ORIGINI E  STORIA
Questa razza venne creata all’inizio della colonizzazione australiana, quando i pionieri si resero conto che i cani da pastore importati dall’Europa non riuscivano a sopportare facilmente né il clima australiano, né la rudezza delle mandrie locali.
Pensarono così di creare una nuova razza basandosi sui cani autoctoni. In un primo momento venne utilizzato un cane di tipo collie, senza coda, di colore nero con macchie bianche sul collo e sul davanti, dalle grandi orecchie pendenti.

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Questo cane, che veniva chiamato “Smithfield”, venne incrociato con il dingo australiano dall’allevatore Timmins, nel 1830, dando così origine al “Mordace Timmins”, un lavoratore silenzioso ma solerte e molto rigoroso che può essere considerato il vero antenato dell’Australian Cattle Dog.
Per i cani da mandria, però, si auspicavano una robustezza e un vigore ancora maggiori: quindi si continuò a lavorare su queste caratteristiche, oltre a cercare di ottenere una tempra altissima (visto che ai cani da mandria capita spesso di prendere calci, e non devono fermarsi per questo).
Nel 1849 un proprietario terriero di nome Hall riuscì a realizzare due cani di tipo collie, chiamati Welsh Heelers, che riteneva superiori ai collies tradizionali ma che presentavano tuttavia ancora qualche tratto indesiderato. Hall, incrociando questi cani con i Dingo e con i Timmins, creò gli Hall’s Heelers, lavoratori silenziosi e resistentissimi.

Nel 1870 i fratelli Bagust decisero di migliorare ulteriormente questi cani, incrociandoli con una femmina di Dalmata, per fare in modo di instillare nella razza l’amore verso i cavalli e l’istinto di protezione.
Ottenuta questa cucciolata, il passo successivo fu quello di incrociarla con gli Australian Kelpie e con i locali terrier di tipo bull (per aumentare la resistenza al dolore): nacquero così gli Australian Cattle Dog, lavoratori instancabili, docili, resistenti e facili da addestrare.
Finalmente l’obiettivo dei primi coloni era stato raggiunto!
La discendenza dagli “Heelers” fa sì che ancora oggi la razza, sia in Australia che negli Stati Uniti, venga definita con diversi nomi che richiamano quello originale: Heelers, Blue Heeles, Red Heelers, Queensland Heelers, Queensland Blue Heelers, Queensland Red Heelers. Questo contribuisce alla confusione – specie in Europa, dove questi cani sono arrivati solo in tempi recenti e sono ancora poco diffusi -e alla difficoltà che molti trovano ancora nel distinguere la razza da altre che le somigliano vagamente, specialmente l’Australian Sheperd.
Ma al di là della morfologia, che è sensibilmente diversa, c’è una differenza sostanziale tra le due razze: l’Australian Sheperd è un cane da gregge, mentre il Cattle dog è un bovaro!

CARATTERE ED ATTITUDINI
Dovendo confrontarsi con animali molto più grandi e decisamente più “tosti” delle pecore, i bovari hanno un carattere più forte: e l’ACD non fa eccezione.
E’ un cane molto dolce con il padrone, affidabilissimo con i bambini (che, da buon bovaro, tende a proteggere)…ma ha anche anche una certa “capa tosta” che può mettere in difficoltà i proprietari incapaci di imporsi come superiori gerarchici.
Attenzione, però: ci si deve imporre SOLO con fermezza e dolcezza! Questo è un cane che non si può letteralmente prendere con le cattive maniere…perché non le considera proprio. La sua tempra eccezionale fa sì che, anche se viene picchiato, non reagisca né aggressivamente, né sottomettendosi, né “offendendosi” o chiudendosi.
Semplicemente, lui ti guarda come per dire: “Va be’, mi hai picchiato. Prendo atto. Adesso mi spieghi cos’è che devo fare, così possiamo andare avanti?”
Nonostante sia stata ricercata nella razza una buona mordacità (nei confronti del bestiame, non delle persone!), questa rimane sostanzialmente inferiore a quella di altri pastori e bovari.

