di sofferenze, poi non si può certo andare a dire in giro che “abbiamo deciso di far coprire la Fufi perché la amiamo tanto“.
Quando si ama qualcuno non si può sorvolare sul fatto che i suoi figli possano essere malati.
Quindi, se già pensate di speculare sulla pelle dei suoi futuri piccoli, NON amate affatto la vostra cagna: o almeno, non la amate nel modo giusto.
Fatevene una ragione e lasciate perdere, grazie.

2 – Chiedersi dove andranno a finire i cuccioli
Questo è un problema sicuramente più pregnante per i proprietari di cagnine fantasia, perché questo nostro mondo – che ci piaccia o meno – è costituito prevalentemente da amanti dell’estetica e del cane-status-symbol: quindi i cani di razza sono sempre relativamente facili da piazzare, mentre con i meticci si fa una fatica immane.
Far nascere cuccioli “sperando che prima o poi qualcuno se li pigli” è un atto di tale irresponsabilità che mi verrebbe da definirlo quasi immorale: quindi, per l’amor del cielo, NON contate sul fatto che amici e parenti vi abbiano detto, in millemila occasioni, “se farai fare i cuccioli alla Fufi, ne voglio uno!”
Il 99,9% di queste persone, messe di fronte a un cucciolo reale e non più solo ipotetico, accamperebbero tutte le scuse possibili per defilarsi: quindi, prima di pensare all’accoppiamento, fate un bel giro di telefonate e fatevi confermare tutte queste presunte disponibilità all’adozione. E finché non avrete almeno 5-6 persone che sicuramente si impegnano a prendersi un cucciolo, non fate alcun accoppiamento.

3 – Chiedere le stesse garanzie al proprietario del partner
Per quanto riguarda i cani di razza, nessun maschio dovrebbe neppure avvicinare una femmina se non regolarmente testato per le malattie ereditarie: e infatti questo succede per i cani di allevamento, anche perché ormai quasi tutti i Club sono abbastanza severi nei controlli.
Il cane del privato spesso viene accoppiato “di straforo” senza alcun test, ma solo perché le Sciuremarie non li chiedono: così come succede con i meticci.
Eppure serve a poco testare la Fufi per tutte le patologie del mondo, se poi la facciamo accoppiare col primo cane che passa: infatti il patrimonio genetico dei cuccioli sarà diviso al 50% tra geni paterni e materni.
Quindi tutti e due i genitori devono essere testati: altrimenti, cari proprietari di maschietti, nun se tromba!
Se le Sciuremarie cominciassero ad avere tutte la pretesa di vedere almeno una radiografia e un ecodoppler, di cucciolate se ne farebbero forse meno…ma nascerebbero anche meno cani destinati ad una vita infelice.
Soprattutto i proprietari di meticci che predicano l’importanza dell'”amore libero” tra cani dovrebbero meditare un bel po’ sul fatto che “amore libero” non può e non deve significare “amore che darà frutti malati”.
Troppo comodo “lasciar fare alla natura”: alla natura interessa esclusivamente che si conservi la specie, ma dei singoli individui se ne infischia. Noi, invece, no. Noi siamo quelli che proclamiamo di amare i nostri cani come se fossero nostri figli. Però, quando siamo incinte noi, i test premilinari li facciamo, eccome.
E’ vero, noi abbiamo la mutua e la Fufi no: ma l’amore mica si conteggia in euro.
Se amiamo il nostro cane (o la nostra cagna), accertiamoci che i suoi futuri cuccioli siano sani. Altrimenti…no accoppiamento, no party. Che dopotutto mica ce l’ha ordinato il medico, di fare una cucciolata.

4 – Sverminare la femmina e farle un richiamo vaccinale
L’ideale sarebbe farlo appena prima del presunto inizio del calore. Ma anche una o due settimane prima va bene.
Le sverminazioni  andranno ripetute (ne parleremo nella parte relativa alla gravidanza), la vaccinazione ovviamente no.
Per quanto riguarda la vaccinazione, ricordiamo che una cagna non andrebbe MAI accoppiata prima del terzo calore, quindi intorno ai 18-20 mesi, in media.
A questa età avrà completato da tempo il suo primo ciclo vaccinale e già effettuato almeno un richiamo… quindi, se avete in mente di farla accoppiare, aspettate a farle il richiamo di quell’anno e fateglielo fare poco prima dell’accoppiamento: infatti è stato ormai assodato che la copertura vaccinale dura molto più a lungo degli 11-12 mesi previsti nei vecchi protocolli.
Quindi, se il richiamo annuale era previsto – mettiamo – per gennaio, ma voi avete previsto di far coprire la cagna a giugno, ritardate pure il vaccino fino a maggio. Lei non corre alcun rischio, e in compenso i cuccioli disporranno di anticorpi più “freschi” e vitali, che assumeranno con il colostro (la secrezione emessa con la prima lattazione) e che li renderanno a loro volta immuni dagli agenti patogeni coperti dalla vaccinazione per una cinquantina di giorni. .

5 – Fare la prevenzione contro l’Herpes virus e un esame citologico vaginale
L’Herpes virus è uno dei maggiori responsabili (anche se non è certo l’unico) dei casi di infertilità, riassorbimento fetale e morte neonatale.
La sua diffusione è ormai talmente elevata che è diventato quasi indispensabile immunizzare la cagna con il considetto “vaccino”, che in realtà non è  un vaccino vero e proprio, visto che agisce per un periodo limitato, ma che comunque previene tutti i problemi legati a questo virus.
In alternativa si può seguire un’altra strada, e cioè quella di testare entrambi i partner (sieroneutralizzazione, più affidabile, o test ELISA: strada consigliata agli allevatori, visto che i loro riproduttori fanno diversi accoppiamenti. Meno al privato che, solitamente, fa fare una sola cucciolata alla sua cagna (anche perché, dopo aver provato una volta, non ci pensano proprio a ripetere l’esperienza).
Il vaccino per la cagna va somministrato in due trattamenti: il primo si può fare dall’inizio del calore al quindicesimo giorno successivo all’accoppiamento; il secondo va fatto da 1 a 2 settimane prima della data presunta del parto. Il vaccino ha lo scopo di passare al feto e poi al neonato (tramite il colostro, ovvero la prima lattazione) gli anticorpi necessari a combattere la possibile infezione erpetica: quindi i cuccioli nati da una cagna positiva saranno infetti, ma non si ammaleranno.
Il trattamento va ripetuto ad ogni gravidanza, perché la concentrazione degli anticorpi rimane sufficientemente alta solo per poche settimane. Per questo non  è possibile immunizzare i maschi, ma soltanto le femmine.
Quando si va dal veterinario per il vaccino contro l’Herpes virus è bene fare anche uno striscio vaginale per escludere la presenza di altri virus o batteri che potrebbero compromettere la gravidanza.

