In libreria o in biblioteca possiamo trovare una vasta scelta di volumi che ci aiutino a chiarici le idee su come accogliere un nuovo cucciolo: dalla scelta della razza alla prima educazione, dall’alimentazione al corredo necessario. Chi adotta un adulto ha spesso molti più dubbi…e nessun manuale per chiarirli.
Proviamo quindi a rispondere alle domande più frequenti e a dare qualche consiglio a chi si imbarca in questa nuova bellissima esperienza.

Il tragitto verso casa

Non sappiamo quasi mai nulla del passato del cane che adottiamo al canile: a volte si riesce a sapere poco anche del passato di un cane adottato presso privati.
Potrebbe aver già viaggiato in auto e salirvi con gioia perché la associa a gite di piacere; potrebbe non aver mai viaggiato e sopportarla; potrebbe esserne stato traumatizzato e averne paura.
La reazione del cane, però, sarà nota sin dal primo momento. Se il cane sta buono, tanto meglio, ma nel dubbio è opportuno prendere tutte le misure per minimizzare ogni possibile inconveniente. L’eventuale rieducazione avverrà in un secondo tempo. Se il cane è sufficientemente piccolo e controllabile può stare più tranquillo se tenuto da una persona. Potrà quindi viaggiare all’interno dell’abitacolo. Ricordiamoci però che il cane può soffrire l’auto e vomitare.
Affrontare il viaggio a stomaco vuoto è certamente consigliabile, ma spesso non è sufficiente. Quindi, è opportuno ricordarsi di proteggere i sedili della macchina con materiale idoneo lavabile o usa e getta.
Se il cane è grande e forte è meglio procurasi un kennel (trasportino) di dimensioni adeguate.
Se il cane ha una particolare avversione per i viaggi in macchina, la presenza di una persona sul sedile posteriore che stia vicina al cane e lo tranquillizzi un po’ sarebbe comunque utile per evitare di partire “col piede sbagliato”, cioè con una cosa sgradita al cane proprio il primo giorno.
Con l’adulto, in ogni caso, almeno non corriamo pericoli di paure permanenti: gli episodi traumatici solitamente lasciano segni indelebili solo se affrontati in giovane età. In alternativa al trasportino il cane può viaggiare nel bagagliaio di una macchina due volumi.
Anche se è diviso da un idonea rete protettiva, consiglierei comunque di assicurare il cane con il guinzaglio a un lato del baule lasciandogli lo spazio sufficiente per girarsi, ma non quello per zompare da una parte all’altra del bagagliaio. Alcuni cani si agitano parecchio e avere troppo spazio a disposizione non li aiuta, mentre se si rendono conto che non possono muoversi, in poco tempo si mettono tranquilli. Volare da un lato all’altro del baule nelle curve, inoltre, può non essere molto piacevole per il nuovo arrivato.