L’ACD raramente usa i denti con il bestiame (a meno che non ritenga che ce ne sia proprio bisogno) e in pratica non li usa MAI con gli umani, neppure se viene provocato.
L’unica cosa che può farlo scattare è il veder minacciato il proprio umano o i “suoi” bambini.
Anche se non viene gestito in modo corretto, quindi, non diventa mai pericoloso: tende semplicemente a prendere il sopravvento in famiglia…e a farsi allegramente i fatti suoi, ignorando gli ordini e guardando poi gli umani di casa con quello sguardo malizioso che sembra prenderli in giro (e non è detto che…”sembri” solo!).
Se l’umano, invece, sa essere il suo capo e la sua guida…allora lui diventa proprio quel “cane ideale” che sognavano i coloni: coraggioso, forte, potente, resistente, intelligentissimo, pronto ad apprendere e capace di lavorare veramente in simbiosi con il suo conduttore, tanto che da alcuni viene definito “cane velcro”, perché ama stare sempre vicino al suo umano preferito.

E’ uno di quei cani “che scelgono un solo padrone” e che lo mettono al di sopra c tutto: ama e rispetta anche gli altri membri della famiglia…ma il “suo”  riceve attenzioni particolari e un affetto tutto speciale. Nonostante questo, non “appiccica” come un molossoide, per esempio: mantiene un certo distacco, nel senso che non vuole viverti “addosso”…vicino-vicino, sì, ma proprio addosso no.
E possibilmente vuole fare qualcosa con te.
E’ un cane da lavoro, che sarebbe veramente sprecato come semplice cane “da giardino” o “da divano”: nonostante questo, però…se la vita della sua famiglia è piuttosto tranquilla e sedentaria, lui vi si adatta.
A differenza di altri pastori, come Border collie o Australian Kelpie, che – specie nelle linee da lavoro – DEVONO essere occupati 24 ore al giorno o giù di lì, altrimenti vi disfano la casa…l’ACD è un cane filosofo, felicissimo se può lavorare ma disposto anche a starsene tranquillo per ore.
Questa è una delle grandi doti della razza, che la rende facilmente gestibile anche in casi di emergenza (conosco proprietari di border che sono dovuti andare sul campo di agility con la febbre a 39, perché il cane in casa dava i numeri!): la cosa però non dovrebbe autorizzarci a pensare al Cattle Dog come cane da tenere “stile peluche”, perché ci sono molte altre razze più indicate alla bisogna.
L’ACD è un cane da lavoro e come tale va considerato e rispettato: per fortuna, però, non è un “talebano” del lavoro e può starsene tranquillo anche per diverse ore senza dare (e fare) troppi numeri.
L’unico vero “difetto” di questo cane, almeno per come viene intesa la cinofilia moderna, è quello di non essere molto “scenografico”: il profano, se non lo scambia con qualche altra razza, lo prende spesso per un…”cane da pagliaio”!
Visti i danni che la “corsa alla bellezza a tutti i costi” sta causando a molte razze canine, però, la scarsa appariscenza oggi equivale a una dote.

Nessuno alleva Australian Cattle Dog per speculazione, questo è poco ma sicuro: non si tratta di un cane “commerciale”, quindi chi si dedica a lui dev’essere per forza un vero appassionato.
“Passione” è già sinonimo di serietà nell’allevamento: ma non è neppure tutto qui. Le razze “non bellissime”, infatti, vengono apprezzate quasi esclusivamente da chi nel cane ricerca soprattutto le doti caratteriali e l’attitudine al lavoro.
Ed è per questo che i Cattle Dog si trovano quasi sempre nel tipo di ambiente che li ha visti nascere: fattorie, ranch, allevamenti di bovini o di cavalli, laddove i cani vivono felici…ma gli uomini possono anche verificare sul campo (e non sul ring di un’esposizione di bellezza!) le loro doti, scegliendo come riproduttori solo i cani che lavorano meglio.