6 – specie per le razze più soggette a palatoschisi (tutti i cani a muso corto), iniziare la somministrazione di acido folico (folina) almeno un mese prima dell’accoppiamento (anche due mesi), continuandola fino al 40° giorno di gravidanza.

E finalmente siamo arrivati al dunque… a meno che non vi sia già passata la voglia, ovviamente: ma i punti che abbiamo visto finora sono tutti importanti e bisogna assolutamente seguirli, se si vuole far nascere una cucciolata secondo i migliori criteri di selezione etica e sanitaria.
Certo, è fatica. Certo, ci sono dei costi. Certo, è una rottura di scatole.
Ma questi cani, li amiamo o no? E allora facciamo tutto quanto è in nostro potere per tutelare i futuri cuccioli: oppure, ripeto, tripeto e quadripeto…evitiamo di farli nascere! Perché  NON è obbligatorio.
Se invece abbiamo fatto tutto per benino, possiamo passare alle “vie di fatto”, ovvero permettere ai nostri cani di accoppiarsi con il partner che abbiamo scelto per loro… però di questo parleremo nella prossima puntata, perché questa è già abbastanza lunga così!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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51 Commenti

  1. Ciao, come al solito un bell’articolone che desidero condividere facebookiamente per perpetuare la mia lotta all’ignoranza umana e all’abbandono dei cani ” nati per errore “.Buon lavoro.

  2. Chiedo conferma sulla mia impressione, cioè secondo me sono più esenti da malattie cagnolini fantasia figli di incroci su incroci , che fantasia discendenti da due razze diverse (padre di una razza, madre di un altra razza).
    E poi, stilando una casistica, come arrivano che so a 10 anni tutti quelli di razza e come ci arrivano quelli fantasia? Quanti e con quale frequenza i problemi generali dei cani di razza, e quanti quelli di fantasia-fantasia, lontanissimi da una razza?

    • La tua impressione purtroppo non trova riscontro scientifico.
      Per quanto si supponga che possa esistere in molti esseri viventi, cani (e uomo) compresi, finora il vigore ibrido è stato dimostrato scientificamente solo nei piselli.
      In realtà qualcosa di vero nella maggiore longevità/robustezza dei meticci figli di “incroci su incroci”, come li hai definiti tu, c’è: ma sembra che non sia dovuto tanto alla mescolanza di diversi genotipi quanto piuttosto al fatto che i cani, lasciati liberi di riprodursi naturalmente, tendono al modello selvaggio, ovvero al tipo lupoide/spitz di media taglia, che è in generale quello più robusto e longevo. Però gli stessi identici pregi si riscontrano in cani di razza pura con le stesse caratteristiche fisiche.
      Può esserci qualcosa di vero anche nel ragionamento opposto, ovvero che i cani di razza “troppo” pura, ovvero quelli molto consanguinei, possono essere mediamente meno rubusti/longevi: ma anche qui il problema non sta nella povertà genetica, quanto nella qualità dei geni stessi. Se cominci ad allevare partendo da una coppia di cani che non hanno alcuna patologia nel loro corredo cromosomico, poi puoi accoppiare padri, madri, sorelle e cugini per millemila generazioni senza che si indebolisca un bel nulla. Se invece in quella coppia iniziale c’è una tara, anche minima e anche nascostissima… prima o poi la magagna esplode. Ma non è colpa della consanguineità in sé: è colpa del fatto che hai usato geni tarati.

      • I cani lasciati liberi tendono alla regressione ancestrale, e questo già di per se elimina i tratti fisici particolari (morfologicamente assurdi, rei di svariati problemi) di alcune razze, perchè geneticamente recessivi.
        Non credo assolutamente al fatto che si possano accoppiare parenti stretti millemila volte senza nessuna conseguenza pur se sono sanissimi. C’è il termine “depressione da consanguineità” .
        Da qualche parte ho letto che i cani hanno più cromosomi di quelli che servono per riprodursi, ma quelli di razza ne stanno perdendo dei pezzi, ora non ce ne accorgiamo perchè all’apparenza non sono necessari, ma si stanno impoverendo.
        Il mio parere è che quella delle razze è una strada che arriverà al baratro, forse portandosi dietro tutta la specie cane, perché le razze purissime si indeboliscono da sole, quelle meno pure (un po più ricche geneticamente) si portano dietro malattie ereditarie. Talvolta se le portano dietro anche i campionissimi, provate a pensare a cosa succederebbe se di colpo ci accorgessimo che una qualche malattia genetica è dentro tutti i cani di una singola razza, se non si trovasse più un individuo sano (ma anche lo si trovasse, un singolo individuo eletto a rifondatore porterebbe miseria genetica).
        Vorrei parlare delle banane, un monito: ne esistono tante varietà ma solo una è coltivata e mangiata: non è la più buona. Quella più buona era coltivata come l’attuale, ma si è estinta. Magari si estinguerà anche l’attuale prima o poi.

        Comunque, se i meticci di meticci non hanno una percentuale di malattie (difetti genetici) molto superiore ai cani di allevamento, tutto questo articolo ha secondo me valenza solo per mettere in guardia sui discendenti diretti dalle razze (di razza o incroci di due razze), che sono quelli secondo me più a rischio ( ma per il fatto che esistono le razze e gli allevatori, non per via dell’opposto). Perchè che cosa succedeva migliaia di anni fa, con i cani? senza esami ne nascevano tanti malati come oggi? non si può rispondere a questo dicendo che una volta non si facevano problemi, ne nasceva uno storpio lo uccidevano. NOn sta in piedi