L’ingresso nella  nuova casa

Per il cane adulto la nostra casa sarà un territorio ignoto da esplorare e, specie se è maschio, da…marcare!
Alcuni cani abituati precedentemente all’appartamento possono essere inibiti allo sporcare in casa, ma altri possono avere alle spalle mesi o anni di “anarchia” in cui sono stati liberi di sporcare ovunque e a volte di maturare una vera e propria ossessione per la marcatura del territorio.
Se la vostra casa è frequentata da altri animali domestici, la tentazione sarà irresistibile. In ogni caso, occorre prestare attenzione agli oggetti più “invitanti”: gli stipiti delle porte, le seggiole, le gambe dei tavoli e in generale tutti gli oggetti più verticali. Alcune femmine possono invece ritenere idonei i tappeti.
Il sistema migliore per dare buone abitudini è quello di sorvegliarli e impedire loro di sporcare in luoghi indesiderati. Può essere comodo portare a casa il cane in un periodo di ferie, in modo da poterlo abituare gradualmente ai nostri ritmi normali. Nei momenti in cui il cane è lasciato solo, è meglio non dare accesso all’intero appartamento.
A volte nemmeno all’intera stanza.
Un metodo molto comodo per abituare un cane di piccola taglia alla pulizia consiste nel ricavare un'”area tana”, che consiste in un recintino domestico che comprende la cuccia, la ciotola e l’area riposo. Si può ricavare con semplici pannelli.
Se il cane è grande e se è già abituato al guinzaglio lo si potrà legare (a qualcosa di fisso e resistente) accanto a cuccia, ciotole e tappetino.
Il cane dovrebbe essere lasciato a riposo in questa area delimitata e portato fuori (spesso!) a orari programmati.
Quasi tutti i cani, per istinto, non sporcano nell’area in cui dormono. Il recinto-tana dà inoltre un senso di protezione.
Una volta che il cane ha preso familiarità con la casa si potrà eliminare il recinto, lasciando solo la cuccia. Il cane, che è un abitudinario, continuerà comunque a trascorrere la maggior parte del tempo in cui siamo assenti a sonnecchiare nella sua “area”.
Malgrado l’idea di un cane adulto in casa non abituato alla pulizia possa spaventare, si sappia che con un corretto programma educativo gli adulti imparano solitamente molto prima dei cuccioli, anche perché loro sono già fisicamente in grado di trattenersi per un periodo decisamente più lungo.

Gli incontri con le persone.

Quando il cane arriva nella nuova casa è solitamente oggetto di attenzioni e curiosità da parte di tutti i membri della famiglia, e molto spesso anche da parte di parenti e vicini.
Ovviamente, nei primi giorni, il cane ci considererà tutti dei perfetti estranei e non si sarà ancora fatto un idea del ruolo delle persone che lo circondano. Se ha vissuto in canile per un periodo sufficientemente lungo potrà essersi abituato a essere nutrito e accudito da tante persone ogni giorno diverse, oppure da una stessa persona tutti i giorni (dipende dall’organizzazione del rifugio), ma in ogni caso nutrire un cane non è sufficiente ad instaurare relazioni sociali e soprattutto gerarchie.
I cani abbandonati ospiti al canile e sufficientemente alimentati sono spesso alla  “famelica”  ricerca di un nuovo branco umano. Nei primissimi giorni dopo l’adozione è opportuno non creare troppe confusioni al cane e farlo stare un poco tranquillo in presenza dei soli membri della nuova famiglia, in modo tale da permettergli di conoscere i suoi nuovi compagni e di capire il suo nuovo ruolo.
Per conoscere parenti e vicini, abbiamo tutto il tempo che vogliamo. Meglio farlo nelle settimane successive.

La prima notte

La prima notte del cane adottato è mediamente più tranquilla della prima notte di un cucciolo. Di solito di tratta di un cane che per diversi mesi ha vissuto in un recinto isolato, senza la presenza di umani. Molti di loro non danno nessun tipo di problema e dormono tranquilli fino al mattino. Altri potrebbero essere intimoriti dall’ambiente nuovo e comportarsi come se si trovassero di fronte a un nuovo abbandono.
Se il cane dorme in appartamento potrà riposare in un angolo-cuccia allestito apposta per lui, non necessariamente nella camera del padrone, ma in una posizione da cui possa avvertirne la presenza. Questo è di solito sufficiente a garantire un sufficiente senso di sicurezza, in particolare se il cane è stato ritirato al mattino e ha trascorso l’intera giornata con i nuovi proprietari.
Se la sistemazione è all’esterno, un recinto o una zona circoscritta aiuta sicuramente.
Il cane lasciato in un ampio giardino ha maggiori difficoltà a sentirsi “a casa”. Si pensi che proviene da mesi di vita in box. La libertà di correre sarà apprezzata, ma tutte le sue sicurezze (cibo, cuccia, ecc.) sono legate a questo tipo di ambiente. E’ meglio dar da mangiare al cane la sera direttamente nel recinto, in modo tale da creare un’associazione positiva con lo stesso.
Mentre il cane mangia staremo nei paraggi. Poi staremo in zona ignorandolo e occupandoci di altre cose, trasmettendogli una sensazione di tranquillità.
Quando il cane – immancabilmente – si accuccerà e si metterà tranquillo, ci allontaneremo come se niente fosse.