Insomma, questa è una razza tutta da scoprire, che potrebbe fare la felicità di chiunque desideri dedicarsi a uno sport cinofilo: ma diciamolo piano e non spargiamo troppo la voce, perché se mai diventasse “di moda” anche l’Australian Cattle Dog farebbe una brutta fine!
Scherzi a parte, questo pericolo non sembra sussistere proprio per la scarsa avvenenza di questi cani, che non hanno un mantello fluente, non sono piccolissimi né giganti, insomma non possiedono nessuna delle caratteristiche estetiche più “trendy”. Personalmente io lo trovo splendido…ma a me piacciono i cani primitivi, quindi non faccio testo.

Di certo è affascinante la sua somiglianza col Dingo, che si ritrova un po’ anche nel Kelpie (anche se non è certo che ci siano Dingo alle sue origini), ma che nel Cattle Dog è molto più spiccata.
E poi la cosa davvero irresistibile è lo sguardo: diretto, franco, a volte scherzoso e altre volte un po’ sospettoso, tipico dei cani molto intelligenti.
Quando uno di questi cani ti guarda, non sembra dire: “Cosa posso fare per te?”, ma “Cosa possiamo fare insieme?”.
E questa è un po’ la “filosofia” stessa della razza: docile ma non sottomessa, diligente ma non “tontolona”.
Una razza che, senza diventare di moda, meriterebbe di avere molti seguaci in più, perché può dare molto a diverse categorie di persone.

APPLICAZIONI SPORTIVE
“Che me ne faccio di ACD se non ho mucche o cavalli?”
La domanda è lecita, ma la risposta è molto semplice: ci si può fare di tutto!
C’è una sola categoria di persone a cui sconsiglio vivamente questa razza: i sedentari senza speranza. Chiunque altro invece – e specialmente chi ama gli sport cinofili – può divertirsi un sacco con uno di questi cani.
Vanno bene in agility, anche se non sono veloci come un border: però sono più precisi e raramente abbattono gli ostacoli.
Vanno benissimo in obedience e sono perfetti per il disc dog: anzi, potrebbe essere la razza ideale per questo sport, visto il suo mix quasi unico al mondo tra agilità, compattezza e robustezza.
Sono molto utilizzati nel mondioring, anche se mordono solo per predatorio e mai in aggressività: ma anche per questa disciplina la robustezza, la velocità di azione, la tempra e la precisione sono doti apprezzatissime.
Sono anche validi cani da guardia, per la loro vigilanza altissima e la buona territorialità: tra l’altro svolgono questo impegno con grande equilibrio, senza mai trasformarsi in “killer” ma riuscendo a dissuadere con efficacia – alla faccia della taglia ridotta – chiunque pensi di “fare il furbo” entrando senza permesso.
Però sarebbe un vero delitto relegarli in giardino a fare “solo” la guardia: sarebbe un spreco di doti e non farebbe felice il cane, che preferisce di gran lunga vivere accanto alla sua famiglia.
Nonostante questo, se devono dormire fuori (purché di giorno abbiano modo di convidere la vita degli umani) possono farlo in qualsiasi periodo e con qualsiasi clima, perché sono stati selezionati proprio per “rendere” in ogni stagione: quindi non patiscono il caldo né il freddo, non si preoccupano della pioggia né del vento.
Concludendo: pur non essendo, forse, “bellissimi” cani dal punto di vista prevalentemente “cosmetico”, gli Australian Cattle Dog sono cani resistenti, robusti, sani, sportivi: una razza che merita davvero di essere “scoperta”!