        • Giampi, la cosidetta “depressione da consanguineità” è stata ipotizzata (e mai provata) esclusivamente nei confronti della fertilità e della mortalità neonatale.
          Non c’entra una cippa con la robustezza e la longevità. Non puoi fare un calderone con tutto quello che trovi a sfavore della consanguineità e mescolare il tutto! E soprattutto, non puoi partire dal presupposto che “razza pura” e “consanguineità” siano per forza sinonimi. E’ evidente che quasi tutte le razze sono partite da un inbreeding molto stretto, specie quelle che dovevano fissare caratteri che non esistono nel modello selvaggio: ma non sta scritto da nessuna parte che si continui ad allevare così. Si alleva anche in linebreeding e in outcross.
          Cosa succedeva migliaia di anni fa? Non lo so e non mi interessa, perché è parlare di lana caprina.
          Tu guarda cosa succede OGGI nei cani allevati ad capocchiam (e quando parlo di “allevare” parlo di accoppiare due cani, non di accoppiare due cani di razza) e vedrai che dove c’è vera selezione c’è vigore, longevità, robustezza, fecondità. Dove non ce n’è, ci sono malattie di ogni genere, morti precoci, cani storpi, ridotte difese immunitarie eccetera eccetera. Succede anche negli allevamenti che non selezionano, ma “accoppiano” e basta: certo che sì. Ma il tuo presunto vigore ibrido viene clamorosamente smentito da migliaia di cucciolate che all’età adulta manco ci arrivano, o se ci arrivano ci arrivano male. La buonanima di mia suocera “allevava” i suoi cani di campagna col tuo criterio: ognuno si accoppiava con chi gli pareva. L’ultima cucciolata nata in casa sua era figlia di due fratelli (avevano deciso loro, mica gli umani!), meticci da generazioni e generazioni, proprio fino alla notte dei tempi: il risultato fu due cuccioli morti poco dopo la nascita, una epilettica (quella che poi visse quasi trent’anni…) e uno storpio. Evidentemente i geni bacati stavano lì in attesa…l’accoppiamento casuale tra fratelli ha fatto esplodere tutto il potenziale distruttivo che c’era dietro.
          Scordati che la risposta sia nell'”allevare bastardi”. L’unica risposta sensata sta nell’allevare BENE, ovvero cercando di eliminare dalla riproduzione i genomi tarati. E questo lo fai solo con la selezione…che può comprendere anche l’uso della consanguineità proprio per evidenziare gli eventuali problemi che una linea di sangue si porta dietro.
          Certo, se allevi alla cazzo di cane (scusa il francesismo) non migliori un accidenti: ma non è colpa del fatto che esistano le razze. E ‘ colpa del fatto che esistano gli idioti!

        • giampi per me dimentichi 2 cose
          1)Una legge della medicina (e della vita in generale) impone che se una razza ha x malanni e tare genetiche, e con la bacchetta magica li faccio sparire, la natura provvederà simpaticamente a riportare a x il numero di malanni e tare genetiche. Cioè anche se fare incroci su incroci apparentemente servisse, la natura, che è più scaltra e forte di noi, provvederebbe a dargliene nuovi problemi. E’ uno dei contro dell’evoluzione (per evolvere una specie nella prole ha piccoli cambiamenti nel bene e nel male. e non credere che la selezione naturale elimini tutti i caratteri negativi. non è così).
          Un esempio è il cugino lupo, per caso è un highlander invincibile? I cani partoriscono anche 2 volte in più all’anno ed ogni cucciolata è anche 3 volte superiore in numero di cuccioli perchè il cane può permetterselo, il lupo no. Morirebbero tutti se ci provasse.Eppure è un incrocio naturale, da qui si capisce che non è che il naturale sia per forza sempre salutare. Ma contano cose come il benessere, il tipo di selezione, etc etc.
          2)l’erba del vicino è sempre più verde, ovvero conosci per caso animali “ancestrali” per esperienza diretta? Quel che frega molti è che pensano alla natura con gli occhi dei documentari, tutti animali sani e forti. Bè, quanti cuccioli sani e forti arrivan a morir di vecchiaia e quanti cuccioli nascono? Il lupo displastico muore e non lo vedi, il labrador displastico rimane tra noi, il meticcio displastico spesso rimane in canile a soffrire lontano dagli sguardi, quindi la nostra percezione rimane sulla razza, perchè sfortunatamente si vede solo la realtà parziale
          3) chiedi di stilare un casistica. bene, stiliamola tra meticci, cani di privati, allevamenti seri ed allevamenti dubbi. Ho visto molti cani con maletttie “di razza”, ma se devo dir la verità gli esemplari che stavan bene prevalentemente venivano da veri allevamenti, quelli che stavan male eran
          -figli di fufi e fufa incrociati per vezzo dei proprietari solo perchè aven il ped e volevano tanto un maritino/mogliettina
          -allevamenti molto dubbi (un pt vale 500 euro perchè chiederne più di 1000 è solo un furto? ok, ma se la maggior parte dei pt da 500 euro stà male e la maggior parte dei cani pt da 1200 euro stà benone due domande me le farei..)
          allevamenti dell’est (stesso di cui sopra. ho visto troppe persone lamentarsi che lo shar pei è fragile e pieno di problemi, altre che è un cane vero e non ha problemi particolari. Il fatto che i secondi l’abbian pagato 1000 euro in più girando e girando allevamenti per sceglierlo con cura dici che non influisce?)
          Quindi questi “cani di razza”non devon entrare nelle graduatorie con quelli selezionati veramente. Il senso dell’articolo è questo, almeno così mi è parso, scartare la superficialità ed imporre una selezione al pari (se non migliore, perchè geni di bassa qualità in natura passan comunque, noi possiamo evitarlo) di quella naturale e non far passare tutte le porcate possibili.

        • l’universo canino è pieno di tratti fisici creati dall’uomo “dominanti”. Non è vero che sono tutti recessivi… Solo per citarne qualcuno: il nanismo anacolimorfo (bassotti) è dominante; il merle è dominante (e letale se doppio); la cresta del ridgeback è dominante; il dolicomorfismo (levrieri) è dominante.. Tra l’altro eliminare un tratto dominante è piu’ semplice e piu’ immediato che non eliminarne uno recessivo: basta non usarlo in riprdouzione; Ma indipendentemente da ciò la regressione ancestrale dipende solo dalla funzionalità adattata all’ambiente. L’ambiente crea il tipo ideale con la miscela giusta, indipendentemente dal fatto che le mutazioni coinvolte siano recessive o dominanti.
          I tratti “morfologicamente assurdi” non sono necessariamente associati a problemi (perfortuna). Dipende dal singolo caso… una coda portata ad anello sul dorso piuttosto che con portamento normale, il colore tigrato piuttosto che fulvo, una testa un po’ piu’ stretta, gli assi craniofacciali divergenti… non sono di per se problematici… dipende dall’ambiente, ma spesso sono ininfluenti e il loro perpetuarsi quando la riproduzione è lasciata a sé dipende dal caso… dalle singole vicende.