La maggior parte dei cani trascorre una notte tranquilla.
Se però dovesse abbaiare e rischiassimo problemi con i vicini, dovremmo avere pronto un piano di emergenza.
Spiegare ai vicini che il cane è un trovatello e si deve abituare può servire a tenerli buoni per un paio di giorni, ma non sempre possiamo contare sulla loro comprensione. Ad alcuni di loro potrebbe non importare niente delle nostre ragioni.
Innanzitutto dovremmo capire se il cane abbaia per ansia da abbandono o se ci sono altri motivi. Alcuni cani abbaiano solamente perché sentono gatti, altri cani, passanti, rumori a cui non sono abituati e quindi sospetti.
Se il caso è questo, la soluzione più logica è eliminare la tentazione, ovvero mettere il cane in condizioni di non percepire lo stimolo che scatena l’abbaio.
Le soluzioni possono essere diverse: dai pannelli protettivi che impediscono la visuale a una determinata zona al trasferimento del recinto in un’area diversa.
Se invece il cane abbaia per richiamare la nostra attenzione dovremmo procedere a un programma educativo che ha l’obiettivo di far capire al cane che è il silenzio a scatenare le nostre attenzioni verso di lui e non certo l’abbaio.
Arrabbiarsi col cane e richiamarlo all’ordine in molti casi è controproducente, in quanto molti cani preferiscono comunque ricevere attenzioni (anche sotto forma di sgridate) piuttosto che sentirsi esclusi dal branco. In questi casi, quindi, consiglierei di cambiare programma e prevedere una sistemazione del cane all’interno, sistemandolo in un piccolo recinto “da casa”, con un sistema di uscite programmate che avvengono dopo che il cane ha risposto positivamente alle nostre richieste.
Si tratta cioè di far uscire il cane quando sta buono.
Inizialmente gli si chiede di stare buono e a cuccia per pochi minuti, e poi si prolungano i tempi. Quando il cane avrà capito questo meccanismo, allora potremo passare alla sistemazione all’esterno, se davvero riteniamo che quella sia l’ideale per la nostra situazione familiare.

Il cibo

L’ideale sarebbe un passaggio graduale dall’alimentazione del rifugio a quella scelta da noi in base alle nostre esigenze e alle nostre preferenze. Alcuni canili alimentano i propri ospiti con solo mangime, mentre altri preparano ogni giorno la razione di cibo fresco mescolando i vari ingredienti che riescono a reperire.
Ci si faccia dire quali marche sono utilizzate e con che criterio preparano le pappe. I primi giorni possiamo cercare di offrire lo stesso alimento, in modo da scongiurare scompensi intestinali dovuti al cambiamento repentino di alimentazione.
Anche l’orario dei pasti dovrebbe essere cambiato gradualmente, così come il passaggio da un pasto al giorno a due o tre (o viceversa), se ci troviamo meglio con questo sistema.
Il cane adulto è comunque molto più adattabile di un cucciolo.
La gradualità è l’ideale ma non è strettamente necessaria e in ogni caso si può passare ai nuovi metodi nel giro di pochi giorni.
Se i cani sono abituati a mangiare al mattino e vogliamo spostare l’orario dei pasti alla sera, è opportuno fornire almeno uno spuntino all’orario in cui sono abituati, per evitare fenomeni di vomito di schiuma a stomaco vuoto.
Nella scelta dell’orario dei pasti, compatibilmente con le proprie esigenze di lavoro e ai propri impegni, si ricordi che subito dopo mangiato tutti i cani amano sonnecchiare e stare tranquilli.
Se vogliamo che il cane dorma tutta notte, è opportuno dare il pasto principale alla sera. Se viceversa preferiamo che la notte il cane faccia la guardia e che invece stia tranquillo di giorno, daremo il pasto principale al mattino.

Foto: Ilaria Braghieri

Potrebbero interessarti anche...