 

Standard F.C.I. n° 287/06.04.1998 – AUSTRALIAN CATTLE DOG
ORIGINE: Australia
UTILIZZO: come indica il suo nome, la funzione primaria di questo cane, in cui è impareggiabile, è di condurre il bestiame, sia negli spazi aperti che in aree ristrette. Sempre sveglio, estremamente intelligente, vigilante, coraggioso e degno di fiducia, la sua assoluta devozione al lavoro ne fa il cane ideale.
CLASSIFICAZIONE FCI:  Gruppo 1 : cani da pastore e bovari (eccetto i bovari svizzeri) Sezione 2: bovari – Senza prova di lavoro

ASPETTO GENERALE: l’aspetto generale è quello di un cane da lavoro forte, compatto, di costruzione armoniosa, che ha la capacità e il desiderio di assolvere i compiti ai quali é devoluto, per quanto duri essi siano. La sua sostanza, la sua potenza, l’equilibrio delle sue forme e la qualità dei suoi muscoli devono concorrere a dare un’impressione di grande agilità, di forza e di resistenza. Qualsiasi tendenza a sembrare pesante o a mancanza di sostanza costituisce un difetto grave.

COMPORTAMENTO/CARATTERE: la fedeltà del pastore australiano e il suo istinto di protezione ne fanno un guardiano senza pari del bestiame, del suo padrone e dei suoi beni.

TESTA – La testa è forte, dritta, in armonia con le altre proporzioni del cane e corrisponde alla conformazione generale.
REGIONE CRANIALE – Cranio: largo, leggermente convesso fra le orecchie. Stop: il cranio diviene via via piatto dirigendosi verso uno stop leggero, ma netto.
REGIONE FACCIALE – Tartufo: nero. Musello: largo e ben riempito sotto gli occhi, si assottiglia gradualmente verso la canna nasale. Canna nasale: lunghezza media, alta, potente, parallela alla linea del cranio. Labbra: asciutte e ben disegnate. Guance: muscolose, non grossolane né prominenti. Mascelle/denti: mascella forte, spessa e ben sviluppata; denti sani, regolarmente distanziati, articolazione a forbice. Come richiesto ai cani da pastore, la dentatura deve essere in eccellente condizioni. Occhi: di forma ovale e dimensioni medie, non prominenti né infossati fra le orbite. Devono esprimere vivacità e intelligenza tipiche di questa razza. All’avvicinarsi di forestieri è caratteristico vedervi un velo di avvertimento o diffidenza. Colore marrone scuro. Orecchie: di taglia moderata, piccole piuttosto che grandi, larghe alla base, muscolose, erette, moderatamente appuntite, non a forma di cucchiaio né a forma di ala di pipistrello. Ben distanziate alla base, si inclinano verso l’esterno. Sensibili al minimo rumore ed erette quando il cane è attento. Il padiglione deve essere spesso, l’interno molto ben fornito di pelo.

COLLO: estremamente forte, muscoloso, di lunghezza media, si allarga per fondersi col corpo. Fanoni assenti.
CORPO: La lunghezza del corpo, dalla punta dello sterno a quella della natica, è superiore all’altezza al garrese nella proporzione di 10/9. Linea del dorso: orizzontale. Dorso: forte. Petto: ben disceso, muscoloso e di larghezza moderata. Costole ben cinturate e ben sviluppate all’indietro, ma non a tonneau. Regione lombare: larga e muscolosa e forte. Regione dorso lombare solidamente attaccata. Groppa: lunga e inclinata.

CODA: l’attacco della coda moderatamente basso, in continuazione del contorno della groppa inclinata. Lunghezza circa fino al garretto. Riposo, pende formando una curva molto leggera. In azione o quando il cane è eccitato, può esser rialzata, ma in ogni caso nessuna parte della coda deve superare la verticale che passa per il suo attacco. Dotata di pelo abbondante (spazzola).