          I cromosomi del cane servono tutti :)… perderli vorrebbe dire originare un’altra specie (fose tra qualche miliardo di anni se crediamo alla teoria evoluzionistica). Quello che si perde per strada in caso di popolazioni ristrette sono alcuni geni che si trovano sui cromosomi. Ti faccio un esempio terra terra comprensibile. Metti che tu allevi dei labrador e parti con una coppia, un nero e un giallo. E poi continui ad accoppiarli tra loro, figli, sorelle fratalli, nipoti…. scegli il piu’ bello di ogni cucciolata e vai avanti. Se per combinazione (può succedere) arrivi che ti ritrovi con solo cani gialli, perchè il piu’ bello è sembre giallo o perché a un certo punto te ne nascono solo quattro e sono tutti gialli… e ti muore l’ultimo nero. A quel punto ti ritrovi che il nero l’hai perso per strada. Se non ti rivolgi a cani non tuoi non puoi piu’ avere cani neri.
          Nelle razze, allargando un po’ il discorso può succedere la stessa cosa con altri geni altrettanto importanti che regolano cose non cosi’ esplicite: le capacità sensoriali (olfatto, udito, vista… che guarda caso nel lupo sono piu’ sviluppate), istinto riproduttivo… e in alcuni casi anche malattie specifiche, tipo tendenza a sviluppare i calcoli, cecità precoce….ecc.
          Quindi hai ragione: di regola, non si possono accoppiare parenti stretti in consanguineità millemilavolte senza conseguenze… ma questo non perché sia l’accoppiamento che crea queste patologie, ma perché di fatto le patologie esistono già (allo stato latente) in tutte le razze ed è altissimo il rischio che con una o con l’altra succeda come nell’esempio del labrador giallo e nero. Ti ritrovi che non hai piu’ soggetti sani, perché a lungo andare i geni tendono all’omozigosi.
          Quello che succedeva anni fa è invece come hai ipotizzato tu e ta in piedi benissimo: i cani problematici nascevano e morivano presto. Non c’erano sterilizzazioni e spesso le femmine (quelle lasciate in vita) si riproducevano quasi ogni calore mettendo al mondo tantissimi cuccioli di cui solo quelli che “servivano” sopravvivevano: spesso non sopravvivevano nemmeno cani sani, solo per questioni numeriche. D’altronde è quello che succede anche in natura: la capacità riproduttiva è molto superiore a quella che serve per mantenere la stabilità della popolazione. Ci sono tassi di mortalità precoce altissimi. Mortalità oltre al 50% già nei primi mesi… valori a cui non si avvicinano nemmeno i peggiori allevatori di razze accusate di essere “marce”. Questo però non perché i soggetti in natura siano meno robusti di quelli allevati, ma perché le condizioni in cui crescno sono molto piu’ dure. Infatti tra i cani randadti rinselvatichiti la percentuale di mortalità nei primi mesi è prossima al 100%. Si accoppiano ma non portano a termine una sola cucciolata senza l’aiuto dell’uomo.

          • Urgh… i tratti da selezione umana “tutti recessivi” mi erano sfuggiti! Grazie, Denis, mi hai evitato un ulteriore papirazzo 🙂

          • Vabbè. Però fissare secondo me fa rima con impoverire, e nessun esemplare potrà mai dare vita a una stirpe esente da tutto come dice Paolo perché l’evoluzione vuole che difetti genetici ne vengano fuori sempre, però se nei cani fantasia non è un problema perché non sono fotocopie (che poi le fotocopie non esistono neanche si clonasse, perché nel corso della crescita si acquisisce qualcosa del carattere e stili di vita programmano la vita che rimane), nei cani di razza può non essere un grosso problema adesso (secondo me lo è già), ma si sta scherzando col fuoco, e gli incroci con i soliti noti, i campioni in giro per il mondo, peggioreranno le cose in caso di problemi.
            Il controllo della riproduzione intesa come mantenere o modificare le razze è un po come guidare avendo il 10% solo di sterzo del volante, questo se con tutti i crismi guardiamo sia all’aspetto, che alla salute, che al carattere.
            Ci vuole più ossigeno, non siamo Dio, stiamo rovinando migliaia di anni di selezioni giuste. Giuste perché una volta si guardava all’aspetto utile del cane, il resto lo faceva la natura, se veniva rosso o giallo, se il colore non era utile chissenefregava. La natura da sola evita le catastrofi, non fa autogoal con una specie a meno che non cambi l’abitat. Oggi col 10% del volante vogliamo guidare la razza sotto tutti gli aspetti, e questo, se permettete, non mi convince per niente, mi fa paura. Era meglio quando eravamo più limitati, davamo gas o freno, lasciando il volante alla natura.
            Non ci credo ancora al fatto che i meticcissimi siano ugualmente se non più affetti dagli stessi problemi di quelli di razza. Se poi facessimo l’allevamento “benvenuto meticcio”, li facessimo riprodurre per più generazioni solo con i criteri di salute che si riservano a pedigrezzati, quindi solo quelli in buona salute decisa da esami, se poi magari lasciassimo anche che si scelgano tra loro lontani dal calore, scommettiamo che sarebbero, un pochino vari, eh (^_^) ma tutti con una robustezza e una salute, un aspettativa di vita e intelligenza che darebbero la paga a tutte le razze?
            Perché è già praticamente così. Anzi, era così. Adesso un po di geni di razza sono entrati nei meticci, pochi meticci sono esenti. Per questo che il detto che i meticci sono più robusti non è più in voga… Per questo, se penso al peggio, penso che neanche i meticci potranno più salvare la specie cane, se si continua in questo modo.

            Ma proviamo a pensare a noi, se Hitler avesse creato la razza ariana aggiungendo che tutti dovevano essere altri tra 170Cm e 173, e altri particolari sull’aspetto… cosa ne verrebbe fuori? non si può guardare a noi? questo un po perchè siamo diversi dai cani ma un po anche perchè siamo già molto imparentati, discendiamo tutti da poche mamme, siamo già poveri noi, ora tocca ai cani con le razze?
            Poi nel calderone non ci ho messo i cagnari e le mammefuffy, ma perchè non metterceli? sono anche in numero maggiore degli allevatori.

            Ci stiamo sputtanando millenni di selezione seminaturale, di quando il lupo si è quasi da solo modificato morfologicamente per stare con noi.
            Già che, una volta ci seguivano, ora per carità il guinzaglio “se no scappa!”… se il lupo avesse saputo oggi come sono messi i cani… col cavolo…

            Scusate, mi è scappato lo sfogo, sarà sfogo da ignorantone, ma boh, forse invece non ho il prosciutto sugli occhi

          • Non hai il prosciutto sugli occhi, fai solo un po’ troppo di tutta l’erba un fascio. Soprattutto distingui l’allevamento “di una volta” da quello di oggi come se oggi fossero tutti, indistintamente, “accoppiatori di cani” e nessuno selezionasse seriamente. Ma non è così! Gli accoppiatori ci sono sempre stati, i bubixfufy pure, quelli che guardavano solo la bellezza idem: è indubbio che sono aumentati, ma sono aumentati anche i selezionatori VERI, che per di più hanno a disposizione mezzi che “quelli di una volta” se li sognavano. Uffa, ma mi sono stufata di rispondere a tutti i commenti, mo’ scrivo un pezzone e poi semmai ne discutiamo 🙂