ARTI ANTERIORI – Gli anteriori sono dotati di ossatura forte e rotonda fino ai piedi. Devono essere forti e paralleli visti di fronte. Spalle: forti, oblique, muscolose, ben angolate rapporto al braccio e non troppo ravvicinate alla sommità del garrese. Benché la spalla sia muscolosa e di ossatura forte, la spalla carica e il davanti pesanti sono un difetto per l’esecuzione di movimenti corretti, che limitano l’attitudine al lavoro. Metacarpi: soffici, visti di profilo, leggero angolo rispetto all’avambraccio.
ARTI POSTERIORI – Larghi, forti e muscolosi. Visti da dietro, in posteriori, dal garretto ai piedi, sono dritti e paralleli, non chiusi né troppo aperti. Cosce: lunga, larga e ben sviluppata. Grassella: ben angolata. Garretto: forte e ben disceso.
PIEDI: i piedi devono esser rotondi e con dita corte, forti, ben arcuate e ben serrate. I cuscinetti sono duri e spessi. Le unghie devono essere corte e forti.

ANDATURE: andatura franca, sciolta, soffice e facile. Il movimento delle spalle e degli anteriori è in armonia con la spinta potente dei posteriori. Bisogna assolutamente che l’azione possa essere rapida e scattante. È di primaria importanza che cane sia sano di costituzione, mentre il passo rado, la spalla carica o male attaccata, la spalla dritta, i gomiti, i metacarpi o i piedi deboli, l’angolo della grassella troppo aperto, i garretti vaccini o arcuati devono essere considerati come difetti gravi. Al trotto, i piedi hanno tendenza ad avvicinarsi a livello del suolo, a mano a mano che la velocità aumenta, ma quando il cane si immobilizza i quattro arti devono essere in appiombo.

MANTO – Pelo: il pelo è liscio, doppio, con sottopelo corto e denso. Il pelo di copertura è serrato, con peli lisci, duri e coricati a piatto, così da essere impermeabile. Sotto il corpo, fino alla parte posteriore degli arti, il pelo è più lungo e forma presso le coscie una sorta di coulotte senza eccesso. Sulla testa (ivi compreso l’interno delle orecchie) e nella parte anteriore degli arti e dei piedi, il pelo è corto. Sul collo è più lungo e spesso. Il pelo troppo lungo o troppo corto è un difetto. In media sul corpo deve avere la lunghezza fra i 2, 5 e 4 cm.
COLORE: Blu: il colore deve essere blu, blu marmorizzato o blu macchiettato, con o senza marchi. I marchi ammessi sono macchie nere, blu o focate sulla testa, di preferenza equamente ripartite. Gli anteriori sono di color fuoco fino a metà altezza, con il colore focato che si estende sul davanti fino alla pettorina e alla gola, con macchie focate sul musello. Colore focato all’interno degli arti anteriori e all’interno delle cosce, che appare sul davanti della grassella e si allarga verso l’esterno degli arti posteriori dal garretto alle dita. Ammesso sottopelo fulvo purché non sia visibile attraverso il pelo di copertura blu. Non sono ricercate macchie nere sul corpo. Rosso con macchie nere: il colore deve essere formato da piccole macchie rosse equamente ripartite, compreso il sottopelo che non è né bianco né crema. Macchie rosse di tonalità più scura sulla testa. Ricercate macchie ugualmente ripartite sulla testa. Le macchie rosse sul corpo sono ammesse ma non ricercate.

TAGLIA – Altezza al garrese Maschi: 46 – 51 cm. Femmine: 43 – 48 cm.

DIFETTI – Ogni scarto da quanto sopra deve essere considerato un difetto da penalizzare in funzione della sua gravità N.B. I maschi devono avere i testicoli di aspetto normale completamente discesi nello scroto.

Tutti i soggetti da show appartengono all’allevamento “Banana Bender Kennel” di Paolo Coletta e Simona Cappelli: le foto sono tutte di Ilaria Braghieri
Foto di soggetti al lavoro: Jeff Jaquish e  Jerry

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25 Commenti

  1. Efi,effettivamente a prima vista potrebbero sembrare dei meticcioni simpatici, ma obbiettivamente non belli… Finchè non li si vede al lavoro. Li preferisco al Kelpie, che alcuni decenni fa tendeva a rinselvatichire con una certa facilità.
    Ma, senza Offesa, preferisco i miei Jack!