          • ok aspettiamo il pezzone 🙂
            Però però.. penso che fissare faccia anche rima con “impossibile”. Cioè qualcosa si muove, magari qualcosa di fondo che non vediamo si sta muovendo e salterà fuori esplodendo come una bomba.
            Una volta anche se si impegnavano a far dei danni avevano dei cani con un corredo genetico corposo. Al massimo poi attingevano da altri cani, sempre belli robusti. Comunque è da quella “volta” lì che è iniziato a mio parere il declino. Ancora prima no, andava tutto bene. Vedo l’evoluzione delle razze (dove per evoluzione intendo anche mantenimento) come un “>” angolo acuto, ci stiamo avvicinando al vertice, al catafascio o comunque un punto di non ritorno. I selezionatori VERI secondo me non fanno altro che accellerare questo. Dò la colpa a loro, seppur involontaria, se vedo un brutto futuro per i cani. Il tutto naturalmente solo in base a personalissime sensazioni

          • Si era vagamente intuito :-). Il fatto è che le personalissime sensazioni tu vorresti elevarle al rango di verità scientifiche…e questo nun se po’ fa’. Per carità, anch’io spesso scrivo cose traendo conclusioni dalle mie esperienze personali: però, nel momento in cui la scienza mi dicesse l’opposto, ammetterei di aver cappellato qualcosa.
            Tu invece vai dritto sparato per la tua strada…e vabbe’, liberissimo. Però a volte un filino di umiltà in più non ci starebbe mica male… 🙂

          • Ma no dai, voglio solo dire la mia, e non ho capito che la scienza dice l’opposto, a volte anzi mi sembra di mettere insieme dei pezzi che tutti guardano solo come divisi. Sto cercando quella cosa che ho letto sull’impoverimento di … geni? boh, poi magari rileggendo scopro che avevo inteso male

          • Giampi guarda per me la scienza nellla selezione di cani è una chimera (ho sentito persone parlare di cani e selezione e poi negare darwin. cioè negano l’evoluzione ma pretendono che ne esistano le conseguenze, giusto per dire che spesso la scienza è chiamata in causa nei modi più disperati possibili).
            Faccio ancora un esempio terra terra, atassia cerebellare nei cani. E’ una malattia rara e recessiva. Nei cani è ultrarara, hha incidenza maggiore su alcune razze. Accoppi incroci su incroci e questa sembra sparire, poi di colpo riappare, sta volta colpisce tutti indiscriminatamente e finisce con l’aumentare dei casi rispetto all’inizio. Scientificamente trovi tonnellate di teorie e testi che predicheran la sparizione. Ma visto che la realtà vuole avere l’ultima parola, saranno tutte smentite. E questo non è perchè lo dico io, ma perchè non a caso nelle analoghe umane (e gli umani son incroci su incroci. mica pizza e fichi) son passate da ultrarare circoscritte a zone specifiche, a ultrarare espanse a determinate etnie e son destinate a divenire presto rare distribuite a cavolo di cane su tutto il globo. Questo perchè la realtà è più fantasiosa e bastian contrario di ogni teoria o “verità” scientifica. Questo per dire che ogni teoria conta meno delle realtà empiriche, che a loro volta sottostanno alla realtà. nella realtà progenie sana non ci sarà mai, perchè la natura si inventa sempre nuovi morbi e disturbi, anche senza tare genetiche alla base, si finirebbe per averle, ma è pure vero che non c’è limite al peggio, quindi senza controlli i cani “incrociati” non solo soffrirebbero di tutti i problemi che oggi son presenti principalmente in poche razze, ma ne avrebbero anche di nuovi. L’allevatore vero quindi cerca di bloccarne la trasmettibilità al minimo, ma non credere che un discendente di avi con epilessia, patologie cardiache, reni salterini, displasie gravi, oculopatia sia più robusto di uno che ha solo patologie cardiache in familia :=)

      • “Se cominci ad allevare partendo da una coppia di cani che non hanno alcuna patologia nel loro corredo cromosomico, poi puoi accoppiare padri, madri, sorelle e cugini per millemila generazioni senza che si indebolisca un bel nulla.”: pura fantascienza, siamo tutti, nessuno escluso, portatori di difetti genetici: sta nella variabilità genetica che non escano fuori!
        il vigor ibrido dimostrato solo nei piselli? e tutti i casi di popolazioni isolate che soffrono di patologie che gli altri quasi mai riscontrano?

        • Certo che è fantascienza… perché di corredi genetici totalmente esenti da tare probabilmente non ne esistono: e se ne esistono, sono talmente rari che utilizzare solo quelli significherebbe ridurre una specie al lumicino.
          Però, teoricamente, il concetto è valido. Le popolazioni isolate (di che? di umani? ma gli umani non sono cani…) soffrono di patologie specifiche perché, evidentemente, si tramandano geni tarati e non ne hanno altri a disposizione: altrimenti, sempre per assurdo, anche in umana si potrebbe tranquillamente accettare qualsiasi incesto senza timore di malattie, che se non ci sono all’origine non compaiono certo “a causa” della consanguineità. Ovviamente possono apparire per altri motivi: una mutazione, per esempio. Che se appare in una popolazione ristretta e geograficamente limitata, si diffonderà a macchia d’olio in breve tempo.
          Purtroppo il problema sta nel fatto che siamo tutti più o meno “tarati”: umani, cani, cavalli, mucche. Gli esseri viventi in quanto tali, piante comprese. Ma l’allevamento, se fatto con criterio, avrebbe proprio lo scopo di migliorare la situazione cercando di evidenziare le tare e di eliminarle, per quanto possibile, dalle popolazioni esistenti. Certo, se “allevamento” significa prendere un maschio fenotipicamente strafigo e accoppiarlo con una femmina fenotipicamente strafiga…allora si va poco lontano 🙁

          • Funziona, funziona: abbiamo scoperto che non si vede più (non so perché) nel momento in cui lo clicchi, ma poi appare. Misteri di wordpress 🙂

          • Premetto che non so nulla dei cani, ma la selezione naturale ha un motivo di esistere.
            Anche tra gli umani. Ti faccio un esempio: Sardegna, anemia mediterranea e favismo.
            Queste malattie sono nate perchè, essendo la Sardegna una terra piena di anofele, chi portava questi geni sopravviveva alla malaria. La malaria è scomparsa ma i geni sono rimasti, eppure, se cent’anni fa non fossero esistite queste tare, la popolazione sarda sarebbe forse un decimo di quello che è ora.

          • La selezione naturale è l’unica che guarda avanti, mentre la selezione parallela degli allevatori guarda a un palmo dal naso, guarda ai suoi lavori degli ultimi millenni senza vedere che sta cancellando pian piano centinaia di migliaia di anni di evoluzione, come pensate che sia venuto fuori il linguaggio canino se non in migliaia di anni, e come si pensa di preservarlo visto che al momento è relegato in ultimo piano e ciò che non si mantiene (o non serve) prima o poi scompare… se oggi come sospetto nascono cani con meno linguaggio l’allevatore manco se ne accorge e se il cane merita in cazzate come stop percolà e pelo perdigiù, il cane tramanderà l’analfabetismo canino, cancellando così centinaia di millenni forse di evoluzione seria, non di cazzate da allevatori

          • Ieri scarico outlook evitando di leggere i messaggi di questo sito perchè ne ho di arretrati e vorrei cominciare dai primi non letti ma mi capita la blanda difesa di Nadia a favore dell’evoluzione che da come scrive presuppone qualcosa che non mi piace conoscendovi, in più mi sei tornata alla mente proprio tu che da qualche parte difendi 14 mila anni di allevamento umano contro accoppiamenti meticciari.
            L’evoluzione naturale è sempre cosa buona e giusta, il percorso evolutivo del cane da ancor prima che fosse lupo (si dice che cane e gatto abbiano un antenato comune) fino a 10 mila anni fa è stato naturalmente perfetto come tutto quello che succede in natura, poi c’è stata la simbiosi con l’uomo perfetta per il cane finchè l’uomo era poco più che una bestia.
            Dopo ci sono stati quelli che tu indendi solamente come progressi dell’uomo nello sviluppo del cane ma che invece in molte parti hanno cancellato centinaia di migliaia di anni di vera evoluzione… finchè si leva qualcosa nel comportamento e si crea un pastore ci può anche stare, ma quando si creano razze incapaci e rincoglionite e li si chiamano da salotto, e si difende il millennio di allevamento per arrivare a questo scempio, allora tengo a far presente quello che si sta perdendo.
            Soprattutto perchè credo ancora nel fatto che il cane potrebbe evolversi in un cane sapiens, non che possa leggere (qualcuno lo fa) o parlare (forse anche questo), ma che gli si possano insegnare cose che arrivano a tramandarsi tra loro… però se si cambia rotta (da cane bello a cane capace) oggi c’è ancora speranza ma non certo partendo dai cani più manipolati negli ultimi decenni, belli per carità (nsomma) ma monchi, scemi, inetti… grazie allevatori, grazie expo

        • Se la scienza si autosmentisce e non arriva a comprendere tutto, se la natura ha delle regole che oggi la scienza pensa siano indiscindibili, lascerei fare più alla natura nel dubbio.
          Non ho capito il discorso sugli umani.
          Domando: se questa atassia cerebbellare, o qualcosa del genere, salta fuori in una razza con pochi esemplari, e ne dimostrano contagiati col senno di poi tutti i maggiori riproduttori, che succede?

          Comunque la mia preoccupazione è non solo alla salute del cane ma a anche al comportamento ed al linguaggio, quest’ultimo perde sempre più pezzi, già a partire dalla discesa delle orecchie. Se sembra essere un passaggio quasi inevitabile (anche nelle volpi argentate di un famoso esperimento in siberia mi pare, a quelle o alcune selezionate per docilità cadono le orecchie), ha comunque privato i cani di parte della comunicazione, e a me pare anche di vedere che gli orecchiependenti siano anche meno intelligenti, intelligenza comunicativa.
          Il comportamento e l’intelligenza dove sono relegati nella scala di valori della selezione razziale? al terzo posto, neanche al secondo?
          Stiamo selezionando cani che non sanno partorire ne accudire i cuccioli, cani mezzi sterili che non riescono a montare, basterebbe questo per dire calma, stop, ragioniamo… anche perché perdere certe capacità (e ne stanno perdendo tante e molto in fretta, perché stiamo selezionando quasi un bel nulla da quel lato lì) fa per forza perdere una catena di altre cose, fa perdere intelligenza e leva la possibilità di fare esperienze, etc, etc,
          Da questo punto di vista, per la razza cane, un cane inetto, un cane che ha le orecchie pendenti e la coda arricciata, uno che non tiene in bocca i denti, ha difficoltà a respirare e si muove male e a fatica…. cosa porta in dote genetica alla specie cane? e se questo cane ha quasi perso il linguaggio alla nascita, se è nato da una cagna (paurosa) che ha una proprietà di linguaggio canino che si ferma al mese e mezzo.
          Non è che facendo così hai un cane col cervello scevro da esigenze primitive che tanto non servono, così lo puoi riempire con le cagate del padrone, no, stai selezionando un cane scemo, che sarà sempre analfabeta (non imparerà quello che non ha imparato da piccolo o dovrebbe avere in dote alla nascita come i segnali calmanti, potrebbe anche re/impararli, solo che è scemo). E questo fa bene alla specie? Gli allevatori si assumono a salvatori della razze e del cane sano, no?

  3. Articolo ben fatto ma perdonaci cinofilia e medicina non sono sinonimi…speriamo che dietro i capitoli ed i consigli riguardanti aspetti medico-veterinari ci sia un medico veterinario. Questo anche per ricordare ai lettori che consigli sulla salute dei propri amici a quattro zampe vanno chiesti al medico veterinario non all’esperto cinofilo al toelettatore etc. Ad ognuno insomma il suo mestiere!

    • Non vengono trattati gli aspetti medico-veterinari, l’ho scritto anche nell’articolo: vi si accenna, ma non c’è alcuna “trattazione”. Per quella si va dal vet.

  4. Articolo davvero molto utile,grazie,ma ho una piccola “preoccupazione” poichè sono alla mia prima femminuccia… Ho letto : “In questo periodo la cagna potrebbe manifestare cambiamenti caratteriali (nervosismo, aggressività o timidezza)”…ma questo cambiamento caratteriale è rivolto anche verso i membri umani della famiglia? 🙁 E quanto dura?

    • Silvia, ma i cambiamenti caratteriali non sono per niente preoccupanti! Le cagne, a volte (non sempre e non tutte) diventano un po’ bisbeticucce qualche giorno prima del calore: un po’ come le donne con la sindrome premestruale, anche se ho detto nell’articolo che le due cose sono completamente diverse (ed è vero, tranne che per questo paragone che mi sembra abbastanza pertinente!). Non è che diventino verdi e si trasformino in Hulkesse 🙂
      L’aggressività di cui ho parlato, poi, è esclusivamente rivolta agli altri cani: litigano più facilmente con le femmine e possono reagire in modo piuttosto duro ai maschi che, in questi giorni, cominciano a provarci. Ma il tutto dura tre-quattro giorni, una settimana al massimo.