  2. A me invece sembrano un gran belli , ne ho visti dal vivo ma anche dalle foto qui inserite a me sembrano splendidi …
    Domanda a chi mi puo’ aiutare visto che come cane io l’adoro : un’oretta al giorno durante la settimana mentre piu’ tempo nel weekend ma senza mai entrare in casa potrebbero bastare a non farlo soffrire troppo ?
    Grazie ciao !

    • Un’oretta a fare cosa?
      Senza entrare in casa, significa a non far nulla in un giardino o vivrebbe a contatto di altri animali da fattoria (a parte che i cani non adulti con buon temperamento tipo cattledog, kelpie, border, … non dovrebbero essere lasciati liberi da soli)?

      • Ciao grazie mille per la risposta … Si resterebbe sostanzialmente in giardino ( che sarebbe abbastanza spazioso ) senza altri animali , 2 giorni la settimana addestramento e gli altri campagna dove abito e circa 1 volta ogni 2 settimane in montagna … Per un cane in generale non mi sembra malaccio , però essendo appunto il cattledog principalmente un lavoratore da fattoria volevo pareri ecco …

  3. Sono davvero una fan di questa razza, avrei la possibilità di acquistarne uno, ma ho un pò paura. Lavoro 8 ore al giorno dalle 6 alle 14 ( ma potrei tornare a casa verso le 10 per uscirci un’oretta) e vivo in un appartemaneto, ma potrei dedicargli tutto il pomeriggio o un paio di ore con lunghe passeggiate e giochi, ma…basterebbe? Dovrei sniffare in giro se ci sono dei corsi di agility dove il cane potrebbe svagarsi in un modo diverso. Ma io le pecore in città mica le troverò!!! Aiuto 🙁

    • Ma io direi che ne hai di tempo a dedicare al cane, tutti i pomeriggi in settimana più i weekend, se non lo puoi prender tu acd chi può prenderlo?
      In settimana corse al parco e nel week end ti potresti dare a qualche attivita tipo agility, disc dog, fly ball..

  4. Ciao Valeria, grazie per l’articolo, molto esauriente, io ne ho due e come si dice…ogni scarrafone è bello a mamma sua…io ne sono innamoratissima, forse l’unica nota leggermente stonata è la fotografia del cane che morde i garretti del cavallo. Proprio non ci sta, perchè ai cattle dog deve essere vietato avvicinarsi ai cavalli i quali possono ucciderli con un calcio. Differente è il calcio della mucca ai quali sono stati abituati da decenni.Il cavallo poi dovrebbe essere amico perchè accompagnava nelle praterie i proprietari del bestiame che doveva essere radunato.Molti allevatori europei sono decisamente contrari a far mordere i garretti ai cavalli….volevo scriverlo solo per precisazione.Grazie per tutti gli articoli che leggo sempre con grande interesse.

  5. Ciao a tutti, ho appena letto la descrizione e volevo chiedervi alcuni consigli.
    Abbiamo preso da poco un ACD da un maneggio di proprietà di alcuni amici.
    Ci hanno consigliato questa razza proprio per le caratteristiche sopra riportate.
    Il cane ha 3 mesi, ma a differenza dell’articolo sopra morde e mordicchia praticamente tutto.
    Mani, piedi, viso ed orecchie comprese, ma è normale??????
    Cerchiamo di fargli capire che ci fa male sgridandolo, facendolo uscire di casa oppure dandogli qualche pacchetta sul naso, ma ribatte abbaiando e cercando di mordere.
    Consigli???

  6. Ciao_a_tutti_sono_Marco_innamoratoperso_dell`ACD_sara`perche`allevo_cavalli_e_mucche_mi_affascinano_veramente_tantissimo_complimenti_per_l`articolo_e`_molto_bello

  7. Premesso che vi faccio i complimenti per l’articolo che è molto chiaro.
    è evidente la vostra passione per questa razza sconosciuta per molti.
    Sono cani bellissimi e coraggiosi come pochi.
    Vorrei sapere da voi una cosa un pò particolare…Ho letto in una scheda di questa razza che hanno una caratteristica assai stravagante: il loro abbaio ricorda quello di una civetta!
    E’ vero??????
    Se si avreste un video????
    Io sto facendo una ricerca sulle razza canine più curiose per il mio blog, ma non riesco a trovare un contro riprova di questo fatto.

  8. Finalmente sono riuscito a comprare un A C D una bellissima femminuccia bleu ffffantasticaa …Speriamo bene con il lavoroo in Fattoria piano piano senza fretta con dolcezza imparerà il mestiere più bello del mondo!!!!!!!!!!!! ciao a tutti Marco

  9. Io mi sto innamorando alla velocità della luce di questo intrepido cagnolino. Lo trovo bellissimo perché sembra un meticcetto, una razza naturale australiana. A vederci chiaro, non è una razza naturale ma i fattori sono riusciti a creare l’ausiliare perfetto per la loro “nicchia ecologica”: la fattoria. Vorrei appassionarmi ancora di più e mettermi a studiarla, la razza, ma per noi cinofili non c’è verso di sapere tutto. Per sapere tutto bisognerebbe rimanere consapevoli superficiali. Mi piacerebbe studiarlo l’Acd perché ha tutto per andare d’accordo con me! ma studiare una seconda razza.. chi lo trova il tempo? è rustico, arzillo,impertinente, simpaticone, cocciuto malleabile… ha tutte le carte in regola per andare d’accordo col sottoscritto!!

  10. Complimenti all’autrice, davvero la migliore descrizione che abbia mai letto sull’ACD.
    Il carattere poi, è lui!

    Per la mia misera esperienza, ci aggiungerei solo, la voglia di “radunare”, tutto quello, che si muove, bipedi compresi 😀

    Il verso della civetta, direi proprio di no, hanno si qualche vocalizzo un po’ diverso, ma azzardo l’ipotesi, che si tratti, di qualche gene residuo, del dingo australiano.

  11. Salve, anzitutto complimenti per l’ articolo, ma avrei due domande sulle uniche cose che non mi sono chiare.

    1)è un cane che ha davvero forte territorialità, ed è “credibile” come cane da guardia e da difesa? O lo è come può esserlo chessò uno Schnauzer medio… quindi fino ad un certo punto 😀
    Inoltre, qual’ è il suo comportamento nei confronti degli estranei, specie nel suo territorio?

    2)La durata di vita media realistica qual’ è? Ok, un esemplare ha raggiunto la stratosferica età di 29 anni, ma quanto è lecito aspettarsi possa più o meno vivere un esemplare di questa razza?

    grazie.

  12. Ho preso da poco un cattle dog e vi dico solamente che alla tenera età di sei mesi impedirebbe volentieri alla mia meticciona di 35 kg ( pastore tedesco x maremmano) di mangiare. Il condizionale è d’obbligo perché forse contravvenendo alle regole dell’etologia io pretendo che ciascuno mangi dalla sua ciotola e senza tante storie.
    Per il resto è un cucciolo adorabile, giocherellone, intelligentissimo e combinaguai ( come tutti i cuccioli).
    A livello di differenze con altri cani che ho avuto, mi sembra che il verso che usa per farmi feste, specie quando è da un po’ che non mi vede sembri quasi il ” fifi” di un uccellino : non so bene come renderlo, ma vi assicuro che se doveste udirlo senza vedere l’animale dubito lo attribuireste ad un cane.
    Mi piacerebbe poter scambiare esperienze con altri proprietari ed allevatori, anche perché in italiano si trovano ben poche informazioni su questa razza, magari che possano anche suggerirmi dei buoni libri sull’argomento.

  13. Ciao Graziano. Dubito che il tuo sia della stessa cucciolata. Anche perché erano solo due: una femmina ed un maschietto, quello che ho preso io. 🙂 Tu sei andato in allevamento o da un privato?

  14. sono pazzamente innamorata di questo cane… Ho avuto solo dobermann, ma prima o poi! Lo trovo di una bellezza incredibile!

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