  5. Eccome se mi è passata la voglia! Anzi, diciamo che non ci pensavo nemmeno prima di far nascere una cucciolata da un mio presunto futuro cane. Mica perchè non amo gli animali, non amo i cuccioli, ecc ecc, ma perché immagino quanta fatica ci sia dietro e non mi metterei mai a fare tutto, quindi piuttosto nulla! Mica me l’ha ordinato il dottore, no? 🙂

  6. leggendo questo articolo mi monta una rabbia che potrei far male a qualcuno in questo istante!!!!!!!! penso ad un mio cucciolo ceduto ad un prezzo irrisorio con il DIVIETO di riproduzione, in quanto portatore di un difetto che potrebbe accompagnarsi a cardiopatie trasmissibili, benchè lui sia sani. Bene, i due dementi!! (ed è fargli un complimento!!!!!!) si sono fatti intortare (e credo anche i soldi abbiano fatto il loro) da un cagnaro che + cagnaro nn si pouò, uno pseudo privato che produce cuccioli senza controlli, documenti, cure, di diverse razze tutte ‘toste’ e che vende cuccioli nn si sa bene a chi (cmq brutta gente come lui) … Questo cane è già stato usato in riproduzione più volte !!!!
    Ovviamente il cagnaro si fa ‘figo’ col mio ‘nome’ , benchè nn possa far nascere i cuccioli con il documento perchè è a mie mani!!!!!
    vista questa esperienza, quando cedo un cucciolo che NOn deve andare in riproduzione lo sterilizzo io prima di cederlo !!!!!!!!!! ………. ggggggr gggggrrrrrr gggggrrrrrr gggggggr ggggggrrrrr !!!
    scusate lo sfogo ma nn ci vedo + dalla rabbia !!!!!

  7. Ciao,ma il fatto di far accoppiare dei meticci,non pone dei rischi per quanto riguarda la salute? Infatti non ci sono noti i genitori e avi del meticcio..Ad es.,per la displasia,se magari un nonno era displasico e non lo sappiamo? O aveva qualche malattia che però non si è manifestata nel cane?
    Inoltre,operando questi controlli sanitari,è ovvio che si spendono soldi..ma così facendo,in pratica,dovremmo far pagare un meticcio? Anche se si tratterebbe di un esiguo rimborso, non lo prenderebbe nessuno,visto che ce ne sono già tanti nei canili o da privati che regalano…

    • Silvia, certo che ci sono i rischi, e certo che bisognerebbe fare i controlli. Far pagare i cuccioli? E’ evidentemente una follia, per i motivi che hai detto tu. E alura? Alura…i meticci non si fanno accoppiare, perché non c’è un solo motivo al mondo per cui si dovrebbero accoppiare. Ma se proprio si pensa che questo motivo ci sia, allora questa convinzione la dobbiamo pagare NOI, e non i cani. Facciamo i controlli,facciamo i test, evitiamo (almeno quello, si spera!) di far riprodurre i cani malati; mentre se risultano sani, facciano pure una cucciolata…che regaleremo, ovviamente. Ma solo SE sappiamo a chi dare ogni singolo cucciolo, e SE siamo sicuri almeno al 99% che sarà curato, accudito, amato.
      Altrimenti, convinti o non convinti, siamo dei veri irresponsabili e dei totali imbecilli.

    • scolasticamente? una decina di giorni.. però i cani non leggono i libri 😀 e arrivo, or ora, da far coprire una cagna che è risultata pronta per la monta al 5° giorno di calore.. 😉 ….

  8. Ciao volevo sapere una cosa la mia cagna a partorito a novembre,per sapere quando avrà il prossimo calore vengono contati da quando? Il conteggio viene fatto dall ultimo calore che ha avuto?

  9. Parlando di “cucciolate ad capocchiam” questo annuncio “devo” linkarlo. http://www.segundamano.mx/animales_y_mascotas/Regalo_cachorros_cruza_dogo_argentino_con_beagle-mexicali_880305785.htm?ca=11_s
    Tradotto: “Regalo cuccioli incrocio di Dogo argentino con Beagle”
    Adesso vorrei sapere che razza di controlli possono aver fatto in un acoppiamento del genere
    In confronto a questo sono quasi normali gli altri che ho trovato
    Dogo argentino con pitbull http://www.segundamano.mx/animales_y_mascotas/Cachorro_dogo_argentino_cruza_con_pitbull_terrier-atlacomulco_879893896.htm?ca=11_s&last=1
    Presa canario con pitbull http://www.segundamano.mx/animales_y_mascotas/Presa_canario_con_pitbull-alvaro_obregon_879126459.htm?ca=11_s
    Rottweiler con bóxer http://www.segundamano.mx/animales_y_mascotas/Venta_de_cachorros_cruza_de_rottweiler_y_boxer-texcoco_880336709.htm?ca=11_s

  10. gentile redazione,
    nel caso di cani di razza pura provenienti da linee di sangue “importanti”, cioè accuratamente selezionate da allevatori famosi, è vero che i test non sono obbligatori ma il cane si può considerare esente per ereditarietà?

    • se ti riferisci a quei (pochi) test genetici su malattie autosomiche recessive, la risposta è SI.
      ma solo per quelle.
      su tutto il resto è NO

      • Salve, grazie per la risposta
        mi riferisco ai test per i cocker spaniel inglesi quindi
        displasia anca e gomito
        nefropatia
        atrofia retina

        • le displasie vanno rifatte SEMPRE; purtroppo non esistono test genetici ad oggi;
          per gli altri due test, nefropatia e atrofia della retina, non sono informata se nei cocker spaniel ci sono dei test/esami fatti sul DNA.
          nel caso non siano fatti sul DNA vanno ripetuti sempre, come per la displasia

  11. Parlando pratico: di malattie genetiche e trasmissibili, più o meno rare ne esistono a iosa. Solo per le più “rappresentative” e frequenti esistono test e non sempre gli esiti, possono essere considerati “oro colato”. Tutte le rimanenti poiché rare, infrequenti, sconosciute, dubbiose, ecc… non vengono né citate né monitorate e lasciate che si diffondano in sordina….. Forse alcune di queste tra qualche anno saranno riconosciute e prese in considerazione ma a danni fatti…….

  12. Ho appena trovato su YahooAnswers uno che la cucciolata la ha presa sul serissimo… testuali parole sue: “Ciao oggi il mio cane a montato la mia cagnolina (13/14giorno di calore) solo che il maschio a un solo testicolo potranno avere cuccioli??”
    Che dire?

  13. Innanzitutto grazie mille per l’articolo e per tutto quello che scrivi e scrivete, perchè per me questo blog è diventato un manuale di vita canina a cui attingo per ogni più piccolo dubbio, o forse devo dire attingevo. Questa è la mia storia: col mio fidanzato decidiamo di prendere un labrador, poichè era il primo per entrambi leggo tutto il leggibile su questo sito e altri, giro un paio di allevamenti amatoriali e al secondo ci innamoriamo di una cucciola per vari motivi: gli allevatori sembravano persone squisite, ci hanno accolti con una gentilezza immane e hanno risposto alle mie 2000 domande, madre e padre dei cuccioli erano entrambi in loro possesso e quindi li abbiamo visti con i nostri occhi, ci hanno rassicurato sulla salute dei genitori esenti entrambi da displasia e dotati di pedigree venendoci infine incontro col prezzo per via del fatto che siamo due ragazzi, scendendo da 750 a 600 euro. Trascorsi i 60 giorni ci consegnano il cane con prima vaccinazione, sverminazione,microchip, iscrizione anagrafe canina e all’enci. Portiamo a casa la cucciola, che decidiamo di chiamare Emma, e tutto procede per il meglio: Emma è bravissima, piange pochissimo la notte e solo per i primi due/tre giorni, e capisce subito i comandi di base dell’educazione, oltre al fatto che è dolcissima e ci riempe di coccole dalla mattina alla sera. Arriva la fatidica giornata di ieri, in cui le avremmo dovuto fare il secondo vaccino: la portiamo dal veterinario che l’ha curata fin dalla nascita facendole anche il primo. La vaccina e poi improvvisamente dice di sentire nel cuore del cane un rumore strano, in noi nasce il panico più totale alla vista del quale incalza affermando di aver sicuramente sentito male e di portarla da lui dopo 10 giorni per verificare se il rumore persistesse così da prescriverle eventualmente un ecocardio che effettua un suo amico. Più e più volte ci rassicura sul fatto che sicuramente si era sbagliato e che noi dovevamo far finta che non avesse detto nulla. Usciamo dallo studio nel panico più totale e decidiamo di portarla immediatamente dal nostro veterinario di fiducia da cui non eravamo andati fin da subito per via del fatto che ci fidavamo poichè era stato scelto dall’allevatore. Attraversiamo la città e il nostro veterinario conferma il rumore dicendo che poteva derivare da un problema respiratorio o da uno circolatorio, prescrivendoci immediatamente un ecocardio. Usciamo sempre più nel panico e ci mettiamo a cercare una clinica che ci faccia questa benedetta ecografia, la troviamo per il pomeriggio stesso. La diagnosi è delle peggiori, la dottoressa ci informa che il cane ha il dotto arterioso pervio non chiuso, cosa che invece si dovrebbe verificare nei primi giorni dopo la nascita, e questa cosa avrebbe potuto comportare un collasso cardiaco da lì a breve, si necessitava quindi un’operazione chirurgica che in Italia viene effettuata solo a Bologna, Milano e Novara, sconsigliandoci la prima delle città. Il costo varia dai 1200 i 2000 euro a seconda del grado di invisività dell’operazione che si sceglie, sternotomia oppure attraverso dei catederi (se non ricordo male). In tutto ciò noi ci troviamo a Roma. Tralasciando il dramma e la disperazione che si è creato in noi, perchè nonostante sono solo 15 giorni che abbiamo Emma ci siamo affezionati a lei come a una figlia e abbiamo cercato di trattarla come una regina, il problema ora è pratico: abbiamo fatto presente la cosa all’allevatore, informandoli della colpa del veterinario che non poteva non essersi accorto di un problema del genere durante la visita e del fatto che la dottoressa ci ha informato che il problema è genetico, mettendolo anche al corrente della nostra impossibilità di permetterci un intervento del genere: loro si sono offerti di riprendersi il cane (dopo aver tentato di convincerci che un loro amico luminare della scienza veterinaria, consultato dopo che noi li avevamo avvisati del tutto, li aveva assicurati che il dotto si sarebbe richiuso da solo senza intervento), ma di darci i soldi per l’operazione non hanno fatto minimamente menzione. a questo punto cosa posso fare? Sono nello sconforto più totale perchè non posso permettermi di pagare l’intervento o di agire per vie legali. Grazie in anticipo per la risposta

    • Luana, se non sei in grado di pagare l’intervento chirurgico (che ritengo assolutamente auspicabile, visto il referto ecografico), credo che non ti rimanga altra scelta se non quella di riportare la cucciola all’allevatore. Non avrebbe senso tenersela senza curare il PDA, col rischio di vedersela morire da un momento all’altro, né si può pretendere che l’allevatore paghi le spese dell’intervento (nessuna legge prevede una soluzione simile, né sarebbe pensabile che questa diventasse una prassi, perché hai presente il numero di truffe che verrebbero messe in atto? 🙁 )
      La responsabilità dell’allevatore sta nel darti un altro cucciolo sano e nell’occuparsi personalmente di questa piccola malata, facendola curare a spese sue… dopodiché potrà anche rivenderla, visto che la prognosi dopo un intervento è di solito favorevolissima e il cane diventa un cane normale e sano come qualsiasi altro.
      In alternativa puoi soltanto provare a chiedere tu agli allevatori un contributo alle spese veterinarie, e vedere cosa ti rispondono: magari sono disposti a venirti incontro.
      L’unica cosa che mi lascia un po’ perplessa in tutta questa storia è il prezzo della cucciola, decisamente troppo basso: è “fuori mercato” per un cucciolo di allevamento. Questi signori allevano solo Labrador o hanno anche altre razze?

  14. Luana se ho ben capito il tuo racconto:
    il primo Vet. (cioè quello che ha assistito fin dalla nascita la cucciolata) probabilmente si è accorto del problema sin da subito ma più di questo non avrebbe potuto fare se non autorizzato dagli stessi allevatori. Che poi in seguito vi abbia anche in qualche modo avvisato “ con un qui lo dico e qui lo nego” dovuto al rapporto di lavoro preesistente con gli allevatori lo interpreterei comunque come un suggerimento indiretto ad attivarvi …….
    Gli “squisiti” allevatori vi hanno dato assicurazioni anche sulla salute dei genitori riferendosi alla displasia, ma non di altre possibili patologie che un cane potrebbe presentare…… La displasia in virtù dell’accertata diffusione è la prima cosa che viene nominata, tralasciando (spesso volutamente) altre patologie meno “famose” ma altrettanto invalidanti.
    Luana il suggerimento che sento di dirti nell’immediato (che forse interpreterai come la scoperta dell’acqua calda) è quello che, se non vuoi accettare la proposta dell’allevatrice, di cercare una clinica affidabile nella tua zona, mi sembra quasi impossibile che in una grande città come Roma non sia presente ed anche di valutare in ogni caso, se possono dilazionare il costo dell’intervento. Ormai per interventi di una certa entità in molti lo fanno.

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